Israele, Idf apre il fuoco vicino a una pattuglia Unifil: un militare ferito

©Ansa

La denuncia della forza di pace delle Nazioni Unite. A Gaza la popolazione è stremata dal freddo e la tregua resta fragile. L'esercito israeliano ha fatto sapere di avere ucciso Hussein Mahmoud Marshad al-Jawhari, un capo della Forza Quds. L’Idf ha riferito di aver "eliminato due terroristi che avevano oltrepassato la Linea Gialla” nel sud della Striscia di Gaza e un terzo nel nord. Dopo due anni di buio e silenzio a causa della guerra, a Betlemme si è tornato a celebrare il Natale

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A Gaza la popolazione è stremata dal freddo e la tregua resta fragile. L’Idf ha annunciato una serie di attacchi contro obiettivi di Hezbollah in Libano, tra cui depositi di armi e un complesso di addestramento. Nel corso di un raid sul Libano meridionale, l'esercito israeliano ha fatto sapere di avere ucciso Hussein Mahmoud Marshad al-Jawhari, un capo della Forza Quds.  L'Aeronautica militare israeliana ha detto nella serata di ieri di avere "eliminato due terroristi che avevano oltrepassato la Linea Gialla e si erano avvicinati ai militari della Brigata 7 operanti nella Striscia di Gaza meridionale”. Nelle ore precedenti le stesse forze armate avevano annunciato di avere ucciso un altro "terrorista palestinese" nella Striscia di Gaza settentrionale che aveva attraversato anche lui la Linea Gialla. Il ministro della Difesa israeliano ha ordinato all'esercito di agire "con la forza" contro il villaggio nella Cisgiordania occupata da cui proveniva l'autore dell'attacco in cui sono morti due israeliani.

Mentre sembra reggere la fragile tregua in Medio Oriente e a Gaza, a Betlemme si è tornato a celebrare il Natale. La messa è stata officiata dal cardinale Pizzaballa che ha rivolto un messaggio pieno di speranza. Restano però le tensioni tra Israele e Hamas. Alla vigilia di Natale, il premier israeliano Netanyahu è tornato a minacciare una reazione, dopo aver denunciato ripetute violazioni della tregua da parte di Hamas. 

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Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas

Mentre regge - a fatica - il cessate il fuoco a Gaza, ci si interroga su quale possa essere il percorso della seconda fase del piano di Donald Trump verso la pace. E tra le diverse possibilità che sono state ventilate, si è parlato anche di un “modello IRA” per la fine della lotta armata di Hamas. Ma come si arrivò alla fine del conflitto in Irlanda del Nord, ed è davvero replicabile per far terminare la guerra che ha devastato la Striscia?

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Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo

La possibile nuova idea americana per la Striscia di Gaza vedrebbe una divisione in due aree, una sotto il controllo di Israele e l'altra sotto Hamas. L'ipotesi è circolata dopo la visita del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in Israele. Ecco di cosa si tratta.

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La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni

Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.

Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.

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La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata

L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.

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Unifil: "L'esercito israeliano spara e ferisce un peacekeeper in Libano"

La forza di pace delle Nazioni Unite Unifil ha annunciato che l'esercito israeliano ha aperto il fuoco questa mattina nei pressi della Linea Blu, che separa il Libano da Israele e dalle alture del Golan, ferendo leggermente un peacekeeper, nel corso di due distinti incidenti avvenuti nel sud del Libano. Lo riporta The Times of Israel. Secondo la forza di pace Onu, il fuoco delle truppe dell'Idf posizionate a sud della Linea Blu ha colpito una pattuglia Unifl che stava ispezionando un posto di blocco nel villaggio di Bastarra. L'esplosione e gli spari hanno causato una lieve commozione cerebrale a un peacekeeper. 

L'Unifil a Israele: "Stop ai comportamenti aggressivi"

