Futuro nazionale, Vannacci: "Rappresento speranza per italiani che vogliono cambiamento"

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All'auditorium della Conciliazione di Roma si sta svolgendo la seconda e ultima giornata dell'assemblea costituente del partito. Parlano delegati locali e deputati. Le conclusioni del leader sono attese intorno alle 12.30. Ieri l’ex generale ha detto: “Noi rappresentiamo lo scarto, la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. L'Italia agli italiani, noi non ci vergogniamo a dirlo”

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Questa mattina a Roma è in corso la seconda e ultima giornata dell'assemblea costituente di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. All'auditorium della Conciliazione si stanno susseguendo gli interventi degli ultimi delegati locali che si erano iscritti a parlare ieri. A seguire parlano i deputati del partito fino alle conclusioni del leader Vannacci, in programma verso le 12.30 circa. Anche oggi i lavori sono a porte chiuse per la stampa, consentito lo streaming.

Vannacci: "Sì a Ue e Nato senza essere succubi. Pronti al voto anche domani"

"II programma di Futuro Nazionale non si esprime in maniera manichea ma in base agli interessi nazionali italiani, quindi l'Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube", ha detto oggi Vannacci in un punto stampa a margine dell'assemblea costituente del partito. "Quindi sì all'Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri Paesi".  "Non siamo con o contro ma per quella linea politica che faccia gli interessi dell'Italia - ha aggiunto - quindi noi dobbiamo cercare la pace. Anche quella tra Russia e Ucraina è una guerra controproducente per l'Italia, noi dobbiamo cercare la pace". Poi ha affermato: "Siamo pronti alle votazioni anche domani. Non è un problema di tempo per noi. Già da un po' si ventilava l'ipotesi di un voto anticipato. La premier decida la data, Futuro Nazionale è già pronto, è già in trincea".

Vannacci: "Rappresento la speranza per gli italiani che vogliono il cambiamento"

"Non mi considero l'uomo della speranza ma la cosa che mi riempie di orgoglio è di essere punto di riferimento per 100 mila italiani che hanno preso la tessera del partito. Non credo di essere la speranza della sinistra tant'è che non mi sembra che sia venuta qua, ma rappresento la speranza degli italiani che chiedono e vogliono un cambiamento", ha detto Roberto Vannacci. "Non mi sono preposto nessun incarico particolare, continuerò a fare l'europarlamentare", ha aggiunto rispondendo a una domanda su queli siano le sue prossime aspettative e ambizioni politiche.  "Futuro Nazionale parteciperà alle elezioni ma non chiederà qualcosa in cambio". Poi ha concluso: "Mi chiamo Vannacci, mandateci al governo e ci riusciremo", rispondendo ai cronisti che gli chiedevano perché il suo partito potrebbe realizzare la remigrazione rimandando a casa gli immigrati irregolari, cosa che non è riuscita finora. E ha ribadito: " Applicherei la politica di Vannacci rispetto alla remigrazione prevedendo e stipulando accordi bilaterali laddove non ci fossero con gli Stati di origine ma ce ne sono quasi con tutti".

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Le parole di ieri di Vannacci

Ieri era iniziata l'assemblea costituente di Futuro Nazionale. Presenti militanti e delegati territoriali, oltre 1500 da tutta Italia. Vannacci ha parlato per un’ora nel teatro e altrettanto con i giornalisti. Nel suo intervento spazio soprattutto a sovranismo e remigrazione. "L'Italia agli italiani", afferma, perché "noi non ci vergogniamo di dirlo". E chiede ai presenti di ripetere il mantra in coro. E insiste: "Prima la parola remigrazione non si poteva dire, adesso ci dicono che non si può fare perché non si può togliere la cittadinanza". Infine, recita la preghiera dei paracadutisti francesi e chiosa: "Con la forza e la fede andremo avanti, il resto lo conquisteremo da soli”.

Gli attacchi politici

Davanti ai suoi militanti, "la feccia e i figli di nessuno”, come li definisce con orgoglio, lancia un affondo politico contro il centrodestra. Rifiuta di passare per la "stampella" della sinistra, come l’ha accusato la premier Meloni in Aula. Vannacci non cita mai Meloni o Salvini (mentre indica più volte Antonio Tajani) ma all'esecutivo manda il suo messaggio: all'ultimatum “o con noi o con la sinistra” non ci sta. E contrappone i futuristi che sono "i guardiani del sovranismo e della cittadinanza”. Quindi chiede provocatorio: "Mi dovrei alleare con quest'alleanza di centrodestra che continua a portare avanti l'agenda Draghi? Non ho mai parlato di adesione al centrodestra, non è una mia istanza". L’ex generale dice la sua anche sull'episodio delle “ginocchiere” (termine usato dal pentastellato Francesco Silvestri parlando di Meloni) "Se avessi provato a mettermi nei panni di una donna quella frase non l'avrei percepita come sessista”. Infine lo scontro con i giornalisti: dal palco ha attaccato alcuni cronisti (citandoli per nome) e dicendo ironico che in fondo "è anche grazie a loro che siamo qui oggi".

Assemblea costituente di Futuro nazionale

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