Trump aveva detto che a Teheran è tempo di una nuova leadership. Il presidente iraniano Pezeshkian mette in guardia: "Qualsiasi attacco alla Guida suprema sarerebbe una dichiarazione di guerra". E mentre si allenta la stretta su Internet, è giallo sulla sorte di Erfan Soltani, il giovane iraniano simbolo delle proteste contro il regime
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Scambio di accuse tra Trump e Khamenei sull'Iran. Trump aveva detto che a Teheran è tempo di una nuova leadership. Khamenei lo attacca, "i morti sono colpa sua".
Il presidente iraniano Pezeshkian mette in guardia: "Qualsiasi attacco alla Guida suprema sarerebbe una dichiarazione di guerra". E mentre si allenta la stretta su Internet, è giallo sulla sorte di Erfan Soltani, il giovane iraniano simbolo delle proteste contro il regime. L'ong Hengaw ha scritto su X di aver appreso che alla famiglia del ragazzo 'è stata concessa una breve visita di persona oggi' e che 'ha confermato che è vivo e in condizioni fisiche stabili'. L'aggiornamento arriva dopo che un account ufficiale su X del governo israeliano aveva scrito in lingua farsi che, secondo alcune fonti, Soltani sarebbe stato 'brutalmente ucciso' mentre era in carcere. Il post poi è stato cancellato.
Approfondimenti:
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Trump minaccia dazi al 25% per chi compra dall’Iran. Quali sono i Paesi più a rischio?
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio
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Vai al contenutoIran, il massacro: da Amir Ali Haydari a Rubina Aminian, le storie simbolo della protesta
Nel Paese continuano le manifestazioni e prosegue anche la repressione ordinata dal regime. Nonostante il blocco di internet, alcuni racconti hanno oltrepassato i confini e sono diventati simbolo del massacro. Si tratta, spesso, di giovani e giovanissimi. Dal 17enne Amir Ali Haydari ucciso mentre protestava coi compagni di classe, alla studentessa 23enne di design e moda Rubina Aminian: ecco alcune storie
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Vai al contenutoLa Lufthansa sospende i voli per Teheran fino al 29 marzo
La compagnia aerea tedesca Lufthansa non opererà voli "da e per Teheran fino al 29 marzo incluso". Lo ha dichiarato all'Afp una portavoce della compagnia. La scorsa settimana la compagnia aveva annunciato che avrebbe bypassato lo spazio aereo iraniano e iracheno, ma la portavoce ha affermato che "verrà utilizzato un corridoio di spazio aereo iracheno" a partire da martedì 20 gennaio.
Iran, giallo sul caso di Erfan Soltani. Israele: "Ucciso brutalmente". Ong: "È vivo"
Secondo alcune fonti, citate dall'account X del ministero degli Esteri israeliano in farsi, sarebbe stato "brutalmente ucciso mentre era in custodia della Repubblica islamica". Mentre, stando all'ong Hengaw, specializzata in difesa dei diritti umani in Iran, alla famiglia Soltani "è stata concessa una breve visita di persona oggi" e che "è attualmente vivo e in condizioni fisiche stabili".
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Vai al contenutoIran, premio Nobel Shirin Ebadi a Sky Tg24: "Spero in un referendum libero"
L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise
Iran, il blackout di Internet in corso è il più lungo di sempre. Come si blocca il web?
L’Iran, da settimane alle prese con una forte ondata di proteste popolari contro il regime e con la brutale repressione che ne è seguita, potrebbe rimanere senza Internet almeno fino al Capodanno iraniano, il Nowruz, che cade il 20 marzo. A dirlo è stata la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, come citata da IranWire. Il blackout del web nel Paese è ormai in vigore dallo scorso 8 gennaio: i cittadini faticano a comunicare con il resto del mondo.
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Vai al contenutoNetanyahu: "Se ci attaccano agiremo con una forza che non hanno ancora visto"
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell'Iran. Intervenendo oggi alla Knesset, il premier ha avvertito che se Teheran "commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l'Iran non ha ancora conosciuto".
"Stiamo seguendo gli eventi in Iran con grande attenzione", ha aggiunto. "Siamo tutti profondamente colpiti dall'eroica lotta dei cittadini iraniani per la libertà, la prosperità e la giustizia", ha continuato parlando di una brutalità nel reprimere le proteste che "ha rivelato l'essenza di questo regime crudele". "Nessuno può prevedere cosa accadrà in Iran, ma qualunque cosa accada, l'Iran non tornerà a essere quello di prima", ha affermato.
