Da Ariana Grande a Mark Ruffalo, le star unite contro l'ICE nel nome di Alex Pretti
Dopo l’uccisione dell’infermiere Alex Pretti a Minneapolis, le icone del cinema e della musica hanno rotto gli indugi contro l’ICE. Se Edward Norton parla di "Gestapo" e Glenn Close punta il dito contro un "regime disumano", giovani star come Ariana Grande e Jenna Ortega mobilitano milioni di follower per chiedere lo stop ai fondi dell'agenzia. Ecco i volti di chi ha trasformato il proprio prestigio in uno scudo
Il clima negli USA è rovente dopo i tragici fatti di Minneapolis. La morte di Renée Good e dell'infermiere Alex Pretti, colpito dagli agenti dell'ICE, ha scatenato uno sdegno senza precedenti a Hollywood. Dal Sundance ai tour mondiali, star del cinema e della musica chiedono l'abolizione dell'agenzia o il blocco dei fondi. Non sono semplici post: è una mobilitazione civile contro quello che molti definiscono un "esercito illegale" usato contro i cittadini. Ecco le celebrità che guidano la protesta.
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Ariana Grande - L’interprete di "Wicked" è stata tra le prime popstar a reagire ai tragici fatti di Minneapolis, utilizzando i suoi canali social per dare risonanza politica alla protesta. Ha ripostato le dure dichiarazioni di Zohran Mamdani, sostenendo apertamente la richiesta del sindaco di New York di abolire l’ICE. La cantante definisce l’agenzia federale un ente che "terrorizza le città e mette tutti in pericolo". La sua posizione netta segna un passo importante nel coinvolgimento delle nuove icone del pop contro la violenza delle forze federali.
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Billie Eilish - Da sempre attiva sui diritti civili, ha dedicato vari post alla memoria di Alex Pretti, l’infermiere ucciso dagli agenti dell’ICE, definendolo "un vero eroe americano". Non è la prima volta che l’artista si scaglia contro l’operato dell’agenzia federale: la sua opposizione è un tratto distintivo del suo attivismo, capace di spingere milioni di fan a riflettere sulla gestione della sicurezza e sulla necessità di tutelare la vita dei cittadini sopra ogni protocollo, mettendo il rispetto dei diritti umani al centro del dibattito pubblico
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Mark Ruffalo - L'attore, noto per il suo impegno civile, non ha usato mezzi termini sull'uccisione di Alex Pretti, definendo l'accaduto "un omicidio a sangue freddo in una strada americana". Ha sottolineato come la vittima stesse soltanto proteggendo una persona cara, ergendosi ancora una volta a voce critica contro la militarizzazione delle agenzie federali. L'interprete continua a guidare il fronte di Hollywood che chiede giustizia: per lui, quanto successo a Minneapolis è la prova di un sistema che opera fuori dal diritto e che necessita di riforme immediate
Jenna Ortega - La stella di "Mercoledì" si è detta "inorridita e devastata" dalla morte di Pretti, criticando la mancanza di provvedimenti contro gli agenti coinvolti. Ha definito "terrificante" l'assenza di biasimo da parte delle istituzioni, chiedendo una responsabilità legale immediata per le azioni dell'ICE. Sebbene si dica incoraggiata dai cittadini che scendono in piazza per protestare, l'attrice sottolinea che lo Stato non può lasciare impunita la violenza federale, esigendo giustizia per le vittime di Minneapolis e un cambiamento radicale del sistema.
