Referendum Giustizia, in Piemonte vince il No grazie a Torino. Altre province per il Sì
PoliticaSoltanto nella Città metropolitana di Torino la maggior parte degli aventi diritto ha bocciato la riforma del governo Meloni: 53,5% per il No, 46,5% per il Sì. Risultati ancora più netti guardando soltanto al Comune: 59,6% per il No. In tutti gli altri sette territori provinciali ha prevalso il sì
Il referendum costituzionale sulla Giustizia del governo Meloni è stato bocciato nella maggior parte delle regioni d'Italia. Il Sì alla riforma ha ottenuto la maggioranza dei voti soltanto in Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (LA MAPPA DEL VOTO, REGIONE PER REGIONE). In tutti gli altri ha prevalso il No, che a conti fatti sfiora il 54%. Le opinioni dei votanti all’interno delle Regioni non sono però state omogenee, con i grandi centri urbani che hanno trainato la vittoria del No, in alcuni casi in disaccordo con quelli più piccoli. Così è successo ad esempio in Piemonte, dove soltanto la Città metropolitana di Torino ha votato in modo compatto per bocciare il referendum.
Torino traina la vittoria del No
Al dato regionale totale registrato in Piemonte (53,5% per il No contro 46,5% per il No, con uno scarto di poco meno di 144mila voti), il capoluogo ha contribuito in maniera determinante, pur risultando l’unica Provincia contraria ai quesiti referendari. Sotto la Mole, il No è passato con il 59,6% (649.507 voti), mentre il Sì è fermato al 40,4% (439.331 voti), con un’affluenza al 63,80% (oltre un milione e 95mila voti). Considerando soltanto il Comune, e non tutto il territorio provinciale, il No è arrivato anche a sfiorare anche il 65%.
Il voto nelle altre sette province piemontesi
Come detto, in tutte le altre sette province del Piemonte ha invece vinto il Sì.
- A Cuneo, dove l’affluenza ha raggiunto il 63,42%, il Sì ha ottenuto il 53,6% (148.912 voti) e il No il 46,4% (128.763 voti).
- Ad Asti, con una partecipazione al 59,87%, il Sì si è assestato sul 51,8% (49.012 voti) e il No sul 48,2% (45.615 voti).
- Ad Alessandria l’affluenza ha toccato il 61,01%: il Sì ha chiuso al 52,2% (99.647 voti) e il No al 47,5% (90.106 voti).
- A Vercelli ha votato il 59,80% degli aventi diritto. Di loro, il 55,8% ha scelto il Sì (42.692 voti), il 44,2% ha scelto il No (33.882 voti).
- A Biella l’affluenza è stata del 60,20%: il Sì ha portato a casa il 54,1% dei voti (44.653), il No il 45,9% (37.932).
- Novara ha chiuso con una partecipazione al 61,18%. Il Sì ha vinto con il 53,5% (91.037 voti), il No ha perso con il 46,5% (79.223 voti).
- Verbano-Cusio-Ossola ha visto andare all’urne il 59,63% degli aventi diritto. Il Sì ha ottenuto il 54% (39.884 voti), il No il 46% (34.010 voti).
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Le opposizioni in Piemonte guardano alla Regione
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, leader di una maggioranza di centrosinistra, rivendica la “scelta netta” della sua città. Il governatore Alberto Cirio, vicesegretario nazionale di Forza Italia, rimarca invece il risultato del Sì nel suo territorio natale, il Cuneese, che sarebbe la dimostrazione che in molti hanno comunque creduto nella riforma. Come a livello nazionale, tra le opposizioni si è riaccesa la speranza di vedere cambiare la guida alle prossime regionali. Domenico Rossi, segretario per il Piemonte del Pd, parla di un voto che “ha chiaramente anche un significato politico: il governo non ha la maggioranza nel Paese" e "la sfida per le politiche del 2027 è aperta, ora tocca a noi". Sulla stessa linea il gruppo del M5s: "Da oggi, lavoreremo con ancora maggiore tenacia per costruire un'alternativa vera, forte e credibile al Governo". Secondo Alice Ravinale, capogruppo Avs in Consiglio regionale, "il dato per noi è chiaro, anche il Piemonte è contendibile".