All'informale della prossima settimana, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha annunciato che vi sarà una discussione tra i leader sul negoziatore europeo per la pace in Ucraina. Costa era stato sollecitato sul punto in una lettera che la premier italiana Meloni gli aveva mandato
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Al termine dell'evento alla Casa Bianca dedicato alla tregua a Oleshky, Melania Trump ha consegnato alle delegazioni ucraina e russa due lettere, "scritte personalmente", da dare ai rispettivi presidenti Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. "Ci stiamo preparando per un formato trilaterale a livello di team tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, che si terrà tra meno di una settimana", riferisce su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
All'informale di Dublino della prossima settimana il presidente Antonio Costa ha annunciato che vi sarà una discussione tra i leader sul negoziatore europeo per la pace in Ucraina.
Costa era stato sollecitato sul punto in una lettera che la premier italiana Meloni gli aveva mandato. "Siamo molto vicini ad un accordo tra Russia e Ucraina". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale precisando che "sarà un grande accordo che coinvolgerà anche l'Europa". Il presidente ha anche detto di aver incontrato alla Casa Bianca l'inviato speciale di Vladimir Putin ma non la delegazione ucraina.
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- Da Bucha a Kramatorsk, fino all'ospedale pediatrico di Kiev: le peggiori stragi di civili
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- I contributi del nostro inviato in Ucraina
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Zelensky: "Da Madrid nuovo pacchetto di assistenza militare da 437 milioni di euro"
"Ho avuto una lunga conversazione con il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez sulla situazione degli attacchi russi. Ogni giorno, la Russia uccide i nostri concittadini, e gli ucraini sanno bene quanto sia dolorosa ogni perdita di vite umane. Il mese scorso, una terribile tragedia sulla ferrovia a Toledo, in Spagna, ha causato decine di morti. Ho espresso le nostre condoglianze al primo ministro e a tutti coloro che hanno perso familiari e cari". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "In tutti questi anni di guerra, la Spagna ci ha costantemente aiutato e sostenuto. Ed ecco un nuovo pacchetto di assistenza militare da 437 milioni di euro dalla Spagna. Grazie! Abbiamo discusso del suo contenuto e delle nostre necessità di difesa più urgenti", aggiunge Zelensky -. L'ho informato sugli attacchi russi alle nostre infrastrutture critiche: energia, logistica e ferrovie. La nostra rete elettrica e l'approvvigionamento idrico sono sotto attacco costante. La situazione è difficile, specialmente a Kiev, e ogni supporto umanitario è anch'esso molto importante. Ringrazio la Spagna e Pedro personalmente per il loro sostegno".
Trump-Zelensky, dall'agguato nello Studio Ovale alle riconciliazioni: storia degli scontri
L'ultimo attacco frontale di Donald Trump nei confronti di Volodymyr Zelensky è solo la punta dell'iceberg di un rapporto turbolento tra i due leader, che affonda le sue radici ai tempi del primo mandato presidenziale del tycoon e ha come sfondo la fascinazione del presidente per Vladimir Putin. Ecco le tappe principali di un rapporto fatto di alti e bassi che non è mai decollato in maniera definitiva.
Trump-Zelensky, dall'agguato nello Studio Ovale alle riconciliazioni
Vai al contenutoZelensky: "Dobbiamo orientarci verso nuovo corso americano, aumentano nostre possibilità"
L’Ucraina deve orientarsi verso il nuovo assetto politico negli Stati Uniti d’America". Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parlando alla tv ucraina, aggiungendo che è importante "comprendere il mutare degli equilibri di potere. Le nostre probabilità di ricevere ulteriore assistenza dagli Stati Uniti d’America potrebbero ora aumentare".
"Sono grato anche ai Repubblicani, ma i Democratici si esprimono in modo molto chiaro a favore del sostegno all’Ucraina e della fornitura di aiuti al Paese", ha aggiunto Zelensky.
Trump: "Vicini a un accordo tra Russia e Ucraina, riguarderà anche Europa"
Siamo molto vicini ad un accordo tra Russia e Ucraina". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale precisando che "sarà un grande accordo che coinvolgerà anche l'Europa". Il presidente ha anche detto di aver incontrato oggi alla Casa Bianca l'inviato speciale di Vladimir Putin ma non la delegazione ucraina.
Accordo con Putin sul diesel, perché Trump ha deciso il via libera al carburante russo?
