L’ex premier è stato ospite di Start, il programma di approfondimento condotto da Giovanna Pancheri. "Non sto dicendo che non si può toccare la Costituzione", ha chiarito all'indomani del referendum, "ma sto dicendo che non si può creare squilibrio". Riforma elettorale? "È una legge super-truffa". Primarie? "M5s ci sarà, io disponibile"
Il giorno dopo l’esito del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia promosso dal governo Meloni, che ha fatto registrare la vittoria del No con oltre il 53% dei voti, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è stato ospite di Sky TG24 a Start, il programma di approfondimento politico condotto da Giovanna Pancheri. "Questa riforma della Giustizia era stata concepita per alterare l'equilibrio dei poteri", ha sottolineato l'ex premier. "Non sto dicendo che non si può toccare la Costituzione", ha poi chiarito, "ma sto dicendo che non si può creare squilibrio su un pilastro fondamentale dell’ordinamento costituzionale". Mentre sullo scenario di dimissioni di Meloni, Conte ha chiarito: "La premier ha già detto che non si dimetterà e io credo che lei vada battuta in campo aperto, nel corso di libere elezioni. Quello che chiedo io è che si dimetta Delmastro dopo quello che è successo".
Contre: riforma elettorale è "legge super-truffa"
Mentre sulla riforma elettorale, per il leader M5s, si tratta di "una legge super-truffa". Il meccanismo proposto, sul premio di maggioranza soprattutto, per Conte non può funzionare: "Abbiamo il tentativo di confezionare una legge elettorale che possa consentire alla maggioranza di avere qualche vantaggio rispetto all'assetto attuale". Ma, per l'ex premier, il governo, dopo il risultato negativo sulla Giustizia, "non potrà andare avanti" in questo senso. "Non escludo che si vada a votare con la legge elettorale attuale", ha quindi aggiunto.
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"Primarie? Il M5s ci sarà"
Mentre sul futuro dei pentastellati e delle loro alleanze, Conte spiega che "il M5s alle primarie ci sarà. Io sono disponibile". Per lui, nel fare un programma comune a più forze, "devono esserci 100 spazi per la democrazia", sarà "un programma di ascolto dei cittadini, dove si potrà partecipare territorialmente. Questa sarà la dote che noi porteremo alle altre forze progressiste. Da lì nascerà il programma condiviso: poi vedremo chi si riconosce in questo programma e chi si vuole candidare per rappresentarlo".
"Divisioni? Cerchiamo di trovare punti comuni"
Il "no" alla riforma della Giustizia ha unito molto il fronte progressista. Ma alcuni punti rimangono divisivi, soprattutto con il Pd, a partire dalle grandi sfide internazionali. "Per quanto riguarda la politica estera", negli ultimi tempi, "come M5s, abbiamo cercato di individuare punti comuni", garantisce Conte. "Sul conflitto in Russia, ad esempio, siamo tutti d’accordo sul fatto che bisogna negoziare un accordo. Per noi però l’Italia deve essere protagonista e non affidarsi al Trump di turno: allora, mettiamoci d’accordo su questo".