Proteste Iran, hackerati i canali della tv di stato del Paese
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Per il momento la Casa Bianca sembra aver congelato ogni ipotesi di intervento in Iran. Ma cosa potrebbe succedere qualora la situazione cambiasse?
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Vai al contenutoUltimatum di tre giorni ai manifestanti: "Più clemenza a chi si arrende"
Tre giorni di tempo per consegnarsi alle autorità: è l’ultimatum lanciato oggi dal capo della polizia iraniana - Ahmad-Reza Radan - ai partecipanti a quelle che il regime definisce “rivolte”, scoppiate dopo la repressione di un vasto movimento di protesta scoppiato contro il caro vita. «Consideriamo giovani che si sono trovati coinvolti involontariamente nei disordini persone ingannate, non soldati nemici», ha detto Radan alla televisione di Stato, promettendo che chi si presenterà entro «al massimo tre giorni» sarà trattato con «maggiore clemenza».
Le proteste hanno raggiunto una dimensione nazionale l’8 gennaio, sfidando la Repubblica islamica - al potere dal 1979. Sono partite dai commercianti di Teheran dopo una nuova caduta del rial, che in un anno ha perso oltre un terzo del valore rispetto al dollaro.
L’agenzia iraniana Tasnim parla di circa 3.000 arresti, mentre le organizzazioni per i diritti umani ne stimano fino a 20.000. Amnesty International ha definito la repressione un «massacro», avvenuto anche grazie a un blackout quasi totale delle comunicazioni. L’Ong Iran Human Rights conta almeno 3.400 manifestanti uccisi, cifra citata anche dalle Nazioni Unite. Anche la guida suprema iraniana Ali Khamenei ha confermato «migliaia di persone uccise», attribuendo le responsabilità a «sediziosi» manipolati da Stati Uniti e Israele. Il portavoce della giustizia, Asghar Jahangir, ha confermato l’avvio di processi rapidi, avvertendo che alcuni reati potrebbero configurare la cosiddetta "guerra contro Dio", punibile con la pena di morte, solitamente per impiccagione.
Iran, sospesa pubblicazione giornale riformista per articoli su disordini
E' stata sospesa in Iran la pubblicazione del giornale riformista Ham-Mihan, edito a Teheran, per due articoli critici sulla gestione dei disordini da parte delle autorità. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, citando un provvedimento dell'Autorità per la regolamentazione della stampa della Repubblica islamica.
Uno degli articoli in questione era un editoriale del direttore del giornale intitolato 'Da dicembre 1978 a gennaio 2026' e l'altro un articolo intitolato 'La storia degli ospedali da Ilam a Sina' della giornalista Elaheh Mohammadi, che denunciava la violenza della repressione contro i manifestanti. Mohammadi e la collega Niloofar Hamedi avevano portato alla luce il caso di Mahsa Amini ed erano entrambe state graziate lo scorso febbraio dalla Guida Suprema, Ali Khamenei.
Erdogan: 'Risolvere i problemi in Iran con i negoziati'
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ribadito la necessità di tenere "negoziati" per risolvere i problemi in Iran, nel contesto delle proteste anti governative esplose il 28 dicembre per la crisi economica. "A nostro avviso, la soluzione ai problemi sta al tavolo dei negoziati. Invitiamo tutte le parti interessate alla diplomazia", ha affermato il leader turco, riferisce la tv di Stato Trt, parlando ad Ankara dopo una riunione di gabinetto. "Crediamo che il nostro vicino Iran supererà queste sfide", ha aggiunto il leader turco.
Ong: "Minore ha subito violenza sessuale mentre era in custodia in Iran"
Due manifestanti arrestati dal regime nella città di Kermanshah, nell'Iran occidentale, hanno denunciato di aver subito violenze sessuali mentre erano in custodia delle forze di sicurezza. Tra loro anche una sedicenne. Lo riporta il Guardian citando le testimonianze delle due persone che hanno partecipato alle proteste e hanno raccontato al Kurdistan Human Rights Network (Khrn) di aver subito abusi sessuali da parte della polizia antisommossa durante l'arresto. "Durante il trasferimento, le forze di sicurezza hanno toccato i loro corpi con i manganelli. Li hanno picchiati e hanno esercitato pressione sulla zona anale con un manganello attraverso i vestiti", ha detto Rebin Rahmani, del Khrn, che è stato in contatto con fonti vicine alla famiglia del minore. Nelle proteste nazionali del 2022, i detenuti hanno denunciato stupri, percosse e torture da parte della polizia, con una donna che ha raccontato al Guardian di essere stata bendata e aggredita sessualmente dai suoi aguzzini.
