Gaza, Londra: "La Gran Bretagna non parteciperà alla firma per il Board of peace". LIVE
Il Regno Unito non prenderà parte oggi alla cerimonia di firma del Board of Peace con Donald Trump. Meloni frena sulla partecipazione dell'Italia al consiglio di pace voluto dal presidente Usa, parlando di momentanea "incompatibilità costituzionale con lo status del board". Ma restiamo "aperti e interessati", precisa la premier. Putin ha invece già accettato l'invito del presidente Usa a farne parte, annuncia lo stesso Trump. Oggi question time con Tajani al Senato
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Meloni frena sulla partecipazione dell'Italia al consiglio di pace per Gaza fortemente voluto da Trump, parlando di momentanea "incompatibilità costituzionale con lo status del board". Ma restiamo "aperti e interessati", precisa la premier. Putin ha invece già accettato l'invito del presidente Usa a farne parte, annuncia lo stesso Trump. Oggi question time con Tajani al Senato; in commissione Esteri alla Camera audizione della moglie di Barghouti. Riunione dei ministri Ue degli Interni sull'immigrazione oggi a Nicosia.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
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Media: "Intesa Usa-Hamas su consegna delle armi e mappe dei tunnel"
Fonti palestinesi riferiscono a Sky news Arabia che esiste un accordo tra Hamas e l'amministrazione statunitense, in base al quale l'organizzazione consegnerebbe le proprie armi e le mappe dei tunnel di Gaza in cambio dell'accettazione di Hamas come partito politico che non venga preso di mira. La consegna delle armi e delle mappe avverrebbe secondo un meccanismo non ancora reso noto. Le intese prevedono la possibilità per chi lo desidera, tra i leader politici e militari di Hamas, di lasciare la Striscia di Gaza, con un impegno americano affinché Israele non li colpisca, né colpisca in futuro i dirigenti che già si trovano all'estero. La fonte ha indicato la Turchia o un'altra destinazione disposta ad accoglierli come possibili mete. Secondo l'accordo, Washington intende integrare un certo numero di membri della polizia di Hamas e dei suoi ex funzionari nella nuova amministrazione di Gaza, a condizione che siano sottoposti a un controllo di sicurezza israelo-americano.
Donald Trump annuncia nuovo “Board of Peace” per Gaza
Media: "Hamas consegnerà mappe tunnel e sarà riconosciuto come partito politico"
Una fonte palestinese ha dichiarato a Sky News in arabo che "esiste un'intesa tra Hamas e l'amministrazione americana. Il movimento consegnerà le sue armi e le mappe dei tunnel a Gaza in cambio del riconoscimento come partito politico".
Secondo la fonte, in base a questi accordi, tutti i membri della leadership politica e militare di Hamas saranno autorizzati a lasciare Gaza se lo desiderano, e gli Stati Uniti si impegneranno affinché Israele non li attacchi in futuro. La fonte ha aggiunto che funzionari statunitensi lo hanno informato che Israele si oppone a questi accordi.
Herzog: "La vera prova del futuro per Gaza sarà l'uscita di Hamas"
La vera prova per il futuro di Gaza sarà l’uscita di Hamas come gruppo militare...ma c’è qualche indicazione che Hamas sia disposto ad andarsene? Se così non fosse, gli Stati arabi con cui ho parlato hanno detto che non entreranno come forza di polizia per disarmare Hamas né apriranno il fuoco sui palestinesi che potrebbero compiere atti che considerano resistenza". Lo ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog parlando al World Economic Forum. "È chiaro che nessuno è disposto a entrare a Gaza e combattere se non il nostro esercito, i nostri soldati, i nostri figli e le nostre figlie - ha detto Herzog -. Ed è altrettanto chiaro che ci sarà una scadenza entro cui non potremo più rimandare l’azione necessaria per garantire che i terroristi siano fuori. Nel frattempo, però, è in corso uno sforzo significativo, che viene discusso dalle varie parti dell’accordo e in riferimento alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu".
Londra: "Gran Bretagna non parteciperà alla firma per il Board of peace"
Il Regno Unito non prenderà parte oggi alla cerimonia di firma del Board of Peace con Donald Trump a causa delle "preoccupazioni circa la possibilità che il presidente Putin faccia parte di qualcosa che parla di pace": lo annuncia il ministro degli Esteri Yvette Cooper, come riporta Sky News.