Edward Norton - L'attore con un intervento durissimo, ha paragonato l’operato dell’ICE a quello della "Gestapo", accusando l'agenzia di essere un "esercito illegale" che agisce contro i propri concittadini. Durante il Sundance Film Festival, l’attore ha scosso l'opinione pubblica chiedendosi come sia possibile continuare a parlare di cinema mentre avvengono simili violenze nelle strade americane. La sua critica punta il dito contro l'organizzazione dell'agenzia federale, vista come una minaccia alla democrazia e alla sicurezza dei cittadini statunitensi
Natalie Portman - L'attrice ha espresso sdegno contro l'operato dell'ICE e della segretaria Kristi Noem, definendo "scandaloso" il trattamento riservato sia ai cittadini che alle persone prive di documenti. La star premio Oscar, presente anche fisicamente alle manifestazioni di dissenso, chiede la fine immediata di queste politiche e ribadisce la necessità di fermare quella che considera una sistematica violazione dei diritti umani. Per lei, le agenzie federali stanno agendo indisturbate nel violare i principi democratici fondamentali sotto l'attuale governo
Glenn Close - In un video su Instagram, si è dichiarata "indignata e disgustata" per quello che ha definito un "omicidio a sangue freddo". L'attrice ha puntato il dito contro la crudeltà e la palese manipolazione dei fatti da parte delle autorità, parlando di una deriva disumana e arrogante delle istituzioni. Con la sua autorevolezza, ha denunciato l'ipocrisia del sistema e la violenza dell'ICE, unendosi al coro di star che non intendono più restare in silenzio di fronte a simili tragedie, ritenute un attacco diretto al valore della vita e alla democrazia
Stephen King - Il "re del brivido" mette da parte la finzione per affrontare la cronaca con un post lapidario su X. Senza usare mezzi termini, scrive testualmente: "Alex Pretti è stato assassinato". Per l'autore, quanto accaduto a Minneapolis non può essere derubricato a semplice incidente operativo o errore procedurale. La sua voce si unisce a quella di milioni di cittadini che chiedono che l'ICE risponda legalmente delle proprie azioni, denunciando il clima di impunità che sembra proteggere l'operato delle agenzie federali anche di fronte a prove evidenti
Florence Pugh - L’attrice di "Dune" ha usato i social per dare voce alla famiglia di Alex Pretti, condividendo il loro straziante comunicato. Si è detta "arrabbiatissima" sottolineando come non si tratti di politica, ma di "umanità e cultura". Definendo l'accaduto "fottutamente sbagliato", la star ha esortato i follower a non restare indifferenti, ribadendo che la morte di civili per mano delle agenzie federali è un limite che non può essere valicato. Il suo è un appello alla mobilitazione collettiva per non dimenticare le vittime e chiedere giustizia immediata
Michael Che (SNL) - Dal palco del Saturday Night Live, ha risposto con una satira tagliente dedicando un monologo agli agenti dell'ICE. Il comico ha messo in dubbio la loro stessa morale: "A un certo punto, mentre spruzzi spray al peperoncino su delle vecchiette o spari a un infermiere, ti fermi mai a chiederti: siamo noi i cattivi?", ha dichiarato davanti a milioni di spettatori. Un attacco frontale che trasforma lo storico show in una piattaforma di denuncia contro l'uso eccessivo della forza e l'assenza di empatia delle autorità federali verso i civili
Elijah Wood - L’attore di "Il Signore degli Anelli" è sceso in strada a Park City, durante il Sundance Film Festival, per sfilare in solidarietà con le proteste di Minneapolis. Si è unito a un centinaio di manifestanti per denunciare le azioni violente dell'ICE, portando la battaglia civile nel cuore del festival. La sua partecipazione attiva testimonia come il cinema non resti indifferente: ha scelto di metterci la faccia, sfilando per chiedere giustizia dopo l'uccisione di Alex Pretti e per fermare gli abusi delle agenzie federali nelle città americane
Olivia Wilde - L'attrice e regista ha definito "incomprensibile" l'uccisione di Alex Pretti a Minneapolis, criticando duramente il governo e accusandolo di cercare scuse per legittimare l'operato violento degli agenti dell'ICE. Per la star, mentre le istituzioni tentano di giustificare l'accaduto, la società civile americana non deve farlo. La sua denuncia punta a non normalizzare la brutalità delle agenzie federali, mantenendo alta l'indignazione per la morte di un cittadino che, secondo la regista, non può trovare alcuna forma di giustificazione plausibile
Olivia Rodrigo - La popstar si è unita al coro di protesta focalizzandosi su un aspetto politico concreto: il finanziamento all'ICE. Ha lanciato un appello affinché il Senato blocchi i fondi all'agenzia federale, prendendo posizione proprio durante il voto decisivo. La sua partecipazione dimostra come la Generazione Z sia pronta a fare pressione sulle istituzioni per ottenere cambiamenti reali. Per la cantante, togliere risorse a un'ente fuori controllo è l'unico modo per fermare le violenze che hanno portato alla tragedia di Minneapolis e garantire sicurezza