L'Unifl, la Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano ha lanciato un nuovo appello a Israele a "cessare il comportamento aggressivo" dopo che un peacekeeper è rimasto ferito in un attacco dell'Idf nei pressi della loro posizione nel sud del Paese. Si tratta dell'ultimo incidente segnalato dalle forze di Onu nel Libano meridionale, dove l'Unifil funge da cuscinetto tra Israele e Libano e collabora con l'esercito libanese per sostenere una tregua durata un anno tra Israele e il gruppo militante Hezbollah. All'inizio di questo mese, l'Unifil aveva dichiarato che le forze israeliane avevano aperto il fuoco sulle sue forze nel Libano meridionale. Il mese scorso aveva annunciato che i soldati israeliani avevano aperto il fuoco sulle sue truppe nel sud, mentre l'esercito israeliano, da parte sua, aveva sostenuto di aver scambiato i caschi blu per persone "sospette" e di aver sparato colpi di avvertimento. A ottobre, l'Unifil ha reso noto che uno dei suoi membri era stato ferito da una granata israeliana sganciata vicino a una posizione Onu nel sud del Paese, il terzo incidente del genere in poco più di un mese. "Gli attacchi contro o in prossimità delle forze di peacekeeping costituiscono gravi violazioni della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza", ha sottolineato la forza di peacekeeping, riferendosi alla risoluzione del 2006 che ha costituito la base della tregua del novembre 2024. L'Unifil ha quindi ribadito il suo appello all'esercito israeliano a "cessare comportamenti aggressivi e attacchi contro o in prossimità delle forze di peacekeeping che lavorano per la pace e la stabilità lungo la Linea Blu". Israele effettua regolarmente attacchi contro il Libano nonostante la tregua, affermando di solito di prendere di mira siti e agenti appartenenti a Hezbollah, che accusa di riarmarsi. L'Idf inoltre mantiene truppe in cinque aree del Libano meridionale che ritiene strategiche. 

Trump: "Zelensky e Netanyahu in arrivo negli Usa, tutti ci rispettano"

"Zelensky e Netanyahu vengono. Tutti vengono: rispettano di nuovo il nostro Paese". Lo ha detto Donald Trump a Politico riferendosi ai prossimi appuntamenti a Mar-a-Lago, dove il presidente ucraino è atteso domenica e il premier di Israele lunedì. Trump ha poi sottolineato che i raid contro l'Isis in Nigeria erano inizialmente previsti mercoledì poi, però, sono stati ritardati per motivi simbolici. "Erano in programma prima ma poi ho detto: no facciamo un regalo di Natale. Non se lo aspettavano, ma li abbiamo colpiti duramente". 

Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza

Dopo la firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile.  Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?

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Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono

Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.

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Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza

Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza dal 2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure e assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto.

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Idf spara contro Unifil, un soldato ferito (2)

In un altro incidente avvenuto oggi nel villaggio di Kfar Shouba - scrive l'Unifil - un'altra pattuglia di peacekeeping impegnata in un compito operativo di routine ha segnalato colpi di mitragliatrice provenienti dalla parte israeliana nelle immediate vicinanze della loro posizione. L'UNIFIL aveva informato in anticipo le IDF sulle attività in quelle aree, seguendo la prassi consueta per le pattuglie in aree sensibili vicino alla Linea Blu. "Gli attacchi contro o in prossimità delle forze di peacekeeping costituiscono gravi violazioni della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza. Rinnoviamo l'appello alle IDF affinché cessino i comportamenti aggressivi e gli attacchi contro o in prossimità delle forze di peacekeeping che lavorano per la pace e la stabilità lungo la Linea Blu".

Idf spara contro Unifil, un soldato ferito

"Questa mattina, colpi di mitragliatrice pesante provenienti dalle posizioni delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a sud della Linea Blu hanno colpito una pattuglia dell'UNIFIL che stava ispezionando un posto di blocco nel villaggio di Bastarra. Gli spari hanno fatto seguito all'esplosione di una granata nelle vicinanze. Sebbene non vi siano stati danni alle risorse dell'UNIFIL, il rumore degli spari e dell'esplosione ha lasciato un peacekeeper leggermente ferito, con una commozione cerebrale all'orecchio". Lo comunica l'Unifil.

Lunedì Netanyahu negli Usa per la fase 2 del piano di pace

Tregua Gaza, chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas. FOTO

Venti persone rapite nell’attacco del 7 ottobre 2023 sono state liberate, consegnate alla Croce Rossa e riportate in Israele. Ecco le loro storie.

Tregua Gaza, chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas. FOTO

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Ankara condanna il riconoscimento del Somaliland da parte d'Israele

La Turchia, stretto alleato della Somalia, ha criticato la posizione di Israele che ha riconosciuto il territorio separatista del Somaliland come stato indipendente, definendolo un'"interferenza" nelle questioni somale. "Questa iniziativa di Israele, in linea con la sua politica espansionistica e i suoi sforzi per impedire il riconoscimento di uno Stato palestinese, costituisce un'interferenza palese negli affari interni della Somalia", ha affermato il ministero degli Esteri turco in una dichiarazione. L'Egitto si è unito a Turchia, Somalia e Gibuti nel condannare il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele come Stato indipendente, ha affermato il ministero degli Esteri egiziano. I massimi diplomatici dei due Paesi hanno parlato telefonicamente dopo l'annuncio di Israele, ha precisato lo stesso dicastero. "I ministri hanno affermato il loro completo rifiuto e la loro condanna del riconoscimento israeliano della regione del Somaliland e hanno sottolineato il loro pieno sostegno all'unità, alla sovranità e all'integrità territoriale della Somalia", si legge nella dichiarazione. 

Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza

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Gaza, crisi carburante costringe ospedale a taglio servizi (2)

Khitam Ayada, 30 anni, rifugiata a Nuseirat, ha dichiarato di essersi recata presso la struttura dopo giorni di dolori renali. Ma "mi hanno detto che non avevano l'elettricita' per fare una radiografia... e che non potevano curarmi", ha raccontato la donna. "Mi hanno dato un antidolorifico e mi hanno detto che se le mie condizioni non fossero migliorate avrei dovuto andare" in un altro ospedale, ha detto. Il funzionario dell'ospedale Mehanna ha esortato le organizzazioni locali e internazionali a intervenire rapidamente per garantire un rifornimento costante di carburante. Nonostante una fragile tregua osservata dal 10 ottobre, la Striscia di Gaza rimane travolta da una grave crisi umanitaria. Sebbene l'accordo di cessate il fuoco prevedesse l'ingresso di 600 camion di aiuti umanitari al giorno, attualmente ne possono entrare solo da 100 a 300 carichi di aiuti umanitari, secondo le Nazioni Unite e le organizzazioni non governative. I convogli rimanenti trasportano principalmente beni commerciali che rimangono inaccessibili alla maggior parte dei 2,2 milioni di abitanti di Gaza. La stragrande maggioranza dei residenti di Gaza fa affidamento sugli aiuti delle agenzie delle Nazioni Unite e delle ONG internazionali per la sopravvivenza quotidiana. Il settore sanitario di Gaza e' stato tra i piu' colpiti dalla guerra. Durante i combattimenti, l'esercito israeliano ha ripetutamente colpito ospedali e centri medici in tutta Gaza, accusando Hamas di avervi gestito centri di comando, un'accusa che il gruppo ha negato. L'organizzazione internazionale di beneficenza medica Medici Senza Frontiere gestisce attualmente circa un terzo dei 2.300 posti letto ospedalieri di Gaza, mentre tutti e cinque i centri di stabilizzazione per bambini affetti da grave malnutrizione sono supportati da ONG internazionali.

Gaza, crisi carburante costringe ospedale a taglio servizi

Un importante ospedale di Gaza ha annunciato di aver sospeso diversi servizi a causa della grave carenza di carburante nel devastato territorio palestinese, che sta affrontando una grave crisi umanitaria. Devastato da oltre due anni di guerra, l'ospedale Al-Awda, nel distretto di Nuseirat, nella parte centrale di Gaza, cura circa 60 pazienti e accoglie quasi 1.000 persone in cerca di cure mediche ogni giorno. "La maggior parte dei servizi e' stata temporaneamente sospesa a causa della carenza di carburante necessario per i generatori", ha dichiarato Ahmed Mehanna, un alto funzionario coinvolto nella gestione dell'ospedale. "Rimangono operativi solo i reparti essenziali: il pronto soccorso, il reparto maternita' e la pediatria. "Per mantenere operativi questi servizi, l'ospedale e' stato costretto a noleggiare un piccolo generatore, ha aggiunto. In condizioni normali, l'ospedale di Al-Awda consuma tra i 1.000 e i 1.200 litri di gasolio al giorno. Attualmente, tuttavia, ne ha a disposizione solo 800. "Sottolineiamo che questa chiusura e' temporanea e legata alla disponibilita' di carburante", ha affermato Mehanna, avvertendo che una carenza prolungata di carburante "rappresenterebbe una minaccia diretta alla capacita' dell'ospedale di fornire servizi di base".

Gaza, ospedale Al-Awada sospende molti servizi per carenza carburante

L'ospedala Al-Awada di Gaza oggi ha sospeso molti dei suoi servizi a causa della carenza di carburante per far funzionare i generatori. "Molti dei servizi sono temporaneamente sospesi a causa della mancanza di carburante", ha dichiarato Ahmed Mehanna, della direzione dell'ospedale del distretto di Nuseirat che ha 60 posti letto e fornisce assistenza sanitaria ha circa mille persone al giorno. 

