Governo Israele dà via libera: ok accordo per la tregua. Domenica rilascio primi ostaggi

Approvato dopo un consiglio dei ministri fiume l'accordo siglato a Doha sul cessate il fuoco a Gaza. In precedenza aveva deciso positivamente il gabinetto di sicurezza, con i soli voti contrari dei due ministri di ultradestra Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, oltre a David Amsalem del Likud, lo stesso partito del premier. Domenica i primi tre ostaggi liberi. Sono in tutto 33 i rapiti del 7 ottobre che saranno rilasciati. Saranno liberati 1.700 detenuti palestinesi
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Approvato da Israele dopo un consiglio dei ministri fiume l'accordo siglato a Doha sul cessate il fuoco a Gaza. In precedenza aveva deciso positivamente il gabinetto di sicurezza, con i soli voti contrari dei due ministri di ultradestra Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, oltre a David Amsalem del Likud, lo stesso partito del premier. Monito di Netanyahu: 'Se la fase due fallisce, la guerra riprenderà con il sostegno degli Usa. Ho avuto garanzie inequivocabili da Biden e Trump'. Domenica i primi tre ostaggi liberi. Sono in tutto 33 i rapiti del 7 ottobre che saranno rilasciati. Tra loro i piccoli Bibas, ma non si sa se vivi. Nella lista anche le ragazze prese al rave e le 5 soldatesse.
Approfondimenti:
- Accordo Israele-Hamas, in migliaia festeggiano la tregua per le strade di Gaza
- Siria, caduta del regime di Assad: festeggiamenti per le strade di Damasco
- Bashar al-Assad, chi è il presidente della Siria "cacciato" dai ribelli jihadisti
- Abu Muhammad al-Jolani, il ritratto del leader dei ribelli jihadisti in Siria
- Hezbollah, cosa sapere sul gruppo antisionista libanese
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Tregua Israele-Hamas, la lista dei 33 ostaggi che saranno liberati nella prima fase
È stata resa nota la lista dei 33 ostaggi che saranno rilasciati durante la prima delle tre fasi dell'accordo di tregua per un cessate il fuoco sulla Striscia di Gaza tra Israele e Hamas, che dovrebbe entrare in vigore il 19 gennaio. IL FOCUS
In Israele passata la mezzanotte, governo ancora riunito
Dura da oltre cinque ore la riunione del governo per approvare l'accordo sul cessate il fuoco a Gaza già approvato oggi dal gabinetto di Guerra. E' passata la mezzanotte ed è già Sabbath, giorno dedicato al riposo. Hanno votato a favore dell'accordo il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar e il ministro dell'Istruzione israeliano Yoav Kisch. Contrario nel voto del consiglio di gabinetto (ma non registrato perché in veste di osservatore), il ministro aggiunto della Giustizia David Amsalem.
Tregua a Gaza, accordo tra Israele e Hamas. Che cosa prevede e cosa succede adesso
Secondo quanto emerso finora, in una prima fase lunga 42 giorni saranno liberati 33 ostaggi israeliani e circa mille detenuti palestinesi. IL FOCUS
Netanyahu: Trump ci darà le forniture militari bloccate
Durante la riunione del governo ancora in corso a Gerusalemme, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha affermato che "il presidente Trump ha preso la decisione che, al suo insediamento, riavremo tutte le forniture militari che erano state bloccate". Secondo Netanyahu, "questo è importante perché, se non arriveremo alla fase due dell'accordo, avremo ulteriori strumenti per tornare a combattere. Il presidente Trump offre pieno supporto a Israele per tornare in guerra in caso di violazione dell'accordo", ha detto. Lo riferisce Ynet
Media: sala operativa al Cairo per monitorare la tregua
Secondo quanto riportato dal quotidiano egiziano Al Qahera News, che cita un alto funzionario egiziano, verrà istituita al Cairo una sala operativa congiunta per monitorare l'attuazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas e dell'accordo sulla presa degli ostaggi. "Sono stati concordati tutti gli accordi necessari per attuare l'accordo, inclusa la creazione di una sala operativa congiunta al Cairo per seguire l'attuazione delle procedure", ha affermato l'alto funzionario egiziano, secondo al Qahera News. Secondo il funzionario, la sala operativa includerà rappresentanti di Egitto, Qatar, Stati Uniti, Israele e funzionari palestinesi "per monitorare il rispetto dei termini dell'accordo".
La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. LE COSE DA SAPERE
Accordo Israele-Hamas, in migliaia festeggiano la tregua per le strade di Gaza. FOTO
I palestinesi hanno esultato e applaudito, mentre altri suonavano il clacson delle auto nella città meridionale di Khan Younis, quando è giunta la notizia di un accordo per il cessate il fuoco dopo 15 mesi di guerra. LE IMMAGINI
Media: 'Israele, riunione governo su voto accordo continua dopo le 23'
La riunione del governo israeliano convocata per votare l'accordo con Hamas sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi siglato la notte scorsa a Doha, in corso già da quattro ore, continuerà dopo le 23 ora locale, le 22 in Italia. Lo riferiscono i media israeliani.
Tregua a Gaza, accordo tra Israele e Hamas. Le reazioni internazionali, da Trump a Biden
Mentre continuano a emergere i dettagli sull’intesa raggiunta tra le parti, non si sono fatte attendere le reazioni dei leader internazionali sul cessate il fuoco nella Striscia. LEGGI L'ARTICOLO
Capo Mossad appoggia accordo, 'dobbiamo pagare debito morale'
"Dobbiamo pagare questo debito morale. Questo accordo è eticamente e moralmente la cosa giusta da fare. È un accordo umano". Lo ha dichiarato il capo del Mossad, David Barnea, esortando i membri del gabinetto di sicurezza durante la loro riunione di oggi a sostenere l'intesa. "Include meccanismi che garantiranno la nostra sicurezza", ha aggiunto, secondo quanto riferito da Canale 12.
Tajani a Sky TG24: "Musk non ha avuto nulla a che fare con la liberazione di Sala”
Il ministro degli Esteri è stato ospite a Start. Riguardo alla liberazione della giornalista italiana, ha detto che anche se il patron di X ha avuto "contatti con la famiglia, non ha svolto alcun ruolo". Parlando della situazione in Medio Oriente, ha spiegato che "l'Italia è disposta a inviare i suoi soldati sotto guida araba". Sull’Ucraina: “Voglio credere che sia l'anno della fine delle ostilità”. Su Zaia: “Non credo che il problema sia lui, ma la regola generale”. L'INTERVISTA
Macron: "Hamas libererà due franco-israeliani"
Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato su X che due ostaggi franco-israeliani Ofer Kalderon e Ohad Yahalomi sono "nella lista dei 33 ostaggi che devono essere liberati" da Hamas "nella prima fase dell'accordo di Gaza". "Continuiamo a mobilitarci senza sosta affinche' le loro famiglie possano ritrovarli", ha precisato. La prima liberazione di ostaggi, trattenuti da piu' di 15 mesi, e' prevista per domenica, secondo il Governo israeliano. Il Presidente francese si incontrera' "molto presto" con le famiglie di questi due ostaggi franco-israeliani, ha precisato il suo entourage. Esprimera' loro "il suo profondo sollievo dopo l'annuncio della loro liberazione" e indichera' loro "che potranno sempre contare sulla Francia", ha detto l'ambasciata francese a Tel-Aviv. L'accordo annunciato dal Qatar e dagli Stati Uniti prevede in una prima fase di sei settimane la liberazione di 33 ostaggi trattenuti nella striscia di Gaza dall'inizio della guerra il 7 ottobre 2023, in cambio di centinaia di prigionieri palestinesi detenuti da Israele.
Wafa, 3 morti nell'attacco di un drone israeliano a Gaza City
Almeno 3 persone sono morte nell'attacco di un drone israeliano avvenuto questa sera nel quartiere di at-Tuffah, a est di Gaza City. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa secondo cui le forze israeliane hanno usato un drone per colpire un raduno di civili nel quartiere provocando anche diversi feriti.