Meloni: "Board of peace? Nessun organismo può sostituire l'Onu"
"Non credo che un organismo del genere e che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato e tra l'altro le ricordo che il Board of Peace nasce all'interno, diciamo, nell'ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite. Quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite", Ospite ieri sera dei 30 anni di 'Porta a porta', Giorgia Meloni risponde alle domande di Bruno Vespa sul Board of peace for Gaza proposta da Donald Trump.
Meloni: "Italia aperta e disponibile, può giocare ruolo unico in realizzazione pace"
''La posizione dell'Italia è di apertura, nel senso che noi siamo aperti, disponibili e interessati per almeno due ragioni". Così Giorgia Meloni risponde ieri sera a Bruno Vespa che gli chiede del board per Gaza. ''La prima -spiega la premier- l'ho spiegata molte volte. Io penso che l'Italia possa realizzare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella prospettiva della costruzione dei due Stati e poi perchè in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell'Italia ma secondo me neanche da parte dell'Europa, quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante''.
La presenza di Vladimir Putin nel Board of Peace per Gaza "è una questione politica". Però "devo segnalare che in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare, ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi... ", ha precisato la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta.
''Vorrei ricordare -ha sottolineato Meloni- che la Russia siede nelle Nazioni Unite, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al G20. In qualsiasi organismo nel quale ci si siede, ci si siede con qualcuno che è distante. Il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di nuovo e niente di strano rispetto a tutti i meccanismi del multilateralismo''.
Herzog: "Dobbiamo costruire futuro di coesistenza e pace con palestinesi"
"Dopo il 7 ottobre, c'è stata molta riflessione e rianalisi tra gli israeliani su quale sia il modo migliore per vivere insieme ai nostri vicini. Penso che sia fondamentale costruire un futuro di coesistenza e pace tra israeliani e palestinesi. Ma come, quale sarà il formato politico e il risultato saranno discussi anche nelle nostre elezioni". E' quanto ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog nel suo intervento al World Economic Forum facendo riferimento alle elezioni previste in Israele quest'anno.
Herzog: "Deciderò in coscienza se graziare Netanyahu"
Il presidente israeliano deciderà se graziare il premier "in coscienza e in base alla legge" Lo ha ribadito Isaac Herzog in occasione di un colloquio al World Economic Forum di Davos. "Ho detto chiaramente che la nostra legge prevede che ogni richiesta di grazia è soggetta a una procedura" ha detto il Presidente commentando la sollecitazione venuta da Donald Trump in favore di Benjamin Netanyahu, "e in questo momento stiamo raccogliendo tutti i pareri necessari. Io rispetto moltissimo Trump, ma opero in base al nostro sistema giudiziario. L'indagine su Netanyahu sta avendo un impatto negativo sul nostro sistema e la decisione che prenderò sarà in base alla mia coscienza e alla legge".
Media: "Intesa Hamas-Usa per consegna armi e mappe tunnel"
Una fonte palestinese ha dichiarato a Sky News in arabo che "esiste un'intesa tra Hamas e l'amministrazione americana". Lo riporta il sito israeliano Ynet. In base a tale intesa, il movimento palestinese consegnerebbe le sue armi e le mappe dei tunnel a Gaza in cambio del riconoscimento come partito politico. Secondo la fonte anonima, l'accordo stabilirebbe che tutti i membri della leadership politica e militare di Hamas vengano autorizzati a lasciare Gaza se lo desiderano, e gli Stati Uniti si impegneranno affinché in futuro non vengano attaccati da Israele. Infine, la fonte palestinese ha precisato di essere stata informata dagli stessi funzionari statunitensi che al momento Israele si oppone a questa intesa.
Herzog: "Grande ipocrisia da difensori diritti"
Una "grande ipocrisia" avvolge la battaglia per i diritti civili che sembra fare differenze tra le condizioni della popolazione civile a Gaza e la battaglia del popolo iraniano per liberarsi del regime degli ayatollah. A dirlo è il presidente israeliano Isaac Herzog che da Davos chiede "dove sono oggi Susan Sarandon e tutti gli altri che manifestavano per Gaza". "Il popolo iraniano vuole e merita il cambiamento" dice il Presidente in una conversazione al World Economic Forum, "vivono in un regime opprimente che tortura, incarcera a schiaccia la naturale ambizione di un popolo a una vita migliore".