Perché Donald Trump ha deciso di comprare il diesel russo? È questa la domanda di cui Stefania Pinna ha discusso allo Sky Cube con Alessandro Marenzi, vicedirettore di Sky TG24, e Renato Coen, corrispondente da Bruxelles. Il presidente degli Stati Uniti infatti nei giorni scorsi ha stretto un accordo con Putin per le forniture di carburante. A dare l’annuncio è stato lo stesso Trump: “Ho appena concluso un colloquio di grande successo con il presidente russo Vladimir Putin”, ha scritto su Truth, spiegando quanto diesel Mosca fornirà al mercato globale nei prossimi mesi. Una mossa a sorpresa che ha causato importanti reazioni in tutto il mondo, e lo sconcerto in Ucraina: “Qualsiasi allentamento delle sanzioni contro la Russia, in assenza di un accordo chiaro e duraturo di de-escalation, rappresenta un'evidente debolezza”, ha attaccato Zelensky.
Accordo Trump-Putin, perché è arrivato il via libera al diesel russo?
Vai al contenutoCosta: "A informale Dublino discussione su negoziatore"
All'informale di Dublino della prossima settimana, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha annunciato che vi sarà una discussione tra i leader sul negoziatore europeo per la pace in Ucraina. Costa era stato sollecitato sul punto in una lettera che la premier italiana Meloni gli aveva mandato questo pomeriggio. "Prendo atto della sua richiesta di approfondire la questione in occasione della prossima riunione informale del Consiglio europeo a Dublino e mi impegnerò a dedicare del tempo a questo confronto", scrive Costa nella risposta a Meloni. "Sono convinto che il nostro interesse comune sia garantire che l'Unione europea contribuisca efficacemente a una pace giusta, duratura e sostenibile, in stretta collaborazione con l'Ucraina e gli altri nostri partner", conclude Costa.
Melania Trump consegna alle delegazioni lettere per Putin e Zelensky
Ucraina, 227 miliardi di aiuti Ue dal 2022: nel 2027 restano 110 miliardi da finanziare
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Consiglio europeo ha chiarito che la guerra contro la Russia il prossimo anno costerà 155 miliardi di euro, e ha detto che sarà necessario un contributo pari a 70 miliardi. I fondi comunitari a Kiev e il costo del conflitto nel 2027 sono stati gli argomenti al centro della puntata del 16 ottobre di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.
Guerra in Ucraina, arrivati 227 miliardi di aiuti Ue dal 2022: i dati
Vai al contenutoZelensky: spero esito Midterm significhi più aiuti a Kiev. VIDEO
Kallas: d'accordo con Meloni, no voci diverse
L'Alto Rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Kaja Kallas è d'accordo con la premier italiana Giorgia Meloni che oggi, in una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ha chiesto che l'Europa non si presenti frammentata e parli con una voce sola quando si tratterà di negoziare con la Russia la pace in Ucraina. Kaja Kallas, durante una conferenza stampa a Lisbona, rispondendo ai giornalisti ha detto: "Sono d'accordo con il primo ministro Meloni sul fatto che non dovremmo parlare con voci diverse". "Dobbiamo rimanere uniti per dire chiaramente che anche queste cose che la Russia vuole richiedono una decisione europea. Se siamo uniti nell'inviare questo messaggio, allora effettivamente verremo presi in considerazione, ed è per questo che è importante anche il lavoro che abbiamo svolto con i ministri degli Esteri", ha concluso Kallas.
Ucraina, salvare vite sotto le bombe: la docuserie "Varta" a Milano. VIDEO
Il bombardamento russo a un centro di aiuti a Zaporizhzhia conferma che la guerra colpisce anche civili e soccorritori. In questo scenario brutale, medici e paramedici stranieri hanno scelto di raggiungere il fronte per salvare vite.
Meloni a Costa: improcrastinabile voce unica Ue
Teheran: "Putin dice che farà tutto il necessario per far finire la guerra in Iran"
"Putin ha detto che avrebbe fatto tutto il necessario per porre fine alla guerra. Ha condannato il bombardamento dei siti nucleari iraniani e ha ritenuto che la guerra contro l'Iran fosse crudele". Lo ha riferito generale Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, al termine di un incontro al Cremlino con il leader russo. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Isna.
Raid russo a Komyshuvakha, 'estratti 43 corpi, 33 persone ancora sotto le macerie'
Nel villaggio di Komyshuvakha in Ucraina, dove un centro umanitario è stato colpito dagli attacchi aerei russi, 43 persone sono state estratte dalle macerie nel quarto giorno di operazioni di soccorso. Si stima che 33 persone siano ancora intrappolate sotto le macerie. Lo rende noto la polizia regionale di Zaporizhzhia, citata dalla Ukrainska Pravda. Le forze dell'ordine hanno riferito che le operazioni di emergenza e di soccorso sul luogo della scuola distrutta sono ancora in corso.
