Il nuovo episodio arriva in un clima già teso per la stretta sull'immigrazione imposta dall'amministrazione Trump. Le proteste esplose in città sono rapidamente degenerate in scontri con gli agenti federali
Un uomo di 37 anni, residente a Minneapolis e cittadino statunitense, è stato ucciso da colpi d'arma da fuoco sparati da un agente federale dell'Ice, l'agenzia responsabile dell'immigrazione. Lo ha confermato il capo della polizia cittadina, Brian O'Hara, precisando che la vittima era un legittimo possessore di armi con porto d'armi in regola. Si tratta del terzo episodio a Minneapolis nel mese di gennaio che coinvolge agenti dell'Ice. Il 7 gennaio era stata uccisa la 37enne Renee Good, madre di tre figli, colpita da diversi proiettili senza che le forze dell'ordine le prestassero soccorso, vicenda che aveva scatenato proteste in tutto il Paese. Il 15 gennaio, invece, un agente aveva ferito a una gamba un migrante venezuelano durante quello che le autorità hanno definito un "controllo stradale mirato"; l'uomo era stato portato in ospedale con ferite non gravi. A seguito di questi episodi, le manifestazioni contro gli agenti federali sono esplose in città, degenerando in scontri e scene di guerriglia urbana.
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