Vaccino, Arcuri: "Un dovere non tenere ferme dosi neanche un minuto"

Salute e Benessere
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Così il commissario straordinario per l'emergenza Covid a Sky TG24, a margine della presentazione dei risultati della fase 1 della sperimentazione del vaccino ReiThera, GRAd-CoV2. In una lettera al Corriere della Sera, inoltre, ha spiegato come si svilupperà il piano vaccinale nel nostro Paese: "A febbraio partiremo con le persone che hanno più di 80 anni, poi saranno vaccinati gli anziani dai 60 agli 80 anni”

"Abbiamo un dovere: non tenere ferma una dose di vaccino neanche un minuto più di quello che serve. Per il resto facciamo il tifo che molte possano essere le dosi che arrivano". Queste le parole di Domenico Arcuri, commissario straordinario per l'emergenza Covid, a Sky TG24 a margine della presentazione odierna dei risultati della fase 1 della sperimentazione del vaccino di ReiThera, il GRAd-CoV2. "Se, come noi facciamo il tifo perchè accada, anche altre case farmaceutiche riceveranno dall'Ema e dall'Aifa l'autorizzazione all'immissione in commercio come Pfizer e Biontech, riusciremo ad avere le dosi per vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno", ha poi aggiunto. (Covid-19, il vaccino in Italia e nel mondo: DATI E GRAFICIPillole di vaccino, dal vaiolo al Covid-19: i video delle puntate)

Un piano logistico efficiente 

“Per vaccinare il numero massimo di cittadini italiani nel tempo più breve possibile servono un numero adeguato di vaccini, un piano logistico e organizzativo efficiente e strutture capaci di somministrare le due dosi rapidamente e nel corretto intervallo”. E' iniziata così, tra l'altro, una lettera indirizzata dallo stesso Arcuri, al Corriere della Sera, in cui il commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure per il contenimento e contrasto del Covid-19 ha spiegato nel dettaglio gli aspetti legati al piano vaccinale per il nostro Paese. Sottolineando anche che non c’è nessun ritardo nelle vaccinazioni in Italia e che esiste un piano già delineato per cui, dopo il personale sanitario e gli ospiti delle Rsa, le vaccinazioni riguarderanno gli ultra-80enni.

L’ordine di priorità nelle vaccinazioni

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Ricordando che “il vaccino è gratuito per tutti e non è obbligatorio per nessuno”, Arcuri ha spiegato che “sono individuate le categorie dei cittadini da vaccinare nel corso del tempo in funzione di due parametri: il livello di esposizione potenziale al contagio e la fragilità”. Per questo motivo, il piano prevede "prima il personale sanitario e sociosanitario dei presidi ospedalieri, con l'obiettivo di far diventare 'Covid-free' i nostri ospedali, nonchè il personale e gli ospiti delle Rsa, perchè non siano mai più teatro di quei terribili focolai", ha scritto il commissario. Si tratta di "un milione e 800 mila persone” a cui verranno somministrate “entrambe le dosi entro il prossimo mese". Quindi, in ordine di priorità, ecco le altre categorie di pazienti. "A febbraio partiremo con le persone che hanno più di 80 anni, oltre 4 milioni", ha aggiunto Arcuri, "poi saranno vaccinati gli anziani dai 60 agli 80 anni, le forze dell'ordine, gli insegnanti e il personale scolastico, i fornitori di servizi pubblici essenziali, gli operatori del trasporto pubblico locale, il personale carcerario e i detenuti". Terminata questa fase, sarà il turno "infine, del resto della popolazione".

I punti di somministrazione

Arcuri poi si è soffermato sulle tempistiche. "Serviranno milioni di dosi (fino a 120 per tutti gli italiani) e, quando ci saranno, sarà avviata la campagna di vaccinazione di massa, che speriamo di concludere in autunno", ha sottolineato ancora. "I punti di somministrazione diventeranno 1.500, uno ogni 40mila abitanti. Il sistema informativo entrerà a pieno regime e servirà a prenotarsi, governare la somministrazione, la sua accountability e la farmaco-vigilanza". Il commissario straordinario, quindi, ha voluto rispondere ad alcune delle domande che gli sono state rivolte di recente: perché i comportamenti delle regioni nella tempistica della somministrazione sono al momento asimmetrici? Perché in qualche caso sono stati utilizzati il 50% delle dosi ricevute, in qualche altro il 3%? “Sono passati solo 4 giorni dall’inizio della campagna, è davvero presto e sarebbe strumentale fare già consuntivi. Sono certo che lo spirito di collaborazione che abbiamo messo in campo porterà rapidamente ad azzerare queste asimmetrie. E se così non sarà di certo non mi esimerò dal denunciarlo”, ha concluso Arcuri nella sua lettera.

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