"Rimangono operativi solo i reparti essenziali, il pronto soccorso, la maternità e la pediatria", ha aggiunto spiegando che per affrontare l'emergeza l'ospedale ha dovuto affittare un piccolo generatore. 

Ben Gvir dopo attacco nel nord: "I cittadini israeliani si armino"

"Io dico ai cittadini israeliani armatevi". E' quanto ha dichiarato il ministro per la Sicurezza, Itamar Ben Gvir, parlando con i giornalisti sulla scena dell'attacco avvenuto oggi nel nord di Israele, in cui due persone sono state uccise e due ferite da un palestinese che è stato poi ucciso da un civile che ha aperto il fuoco. Questo, ha aggiunto l'esponente dell'estrema destra israeliana, prova che "le armi salvano le vite". 

"La seconda cosa è che credo che salveremo ancora più vite se la legge impone la pena di morte per i terroristi", ha detto ancora, affermando che sta "facendo di tutto" per fare in modo che venga approvata le legge per la pena capitale presentata dal suo partito, si legge su Times of Israel. 

Due morti e 2 feriti in attacchi nel nord di Israele

E' di 2 morti e almeno 2 feriti il bilancio degli attacchi sferrati nel nord di Israele da un palestinese proveniente da Qabatiya, in Cisgiordania. L'attacco, secondo le prime ricostruzioni fatte dai media israeliani, è iniziato nella zona di Beit She'an, vicino alla Cisgiordania settentrionale, ed è proseguito a Ein Harod e Afula. L'aggressore è stato infine ferito da un passante, un civile, mentre fuggiva ed è stato trasportato in ospedale in condizioni moderate. L'assalitore ha investito un uomo di 68 anni e accoltellato una ragazza di 19, uccidendo entrambi. Altre due persone sono rimaste ferite, tra loro un ragazzo di 16 anni, anche lui investito dall'auto dell'attentatore. 

Israele è il primo Paese al mondo a riconoscere il Somaliland

Israele ha formalmente riconosciuto il Somaliland come "Stato indipendente e sovrano", diventando il primo Paese al mondo a compiere questo passo verso la repubblica autoproclamata che si è staccata dalla Somalia. Lo ha dichiarato l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. "Il primo ministro ha annunciato oggi il riconoscimento ufficiale della Repubblica del Somaliland come Stato indipendente e sovrano", ha dichiarato l'ufficio di Netanyahu. "Netanyahu, il suo capo della diplomazia (Gideon) Saar e il presidente della Repubblica del Somaliland hanno firmato una dichiarazione congiunta e reciproca", secondo un comunicato. 

Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza

Dopo la firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile.  Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?

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Separatisti yemeniti: "Raid sauditi non ci scoraggeranno, ma aperti ad accordo"

I separatisti yemeniti hanno dichiarato che non si lasceranno scoraggiare dagli attacchi alle loro posizioni, che attribuiscono all'Arabia Saudita, ma che sono comunque disponibili a collaborare con Riad. "Il Consiglio afferma che tali azioni non favoriranno alcuna intesa e non scoraggeranno il popolo del Sud dal continuare a progredire verso il ripristino dei propri pieni diritti", ha dichiarato il Consiglio di Transizione Meridionale (Stc) - un gruppo separatista - a seguito dei raid di oggi. Tuttavia, il gruppo "afferma la sua apertura a qualsiasi coordinamento o accordo basato sulla garanzia della protezione della sicurezza, dell'unità e dell'integrità del Sud e sulla garanzia che le minacce alla sicurezza non si ripresentino, in un modo che soddisfi le aspirazioni e la volontà del nostro popolo del Sud e gli interessi comuni con i nostri fratelli nel regno", hanno aggiunto, riferendosi all'Arabia Saudita.

Katz: "Esercito colpirà il villaggio dell'assalitore"

Il ministro della Difesa israeliano ha ordinato all'esercito di agire "con la forza" contro il villaggio nella Cisgiordania occupata da cui proveniva l'autore dell'attacco in cui sono morti due israeliani. Israel Katz ha ordinato all'esercito di "agire con la forza e immediatamente" contro il villaggio di Qabatiya, il villaggio natale dell'aggressore, secondo una dichiarazione del suo ufficio. In una dichiarazione separata, l'esercito ha dichiarato di stare "preparando un'operazione nella zona", che si trova nella Cisgiordania occupata.

