Venezuela, Maduro in tribunale: “Rapito”. Ambasciatore italiano: Impegno per Trentini

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L'ex leader venezuelano e la moglie lunedì davanti alla giustizia Usa per rispondere alle accuse di narcoterrorismo. Con le catene ai piedi, Maduro si è proclamato innocente e "prigioniero di guerra". Attenderà in prigione la nuova udienza il 17 marzo. La presidente ad interim Rodríguez invita Trump a "lavorare insieme". “Massima attenzione e impegno dell’ambasciata e del governo”, ha detto a Sky Tg24 l’ambasciatore italiano a Caracas De Vito, parlando di Alberto Trentini. Tajani a ministeriale G7 su Venezuela

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Nicolas Maduro e sua moglie ieri per la prima volta davanti alla giustizia Usa per rispondere alle accuse di narcoterrorismo. Con le catene ai piedi, l'ex leader venezuelano si è proclamato innocente e "prigioniero di guerra". Se condannato per tutti i quattro capi di imputazione rischia una pena compresa tra i 20 anni e l'ergastolo. Attenderà in prigione la nuova udienza, il 17 marzo.  La presidente ad interim Rodríguez invita Trump a "lavorare insieme". "Sta collaborando", commenta il presidente Usa.

"Marco Rubio ha ribadito il sostegno alla liberazione dei prigionieri  politici", ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri,  Antonio Tajani, al termine della riunione dei Ministri degli Esteri G7  su Venezuela e Ucraina. “Per dovere di riserbo nel pieno delle trattative, come è stato detto molto più autorevolmente da Roma, c'è la massima attenzione, c'è il massimo impegno dell'ambasciata e del governo”, ha detto a Sky Tg24 l'ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, parlando di Alberto Trentini.

Le Nazioni Unite hanno espresso "profonda preoccupazione" per l'operazione statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, avvertendo che l’intervento ha chiaramente "minato un principio fondamentale del diritto internazionale". 

Intanto, la Groenlandia e la Danimarca chiesto "un incontro urgente" con gli Stati Uniti, dopo che Donald Trump è tornato a minacciare di annettere l'isola artica. "La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia", hanno dichiarato in una nota congiunta il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, Meloni, il primo ministro polacco Tusk, il primo ministro spagnolo Sánchez, il primo ministro britannico Starmer e il primo ministro danese Frederiksen. Il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha annunciato l'intenzione del suo Paese è di "rafforzare la presenza militare in   Groenlandia. Ma avremo anche una presenza Nato più ampia, con più   esercitazioni".

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Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran  quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”,  mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina  serve quello denso

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Venezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?

Durante il suo insediamento, il 5 gennaio, Rodriguez ha ribadito che  quella degli Stati Uniti è una "aggressione militare illegittima" e che  Maduro e sua moglie sono tenuti in ostaggio a New York. Poi ha  promulgato il decreto che sancisce lo stato di eccezione in tutto il  Paese. Intanto cresce la tensione in Venezuela, tra proteste e  incertezza.

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Groenlandia, la minaccia che cambia le regole

La questione non è se Washington abbia davvero intenzione di annettere  il territorio, né se esista un piano operativo concreto. La questione è  cosa produce, sul piano politico, strategico ed economico, il fatto che  una simile ipotesi venga formulata senza più imbarazzo, senza filtri.  Ecco perché le mire di Trump sull'isola dell'Artico non sono una  provozazione ma un test.

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Casa Bianca a Reuters: "Trump valuta diverse opzioni su Groenlandia, non escluso esercito"

Donald Trump e il suo team stanno valutando diverse opzioni per l'acquisizione della Groenlandia e l'utilizzo delle forze armate Usa a tal fine è "sempre un'opzione", ha dichiarato la Casa Bianca alla Reuters, che lo riporta sul proprio sito. "Il presidente Trump ha chiarito che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica. Il presidente e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo", ha affermato la Casa Bianca in una dichiarazione in risposta alle domande di Reuters.

Cosa ci raccontano di Trump e Maduro post e reazioni sui social

Ci troviamo di fronte a uno di quei conflitti ibridi che utilizzano come  armi l’IA, la guerra psicologica e la modellazione delle percezioni.  Partiamo da un dato: nelle 36 ore successive all’attacco su larga scala  americano online le parole Venezuela, Trump, Usa, Maduro e Caracas hanno  incassato 1,3 miliardi di interazioni. Una polarizzazione così profonda  e diffusa per la quale è difficile trovare precedenti altrettanto  significativi, ma vediamo tutti i numeri che la raccontano. 

Cosa ci raccontano di Trump e Maduro post e reazioni sui social

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Come ha reagito la base Maga al blitz in Venezuela voluto da Trump?

Il blitz a Caracas contro Maduro ha messo alla prova la coesione della  base trumpiana. Nonostante la contraddizione con il principio "America  First", la maggioranza dei deputati repubblicani e dei sostenitori resta  al fianco del presidente. L’operazione è stata percepita come  necessaria per la sicurezza nazionale, e non come intervento di regime  change. Così, il tycoon rafforza il suo controllo interno e il consenso  sembra restare saldo.

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Groenlandia, Rasmussen: "Incontro con Rubio per chiarire malintesi"

Il ministro degli Esteri danese ha dichiarato che un incontro con il suo omologo groenlandese, il Segretario di Stato americano Marco Rubio, dovrebbe "chiarire alcuni malintesi" a seguito delle ripetute dichiarazioni del Presidente Donald Trump sull'annessione della Groenlandia agli Stati Uniti. "E' giunto il momento di prendere contatto per organizzare un incontro con la nostra controparte americana, il Segretario di Stato americano. Abbiamo avanzato la richiesta ieri", ha dichiarato Lars Lokke Rasmussen dopo un incontro con la Commissione Affari Esteri del Parlamento danese, spiegando che era necessario "chiarire alcuni malintesi".

Tajani: "In linea con il Papa tuteliamo la popolazione venezuelana"

"In linea con il messaggio di Papa Leone, ho ricordato che per l'Italia le esigenze della popolazione civile sono l'obiettivo principale. Su questo siamo pronti a sostenere iniziative umanitarie per la popolazione venezuelana e a fare tutto ciò che sia necessario per una transizione pacifica. Anche su questo tema il Segretario di Stato Rubio ha accolto con favore le nostre posizioni. Per l'Italia senza stabilizzazione non c'è né crescita né transizione". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al termine della riunione dei ministri degli Esteri G7.

Tajani: "Rubio ha ribadito il suo impegno per detenuti italiani in Venezuela"

"Ho insistito sull'importanza della liberazione dei nostri connazionali  detenuti nelle prigioni venezuelane, a partire da Alberto Trentini,  Mario Burlò, Luigi Gasperin e Biagio Pilieri. Il Segretario di Stato  Marco Rubio ha ribadito il sostegno alla liberazione dei prigionieri  politici". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri,  Antonio Tajani, al termine della riunione dei Ministri degli Esteri G7  su Venezuela e Ucraina. "Ho sottolineato l'importanza di garantire una  transizione pacifica in Venezuela e la necessità di tutelare la grande  comunità di italiani nel Paese", ha aggiunto.

Venezuela, Tajani a G7: "Italiani detenuti siano liberati"

Nel suo intervento alla videoconferenza degli ministri degli Esteri del G7, Antonio Tajani ha invocato una transizione pacifica in Venezuela e insistito sulla liberazione dei detenuti italiani. Lo ha riferito lo stesso ministro degli Esteri su X. "Ho sottolineato l'importanza di garantire una transizione pacifica in Venezuela e la necessita' di tutelare la grande comunita' di italiani nel Paese", ha spiegato. "Durante la riunione ho insistito sulla importanza della liberazione dei nostri connazionali detenuti nelle prigioni venezuelane, a partire da Alberto Trentini, Mario Burlo', Luigi Gasperin e Biagio Pilieri", ha ricordato. Il segretario di Stato americano "Marco Rubio ha ribadito il sostegno alla liberazione dei prigionieri politici", ha assicurato. "In linea con il messaggio di papa Leone XIV, ho ricordato che per l'Italia le esigenze della popolazione civile sono l'obiettivo principale. Su questo siamo pronti a sostenere iniziative umanitarie per la popolazione venezuelana e a fare tutto cio' che sia necessario per una transizione pacifica. Anche su questo tema il segretario di Stato Rubio ha accolto con favore le nostre posizioni. Per l'Italia senza stabilizzazione non c'e' ne' crescita ne' transizione", ha avvertito.

Groenlandia, Macron: Usa non ne violeranno sovranità

Emmanuel Macron ha escluso che gli Stati Uniti possano annettere la Groenlandia. "Per me, non esiste scenario in cui gli Stati Uniti d'America si trovino a violare la sovranita' danese" in Groenlandia, ha dichiarato su France 2. "La Groenlandia e' un territorio sotto sovranita' danese, lo rimarra'," ha aggiunto il presidente francese.