Bashar al-Assad, il ritratto dell'ex presidente della Siria cacciato dai ribelli jihadisti
Dopo l'ingresso dei miliziani insorti a Damasco, il presidente è scappato dal Paese: è a Mosca, dove gli è stato concesso asilo. Al potere dal 2000, è laureato in Medicina e ha studiato oftalmologia a Londra. Ha iniziato la carriera politica dopo la morte del fratello Basil, primogenito del padre Hafez, rimasto al potere per anni. Negli ultimi giorni il suo regime è stato rovesciato dall'invasione di vari gruppi ribelli, tra cui forze jihadiste filo-turche. È accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. IL PROFILO
Il capo del Mossad David Barnea: "L'accordo va sostenuto"
Il capo del Mossad, David Barnea, ha esortato i membri del gabinetto per la sicurezza, durante la riunione di oggi, a sostenere il rilascio degli ostaggi e l'accordo di cessate il fuoco attualmente sul tavolo. "Dobbiamo pagare questo debito morale. Questo accordo è eticamente e moralmente la cosa giusta da fare. E' un accordo umano. Include meccanismi che garantiranno la nostra sicurezza", ha detto Barnea, secondo la tv Channel 12. I media ebraici riferiscono che il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, ha dichiarato al gabinetto di sicurezza che l'82% dei 1.027 prigionieri di sicurezza palestinesi rilasciati nell'accordo tra Israele e Hamas del 2011 per liberare il soldato israeliano prigioniero Gilad Shalit e' tornato ad attivita' terroristiche. Il dodici per cento di questi ex prigionieri ha preso parte attivamente ad attacchi terroristici dopo il rilascio e addirittura oltre il 50% dei prigionieri rilasciati all'estero e' tornato a dedicarsi ad attivita' terroristiche. Bar ha affermato che Hamas utilizzera' il cessate il fuoco per ricostruire le sue capacita' di governo e militari e che l'accordo probabilmente indebolira' ulteriormente l'Autorita' Nazionale Palestinese. Nonostante tutto cio', i responsabili della sicurezza hanno sottolineato il loro fermo sostegno all'accordo, insistendo sul fatto che Israele e' pronto ad affrontare le conseguenze sulla sicurezza. "Le IDF sanno come tornare a combattere con una forza enorme se necessario", ha affermato il Capo di Stato maggiore delle IDF, Herzi Halevi, citato dal Canale 12.
Media: "Egitto si prepara a riaprire valico di Rafah"
L'Egitto si sta preparando a riaprire il valico di Rafah al confine con la Striscia di Gaza. Lo hanno indicato fonti della sicurezza egiziana a Sky News Arabia, mentre si avvicina l'inizio dell'attuazione dell'accordo sul cessate il fuoco e gli ostaggi.
Hezbollah, cosa sapere sul gruppo antisionista libanese
Tra i protagonisti dell'escalation di tensione in Medio Oriente c’è anche l’organizzazione militare e politica libanese. Sostenuta ideologicamente e finanziariamente dall’Iran, controlla una larga parte del Paese, quasi “uno Stato nello Stato”, e partecipa attivamente alla vita politica. Il suo leader è stato a lungo - dal 1992 - Hassan Nasrallah, che ha guidato il gruppo fino al 28 settembre 2024, quando è stato ucciso da un attacco israeliano su Beirut. L'ANALISI
Domani Hamas comunica nomi dei primi 3 rapiti da liberare
Domani Hamas comunicherà a Israele i nomi dei primi tre ostaggi che saranno liberati domenica alle 16,00 nell'ambito dell'accordo. Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan. Secondo il programma, il settimo giorno verranno resi noti i nomi di altri quattro rapiti. Ogni settimana, i nomi di altri tre
Israele, portavoce: governo riunito per votare su accordo
l gabinetto israeliano si è riunito per votare sull'accordo di cessate il fuoco a Gaza, ha dichiarato l'ufficio del primo ministro, poche ore dopo che il gabinetto di sicurezza più piccolo aveva dato il via libera all'accordo. Il portavoce dell'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Omar Dostri, ha confermato l'inizio della riunione. La riunione si tiene nonostante l'inizio dello Shabbat, il giorno di riposo ebraico.
Libano, Joseph Aoun è il nuovo Presidente della Repubblica
Il generale 60enne, dal 2017 a capo delle forze armate, è sostenuto dai Paesi occidentali e da quelli arabi del Golfo ostili all'Iran. LEGGI QUI
Egitto ripara strade ed edifici del valico di Rafah
Una fonte della sicurezza egiziana ha riferito che le autorità egiziane "continuano a riparare piazze, strade ed edifici del valico di Rafah sul lato palestinese al fine di riaprire" il passaggio "entro due giorni". "Le autorità israeliane hanno chiuso il valico terrestre di Rafah per 259 giorni consecutivi", ricordano fonti informate egiziane riferendosi al 3 maggio dell'anno scorso, quando le forze armate israeliane avviarono un'operazione militare nella città di Rafah, situata nella parte meridionale di Gaza, acquisendo il controllo del valico, importante punto di passaggio fra la Striscia e l'Egitto. Una fonte qualificata della Mezzaluna Rossa egiziana nel Sinai Settentrionale ha segnalato che le autorità israeliane oggi hanno tenuto chiuso il valico di Kerem Shalom impedendo l'ingresso di aiuti umanitari.
Israele pubblica lista 95 palestinesi da scarcerare a partire da domenica
Il ministero della Giustizia israeliano ha pubblicato la lista dei 95 prigionieri palestinesi, in maggioranza donne, che saranno liberati a partire da domenica nell'ambito del primo scambio con gli ostaggi in mano di Hamas. "Il rilascio dei prigionieri è soggetto all'approvazione da parte del governo del piano e non potrà avvenire prima delle 16 di domenica", ha dichiarato il ministero. La lista comprende 69 donne, 16 uomini e 10 minorenni, il più giovane dei quali ha 16 anni. Solo 7 prigionieri sono stati arrestati prima degli attacchi del 7 ottobre.
Nella lista figura Khalida Jarar, una deputata palestinese esponente del Fronte popolare per la liberazione della Palestinese, considerata un'organizzazione terroristica da Israele, Usa e Ue, già arrestata in diverse occasioni dagli israeliani. Fermata alla fine di dicembre in Cisgiordania, Jarar da allora è detenuta senza incriminazioni.
Siria, Lahbib: Ue vi supporta nel percorso verso la pace
"Come prima commissaria europea a visitare la Siria dopo la caduta del regime, sono qui con un messaggio chiaro. Continueremo a supportarvi nella vostro percorso verso la di pace, la giustizia e la stabilità. Comincia con la costruzione di un futuro inclusivo per tutti i siriani. La Siria è ricca di diversità e ogni cittadino ha il diritto di contribuire al suo futuro". Lo ha dichiarato in conferenza stampa a Damasco la commissaria europea per l'Uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, a margine della visita in Siria in cui ha incontrato Ahmed al Sharaa, presidente del governo di transizione siriano. "I miei pensieri vanno a tutte le vittime della guerra civile e alle loro famiglie. Siamo vicini a tutti i siriani. Oggi i bisogni sono immensi, la crisi umanitaria che colpisce milioni di cittadini è sempre stata una priorità per l'Unione europea e continuerà a esserlo. Non abbiamo mai lasciato la Siria, nemmeno dopo il 2011, e resteremo per alleviare le sofferenze e rispondere ai bisogni primari della popolazione. Questa è la mia missione", ha assicurato Lahbib annunciando un pacchetto di aiuti umanitari da 235 milioni di euro per la Siria e i Paesi limitrofi. "Questo mostra l'impegno dell'Ue di stare dalla parte della popolazione siriana. Contiamo nella autorità per garantire un incondizionato e sicuro accesso degli attori umanitari in tutte le regioni della Siria, incluse quelle più difficili o coinvolte nei combattimenti. Ora più che mai deve essere garantito il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei civili", ha concluso.
