
"Blue Monday", viaggio in 10 tappe alla scoperta dei luoghi più blu del mondo
Malgrado sia appurato che il "Giorno più triste dell'anno" sia una trovata pubblicitaria per prolungare il periodo delle feste (magari prenotando un viaggio), questa settimana vogliamo usare la ricorrenza (che per convenzione cade il terzo lunedì di gennaio) per giocare con l’assonanza tra "blue" ("deprimente" in inglese) e il colore blu e andare alla scoperta dei luoghi “in tinta” più suggestivi del mondo. Ad aiutarci nella selezione la compagnia aerea Vueling
a cura di Costanza Ruggeri

Il nostro viaggio alla scoperta delle "città blu" del mondo comincia in Puglia, a una ventina di chilometri dal suo capoluogo. Adagiato nelle Murge baresi troviamo l'abitato di CASAMASSIMA, conosciuto come il Paese azzurro per le case colorate che caratterizzano il suo centro storico. Secondo un recente studio le ragioni di questo colore sono da ricercarsi nella tradizione ebraica
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Inizialmente si pensava che l'origine di questa cromia risalisse al XVII secolo. Secondo la tradizione gli abitanti di Casamassima furono miracolati dalla Madonna in tempo di peste e le case vennero verniciate di blu in suo onore. Le ricerche dell'architetto Pagliara hanno invece indicato nell'ospitalità a ebrei in fuga la causa del colore
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Per la seconda tappa del nostro viaggio nei Cinque Continenti alla scoperta delle città blu ci spostiamo in provincia di Malaga, in Spagna, per visitare JUZCAR, paese andaluso scelto nel 2011 come location del film I Puffi 3D (“Pitufos” in spagnolo). Per l’occasione il centro abitato è stato completamente ridipinto di blu
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Quello che doveva essere un colore provvisorio, pensato per la realizzazione della pellicola cinematografica, è diventato per decisione dei suoi 200 abitanti il marchio di fabbrica del paese. Passeggiando per le strade di Juzcar si possono trovare murales a tema, casette a forma di fungo e le statue di Grande Puffo, Puffetta e Gargamella
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Lasciamo la Spagna per trasferirci a Santorini, l’isola più meridionale delle Cicladi (in Grecia) e visitare la località di OIA con le chiese dalle cupole blu, i vicoli tortuosi, le scalinate e le case bianche che sembrano sospese nel tempo. Situato in alto, sul bordo della Caldera Oia, il più pittoresco dei villaggi dell'isola consente di godere di panorami e tramonti mozzafiato
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Completamente ricostruita negli ultimi cinquant'anni (l’antico villaggio di Oia fu distrutto da un terribile terremoto nel 1956), la località che si trova a 121 metri sopra il livello del mare è oggi un labirinto di vicoli pieni di piccoli negozi, ristoranti tipici, caffè alla moda e antichi mulini trasformati in case vacanze e bed&breakfast
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Tappa numero quattro a PORTO, in Portogallo. Il quartiere di origine medievale della Ribeira, con le sue colorate case che si specchiano sul fiume Douro, è un inno al blu degli azulejos, le piastrelle in ceramica che ornano chiese e palazzi in giro per la città. Tappe imperdibili sono la Capela das Almas, la chiesa Igreja de Santo Ildefonso e la stazione centrale dei treni, São Bento
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Porto è un museo a cielo aperto dove poter ammirare gli azulejos, termine che deriva dall'arabo az-zulai (“piccola pietra lucidata”). Cobalto, verde, marrone, oro, rosso, bianco – e sono soprattutto il blu e il bianco a dominare – si alternano sulla superficie luminosa della ceramica, dando vita a motivi geometrici sempre diversi o a grandiose scene di battaglia
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Lasciamo l'Europa per spostarci in Nord Africa e visitare CHEFCHAOUEN, la perla blu del Marocco. Situata nel nord-ovest del Paese, sulle montagne del Rif, fu fondata nel 1471 da Moulay Ali Ben Rachid, che decise di costruire una città fortificata per difendere e proteggere la regione dagli spagnoli e dai portoghesi che avevano conquistato Ceuta nel 1415