L'Iran sospende la pubblicazione di un quotidiano
Il direttore del quotidiano iraniano Ham-Mihan ha annunciato che il Consiglio di Sorveglianza sulla Stampa della Repubblica islamica ha sospeso la pubblicazione del suo giornale a causa di alcuni articoli riguardo alle recenti proteste anti governative pubblicati nei giorni scorsi. Secondo quanto affermato dal direttore del giornale al sito Khabaronline, il Consiglio di Sorveglianza sulla Stampa ha citato esplicitamente due articoli apparsi su Ham-Mihan come motivazione alla base dello stop imposto alle pubblicazioni. L'emittente con sede a Londra 'Iran International' ha citato sul suo sito alcune parti degli articoli che hanno portato Teheran a sospendere le pubblicazioni di Ham-Mihan. "L'entità delle proteste, così come il numero di morti e feriti, rimane poco chiara a causa del blocco di Internet e della mancanza di dati ufficiali. Ciò che sappiamo proviene da prima del blocco ufficiale e da conversazioni con i residenti di queste città", si legge in uno degli articoli, che riporta anche notizie non verificate secondo cui le proteste anti governative si sarebbero svolte in oltre 100 città iraniane, mentre l'altro articolo riporta che la maggior parte degli arrestati hanno tra i 20 e i 25 anni.
Iran, capo polizia a "rivoltosi": "Costituitevi entro 3 giorni"
Il capo della polizia iraniana, Ahmad-Reza Radan, ha esortato i manifestanti a costituirsi entro tre giorni, assicurando che in questo caso riceveranno una pena piu' lieve. "I giovaniv coinvolti inconsapevolmente nelle rivolte sono considerati individui ingannati, non soldati nemici" e "saranno trattati con clemenza dal sistema della Repubblica islamica", ha spiegato alla televisione di Stato, aggiungendo che hanno "un massimo di tre giorni" per costituirsi.
Iran: verso ripristino completo Internet tra oggi e domani
L'Iran ripristinerà completamente internet in tutto il Paese tra oggi e domani, secondo quanto comunicato dal governo. Anche le piattaforme dei social media saranno presto sbloccate, ha affermato ieri Mohammad Seraj, membro della commissione sociale del parlamento iraniano. L'Iran ha ripristinato l'accesso a Google ieri, dopo un blackout nazionale di dieci giorni, un giorno dopo la ripresa del servizio di messaggistica breve.
Iran, il blackout di Internet in corso è il più lungo di sempre. Come si blocca il web?
L’Iran, da settimane alle prese con una forte ondata di proteste popolari contro il regime e con la brutale repressione che ne è seguita, potrebbe rimanere senza Internet almeno fino al Capodanno iraniano, il Nowruz, che cade il 20 marzo. A dirlo è stata la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, come citata da IranWire. Il blackout del web nel Paese è ormai in vigore dallo scorso 8 gennaio: i cittadini faticano a comunicare con il resto del mondo.
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Secondo alcune fonti, citate dall'account X del ministero degli Esteri israeliano in farsi, sarebbe stato "brutalmente ucciso mentre era in custodia della Repubblica islamica". Mentre, stando all'ong Hengaw, specializzata in difesa dei diritti umani in Iran, alla famiglia Soltani "è stata concessa una breve visita di persona oggi" e che "è attualmente vivo e in condizioni fisiche stabili".
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Vai al contenutoTeheran: "Internet tornerà alla normalità entro venerdì"
Entro venerdì prossimo in Iran l'accesso a Internet tornerà alla normalità. Lo ha annunciato il vice presidente iraniano per la Scienza, Hossein Afshin, citato dall'agenzia di stampa Tasnim. I servizi internet erano stati sospesi nella Repubblica islamica a causa dell'ondata di proteste antigovernative che avevano scosso il Paese nei giorni scorsi.
