Iran, Sunday Times: almeno 16.500 morti, 330 mila feriti. Khamenei: "Usa colpevoli". LIVE

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Riferendosi alle dichiarazioni ostili nei suoi confronti fatte ieri dalla Guida Suprema, Trump ha sottolineato che "ciò di cui è colpevole è la completa distruzione del Paese e l'uso della violenza a livelli mai visti prima". Il procuratore di Teheran ha respinto le affermazioni del tycoon sulla revoca delle condanne a morte per centinaia di prigionieri in Iran, definendole "inutili e infondate"

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"E' ora di cercare una nuova leadership in Iran". Lo ha dichiarato a Politico il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ribadendo - in risposta alla domanda su una possibile operazione militare Usa in Iran -che "la migliore decisione che abbia mai preso è stata quella di non far impiccare più di 800 persone due giorni fa". Riferendosi quindi alle dichiarazioni ostili nei suoi confronti fatte ieri dalla Guida Suprema, Ali Khamenei, Trump ha sottolineato che "ciò di cui è colpevole è la completa distruzione del Paese e l'uso della violenza a livelli mai visti prima". Il tycoon avrebbe rinunciato al raid complice la mancanza di asset militari adeguati nell'area e il pressing di Israele e dei Paesi arabi. Il procuratore di Teheran ha respinto le affermazioni di Trump sulla revoca delle condanne a morte per centinaia di prigionieri in Iran, definendole "sciocchezze inutili e infondate".

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Magistratura: sentenze severe per leader proteste

"Stiamo facendo del nostro meglio per distinguere tra coloro che sono stati ingannati e i principali leader delle sommosse, in modo che nessuno venga colpito ingiustamente. Se ci sono prove sufficienti, verranno emesse sentenze severe per i leader". Lo ha affermato il portavoce dell'Autorita' giudiziaria iraniana, Asghar Jahangir. Il portavoce ha sottolineato che "le azioni cui abbiamo assistito in questi giorni costituiscono reati" e che i responsabili "saranno perseguiti rapidamente e condannati". Secondo Jahangir, una parte dei comportamenti contestati rientra nella categoria della moharebeh ("haraba", guerra contro Dio), una delle fattispecie più gravi previste dalla sharia.

Sunday Times: almeno 16.500 morti, 330 mila feriti

Il Sunday Times ha ottenuto un nuovo rapporto dai medici sul campo in Iran, secondo cui almeno 16.500 manifestanti sono morti e 330mila sono rimasti feriti, la maggior parte dei quali in due giorni di totale massacro, durante la repressione più brutale del regime clericale nei suoi 47 anni di esistenza. Si ritiene - scrive ancora il Times - che la maggior parte delle vittime avesse meno di 30 anni.

Times: "In Iran 16.500 dimostranti uccisi e 330mila feriti"

Nella brutale e sanguinosa repressione delle manifestazioni di protesta in Iran sono state uccise almeno 16.500 persone mentre circa 330mila sono state ferite. E' quanto riporta un nuovo rapporto, ottenuto dal Sunday Times, che cita testimoni e fonti mediche che precisano che la maggior parte delle uccisioni sono avvenute nel giro di due giorno e che la maggioranza delle vittime si ritiene che siano sotto i 30 anni. Uno dei medici citati nel rapporto descrive la situazione come "un genocidio coperto dal buio digitale", riferendosi al fatto che il regime ha imposto il blocco totale di Internet e delle comunicazioni. Il blackout di Internet ha anche impedito per giorni a decine di migliaia di famiglie iraniane di avere notizie dei propri cari, di sapere se fossero vivi o morti. 

L'Iran afferma di aver arrestato diversi esponenti della minoranza Bahai

Le autorità iraniane hanno annunciato oggi di aver arrestato esponenti della minoranza Bahai, accusati di essere membri attivi in ;;quelle che hanno definito "rivolte". Lo ha riportato l'agenzia di stampa Tasnim, dopo l'ondata di proteste che ha colpito il Paese. I Bahai, la più grande minoranza religiosa non musulmana dell'Iran, subiscono regolarmente persecuzioni e la Repubblica islamica ha accusato i suoi membri di essere spie legate a Israele. "È stata identificata una rete di 32 membri della setta di spionaggio Bahai, attivi nelle rivolte e negli atti di vandalismo, e 12 agenti principali sono stati arrestati, mentre 13 sono stati convocati", ha dichiarato il ministero dell'Intelligence, citato da Tasnim. Secondo la stessa fonte la loro rete era attiva in tutto l'Iran, compresa la capitale Teheran e "il loro nascondiglio principale si trovava a Mashhad", nell'est. 

Trump: "Tempo di cercare una nuova leadership"

"E' ora di cercare una nuova leadership in Iran". Lo ha dichiarato a Politico il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ribadendo - in risposta alla domanda su una possibile operazione militare Usa in Iran -che "la migliore decisione che abbia mai preso è stata quella di non far impiccare più di 800 persone due giorni fa". Riferendosi quindi alle dichiarazioni ostili nei suoi confronti fatte oggi dalla Guida Suprema, Ali Khamenei, Trump ha sottolineato che "ciò di cui è colpevole è la completa distruzione del Paese e l'uso della violenza a livelli mai visti prima". "Per far funzionare il Paese, la leadership dovrebbe concentrarsi su governare in modo corretto, come faccio io negli Stati Uniti, e non sull'uccidere migliaia di persone per mantenere il controllo - ha aggiunto il capo della Casa Bianca - La leadership è una questione di rispetto, non di paura e morte". Trump ha poi insistito, riferendosi sempre all'ayatollah: "Quest'uomo è un malato che dovrebbe governare il suo Paese correttamente e smettere di uccidere persone. Il suo Paese è il posto peggiore in cui vivere al mondo a causa della sua scarsa leadership".

Parolin: "Grande preoccupazione, quanti morti"

“Grande preoccupazione" del Vaticano per lo stato di cose in Iran dove proseguono le esecuzioni. A farsene portavoce, il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. "”Mi domando - dice Parolin ai margini di un evento di Azione cattolica a Roma - come sia possibile che ci si accanisca contro il proprio stesso popolo, che  ci siano stati così tanti morti. E’ una tragedia”. Parolin auspica si possa trovare “una soluzione pacifica a questa situazione di grande preoccupazione e di speranza e che si possa arrivare al superamento di questo stato di cose". 

Media, annunciata riapertura scuole chiuse per le manifestazioni

Le autorità iraniane hanno deciso di riaprire le scuole di Teheran e di altre città, chiuse dal 10 gennaio a causa dell’ondata di proteste in corso. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Isna. Secondo quanto aggiunto da Isna, anche gli esami previsti nelle principali università iraniane, rinviati a causa delle manifestazioni, si svolgeranno a partire da sabato 24 gennaio.

Washington Post: "Pressioni e timori di destabilizzazione spinsero Trump a non attaccare l'Iran"

Donald Trump ha deciso di non attaccare l'Iran sotto pressione sia in casa che all'estero. Molti dei suoi consiglieri gli hanno fatto notare i rischi di un raid e la mancanza di una potenza di fuoco adeguata per garantire la sicurezza delle truppe americane nell'area e proteggere Israele. Secondo le ricostruzioni del Washington Post, Arabia Saudita, Qatar ed Editto hanno contattato la Casa Bianca chiedendo moderazione e l'uso della diplomazia. Trump più di tutto ha però temuto che un attacco avrebbe potuto destabilizzare il Medio Oriente. "Gli piacciono operazione come quella in Venezuela" per Nicolas Maduro, in Iran invece sarebbe stato più difficile, ha riferito un ex funzionario. 

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