Gaza, riapre il valico di Rafah: "Solo ai residenti". Israele: "Stop alle attività di Msf"
MondoCome ha precisato Israele, il valico consentirà ora il passaggio esclusivamente ai residenti palestinesi del territorio. in via sperimentale per consentire il passaggio dei feriti. Come hanno riferito tre fonti, la riapertura ufficiale e regolare è prevista per lunedì 2 febbraio. Intanto, Israele ha annunciato che "porrà fine" alle attività di Msf a Gaza dopo che l'organizzazione non ha fornito l'elenco del suo personale palestinese
Il valico di Rafah tra Gaza ed Egitto è stato riaperto. Ad annunciarlo è stato Israele, precisando che al momento la riapertura consentirà il passaggio esclusivamente ai residenti palestinesi del territorio. Come ha precisato il Cogat, l'organismo del ministero della Difesa israeliano che coordina gli affari civili palestinesi, il movimento dei palestinesi in entrata e in uscita dovrebbe iniziare solo a partire dal 2 febbraio. L'organismo ha poi confermato che il valico è stato riaperto per i test e per una valutazione del funzionamento, ma "non è ancora attivato il movimento delle persone". Chiuso nel maggio 2024 quando le Idf ne hanno preso il controllo, il valico rappresenta un passaggio vitale sia per i civili che per gli aiuti.
Nel frattempo, Israele ha annunciato che "porrà fine" alle attività di Msf a Gaza dopo che l'organizzazione non ha fornito l'elenco del suo personale palestinese. Mentre Save the Children denuncia una "nuova ondata di violenze a Gaza".
La riapertura del valico di Rafah
L'ingresso e l'uscita dal valico di Rafah "saranno consentiti in coordinamento con l'Egitto, previa autorizzazione di sicurezza delle persone da parte di Israele e sotto la supervisione della missione dell'Unione Europea", ha rimarcato il Cogat. Tuttavia, i dettagli chiave restano poco chiari: tra questi, il numero di persone che potranno attraversarlo e il passaggio relativo a coloro che cercano di tornare a Gaza. Secondo quanto ha riferito una fonte all'AFP, ci sarà una prima parte dedicata ai preparativi e agli accordi logistici e una prima riapertura in via sperimentale per consentire il passaggio dei feriti. Ma la riapertura ufficiale e regolare è prevista per lunedì 2 febbraio, hanno riferito tre fonti al valico.
Israele interrompe le attività di Msf: "Fuori dalla Striscia entro il 28 febbraio"
"Il ministero per gli Affari della Diaspora e la Lotta all'Antisemitismo si sta muovendo per interrompere le attività di Medici Senza Frontiere (Msf) nella Striscia di Gaza", ha annunciato il ministero. La decisione arriva a seguito della "mancata presentazione da parte di Msf degli elenchi del personale locale, un requisito applicabile a tutte le organizzazioni umanitarie che operano nella regione", ha aggiunto, affermando che l'ong cesserà le sue attività e lascerà Gaza entro il 28 febbraio.
I recenti attacchi israeliani a Gaza
Nel frattempo, non si fermano le violenze e gli attacchi israeliani nei territori palestinesi. Oltre trenta palestinesi, tra cui almeno sette bambini, sono stati uccisi a seguito di una serie di attacchi su Gaza City e Khan Younis. Si tratta di uno dei più alti bilanci di vittime da quando a ottobre scorso è entrata in vigore la tregua a Gaza. Altre 32 persone invece sono rimaste ferite: di queste, alcune sono in condizioni critiche. Il Qatar ha condannato le "ripetute violazioni israeliane" del cessate il fuoco, come ha dichiarato il ministero degli Esteri in una nota, descrivendo gli attacchi come una "pericolosa escalation" che potrebbe "minare gli sforzi regionali e internazionali per consolidare la tregua”. Doha, che ha contribuito a mediare l'accordo di cessate il fuoco con il Cairo e Washington, entrato in vigore il 10 ottobre, ha affermato che gli attacchi costituiscono "una minaccia diretta al processo politico in corso" e ha invitato Israele a "rispettare pienamente" i termini dell'accordo.
Albanese: "A Gaza non è un cessate il fuoco, violenza anche in Cisgiordania"
Secondo la relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, quello a Gaza "non è un cessate il fuoco". "Si sono ridotti i numeri degli uccisi, ma in meno di quattro mesi l'esercito israeliano ha ammazzato oltre 500 persone solo a Gaza. E anche in Cisgiordania c'è violenza, inferta in altro modo. Ma si parla di pace", ha ribadito Albanese. "Oggi possiamo dire che la pressione di Trump affinché si parlasse di pace aveva due obiettivi: velocizzare l'ingresso degli Usa nelle vicende mediorientali" e "mettere a tacere l'opinione pubblica internazionale", ha aggiunto la relatrice speciale Onu, secondo cui "siamo al punto più basso della diplomazia italiana in Medio Oriente". Per quanto riguarda invece il Board of Peace: "Sconcerta che altri Stati aderiscano: si mira a sfaldare il sistema multilaterale dell'Onu, più o meno democratico".
Save the Children: "Nuova ondata di violenze"
"Le notizie che parlano di altri bambini uccisi dalle forze israeliane fanno purtroppo pensare all'inizio di una nuova ondata di violenze a Gaza". Questa è la denuncia di Shurouq, multimedia manager di Save the Children a seguito della nuova escalation di violenze nella Striscia. "Nelle ultime 24 ore, infatti, l'intensità dei raid è stata la più grave alla quale abbiamo assistito da ottobre. In attesa che il valico di Rafah venga riaperto, dobbiamo tenere alta l'attenzione sulla sofferenza che continua a colpire gli abitanti di Gaza e fare tutto il possibile perché i bambini non continuino a pagare più degli altri il peso di questa violenza senza fine", ha aggiunto.