Davos ritira l'invito all'Iran dopo i morti nelle proteste
"Il ministero degli Esteri iraniano non sarà a Davos. Anche se era stato invitato in autunno, dopo la tragica perdita di vite umane nelle ultime settimane non è opportuno che il governo iraniano sia rappresentato a Davos quest'anno". Lo scrive l'organizzazione del Forum economico mondiale
Onu: aumento esecuzioni, usate da Stato per intimidire
In Iran "la portata e il ritmo delle esecuzioni suggeriscono un uso sistematico della pena di morte come strumento di intimidazione da parte dello Stato". Lo ha affermato l'Alto Commissario Onu per i diritti umani Volker Turk, denunciando un aumento delle esecuzioni a livello globale nel 2025. La Repubblica islamica avrebbe giustiziato 1.500 persone lo scorso anno, ha riferito Turk, sottolineando come questo numero contribuisce a "un aumento allarmante" in tutto il mondo
Iran, verso ripristino completo Internet tra oggi e domani
L'Iran ripristinerà completamente internet in tutto il Paese tra oggi e domani, secondo quanto comunicato dal governo. Anche le piattaforme dei social media saranno presto sbloccate, ha affermato ieri Mohammad Seraj, membro della commissione sociale del parlamento iraniano. L'Iran ha ripristinato l'accesso a Google ieri, dopo un blackout nazionale di dieci giorni, un giorno dopo la ripresa del servizio di messaggistica breve. Il governo iraniano ha tagliato l'accesso a internet e sospeso gli Sms l'8 gennaio citando tra le motivazioni rivolte e attacchi terroristici contro civili, forze di sicurezza ed edifici pubblici. La massima autorità iraniana in materia di cyberspazio aveva fatto sapere che l'accesso a internet sarebbe rimasto limitato fino a quando i funzionari non avrebbero confermato il ripristino della piena sicurezza. Da fine dicembre sono scoppiate proteste in diverse città iraniane a causa del forte deprezzamento del rial, la moneta locale. Le autorità hanno inizialmente preso atto delle manifestazioni e si sono dette pronte ad affrontare le rivendicazioni economiche, ma successivamente hanno represso le proteste in modo violento, causando migliaia di vittime
Macron: "A mezzogiorno Consiglio sicurezza su Iran, Groenlandia e Siria"
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha convocato un nuovo Consiglio di Difesa e sicurezza nazionale, dopo quello di lunedì scorso. La riunione, alla quale parteciperà un numero ristretto di ministri oltre al premier, Sébastien Lecornu, è stata convocata per mezzogiorno. Sarà dedicata alle questioni internazionali più importanti del momento, Groenlandia, Siria e Iran in particolare, ha riferito BFM TV
Conte: "Pressione della comunità internazionale o non cambierà nulla"
"Noi siamo stati sempre con dissidenti iraniani e con i giovani universitari che sono qui, io li ho anche incontrati personalmente. C'eravamo anche noi in Campidoglio con Amnesty International per testimoniare ovviamente tutta la nostra solidarietà nei confronti di chi, in questo momento, sta protestando per i crimini che il regime iraniano sta compiendo. Il problema è: qual è la soluzione? Allora la soluzione o diventa, col coinvolgimento della comunità internazionale nel quadro del diritto internazionale di creare una pressione concentrica determinata sul piano politico, diplomatico, utilizzando anche le leve finanziarie ed economiche tutte insieme, oppure se lasciamo che la superpotenza di turno faccia un blitz, valutando soggettivamente quali sono gli interessi, gli appetiti singoli, lì non si risolverà mai nulla e ce lo dimostra la storia. Iraq, Afghanistan, Libia, adesso in Venezuela si dice che il blitz americano ha risolto tutto, in realtà a quanto mi risulta abbiamo la numero 2 di Maduro, Rodríguez, al governo. Quello che è cambiato è che in questo momento rispetto alle nazionalizzazioni del petrolio e delle riserve, ci sono le compagnie americane che hanno la prospettiva di andare a fare affari". Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, a Radio Roma Sound.
Oggi Tajani a Strasburgo, incontrerà Metsola: anche sviluppi in Iran al centro del dialogo
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà oggi a Strasburgo, dove incontrerà la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola e il ministro degli Esteri della Germania Johann Wadephul. E' quanto si legge in una nota della Farnesina. Tajani discuterà con la presidente Metsola di temi europei e dei principali temi dell'agenda internazionale, fra cui la Groenlandia, l'Iran, il Venezuela, l'Ucraina e Gaza, alla luce dell'invito degli Stati Uniti mirato a coinvolgere diversi Paesi, fra cui l'Italia, nel Board of Peace.