'Basta soldi bruciati per le armi a Israele', sit-in a Napoli
"Giù le armi, su i salari" è stato lo slogan del flash mob svoltosi a Napoli, in largo Berlinguer, per chiedere lo stop alle "politiche di guerra complici di Israele". La manifestazione è stata promossa da Potere al Popolo, insieme agli attivisti di Cau (collettivo autorganizzato universitario), Sac (studenti autorganizzati campani), e dell'ex Opg 'Je so pazzo'. Tre attivisti con le maschere di Giorgia Meloni, Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno bruciato la raffigurazione di mazzette di soldi sporche di sangue La manifestazione si inserisce nell'ambito delle giornate di mobilitazione nazionale, 17 e 18 gennaio, convocate dalla "Rete antisionista e anticolonialista per la Palestina", per opporsi alla produzione e alla vendita di armi destinate a Israele. "Bruciano i nostri soldi per le armi. Secondo Amnesty International, in base ai dati dell'Istat, l'Italia ha stanziato oltre 4,8 milioni di euro in armi e munizioni, soltanto nel primo semestre del 2024. Anche adesso che è stata firmata la tregua - secondo i manifestanti - è necessario mantenere alta l'attenzione e fare pressione per un reale accordo di pace. Nell'ultima manovra di bilancio i fondi stanziati per gli armamenti hanno raggiunto il record storico di 32 miliardi e quota 1,5 del Pil. Però, si assiste a tagli nei settori dell'istruzione e dei servizi, alla sanità e alle misure di messa in sicurezza del territorio contro gli effetti dei cambiamenti climatici. La spesa per la guerra aumenta, mentre un italiano su quattro è a rischio povertà assoluta, in un'Italia in recessione. Giù le armi, su i salari".
Riunioni tecniche al Cairo sull'attuazione della tregua
"Proseguono al Cairo le riunioni tecniche sul meccanismo di attuazione del cessate il fuoco a Gaza" ed è stato "raggiunto un accordo (...) sul meccanismo di invio degli aiuti (...) con l'obiettivo di far entrare 600 camion al giorno, come previsto" dall'intesa sulla tregua. Lo ha scritto su Facebook l'emittente pubblica egiziana Al Qaera precisando che sono al lavoro delegazioni "egiziane, qatariote, americane e israeliane". Fonti aeroportuali egiziane al Cairo in mattinata avevano segnalato nelle ultime ore l'arrivo di "una delegazione americana di alto livello" proveniente "dall'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per una visita in Egitto volta a monitorare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco e lo scambio di ostaggi e detenuti con le fazioni palestinesi". "Si sta inoltre lavorando all'elaborazione di un meccanismo per la riapertura del lato palestinese del valico terrestre di Rafah. Altre delegazioni sono attese al Cairo nelle prossime ore", avevano aggiunto le fonti.
Egitto, domani conferenza stampa ministri a valico Rafah
Il vicepremier egiziano e ministro della Salute Khaled Abdel Ghaffar, assieme alla ministra della Solidarietà sociale, Maya Morsi, "terranno domani una conferenza stampa davanti al valico di Rafah per parlare dei nuovi sviluppi e dei preparativi in vista dell'apertura" dell'accesso alla Striscia di Gaza e "dell'ingresso degli aiuti": lo preannunciano fonti qualificate in Sinai. I tre ministri condurranno un'ispezione degli ospedali del governatorato del Sinai Settentrionale e delle strutture di pronto soccorso mobile per verificare il loro stato di preparazione, oltre che dei magazzini della Mezzaluna Rossa egiziana nell'area e dei camion pronti per entrare nella Striscia di Gaza non appena il valico terrestre di Rafah sarà aperto. La delegazione sarà accolta dal governatore del Sinai Settentrionale, il generale di divisione Khaled Magawer, ha precisato all'ANSA Khaled Zayed, presidente della Mezzaluna Rossa egiziana nel Sinai Settentrionale. Il responsabile ha aggiunto che la Mezzaluna Rossa è prontissima a fornire aiuti nella Striscia di Gaza appena saranno ricevute le istruzioni per aprire Rafah. Zayed ha ricordato che grandi quantità di aiuti - tra cui quelli egiziani, arabi e internazionali - sono state distrutte, sepolte nel deserto e comunque mai utilizzate per vari motivi sprecando un valore "pari a centinaia di milioni di sterline egiziane": "principalmente generi alimentari, latte per neonati, biscotti, datteri e acqua".
Tra gli ostaggi liberati la moglie leader Fronte liberazione Palestina
Tra le persone che verranno liberate da Israele nell'accordo di scambio c'è la moglie del segretario generale del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, Abla Saadat. La radio dell'esercito israeliano ha riferito che Khaleda Jarrar, leader del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, sarà rilasciata nella prima fase dell'accordo di scambio.
Mar Rosso, sanzioni Usa a Yemen Kuwait Bank
Un avviso pubblicato sul sito web del Dipartimento del Tesoro informa che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Yemen Kuwait Bank for Trade and Investment per i suoi legami con il movimento Houthi.
Idf: allestiti 3 complessi al confine con Gaza per gli ostaggi
L'Idf ha allestito tre complessi vicino al confine con la Striscia di Gaza per accogliere gli ostaggi che saranno liberati da Hamas nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco. Le strutture si trovano a Reem, Kerem Shalom ed Erez. Gli ostaggi riceveranno un iniziale trattamento medico e psicologico prima di essere trasferiti negli ospedali israeliani, dove incontreranno le loro famiglie. In Cisgiordania, l'Idf si prepara al rilascio di prigionieri palestinesi, rafforzando la sicurezza e monitorando attentamente strade e città per prevenire tensioni.
Anp: pronti ad assumere "piena responsabilità" a Gaza
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen, ha detto che l'Anp è pronta ad assumersi la "piena responsabilità" nella Striscia di Gaza post-bellica, nella sua prima dichiarazione da quando è stato annunciato l'accordo di cessate il fuoco a Gaza. "Il governo palestinese, sotto le direttive del presidente, ha completato tutti i preparativi per assumersi la piena responsabilità a Gaza", tra cui il ritorno degli sfollati, la fornitura di servizi di base, la gestione dei valichi e la ricostruzione del territorio devastato dalla guerra, ha affermato la presidenza in una nota.
Israele,riunione governo su accordo si apre con 3 ore di ritardo
Con circa tre ore di ritardo, si è aperta adesso la riunione del governo israeliano nella quale è stato portato all'approvazione l'accordo siglato con Hamas per la liberazione degli ostaggi e la tregua a Gaza.
Premier Qatar: 'Cessate il fuoco è ultima speranza per Gaza'
"Ciò che abbiamo raggiunto con questo accordo è l'ultima possibilità per Gaza. Per salvare Gaza da questa guerra, questa è la nostra ultima possibilità". Lo ha dichiarato il primo ministro nonché ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al Thani, in un'intervista a Sky News.
"Il fallimento non è un'opzione", ha proseguito il capo della diplomazia di Doha, avvertendo che "la pace non potrà mai realizzarsi senza uno Stato palestinese".
Azione contro la fame, incrementare gli aiuti umanitari a Gaza
"Accogliamo con favore l'accordo sui 600 camion giornalieri previsto dal cessate il fuoco, ma è importante ricordare che già prima del conflitto la comunità umanitaria considerava insufficienti i 500 camion al giorno. Ora è più urgente che mai aumentare la quantità di aiuti, dato che il livello di distruzione e i bisogni umanitari sono straordinariamente più gravi rispetto a prima di ottobre 2023". Lo afferma la responsabile delle operazioni in Medio Oriente di Azione Contro la Fame Natalia Anguera. "Inoltre, al momento, - osserva - ci sono numerose limitazioni sull'importazione di alcuni tipi di merci. Oltre all'ingresso dei camion, dunque, è necessario allentare le restrizioni sui tipi di forniture consentite, in particolare quelle necessarie per riabilitare i servizi idrici e sanitari, nonché gli articoli essenziali per l'inverno, come tende e abbigliamento impermeabile". "In questo nuovo scenario determinato dal cessate il fuoco - aggiunge Anguera - speriamo di poter riprendere le attività che stavamo portando avanti già da prima di ottobre 2023 per assicurare ai Palestinesi la possibilità di condurre una vita autonoma. È fondamentale che tutte le attività umanitarie future siano complementari a quelle delle organizzazioni della società civile palestinese e delle Ong. Se forniamo il supporto per riabilitare panetterie e ospedali riusciremmo, per esempio, ad ampliare il nostro sostegno alle cooperative femminili a Gaza o a intensificare le nostre attività di nutrizione nelle aree più colpite, come il nord di Gaza. Il livello di distruzione a Gaza è enorme e dovremo supportare gli spazi di accoglienza per le persone che hanno perso le loro case, oltre a fornire aiuto nella ricostruzione di strutture e abitazioni" conclude Anguera. Per il direttore generale di Azione contro la Fame Simone Garroni è "essenziale che la comunità internazionale si impegni a garantire i necessari interventi di emergenza e l'ingresso di tutti i materiali utili alla riabilitazione dei servizi idrici e sanitari e delle infrastrutture distrutte, in modo da ripristinare un modello di sviluppo autonomo della comunità locale".
