Lo speciale su Davos - World Economic Forum
Arrow-link
Arrow-link

Gaza, Board of Peace. Trump a Davos: "Tutti vogliono aderire". Ma Londra si sfila

©Ansa

Il presidente Usa ha firmato lo Statuto del Board of Peace e ha invitato sul palco, a Davos, i 20 rappresentanti dei paesi che hanno aderito al Consiglio. Il tycoon ha detto che il Consiglio per la pace collaborerà con "molti altri, tra cui le Nazioni Unite". Trump si è detto "onorato" della presenza dei leader sul palco, ringraziando anche l'ex premier britannico Tony Blair che fa parte del comitato esecutivo, mentre il Regno Unito ha declinato la partecipazione. Meloni frena sulla partecipazione dell'Italia

in evidenza

Il presidente Usa Donald Trump ha firmato lo Statuto del Board of Peace e ha invitato sul palco, a Davos, i 20 rappresentanti dei paesi che hanno aderito al Consiglio. Il presidente americano, prendendo la parola alla cerimonia per la firma, ha affermato che è una giornata molto emozionante e che "tutti vogliono farne parte" . Il tycoon ha detto che il Consiglio per la pace collaborerà con "molti altri, tra cui le Nazioni Unite".

Sono 20 al momento i Paesi che hanno accettato di entrare nel Board of peace, secondo una lista diffusa dai media americani: Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam. Non entrano per il momento quasi tutti i Paesi dell'Ue, dall'Italia, alla Germania, alla Francia, e poi anche Norvegia e Regno Unito.

Giorgia Meloni, infatti, ha frenato sulla partecipazione dell'Italia al consiglio di pace per Gaza parlando di momentanea "incompatibilità costituzionale con lo status del board". Ma restiamo "aperti e interessati", ha precisato la premier. 

Putin ha invece già accettato l'invito del presidente Usa a farne parte, aveva annunciato lo stesso Trump. 

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Questo liveblog termina qui:

Per tutti gli aggiornamenti segui la diretta di Sky TG24 del 23 gennaio

Iran, Trump: "Molto presto dazi del 25% a Paesi in affari"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che "molto presto" gli Stati Uniti imporranno dazi del 25 per cento ai Paesi che fanno affari con l'Iran. 

Trump: "Le nostre navi si muovono verso l'Iran, vedremo cosa succede"

"Abbiamo molte navi che vanno nella direzione" dell'Iran per "ogni evenienza. Vedremo cosa succede. Preferirei non vedere nulla, ma le stiamo osservando molto attentamente". Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato da Cnn, lasciando intendere che preferirebbe non usare gli asset militari americani che si stanno muovendo verso il Paese. 

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump

Il presidente degli Stati Uniti ha coinvolto a vari livelli il Paese in crisi internazionali talvolta già aperte ma anche ‘battezzate’ dallo stesso tycoon. Se in Venezuela gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare per catturare il dittatore Nicolas Maduro e adesso si discute del futuro del Paese, la Groenlandia è finita al centro dell’attenzione di Trump che la considera “fondamentale” per la sicurezza a stelle e strisce. Sullo sfondo restano le proteste in Iran, con il regime degli ayatollah che sembra in bilico, ma non solo. Un clima di tensione tale che, secondo il commissario Ue Andrius Kubilius, per l'Europa "adesso è il momento di realizzare" quanto prefissato sulla difesa, "perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti".

Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump

Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump

Vai al contenuto

Iran, Reza Pahlavi: almeno 20mila morti

"Ci sono stati almeno 20mila morti in Iran nelle ultime due settimane e stanno continuando a torturare". Lo afferma Reza Pahlavi, figlio del deposto scià, a 'Cinqueminuti'. Pahlavi non crede che il regime sia saldo e si dice pronto a guidare "un governo di transizione"

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm el-Sheikh: i piani di pace negli ultimi decenni

Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

Vai al contenuto

Proteste in Iran, decine di vittime chiuse nei sacchi neri. VIDEO

Familiari si sono radunati fuori dal centro di medicina legale di Kahrizak, a Teheran, per identificare i corpi delle vittime delle proteste. La tv di Stato ha mostrato sacchi mortuari parlando di morti causate da “terroristi armati”.

Proteste in Iran, decine di vittime chiuse nei sacchi neri. VIDEO

Proteste in Iran, decine di vittime chiuse nei sacchi neri. VIDEO

Vai al contenuto

Siria, Wall Street Journal: "Usa valutano ritiro completo truppe"

Gli Stati Uniti stanno valutando un ritiro completo delle truppe dalla Siria, alla luce del progressivo indebolimento delle Forze democratiche siriane (Sdf) a guida curda, storico alleato di Washington. Secondo quanto riferito al Wall Street Journal da funzionari americani, il Pentagono starebbe rimettendo in discussione l’utilità della presenza militare dopo che il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha riconquistato ampie aree del nord-est del Paese con un’offensiva che ha quasi portato al collasso le milizie curde. Una decisione simile porrebbe fine all’operazione avviata nel 2014 sotto Barack Obama contro lo Stato islamico. Attualmente in Siria sono dispiegati circa mille soldati statunitensi, perlopiù nel nord-est e nella base di Al Tanf, con la missione principale di impedire la rinascita dell’Isis.

Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata in una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.

Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

Vai al contenuto

Iran, Pahlavi: "Regime spara a feriti in prigioni e ospedali su ordine di Khamenei"

"C'è una ragione per cui il regime ha tagliato ogni comunicazione diretta con il mondo esterno. Le informazioni che siamo riusciti a ottenere dal blackout in poi dimostrano che non solo massacrano brutalmente le persone, ma si recano addirittura negli ospedali e nelle prigioni, dove sparano per uccidere i feriti sotto l'ordine diretto di Khamenei". Lo ha affermato a Cinque Minuti il figlio dell'ultimo shah, Reza Pahlavi. "Non lasciano vivo nessuno, questa è la portata delle atrocità e del modo di operare del regime - ha aggiunto - Il bilancio delle vittime sappiamo che è molto alto, almeno 20mila persone sono morte nelle ultime due settimane". 

Meloni: "Sul Board per Gaza c'è un problema costituzionale"

La presidente del Consiglio, ospite della puntata per i 30 anni di Porta a porta, spiega che nell’Artico "sicuramente c'è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi e che fanno gola a molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo". E sul Board per Gaza: "La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all'articolo 11" della Costituzione.

Meloni: 'Sul Board per Gaza c'è un problema costituzionale'

Meloni: 'Sul Board per Gaza c'è un problema costituzionale'

Vai al contenuto

Putin ad Abu Mazen: istituire Stato Palestina

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha confermato oggi al Cremlino al Presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), l'approccio "coerente e basato sui principi" alla questione palestinese. "Crediamo che solo l'istituzione e il pieno funzionamento dello Stato palestinese possano portare a una soluzione duratura del conflitto in Medio Oriente", ha affermato Putin. Lo scrive l'agenzia palestinese.