Groenlandia e Danimarca chiedono incontro urgente a Usa

La Groenlandia e la Danimarca chiesto "un incontro urgente" con gli Stati Uniti, dopo che Donald Trump e' tornato a minacciare di annettere l'isola artica, territorio autonomo danese. A renderlo noto, su Facebook, e' stata la ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt. "Finora non e' stato possibile per il segretario di Stato Usa Marco Rubio incontrare il governo della Groenlandia, nonostante il governo della Groenlandia e quello danese abbiano chiesto, per tutto il 2025, un incontro a livello dei ministeri degli esteri," ha spiegato.

Reuters, in corso confronto Usa-Venezuela sull'esportazione del petrolio

Funzionari venezuelani e statunitensi stanno discutendo sull'esportazione di petrolio venezuelano negli Stati Uniti. Lo hanno riferito a Reuters cinque fonti governative, industriali e del settore marittimo, come pubblicato sul sito dell'agenzia.     Le raffinerie statunitensi sulla costa del Golfo possono lavorare il greggio venezuelano e lo hanno già importato in passato, prima che gli Stati Uniti imponessero sanzioni al Venezuela.

Venezuela, Trump: Usa coinvolti a tempo indeterminato. VIDEO

Venezuela, Trump: Usa coinvolti a tempo indeterminato | Video Sky - Sky TG24

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Attesa per Trentini, Tajani: “Stiamo tentando possibile e impossibile”

Il blitz Usa a Caracas potrebbe cambiare alcuni scenari in merito alle  trattative diplomatiche per la liberazione del cooperante italiano ma  anche di altri detenuti politici italiani in Venezuela. Resta da capire  se il nuovo “regime”, come affermato dal ministro degli Esteri, segnerà  un cambio di passo o una continuità con la politica di Maduro: “Speriamo  che con Rodriguez il dialogo sia più facile”, ha detto Tajani.

Attesa per Trentini, Tajani: “Stiamo tentando possibile e impossibile”

Attesa per Trentini, Tajani: “Stiamo tentando possibile e impossibile”

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Venezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa

Come riportano alcune testate militari e internazionali, nella missione  americana in Venezuela sarebbe stato utilizzato il drone RQ-170  Sentinel, noto anche come la “Bestia di Kandahar”. Progettato dalla  Lockheed Martin, l'RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto  in grado di fornire sorveglianza persistente di obiettivi di alto valore  in ambienti molto complessi. 

Venezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa

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Venezuela: Rubio sente Parolin su situazione umanitaria

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha parlato oggi con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede. Lo riferisce una nota del dipartimento di Stato. "I due leader hanno discusso delle sfide piu' urgenti, tra cui gli sforzi per migliorare la situazione umanitaria, in particolare in Venezuela, nonche' la promozione della pace e della liberta' religiosa a livello globale", si legge. "Il segretario Rubio e il cardinale Parolin hanno ribadito il loro impegno ad approfondire la cooperazione tra gli Stati Uniti e la Santa Sede nell'affrontare le priorita' comuni in tutto il mondo", si riferisce ancora.

Telefonata Rubio-Parolin, al centro del colloquio la situazione in Venezuela

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato oggi con il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede. Lo riferisce il dipartimento Usa in una nota precisando che al centro del colloqui fra i due c'è stato il Venezuela nonché "la promozione della pace e della libertà religiosa a livello globale". Rubio e Parolin hanno riaffermato il loro impegno ad approfondire la cooperazione tra gli Stati Uniti e la Santa Sede nell'affrontare le priorità comuni in tutto il mondo.

La Groenlandia e la Danimarca chiedono di incontrare Rubio

La Groenlandia e la Danimarca hanno chiesto un incontro con il  segretario di stato Usa Marco Rubio.Lo comunica il governo groenlandese

Machado: prometto di tornare in Venezuela prima possibile. VIDEO

Machado: prometto di tornare in Venezuela prima possibile | Video Sky - Sky TG24

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Venezuela: due anziani festeggiano la caduta di Maduro, arrestati

La polizia dello stato di Mérida, nel Venezuela occidentale, ha arrestato due uomini, di 64 e 65 anni, nella città rurale di Bailadores per aver festeggiato pubblicamente l'attacco statunitense e la cattura e la destituzione del presidente deposto Nicolás Maduro.        I due uomini avevano sparato colpi in aria ed espresso pubblicamente il loro giubilo per il raid Usa. I vicini li hanno segnalati alla polizia locale, che ha proceduto all'arresto.      Questi arresti seguono la dichiarazione dello stato di agitazione decretata ieri che conferisce poteri straordinari alle autorità e facilita gli arresti per manifestazioni a sostegno delle operazioni statunitensi che hanno portato Maduro davanti a un tribunale di New York.

Venezuela: Sheinbaum chiede a Usa giusto processo per Maduro

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha esortato gli Stati Uniti a concedere un "giusto processo" al deposto leader venezuelano Nicolas Maduro. "Ora che il presidente Maduro è detenuto, ciò che chiediamo è un giusto processo, come sempre in tutte le circostanze, e in questa in particolare, perché la giustizia deve essere rapida ed equa", ha dichiarato la presidente messicana di sinistra durante la sua conferenza stampa mattutina. Sheinbaum ha anche ribadito la sua opposizione all'intervento statunitense contro la sovranita' del Venezuela. "Essere contrari al regime di Maduro o al chavismo (la dottrina ereditata dall'ex presidente di sinistra Hugo Chavez, al potere tra il 1999 e il 2013) in Venezuela èuna cosa, ma è ben diversa l'idea che una potenza, un Paese, usi la forza per rovesciare un presidente. In nessuna circostanza possiamo tollerare una cosa del genere", ha aggiunto il capo dello Stato. Maduro e' comparso in tribunale a New York ieri, dopo essere stato portato con la forza a seguito di un'operazione militare statunitense. Incriminato per quattro capi d'accusa, tra cui traffico di droga, Maduro si e' dichiarato non colpevole durante la sua prima comparizione davanti a un tribunale federale di Manhattan, sostenendo di essere stato rapito sabato a Caracas. Dopo aver ascoltato la sua dichiarazione di colpevolezza, il giudice gli ha ordinato di rimanere in custodia a New York e di comparire nuovamente in tribunale il 17 marzo.

Tajani a videocall ministri Esteri su Venezuela e Ucraina

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parteciperà nel tardo pomeriggio a una conferenza tra i ministri degli Esteri del G7. Lo rende noto la Farnesina. I lavori prevedono innanzitutto un intervento del segretario di Stato americano, Marco Rubio, sull'operazione statunitense in Venezuela che ha portato all'arresto di Nicolas Maduro. Previsto interventi sul tema di tutti i ministri del G7. Seguirà poi un aggiornamento e un confronto sui negoziati per raggiungere la pace in Ucraina.

Venezuela: Caracas e l'Avana, '55 militari morti in intervento Usa'

Cinquantacinque soldati cubani e venezuelani sono stati uccisi durante il raid degli Stati Uniti per catturare il leader venezuelano Nicolas Maduro, secondo i bilanci pubblicati oggi dai due alleati latinoamericani. Cuba ha reso noti i nomi di 32 membri dei suoi militari morti nell'assalto notturno che ha portato alla cattura di Maduro a Caracas, mentre le forze venezuelane hanno diffuso un elenco di 23 membri del proprio personale,, anch'essi uccisi nel corso dell'operazione Usa.

Caracas blindata, chek point in cerca di fiancheggiatori Usa

Trump, 'presto incontrerò Big Oil per il Venezuela'

Parlando ai deputati repubblicani al Kennedy Center, Donald Trump ha annunciato che incontrerà presto le compagnie petrolifere in relazione al Venezuela, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Groenlandia, Starmer rigetta critiche a Trump: "È un alleato, non una minaccia"

Il presidente americano Donald Trump è un alleato affidabile, "non una minaccia per l'Europa". Lo ha sostenuto un portavoce del premier britannico Keir Starmer, ridimensionando la portata della reazione dei leader europei, a margine del vertice dei 'Volenterosi' a Parigi, in difesa della sovranità della Groenlandia.    Incalzato sull'argomento dai giornalisti nel briefing di giornata di Downing Street, il portavoce ha aggiunto che Starmer conserva "buone relazioni" con Trump, sottolineando come la cosiddetta "relazione speciale" resti vitale e come Usa e Regno Unito siano i due "più stretti alleati" al mondo da decenni.

Trump: "Inizieremo a produrre armi più velocemente"

"Nessuno ha la qualità delle nostre armi, il problema è che non le produciamo abbastanza velocemente. Inizieremo a produrle molto più velocemente... Stiamo dicendo ai nostri appaltatori della difesa che dovranno iniziare a produrre più velocemente": lo ha detto Donald Trump parlando ai deputati repubblicani al Kennedy Center. "Nessuno può sconfiggerci, nessuno", ha aggiunto, esaltando la forza militare americana.

Venezuela, Trump: "Hanno festeggiato tutti tranne che a New York"

 Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha criticato la sua citta' di nascita, New York, per non aver celebrato la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro. "Ovunque la gente e' scesa per strada per festeggiare, tranne che a New York", ha detto durante il suo intervento davanti ai membri repubblicani della Camera in corso al Kennedy Center.