Zelensky: 'la Russia comincia a mandare al fronte i bambini ucraini deportati'
La Russia avrebbe cominciato a mandare al fronte bambini ucraini deportati nei territori russi dopo l'invasione del 2022. Lo ha denunciato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, intevenendo oggi davanti ai leader al XXX vertice iberoamericano a Madrid. "La Russia ha cominciato a mandare nell'esercito alcuni di questi bambini, bambini che ci hanno rubato e che ora sono cresciuti, E' perverso e deve finire", ha spiegato, parlando di decine di migliaia di minori sequestrati. "La guerra continua solo perché una persona, Putin, non vuole dare l'ordine di fermarla", ha aggiunto Zelensky, sostenendo che i prigionieri ucraini e i minorenni deportati potrebbero tornare a casa se il presidente russo lo decidesse. Nel suo intervento, il presidente ucraino ha chiesto ai Paesi iberoamericani aiuti urgenti, per "mantenere operativo" il sistema energetico ucraino, bersaglio degli attacchi russi. "Vi chiedo di mettervi in contatto con le vostre aziende e i vostri produttori per ottenere forniture per l'Ucraina il prima possibile", l'appello di Zelensky, che ha segnalato la necessità urgente di trasformatori, cavi, generatori e apparecchiature elettriche. Il capo del governo di Kiev ha citato in particolare possibili forniture da Brasile, Messico, Argentina, Colombia, Cile e Spagna. "Abbiamo bisogno di apparecchiature compatibili con la nostra rete elettrica e ne abbiamo bisogno rapidamente", ha concluso. Dopo il vertice, Zelensky si trasferirà al Palazzo della Zarzuela, per un incontro con il re Felipe VI e, successivamente, al Palazzo della Moncloa, per un bilaterale con il premier spagnolo Pedro Sanchez.
Negoziatore russo: 'Putin ha dato direttamente istruzioni per la tregua a Oleshky'
L'inviato presidenziale russo per la cooperazione economica e presidente del Fondo russo per gli Investimenti diretti, Kirill Dmitriev, ha dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin ha dato personalmente le istruzioni necessarie per il successo del cessate il fuoco nella città di Oleshky, in vigore dal 27 ottobre al primo novembre. Lo riferiscono le agenzie russe.
Melania Trump consegna alle delegazioni due lettere per Putin e Zelensky
Al termine dell'evento alla Casa Bianca dedicato alla tregua a Oleshky, Melania Trump ha consegnato alle delegazioni ucraina e russa due lettere, "scritte personalmente", ai rispettivi presidenti Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin.
Capo delegazione ucraina alla Casa Bianca, 'Melania Trump negozi nuove tregue'
"La first lady Melania Trump dovrebbe continuare a negoziare nuove tregue". Lo ha detto il presidente del gruppo parlamentare ucraino 'Servitori del Popolo', David Arakhamia, alla Casa Bianca. Per aver negoziato il cessate il fuoco a Oleshky, la delegazione ucraina ha consegnato alla moglie di Donald Trump l'onorificenza dell'Ordine della Principessa Olga, il massimo riconoscimento destinato alle donne che hanno fornito un contributo eccezionale al Paese, da parte di Volodymyr Zelensky.
Mosca, 'Russia e Iran hanno firmato documenti per la ferrovia Rasht-Astara'
Russia e Iran hanno firmato un pacchetto di documenti per il progetto ferroviario Rasht-Astara: lo ha dichiarato ai giornalisti il vice primo ministro russo, Andrei Nikitin. "Un pacchetto di documenti per il progetto ferroviario Rasht-Astara è stato finalizzato a Teheran. La società russa Caspian Services e la società iraniana Cdtic hanno firmato un protocollo che concede l'accesso ai terreni lungo l'intero percorso per indagini ingegneristiche preliminari, nonché un accordo supplementare al contratto", ha affermato Nikitin, citato da Tass.
Mosca, 'pronti a collaborare con il Vaticano in ambito umanitario'
La Russia apprezza la disponibilità del Vaticano a facilitare la risoluzione delle questioni umanitarie emerse durante il conflitto in Ucraina ed è pronta a un'ulteriore cooperazione in questo ambito, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Siamo aperti a un'ulteriore cooperazione con il Vaticano sul fronte umanitario, in particolare per quanto riguarda il ricongiungimento familiare, la ricerca dei dispersi durante il conflitto, lo scambio di prigionieri e, naturalmente, la risoluzione di altre situazioni che si presentano nella zona di conflitto", ha dichiarato Zakharova, citata da Tass. "Siamo grati al Vaticano per il suo approccio coerente al mantenimento della pace nel conflitto ucraino e per il suo coinvolgimento nella risoluzione delle questioni umanitarie nel contesto dell'operazione militare speciale", ha osservato la diplomatica. La diplomatica ha inoltre sottolineato che "il presidente russo ha espresso una valutazione positiva del dialogo bilaterale durante la sua conversazione telefonica con il Papa il 16 ottobre di quest'anno".