Putin ad Abu Mazen: "Istituire Stato Palestina"

Il Presidente russo, Vladimir Putin, ha confermato oggi al Cremlino al Presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), l'approccio "coerente e basato sui principi" alla questione palestinese. "Crediamo che solo l'istituzione e il pieno funzionamento dello Stato palestinese possano portare a una soluzione duratura del conflitto in Medio Oriente", ha affermato Putin. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa.

Schlein: "Italia non può e non deve partecipare al Board of Peace di Trump"

"Questo Board of Peace, che è un Onu a pagamento, fatto ad uso e consumo e su misura degli interessi di Trump, a cui il governo italiano non deve e non può partecipare". Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando a margine del pre-vertice del Partito Socialista Europeo a Bruxelles. "Il ruolo che la storia consegna al nostro Paese è quello di difendere il diritto internazionale, le sedi multilaterali e farle funzionare meglio per costruire dialogo tra gli Stati e anche la pace", ha concluso Schlein.

Logo Board of Peace in stile Onu fa discutere, tra Usa al centro e Gaza assente

Doveva essere il simbolo della nuova diplomazia globale targata Donald Trump, da tempo critico verso le Nazioni Unite e desideroso di costruire un’alternativa, ma il logo del neonato "Board of Peace" per Gaza, presentato a Davos, sembra trasmettere un messaggio molto in linea con la sua visione: l’America di nuovo al centro del mondo. Durante la firma dell’atto costitutivo dell’organismo, l’emblema svelato raffigura un globo dorato incorniciato da rami d’ulivo, con una mappa del mondo fortemente incentrata sul Nord America, mentre Europa, Africa, Medio Oriente e gran parte dell’Asia risultano assenti o appena accennati. La scelta grafica ha immediatamente alimentato paragoni con il logo delle Nazioni Unite e dell’Unione europea, dai quali riprende il motivo del globo e della corona, ma in una versione giudicata da molti "americanocentrica" e vistosa, quasi interamente dorata rispetto alle tonalità di blu dominanti per Ue e Onu. In molti sui social hanno sottolineato l’ironia di un simbolo pensato per un organismo inizialmente dedicato a Gaza che non rappresenta - neanche accennata - la regione mediorientale. Molti utenti hanno definito il marchio una versione dell’Onu "immersa nell’oro" o in "finto oro pacchiano", ricordando che l’emblema delle Nazioni Unite utilizza un globo neutro, centrato sul Polo Nord per garantire equità geografica, in tonalità sobrie di blu e bianco. Qui, al contrario, domina un oro metallico con la mappa zoomata sugli Stati Uniti. 

Schlein: "Board of Peace è Onu a pagamento. Governo rifiuti"

"Questo Board of Peace, è un Onu a pagamento, fatto a uso e consumo e su misura degli interessi di Trump, a cui il governo italiano non deve e non può partecipare". Lo ha dichiarato la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando alla stampa a margine della riunione pre-vertice del Partito socialista europeo. "Il mondo di prima non tornera'. Dobbiamo cambiare, reagire, dobbiamo adattarci a questo mondo nuovo, e la risposta dell'Europa non puo' che essere la difesa del multilateralismo, delle sedi multilaterali come l'Onu, che vanno fatte funzionare, e non certo sostituite con un gioco nelle mani di Trump", ha concluso. 

Macron: "Colloqui con presidente siriano 'per costruire Siria unita"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato in questi giorni con il presidente siriano Bashar al Assad e con le principali autorità di quel paese nell'obiettivo di fornire "appoggio alle autorità siriane per costruire una Siria unita, sovrana e rispettosa di tutte le sue componenti, nel rispetto dei nostri interessi di sicurezza e in particolare della lotta contro il terrorismo": ne dà notizia un comunicato dell'Eliseo. La soluzione sostenuta da Parigi prevede "una tregua permanente e un'applicazione dell'accordo del 18 gennaio sulle basi che garantiscono l'unità della Siria e il rispetto di tutte le componenti, in particolare delle sue popolazioni curde".

Nuovo interrogatorio per capo gabinetto Netanyahu

Nuovo interrogatorio per Tzachi Braverman, capo di gabinetto del premier israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di aver ostacolato le indagini relative allo scandalo BibiLeaks, la sottrazione e il passaggio di informazioni classificate a media internazionali per influenzare l'opinione pubblica israeliana in linea con le posizioni del governo. E' la seconda volta che gli investigatori lo interrogano dopo che e' venuto alla luce lo scandalo de 'l'incontro notturno': l'ex portavoce di Netanyahu, Eli Feldstein - sotto indagine nel caso Bibileaks e nel Qatargate - ha dichiarato che Braverman sapeva di un'indagine segreta sulla fuga di notizie mesi prima che fosse resa pubblica e gli aveva assicurato che l'avrebbe bloccata. Braverman e' in predicato di diventare prossimo ambasciatore di Israele nel Regno Unito. 

Peña rivendica il ruolo del Paraguay nel Board for Peace su Gaza

Il presidente del Paraguay Santiago Peña ha esaltato la partecipazione del suo Paese al Board for Peace su Gaza, lanciato su iniziativa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Davos, a margine del Forum economico mondiale. In una serie di messaggi pubblicati su X, Peña ha sottolineato il valore politico dell'iniziativa, che a suo avviso "rimette la pace al centro dell'agenda mondiale", rivendicando il contributo del Paraguay come Paese fondato sul dialogo e sulla costruzione di consenso. Peña ha definito un "onore profondo" la presenza del Paraguay tra i membri fondatori della Junta, interpretandola come un segnale del rinnovato protagonismo del Paese sulla scena diplomatica internazionale. "Il Paraguay risponde all'appello con principi saldi", ha scritto il capo dello Stato, richiamando la "forza serena" di una nazione con una storia segnata da pace e rispetto tra i popoli. Il Paraguay ha sottoscritto l'atto costitutivo insieme ad altri 19 Stati. La partecipazione al Board resta tuttavia subordinata al pagamento di una quota di adesione pari a 1 miliardo di dollari e alla volontà della presidenza dell'organismo, inizialmente affidata agli Stati Uniti. Peña ha chiarito che Asunción non è in grado di contribuire finanziariamente, ma può mettere a disposizione l'esperienza diplomatica maturata in precedenti processi di mediazione. In assenza del contributo economico, la presenza del Paraguay dovrà essere rinnovata dopo tre anni. (

Hamas chiede agli Usa di revocare le sanzioni alle ong palestinesi

Hamas ha chiesto a Washington di fare marcia indietro sulle nuove sanzioni imposte a organizzazioni palestinesi, definendole "ingiuste e oppressive", dopo che gli Stati Uniti hanno colpito sei associazioni attive nella Striscia di Gaza accusate di legami con l'ala militare del movimento. Lo riferisce l'Afp. Secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, le ong sanzionate dichiaravano di fornire assistenza medica ai civili palestinesi ma in realtà sostenevano Hamas, mentre ulteriori misure hanno riguardato un gruppo coinvolto nell'organizzazione di flottiglie civili dirette verso Gaza per forzare il blocco marittimo israeliano. Il Tesoro ha inoltre indicato la Popular Conference for Palestinians Abroad come principale organizzatrice delle flottiglie, sostenendo che avrebbe agito clandestinamente per conto di Hamas.

