Femminicidi, chi uccide perde i diritti sulle spoglie: arriva l'ok definitivo della Camera

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Gli indagati di omicidio, specialmente in caso di femminicidio o reati familiari, non hanno diritto a decidere cosa fare con il corpo del defunto. L’obiettivo è impedire al possibile assassino di far inumare o cremare la vittima cancellando o compromettendo così possibili future prove. Il provvedimento, a firma della leghista Giulia Bongiorno, è passato all’unanimità

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Chi uccide non può prendere decisioni sulle spoglie del defunto. A deciderlo è stata la Camera che ha votato sì approvando la proposta di legge a firma della leghista Giulia Bongiorno. Secondo il testo passato in via definitiva all’unanimità, chi uccide il coniuge, il partner di unione civile o il parente perde i diritti nel disporre delle spoglie mortali della vittima. Il provvedimento è stato pensato in particolar modo per i femminicidi e ha l'obiettivo, come spiega Bongiorno, è "evitare che l'autore del femminicidio, anche se indagato, possa approfittare di un vecchio regolamento che gli conferiva il potere sulle spoglie della vittima per occultare le prove del delitto". La proposta di legge era passata al Senato a marzo del 2025 con 107 voti favorevoli. Alla Camera è invece passata all’unanimità. 

Cosa prevede

Il provvedimento punta a modificare il codice penale e il regolamento di polizia mortuaria impedendo agli assassini, specialmente nei casi di femminicidio o reati familiari, di disporre delle spoglie delle vittime. Lo scopo è impedire all’indagato, dal momento dell’iscrizione nel registro fino all'eventuale passaggio in giudicato della sentenza di assoluzione, di disporre l'inumazione o la cremazione della vittima che potrebbe così cancellare o compromettere possibili future prove. In caso di condanna, tale divieto diventa una pena accessoria. 

 

Ecco i tre articoli del provvedimento:

Articolo 1: introduce la pena accessoria della decadenza dai diritti sulla gestione della salma per coniuge, convivente o parente prossimo condannato; prevede la preclusione assoluta all'esercizio di tali diritti già durante il processo e vieta la cremazione fino a sentenza definitiva.

Articolo 2: dispone modifiche al regolamento di polizia mortuaria.

Articolo 3: reca la clausola di invarianza finanziaria.

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