Trump: "Maduro un violento che vuole imitare mia danza"

Il presidente statunitense ha definito il presidente deposto venezuelano, Nicolas Maduro, un "tipo violento". "E' un tipo violento. Si alza e cerca di imitare un po' la mia danza, e' un tipo violento e ha ucciso milioni di persone. Ha torturato", ha detto Trump parlando ai repubblicani riuniti al Kennedy Center.

Trump: "L'operazione per la cattura di Maduro è stata tecnicamente perfetta"

Donald Trump ha definito l'operazione per la cattura di Nicolas Maduro "straordinaria" e "tecnicamente perfetta".     "È stata incredibile. Nessuno dei nostri è rimasto ucciso. Dall'altra parte, invece, sono morte molte persone", ha detto il presidente americano riferendosi agli oltre 30 cubani rimasti uccisi. "Sapevano che stavamo arrivando ed erano protetti, i nostri uomini no. I nostri uomini si sono lanciati dagli elicotteri, è stato davvero incredibile", ha aggiunto Trump.

O.Napoli: "Bene Ue e Meloni su Groenlandia, primo stop a Trump"

"A prezzo di qualche funambolismo di troppo, l'Unione europea, e in essa Giorgia Meloni, ha fornito a Donald Trump una risposta diplomatica franca e chiara. Nessuno crede che basterà una nota per frenare il tycoon nei suoi propositi sulla Groenlandia. Era importante, però, mostrare una posizione comune e risoluta in difesa della sovranità della Danimarca. Arrivati al dunque, Giorgia Meloni ha mostrato una coraggiosa incoerenza schierandosi con gli alleati europei dopo aver fatto qualche inchino a Trump sul Venezuela. Un simile cerchiobottismo non sembra la via più adeguata per dare autorevolezza e forza alla nostra politica estera, in Europa e nell'Alleanza atlantica. La notizia bella per le democrazie europee è un'altra: grazie alle intemperanze di Trump, e alla perseverante cecità politica di Putin, i sovranisti sono in ritirata 8n tutta l'Unione europea. Il 2026 non poteva cominciare meglio". Lo afferma Osvaldo Napoli, della segreteria di Azione.

Mosca: "Immutata solidarietà con il popolo e il governo del Venezuela"

La Russia ha ribadito oggi la sua "immutata solidarietà con il popolo venezuelano e il governo" di Caracas di fronte "a minacce neocoloniali palesi e ad aggressioni armate dall'esterno". Lo afferma il ministero degli Esteri, dopo il giuramento avvenuto ieri di Delcy Rodriguez come presidente ad interim. "Questo passo - si legge in una nota della diplomazia di Mosca - dimostra la determinazione del governo bolivariano a garantire l'unità e a preservare la verticale di potere stabilita in conformità con la legislazione nazionale".    La Russia, sottolinea ancora il ministero degli Esteri, è convinta che "al Venezuela debba essere garantito il diritto di determinare il proprio destino senza alcun intervento distruttivo dall'esterno". "Sosteniamo coerentemente - si osserva nel comunicato - la de-escalation della situazione attuale e la risoluzione di eventuali problemi attraverso un dialogo costruttivo e il rispetto delle norme del diritto internazionale, in primo luogo dello Statuto delle Nazioni Unite".

La presidente messicana: "Garantire a Maduro un giusto processo"

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha chiesto agli Stati Uniti di garantire un "giusto processo" al deposto leader venezuelano Nicolas Maduro, che ieri si è dichiarato non colpevole di traffico di droga e di altre accuse presso un tribunale di New York, due giorni dopo la sua cattura da parte delle forze statunitensi a Caracas.    "Ora che il presidente Maduro è in detenzione, ciò che chiediamo è un giusto processo", ha detto Sheinbaum ai giornalisti a Città del Messico.

La Danimarca rafforza la sua presenza militare in Groenlandia

Il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha annunciato  l'intenzione del suo Paese è di "rafforzare la presenza militare in  Groenlandia. Ma avremo anche una presenza Nato più ampia, con più  esercitazioni". Lo riporta l'agenzia nazionale Ritzau. Il ministro ha  poi precisato che la Danimarca, e quindi anche la Groenlandia, sono  membri dell'alleanza di difesa Nato con gli Stati Uniti. "Vorrei  sottolineare che la Groenlandia fa parte del Commonwealth danese. Non mi  risulta che qualcuno a livello internazionale lo metta in discussione",  ha aggiunto.

Vulin: "La violazione della Carta dell'Onu è cominciata con la Jugoslavia"

La violazione del diritto internazionale non riguarda soltanto il caso del Venezuela ma è già avvenuta con la dissoluzione della Federazione socialista jugoslava, con il bombardamento Nato della Serbia nel 1999 e successivamente con il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. Lo ha detto Aleksandar Vulin, ex ministro della difesa e dell'interno, ed ex capo dei servizi segreti della Serbia (Bia), politico noto per le sue posizioni nazionaliste e filorusse. "Non è avvenuto ieri nè due giorni fa, ma molto prima, seguendo il nostro esempio hanno imparato a non rispettare la Carta del'Onu", ha detto Vulin all'agenzia Tanjug. La Serbia, ha osservato, è uno dei pochi Paesi che rispetta la Carta delle Nazioni Unite, rispetta l'integrità territoriale dell'Ucraina, mentre non si rispetta l'integrità territoriale della Serbia. Quello che gli Usa hanno fatto al Venezuela, ha affermato Vulin, è simile a quello che Usa e Nato fecero alla Serbia nel 1999.

Venezuela, Trump: "Chi sarà decisore ultimo? Io"

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che diversi alti  funzionari supervisioneranno il Venezuela, ma quando gli è stato chiesto  chi sarà il decisore ultimo, ha risposto: "io". "Ho la sensazione che  stiano cooperando", ha detto nel corso di un'intervista alla Nbc,  aggiungendo che le persone al comando del Paese "hanno bisogno di  aiuto". Trump ha affermato che  le elezioni nel Paese sudamericano richiederanno del tempo e non  avranno luogo nei prossimi 30 giorni. "Ci vorrà un periodo di tempo.  Dobbiamo riportare il Paese in salute", ha dichiarato, in commenti che  Nbc ritiene preparatori sia per gli statunitensi che per i venezuelani  riguardo a una possibile presenza prolungata in Venezuela. Il presidente  ha anche sostenuto che il suo movimento Make America Great Again "ama  tutto quello che faccio", a fronte di critiche e perplessità che  emergono nella base tendenzialmente isolazionista e anti-interventista  in politica estera. Rispondendo  a domande riguardo possibili interventi militari Usa nei Paesi che  circondano il Venezuela, Trump "non ha fornito una cronologia specifica"  ma "ha chiarito che sta osservando molto da vicino Paesi come Cuba e la  Colombia", riporta l'emittente statunitense, ricordando l'avversione  del presidente Usa verso i governi di entrambi i Paesi e la loro  reputazione legata al traffico di droga.

Media: "L'amministrazione Trump vedrà in settimana le big del petrolio sul Venezuela"

L'amministrazione Trump incontrerà in settimana le grandi aziende petrolifere americane per parlare dell'aumento della produzione di greggio in Venezuela. L'incontro è in programma in settimana ed è cruciale nei piani di Donald Trump per il paese. Secondo le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, nelle ultime settimane Trump aveva detto alla big del petrolio di prepararsi e tenersi pronte, senza però scendere nei dettagli dell'operazione che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro.    Chevron, l'unico colosso americano in Venezuela, non ha al momento alcuna intenzione - afferma il Wall Street Journal - di aumentare le spese e la produzione di petrolio nel paese in quanto teme la mancanza di stabilità e certezze.

Trump: "Maduro è un uomo violento, ha ucciso milioni di persone"

"Maduro è un uomo violento, ha ucciso milioni di persone". Lo ha detto Donald Trump parlando al Kennedy Center di Washington. "Le persone ci ringraziano per la sua cattura", ha aggiunto il presidente americano.

L'amministrazione Trump informerà i senatori sul Venezuela domani

L'amministrazione Trump informerà tutti i senatori americani sull'operazione in Venezuela. L'appuntamento è fissato per domani alle 11 del mattino ora locale. L'informativa segue il briefing dell'amministrazione ai leader del Congresso, dal quale i democratici sono usciti "con più domande che risposte", ha detto il leader dei dem in Senato Chuck Schumer.