A Los Angeles la marcia per l'Iran, "Trump intervenga"
Migliaia di persone negli Stati Uniti hanno organizzato grandi manifestazioni per denunciare la repressione mortale da parte del governo iraniano contro i manifestanti antigovernativi nella Repubblica Islamica. Diverse migliaia di persone hanno marciato a Los Angeles, sede della più grande diaspora iraniana al mondo, mentre diverse centinaia di altre si sono radunate a New York. I manifestanti statunitensi hanno esposto cartelli che condannavano un "nuovo Olocausto", un "genocidio in atto" e il "terrore" del governo iraniano. Iran Human Rights, con sede in Norvegia, afferma di aver accertato la morte di 3.428 manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza. L'Ong ha avvertito che il bilancio reale delle vittime è probabilmente molto più alto. I media non possono confermare in modo indipendente la cifra e i funzionari iraniani non hanno fornito un bilancio esatto delle vittime. "Questo omicidio di massa della popolazione è terribilmente sconvolgente", ha dichiarato Ali Parvaneh, un avvocato di 65 anni che protestava a Los Angeles. Come molti manifestanti, Parvaneh portava un cartello con la scritta "Make Iran Great Again" e ha dichiarato di volere che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenisse. Alcuni tra la folla a Los Angeles si sono spinti fino a invocare l'assassinio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. "Spero davvero che Trump vada oltre la semplice espressione di sostegno", ha detto Parvaneh. Molti manifestanti nella città californiana hanno scandito slogan a sostegno del presidente degli Stati Uniti e di Reza Pahlavi, figlio dell'ex Scià di Persia. Nel quartiere Westwood di Los Angeles, soprannominato "Tehrangeles", Roozbeh Farahanipour ritiene che la diaspora debba sostenere gli iraniani senza violare il loro "diritto di decidere del proprio futuro". "Non hanno bisogno di una marionetta impiantata dall'Occidente", ha affermato il 54enne proprietario di un ristorante. Anche altri in California condividono questa opinione. "Trump sta prendendo in giro il popolo iraniano", ha detto il poeta Karim Farsis, residente nella Bay Area di San Francisco. Farsis, un'accademica, sottolinea che sono le sanzioni statunitensi, comprese quelle imposte da Trump, e la rottura dell'accordo nucleare da parte dei repubblicani ad aver contribuito in larga parte alle sofferenze del popolo iraniano.
Media locali: "Abusi sui manifestanti arrestati in Iran"
I manifestanti detenuti nelle prigioni iraniane hanno descritto abusi, tra cui nudità forzata, esposizione al freddo e iniezioni di sostanze di composizione sconosciuta durante la loro custodia. Lo ha riferito a Iran International una fonte vicina alla famiglia di un detenuto. La stessa fonte ha affermato che un giovane manifestante detenuto ha inviato un messaggio dall'interno della prigione affermando che lui e molti altri erano stati sottoposti a tale trattamento dopo il loro arresto. Secondo il racconto, gli agenti penitenziari lo hanno spogliato e hanno tenuto i detenuti nudi nel cortile del carcere per un periodo prolungato, in condizioni invernali. Poi hanno colpito i detenuti con getti di acqua fredda. Lo stesso detenuto ha poi aggiunto che il giorno seguente le guardie carcerarie hanno iniettato a lui e ad altri prigionieri delle sostanze il cui contenuto non è stato identificato.
Pahlavi: "Popolo chiede nuovo percorso credibile, tornerò a Teheran"
Reza Pahlavi ha giurato di tornare in Iran dall'esilio negli Stati Uniti. Il figlio dello scià iraniano rovesciato dalla Rivoluzione islamica del 1979 non ha specificato una data e non è ancora chiaro se gli sarà consentito di entrare in Iran e quali conseguenze dovrà affrontare in quanto politico dell'opposizione. In un videomessaggio su X, Pahlavi ha detto che il popolo iraniano chiede "un nuovo percorso credibile" da seguire. "La battaglia in Iran oggi è tra occupazione e liberazione. Il popolo iraniano mi ha chiesto di guidare il Paese. Tornerò in Iran".
"Tornerò in Iran. Il popolo iraniano si è ribellato per rivendicare il proprio Paese - ha aggiunto - La storia onorerà coloro che si schierano al suo fianco", ha dichiarato. Pahlavi, nominato principe ereditario da suo padre, il defunto scià di Persia, vive in esilio negli Stati Uniti da decenni.