Referendum giustizia, Nordio: “Vittoria dell’Anm”. Conte: “Meloni va battuta a elezioni”
PoliticaIl 'no' vince col 53,25% dei voti: circa 15 milioni di elettori, quasi 2 milioni in più dei 'sì', che si fermano al 46,75%. 'No' avanti in tutte le regioni tranne Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. Maxi-affluenza al voto, che ha sfiorato il 59%. Il Guardasigilli a Sky TG24 si assume la responsabilità di quanto accaduto, mentre il leader del M5s attacca: "Riforma era concepita per alterare equilibrio poteri". Vice ministro Sisto: "Ci sono presupposti per dialogo con l'Anm"
Il giorno dopo la vittoria del ‘No’ al referendum costituzionale sulla giustizia, nel governo si apre la riflessione sulla sconfitta: il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ospite a Sky TG24, ha detto che “questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei”. Fonti di governo spiegano che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non intende chiedere al Parlamento un voto di fiducia sul governo dopo la sconfitta al referendum. La premier non la ritiene una strada necessaria perché non ci si trova davanti a una crisi politica. Mentre dall’altro lato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, anch’egli ospite a Start, ha detto che “questa riforma era stata concepita per alterare l'equilibrio dei poteri”, e sugli scenari politici che si aprono ha sottolineato come ”la premier ha già detto che non si dimetterà e io credo che lei vada battuta in campo aperto, nel corso di libere elezioni”. In serata Conte ha rincarato la dose: dopo il "sonoro secco No di milioni di cittadini sarebbe falso e ridicolo" se ora la premier Giorgia Meloni volesse far vedere di imprimere una svolta, "ha avuto 4 leggi di bilancio per modernizzare il Paese, non puoi svegliarti adesso perché ormai la legislatura è finita". Ma Meloni potrebbe volere il voto anticipato? "Sarebbe molto vigliacco adesso cercare di anticipare e salvare il salvabile, rimanga lì e si assuma la responsabilità politica di quanto ha combinato e soprattutto cerchi di fare qualcosa per le famiglie, le imprese, ma qualche misura la riescono a fare?".
Vice ministro Giustizia: "Ci sono presupposti per dialogo con l'Anm"
Secondo il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, "di seguito al risultato del referendum credo si possano disegnare responsabilmente nuovi percorsi nei rapporti tra politica e magistratura, sarà opportuno stabilire le modalità di interfaccia unitamente al Consiglio nazionale forense, contraddittore necessario di ogni scelta. Va detto che l'Anm durante la campagna referendaria ha sempre sostenuto la necessità di riforme al sistema giudiziario, pur non concordando sul metodo di riforma della Costituzione. Se questo è vero, ci sono tutti i presupposti per ipotizzare un dialogo fattivamente teso a migliorare il sistema giustizia".
Schlein: “Una maggioranza alternativa esiste già”
Intanto la leader del Partito democratico Elly Schlein, in una intervista a Repubblica e la Stampa, ha detto che “il voto dice che nel Paese c'è già una maggioranza alternativa e noi forze progressiste abbiamo a responsabilità di organizzare questa speranza. Una responsabilità che sentiamo tutti. Le oltre 14 milioni di persone che hanno votato no, 5 milioni in più di quelle che avevano scelto Pd M5s e Avs alle Europee, dimostrano che esiste una maggioranza diversa da quella in carica e noi vogliamo costruire una proposta all'altezza delle aspettative", con al centro "salute, lavoro, casa e scuola". Sul tema delle primarie Schlein ha detto dI essere "assolutamente disponibile a correre", per scegliere "chi guiderà la coalizione progressista". Tornando al referendum, la leader Dem ha aggiunto che a suo parere, "quando l'affluenza sfiora il 60% non si può non vedere il forte messaggio politico indirizzato innanzitutto al governo, che ha tentato di modificare da solo la Costituzione, imponendo al Parlamento un testo blindato senza alcuna possibilità di emendarlo. Una inaccettabile forzatura, giustamente punita alle urne". I giovani, ha aggiunto, "hanno fatto la differenza in questo referendum e l'hanno fatta nonostante gli fosse stato ingiustamente sottratto il diritto di voto fuori sede".
