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Tajani a Sky TG24: "Musk non ha avuto nulla a che fare con la liberazione di Sala”

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Tajani: Musk non ha avuto alcun ruolo nella liberazione di Cecilia Sala
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Tajani: Musk non ha avuto alcun ruolo nella liberazione di Cecilia Sala
00:00:55 min

Il ministro degli Esteri è stato ospite a Start. Riguardo alla liberazione della giornalista italiana, ha detto che anche se il patron di X ha avuto "contatti con la famiglia, non ha svolto alcun ruolo". Parlando della situazione in Medio Oriente, ha spiegato che "l'Italia è disposta a inviare i suoi soldati sotto guida araba". Sull’Ucraina: “Voglio credere che sia l'anno della fine delle ostilità”. Su Zaia: “Non credo che il problema sia lui, ma la regola generale”

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Elon Musk “non ha avuto nulla a che fare con la vicenda Sala”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Sky TG24. Il vicepremier e ministro degli Esteri è stato ospite a Start e ha parlato anche di altri temi, dal Medio Oriente all’Ucraina a questioni interne come il caso Zaia.

Tajani sulla liberazione di Cecilia Sala

Riguardo alla liberazione di Cecilia Sala, Tajani ha precisato che Elon Musk “non ha avuto nulla a che fare con la vicenda”, smentendo così un articolo del New York Times secondo cui il patron di X ha aiutato ad assicurare il rilascio della giornalista italiana contattando l'ambasciatore iraniano presso l'Onu Amir Saeed Iravani. Anche se Musk ha avuto "contatti con la famiglia, non ha svolto alcun ruolo", ha sottolineato il ministro. "Il caso è stato risolto dal governo italiano", ha aggiunto, ribadendo anche che il segretario di Stato Usa Antony Blinken "non mi ha mai manifestato una posizione contraria o protestato per quello che stava facendo l'Italia" per la liberazione della giornalista arrestata in Iran.

musk cecilia sala

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“Da Usa chiesti 200 carabinieri per formare polizia Anp”

Parlando poi della situazione in Medio Oriente (GLI AGGIORNAMENTI LIVE), Tajani ha detto che "l'Italia è disposta a inviare i suoi soldati in Medio Oriente sotto guida araba". Ha anche assicurato l'impegno dell'Italia nella ricostruzione a Gaza e in Siria. Ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno chiesto al nostro Paese "200 carabinieri per formare la polizia dell'Autorità nazionale palestinese. I carabinieri stanno già formando da anni la polizia dell'Anp, ma ci hanno chiesto un numero maggiore". "Siamo disposti a inviare i nostri militari" per un'eventuale "missione internazionale che contribuisca alla stabilità della Palestina che dovrà essere inevitabilmente a guida araba", ha ribadito il ministro. "Siamo in grado di dare un contributo importante alla costruzione del futuro della Palestina perché siamo ben visti sia dai palestinesi che dagli israeliani", ha concluso.

“Arrestare Netanyahu è soltanto un'ipotesi irrealizzabile”

Riguardo a Israele, ha aggiunto che “arrestare Netanyahu è un'ipotesi irrealizzabile”. “Crimini di guerra non lo abbiamo mai detto – ha spiegato –. Noi abbiamo sempre detto che in alcuni casi si era superato il limite della reazione proporzionata. Quindi abbiamo protestato fermamente anche con Israele. La Francia ha una posizione analoga. Non è questo il modo migliore per arrivare alla pace. Quello che ci interessa è la pace. Poi arrestare Netanyahu diventa soltanto un'ipotesi irrealizzabile". E ancora: "Rispetto la Corte penale internazionale, ma in questo momento la richiesta di arresto di Netanyahu è irrealizzabile. Chi lo arresta? È una sorta di farsa. Adesso serve costruire la pace e Netanyahu è l'interlocutore. Arriviamo alla pace poi valuteremo cosa è successo. Dobbiamo lavorare per sostenere il dialogo, non per attaccare Netanyahu". Sull'accordo tra Israele e Hamas, poi, ha aggiunto: "Sosteniamo con forza l'accordo che ha portato il cessate il fuoco a Gaza. Io sarò lunedì a Tel Aviv, a Gerusalemme e a Ramallah per parlare con le autorità israeliane e palestinesi, per incoraggiare un percorso: si inizia con il cessate il fuoco che non è l'obiettivo finale, dobbiamo arrivare alla pace".

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Sull’Ucraina: “Voglio credere che sia l'anno della fine delle ostilità”

Il vicepremier ha parlato anche della guerra russa in Ucraina (GLI AGGIORNAMENTI LIVE). "Io voglio credere che quest'anno sia l'anno della fine delle ostilità. Come mi auguro possa esserlo per il Medio Oriente mi auguro che possa esserlo anche in Ucraina". "Certamente – ha aggiunto Tajani – deve essere una cessazione delle ostilità che non sia una sconfitta per l'Ucraina, deve essere una cessazione delle ostilità che porti a una pace giusta, cioè l'indipendenza e una garanzia per l'Ucraina di non avere altri attacchi da parte della Russia". "Io penso anche a una conferenza internazionale di pace alla quale partecipino Russia, Ucraina ma anche Cina, India e Brasile, Paesi che siano in grado anche di condizionare la Russia", ha detto ancora.

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“Non credo che il problema sia Zaia, ma la regola generale”

Tajani ha toccato anche temi di politica interna, come il caso Zaia e il terzo mandato. "Non credo che il problema sia Zaia, ma la regola generale: non si fanno le leggi per una persona o per l'altra. È una questione di principio, non legata al Veneto o alla Campania", ha detto rispondendo a una domanda sul governatore del Veneto. "Mettiamo sul tavolo i migliori candidati" della coalizione "e poi si decide insieme. Siamo pronti a valutare i candidati dei nostri alleati, ma abbiamo il diritto di proporre i nostri", ha aggiunto.

Luca Zaia e Vincenzo De Luca

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