Israele: 95 palestinesi scarcerati in prima fase accordo
Il ministero della Giustizia israeliano ha pubblicato un elenco di 95 detenuti palestinesi da scambiare con ostaggi israeliani detenuti a Gaza, in una prima tornata di scambi nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco con Hamas. "Il rilascio dei prigionieri non avrà luogo prima di domenica alle 16:00", ha detto all'Afp la portavoce del ministero Noga Katz, aggiungendo che il rilascio è subordinato all'approvazione dell'accordo da parte del governo israeliano.
La Grecia invia sei tonnellate di aiuti umanitari a Gaza
Le Forze Armate greche hanno completato il trasferimento in Giordania di sei tonnellate di aiuti umanitari destinati a Gaza: lo rende noto, tramite un comunicato, lo Stato maggiore della Difesa nazionale greco. Gli aiuti, trasportati da un aereo C-130 dell'aeronautica ellenica nella capitale Amman, comprendono materiale medico e farmaceutico, oltre a vestiti, articoli per la pulizia e l'igiene personale.
Damasco, "sequestrato carico di armi dirette in Libano"
Le autorità della Siria del dopo-Assad affermano di aver impedito un tentativo di trasferire armi in Libano. A riferirne è l'agenzia siriana Sana secondo cui a Tartus sono state intercettate e "sequestrate armi" che avrebbe dovuto raggiungere il vicino Paese dei Cedri. Immagini condivise su Telegram dall'agenzia mostrano un camion carico di fucili e altre armi nascoste tra pacchi di merci. Si tratta di notizie che non possono essere verificate in modo indipendente.
Israele, domenica alle 16 liberi 95 detenuti palestinesi
Dopo la riunione del gabinetto, il ministero della Giustizia israeliano ha pubblicato l'elenco dei detenuti palestinesi il cui rilascio è previsto nel primo round dell'accordo, soggetto all'approvazione del governo. L'elenco comprende 95 detenuti e, secondo il piano, la loro liberazione non sarà effettuata prima delle 16,00 (ora locale) di domenica. La maggior parte dei detenuti palestinesi nell'elenco sono donne e solo uno, con meno di 18 anni, condannato per omicidio.
Lista 96 detenuti palestinesi da scarcerare al vaglio del governo
La lista dei 96 detenuti palestinesi, uomini e donne, che verranno scarcerati nella prima fase dell'accordo tra Israele e Hamas è stata resa pubblica e consegnata al governo di Benjamin Netanyahu che la dovrà approvare. Lo rende noto il ministero della Giustizia di Israele, secondo quanto riporta il sito di Haaretz. Il Times of Israel parla di 95 detenuti palestinesi che verranno rilasciati per primi e specifica che si tratta di donne e minorenni. I prigionieri palestinesi non verranno rilasciati prima delle 16 di domenica, aggiunge il ministero, spiegando di non conoscere l'ordine con cui verranno scarcerati.
Hamas rilascerà domani i nomi dei primi 3 ostaggi liberati
Hamas renderà noti i nomi dei primi tre ostaggi che libererà domenica 24 ore prima di consegnarli alle Idf. Domani, quindi, si saprà chi saranno le tre donne, probabilmente civili, che torneranno per prime in libertà nell'ambito della prima fase dell'accordo raggiunto con Israele.
Putin: "Noi vicini ai siriani, rispettare sovranità e integrità"
La Russia intende fornire al popolo siriano "il sostegno necessario per normalizzare la situazione" con aiuti umanitari e per la ricostruzione, e rimane impegnata ad una "soluzione complessiva in questo Paese sulla base del rispetto della sua sovranità, indipendenza e integrità territoriale". Lo ha detto il presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass, dopo aver discusso dell'argomento con il presidente iraniano Massud Pezeshkian durante colloqui al Cremlino durati tre ore.
Israele, Ben Gvir e Smotrich hanno votato contro l'accordo
I ministri di ultradestra Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich hanno votato contro l'accordo con Hamas sulla tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi durante la riunione di gabinetto, mentre gli altri ministri hanno votato a favore. Ieri Ben Gvir ha annunciato che lui e il suo partito Otzma Yehudit si dimetteranno se l'accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi verrà approvato. "Se la guerra contro Hamas riprenderà con tutta la sua forza per raggiungere i suoi obiettivi e gli scopi decisivi che restano incompiuti, torneremo al governo", ha detto.
Appello di Ben Gvir a membri governo: "Votate contro accordo"
Un appello dell'ultimo minuto a votare contro l'accordo sul cessate il fuoco e gli ostaggi è stato lanciato ai membri del governo dal ministro della Sicurezza nazionale di Israele, l'esponente della destra religiosa Itamar Ben Gvir. Lo ha riferito il Times of Israel, dopo il via libera del gabinetto di sicurezza all'intesa e in vista della riunione del governo al completo che dovrebbe ratificarla definitivamente. Ben Gvir si è detto "ancora più terrorizzato" dall'accordo dopo che sono emersi nuovi dettagli sui prigionieri palestinesi che saranno rilasciati in cambio degli ostaggi. "Tutti sanno che questi terroristi cercheranno di fare di nuovo del male, di uccidere di nuovo", ha affermato in un video messaggio. "Faccio appello ai miei amici del Likud e di Sionismo religioso, non è ancora troppo tardi, abbiamo ancora la riunione del governo, possiamo fermare questo accordo, unitevi a me, possiamo fermarlo", ha aggiunto.
Hamas, "88 morti in ultime 24 ore, bilancio totale a 46.876"
Nelle ultime 24 ore 88 palestinesi sono morti a Gaza, dopo che e' stato annunciato l'accordo tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco nella Striscia e la liberazione degli ostaggi che dovrebbe entrare in vigore domenica. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas. Il bilancio totale in oltre 15 mesi di conflitto e' di 46.876 morti e 110.642 feriti.
Hamas, "Israele sta causando massacri orribili per bloccare accordo"
Hamas ha accusato Israele di provocare "massacri orribili" a Gaza per "bloccare" l'accordo sul cessate il fuoco annunciato mercoledì e che dovrebbe entrare in vigore domenica. In una nota la fazione palestinese ha puntato il dito contro l' "intensificazione deliberata" degli attacchi aerei sull'enclave. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera, nei raid condotti sulla Striscia dopo l'annuncio dell'accordo sono morte almeno 113 persone, tra cui 28 minori e 31 donne, e 264 sono rimaste ferite. Israele sta "deliberatamente commettendo questi massacri nel suo tentativo di bloccare l'accordo di cessate il fuoco", ha sostenuto Hamas, esortando i mediatori a fare pressione su Israele affinché "fermi i massacri".
Herzog: "Bene decisione Gabinetto sicurezza su accordo"
Il Presidente israeliano, Isaac Herzog, ha accolto con favore la decisione del Gabinetto di sicurezza di approvare l'accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi, "e mi aspetto che anche il governo faccia presto lo stesso". "Questo e' un passo fondamentale nel percorso per sostenere l'impegno fondamentale che una nazione ha nei confronti dei suoi cittadini", aggiunge.
Mo: sondaggio, 73% degli israeliani a favore dell'accordo per rilascio ostaggi
Il 73% circa degli israeliani è a favore dell'accordo per il rilascio degli ostaggi. Questo quanto emerge da un sondaggio di 'Maariv' pubblicato oggi dal quale risulta che il 19% del campione è invece contrario all'intesa e l'8% dichiara di non avere un'opinione in merito.
Diverse le risposte degli elettori dei partiti di opposizione (91% a favore dell'accordo) e quelle dei sostenitori dei partiti della coalizione (52% a favore, 37% contrario), seconda l'inchiesta citata dal Jerusalem Post.
Dallo stesso sondaggio emerge che il 45% del campione ritiene che il governo stia solo parzialmente raggiungendo gli obiettivi dell'offensiva bellica, il 36% crede che non ci stia riuscendo affatto. Solo l'8% ha detto di considerare pienamente raggiunti gli obiettivi prefissati.