Magi: "Bene dichiarazione Ue su Groenlandia, da Meloni cortocircuito totale"

"Bene la dichiarazione dei leader europei sulla Groenlandia dopo le minacce di annessione di Trump. Non è accettabile che il presidente statunitense mini alle fondamenta lo spazio di sicurezza della Nato e non è accettabile che questo venga fatto ai danni di un paese sovrano come la Danimarca. E' incredibile invece il cortocircuito totale di Giorgia Meloni, con il suo grottesco endorsement all'operazione americana in Venezuela dettato dalla fretta di dimostrare prima di tutti gli altri il suo servilismo verso Trump. Che ora la premier stia con gli europei è una buona notizia per l'Italia, ma il governo e la premier Giorgia Meloni hanno arrecato un altro danno alla credibilità del nostro Paese". Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

Groenlandia, Bonelli: "Destra globale trascina mondo verso conflitti in nome del petrolio"

"La destra globale trascina il mondo verso una nuova stagione di  conflitti in nome del petrolio. È una guerra permanente per il controllo  delle risorse fossili che oggi minaccia la Groenlandia come ieri il  Venezuela. Cambiano i luoghi, ma non la logica: petrolio e gas sono  all’origine di questa escalation geopolitica". Lo dichiara Angelo  Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e  Sinistra. "Dopo il Venezuela,  Donald Trump punta la Groenlandia. Non è una questione di sicurezza, ma  di interessi economici e di profitti per le grandi compagnie fossili.  Sotto la calotta di ghiaccio della Groenlandia si concentrano circa il  13 per cento delle riserve mondiali di petrolio e il 30 per cento di  quelle di gas, oltre a terre rare e minerali strategici. Lo scioglimento  accelerato dei ghiacci artici, causato dalla crisi climatica, viene  trasformato in un’enorme occasione di profitto. È un paradosso  criminale: il modello energetico che distrugge il clima diventa il  pretesto per nuove perforazioni, nuove aggressioni e nuove tensioni  internazionali". "La  Groenlandia è uno degli ecosistemi più fragili del pianeta e oggi è  sotto attacco perché il petrolio continua a dettare l’agenda  geopolitica. Senza l’uscita dal fossile non ci sarà né pace né  sicurezza. Questa è la verità che Trump e le oil company vogliono  nascondere. Minacciare la Groenlandia significa aprire una nuova  stagione di neocolonialismo energetico e trascinare il mondo verso altre  guerre per il petrolio".

Machado: "Voglio dare il premio Nobel a Trump"

"Non è ancora successo. Ma voglio dare il premio Nobel a Trump, voglio condividerlo con con lui". Lo ha detto la leader dell'opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, nel corso di una intervista a Fox News.

Francia, premier Lecornu pronto a dibattito parlamentare sul Venezuela

Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, si è detto oggi  disponibile ad un dibattito in Parlamento sull'operazione militare degli  Stati Uniti di Donald Trump in Venezuela e la cattura del presidente  venezuelano, Nicolas Maduro. ''Se solleciterete il governo su questi  temi, confermando la richiesta, allora sì, potremmo avere un dibattito.  Mi voglio impegnare in questo senso'', ha affermato il capo del governo,  intervenendo davanti ai deputati dell'Assemblea Nazionale a Parigi.  Lecornu rispondeva, in particolare, a una richiesta del capogruppo  comunista, Stéphane Peu. Diversi gruppi parlamentari a Parigi hanno  invocato oggi la convocazione di un dibattito in aula sulla situazione  in Venezuela.

Venezuela, Paita (Iv): "Maduro pericoloso dittatore, nostalgici sbagliano"

"Maduro è un pericoloso dittatore, che ha affamato il suo popolo, e l'Italia ha un dovere di vicinanza a quel Paese anche per la presenza di tanti italiani. Chi, in Italia, è nostalgico di quel regime sicuramente sbaglia". Lo ha detto la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, ospite di Coffee Break su La7. "L'Europa, a fronte di un nuovo ordine mondiale e' completamente assente e non tocca palla. Sono - ha aggiunto Paita - molto preoccupata e pessimista sul ruolo dell'Italia e dell'Europa".

Venezuela, ambasciatore italiano: "Nel pieno delle trattative per Trentini, massimo impegno"

'Per dovere di riserbo nel pieno delle trattative, come è stato detto molto più autorevolmente da Roma, c'è la massima attenzione, c'è il massimo impegno dell'ambasciata e del governo ma non vorrei dire una parola di più che rischierebbe solo di fare dei danni''. Lo ha detto a 'Sky Tg24' l'ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, parlando di Alberto Trentini.

Venezuela, Lecornu: "illegale" operazione Usa ma anche Maduro

Il primo ministro francese Sebastien Lecornu ha definito "illegale" l'operazione militare statunitense in Venezuela. "Tutto in questa vicenda e' illegale. Il regime di Nicolas Maduro, il ciclo elettorale del 2024, l'operazione militare statunitense violano la Carta delle Nazioni Unite", ha dichiarato Lecornu davanti all'Assemblea Nazionale, invocando una "transizione democratica" guidata da Edmundo Gonzalez Urrutia, il leader dell'opposizione che la Francia ritiene eletto presidente del Paese nel 2024. Il primo ministro francese ha promesso, inoltre, che un dibattito si terra' in parlamento sull'operazione militare statunitense in Venezuela per catturare Maduro. "Se ci sottoporrete queste questioni e se lo confermerete, si', si terra' un dibattito. Mi impegno a farlo", ha affermato il capo del governo davanti all'Assemblea nazionale durante il 'question time'. Inizialmente il presidente Emmanuel Macron non ha criticato l'intervento militare di Washington per catturare Maduro, e solo dopo accese critiche ha dichiarato di non approvare il metodo utilizzato dagli usa.

Machado chiede la liberazione di tutti i prigionieri politici in Venezuela

Il Comitato per i Diritti Umani di Vente Venezuela, il partito guidato da Corina Machado, ha chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici, detenuti dal regime chavista ribadendo che è arrivato il momento della giustizia e della verità.      "Deve essere chiaro che il primo passo in questa direzione, fermo e inevitabile, è il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici civili e militari, nonché la fine della terribile pratica delle 'porte girevoli' della giustizia. Inoltre, lo smantellamento dello Stato di Emergenza è fondamentale, poiché questo, lungi dal contribuire a normalizzare la situazione nel Paese nel perseguimento di una transizione meno traumatica, non farà altro che provocare ulteriori disordini tra i cittadini e consentire ulteriori abusi del potere repressivo", ha sottolineato il comitato.

Premier Groenlandia: "Trump non può prendere il Paese perché lo vuole"

Il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen è tornato a rispondere a Donald Trump affermando che non può prendere il controllo del territorio "perché lo vuole lui".   "In una situazione in cui il presidente americano ha nuovamente affermato che gli Stati Uniti prendono molto sul serio la Groenlandia, questo sostegno da parte dei nostri alleati nella Nato è molto importante e inequivocabile", ha detto dopo la nota congiunta di supporto da parte di alcuni leader europei.    "Ancora una volta - sostiene Nielsen - esorto gli Stati Uniti a cercare un dialogo rispettoso attraverso i corretti canali diplomatici e politici e utilizzando i forum preesistenti basati su accordi già in vigore con gli Stati Uniti. Il dialogo deve avvenire nel rispetto del fatto che lo status della Groenlandia è radicato nel diritto internazionale e nel principio di integrità territoriale."

Venezuela, Borrell: "Trump vuole governo fantoccio. È come Putin"

L'ex Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "vuole un governo fantoccio in Venezuela come quello che Putin voleva insediare in Ucraina e che ha gia' in Bielorussia". Secondo Borrell, "l'obiettivo finale non e' ripristinare la democrazia in Venezuela, ma impossessarsi delle sue risorse naturali. E se questo significa allearsi con i resti del regime chavista o di Maduro, non abbiate dubbi che lo fara'", ha affermato l'ex ministro spagnolo, che si trova a Santiago per tenere la conferenza "Sfide della politica mondiale" all'Universita' del Cile. Con oltre 300mila barili, il Venezuela "ha le maggiori riserve di petrolio al mondo, superiori a quelle dell'Arabia Saudita, ed e' pronto a sfruttarle e a farle proprie", ha aggiunto. "Non dovrebbe sorprenderci. A Putin non importa del diritto internazionale, e nemmeno a Trump. E questo e' estremamente grave. Verso che tipo di mondo stiamo andando?", ha chiesto. Quel mondo, a suo avviso, assomiglia a una "giungla" dove l'unica regola e' "la legge del piu' forte". Trump, che il diplomatico spagnolo ha descritto come un "narcisista compulsivo", ha affidato la transizione dopo la cattura di Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, da parte delle forze armate statunitensi al numero due del chavismo, l'attuale presidente ad interim Delcy Rodriguez. "In realta', gli Stati Uniti non hanno mai mirato a ripristinare la democrazia con i loro interventi militari. Molte volte e' stato il contrario. Sono qui in Cile; quale posto migliore per ricordare cosa sono gli interventi americani?", ha concluso Borrell, riferendosi al sostegno ricevuto dal generale Augusto Pinochet per il suo colpo di stato del 1973.

