Covid, a Padova Andrea Crisanti si vaccina in diretta su Facebook

Salute e Benessere

Prima di ricevere l’iniezione, il professore ha spiegato di non essere mai stato contrario al vaccino. Ciò di cui si era lamentato in passato era l’assenza di informazioni dettagliate sul siero

Nella mattinata di oggi, sabato due gennaio, Andrea Crisanti, virologo e docente dell’Università di Padova, si è sottoposto alla vaccinazione contro il coronavirus, nel corso di una cerimonia pubblica trasmessa in diretta su Facebook nell’Azienda Ospedaliera di Padova. Prima di ricevere l’iniezione, il professore ha spiegato di non essere mai stato contrario al vaccino. Ciò di cui si era lamentato in passato era l’assenza di informazioni dettagliate sul siero. “C’è stato qualche problema di trasparenza, ma è stato risolto con la condivisione dei dati, quindi è il momento di testimoniare con la consapevolezza che è un momento di svolta. I vaccini sono sicuri e ci sono e saranno diversi tipi di vaccinazione”, ha detto il virologo.

La decisione di Crisanti

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Già nei giorni scorsi, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, Crisanti aveva dichiarato di essere intenzionato a sottoporsi al vaccino contro il coronavirus. “Mia moglie si è già prenotata: vive in Inghilterra e lo farà lì. Io mi trovo a Roma, ma nei prossimi giorni tornerò in Veneto e, appena possibile, mi vaccinerò contro il coronavirus”, aveva spiegato rispondendo a una domanda. Il virologo aveva motivato la sua scelta parlando degli studi relativi ai vaccini prodotti da Moderna e Pfizer pubblicati dalla Food and Drug Administration (Fda). “Si è subito innescato un dibattito tra gli scienziati e, alla fine, possiamo dire che si tratta di prodotti che sicuramente inducono una risposta immunitaria protettiva”.

 

Le perplessità sollevate in passato

Il 23 novembre scorso Crisanti aveva detto che "sulle basi delle conoscenze" che erano disponibili in quel momento non si sarebbe vaccinato, aggiungendo però che appena la comunità scientifica avesse validato "la bontà" dei dati, si sarebbe sottoposto alla vaccinazione. “Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie”, aveva dichiarato durante un’intervista a Focus Live.

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