Siria: a Homs "tentativo" di destabilizzarci, almeno 8 morti

Il ministero degli Esteri siriano ha definito l'attentato di oggi contro una moschea in una zona alawita di Homs un "tentativo disperato" di destabilizzare il Paese, promettendo di consegnare alla giustizia i responsabili. In un comunicato, il ministero ha condannato "questo vile atto criminale", che ha causato la morte di almeno otto persone, affermando che si e' verificato "nel contesto di ripetuti e disperati tentativi di minare la sicurezza e la stabilita' e diffondere il caos tra il popolo siriano". Damasco ha ribadito la sua "ferma posizione nella lotta al terrorismo in tutte le sue forme", sottolineando che "tali crimini non scoraggeranno lo Stato siriano dal proseguire i suoi sforzi per consolidare la sicurezza, proteggere i cittadini e assicurare i responsabili alle proprie responsabilita'".

Attacco a nord Israele, Katz ordina ritorsione contro il villaggio dell'aggressore

A seguito di un mortale attacco con speronamento e accoltellamento nel nord di Israele, il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato di aver ordinato alle Idf di agire "con forza e immediatamente" contro il villaggio di Qabatiya, nella Cisgiordania settentrionale, da cui proveniva l'aggressore. Lo riporta il Times of Israel.    Una dichiarazione dell'ufficio di Katz afferma che le forze di sicurezza lavoreranno per "localizzare e contrastare ogni terrorista e colpire le infrastrutture terroristiche nel villaggio", avvertendo che chiunque assista o fornisca sostegno al terrorismo "pagherà l'intero prezzo".

La polizia conferma: "Gli attacchi nel nord d'Israele sono terrorismo"

Dop un'indagine preliminare, la polizia ha affermato che gli incidenti in cui sono state uccise due persone nel nord di Israele sono stati un "attacco terroristico a catena" terminato dopo che il presunto aggressore è stato "neutralizzato". Lo riporta il Times of Israel.    Secondo quanto riferito, il responsabile è stato colpito e ferito da un passante mentre fuggiva verso Afula.

Da Gaza a Reggello, Natale lontano dalla guerra per tre famiglie palestinesi

E' stato un Natale speciale per le tre famiglie provenienti dalla Striscia di Gaza (14 persone, con 8 minori), ospiti della comunità di Sant'Agata in Arfoli, a Reggello (Firenze) grazie a un progetto di accoglienza della Fondazione Giovanni Paolo II. Le famiglie sono uscite da Gaza grazie a un corridoio sanitario per cure vitali per i propri figli.  Adesso, dopo un passato di dolore e di perdita, in comune hanno anche un tetto da condividere e lo sguardo rivolto verso il futuro. Il progetto della Fondazione Giovanni Paolo II, partendo dalle prime necessità burocratiche e materiali, di insegnamento dell'italiano per i grandi e di integrazione scolastica per i ragazzi, punta a dare loro l'opportunità di ripartire con le proprie gambe e trovare un lavoro per poter tornare a essere del tutto indipendenti nella loro nuova casa. Il Comune di Reggello si sta occupando dei trasporti e dell'inserimento scolastico dei ragazzi.    Alaa e Wasem con i loro 4 figli che hanno dai 19 ai 13 anni, Islam e il suo bambino di 5 anni, Mutaz e Nancy con i loro piccoli di età dai 5 anni ai 3 mesi, hanno festeggiato tutti insieme, ricevendo la sera della vigilia anche la visita di Babbo Natale e dei suoi elfi: hanno distribuito doni e sorrisi in questo angolo di pace sul panorama del Valdarno. Nella prima mattina di Natale, le tre famiglie hanno anche offerto la colazione al presidente della Fondazione Giovanni Paolo II Damiano Bettoni arrivato a portare loro gli auguri insieme all'operatrice di origine palestinese Christine Hazboun.

Siria, si aggrava bilancio esplosione moschea Homs: 5 morti

E' salito a cinque morti e 21 feriti il bilancio dell'esplosione avvenuta nella moschea Imam Ali bin Abi Talib nel quartiere alawita Wadi al-Dhabab di Homs, in Siria. Lo ha riferito il ministero della Salute citati dai media siriani. Lo riporta l'agenzia Reuters.