Tajani: "Favorevoli a sanzioni contro responsabili repressione in Iran"

Il governo italiano è favorevole a "un nuovo pacchetto di sanzioni incisive ed efficaci dirette contro chi ha ordinato i massacri e li ha eseguiti" in Iran. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato, spiegando che si intende approvare le misure "già in occasione del prossimo Consiglio affari esteri a Bruxelles la settimana prossima". "Stiamo valutando se inserire nella lista delle organizzazioni terroristiche nel complesso i Pasdaran", ha aggiunto, spiegando che "sono due cose distinte". "Stiamo valutando, diciamo positivamente, con i nostri partner", ha concluso. 

Usa: attivista pro‑Gaza Khalil sarà espulso in Algeria

L'attivista Mahmoud Khalil, arrestato durante le proteste per Gaza alla Columbia University di New York, sarà espulso in Algeria. Lo ha riferito la vice segretaria alla Sicurezza nazionale, Tricia McLaughlin, a NewsNation. “È un monito a coloro che si trovano in questo paese con un visto o su una carta verde. Sei un ospite in questo paese, comportati come tale”, ha detto.

Khalil, 31 anni, palestinese con genitori di origine algerina, è nato in un campo profughi in Siria. Dopo la laurea in informatica all’Università americana di Beirut, nel 2024 ha conseguito un master in Affari internazionali alla Columbia University. Nello stesso anno ha ottenuto lo status di residente permanente legale negli Stati Uniti.

Madrid, 'l'entrata degli aiuti umanitari a Gaza è una priorità'

"Ho avuto una riunione con il primo ministro della Palestina, Mohammad Mustafa. Abbiamo affrontato la situazione a Gaza e in Cisgiordania". Con questo messaggio riversato su X, il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha dato oggi notizia di un incontro con il primo ministro palestinese, a margine del Foro Economico mondiale di Davos. "Gli ha ribadito il sostegno della Spagna al popolo palestinese e all'Autorità Nazionale Palestinese", scrive Albares nel testo, in cui mette in evidenza che "L'entrata di tutti gli aiuti umanitari necessati a Gaza è una priorità". 

Board of Peace, Trump: "Tutti vogliono entrare"

"Tutti vogliono entrare nel Board of Peace", assicura il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mentre nella Congress Hall del Forum di Davos, la stessa che ieri ha ospitato il suo discorso, è in corso la cerimonia di lancio del Consiglio che, partito per coordinare la ricostruzione di Gaza, ha col tempo assunto i connotati di un’Onu parallela da lui guidata. "Tutti vogliono entrare nel Board of Peace", assicura il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mentre nella Congress Hall del Forum di Davos, la stessa che ieri ha ospitato il suo discorso, è in corso la cerimonia di lancio del Consiglio che, partito per coordinare la ricostruzione di Gaza, ha col tempo assunto i connotati di un’Onu parallela da lui guidata. e Prabowo Subianto, e di Qatar e Pakistan, entrambi presenti con il primo ministro. Spiccano inoltre il presidente azero Ilham Aliyev e l’influente ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan. 

Israele: Herzog su grazia a Netanyahu, 'processo ha impatto negativo sul Paese'

"La richiesta di grazia deve essere sottoposta a diversi pareri legali presso il ministero della Giustizia. Il processo ha un impatto negativo sul Paese, è necessario trovare soluzioni. Agisco in conformità con le leggi dello Stato". Lo ha detto ai media il presidente israeliano Isaac Herzog parlando della richiesta di grazia del primo ministro Benjamin Netanyahu. Riguardo alla richiesta ricevuta in merito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Herzog si è limitato a dichiarare: "Rispetto profondamente il presidente Trump".

Mosca, 'pronti a facilitare il dialogo con l'Iran'

La Russia chiede a tutte "le parti coinvolte" di impegnarsi in un "dialogo reciprocamente rispettoso e su un piano di eguaglianza" con l'Iran, e si dichiara pronta "facilitare questo in ogni modo possibile". Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Poco prima il presidente americano Donald Trump aveva detto che "adesso l'Iran vuole parlare, e noi parleremo".    "Rinunciare ad atteggiamenti di sfida e mostrare disponibilità per un dialogo reciprocamente rispettoso e su un piano di uguaglianza rende possibile raggiungere soluzioni che sono accettabili per tutte le parti interessate", ha osservato Zakharova, citata dall'agenzia Interfax. La Russia, ha aggiunto, rimane "in stretto contatto con i suoi partner iraniani, che condividono i loro giudizi sulla situazione in via di sviluppo, e sostiene coerentemente la de-escalation delle tensioni intorno all'Iran e in generale nell'intera regione". 

Iran: Pe, inserire Guardie della Rivoluzione in lista terroristi

In una risoluzione adottata dalla plenaria con 562 voti a favore, 9 contrari e 57 astensioni, il Parlamento europeo esprime la propria indignazione per la repressione e le uccisioni di massa perpetrate dal regime iraniano contro i manifestanti in Iran.

Il Parlamento chiede alle autorità iraniane, sotto il controllo di Ali Khamenei, di porre immediatamente fine alla violenza contro i manifestanti pacifici, fermare tutte le esecuzioni e cessare l’uccisione e la repressione dei civili. Esprimendo piena solidarietà al popolo iraniano, condanna fermamente l’uso diffuso, intenzionale e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza. I deputati esprimono forte preoccupazione per l’uccisione di migliaia di manifestanti, che segnala un inquietante passaggio nella repressione del regime iraniano dalla deterrenza all’eliminazione strategica, e chiedono il rilascio immediato e incondizionato di tutti i manifestanti, i difensori dei diritti umani e i giornalisti attualmente detenuti.

Mladenov, lieto per intesa su preparativi riapertura Rafah

Nickolay E. Mladenov, Alto rappresentante del Consiglio di Pace per Gaza, si è detto “lieto” che sia stato “raggiunto un accordo in merito ai preparativi per la riapertura del valico di Rafah”.

In un messaggio su X, l’ex ministro bulgaro ha sottolineato che, al contempo, sta “collaborando con Israele e il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza per accelerare la ricerca dell’ostaggio israeliano rimasto”.

Mladenov ha ringraziato il capo del nuovo comitato tecnico per la Striscia, “Ali Shaath, gli Stati Uniti, Israele e l’Egitto per il loro impegno”, sottolineando che il Consiglio sta “attualmente coordinando la logistica per l’attuazione di questo accordo”.

Shaath, in mattinata, ha annunciato la riapertura del valico di Rafah la prossima settimana. Nessun commento ufficiale da parte di Israele, che vi si è sempre opposta finché non sarà stata riconsegnata la salma di Ran Gvili, l’ultimo ostaggio ancora in mano ad Hamas a Gaza.