EasyJet riprende i voli per Tel Aviv dal primo giugno
La compagnia aerea britannica EasyJet ha annunciato che riprenderà i voli per Tel Aviv dal primo di giugno. I collegamenti con Israele da parte del vettore lowcost erano stati sospesi lo scorso aprile dopo l'attacco dell'Iran contro lo Stato ebraico. In una nota di Easyjet si legge che la compagnia aerea opererà 38 voli settimanali da e per Tel Aviv sulle rotte di Londra, Ginevra, Amsterdam, Milano, Berlino, Basilea e Nizza. L'annuncio arriva dopo l'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas nel conflitto a Gaza.
Madrid critica 'il tanfo razzista del tweet Pp su aiuti a Gaza'
Il ministro spagnolo dell'Economia, Carlos Cuerpo, ha criticato oggi "il tanfo razzista" del tweet del Partito Popolare sugli aiuti umanitari dati dal governo spagnolo a Gaza, dopo che il governatore valenziano, Carlos Mazon, aveva sostenuto che fossero superiori a quelli ricevuti dalla popolazione colpite dalla catastrofe della Dana a Valencia. Sono dichiarazioni che "fanno arrossire, soprattutto quando provengono da un rappresentante politico", ha detto Carlos Cuerpo prima di una riunione con imprenditori alla prefettura di Valencia. "E la risposta del Pp nel tweet va perfino oltre con un certo tanfo razzista", ha aggiunto. Nel messaggio sui social dall'account ufficiale il Pp aveva scritto: "Se chiedi aiuto in arabo arriva prima". "Condanno profondamente" queste dichiarazioni, che "fanno arrossire anche perché sono false", ha detto il ministro dell'Economia, che ha ricordato che finora il governo centrale "ha già finanziato un totale di 1,4 miliardi di euro" sui 16,5 stanziati "in aiuti ai colpiti dalla catastrofe della Dana". Il ministro spagnolo dell'Economia, Carlos Cuerpo, ha criticato oggi "il tanfo razzista" del tweet del Partito Popolare sugli aiuti umanitari dati dal governo spagnolo a Gaza, dopo che il governatore valenziano, Carlos Mazon, aveva
Macron, 'accelerare attuazione tregua Israele-Hezbollah'
"Ci sono stati risultati", ma "bisogna accelerare, devono essere confermati nel tempo". E' quanto ha affermato da Beirut il presidente francese, Emmanuel Macron, dopo l'entrata in vigore lo scorso 27 novembre della tregua tra Israele e gli Hezbollah libanesi. "Ci deve essere un ritiro completo delle forze israeliane, un monopolio totale delle armi da parte dell'Esercito libanese", ha aggiunto, durante una conferenza stampa con il neo presidente libanese, Joseph Aoun.
Netanyahu, se la fase 2 fallisce guerra riprende con ok Usa
Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha riferito durante la riunione di gabinetto che Israele "ha ricevuto garanzie inequivocabili da entrambi i presidenti Usa, sia Biden che Trump, che se i negoziati sulla fase due dell'accordo falliscono e Hamas non accetta le richieste di sicurezza, l'Idf tornerà a combattere intensamente a Gaza con il sostegno degli Stati Uniti". Lo scrive Ynet.
Israele, gabinetto di sicurezza approva l'accordo su Gaza
"Dopo aver esaminato tutti gli aspetti politici, di sicurezza e umanitari, e comprendendo che l'accordo proposto sostiene il raggiungimento degli obiettivi della guerra, la Commissione dei Ministri per gli Affari di Sicurezza Nazionale (Gabinetto politico) ha raccomandato al governo di approvare il piano proposto. Il governo si riunirà più tardi oggi". Lo riferisce l'ufficio del primo ministro.
Parroco Gaza: "Bene la tregua ma il dopoguerra sarà terribile"
"La notizia del cessate il fuoco ha provocato gioia. Adesso tutti stiamo aspettando domenica, quando potrebbe iniziare la tregua. Anche se qui a Gaza ci rendiamo conto che sarà un percorso difficile". Lo afferma padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia cattolica latina della Sacra Famiglia. La tregua è "una boccata d'aria e di speranza" ma il missionario argentino appartenente all'Istituto del Verbo Incarnato conferma all'Agenzia Fides che "anche tra ieri e oggi ci sono stati ancora decine di morti e centinaia di feriti. C'è ancora morte, distruzione e angoscia". Se la tregua inizierà, aggiunge padre Gabriel, "si potrà cominciare a pensare al dopoguerra. Che sarà terribile. Con l'aiuto di Dio, cercheremo di continuare a fare tutto il bene che di può".
Nobel Gbowee: "Felice per accordo tra Israele e Hamas, spero possa durare"
“Sono felice che finalmente sia stato raggiunto un accordo tra il governo di Israele e Hamas perché i palestinesi ne avevamo maledettamente bisogno”. Lo ha detto Leymah Gbowee, Premio Nobel per la Pace 2011, a margine dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università Cattolica di Milano, rispondendo a chi le chiedeva un commento sull’accordo siglato a Doha che prevede la liberazione di 33 ostaggi israeliani in cambio di centinaia di prigionieri palestinesi detenuti in Israele e include l’impegno a negoziare la fine del conflitto.
Easyjet riprende voli da/per Tev Aviv dal 1 giugno
Easyjet ha annunciato la ripresa dei voli per Tel Aviv a partire dal 1 giugno, due giorni dopo l'annuncio di un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. La compagnia low cost prevede fino a 38 voli settimanali da e per Tel Aviv, con sette collegamenti per Londra, Ginevra, Amsterdam, Milano, Berlino, Basilea e Nizza.
Guterres: "Basta occupazione Israele sud Libano, trovati 100 depositi armi Hezbollah"
Dal sud del Libano, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, afferma che "la continua occupazione da parte delle forze israeliane (Idf) nella zona di operazioni di Unifil e l'esecuzione di operazioni militari in territorio libanese costituiscono violazioni della Risoluzione 1701", che pose fine al conflitto del 2006, e devono "cessare". Parole che arrivano a quasi due mesi dalla tregua tra Israele e gli Hezbollah libanesi entrata in vigore il 27 novembre scorso. Guterres dal quartier generale di Unifil a Naqura, "dopo uno dei periodi più difficili che si possano immaginare", ha anche parlato della scoperta da parte dei caschi blu "dal 27 novembre di oltre 100 depositi di armi appartenenti a Hezbollah o ad altri gruppi armati".
Media, "1.700 detenuti palestinesi in cambio dei 33 ostaggi"
Secondo una copia trapelata dell'accordo, oltre 1.700 detenuti palestinesi saranno liberati in cambio di 33 ostaggi israeliani nella prima fase dell'accordo: 700 terroristi, di cui 250-300 stanno scontando l'ergastolo; 1.000 cittadini di Gaza catturati dall'8 ottobre durante i combattimenti nella Striscia; e 47 detenuti nuovamente arrestati in seguito all'accordo sulla liberazione di Gilad Shalit del 2011. Lo riferiscono i media israeliani.
Governo Israele si riunisce alle 14.30 per approvare accordo
Il governo israeliano si riunirà alle 15.30 (le 14.30 in Italia) per approvare l'accordo sugli ostaggi a Gaza e il cessate il fuoco a partire da domani, rendono noto i media israeliani. Prima dell'inizio della riunione, il Premier Benjamin Netanyahu ha incontrato i negoziatori israeliani di ritorno da Doha, dove l'accordo è stato firmato nelle prime ore di oggi, per valutare la situazione.
'Hamas darà domani a Israele elenco dei primi ostaggi liberi'
L'elenco dei primi ostaggi che saranno liberati da Hamas sarà ricevuto da Israele entro domani alle 16.30 ora locale, le 15.30 in Italia. Lo riferisce Ynet.
Kallas, 'cessate il fuoco è passo per una pace duratura'
L'accordo sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi "è un importante passo per una pace duratura, un ottimo inizio. L'Ue lavorerà con i partners per portare aiuti a Gaza, è nostro interesse che gli aiuti arrivino" a destinazione. Lo ha detto l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Kaja Kallas, in un'intervista rilasciata a un gruppo di media internazionali tra i quali l'ANSA. L'Ue "è impegnata per la soluzione dei due Stati", ha aggiunto Kallas spiegando che Bruxelles ha iniziato il lavoro per "l'impego della missione a Rafah", per cui serve l'invito di entrambe le parti (Israele e Anp) e l'ok dell'Egitto.