Due uccisi nel nord Israele, arrestato palestinese

Un palestinese e' stato arrestato nel nord di Israele, sospettato di aver ucciso due persone in due incidenti separati. Una 19enne e' stata uccisa a coltellate vicino all'ingresso del kibbutz Tel Yosef, nella valle di Jezreel. Secondo il padre, la giovane si trovava in auto con altre persone quando il sospetto li ha speronati con la sua macchina. "Loro sono scese e sono scappate, lui l'ha inseguita e l'ha accoltellata in un fosso", ha proseguito il padre. Lo stesso uomo e' sospettato di aver anche investito e ucciso un uomo di 68 anni nella vicina cittadina di Beit She'an. L'aggressore, proveniente da Qabatiya, vicino Jenin in Cisgiordania, si e' allontanato a bordo della sua auto verso Afula, ma e' stato intercettato e ferito. Le sue condizioni sono moderate, ha riferito la polizia.

Ex collaboratore di Netanyahu chiama in causa il premier sul caso Qatargate

L'ex portavoce militare di Benyamin Netanyahu, Eli Feldstein, riaccende il clamore di due scandali che da oltre un anno hanno lambito marginalmente l'ufficio del primo ministro, ma che ora viene chiamato in causa più direttamente nelle sue dichiarazioni: il cosiddetto Qatargate, un caso di presunta corruzione per promuovere l'immagine di politica di Doha, e la fuga, che si ritiene pilotata, di informazioni riservate al giornale tedesco Bild. Due inchieste separate, ma che fanno perno proprio su Feldstein, che ha ricoperto la sua carica nel governo fra il 2023 e il 2024, e che è incriminato per l'affaire del Qatar.    Nel caso Qatargate, Feldstein e un altro stretto collaboratore di Netanyahu, Jonatan Urich, sono sospettati di aver ricevuto denaro da Doha per diffondere messaggi pro-Qatar ai giornalisti per rafforzare l'immagine dello Stato del Golfo come mediatore nei colloqui per la presa di ostaggi tra Israele e Hamas, a detrimento dell'Egitto nel ruolo di altro mediatore: il tutto mentre erano al servizio del primo ministro. Nella sua intervista Feldstein ha detto che l'affare coinvolgeva direttamente Urich, oltre all'allora consigliere politico del premier Israel Einhorn, che lui accusa di averlo "usato", a sua insaputa.

Siria, Sana: 3 morti e 5 feriti in esplosione moschea Homs

E' di 3 morti e 5 feriti il primo bilancio dell'esplosione avvenuta nella moschea Imam Ali bin Abi Talib nel quartiere alawita Wadi al-Dhabab di Homs, in Siria. Lo ha riferito Al Jazeera citando l'agenzia di stampa siriana Sana.

Siria, media: esplosione a Homs in moschea zona alawita

Un'esplosione ha scosso la moschea Imam Ali' nel quartiere a maggioranza alawita di Wadi al-Dhabab a Homs, nella regione occidentale della Siria. Lo riferiscono i media, dando notizia di vittime, senza precisare quanti morti e feriti.

Israele, sondaggio: a voto opposizione in testa ma no maggioranza

Se le elezioni in Israele si tenessero oggi, il blocco dei partiti di opposizione supererebbe l'attuale coalizione di governo ma non riuscirebbe a raggiungere la maggioranza di 61 seggi. E' il risultato di un sondaggio pubblicato da Channel 12 in vista della tornata elettorale del prossimo autunno, secondo il quale il Likud del premier Benjamin Netanyahu otterrebbe il maggior numero di seggi, 25, seguito dall'omonimo partito dell'ex primo ministro Naftali Bennett con 22. Il campo pro-Netanyahu otterrebbe solo 52 seggi, mentre i suoi avversari, esclusi i partiti arabi, ne otterrebbero 58. Su quale dei due candidati sia piu' adatto a ricoprire la carica di primo ministro, il 38% degli intervistati ha scelto Netanyahu, il 37% Bennett, il 20% nessuno dei due e il 5% non lo sa. Il leader del Likud ha ottenuto risultati migliori rispetto al leader dell'opposizione Yair Lapid, 41% a 26%, ma il 28% ha risposto a nessuno dei due. Oltre ai 25 seggi del Likud, i due partiti ultraortodossi Shas e United Torah Judaism otterrebbero rispettivamente 8 e 7 seggi, i partiti di estrema destra Otzma Yehudit e Sionismo Religioso, invece, ne otterrebbero rispettivamente 8 e 4. Nel campo dell'opposizione, oltre ai 22 seggi di Bennett, i Democratici di Yair Golan ne otterrebbero 11, Yisrael Beitenu e Yesh Atid ne conquisterebbero 9 ciascuno e il partito Yashar! dell'ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot 7 seggi. I partiti arabi, Ra'am e Hadash Ta'al, ne avrebbero 5 ciascuno mentre il terzo partito arabo, Balad, non supererebbe la soglia di sbarramento. Anche Blu e Bianco di Benny Gantz e I Riservisti di Yoaz Hendel, entrambi partiti centristi, non riuscirebbero a entrare alla Knesset.