Netanyahu convoca governo per domenica su ultimo ostaggio e valico Rafah

Il primo ministro Benjamin Netanyahu convocherà una riunione di governo domenica per discutere della restituzione del corpo del sergente Ran Gvili (l'ultimo ostaggio rimasto a Gaza) e l'apertura del valico di Rafah.

Belgio smentisce la Casa Bianca, 'non abbiamo firmato per il Board di Gaza'

"Il Belgio non ha firmato la Carta del Consiglio di Pace. Auspichiamo una risposta comune e coordinata a livello europeo. Come molti paesi europei, nutriamo delle riserve sulla proposta". Lo precisa il ministro degli Affari esteri belga, Maxime Prevot, definendo "errato" l'annuncio della Casa Bianca, che ha inserito il Belgio tra i firmatari del Board of Peace di Gaza. 

Media, 'Israele smentisce riapertura valico di Rafah la prossima settimana'

Una fonte della sicurezza israeliana ha dichiarato ai media nazionali che "il valico di Rafah non sarà aperto fino a che Hamas non restituirà il corpo dell'ultimo ostaggio rimasto a Gaza. Non abbiamo ancora ricevuto istruzioni per l'apertura del valico", ha detto. La smentita, anche se non ufficiale, è arrivata dopo la dichiarazione del capo del comitato tecnico per Gaza, Ali Saath, che ha detto che riaprirà la prossima settimana. Talik, la madre dell'ostaggio morto ancora a Gaza, Ran Guaili, ha dichiarato ai media: "Non siamo stati informati di alcuna intenzione di aprire il valico di Rafah, e spero davvero che ciò non accada". 

L'India non ha preso parte al lancio del Board of Peace a Davos

L'India non ha preso parte all'evento a Davos in cui Donald Trump ha firmato lo Statuto del Board of Peace e ha invitato sul palco i 20 rappresentanti dei paesi che hanno aderito al Consiglio. Il premier Narendra Modi è tra i leader che hanno ricevuto l'invito dal  presidente Usa a far parte del Board, ma Delhi mantiene il silenzio e non si è ancora espressa con una risposta ufficiale sull'iniziativa. 

Trump: "Gaza diventerà una splendida proprietà"

"Sono un esperto di immobiliare e per me la posizione è tutto, e ho pensato: guardate questa posizione sul mare, guardate questo splendido pezzo di proprietà, cosa potrebbe rappresentare per così tante persone. Sarà davvero, davvero fantastico. Le persone che vivono così male vivranno così bene". Così Donald Trump, risalendo sul palco di Davos per la firma del Board of peace, dopo che il genero Jared Kushner aveva mostrato mappe e diapositive della 'Nuova Gaza'. Lo riporta Sky News. 

Rubio: "Altri aderiranno al Board, anche chi deve seguire procedure costituzionali"

"Voglio ringraziare ciascuno dei leader qui presenti oggi e tutti i paesi che si sono impegnati ad aderire, e molti altri che aderiranno. Altri o non sono qui oggi o devono seguire una procedura interna nel loro paese a causa di limitazioni costituzionali, ma altri aderiranno. Molti vogliono far parte di questo sforzo perché sarà uno sforzo di successo". E' quanto ha detto il segretario di Stato Marco Rubio durante la cerimonia di firma dell'atto costitutivo del Board of Peace. 

Putin: "Parlerò con Witkoff del miliardo per il Board of Peace"

Ricevendo oggi al Cremlino il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, Vladimir Putin ha ribadito che la Russia è pronta a destinare un miliardo di dollari per il Board of Peace per Gaza prelevandoli dai fondi russi congelati negli Usa, e ha annunciato che parlerà dell'argomento in un colloquio previsto questa sera con l'inviato americano Steve Witkoff. "Siamo pronti a destinare un miliardo di dollari alla nuova struttura 'Board of Peace', soprattutto e principalmente per sostenere il popolo palestinese", ha detto il presidente russo, citato dal servizio stampa del Cremlino. Tali fondi, ha aggiunto, dovranno essere destinati "alla ricostruzione della Striscia di Gaza e alla risoluzione dei problemi della Palestina". 

Putin

©Ansa

Ali Shaath: "Il valico di Rafah riaprirà la prossima settimana"

Il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto, chiuso dal maggio 2024, riaprirà in entrambe le direzioni la prossima settimana. Lo annuncia Ali Shaath, leader del comitato tecnocratico palestinese, in un videomessaggio alla firma del Board of Peace a Davos. Shaath afferma che "questo è un vero passo avanti e segna una nuova direzione". Ma aggiunge che c'è ancora molto lavoro da fare e che niente è facile. 

Davos, Kushner mostra la mappa con il piano di ricostruzione per Gaza

Il genero di Donald Trump, Jared Kushner, ha illustrato il progetto di ricostruzione della Striscia di Gaza al Forum di Davos. Su un grande schermo è stata proiettata prima una mappa della Striscia con le infrastrutture previste e poi delle immagini di 'New Gaza' e 'New Khan Younis' che mostrano città futuristiche piene di grattacieli simili a Dubai e Doha.

Trump: "La guerra a Gaza sta per finire, ora solo piccoli fuochi"

Donald Trump, nella cerimonia di firma del Board of Peace a Davos, ha affermato che la guerra a Gaza sta "davvero giungendo al termine" e che il conflitto ora consiste in "piccoli fuochi" che, a suo dire, possono essere spenti facilmente. Hamas probabilmente rispetterà i suoi impegni, afferma Trump, ma se non lo farà - perché "sono nati con i fucili in mano" - verrà distrutta. 

Putin: "Parlerò a Witkoff di uso beni congelati per Gaza"

Il presidente russo Vladimir Putin discuterà oggi con l'inviato americano Steve Witkoff della possibilita' di destinare alla ricostruzione di Gaza 1 miliardo di dollari di beni di Mosca congelati negli Stati Uniti. Lo ha riferito lo stesso Putin all'inizio del suo incontro al Cremlino con il leader palestinese Mahmoud Abbas. "Oggi sono previsti a Mosca un incontro e una discussione su questo tema," ha detto il presidente parlando della possibilità di utilizzare gli asset come contributo al Consiglio di Pace voluto dal presidente americano Donald Trump e formalmente istituito questa mattina a Davos. Putin vedrà in serata Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner. 

Trump e i leader firmano il Board of Peace, nessun principale alleato Usa presente

Donald Trump firma l'atto di creazione del Board of Peace, insieme alla ventina di leader che partecipano alla cerimonia a Davos, nessuno dei principali alleati degli Stati Uniti. Tra questi Viktor Orban, l'unico leader della Ue, e il presidente dell'Argentina, Javier Milei, entrambi alleati di ferro di Trump. Tra i firmatari anche la presidente del Kosovo, Vjosa Osmani. "La carta è ora pienamente in vigore e il Board of Peace è ora ufficialmente un'organizzazione internazionale", ha detto Trump.