Herzog: "Ancora nubi minacciose su Israele"
"Nubi minacciose" incombono ancora su Israele, con "gli iraniano che si stanno riorganizzando e cercano di far credere che non sia cosi'" e con Hamas che sta facendo lo stesso a Gaza. A dirlo è il presidente israeliano Isaac Herzog in una conversazione al World Economic Forum di Davos. "Non dobbiamo e non possiamo rilassarci" ha detto Herzog, "con Hamas che si sta riorganizzando e sta cercando di fare passi indietro riguardo agli accordi. Oggi la bilancia pende a nostro favore, ma restiamo in un contesto volatile e pericoloso".
Herzog: "Nostra situazione migliore ma Iran si sta riorganizzando"
"Ci troviamo in una posizione migliore dopo aver combattuto eroicamente e con coraggio una guerra su più fronti, ma nubi oscure incombono ancora all’orizzonte. Ad esempio, per noi è chiaro che gli iraniani si stanno riorganizzando e non hanno mai smesso, nemmeno per un momento, nel loro intento di diffondere il terrore in tutto il mondo, oltre a portare avanti i loro grandi piani legati alle armi di distruzione di massa". E' quanto ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog nel suo intervento al World Economic Forum. "Sappiamo che Hezbollah sta cercando di fare lo stesso, nel senso di riorganizzarsi e ricostruire le proprie forze - ha aggiunto Herzog - e forse tenta persino di ingannarci facendo credere di non farlo. Sappiamo anche che gli Houthi sono ancora attivi, a tramare e pianificare attacchi terroristici. Non dobbiamo in alcun modo adagiarci sugli allori. E naturalmente Hamas è ancora presente a Gaza, detenendo il nostro ultimo ostaggio, Ran Gvili, per il cui ritorno a casa stiamo gridando a gran voce, in base agli accordi che erano stati raggiunti". "Direi quindi - ha concluso Herzog - che nel complesso il bilancio è migliore ma non dobbiamo essere eccessivamente ottimisti né credere che vada tutto bene, perché viviamo in una situazione pericolosa e, naturalmente, in una regione volatile".
Israele, demolita la sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est
Il governo di Netanyahu ha ripetutamente accusato l'Unrwa di fornire copertura ai miliziani di Hamas, sostenendo che alcuni dei suoi dipendenti hanno preso parte al massacro del 7 ottobre 2023. "Questo è un attacco senza precedenti e costituisce una grave violazione del diritto internazionale", ha dichiarato Roland Frierich, direttore dell'Unrwa in Cisgiordania e Gerusalemme Est
Israele, demolita la sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est
Vai al contenutoBoard of Peace di Trump, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito
Fioccano gli inviti per il Consiglio coniato da Donald Trump, ma cresce di pari passo la circospezione perché l'iniziativa appare appare a molti dir poco spericolata. Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Non si sa dunque se comparire nella lista sia un bene o un male. Sinora - a conti fatti - i leader invitati sono 52. Ma probabilmente aumenteranno: l'ultima adesione è quella del leader israeliano
Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito
Vai al contenutoCpj e Afp, indagine completa su giornalisti uccisi da Idf
Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha chiesto un'"indagine trasparente" in seguito alla morte di tre giornalisti in un attacco di droni israeliani mercoledì contro un veicolo nel centro di Gaza, durante il cessate il fuoco in corso. "Il Cpj condanna l'attacco israeliano contro un veicolo civile chiaramente identificato nel centro di Gaza, che ha ucciso i fotoreporter freelance Mohammad Salah Qashta, Anas Ghnaim e Abed Shaat (collaboratore abituale dell'agenzia di stampa francese Afp), nel mezzo di un cessate il fuoco", ha detto Sara Qudah, direttrice del CPJ per il Medio Oriente. Ha osservato che Israele, che "possiede una tecnologia avanzata in grado di identificare i suoi obiettivi", ha "l'obbligo, ai sensi del diritto internazionale, di proteggere i giornalisti". Da parte sua, l'Afp ha chiesto una "indagine completa e trasparente" sulla morte di Shaat, 34 anni, che lavorava con l'agenzia da "quasi due anni" ed era "benvoluto dal team" che seguiva Gaza. L'agenzia ha inoltre affermato che "troppi giornalisti locali sono stati uccisi a Gaza negli ultimi due anni, mentre i giornalisti stranieri non possono ancora entrare liberamente nel territorio". I tre giornalisti sono morti mentre erano in missione per il Comitato Egiziano per la Ricostruzione di Gaza, che sovrintende all'opera umanitaria dell'Egitto nei territori palestinesi, a bordo di una Jeep con il logo dell'organizzazione, mentre si recavano a documentare le tendopoli costruite dall'Egitto. Almeno altri 207 giornalisti e operatori dei media palestinesi sono stati uccisi a Gaza, la stragrande maggioranza da Israele, dall'inizio della guerra nel 2023, inclusi tre da quando è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco a ottobre.