Venezuela: Qatar si offre mediatore per "soluzione pacifica"

Il Qatar si e' offerto di mediare e partecipare agli sforzi internazionali volti a una "soluzione pacifica immediata" in Venezuela, ribadendo la necessita' di "risolvere le controversie attraverso il dialogo, la moderazione e la de-escalation". La proposta di mediazione e' giunta dal portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, che ha assicurato la "piena disponibilita' del Qatar a contribuire a qualsiasi sforzo internazionale volto a raggiungere una soluzione pacifica immediata" in Venezuela, un Paese in cui Doha ha gia' mediato con gli Stati Uniti per lo scambio di prigionieri. Al-Ansari ha sottolineato, inoltre, l'impegno del Qatar "a mantenere i canali di comunicazione con tutte le parti interessate", senza fornire ulteriori dettagli sull'eventuale presenza di contatti in corso. Al-Ansari ha anche fatto riferimento alla dichiarazione rilasciata sabato scorso dal ministero degli Esteri del Qatar in cui Doha ha espresso la sua "profonda preoccupazione per la situazione attuale". Infine il ministero ha ribadito la posizione del Qatar di sostenere la propria adesione alla Carta delle Nazioni Unite e ai principi consolidati del diritto internazionale, compresi gli obblighi previsti da tale Carta di "risolvere le controversie internazionali con mezzi pacifici", ha aggiunto il portavoce. All'inizio di dicembre, in un contesto di crescenti minacce da parte di Washington contro il governo del presidente venezuelano Nicolas Maduro, al-Ansari aveva affermato in una conferenza stampa a Doha che il Qatar era "in attesa" di essere chiamato a svolgere il ruolo di mediatore nella crisi.

Premier Francia: "Operazione Usa in Venezuela illegale, ora transizione democratica"

Il premier francese, Sébastien Lecornu, ritiene che l'operazione militare condotta dagli Stati Uniti di Donald Trump in Venezuela sia ''illegale'' e si appella ad una ''transizione democratica'' nel Paese. ''Tutto è illegale in questa vicenda. Il regime di Nicolas Maduro, il ciclo elettorale del 2024, l'operazione militare americana che viola la Carta delle Nazioni Unite'', ha osservato Lecornu, intervenendo all'Assemblea Nazionale di Parigi. Quindi l'invito del capo del governo ad una ''transizione democratica'' intorno alla figura di Edmundo Gonzalez Urrutia, l'oppositore che la Francia considera come presidente leggittimamente eletto in Venezuela nel 2024.

Nyt: retromarcia Usa su definizione del "cartello di Maduro"

Clamorosa marcia indietro del Dipartimento di Giustizia su una dubbia accusa nei confronti del leader venezuelano Nicolás Maduro che l'amministrazione Trump aveva promosso lo scorso anno nel preparare il terreno per rimuoverlo dal potere: guidare un cartello della droga chiamato Cartel de los Soles. Lo scrive il New York Times. I procuratori continuano ad accusare Maduro di aver partecipato a una cospirazione di narcotraffico ma hanno abbandonato l'affermazione secondo cui il Cartello sarebbe un'organizzazione vera e propria. Ora è un "sistema di patronato" e una "cultura della corruzione" alimentata dal denaro della droga. La definizione di cartello risale a un atto d'accusa emesso da un gran giurì nel 2020 contro Maduro e redatto dal Dipartimento di Giustizia. Nel luglio 2025, riprendendone il linguaggio, il Dipartimento del Tesoro ha designato il Cartel de los Soles come organizzazione terroristica. A novembre, Marco Rubio, segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump, ha ordinato al Dipartimento di Stato di fare lo stesso. Ma esperti di criminalità e narcotraffico in America Latina avevano affermato che si tratta in realtà di un termine gergale, inventato dai media venezuelani negli anni Novanta, per indicare funzionari corrotti dal denaro della droga. E sabato, dopo che l'amministrazione ha catturato Maduro, il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblico un atto d'accusa riscritto che sembrava riconoscere tacitamente questo punto, scrive il New York Times. Laddove il vecchio atto d'accusa faceva riferimento 32 volte al Cartel de los Soles e descriveva Maduro come il suo leader, quello nuovo lo menziona due volte e afferma che egli, come il suo predecessore Hugo Chávez, ha partecipato a questo sistema di patronato, lo ha perpetuato e protetto.    I profitti del traffico di droga e la protezione dei partner coinvolti nel narcotraffico "affluiscono a funzionari civili, militari e dei servizi di intelligence corrotti ai livelli inferiori, che operano all'interno di un sistema di patronato gestito da coloro che stanno al vertice — indicati come Cartel de los Soles o Cartello dei Soli, un riferimento all'insegna del sole applicata sulle uniformi degli alti ufficiali militari venezuelani", afferma il nuovo atto d'accusa.    Questo passo indietro, sottolinea il Nyt, mette ulteriormente in discussione la legittimità della designazione del Cartel de los Soles come organizzazione terroristica straniera da parte dell'amministrazione Trump lo scorso anno.

Groenlandia: Nielsen grato a leader europei per sostegno

Il presidente della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, ha espresso la sua gratitudine per la dichiarazione firmata dai leader di sei paesi europei in difesa della sovranita' del territorio autonomo danese. "Questi capi di governo hanno rilasciato oggi una dichiarazione congiunta a sostegno inequivocabile della Groenlandia e della nostra integrita' territoriale condivisa. Questo sostegno e' importante in una situazione in cui i principi internazionali fondamentali vengono messi in discussione. Desidero esprimere la mia profonda gratitudine per questo sostegno", ha scritto Nielsen sulla sua pagina Facebook. Il presidente della Groenlandia ha invitato gli Stati Uniti a "un dialogo rispettoso attraverso i canali diplomatici e politici appropriati e l'utilizzo dei forum esistenti, basati sugli accordi gia' in vigore con gli Stati Uniti". "Il dialogo deve avvenire nel rispetto del fatto che lo status della Groenlandia e' radicato nel diritto internazionale e nel principio di integrita' territoriale", ha affermato. La dichiarazione dei leader Ue - che include, oltre alla Danimarca, i leader di Spagna, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Polonia - sottolinea che la Groenlandia "appartiene al suo popolo" e che solo Danimarca e Groenlandia possono "decidere" su questioni riguardanti entrambi i territori.

Giro di vite contro opposizione venezuelana, niente visite ai prigionieri politici

Giro di vite nelle ultime ore delle autorità chaviste contro gli oppositori al regime: il Comitato per la liberazione dei prigionieri politici in Venezuela ha riferito che ai detenuti per ragioni politiche è stato sospeso il diritto di visita e viene loro impedito di comunicare con il mondo esterno. Lo riporta la Cnn.    Sempre oggi il potente ministro dell' Interno venezuelano Diosdado Cabello ha pubblicato su Instagram un video che mostra uomini delle forze di sicurezza a Caracas, armati, gridare: "leali sempre, traditori mai!"

Il 'gesto della vittoria' di Maduro, un messaggio ai suoi sostenitori

Alcuni dei gesti di Nicolas Maduro davanti alle telecamere dopo il suo arresto non sembravano quelli di un uomo sconfitto, anzi. E uno in particolare è già diventato virale tra i suoi sostenitori e sul web.  Comunemente associato alla parola "pace", il segno della V fatto dall'ex presidente del Venezuela mentre lui e sua moglie venivano scortati in manette dalla polizia all'arrivo a New York sabato in realtà ha un altro significato. Maduro infatti, con una mano ha fatto il segno della V e con l'indice dell'altra lo ha indicato, un messaggio ai suoi sostenitori che, secondo gli esperti, vuol dire "nosotros venceremos", ovvero "vinceremo". Una frase che è stata a lungo utilizzata dai movimenti rivoluzionari di sinistra in America Latina, e anche dal predecessore di Maduro Hugo Chavez, per simboleggiare "il trionfo sull'oppressione". Il messaggio è stato colto dai sostenitori del leader venezuelano che, ieri, durante l'assemblea nazionale a Caracas hanno fatto lo stesso segno.

Venezuela, Calenda: "Da Landini più basso livello di populismo"

"Landini rappresenta il piu' basso livello di populismo mai raggiunto da un sindacalista italiano. Una serie infinita di contraddizioni e ipocrisie. Da Stellantis a Maduro, dall'Ucraina, deliberatamente ignorata, alle proposte 'piu' tutto per tutti' senza mai spiegare come". Cosi', in un post su X, il leader di Azione Carlo Calenda.

Gonzalez Urrutia: "Le transizioni democratiche non sono lineari o semplici"

"Le transizioni democratiche non sono né lineari né semplici. Richiedono esperienza, prospettiva storica e la capacità di distinguere tra l'urgente e l'essenziale. La democrazia si fonda su principi solidi e decisioni responsabili, anche nei contesti più complessi". Lo scrive su X il presidente venezuelano eletto Edmundo González Urrutia, esule a Madrid dove ha incontrato l'ex premier spagnolo Felipe Gonzales.