Rubio: "Col Board of Peace nuova era grazie a Trump"

La presidenza di Trump "è una presidenza storica perché il presidente non si fa mettere limiti da ciò che altri giudicano possibile o impossibile". Lo ha detto segretario di Stato Marco Rubio alla cerimonia per la firma del Board of Peace per Gaza. "Siamo qui grazie alla visione" di Trump", ha detto Rubio. "Molti altri firmeranno" il trattato - ha detto Rubio - "si apre una nuova fase e una nuova era". 

Board of peace, i 20 Paesi che hanno accettato l'invito di Trump

Sono 20 al momento i Paesi che hanno accettato di entrare nel Board of peace, secondo una lista diffusa dai media americani: Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam.

Non entrano per il momento quasi tutti i Paesi dell'Ue, dall'Italia, alla Germania, alla Francia, e poi anche Norvegia e Regno Unito restano fuori.

Trump: "L'Onu ha grande potenziale ma non lo sfrutta"

L'Onu "ha un grande potenziale, è piena di persone fantastiche, ma non lo sfrutta". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump al Forum di Davos nel discorso di presentazione del Board of Peace che, ha assicurato, "sarà uno degli organismi più importanti del mondo".

Trump

©Ansa

Trump ai leader sul palco del Board of peace: "Mi piacciono tutti"

"Oggi avremo più dettagli per il comitato di pace, ha l'opportunità di essere uno degli organismi più importanti mai creati, lo prendo molto sul serio. Tutti ne vogliono far parte, ci sono i paesi che sono qui, sono tutti miei amici, un paio mi piacciono, un paio no. Ma quelli che sono qui mi piacciono tutti, sono grandi leader, grandi personaggi". Così Donald Trump alla cerimonia per la firma del Board of Peace a Davos. Sul palco una ventina di rappresentati di paesi che hanno aderito, tra i quali un rappresentante del Bahrein, un rappresentante del Marocco, il presidente dell'Argentina, il primo ministro dell'Armenia, il presidente dell'Azerbaigian, il primo ministro della Bulgaria, il primo ministro dell'Ungheria, il presidente dell'Indonesia, il vice primo ministro della Giordania, il presidente del Kosovo, il primo ministro del Pakistan, il presidente del Paraguay, il primo ministro del Qatar, il ministro degli esteri dell'Arabia Saudita, il ministro degli esteri della Turchia, un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, il presidente dell'Uzbekistan, il primo ministro della Mongolia.

Davos, Trump firma il Board of Peace seguito dai leader

Il presidente americano, Donald Trump, ha concluso il suo discorso di presentazione del Board of Peace al Forum di Davos e ha firmato il trattato che lo istituisce. Ora, presentati dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, i leader presenti stanno siglando il documento due alla volta, sedendosi alla destra e alla sinistra di Trump e stringendogli la mano. 

Iran, Trump: "Ora vuole il dialogo e ci parleremo"

"Adesso l'Iran vuole parlare e noi parleremo". Lo ha detto Donald Trump parlando a Davos in occasione della firma del Board of peace.

Davos, Trump: "Ho fermato 8 guerre, presto ne fermerò una nona"

Il presidente Usa, Donald Trump, nel suo discorso di presentazione del Board of Peace, ha di nuovo rivendicato di aver fermato "otto guerre", di aver portato "finalmente la pace in Medio Oriente" e di essere pronto a fermare presto un nono conflitto, chiaro riferimento all'Ucraina. Su questo punto Trump ha assicurato che sono stati fatti "grandi progressi" verso la pace. Il presidente americano ha poi sottolineato il suo ruolo nel cessate il fuoco a Gaza dove, ha sostenuto, "la gente non sta più morendo di fame perchè abbiamo fatto affluire aiuti umanitari record".

Trump: "Se Hamas non disarma sarà la fine per loro"

"Se Hamas non disarma sarà la fine per loro". Lo afferma Donald Trump nel suo discorso alla cerimonia per la firma del board of peace a Davos.

Trump: "Giornata emozionante, tutti vogliono essere nel Board of Peace"

Donald Trump, prendendo la parola alla cerimonia per la firma del Board of peace a Davos afferma che è una giornata molto emozionante e che "tutti vogliono farne parte" . Il tycoon afferma che il Consiglio per la pace collaborerà con "molti altri, tra cui le Nazioni Unite". 

Vescovi Hlc: "A Gaza catastrofe umanitaria"

“La Terra della Promessa si è ulteriormente ridotta ed è sempre più messa alla prova. Gaza rimane una catastrofe umanitaria. Le persone incontrate in Cisgiordania sono demoralizzate e impaurite. Le coraggiose voci israeliane che si esprimono a favore dei diritti umani e civili sono sempre più minacciate; la solidarietà con le voci emarginate ha un costo elevato. Temiamo che presto anche queste voci vengano messe a tacere”.  Lo denunciano i vescovi europei e nordamericani che fanno parte dell’Holy Land Coordination (Hlc), al termine dell’annuale pellegrinaggio di solidarietà che li ha portati,m anche tra i beduini Mihtawish, che vivono a Khan al-Ahmar (a est di Gerusalemme) e nel villaggio cristiano, sotto attacco dei coloni israeliani, di Taybeh, in Cisgiordania. Nella nota riportata dal Sir -i vescovi dell’Hlc denunciano: “Gli insediamenti in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale, continuano ad espandersi appropriandosi delle terre altrui. L’universalità dei diritti umani dovrebbe valere per tutti, senza eccezioni; invece viene inesorabilmente sostituita da un sistema in cui dignità e protezione dipendono dallo status civile”. Riaffermando “il diritto di Israele a esistere e quello degli israeliani a vivere in pace e sicurezza”, i vescovi europei e nordamericani chiedono “allo stesso modo che questi stessi diritti siano garantiti a tutti coloro che sono radicati in questa terra”. Da qui l’auspicio che “gli sforzi per la pace prevalgano sulla violenza e che cessino gli atti di terrorismo e di guerra. Esortiamo inoltre i nostri governi a esercitare pressioni su Israele affinché rispetti l’ordine internazionale fondato sulle regole e rilanci negoziati significativi verso una soluzione a Due Stati, a beneficio e sicurezza di tutti”. 

Tony Blair a Davos per la cerimonia per il Board of peace di Trump

Tony Blair è a Davos dove a breve è atteso l'annuncio dello statuto del Board of Peace di Donald Trump. L'ex primo ministro britannico è stato nominato nel Consiglio esecutivo, che dovrebbe "rendere operativa" la visione del consiglio riguardo alla transizione postbellica di Gaza. Lo scrive Sky News.  A Davos è presente anche Nikolay Mladenov, politico bulgaro nominato nel Board in qualità di Alto Rappresentante.

Iran, Herzog: "Futuro del Paese solo con cambio del regime"

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha dichiarato che il "cambio di regime" può essere l'unico futuro per l'Iran, dove le proteste di massa contro le autorità religiose hanno subito una repressione mortale. "Il popolo iraniano desidera ardentemente un cambiamento. Il popolo iraniano merita un cambiamento", ha dichiarato Herzog in un'intervista al World economic forum di Davos. "Il futuro per il popolo iraniano non può che essere in un cambio di regime, e questo deve avvenire nell'ambito del popolo iraniano, della comunità internazionale e del suo sostegno", ha aggiunto. "E' chiaro per me che il regime degli Ayatollah si trova in una situazione piuttosto fragile", ha aggiunto.

