Gaza, Israele riaprirà parzialmente il valico di Rafah. Ong: "Nuova ondata di violenze"

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Dopo mesi di sollecitazioni da parte delle organizzazioni umanitarie, la riapertura avverrà, prima, in via sperimentale per consentire il passaggio dei feriti. Il valico, chiuso nel maggio 2024 quando le Idf ne hanno preso il controllo, rappresenta un passaggio vitale sia per i civili che per gli aiuti. Come hanno riferito tre fonti, la riapertura ufficiale e regolare è prevista per lunedì 2 febbraio

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Israele è pronto a riaprire parzialmente oggi il valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Dopo mesi di sollecitazioni da parte delle organizzazioni umanitarie, la riapertura avverrà, prima, in via sperimentale per consentire il passaggio dei feriti. Il valico di Rafah, chiuso nel maggio 2024 quando le Idf ne hanno preso il controllo, rappresenta un passaggio vitale sia per i civili che per gli aiuti. "Il valico di Rafah aprirà in entrambe le direzioni, con un movimento limitato di persone", ha dichiarato il Cogat, l'organismo del Ministero della Difesa israeliano che sovrintende agli affari civili nei Territori Palestinesi Occupati. Come hanno riferito tre fonti, la riapertura ufficiale e regolare del valico è prevista per lunedì 2 febbraio. Nel frattempo, non si fermano le violenze e gli attacchi israeliani nei territori palestinesi, con l'ultimo tragico bilancio che ha registrato oltre trenta morti a Gaza City e Khan Younis, tra cui almeno sette bambini. Save the Children denuncia una "nuova ondata di violenze a Gaza".

La riapertura del valico di Rafah

L'ingresso e l'uscita dal valico di Rafah "saranno consentiti in coordinamento con l'Egitto, previa autorizzazione di sicurezza delle persone da parte di Israele e sotto la supervisione della missione dell'Unione Europea", ha rimarcato il Cogat. Tuttavia, i dettagli chiave restano poco chiari: tra questi, il numero di persone che potranno attraversarlo e il passaggio relativo a coloro che cercano di tornare a Gaza. Secondo quanto ha riferito una fonte all'AFP, ci sarà una prima parte dedicata ai preparativi e agli accordi logistici e una prima riapertura in via sperimentale per consentire il passaggio dei feriti. Ma la riapertura ufficiale e regolare è prevista per lunedì 2 febbraio, hanno riferito tre fonti al valico.

I recenti attacchi israeliani a Gaza

Nel frattempo, non cessano gli attacchi israeliani.Oltre trenta palestinesi, tra cui almeno sette bambini, sono stati uccisi a seguito di una serie di attacchi su Gaza City e Khan Younis. Si tratta di uno dei più alti bilanci di vittime da quando a ottobre scorso è entrata in vigore la tregua a Gaza. Altre 32 persone invece sono rimaste ferite: di queste, alcune sono in condizioni critiche. Il Qatar ha condannato le "ripetute violazioni israeliane" del cessate il fuoco, come ha dichiarato il ministero degli Esteri in una nota, descrivendo gli attacchi come una "pericolosa escalation" che potrebbe "minare gli sforzi regionali e internazionali per consolidare la tregua”. Doha, che ha contribuito a mediare l'accordo di cessate il fuoco con il Cairo e Washington, entrato in vigore il 10 ottobre, ha affermato che gli attacchi costituiscono "una minaccia diretta al processo politico in corso" e ha invitato Israele a "rispettare pienamente" i termini dell'accordo.  

Save the Children: "Nuova ondata di violenze"

"Le notizie che parlano di altri bambini uccisi dalle forze israeliane fanno purtroppo pensare all'inizio di una nuova ondata di violenze a Gaza". Questa è la denuncia di Shurouq, multimedia manager di Save the Children a seguito della nuova escalation di violenze nella Striscia. "Nelle ultime 24 ore, infatti, l'intensità dei raid è stata la più grave alla quale abbiamo assistito da ottobre. In attesa che il valico di Rafah venga riaperto, dobbiamo tenere alta l'attenzione sulla sofferenza che continua a colpire gli abitanti di Gaza e fare tutto il possibile perché i bambini non continuino a pagare più degli altri il peso di questa violenza senza fine", ha aggiunto.

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