Ft: "Il Venezuela avvia repressione contro sostegno alla rimozione di Maduro"

Il governo venezuelano ha avviato una repressione in seguito alla cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, arrestando giornalisti e schierando forze paramilitari per reprimere qualsiasi manifestazione di sostegno alla rimozione del leader autoritario. Lo scrive il Financial Times.    Paramilitari armati, noti come colectivos, sono stati schierati nelle strade di Caracas in seguito allo stato di emergenza annunciato ieri. I sindacati dei media hanno dichiarato che 14 giornalisti e operatori dei media - 11 di testate straniere - sono stati trattenuti per ore prima di essere rilasciati.    Un attivista per i diritti umani a Caracas ha affermato che da ieri la repressione è notevolmente aumentata, con le autorità che "hanno controllato i telefoni delle persone per vedere se avevano qualcosa che potesse essere interpretato come un sostegno alle azioni degli Stati Uniti" e che i colectivos sono stati "mobilitati", con posti di blocco eretti intorno alla capitale.   I colectivos sono in gran parte sotto il controllo del ministro degli Interni Diosdado Cabello, membro della fazione più dura del regime, che supervisiona anche la polizia.    La portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Ravina Shamdasani, ha dichiarato oggi di essere "profondamente preoccupata per la situazione in Venezuela" e che la popolazione del Paese "merita di essere chiamata a rispondere delle proprie azioni attraverso un processo equo e incentrato sulle vittime". Shamdasani ha aggiunto che lo stato di emergenza "desta preoccupazione in quanto autorizza restrizioni alla libera circolazione delle persone, il sequestro di beni necessari alla difesa nazionale e la sospensione del diritto di riunione e di protesta, tra le altre misure".

Venezuela, Conte posta video Meloni 2018: "Da patriottismo a servilismo estremo 2026"

"L’ennesima giravolta di Giorgia Meloni. Dolorosa per la credibilità  internazionale del nostro Paese. Nel video c’è tanto patriottismo misto a  richiami al diritto internazionale. È la versione 'Giorgia Meloni  2018'. Ora che è al Governo a rappresentare l’Italia e dovrebbe  difendere queste posizioni, il diritto internazionale vale fino a un  certo punto, il patriottismo ha lasciato spazio al servilismo più  estremo e la premier ha rilasciato una delle dichiarazioni più  imbarazzanti a livello europeo sul Venezuela, da cui di fatto hanno  preso le distanze anche altri membri del suo Governo". Lo scrive sui  social il leader M5S, Giuseppe Conte, ripostando il video di un  intervento in Parlamento di Giorgia Meloni nel 2018.  "Quindi  secondo Meloni un attacco militare unilaterale contro uno stato sovrano  e un presidente in carica (chiunque esso sia) è diventato 'legittimo' e  conforme al diritto internazionale? E gli interessi europei e italiani  chi li tutela nel nuovo disordine mondiale? Con una semplice  dichiarazione che omaggia il blitz degli Stati Uniti, la versione  'Giorgia Meloni 2026' è riuscita a calpestare il diritto internazionale,  oltreché la dignità del nostro popolo e la credibilità dell’Italia. Con  una sola dichiarazione Meloni ha affogato anni di chiacchiere che aveva  fatto sul sovranismo nel grande mare della sua totale subalternità  all’alleato di Washington".

Groenlandia, premier: “Usa cerchino dialogo rispettoso attraverso canali corretti”

"Devo ancora una volta sollecitare gli Stati Uniti a cercare un dialogo  rispettoso attraverso i corretti canali diplomatici e politici,  utilizzando i forum già esistenti e basandosi sugli accordi attualmente  in vigore con Washington". Lo ha dichiarato il primo ministro della  Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, esortando nuovamente gli Stati Uniti  ad affrontare in modo diplomatico la questione del territorio. "In  una situazione in cui il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che  Washington è molto seria sulla Groenlandia, questo sostegno da parte dei  nostri alleati della Nato è molto importante e inequivocabile", ha  aggiunto Nielsen, riferendosi alla dichiarazione congiunta dei leader  europei. Il premier groenlandese ha poi sottolineato che "il dialogo  deve essere condotto nel rispetto del fatto che lo status della  Groenlandia è radicato nel diritto internazionale e nel principio  dell’integrità territoriale".  Le  dichiarazioni arrivano dopo la presa di posizione di diversi leader  europei, tra cui la premier Giorgia Meloni e il presidente francese  Emmanuel Macron, che in una dichiarazione congiunta hanno affermato che  "la Groenlandia appartiene al suo popolo". Secondo Nielsen, il sostegno  degli alleati della Nato "significa molto" ed è "un segnale chiaro che  integrità territoriale, sovranità e regole internazionali continuano ad  applicarsi e a essere rispettate".

Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran  quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”,  mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina  serve quello denso.

Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

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Venezuela: Gonzalez, 'transizione democratica non è lineare né semplice'

L’oppositore venezuelano Edmundo González Urrutia, candidato alle presidenziali del 2024 - di cui rivendica la vittoria - ha affermato che "i processi di transizione democratica non sono lineari né semplici", sottolineando la necessità di "esperienza, visione storica e capacità di distinguere tra ciò che è urgente e ciò che è essenziale". Le dichiarazioni sono state diffuse sui social al termine di un incontro con l’ex presidente del governo spagnolo Felipe González, a pochi giorni dall’operazione militare statunitense a Caracas che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro. "La democrazia si costruisce con principi saldi e decisioni responsabili, anche nei contesti più complessi", ha aggiunto González, ringraziando Felipe González "per il confronto". L’esponente dell’opposizione ha ribadito di considerarsi il legittimo vincitore delle elezioni del luglio 2024 e ha sostenuto che "la normalizzazione reale del Paese sarà possibile solo quando sarà rispettata senza ambiguità la volontà maggioritaria espressa dal popolo venezuelano il 28 luglio". González ha infine osservato che "chi ha usurpato il potere non si trova più nel Paese e deve rispondere davanti alla giustizia", in riferimento a Maduro, intervenendo dopo la nomina di Delcy Rodríguez a presidente ad interim da parte del Tribunale Supremo di Giustizia e le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla gestione della crisi venezuelana.

Venezuela: media, decine di check-point militari a Caracas

Dopo la deposizione di Nicola Maduro, in Venezuela sembra non fermarsi la repressione. La Bbc riporta che nelle strade di Petare, a Caracas, ci sono "pattuglie di uomini incappucciati armati che controllano anche gli stati WhatsApp delle persone". Decine di posti di blocco militari sono sorti nella capitale venezuelana, continua l'emittente britannica. Intanto il sindacato dei Giornalisti e degli operatori dei media ha riferito che 14 cronisti sono stati arrestati ieri mattina, per poi essere rilasciati. Al momento è vietato l'ingresso ai giornalisti stranieri. 

Groenlandia: Dmitriev, 'sembra problema già risolto per Usa, Canada il prossimo?'

"La Groenlandia sembra ormai un problema risolto. L’Unione europea continuerà a fare ciò che i vassalli sanno fare meglio: 'osservare la situazione' e dimostrare doppi standard". Lo ha scritto su X Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione economica e gli investimenti internazionali e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, chiedendosi inoltre se "il Canada sarà il prossimo?". 

Commentando un post che mostrava una mappa del mondo divisa in sfere di influenza tra il presidente statunitense Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping, Dmitriev ha aggiunto che "è l’epoca della ridistribuzione delle sfere di influenza, mentre l’Ue 'segue attentamente' la situazione". 

Media, Trump punta a occuparsi della Groenlandia entro due mesi

"Ci occuperemo della Groenlandia tra circa due mesi. Parleremo della Groenlandia tra 20 giorni", lo ha detto, stando alle ricostruzioni dei media internazionali, il presidente Usa Donald Trump, nei giorni scorsi quando è tornato a ribadire le sue mire  sull'isola. 

Media: "Gli Usa lavorano ad accordo di associazione con Groenlandia che escluda la Danimarca"

Gli Stati Uniti stanno lavorando a un accordo di associazione con la Groenlandia che escluda la Danimarca. È una delle ipotesi messe sul tavolo dall'amministrazione Trump secondo il settimanale britannico Economist rispetto a una annessione formale. Si tratterebbe di una intesa di tipo politico e militare per consentire a Washington di schierare più liberamente truppe ed espandere le sue infrastrutture militari.

Leader europei: "Spetta a Danimarca e Groenlandia decidere il loro futuro"

"La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia". Lo dichiarano in una nota congiunta il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro italiano Meloni, il primo ministro polacco Tusk, il primo ministro spagnolo Sánchez, il primo ministro britannico Starmer e il primo ministro danese Frederiksen. 

Venezuela, media: "Decine di check-point militari a Caracas"

Dopo la deposizione di Nicola Maduro, in Venezuela sembra non fermarsi la repressione. La Bbc riporta che nelle strade di Petare, a Caracas, ci sono "pattuglie di uomini incappucciati armati che controllano anche gli stati WhatsApp delle persone". Decine di posti di blocco militari sono sorti nella capitale venezuelana, continua l'emittente britannica. Intanto il sindacato dei Giornalisti e degli operatori dei media ha riferito che 14 cronisti sono stati arrestati ieri mattina, per poi essere rilasciati. Al momento è vietato l'ingresso ai giornalisti stranieri". 