Alle 14.30 riunione governo Israele per votare accordo
Il governo israeliano si riunirà alle 15.30 ora locale (le 14.30 in Italia) presso l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu per discutere e votare l'accordo di cessate il fuoco a Gaza e liberazione degli ostaggi. La riunione avverrà un'ora prima dell'inizio dello shabbat.
Libano: Guterres, trovati oltre 100 depositi armi Hezbollah
I caschi blu dell'Unifil hanno scoperto nel sud del Libano oltre 100 nascondigli di armi di Hezbollah dall'inizio della tregua. Lo ha affermato il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.
Commissaria Ue in Siria, nuovi aiuti per 235 milioni euro
La Commissaria Ue alla gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha annunciato lo stanziamento di un pacchetto di aiuti da 235 milioni di euro per la Siria prima di partire per una visita nel Paese. "Dobbiamo garantire una transizione pacifica e inclusiva, questa è la mia richiesta principale" ha spiegato in un'intervista ad alcuni media internazionali, tra cui ANSA. "Ci auguriamo di vedere un cambiamento che permetta ai siriani di essere riconosciuti nella loro grande diversità, non vogliamo un Assad 2.0", ha avvertito la commissaria. Lahbib incontrerà a Damasco le autorità de facto nel Paese dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad.
Mo: Gaza, '113 morti da annuncio tregua'
Sarebbero almeno 113 i morti, compresi 28 minori e 31 donne, e 264 i feriti nella Striscia di Gaza da quando è stato annunciato un accordo per una tregua tra Israele e Hamas. E' la denuncia che arriva dall'enclave palestinese, secondo quanto riferisce la tv satellitare al-Jazeera. Stando alle informazioni fornite dai soccorritori, 87 persone sono state uccise a Gaza City, altre 14 a Khan Yunis, dieci nella zona centrale di Gaza e due a Rafah.
Macron, due francesi nella lista dei 33 ostaggi da liberare
"I nostri concittadini Ofer Kalderon e Ohad Yahalomi figurano nella lista dei 33 ostaggi che devono essere liberati nella prima fase dell'accordo di Gaza": lo annuncia, con un post su X, il presidente francese Emmanuel Macron. "Restiamo mobilitati - aggiunge Macron - senza cedimenti affinché le loro famiglie possano riabbracciarli".
Donne e 210 minori palestinesi i primi a essere scarcerati
L'accordo tra Israele e Hamas firmato nella notte a Doha prevede che in totale, per i primi cinque ostaggi civili e i due bambini Bibas, vengano scarcerati 210 detenuti minori e donne palestinesi. Per le cinque soldatesse saranno liberati 150 ergastolani palestinesi e altri 100 detenuti. Per nove rapiti malati e feriti verranno rilasciati 110 ergastolani. Per 10 rapiti adulti verranno rilasciati 30 ergastolani e altri 270 detenuti. Per Mengistu e Sayed, in ostaggio da dieci anni a Gaza, verranno rilasciati 60 prigionieri e altri 47 liberati nell'accordo di Shalit del 2011 che sono stati nuovamente incarcerati. Inoltre, verranno rilasciati 1.000 palestinesi arrestati dall'8 ottobre 2023 ma che non hanno partecipato al massacro.
Media, Hamas dirà nome ostaggi liberi giorno per giorno
Hamas dovrebbe indicare i nomi degli ostaggi che verranno liberati giorno per giorno. Lo ha riferito Haaretz, precisando che dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno fatto sapere che i nomi saranno resi pubblici solo dopo che i rapiti saranno stati consegnati alle forze armate e le loro famiglie saranno state informate.
Ben-Gvir, lascerò con cuore pesante ma accordo disastroso
Il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha ribadito che lascerà il governo se il gabinetto di sicurezza - riunito ora - approverà l'accordo per il cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi. Il leader di estrema di Otzma Yehudit ha assicurato che l'uscita dall'esecutivo sarà con il "cuore pesante" ma non è possibile altrimenti, dal momento che l'intesa e' "disastrosa". Tuttavia, ha aggiunto, "non rovesceremo questo governo e lo sosterremo dall'esterno, ma non saremo partner di un accordo disfattista".
Pubblicata lista 33 ostaggi da liberare,primi Bibas e soldatesse
E' stata resa nota la lista dei 33 ostaggi che saranno rilasciati da Hamas durante la prima fase dell'accordo. L'elenco non è in ordine di rilascio e non indica le condizioni degli ostaggi. Israele ritiene che la maggior parte dei 33 siano vivi. Tra i primi ad essere rilasciati ci sono le donne rapite dai kibbutz e al festival di Nova: Romi Gonen, Emili Demari, Arbel Yehud, Doron Steinbrecher, nonché Shiri Bibas e i suoi figli Ariel e Kfir. Successivamente, secondo il piano, saranno liberate le cinque soldatesse Liri Elbag, Karina Ariev, Agam Berger, Daniela Galbo e Naama Levi. La lista include anche 10 uomini di età compresa tra i 50 e gli 85 anni: Ohad Ben Ami, Gidi Moses, Keith Sigal, Ofer Calderon, Eliyahu Sharabi, Itzik Elgart, Shlomo Mancer, Ohad Yahalomi, Oded Lipschitz e Tzachi Idan. Inoltre, dovrebbero essere rilasciati nella prima fase dell'accordo altri nove ostaggi, tra cui feriti e malati - Yarden Bibas (il padre dei due bambini), Shagai Dekel Chen, Yair Horn, Omer Venkert, Aleksandr Tropnov, Eliya Cohen, Or Levy, Tal Shoham e Omer Shem Tov - così come Avra Mengistu e Hisham Shaaban al-Said, che sono prigionieri a Gaza già da dieci anni.
Media, 'prime tre donne saranno liberate domenica alle 16'
Secondo fonti qualificate, l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, firmato nella notte a Doha, inizierà come previsto domenica e non subirà ritardi dovuti alla concomitanza con le riunioni del governo israeliano. Lo riferiscono i media israeliani aggiungendo che il primo rilascio, di tre donne civili, avverrà domenica alle 16, ora locale. La tregua dovrebbe entrare in vigore domenica alle 12.15. Secondo indiscrezioni l'ufficio del primo ministro ha informato i parenti degli ostaggi che l'elenco dei detenuti palestinesi destinati al rilascio sarà reso pubblico dopo la riunione del governo di questa mattina.
Tajani, 'arresto Netanyahu è irrealizzabile, serve il dialogo'
"Rispetto la Corte penale internazionale, ma in questo momento la richiesta di arresto di Netanyahu è irrealizzabile. Chi lo arresta? E' una sorta di farsa". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Skytg24. "Adesso serve costruire la pace e Netanyahu è l'interlocutore. Arriviamo alla pace poi valuteremo cosa è successo. Dobbiamo lavorare per sostenere il dialogo, non per attaccare Netanyahu", ha ribadito.
Israele, gabinetto riunito per l'approvazione dell'accordo
E' cominciata dopo le 11 ora locale (le 10 in Italia), dopo un ritardo durato circa un'ora, la riunione del gabinetto israeliano per l'approvazione dell'accordo sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. Lo riferiscono i media israeliani.
Media, tregua al via domenica, primi ostaggi liberi alle 16
L'accordo di cessate il fuoco entrerà in vigore domenica come previsto e non subirà ritardi a causa delle riunioni del governo israeliano. Lo ha riferito la stampa dello Stato ebraico, precisando che i primi ostaggi dovrebbero essere liberati alle 16.
Katz annulla detenzione per i coloni come parte dell'accordo
Il ministro della Difesa Israel Katz ha annullato tutti gli ordini di detenzione amministrativa nei confronti dei coloni israeliani per via del "previsto rilascio di terroristi in Cisgiordania" come parte dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza. Lo riferisce una dichiarazione del ministero della Difesa. Secondo Katz, la decisione intende "inviare un chiaro messaggio di sostegno e incoraggiamento al progetto di insediamento, che è in prima linea nella lotta contro il terrorismo palestinese e le crescenti sfide alla sicurezza". "È meglio che le famiglie dei coloni ebrei siano felici piuttosto che quelle dei terroristi rilasciati", ha aggiunto Katz.