Bucci: “Quando i cittadini si esprimono hanno ragione”
Sul fronte del centrodestra, intanto, si aprono le riflessioni. Oltre alle parole della premier Giorgia Meloni di ieri, e quelle del ministro Nordio a Sky oggi, a intervenire è stato anche il governatore della Liguria Marco Bucci: “Non sono la persona adatta per parlare di segnali politici, sapete che sono un amministratore, ma quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione". Il presidente ha aggiunto che “soprattutto il fatto che siano andati così tanti a votare è un segnale molto positivo per la nostra società civile, dobbiamo considerare questo come un segnale estremamente positivo".
Crosetto: “Magistratura non sia al fianco o contro classe politica”
"La magistratura deve essere terza, sopra tutte le parti. Esserlo ed essere percepita come tale. L'ordine giudiziario non può e non deve essere a fianco di una parte politica o contro una parte politica né diventare attore del confronto politico perché altrimenti viene meno le sua altissima funzione di equilibrio ed i poteri delegati ai magistrati possono diventare uno strumento di altro che non ha a che fare con la giustizia”, ha scritto il ministro della Difesa Guido Crosetto su X: "Vale per la magistratura ciò che vale per le Forze Armate e le Forze di Polizia: i loro poteri sono quelli su cui si basa la forza di uno Stato e la difesa della democrazia e quindi devono essere apolitici". Per Crosetto "nelle settimane e nei mesi scorsi" è stato "totalmente sconfitto lo spirito dei padri costituenti" che "seppero confrontarsi rispettandosi, ascoltandosi".
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I numeri del referendum
Tornando all’esito del referendum, l’affluenza ha sfiorato il 59%. Il ‘No’ ha ottenuto il 53,25% dei voti, con circa 15 milioni di elettori. Il ‘Sì invece si è fermato a quasi due milioni di preferenze in meno, al 46,75%”. (I risultati in Piemonte, nel Lazio, in Lombardia)
Le altre riforme all'orizzonte
I cittadini hanno parlato "chiaro", e sarebbe da sciocchi che non sanno fare politica non tenerne conto, sarebbe stato uno dei pensieri - si racconta in ambienti della maggioranza - che la premier avrebbe espresso coi suoi. Insieme all'impellenza di restare concentrati per non dare spazio (e tempo), al centrosinistra di costruire un'alternativa di governo. Perché come ammette in tv uno dei suoi luogotenenti, Giovanni Donzelli, "con questi numeri" potrebbero anche vincere. Bisogna fare attenzione a "non restare a farsi rosolare", le suggerisce più di qualcuno dei fedelissimi. "Sarà un anno di campagna elettorale", tutto sull'ottovolante, e "le fibrillazioni" non potranno che aumentare, pronostica un big della maggioranza che di stagioni del centrodestra ne ha vissute parecchie. Anche per questo il braccio destro della premier predica "serenità" e ancora "maggiore compattezza" della coalizione, alla luce - dice il sottosegretario alla Presidenza - di una campagna elettorale che è stato il centrosinistra a "radicalizzare". Gli alleati hanno sottoscritto un programma che si sta portando avanti, riforma della giustizia compresa. E l'orizzonte rimane quello di arrivare "a fine legislatura" avendo onorato "tutti gli impegni presi con gli italiani", ragiona Fazzolari. Spiegando che si andrà avanti anche col "premierato", che è parcheggiato da più di un anno oramai in commissione Affari costituzionali a Montecitorio. E pure con la legge elettorale, che altro non è che "una tappa del premierato", e potrebbe iniziare il suo iter alla Camera già in settimana.
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Le dimissioni di Dalmastro e Bartolozzi
Il giorno dopo il voto si sono dimessi il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Entrambi nel pomeriggio hanno avuto un colloquio in via Arenula con il Guardasigilli Carlo Nordio. Entrambi erano finiti al centro della bufera politica per due vicende distinte. Delmastro per il caso della società in cui figurava con la figlia di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese. Bartolozzi per alcune frasi sulla magistratura.