Leader europei: "La sicurezza nell'artico va garantita insieme con Nato e Usa"

"Noi e molti altri alleati abbiamo aumentato la nostra presenza, le nostre attività e i nostri investimenti per garantire la sicurezza dell'Artico e scoraggiare gli avversari. Il Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, fa parte della Nato. La sicurezza nell'Artico deve quindi essere garantita collettivamente, in collaborazione con gli alleati della Nato, compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini". Lo dichiarano in una nota congiunta alcuni leader europei, tra i quali Macron, Merz e Meloni.

Leader europei: "La sicurezza dell'Artico è priorità fondamentale per l'Europa"

"La sicurezza dell'Artico rimane una priorità fondamentale per l'Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica. La Nato ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando i loro sforzi". Lo dichiarano in una nota congiunta il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro italiano Meloni, il primo ministro polacco Tusk, il primo ministro spagnolo Sánchez, il primo ministro britannico Starmer e il primo ministro danese Frederiksen sulla Groenlandia. 

Hegseth schernisce i sistemi di difesa russi: "A Caracas inefficienti"

Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha messo in dubbio l'efficacia dei sistemi di difesa aerea russi, che non hanno funzionato durante l'operazione statunitense nella capitale del Venezuela, Caracas. La notizia è riportata da Rbc Ukraine, che cita un discorso del segretario alla Guerra di fronte a una platea di lavoratori di un cantiere navale a Newport. "Sembra che quelle difese aeree russe non abbiano funzionato poi così bene, vero? Tre sere fa, tutti hanno visto come quasi 200 dei nostri migliori americani si sono recati nel centro di Caracas, in Venezuela e hanno arrestato un individuo incriminato e ricercato dalla giustizia americana per supportare le forze dell'ordine, e non è stato ucciso un solo americano", ha detto Hegseth. Rispondendo alle osservazioni di Hegseth, il viceministro degli Esteri ucraino Sergiy Kyslytsya ha sottolineato che il Venezuela disponeva di sistemi di difesa aerea S-300VM, forniti dalla Russia al Paese latinoamericano nel 2013. Nell'ottobre 2025, la Russia ha trasferito al Paese un numero imprecisato di sistemi missilistici e di cannoni di difesa aerea Pantsir, nonché di sistemi missilistici antiaerei Buk-M2. 

Pechino: "Gli Usa impongono le proprie regole sopra il diritto internazionale"

La Cina ha accusato gli Stati Uniti di "imporre le proprie regole al di sopra del diritto internazionale" e ha chiesto la "liberazione immediata" del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, detenuti negli Stati Uniti dopo l’operazione militare a Caracas. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha condannato quella che ha definito una "grave violazione della sovranità del Venezuela e della stabilità internazionale". 

Mao ha ribadito il sostegno della Cina al popolo venezuelano "nella difesa della sovranità, della sicurezza e dei diritti, auspicando una America Latina e un Caraibi come zone di pace". La portavoce ha inoltre sottolineato che "tutti i Paesi devono rispettare i percorsi indipendenti scelti dai propri popoli e aderire ai principi del Diritto Internazionale e della Carta delle Nazioni Unite", con "le principali potenze chiamate a guidare questo impegno".

A proposito del riconoscimento di Delcy Rodríguez come presidente incaricata del Venezuela, Mao ha precisato che Pechino "rispetta la sovranità e l’indipendenza" del Paese, e di conseguenza qualsiasi decisione adottata dal governo venezuelano in conformità con Costituzione e leggi nazionali.

L'Ue: "Manterremo un dialogo mirato con Rodriguez per salvaguardare i nostri interessi"

"Pur non avendo riconosciuto la legittimità del presidente Nicolas Maduro e lo stesso vale per Delcy Rodríguez in quanto tale, manterremo un dialogo mirato con le autorità venezuelane per salvaguardare i nostri interessi e sostenere i nostri principi". Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue Anitta Hipper, nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa, ricordando che comunque "Rodriguez ha giurato come presidente ad interim del Paese". "Le autorità venezuelane derivano il loro mandato da un processo elettorale che non ha rispettato la volontà popolare di un cambiamento democratico - ha comunque ribadito Hipper -. Pertanto, ieri e oggi abbiamo sottolineato che il futuro del Venezuela dovrebbe essere plasmato con precisione attraverso un dialogo inclusivo che porti a una transizione democratica, e quindi includa tutti gli attori impegnati per la democrazia, tra cui le figure dei leader dell'opposizione democraticamente eletti". 

New York, Maduro a processo: proteste fuori dal tribunale. VIDEO

Delcy Rodriguez dopo il giuramento ha visitato la tomba di Chavez

La leader chavista Delcy Rodríguez ha visitato la tomba del defunto presidente Hugo Chávez (1999-2013) a Caracas, dopo aver prestato giuramento come presidente ad interim in seguito alla cattura di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, da parte degli Stati Uniti dopo un attacco militare alla capitale venezuelana e ad altre regioni del paese. Lo riporta El Nacional. In un comunicato stampa pubblicato sul sito web della vicepresidenza, è stato spiegato che Rodríguez ha visitato la Caserma di Montagna, situata nella parrocchia 23 de Enero, fino a raggiungere il monumento dove riposano le spoglie di Chávez. Era accompagnata in questo evento da suo fratello, il presidente dell'Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez, il ministro dell'Ufficio della Presidenza Gustavo González López, il sindaco di Caracas Carmen Meléndez e il vice ammiraglio Anibal Coronado. Secondo il comunicato stampa, Rodríguez ha ribadito davanti al sarcofago il suo impegno di lealtà agli "ideali indipendentisti e la sua determinazione a continuare a difendere la sovranità nazionale, la pace e il benessere della pace". 

Delcy Rodriguez

©Ansa

Bondi: "Con l'operazione Maduro Trump ha salvato migliaia di vite"

La cattura del dittatore venezuelano Nicolás Maduro "non è stata solo una questione di droga", ha dichiarato il procuratore generale degli Stati Uniti Pam Bondi nella sua prima intervista sull'operazione militare a Sean Hannity su FoxNews. E l'"Operazione Absolute Resolve" rientrava nei poteri costituzionali del presidente Donald Trump , in risposta alle critiche mosse dai dem. "Il nostro esercito ha eseguito l'operazione in modo impeccabile. Il presidente ha salvato migliaia, innumerevoli vite", ha detto Bondi. "Ma ha anche protetto gli americani dai membri del Tda (Tren de Aragua) che Maduro ha fatto entrare nel nostro Paese, costretti a farlo". "Maduro e gli altri imputati potrebbero dover rispondere di accuse anche in altri luoghi", ha affermato Bondi. "Non c'è nulla di escluso", ha detto. "Queste persone devono rimanere dietro le sbarre. Sono responsabili della perdita di così tante vite, e non sono spacciatori di strada. Sono narcotrafficanti". Il Dipartimento di Giustizia ha affermato che Maduro ha fornito "passaporti diplomatici venezuelani ai narcotrafficanti e ha facilitato la copertura diplomatica per gli aerei utilizzati dai riciclatori di denaro per rimpatriare i proventi della droga dal Messico al Venezuela. Il nostro esercito ha eseguito l'operazione in modo impeccabile". 

Giornalista italiano fermato ed espulso dal Venezuela

Un giornalista italiano che collabora con la Cnn, il 35enne Stefano Pozzebon, è stato fermato ed espulso dal Venezuela al suo arrivo lunedì all'aeroporto di Caracas. Secondo quando si apprende da fonti qualificate, Pozzebon è stato bloccato per ore e poi imbarcato su un volo per la Colombia ed espulso. Sempre secondo quanto si apprende, Pozzebon avrebbe un permesso residenza in Venezuela dove era già stato nel mese di dicembre. 

Venezuela, l'Onu: "Operazione degli Usa ha minato diritto internazionale"

Le Nazioni Unite hanno espresso "profonda preoccupazione" per l'operazione statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, avvertendo che l’intervento ha chiaramente "minato un principio fondamentale del diritto internazionale". Ravina Shamdasani, portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani, ha dichiarato a Ginevra che "gli Stati non devono minacciare né usare la forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di alcuno Stato".

Machado: "Voglio tornare in patria il prima possibile"

Maria Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana, ha attaccato la presidente ad interim Delcy Rodriguez e ha affermato di voler tornare in patria "il prima possibile". A Caracas nella notte la polizia ha sparato colpi di avvertimento contro i droni che sorvolavano l'area intorno al palazzo presidenziale "senza autorizzazione", ha spiegato la polizia. L'incidente è avvenuto poco più di due giorni dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro in un blitz delle truppe statunitensi. Ieri a New York prima apparizione davanti alla giustizia Usa per Maduro e la moglie.

Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso.

Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

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A Caracas nella notte spari di avvertimento contro droni senza autorizzazione

La polizia ha sparato colpi di avvertimento contro i droni che sorvolavano l'area intorno al palazzo presidenziale di Caracas lunedì intorno alle 20:00 (mezzanotte GMT di martedì), ha riferito una fonte ufficiale ai media, dopo che numerosi residenti hanno riferito di aver sentito degli spari. L'incidente è avvenuto poco più di due giorni dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle truppe statunitensi in seguito a un drammatico attacco alla capitale. "Quello che è successo nel centro di Caracas è dovuto ai droni che sorvolavano la zona senza autorizzazione. La polizia ha sparato colpi di avvertimento. Non ci sono stati scontri. L'intero Paese è in uno stato di perfetta calma!", ha dichiarato la fonte ufficiale ai media. In precedenza, sui social media erano circolati video in cui si sentivano gli spari, mentre testimoni hanno riferito a Efe di numerosi motociclisti che passavano nelle vicinanze. L'incidente è avvenuto poche ore dopo che Delcy Rodríguez, sostenitrice del regime chavista, aveva prestato giuramento come presidente ad interim in seguito all'arresto del presidente Nicolás Maduro sabato scorso.

Il Giappone glissa sul raid Usa in Venezuela

Il governo giapponese glissa nuovamente sull'operazione militare statunitense condotta in Venezuela, e rifiuta di esprimere un giudizio di natura giuridica sull'arresto del presidente Nicolás Maduro, citando una "mancanza di informazioni circostanziate", a tre giorni dall'accaduto. "Non siamo in grado di acquisire fatti dettagliati sulla vicenda", ha dichiarato il portavoce del governo Minoru Kihara durante una conferenza stampa a Tokyo. La dichiarazione riflette una scelta diplomatica calibrata, dicono i media locali: evitare di mettere in imbarazzo gli Stati Uniti, alleato strategico del Giappone, in un frangente in cui vaste fasce della comunità internazionale denunciano una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite. Kihara ha ribadito in termini generali che "i principi del diritto internazionale, inclusa la Carta Onu, vanno rispettati", ma ha subito precisato che "il Giappone non è parte in causa della vicenda". La formula "tradizionale' nella diplomazia nipponica, segnala l'agenzia Jiji Press, e l'astensione da valutazioni esplicite consente a Tokyo di mantenere una posizione formale di neutralità giuridica pur preservando i rapporti con Washington. 

Venezuela, presidente della Camera Usa: "Mi aspetto elezioni a breve"

Il presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, il repubblicano Mike Johnson, ha affermato che il Venezuela dovrebbe andare presto al voto, prendendo le distanze dalla posizione del presidente Donald Trump e del segretario di Stato Marco Rubio, che ha definito premature le elezioni dopo la destituzione di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi. Parlando ai giornalisti dopo un briefing con Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth, Johnson ha detto di aspettarsi che "un’elezione venga convocata in tempi brevi" per garantire la stabilità economica e politica del Paese, escludendo al tempo stesso l’invio di truppe Usa sul terreno.

Johnson ha difeso la legittimità dell’operazione americana e la mancata consultazione preventiva del Congresso, sottolineando che "gli Stati Uniti non sono in guerra" e non stanno occupando il Venezuela. Le sue parole arrivano mentre il presidente Donald Trump ha indicato di voler tutelare gli interessi americani, in particolare nel settore petrolifero, cooperando con la presidente ad interim Delcy Rodríguez, e ha liquidato l’opposizione democratica guidata dalla Nobel Maria Corina Machado. Dall’opposizione democratica statunitense sono arrivate critiche: il leader del Senato Chuck Schumer ha espresso scetticismo, avvertendo che i cambi di regime e il "nation building" finiscono spesso per danneggiare gli Stati Uniti.

Venezuela, Trump: "Nostra industria petrolifera pronta a operare entro 18 mesi"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di ritenere che l’industria petrolifera americana potrebbe avviare operazioni di ampia portata  in Venezuela in meno di 18 mesi, a fronte di "un’enorme quantità di denaro" che le compagnie statunitensi investirebbero e che potrebbe essere recuperata attraverso i ricavi o con rimborsi da parte dell’amministrazione Usa. In un’intervista a Nbc News, Trump ha sottolineato che si tratterebbe di una "grande investimento", senza tuttavia fornire stime precise sui costi.

Secondo il presidente, un Venezuela nuovamente produttore di petrolio sarebbe vantaggioso per gli Stati Uniti perché contribuirebbe a mantenere bassi i prezzi dell’energia. Trump ha inoltre affermato che le compagnie petrolifere, pur non essendo state avvisate in anticipo dell’operazione che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, "sapevano che qualcosa era in preparazione" e sarebbero pronte a intervenire. Il presidente ha ribadito che la sua priorità resta "sistemare" il Paese e rilanciare il settore petrolifero, più che favorire nell’immediato una transizione democratica.

Cosa ci raccontano di Trump e Maduro post e reazioni sui social

Ci troviamo di fronte a uno di quei conflitti ibridi che utilizzano come armi l’IA, la guerra psicologica e la modellazione delle percezioni. Partiamo da un dato: nelle 36 ore successive all’attacco su larga scala americano online le parole Venezuela, Trump, Usa, Maduro e Caracas hanno incassato 1,3 miliardi di interazioni. Una polarizzazione così profonda e diffusa per la quale è difficile trovare precedenti altrettanto significativi, ma vediamo tutti i numeri che la raccontano.

Cosa ci raccontano di Trump e Maduro post e reazioni sui social

Cosa ci raccontano di Trump e Maduro post e reazioni sui social

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Delcy Rodriguez è nuova Presidente ad interim del Venezuela. VIDEO

Trump: "Non mi aspetto elezioni in 30 giorni, prima sistemiamo il Paese"

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di non aspettarsi nuove elezioni in Venezuela entro i prossimi 30 giorni, affermando che il Paese deve essere prima "rimesso in piedi". "Dobbiamo sistemare il Paese prima. Non si possono fare elezioni", ha detto in un’intervista a Nbc News, aggiungendo che il processo richiederà tempo.

La posizione di Washington contrasta con quanto previsto dalla Costituzione venezuelana, che impone la convocazione di nuove elezioni entro 30 giorni in caso di assenza permanente del presidente. Il governo di Caracas continua però a considerare Nicolás Maduro, arrestato sabato dalle forze statunitensi, come legittimo capo dello Stato. Delcy Rodríguez, vicepresidente dal 2018, ha prestato ieri giuramento come presidente ad interim su mandato della Corte Suprema. 

Venezuela, le autorità avviano la caccia ai presunti collaboratori nell'operazione degli Usa

Le autorità venezuelane hanno avviato una caccia ai presunti collaboratori dell’operazione statunitense che ha portato all’arresto del leader Nicolás Maduro, secondo quanto previsto da un decreto che dichiara lo stato di emergenza nel Paese. Il provvedimento, entrato in vigore sabato ma pubblicato integralmente solo ieri, ordina a tutte le forze di polizia federali, statali e municipali di individuare persone che avrebbero sostenuto l’azione delle forze speciali Usa.

Secondo diversi media statunitensi, l’esercito americano avrebbe ricevuto appoggi sul terreno, anche all’interno della cerchia ristretta di Maduro, con una fonte che avrebbe fornito informazioni sui suoi spostamenti. Nel frattempo, il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa (Sntp) ha denunciato il fermo di 14 giornalisti nelle ore successive all’operazione, precisando successivamente che tutti sono stati rilasciati.

Machado: "Non ho contatti con Trump da ottobre"

La leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado, ha dichiarato di non aver avuto più contatti con il presidente Usa, Donald Trump, da ottobre scorso. "Ho parlato con il presidente Trump il 10 ottobre, lo stesso giorno in cui è stato annunciato il Premio Nobel, ma da allora più niente", ha dichiarato a Fox News. Machado - ampiamente considerata l'oppositore più credibile di Maduro - ha lasciato il Venezuela il mese scorso per recarsi in Norvegia per ritirare il Premio e da allora non è più tornata. "Ho intenzione di tornare a casa il prima possibile", ha detto a Fox quando le è stato chiesto dei suoi piani per un eventuale rimpatrio. Trump ha respinto l'idea di collaborare con Machado, affermando che "non ha il sostegno o il rispetto necessari all'interno del Paese". Ieri, alcuni media statunitensi hanno riferito che una valutazione riservata della Cia presentata a Trump ha concluso che i principali sostenitori di Maduro, tra cui la presidente ad interim Delcy Rodriguez, erano nella posizione migliore per mantenere la stabilita' nel Paese. Ciò nonostante, Machado ha accolto con favore le azioni degli Stati Uniti come "un enorme passo avanti per l'umanità, per la libertà e la dignità umana". 

Venezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?

Durante il suo insediamento, il 5 gennaio, Rodriguez ha ribadito che quella degli Stati Uniti è una "aggressione militare illegittima" e che Maduro e sua moglie sono tenuti in ostaggio a New York. Poi ha promulgato il decreto che sancisce lo stato di eccezione in tutto il Paese. Intanto cresce la tensione in Venezuela, tra proteste e incertezza.

Venezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?

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Maduro si dichiara non colpevole: sono stato rapito

Machado attacca Rodriguez e dice di voler tornare "il prima possibile" in Venezuela

La leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado ha dichiarato di voler tornare in patria "il prima possibile" e ha attaccato duramente la presidente ad interim Delcy Rodriguez. 

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