Tajani, 'da Usa chiesti 200 carabinieri per formare polizia Anp'
Gli Stati Uniti ci hanno chiesto "200 carabinieri per formare la polizia dell'Autorità nazionale palestinese. I carabinieri stanno già formando da anni la polizia dell'Anp, ma ci hanno chiesto un numero maggiore". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Skytg24. "Siamo disposti a inviare i nostri militari" per un'eventuale "missione internazionale che contribuisca alla stabilità della Palestina che dovrà essere inevitabilmente a guida araba", ha ribadito il ministro. "Siamo in grado di dare un contributo importante alla costruzione del futuro della Palestina perché siamo ben visti sia dai palestinesi che dagli israeliani", ha concluso.
Crosetto, 50 tonnellate di aiuti umanitari partiti per Gaza
Prosegue l'impegno umanitario della Difesa a favore della popolazione nella Striscia di Gaza.E' partita, infatti, dal porto di Monfalcone (GO) una nave diretta a Cipro con a bordo oltre 50 tonnellate di beni di prima necessità raccolti dalla "Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia".Dopo l'arrivo al porto di Limassol, a Cipro, il materiale verrà successivamente trasferito a Gaza. Il ninistro della Difesa, Guido Crosetto, che ha autorizzato l'iniziativa, ha dichiarato: "L'Italia anche in questa occasione dimostra di essere al fianco di chi soffre e continuerà a fare tutto il possibile per dare speranza a chi, come a Gaza, vive momenti difficilissimi".
Tajani: disposti invio soldati sotto guida araba
"L'Italia è disposta a inviare i suoi soldati in Medio Oriente sotto guida araba": lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Sky Tg24. Ha inoltre assicurato l'impegno dell'Italia nella ricostruzione a Gaza e in Siria.
Tajani: 'nessun ruolo di Musk nel rilascio di Sala'
Elon Musk "non ha avuto nulla a che fare con la vicenda Sala". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Skytg24, sottolineando che anche se il patron di X ha avuto "contatti con la famiglia, non ha svolto alcun ruolo". "Il caso è stato risolto dal governo italiano", ha dichiarato Tajani, ribadendo anche che il segretario di Stato Usa Antony Blinken "non mi ha mai manifestato una posizione contraria o protestato per quello che stava facendo l'Italia" per la liberazione della giornalista italiana arrestata in Iran.
Media, Smotrich vota no ad accordo ma resta al governo
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha raggiunto un'intesa con il primo ministro Benjamin Netanyahu in merito all'accordo di cessate il fuoco con gli ostaggi firmato ieri sera a Doha con Hamas. Secondo quanto riportato dal canale israeliano Channel 12 News e dal sito di notizie Walla, i due hanno raggiunto un accordo sulla richiesta del ministro di estrema destra di far si' che le IDF tornino a combattere Hamas a Gaza dopo un cessate il fuoco temporaneo e sulla questione del controllo degli aiuti umanitari trasferiti all'enclave palestinese. Secondo quanto riportato, Smotrich e il suo partito Sionismo religioso, voteranno contro l'accordo, ma rimarranno al governo.
Tajani: 'arrestare Netanyahu? Ipotesi irrealizzabile'
"Crimini di guerra non lo abbiamo mai detto. Noi abbiamo sempre detto che in alcuni casi si era superato il limite della reazione proporzionata. Quindi abbiamo protestato fermamente anche con Israele. La Francia ha una posizione analoga. Non è questo il modo migliore per arrivare alla pace. Quello che ci interessa è la pace. Poi arrestare Netanyahu diventa soltanto un'ipotesi irrealizzabile". Lo ha detto a SkyTG24 il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Erdogan: "mondo costringa Israele a rispetto accordo"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato un appello alla comunita' internazionale affinché venga fatta pressione per costringere il governo di Israele a rispettare il cessate il fuoco su Gaza.A riportare la notizia l'Agenzia turca Anadolu. "Al governo israeliano non deve essere data nessuna possibilità di compiere violazioni. Il mondo adempia alle proprie responsabilità, sia morali che legali. L'umanità intera si allei per garantire la fine delle ostilità e curare le ferite di Gaza", ha dichiarato Erdogan.Appena ieri il leader turco aveva dichiarato che "nonostante la perdita di 50 mila martiri, la maggior parte donne e bambini, Gaza non si e' mai arresa". Erdogan aveva anche rilanciato la soluzione dei due Stati, definendo la creazione di uno Stato palestinese entro i confini del 1967 "unica via per la pace".
Difesa italiana: partita per Gaza nave con oltre 50 tonnellate aiuti umanitari
Prosegue l’impegno umanitario della Difesa a favore della popolazione nella Striscia di Gaza. E’ partita, infatti, dal porto di Monfalcone (Gorizia) una nave diretta a Cipro con a bordo oltre 50 tonnellate di beni di prima necessità raccolti dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia. Dopo l’arrivo al porto di Limassol, a Cipro, il materiale verrà successivamente trasferito a Gaza. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha autorizzato l’iniziativa, ha dichiarato: “L’Italia anche in questa occasione dimostra di essere al fianco di chi soffre e continuerà a fare tutto il possibile per dare speranza a chi, come a Gaza, vive momenti difficilissimi. La Difesa, con le proprie Forze Armate, ancora una volta ha dato prova di straordinaria competenza e grande umanità. Ringrazio di cuore tutti coloro che, con dedizione e prontezza, hanno reso possibile questo intervento. È grazie a loro che l’Italia continua a essere un punto di riferimento, un Paese che crede nel dialogo, nella pace e nell’aiuto a chi è più fragile”.
Media, 'Netanyahu riprenderà guerra dopo prima fase accordo'
Le richieste del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich al primo ministro Benjamin Netanyahu, che Israele continui la guerra contro Hamas a Gaza una volta conclusa la prima fase dell'accordo e abbia il controllo sulla distribuzione degli aiuti umanitari, sono state accettate. Lo riportano i media ebraici, aggiungendo che Smotrich e il suo partito, il Sionismo religioso, voteranno contro l'accordo, ma rimarranno al governo. Ieri sera, Itamar Ben Gvir, membro della coalizione di estrema destra di Smotrich, ha dichiarato che il suo partito Otzma Yehudit abbandonerà il governo se l'accordo verrà approvato.
Blinken: "Erdogan ha convinto Hamas a trattare"
Gli Stati Uniti hanno chiesto al presidente turco Recep Tayyip Erdogan di convincere l'organizzazione terroristica palestinese Hamas a tornare al tavolo dei negoziati con Israele. A rivelarlo il Segretario di Stato americano Anthony Blinken al Washington Post. Blinken ha rivelato i dettagli del negoziato che ha, alla fine di una lunga trattativa, portato al cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Il Segretario di Stato americano ha fatto riferimento alla visita effettuata in Turchia lo scorso dicembre, quando ha incontrato sia Erdogan che il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, chiedendo loro di far leva sull'influenza che la Turchia ha su Hamas per convincere l'organizzazione palestinese a riprendere il negoziato.
G7, appoggiamo e sosterremo l'accordo tra Israele e Hamas
"Appoggiamo pienamente e sosterremo l'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas": lo affermano in un comunicato i leader del G7. "Si tratta di uno sviluppo significativo che ha il potenziale per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi rimanenti, facilitare ulteriormente gli aiuti umanitari urgentemente necessari e aprire la strada ai civili per tornare alle loro case e alle loro vite e ricostruirle", prosegue la nota. "Rimaniamo inequivocabili nella nostra condanna di Hamas", sottolineano inoltre i leader dei Paesi del G7.
Trump: senza di me niente accordo. Biden non ha fatto niente
"Se non fossimo stati coinvolti in questo accordo, l'accordo non si sarebbe mai concretizzato". Lo ha detto il presidente eletto Usa, Donald Trump intervistato al Dan Bongino Show. "Abbiamo cambiato il corso delle cose, e lo abbiamo fatto in fretta, e francamente, e' meglio farlo prima che io presti giuramento", ha aggiunto Trump che ha criticato duramente il presidente uscente Joe Biden per essersi preso il merito dell'accordo di cessate il fuoco: "Non ha fatto niente! Se non l'avessi fatto io, se non ci fossimo intromessi, gli ostaggi non sarebbero mai stati liberati".
Media, tra un'ora gabinetto sicurezza Israele per ok accordo
Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà tra un'ora per ratificare l'accordo sulla tregua a Gaza firmato nella notte. Lo riporta Al Arabya.
