Lo speciale sulla Groenlandia
Arrow-link
Arrow-link

Meloni: "Su Groenlandia bene stop Trump ai dazi. Board Gaza, c'è problema costituzionale"

Politica
©Ansa

La presidente del Consiglio, ospite della puntata per i 30 anni di Porta a porta, spiega che nell’Artico "sicuramente c'è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi e che fanno gola a molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo". E sul Board per Gaza: "La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all'articolo 11" della Costituzione

ascolta articolo

La Groenlandia "è una materia che, come ho detto molte volte, va trattata nell'ambito dell'Alleanza atlantica. Questa è una competenza della Nato. La Groenlandia è da considerarsi territorio di responsabilità della Nato". A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, ha parto anche del Board per Gaza spiegando che "c'è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione. Questo non ci consente di firmare sicuramente domani, però ci serve più tempo, c'è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura". Nel frattempo, dopo l'annuncio di Trump sullo stop ai dazi legati alla questione Groenlandia, Meloni ha dichiarato: "Accolgo con favore l'annuncio del Presidente Trump di sospendere l'imposizione dei dazi prevista per il 1° febbraio nei confronti di alcuni Stati europei. Come l'Italia ha sempre sostenuto, è fondamentale continuare a favorire il dialogo tra Nazioni alleate".

"Tutto l'Artico e la Groenlandia sono zone strategiche"

Stati Uniti e Groenlandia, dice Meloni, "sono due alleati dell'Alleanza atlantica e la questione che gli americani pongono è una questione di sicurezza su un territorio strategico. Questo è un tema corretto, è un tema che riguarda anche noi". "Tutto l'Artico, la Groenlandia, anche per quello che accade con i cambiamenti climatici, diventano zone che hanno una particolare strategicità - aggiunge - e sicuramente c'è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi che fanno gola molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo: è un tema reale. È il tema che pongono gli americani".

"Bene che Trump escluda l'opzione militare, ora troviamo soluzioni"

"Io non sono rimasta stupita, dico la verità, da quello che ha detto Donald Trump: lo dico da più di un anno che secondo me non è realistico che gli Stati Uniti invadano militarmente la Groenlandia - commenta Meloni rispondendo a una domanda sul discorso in cui Trump a Davos ha escluso l'opzione militare - Chiaramente tutti capiamo quali sarebbero le conseguenze di una scelta del genere. A me non ha stupito, sono contenta che lo abbia ribadito che l'abbia messo nero su bianco, dopodiché però bisogna cercare delle soluzioni".

Approfondimento

Groenlandia, diffuso l'opuscolo con i consigli "in caso di crisi"

"Lo statuto del Board per Gaza incompatibile con l'articolo 11"

Parlando poi del Board per Gaza, Meloni dice che "la posizione dell'Italia è di apertura: noi siamo aperti, disponibili e interessati. Per almeno due ragioni. La prima è che l'Italia può giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati, e poi in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell'Italia e dell'Europa quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante". Tuttavia "la questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all'articolo 11" della Costituzione, "quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto" del Board of Peace per Gaza.

Approfondimento

Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

"Board per Gaza non diventerà una Onu privata"

"È un dubbio che ho letto, non credo un organismo del genere e che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite", dice Meloni rispondendo alla domanda se con il Board per Gaza ci sia il rischio di avere una "Onu privata".    "Le Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato e tra l'altro - aggiunge la premier - ricordo che il Board of Peace nasce nell'ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite. Quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite. Sono altri i profili che sono per noi problematici".

"Putin? Nel multilateralismo al tavolo anche persone distanti"

Per Meloni la presenza di Vladimir Putin nel Board of Peace per Gaza "è una questione politica" ma "devo segnalare che in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi". "La Russia siede nelle Nazioni Unite, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al G20 - prosegue - In qualsiasi organismo nel quale ci si siede, ci si siede con qualcuno che è distante. Il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di nuovo e niente di strano rispetto a tutti i meccanismi del multilateralismo". 

Leggi anche

Con il Board of Peace Trump vuole creare una nuova Onu?

"Con gli Usa un'assenza di comunicazione da ripristinare"

"Una parte dei problemi" tra Usa ed Europa "è soprattutto dato forse da un'assenza di comunicazione che bisogna ripristinare", osserva poi Meloni. "Quando nei giorni e nelle settimane passate alcuni Paesi europei hanno deciso di inviare dei soldati per delle delle operazioni di training in Groenlandia, questo è stato letto dall'Amministrazione americana come un attacco nei confronti degli americani. Io credo che invece - aggiunge - fosse il tentativo di rispondere a un'esigenza che anche gli americani pongono. È la ragione per cui ho chiamato Donald Trump e gli ho detto: 'Guarda che credo che non si sia capito. E credo che sia un errore la previsione o la minaccia di aggiungere dazi a quelle nazioni che avevano fatto questa scelta'. Ma c'è una parte di questi problemi che è soprattutto dato da forse da un'assenza di comunicazione che bisogna ripristinare". E prosegue: "Sono preoccupata da mille cose, sono preoccupata sempre quando si alza il clima, sono preoccupata in questi giorni che c'è di nuovo una situazione molto tesa tra gli Stati Uniti e l'Europa. Sapete come la penso, io credo che non convenga a nessuno una divaricazione tra Europa e Stati Uniti, certamente non conviene all'Italia".