Germania, Wadephul: "Non parteciperemo a forza stabilizzazione Gaza"

La Germania non parteciperà, nel prossimo futuro, a una forza  internazionale di stabilizzazione (ISF) per l'attuazione del piano di  pace di Gaza. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri tedesco,  Johann Wadephul, citato dalla Dpa, sottolineando che una forza di questo  tipo "dovrebbe anche garantire concretamente la sicurezza in caso di  dubbio". "Molti non riescono a immaginare che soldati tedeschi possano  farlo proprio in questa regione", ha aggiunto, sottolineando che Berlino  è disposta a collaborare in modo costruttivo alle strutture previste  dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, come  ad esempio il Consiglio di pace.

Israele, sondaggio: per 52% Netanyahu deve 'chiudere' con Urich

Il caso del Qatargate continua ad agitare le acque intorno al premier israeliano Benjamin Netanyahu: secondo un sondaggio pubblicato da Channel 12, per il 52% degli israeliani, il capo di governo dovrebbe tagliare i ponti e chiudere il rapporto lavorativo con il suo stretto collaboratore Jonathan Urich, il 12% e' contrario e il 36% non sa. Urich, insieme all'ex portavoce di Netanyahu, Eli Feldstein, e' sospettato di essere stato pagato dal Qatar per far uscire sui media israeliani un'immagine positiva di Doha mentre era impiegato presso l'ufficio del primo ministro, prima e dopo il massacro del 7 ottobre 2023 e l'avvio della guerra a Gaza.

Israele: "Abbiamo attaccato obiettivi di Hezbollah in Libano"

L'esercito israeliano ha annunciato una serie di attacchi contro obiettivi di Hezbollah in Libano, tra cui depositi di armi e un complesso di addestramento.    "Sono stati colpiti diversi depositi di armi e siti di infrastrutture terroristiche, utilizzati da Hezbollah per condurre attacchi terroristici contro lo Stato di Israele", hanno dichiarato le Idf in una nota, nella quale si sostiene che l'infrastruttura colpita serviva per l'addestramento dell'unità d'élite al-Radwan della milizia sciita filoiraniana libanese.    Nonostante un cessate il fuoco del novembre 2024, che avrebbe dovuto porre fine a oltre un anno di ostilità tra Israele e Hezbollah, Israele ha continuato a colpire in Libano e ha mantenuto truppe in cinque aree che ritiene strategiche, puntando il dito contro quelle che ritiene violazioni della tregua da parte del partito di Dio libanese. In questi 13 mesi dall'accordo, circa oltre 340 persone sono state uccise dal fuoco israeliano in Libano, secondo un conteggio dell'Afp basato sui rapporti del ministero della Salute di Beirut.

Libano, Idf: "Colpito campo addestramento e depositi Hezbollah"

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver "colpito un campo di addestramento utilizzato dalla Forza Radwan di Hezbollah", dove si sono svolte "esercitazioni di tiro e sull'uso di diverse armi". L'Idf ha anche colpito "diversi depositi di armi e siti infrastrutturali terroristici, utilizzati da Hezbollah per attacchi contro Israele". Prese di mira anche altre strutture militari del gruppo sciita filo-iraniano in Libano, ha aggiunto l'esercito israeliano.

Accogilenza, le famiglie di Gaza che in Italia hanno trovato la speranza. VIDEO

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Separatisti yemeniti: "Raid aerei sauditi contro le nostre posizioni a Hadramawt"

L'Arabia Saudita, principale sostenitore del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha condotto attacchi aerei contro le posizioni separatiste a Hadramawt, secondo i media locali e il Consiglio di Transizione Meridionale, partito separatista sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti. "L'Aeronautica Militare Saudita ha bombardato le posizioni delle Forze d'Elite di Hadramawt a Wadi Nahb, a Hadramawt", ha dichiarato l'Aden Independent Channel, canale legato ai separatisti, in un post sui social media. I funzionari sauditi non hanno confermato immediatamente l'operazione.