Mo: Katz annulla tutti gli ordini di detenzione amministrativa per i coloni israeliani
Il ministro della Difesa israeliano Israel Kazt ha annullato tutti gli ordini di detenzione amministrativa nei confronti dei coloni israeliani "alla luce del previsto rilascio di terroristi in Cisgiordania" come parte dell'accordo di cessate il fuoco di Gaza. Lo ha comunicato il ministero della Difesa israeliano.
Crosetto: 'soldati a Gaza per la pace se lo chiedono tutti'
"Lo diciamo da tempo: a Gaza l'Italia sarà in prima fila. Ci è stato chiesto da Blinken di formare le forze di polizia che possono costituire il futuro Stato palestinese". Così, al Corriere della Sera, il ministro della Difesa Guido Crosetto. I carabinieri nella Striscia? "Io mi auguro di poterlo fare, perché vorrebbe dire che quella martoriata terra ha intrapreso la via della ricostruzione - spiega -. Ma lo faremo solo se tutti ce lo chiederanno. Noi non andremo lì perché ce lo chiedono gli americani: andremo lì se ce lo chiedono gli israeliani, i palestinesi, tutti. Non andiamo lì per una parte: andiamo lì per la pace. Con Meloni e Tajani, abbiamo sempre detto che ovunque scoppi la pace e serva un contingente italiano, il contingente ci sarà". Capitolo Ucraina: "Io mi auguro che questo sia l'ultimo anno. Mi hanno guardato con stupore quando l'ho detto sul Libano. O tre settimane fa, su Gaza. Ma non è soltanto perché è cambiata la presidenza americana: la speranza è che sia l'anno giusto. Potrebbero esserci le condizioni per una tregua. Sono due anni che insisto per aiutare in tutti i modi possibili e, parallelamente, giungere a un tavolo di pace ripristinando il diritto internazionale". Tra Gaza e Ucraina c'è una differenza negoziale enorme "perché chi ha invaso l'Ucraina probabilmente è lo Stato con cui è più difficile trattare. L'Occidente molto spesso dice: eh, ma basta, questa guerra è troppo lunga. Ma questa è lunga perché la vuole Putin, che ha deciso di cancellare questa nazione. Noi stiamo facendo quel che dovrebbe fare tutta la comunità mondiale: sostenere questa lotta per difendersi". Zelensky è tornato a chiedervi un contingente: "Non decido io. Ma l'unico contingente che potrebbe venire qui, se s'arrivasse alla pace, sarebbe un contingente multinazionale. Europeo? No, multinazionale".
Iran, 'vittoria della resistenza ha portato alla tregua a Gaza'
"La resistenza palestinese" ha costretto Israele ad arrendersi e ad accettare l'accordo sul cessate il fuoco a Gaza e lo scambio di prigionieri: lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante una telefonata con il vice capo dell'ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya. Araghchi si è congratulato con il gruppo palestinese parlando di una "vittoria della resistenza e del popolo palestinese" contro Israele nella guerra a Gaza. L'agenzia di stampa Irna riporta inoltre che Araghchi "ha elogiato la leggendaria fermezza del popolo palestinese di fronte al genocidio israeliano e ai crimini senza precedenti del regime negli ultimi 15 mesi".
Libano: Macron arrivato a Beirut, possibile incontro con Guterres
Il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato a Beirut per sostenere i nuovi leader libanesi e i loro sforzi per formare un governo in grado di aprire un nuovo capitolo nella storia del Paese. La sua visita di 12 ore, la prima dal 2020, coincide con quella del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, arrivato nella capitale libanese ieri sera, ed è possibile che i due abbiano un incontro, secondo una fonte diplomatica francese. Il viaggio del presidente francese mira ad "aiutare" il suo omologo Joseph Aoun, eletto una settimana fa dopo due anni di mandato, e il primo ministro designato Nawaf Salam "a consolidare la sovranità del Libano, ad assicurarne la prosperità e a mantenere la sua unità”, ha dichiarato l’Eliseo. “Ora c’è un presidente legittimo e forte che gode della fiducia dell’intera regione”, ha affermato Macron in un’intervista al quotidiano libanese indipendente L’Orient-Le Jour.-
'Israele e Hamas firmano ufficialmente l'accordo a Doha'
I negoziatori di Israele, Hamas, Stati Uniti e Qatar hanno firmato ufficialmente a Doha l'accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani. Lo riferisce il media Ynet. Anche il sito di notizie americano Axios parla dell'avvenuta firma dell'intesa. Da parte Usa la sigla all'accordo è stata messa da Brett McGurk, principale consigliere del presidente Joe Biden per il Medio Oriente. Al raggiungimento dell'intesa - specifica Axios - ha lavorato anche l'inviato del leader americano eletto Donald Trump, Steve Witkoff.
G7, 'accordo Gaza sviluppo significativo, ora piena attuazione'
I leader del G7 hanno definito l'accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza "uno sviluppo significativo" e hanno esortato Israele e Hamas a lavorare per la sua "piena attuazione". "Si tratta di uno sviluppo significativo", ha affermato il G7 in una dichiarazione esortando "tutte le parti a impegnarsi in modo costruttivo" nelle prossime fasi dei colloqui "per contribuire a garantire la sua piena attuazione e la fine permanente delle ostilità". Il G7 ha inoltre ribadito il proprio sostegno alla sicurezza di Israele e ha esortato "l'Iran e i suoi alleati a cessare ogni ulteriore attacco contro" lo Stato ebraico. Il gruppo dei paesi più sviluppati ha anche chiesto di risolvere "la catastrofica situazione umanitaria a Gaza, dove le condizioni continuano a deteriorarsi. Esortiamo tutte le parti - si legge nel comunicato - a garantire il passaggio sicuro, rapido e senza ostacoli degli aiuti umanitari e ad assicurare la protezione dei civili, compresi gli operatori umanitari".
Macron arrivato in Libano, vedrà nuovi presidente e premier
Il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato stamattina a Beirut per una visita di 12 ore volta a incontrare il nuovo presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro designato Nawaf Salam. L'aereo di Macron è atterrato allo scalo della capitale libanese intorno alle 6:45 ora locale (le 5:45 in Italia). La visita vedrà il presidente francese offrire supporto ai leader libanesi mentre cercano di aprire un nuovo capitolo nella turbolenta storia del loro Paese. Dopo oltre due anni di vuoto politico al vertice, Aoun è stato eletto presidente il 9 gennaio e ha scelto Salam come premier. Ora devono affrontare l'arduo compito di guidare il Libano dopo una devastante guerra tra Israele e Hezbollah e anni di crisi economica. Macron dovrebbe incontrare a Beirut anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, con l'avvicinarsi della scadenza del 26 gennaio per implementare completamente un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. La visita del presidente francese mira ad "aiutare" Aoun e Salam "a consolidare la sovranità del Libano, garantire la sua prosperità e mantenere la sua unità", ha affermato Parigi.
Biden: Netanyahu soddisfi legittime preoccupazioni palestinesi
Il presidente americano uscente Joe Biden ha detto che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "deve trovare un modo per soddisfare le legittime preoccupazioni" dei palestinesi, per la sostenibilità a lungo termine di Israele. Che lo Stato ebraico "sarà in grado di sostenersi a lungo termine senza soddisfare la questione palestinese non accadrà", ha detto ieri sera Biden in un'intervista a Msnbc. "Continuavo a ricordare al mio amico Bibi Netanyahu, ed è un amico anche se ultimamente non andiamo molto d'accordo, che deve trovare un modo per soddisfare le legittime preoccupazioni di un vasto gruppo di persone chiamate palestinesi, che non hanno un posto dove vivere in modo indipendente", ha spiegato il presidente Usa.
Netanyahu: 'accordo raggiunto, oggi vertice del gabinetto'
L'Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato che è stato raggiunto un "accordo per liberare gli ostaggi" e che ha ordinato al gabinetto politico di sicurezza israeliano di riunirsi nella giornata odierna. "Netanyahu è stato informato dal team negoziale che sono stati raggiunti accordi sull'intesa per liberare gli ostaggi", ha affermato l'ufficio del premier israeliano in un comunicato aggiungendo che il governo si riunirà "per approvare l'accordo" dopo la riunione di oggi del gabinetto politico di sicurezza.