L'aereo, partito da Abu Dhabi, ha riportato a casa i ragazzi che, per alcuni giorni, si sono trovati bloccati a Dubai, dopo l’inizio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran e la risposta da parte di Teheran contro i Paesi del Golfo. Ad accogliere i giovani un lungo applauso di genitori e familiari
È atterrato alle 19:25, a Milano Malpensa, l’aereo partito da Abu Dhabi con a bordo 200 studenti che erano rimasti bloccati nei giorni scorsi a Dubai, dopo l’inizio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran e la risposta da parte di Teheran contro i Paesi del Golfo (TUTTE LE NEWS LIVE SUL CONFLITTO. Ad attendere i giovani, al terminal 1 dell’aeroporto, i loro genitori e familiari tra lacrime, abbracci, tanta commozione e un lungo applauso.
Uno degli studenti: "In un attimo eravamo in un territorio di guerra"
"È un'esperienza che rimarrà indelebile perché, da ragazzo, mi sono trovato in un attimo, come mai avrei immaginato, in territorio di guerra", racconta Lucio, 17 anni, studente del liceo Sant'Anna di Torino, contattato telefonicamente dall'Ansa dopo essere sbarcato a Malpensa. "È stata un'esperienza molto forte. - continua - Ci siamo sempre fatti coraggio io e gli altri ragazzi, ma man mano che passava il tempo la preoccupazione aumentava perché sentivamo nel cielo il rombo degli aerei ed esplosioni". Parla di "due notti d'inferno", invece, una delle insegnanti che era con gli studenti, Marina Riva del Garda: "Non riesco neanche a descriverlo. Giorno e notte, una cosa terribile".
"Sull'aereo intonato l'inno di Mameli"
Mentre Roberto e Maurizio, studenti milanesi di 17 anni, hanno raccontato: "Mentre rientravamo sull'aereo qualcuno ha intonato l'Inno italiano perché eravamo felici finalmente di tornare a casa. Pensiamo comunque alle persone che sono rimaste là e a chi in Iran è sotto le bombe".
Parenti: "Giorni di apprensione"
"Sono stati giorni di apprensione, i ragazzi sono stati fantastici: hanno sentito le esplosioni ma non hanno mai ceduto al panico. Non siamo mai stati soli. Ci sono sempre stati vicini tutti, questo ci ha aiutato", hanno raccontato quattro mamme mentre attendevano i figli, studenti della scuola internazionale di Pavia. "Vogliamo ringraziare il ministro Tajani, il Governo, tutti coloro che ci sono stati vicini - hanno aggiunto due papà arrivati a Malpensa da Napoli - Siamo sempre stati in collegamento con loro. I nostri figli hanno passato almeno due ore in un bunker. Le esplosioni le abbiamo vissute in diretta con loro. Anzi sono stati loro che ci hanno calmato mostrando una maturità straordinaria".
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