Putin: 1 mld congelato in Usa per ricostruzione Ucraina o Gaza
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che potrebbe donare 1 miliardo di dollari dei beni russi congelati negli Stati Uniti per ricostruire l'Ucraina a seguito di un accordo di pace o per aiutare in Palestina."I fondi rimanenti dei nostri beni congelati negli Stati Uniti potrebbero essere utilizzati per ricostruire i territori danneggiati durante i combattimenti dopo la firma di un trattato di pace tra Russia e Ucraina. Stiamo discutendo di questa possibilità con i rappresentanti dell'amministrazione statunitense", ha spiegato in una riunione con il Consiglio di Sicurezza.Il presidente ha proposto che i fondi possano essere inviati al Consiglio di Pace, un'iniziativa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump volta a garantire la pace in Palestina, alla cui organizzazione Putin, tra gli altri leader internazionali, è stato invitato."Anche prima di decidere sulla nostra partecipazione al Consiglio di Pace e sul suo lavoro, dato il rapporto speciale della Russia con il popolo palestinese, credo che potremmo inviare al Consiglio di Pace 1 miliardo di dollari dei beni russi congelati durante la precedente amministrazione statunitense", ha detto il capo dello Stato.Putin ha ringraziato Trump per l'invito di questa settimana a unirsi all'organizzazione e ha incaricato il ministero degli Esteri russo di studiare la proposta e di "consultarsi con i suoi partner strategici"."Solo allora saremo in grado di rispondere all'invito che ci è stato rivolto", ha osservato.Il leader russo prevede inoltre di discutere del Peace Board giovedì con l'inviato di Trump, Steve Witkoff, che si recherà a Mosca accompagnato da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti."Vengono a Mosca per proseguire il dialogo sull'accordo in Ucraina", ha aggiunto Putin, in quello che sarà il settimo incontro personale tra i due.Mentre la delegazione ucraina ha tenuto consultazioni durante il fine settimana negli Stati Uniti e mercoledì a Davos, solo l'inviato economico del Cremlino, Kirill Dmitriev, ha incontrato brevemente Witkoff e Kushner martedì.
CPJ e AFP, indagine completa su giornalisti uccisi da IDF
Il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha chiesto un'"indagine trasparente" in seguito alla morte di tre giornalisti in un attacco di droni israeliani mercoledì contro un veicolo nel centro di Gaza, durante il cessate il fuoco in corso."Il CPJ condanna l'attacco israeliano contro un veicolo civile chiaramente identificato nel centro di Gaza, che ha ucciso i fotoreporter freelance Mohammad Salah Qashta, Anas Ghnaim e Abed Shaat (collaboratore abituale dell'agenzia di stampa francese AFP), nel mezzo di un cessate il fuoco", ha detto Sara Qudah, direttrice del CPJ per il Medio Oriente.Ha osservato che Israele, che "possiede una tecnologia avanzata in grado di identificare i suoi obiettivi", ha "l'obbligo, ai sensi del diritto internazionale, di proteggere i giornalisti".Da parte sua, l'AFP ha chiesto una "indagine completa e trasparente" sulla morte di Shaat, 34 anni, che lavorava con l'agenzia da "quasi due anni" ed era "benvoluto dal team" che seguiva Gaza.L'agenzia ha inoltre affermato che "troppi giornalisti locali sono stati uccisi a Gaza negli ultimi due anni, mentre i giornalisti stranieri non possono ancora entrare liberamente nel territorio".I tre giornalisti sono morti mentre erano in missione per il Comitato Egiziano per la Ricostruzione di Gaza, che sovrintende all'opera umanitaria dell'Egitto nei territori palestinesi, a bordo di una Jeep con il logo dell'organizzazione, mentre si recavano a documentare le tendopoli costruite dall'Egitto.Almeno altri 207 giornalisti e operatori dei media palestinesi sono stati uccisi a Gaza, la stragrande maggioranza da Israele, dall'inizio della guerra nel 2023, inclusi tre da quando è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco a ottobre.