Cremlino: "Putin e Abu Mazen discuteranno del Consiglio di Pace per Gaza"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che l'agenda dell'incontro di oggi a Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente dell'Anp, Abu Mazen (Mahmud Abbas) prevede i temi della "creazione del Board of Peace e del possibile utilizzo dei beni russi congelati".  Peskov ha ricordato che ieri Putin aveva espresso la disponibilità di Mosca a stanziare un miliardo di dollari dei beni russi congelati negli Usa per il Board of Peace. "Naturalmente, le sfumature dovranno essere discusse. Lo stesso Putin ha annunciato ieri che questo argomento sarebbe stato discusso con Abbas", ha affermato Peskov. "Naturalmente, l'attenzione principale sarà rivolta alle relazioni bilaterali. La Russia è sempre stata una grande amica della Palestina. Ci siamo sempre impegnati per raggiungere una soluzione in Medio Oriente", ha dichiarato inoltre il portavoce del Cremlino. 

Israele, sciopero generale della comunità araba per boom criminalità

In Israele la leadership araba ha decretato per oggi uno sciopero generale in segno di protesta per l'incessante ondata di criminalità che colpisce la comunità. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel. La mobilitazione viene indetta per denunciare l'incapacità delle forze dell'ordine di arginare la crescente ondata di criminalità violenta. Dall'inizio dell'anno, 20 cittadini arabi hanno perso la vita in omicidi, mentre i leader locali accusano la polizia di non essere riuscita a contenere le uccisioni. Quasi tutte le citta' a maggioranza araba sono ferme oggi nell'ambito dell'azione di protesta nazionale, nata da uno sciopero locale a Sakhnin dopo che diversi negozianti sono stati presi di mira da sparatorie legate a estorsioni. L'Alto Comitato di Monitoraggio, la principale organizzazione ombrello della società araba, invita le masse a unirsi a una marcia alle ore 15 da una moschea di Sakhnin alla stazione di polizia più vicina. Anche i cittadini arabi beduini del sud stanno scioperando in massa e una manifestazione parallela si terrà a Rahat, la più grande città beduina di Israele.

Londra: "Gran Bretagna non parteciperà alla firma per il Board of peace" (2)

"C'è un'enorme mole di lavoro da fare, oggi non saremo tra i firmatari", ha dichiarato la titolare del Foreign Office. Per poi entrare nel merito delle preoccupazioni rispetto a una presenza del presidente russo: "Si tratta di un trattato legale che solleva questioni molto più ampie, quando non abbiamo ancora visto alcun segnale da parte sua che ci sarà un impegno per la pace in Ucraina". I dubbi avanzati da Londra riguardano anche il fatto che l'organismo, voluto dal presidente americano Donald Trump e concepito inizialmente per supervisionare la ricostruzione di Gaza, prevede uno statuto tale da non limitarne il ruolo alla sola Striscia, con la possibilità di creare una rivalità rispetto all'Onu.

Schlein: "Board of peace è Onu a pagamento fatta su misura per Trump"

"Devono funzionare le Nazioni unite", il Board of peace per Gaza è "una Onu a pagamento fatta su misura e per gli interessi di Trump, l'Italia deve dire di no". Lo dice Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, ieri sera a Porta a porta.

"E' fondamentale" sostenere gli iraniani che manifestano "perché il regime teocratico sta attuando una brutale repressione dei più basilari diritti umani, si parla di più di 12mila vittime. Piena solidarietà agli iraniani che lottano per libertà, Il regime ha vergognosamente tolto internet per evitare che si vedesse la brutalità della repressione", dice poi.

Bisogna fare "attenzione a come" lo si fa, "l'Iran non è solo, È lo sforzo diplomatico che serve, bisogna dialogare con i Paesi vicini", aggiunge la leader dem.

Cremlino: "Disponibili a versare 1 miliardo per il Board solo se gli Usa sbloccano nostri asset"

Il Cremlino condiziona il trasferimento del miliardo di dollari chiesto dalla Casa Bianca ai partecipanti al Board of Peace allo sblocco, da parte degli Stati Uniti, degli asset russi congelati negli Usa, come detto già ieri sera da Vladimir Putin. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha anche precisato che non è ancora chiaro "come tale contributo sarà formalizzato giuridicamente, un tema che andrà discusso" e che comunque "richiede lo sblocco. Per cui sono necessarie alcune azioni da parte degli Stati Uniti".  

Media: "Intesa Usa-Hamas su consegna delle armi e mappe dei tunnel"

Fonti palestinesi riferiscono a Sky news Arabia che esiste un accordo tra Hamas e l'amministrazione statunitense, in base al quale l'organizzazione consegnerebbe le proprie armi e le mappe dei tunnel di Gaza in cambio dell'accettazione di Hamas come partito politico che non venga preso di mira. La consegna delle armi e delle mappe avverrebbe secondo un meccanismo non ancora reso noto. Le intese prevedono la possibilità per chi lo desidera, tra i leader politici e militari di Hamas, di lasciare la Striscia di Gaza, con un impegno americano affinché Israele non li colpisca, né colpisca in futuro i dirigenti che già si trovano all'estero. La fonte ha indicato la Turchia o un'altra destinazione disposta ad accoglierli come possibili mete. Secondo l'accordo, Washington intende integrare un certo numero di membri della polizia di Hamas e dei suoi ex funzionari nella nuova amministrazione di Gaza, a condizione che siano sottoposti a un controllo di sicurezza israelo-americano. 

Donald Trump annuncia nuovo “Board of Peace” per Gaza

Media: "Hamas consegnerà mappe tunnel e sarà riconosciuto come partito politico"

Una fonte palestinese ha dichiarato a Sky News in arabo che "esiste un'intesa tra Hamas e l'amministrazione americana. Il movimento consegnerà le sue armi e le mappe dei tunnel a Gaza in cambio del riconoscimento come partito politico". 

Secondo la fonte, in base a questi accordi, tutti i membri della leadership politica e militare di Hamas saranno autorizzati a lasciare Gaza se lo desiderano, e gli Stati Uniti si impegneranno affinché Israele non li attacchi in futuro. La fonte ha aggiunto che funzionari statunitensi lo hanno informato che Israele si oppone a questi accordi.

Herzog: "La vera prova del futuro per Gaza sarà l'uscita di Hamas"

La vera prova per il futuro di Gaza sarà l’uscita di Hamas come gruppo militare...ma c’è qualche indicazione che Hamas sia disposto ad andarsene? Se così non fosse, gli Stati arabi con cui ho parlato hanno detto che non entreranno come forza di polizia per disarmare Hamas né apriranno il fuoco sui palestinesi che potrebbero compiere atti che considerano resistenza". Lo ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog parlando al World Economic Forum. "È chiaro che nessuno è disposto a entrare a Gaza e combattere se non il nostro esercito, i nostri soldati, i nostri figli e le nostre figlie - ha detto Herzog -. Ed è altrettanto chiaro che ci sarà una scadenza entro cui non potremo più rimandare l’azione necessaria per garantire che i terroristi siano fuori. Nel frattempo, però, è in corso uno sforzo significativo, che viene discusso dalle varie parti dell’accordo e in riferimento alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu".