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Per quanto sia diventata una destinazione molto turistica, Chefchaouen mantiene un fascino unico e un’atmosfera tranquilla, quasi fuori dal tempo. Si dice che a dipingere la città di blu furono gli ebrei che si erano rifugiati qui per fuggire le persecuzioni in Europa, per i quali il colore azzurro doveva simboleggiare il Paradiso

Restiamo in Africa per la tappa numero sei del nostro viaggio alla scoperta delle città blu nel mondo. A una ventina di chilometri da Tunisi troviamo SIDI BOU SAID, la cittadina bianca e blu della Tunisia. Il tema bianco-blu in città fu scelto, negli anni Venti del Novecento, in onore dello stile pittorico del francese Rodolphe d'Erlanger che qui visse e morì
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Protetta dall’Unesco e considerata la "Portofino africana", Sidi Bou Said è conosciuta come “il paradiso in bianco e blu” e, verso la fine del secolo XIX, assurse a meta prediletta di tantissimi artisti e intellettuali: da Paul Klee a Henri Matisse fino a Oscar Wilde, Jean Paul Sartre e, ancora, Simone de Beauvoir
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Seconda città del Rajasthan, JODHPUR, in India, è un’importante meta turistica per l’abbondanza di templi e palazzi oltre che per il maestoso forte di Mehrangarh che domina la città da un massiccio di 130 metri. Soprannominata Blue city per il gran numero di abitazioni dipinte con tinta blu, è conosciuta anche come Sun city per la costante presenza del sole
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Fondata nel 1459 da Rao Jodha Rathore, della casta dei guerrieri Rajput, Jodhpur si trova a metà strada tra Udaipur e Jaisalmer ed è un must per tutti i viaggiatori che esplorano il Rajasthan. Pare che il blu fosse usato per distinguere le case dei Bramini, la casta più alta della società indiana. Oggi viene mantenuto questo colore perché pare tenga lontani gli insetti
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JODIPAN, sull’Isola di Giava in Indonesia, è un villaggio che fino a qualche anno fa era in stato di degrado e destinato alla demolizione. Ma un progetto di alcuni studenti dell’università di Malang lo ha trasformato in un paese arcobaleno. Sponsorizzati da un'azienda di vernici, i giovani hanno colorato letteralmente ogni angolo del villaggio, tetti compresi
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A poche centinaia di metri dal villaggio arcobaleno di Jodipan ne sorge uno completamente dipinto di blu. È KAMPUNG BIRU AREMA. Anche questo è stato colorato in seguito a un progetto universitario di riqualificazione portato a termine nel febbraio del 2018. Uno slum degradato e destinato allo spopolamento è oggi un'attrazione turistica dell'isola di Giava
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Penultima tappa del nostro viaggio alla scoperta dei luoghi blu del mondo è nella Thailandia del Nord dove, nei dintorni di Chiang Rai, visitiamo il WAT RONG SEUR TEN, conosciuto anche come Tempio Blu. Si tratta di un luogo di culto buddista dipinto prevalentemente di blu per simboleggiare il dharma, il codice morale del Buddha, associato alla saggezza e all'infinito
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Realizzato su progetto di un allievo del maestro Chalermchai Kositpipat, il creatore del Wat Rong Khun (il Tempio bianco), il Wat Rong Suea Ten è una delle principali attrazioni della provincia di Chiang Rai. Ad accogliere i fedeli c'è una scalinata costeggiata da due draghi dipinti d'oro e di blu. All'interno l'icona di Buddha siede imperiosa alla parete opposta all'ingresso
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Decima e ultima tappa del nostro viaggio è la SULTANAHMET CAMII di Istanbul, in Turchia, meglio conosciuta come MOSCHEA BLU. Edificata tra il 1609 e il 1616 per ordine di Sultan Ahmed, è uno degli edifici più visitati della città. Prende il nome dalla tinta delle 21.043 maioliche di ceramica inserite nelle pareti e nella cupola
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Pareti, colonne e archi della Moschea Blu sono ricoperti dalle maioliche di İznik (l'antica Nicea), decorate in toni che vanno dal blu al verde. Considerata l'ultima grande moschea del periodo classico dell'Impero Ottomano, è stata la prima con sei minareti. I pavimenti sono ricoperti da tappeti che vengono donati dai fedeli
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