"Da me mai atteggiamento remissivo con Trump"

Il mio non è un "atteggiamento remissivo", assicura Meloni. "Quando c'è stata la questione dei dazi, in Europa credo che nessuno si sia battuto con Donald Trump come si è battuta la sottoscritta, solo che io lavoravo per trovare un accordo e altri preferivano un'escalation. Io faccio quello che è giusto per la nostra nazione ed è ovvio che per fare quello che è giusto per la nostra nazione e per essere rispettati, c'è anche bisogno di dire in faccia le cose come stanno e le garantisco che nessuno potrà dirle tra i miei colleghi europei e non europei che non sono una persona che dice le cose come le pensa. Vengo rispettata per questo tendenzialmente". E ancora: "Io vengo contestata per essere una persona che cerca di abbassare la tensione, risolvere il problema, trovare degli accordi e mi si dice che sono troppo accondiscendente perché cerco di fare quello che è nell'interesse nazionale italiano fare". "Non mi è chiaro quale sarebbe l'alternativa, cioè quando mi si dice 'bisogna che noi reagiamo con forza', siccome noi stiamo parlando di politica estera, mi si deve anche dire qual è la proposta che si fa. Cioè noi vogliamo rompere le nostre alleanze con i nostri alleati storici? Vogliamo chiudere le basi americane in Italia? Vogliamo uscire dalla Nato? Perché in politica estera le scelte hanno delle conseguenze. Quindi io mi occupo di politica estera e che cosa dico? Rispetto a chi a volte, anche tra i colleghi, preferisce dei toni da escalation, io sono convinta - conclude - che i toni vadano abbassati e che si debbano cercare delle soluzioni".

Vedi anche

Davos, Trump: "Europa non va nella giusta direzione"

"Per una ragazza della Garbatella non è facile districarsi in quest'era"

"Io sono in generale preoccupata da quello che accade sulla politica internazionale, mi pare di dimostrarlo perché me ne occupo moltissimo, e non solamente per le dichiarazioni che può fare un leader o che può fare un altro. Ma perché obiettivamente noi siamo in un contesto storico nel quale tutte le certezze che eravamo convinti di avere stanno svanendo o rischiano di svanire", dice poi Meloni rispondendo alla domanda se non sia preoccupata ogni volta che parla Donald Trump. "E sapersi districare in un'epoca storica del genere - ha aggiunto - per una una ragazza della Garbatella che si ritrova a doversi assumere le responsabilità, non è una cosa facile".

Approfondimento

Trump, la Groenlandia e il futuro (a rischio) della Nato

"Sto pensando a 'zone rosse' intorno alle stazioni"

Meloni poi, sul tema della sicurezza, annuncia che il governo sta pensando di istituire 'zone rosse' intorno alle stazioni: "È uno dei provvedimenti che io ho in testa". Poi aggiunge: "L'opposizione diceva che un problema di sicurezza in Italia non esisteva e che eravamo noi della destra che lo sventolavamo per prendere i voti sulla paura della gente. Sono contenta che hanno cambiato idea perché vedo che adesso parlano di sicurezza e quindi mi aspetto che siano conseguenti e che ci aiutino perché effettivamente stiamo approvando dei nuovi provvedimenti e quindi sono certa che adesso che l'opposizione ha scoperto che c'è il tema della sicurezza in Italia, non ci ritroveremo con l'ostruzionismo che hanno fatto con il primo decreto sicurezza, ma ci daranno una mano".

"Sentenza Tar Lombardia ha mortifica il lavoro della polizia"

"Se il lavoro" delle forze di polizia, "viene mortificato, possiamo metterne anche un milione ma non risolverà il problema della sicurezza - dice ancora Meloni - Purtroppo io continuo a vedere cose che non riesco a capire: ieri il TAR della Lombardia ha deciso di annullare il provvedimento di Daspo urbano che era stato fatto nei confronti dei manifestanti che avevano devastato la stazione di Milano. Cioè, tu a gente che devasta la stazione di Milano, che andrà sistemata con i soldi dei contribuenti, non puoi neanche dire che non si può ripresentare per un tot alla stazione di Milano perché i giudici del TAR della Lombardia ritengono che questo procedimento sia sproporzionato".

Leggi anche

Sicurezza, Piantedosi: "Provvedimento in Cdm entro fine mese"

"Su centri in Albania sentenze ideologiche delle toghe"

Su alcuni "strumenti innovativi come il caso dell'Albania" ci "guarda tutta l'Europa. Non è affatto facile perché quando si lavora per fermare l'immigrazione in Italia ci sono in parecchi, diciamo così, che si mobilitano", dice poi Meloni. "Allora, la questione dell'Albania che è una cosa che tutta l'Europa guarda con interesse e sta aspettando di vedere che funzioni perché lo vogliono replicare in molti. Noi - aggiunge - non l'abbiamo finora potuto far funzionare perché c'erano delle sentenze ideologiche dei giudici. I giudici ci hanno detto che era incompatibile con la legislazione dell'Unione Europea. Bene, abbiamo corretto la legislazione dell'Unione Europea e quindi arriveremo allo stesso risultato, ma con due anni di ritardo che si poteva utilizzare per contrastare l'immigrazione illegale".

Approfondimento

Da dove arrivano i soldi per mantenere i centri in Albania

Politica: I più letti