Londra: "Gran Bretagna non parteciperà alla firma per il Board of peace"

Il Regno Unito non prenderà parte oggi alla cerimonia di firma del Board of Peace con Donald Trump a causa delle "preoccupazioni circa la possibilità che il presidente Putin faccia parte di qualcosa che parla di pace": lo annuncia il ministro degli Esteri Yvette Cooper, come riporta Sky News. 

Meloni: "Board of peace? Nessun organismo può sostituire l'Onu"

"Non credo che un organismo del genere e che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato e tra l'altro le ricordo che il Board of Peace nasce all'interno, diciamo, nell'ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite. Quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite", Ospite ieri sera dei 30 anni di 'Porta a porta', Giorgia Meloni risponde alle domande di Bruno Vespa sul Board of peace for Gaza proposta da Donald Trump.

Meloni: "Italia aperta e disponibile, può giocare ruolo unico in realizzazione pace"

''La posizione dell'Italia è di apertura, nel senso che noi siamo aperti, disponibili e interessati per almeno due ragioni". Così Giorgia Meloni risponde ieri sera a Bruno Vespa che gli chiede del board per Gaza. ''La prima -spiega la premier- l'ho spiegata molte volte. Io penso che l'Italia possa realizzare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella prospettiva della costruzione dei due Stati e poi perchè in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell'Italia ma secondo me neanche da parte dell'Europa, quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante''.

La presenza di Vladimir Putin nel Board of Peace per Gaza "è una questione politica". Però "devo segnalare che in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare, ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi... ", ha precisato la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta.

''Vorrei ricordare -ha sottolineato Meloni- che la Russia siede nelle Nazioni Unite, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al G20. In qualsiasi organismo nel quale ci si siede, ci si siede con qualcuno che è distante. Il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di nuovo e niente di strano rispetto a tutti i meccanismi del multilateralismo''.

Herzog: "Dobbiamo costruire futuro di coesistenza e pace con palestinesi"

"Dopo il 7 ottobre, c'è stata molta riflessione e rianalisi tra gli israeliani su quale sia il modo migliore per vivere insieme ai nostri vicini. Penso che sia fondamentale costruire un futuro di coesistenza e pace tra israeliani e palestinesi. Ma come, quale sarà il formato politico e il risultato saranno discussi anche nelle nostre elezioni". E' quanto ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog nel suo intervento al World Economic Forum facendo riferimento alle elezioni previste in Israele quest'anno.

Herzog: "Deciderò in coscienza se graziare Netanyahu"

Il presidente israeliano deciderà se graziare il premier "in coscienza e in base alla legge" Lo ha ribadito Isaac Herzog in occasione di un colloquio al World Economic Forum di Davos. "Ho detto chiaramente che la nostra legge prevede che ogni richiesta di grazia è soggetta a una procedura" ha detto il Presidente commentando la sollecitazione venuta da Donald Trump in favore di Benjamin Netanyahu, "e in questo momento stiamo raccogliendo tutti i pareri necessari. Io rispetto moltissimo Trump, ma opero in base al nostro sistema giudiziario. L'indagine su Netanyahu sta avendo un impatto negativo sul nostro sistema e la decisione che prenderò sarà in base alla mia coscienza e alla legge".

Media: "Intesa Hamas-Usa per consegna armi e mappe tunnel"

Una fonte palestinese ha dichiarato a Sky News in arabo che "esiste un'intesa tra Hamas e l'amministrazione americana". Lo riporta il sito israeliano Ynet. In base a tale intesa, il movimento palestinese consegnerebbe le sue armi e le mappe dei tunnel a Gaza in cambio del riconoscimento come partito politico. Secondo la fonte anonima, l'accordo stabilirebbe che tutti i membri della leadership politica e militare di Hamas vengano autorizzati a lasciare Gaza se lo desiderano, e gli Stati Uniti si impegneranno affinché in futuro non vengano attaccati da Israele. Infine, la fonte palestinese ha precisato di essere stata informata dagli stessi funzionari statunitensi che al momento Israele si oppone a questa intesa.

Herzog: "Grande ipocrisia da difensori diritti"

Una "grande ipocrisia" avvolge la battaglia per i diritti civili che sembra fare differenze tra le condizioni della popolazione civile a Gaza e la battaglia del popolo iraniano per liberarsi del regime degli ayatollah. A dirlo è il presidente israeliano Isaac Herzog che da Davos chiede "dove sono oggi Susan Sarandon e tutti gli altri che manifestavano per Gaza". "Il popolo iraniano vuole e merita il cambiamento" dice il Presidente in una conversazione al World Economic Forum, "vivono in un regime opprimente che tortura, incarcera a schiaccia la naturale ambizione di un popolo a una vita migliore".

Herzog: "Ancora nubi minacciose su Israele"

"Nubi minacciose" incombono ancora su Israele, con "gli iraniano che si stanno riorganizzando e cercano di far credere che non sia cosi'" e con Hamas che sta facendo lo stesso a Gaza. A dirlo è il presidente israeliano Isaac Herzog in una conversazione al World Economic Forum di Davos. "Non dobbiamo e non possiamo rilassarci" ha detto Herzog, "con Hamas che si sta riorganizzando e sta cercando di fare passi indietro riguardo agli accordi. Oggi la bilancia pende a nostro favore, ma restiamo in un contesto volatile e pericoloso".

Herzog: "Nostra situazione migliore ma Iran si sta riorganizzando"

"Ci troviamo in una posizione migliore dopo aver combattuto eroicamente e con coraggio una guerra su più fronti, ma nubi oscure incombono ancora all’orizzonte. Ad esempio, per noi è chiaro che gli iraniani si stanno riorganizzando e non hanno mai smesso, nemmeno per un momento, nel loro intento di diffondere il terrore in tutto il mondo, oltre a portare avanti i loro grandi piani legati alle armi di distruzione di massa". E' quanto ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog nel suo intervento al World Economic Forum. "Sappiamo che Hezbollah sta cercando di fare lo stesso, nel senso di riorganizzarsi e ricostruire le proprie forze - ha aggiunto Herzog - e forse tenta persino di ingannarci facendo credere di non farlo. Sappiamo anche che gli Houthi sono ancora attivi, a tramare e pianificare attacchi terroristici. Non dobbiamo in alcun modo adagiarci sugli allori. E naturalmente Hamas è ancora presente a Gaza, detenendo il nostro ultimo ostaggio, Ran Gvili, per il cui ritorno a casa stiamo gridando a gran voce, in base agli accordi che erano stati raggiunti". "Direi quindi - ha concluso Herzog - che nel complesso il bilancio è migliore ma non dobbiamo essere eccessivamente ottimisti né credere che vada tutto bene, perché viviamo in una situazione pericolosa e, naturalmente, in una regione volatile".