Cisgiordania, investe musulmano che prega: soldato a arresti domiciliari

E' stato condannato a cinque giorni agli arresti domiciliari il colono che e' stato ripreso mentre investiva un palestinese che stava pregando sul ciglio di una strada vicino a Ramallah, in Cisgiordania. Lo riferisce Yedioth Ahronoth. Il soldato e' anche accusato di aver aperto il fuoco e di aver ferito due palestinesi, poco prima di investire il fedele musulmano. Arrestato ieri, al riservista e' stata sequestrata l'arma ed e' stato successivamente rilasciato agli arresti domiciliari.

Idf: "Soccorsi 2 israeliani entrati nella zona palestinese della Cisgiordania"

I militari israeliani hanno soccorso in due operazioni separate, due  israeliani che erano entrati nell'Area A della Cisgiordania, quella  sotto il controllo palestinese dove agli israeliani per legge è proibito  entrare. Lo scrive il Times of Israel. In un caso, un agente della  Polizia di Frontiera è salito su un'auto con un autista palestinese nei  pressi dell'insediamento di Kiryat Arba, in Cisgiordania, adiacente a  Hebron. Dopo una ricerca durata diverse ore, le forze israeliane sono  riuscite a localizzarla avvalendosi anche delle telecamere di sicurezza,  malgrado la donna non fosse più raggiungibile al telefono, trovandola  presso il suo compagno palestinese a Yatta, vicino a Hebron. In un altro  caso, le truppe avrebbero estratto un uomo israeliano che si era recato  a pregare presso la Tomba di Giuseppe, nella città palestinese di  Nablus, nel nord della Cisgiordania. Entrambe le località si trovano  nell'Area A, le zone della Cisgiordania dove, in base ai termini degli  Accordi di Oslo del 1993, l'Autorità Nazionale Palestinese esercita il  controllo civile e di sicurezza. E sebbene la legge israeliana impedisca  ai cittadini israeliani di entrarvi, negli ultimi giorni alcuni  israeliani siano stati evacuati dall'area in diversi casi, tra cui il  caso di una donna che ha dichiarato di essere stata rapita e ritrovata  dalle forze di sicurezza dell'Autorità Nazionale Palestinese.

Yemen, media: raid sauditi contro separatisti a Est

L'Arabia Saudita ha condotto attacchi aerei contro le postazioni dei separatisti nell'Hadramawt, regione orientale dello Yemen. Lo hanno riferito media locali e il Consiglio di Transizione Meridionale, partito separatista sostenuto dagli Emirati. Nessuna conferma da parte di Riad.

Media: ex ostaggio israeliana racconta le violenze subite a Gaza

L'ex ostaggio israeliana Romi Gonen, 24 anni, ha raccontato ad un programma di Channel 12 la sua straziante esperienza a Gaza, rivelando di avere subito aggressioni sessuali da parte da parte di quattro uomini durante il periodo in cui era nelle mani di Hamas a Gaza. Lo riportano i media israeliani.    La donna ha raccontato che la prima aggressione è avvenuta il quarto giorno di prigionia; l'aggressore era un medico incaricato di curare le ferite riportate durante l'attacco del 7 ottobre.    Il presidente Yitzhak Herzog ha elogiato il coraggio della donna: "La sua testimonianza è straziante. Con voce tremante ma con supremo coraggio, Romi ha rivelato l'inferno che ha attraversato durante la prigionia di Hamas. Un inferno di violenza sessuale e un tentativo sistematico di calpestare l'anima".    Secondo Herzog "la sua storia deve essere raccontata affinché tutti ricordino ciò che abbiamo attraversato noi come popolo e gli ostaggi. Romi, rendiamo omaggio al tuo coraggio".

Media Israele: "Uomo ucciso a colpi d'arma da fuoco nella sua auto"

Un uomo è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nella sua auto nella città di Ilut, fuori Nazareth, secondo quanto riportato dai media ebraici.    L'uomo è stato identificato come Zaid Amara, 48 anni. È stato dichiarato morto sul posto. La sua auto era crivellata da decine di fori di proiettile. Si tratta del 251° omicidio di un arabo israeliano nel 2025, il numero più alto degli ultimi anni.    La polizia sta indagando sulla sua uccisione come atto criminale e sta cercando un sospettato. Si sospetta che l'omicidio sia stato una vendetta per un altro omicidio in cui sarebbe coinvolto il figlio di Amara.    Nel frattempo, un'altra auto è stata trovata incendiata nella vicina città di Kafr Kanna, da dove proviene Amara. La polizia sta verificando se quell'auto sia stata utilizzata nella sparatoria.

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