Israele, demolita la sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est

Il governo di Netanyahu ha ripetutamente accusato l'Unrwa di fornire copertura ai miliziani di Hamas, sostenendo che alcuni dei suoi dipendenti hanno preso parte al massacro del 7 ottobre 2023. "Questo è un attacco senza precedenti e costituisce una grave violazione del diritto internazionale", ha dichiarato Roland Frierich, direttore dell'Unrwa in Cisgiordania e Gerusalemme Est

Israele, demolita la sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est

Israele, demolita la sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est

Vai al contenuto

Board of Peace di Trump, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

Fioccano gli inviti per il Consiglio coniato da Donald Trump, ma cresce di pari passo la circospezione perché l'iniziativa appare appare a molti dir poco spericolata. Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Non si sa dunque se comparire nella lista sia un bene o un male. Sinora - a conti fatti - i leader invitati sono 52. Ma probabilmente aumenteranno: l'ultima adesione è quella del leader israeliano

Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

Vai al contenuto

Cpj e Afp, indagine completa su giornalisti uccisi da Idf

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha chiesto un'"indagine trasparente" in seguito alla morte di tre giornalisti in un attacco di droni israeliani mercoledì contro un veicolo nel centro di Gaza, durante il cessate il fuoco in corso. "Il Cpj condanna l'attacco israeliano contro un veicolo civile chiaramente identificato nel centro di Gaza, che ha ucciso i fotoreporter freelance Mohammad Salah Qashta, Anas Ghnaim e Abed Shaat (collaboratore abituale dell'agenzia di stampa francese Afp), nel mezzo di un cessate il fuoco", ha detto Sara Qudah, direttrice del CPJ per il Medio Oriente. Ha osservato che Israele, che "possiede una tecnologia avanzata in grado di identificare i suoi obiettivi", ha "l'obbligo, ai sensi del diritto internazionale, di proteggere i giornalisti". Da parte sua, l'Afp ha chiesto una "indagine completa e trasparente" sulla morte di Shaat, 34 anni, che lavorava con l'agenzia da "quasi due anni" ed era "benvoluto dal team" che seguiva Gaza. L'agenzia ha inoltre affermato che "troppi giornalisti locali sono stati uccisi a Gaza negli ultimi due anni, mentre i giornalisti stranieri non possono ancora entrare liberamente nel territorio". I tre giornalisti sono morti mentre erano in missione per il Comitato Egiziano per la Ricostruzione di Gaza, che sovrintende all'opera umanitaria dell'Egitto nei territori palestinesi, a bordo di una Jeep con il logo dell'organizzazione, mentre si recavano a documentare le tendopoli costruite dall'Egitto. Almeno altri 207 giornalisti e operatori dei media palestinesi sono stati uccisi a Gaza, la stragrande maggioranza da Israele, dall'inizio della guerra nel 2023, inclusi tre da quando è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco a ottobre.

Putin: 1 mld congelato in Usa per ricostruzione Ucraina o Gaza

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che potrebbe donare 1 miliardo di dollari dei beni russi congelati negli Stati Uniti per ricostruire l'Ucraina a seguito di un accordo di pace o per aiutare in Palestina."I fondi rimanenti dei nostri beni congelati negli Stati Uniti potrebbero essere utilizzati per ricostruire i territori danneggiati durante i combattimenti dopo la firma di un trattato di pace tra Russia e Ucraina. Stiamo discutendo di questa possibilità con i rappresentanti dell'amministrazione statunitense", ha spiegato in una riunione con il Consiglio di Sicurezza.Il presidente ha proposto che i fondi possano essere inviati al Consiglio di Pace, un'iniziativa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump volta a garantire la pace in Palestina, alla cui organizzazione Putin, tra gli altri leader internazionali, è stato invitato."Anche prima di decidere sulla nostra partecipazione al Consiglio di Pace e sul suo lavoro, dato il rapporto speciale della Russia con il popolo palestinese, credo che potremmo inviare al Consiglio di Pace 1 miliardo di dollari dei beni russi congelati durante la precedente amministrazione statunitense", ha detto il capo dello Stato.Putin ha ringraziato Trump per l'invito di questa settimana a unirsi all'organizzazione e ha incaricato il ministero degli Esteri russo di studiare la proposta e di "consultarsi con i suoi partner strategici"."Solo allora saremo in grado di rispondere all'invito che ci è stato rivolto", ha osservato.Il leader russo prevede inoltre di discutere del Peace Board giovedì con l'inviato di Trump, Steve Witkoff, che si recherà a Mosca accompagnato da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti."Vengono a Mosca per proseguire il dialogo sull'accordo in Ucraina", ha aggiunto Putin, in quello che sarà il settimo incontro personale tra i due.Mentre la delegazione ucraina ha tenuto consultazioni durante il fine settimana negli Stati Uniti e mercoledì a Davos, solo l'inviato economico del Cremlino, Kirill Dmitriev, ha incontrato brevemente Witkoff e Kushner martedì.

CPJ e AFP, indagine completa su giornalisti uccisi da IDF

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha chiesto un'"indagine trasparente" in seguito alla morte di tre giornalisti in un attacco di droni israeliani mercoledì contro un veicolo nel centro di Gaza, durante il cessate il fuoco in corso."Il CPJ condanna l'attacco israeliano contro un veicolo civile chiaramente identificato nel centro di Gaza, che ha ucciso i fotoreporter freelance Mohammad Salah Qashta, Anas Ghnaim e Abed Shaat (collaboratore abituale dell'agenzia di stampa francese AFP), nel mezzo di un cessate il fuoco", ha detto Sara Qudah, direttrice del CPJ per il Medio Oriente.Ha osservato che Israele, che "possiede una tecnologia avanzata in grado di identificare i suoi obiettivi", ha "l'obbligo, ai sensi del diritto internazionale, di proteggere i giornalisti".Da parte sua, l'AFP ha chiesto una "indagine completa e trasparente" sulla morte di Shaat, 34 anni, che lavorava con l'agenzia da "quasi due anni" ed era "benvoluto dal team" che seguiva Gaza.L'agenzia ha inoltre affermato che "troppi giornalisti locali sono stati uccisi a Gaza negli ultimi due anni, mentre i giornalisti stranieri non possono ancora entrare liberamente nel territorio".I tre giornalisti sono morti mentre erano in missione per il Comitato Egiziano per la Ricostruzione di Gaza, che sovrintende all'opera umanitaria dell'Egitto nei territori palestinesi, a bordo di una Jeep con il logo dell'organizzazione, mentre si recavano a documentare le tendopoli costruite dall'Egitto.Almeno altri 207 giornalisti e operatori dei media palestinesi sono stati uccisi a Gaza, la stragrande maggioranza da Israele, dall'inizio della guerra nel 2023, inclusi tre da quando è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco a ottobre.

Mondo: I più letti