Melania Trump: dopo Oleshky ora tregua duratura
Dopo avere ottenuto una tregua di qualche giorno a Oleshky, Melania Trump ha chiesto un cessate il fuoco "piu' duraturo" in Ucraina. "Dobbiamo usare il coraggio che abbiamo portato a Oleshky per trovare un terreno comune attraverso una preoccupazione condivisa per la sofferenza di persone innocenti", ha detto la first lady che oggi ha convocato alla Casa Bianca inviati di Russia e Ucraina. "Insieme possiamo creare qualcosa di piu' duraturo di un cessate il fuoco temporaneo", ha sottolineato.
Verso nuovo pacchetto aiuti, Crosetto 10 novembre al Copasir
Si terrà martedì 10 novembre l’audizione del ministro della Difesa Guido Crosetto davanti al Copasir. L’audizione è fissata alle 15. L’appuntamento era atteso in vista dell’arrivo del nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina che, come sempre, viene illustrato in via preliminare al Comitato. Proprio oggi, rispondendo al question time al Senato, Crosetto ha detto: "Noi rispetteremo i patti che abbiamo preso, anche quest'anno è stato predisposto un pacchetto di aiuti e penso sarà discusso al Copasir la prossima settimana".
Media Iran, 'a Putin è stato consegnato un messaggio di Khamenei'
Il generale Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, ha consegnato al presidente russo Vladimir Putin un messaggio da parte della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Lo rende noto la tv di Stato iraniana. Putin e Rezaei si sono incontrati e hanno avuto un colloquio al Cremlino.
L'arcivescovo di Kiev: 'civili a Oleshky liberati grazie al Papa'
"Ci sentiamo abbracciati dal Papa", "una voce che scuote le coscienze dell'Europa e del mondo. Voce di gente senza voce. Come ad esempio i nostri fratelli di Oleshky, liberati grazie all'intervento diretto del Santo Padre", "in questa piccola città, prima che cominciasse la guerra, vivevano 40 mila persone. Non sappiamo il numero esatto degli abitanti oggi, ma dall'inizio di quest'anno la città era circondata e assediata", "per tutti noi l'unico che ha agito in modo efficace è stato il Papa. Altri poi hanno voluto parlare anche loro di questa situazione, ma senza l'intervento diretto del Santo Padre la tregua non sarebbe stata possibile. E proprio l'altro giorno circa 800 persone sono state evacuate da Oleshky. Una parte di loro sono state portate in Ucraina, raccolte anche dalla nostra Caritas alla frontiera con la Bielorussia". Lo dice in un'intervista ai media vaticani mons. Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo Maggiore di Kiev e primate della Chiesa greco-cattolica ucraina, che sulle trattative per lo scambio dei prigionieri, rivela: "Ogni volta che faccio visite pastorali, la gente si avvicina e condivide le proprie tragedie. E continuamente mi portano nomi. Io li raccolgo tutti e dico: li metterò nelle mani del Papa. E loro rispondono: allora saranno nelle mani di Dio! Quando incontro il Santo Padre porto sempre liste di persone che soffrono ma anche delle loro famiglie. Lui non solo li accoglie nelle mani ma anche nella sua attenzione. Non solo sfoglia, ma legge!". "È interessante - aggiunge - perché il cardinale Zuppi ci ha raccontato che nella prigione russa (visitata durante il viaggio a Mosca, ndr) cercano di cancellare i nomi delle persone. Gli dicono: i vostri nomi sono già dimenticati, non siete nessuno. Quindi questo è un atto per restituire il nome di una persona, per dire che non sono dimenticati. Se queste liste vengono studiate, a volte ci chiedono di accertare delle informazioni e comincia un processo per capire dove stanno o per liberarli. Proprio alcuni giorni dopo l'udienza con Leone, 270 prigionieri ucraini sono tornati a casa. Sarebbe interessante vedere se fra loro ci sono i nomi consegnati nelle mani del Papa".
Guardian, 'da Russia a Iran la fornitura di 90 lanciamissili da elicottero'
Secondo alcuni documenti del settore della difesa trapelati - che fanno luce sulla profondità della cooperazione militare tra Mosca e Teheran - la Russia ha organizzato la fornitura all'Iran di 90 lanciatori per missili guidati avanzati. Lo si legge sul Guardian. I documenti, ottenuti da Dallas Analytics (una società di intelligence privata ucraina) e condivisi con il quotidiano britannico, descrivono nel dettaglio i piani per fornire all'Iran lanciatori per l'Lmur, un missile guidato lanciato da elicotteri d'attacco, ampiamente utilizzato dalle forze russe contro obiettivi ucraini fin dall'inizio dell'invasione su larga scala nel 2022. Un piano di produzione, redatto nel maggio 2024 da Vympel - importante azienda russa specializzata nella progettazione di missili e sistemi di lancio - riporta un ordine per 90 lanciatori nell'ambito di un contratto di esportazione denominato K-10, con consegne previste tra la fine del 2024 e il dicembre 2025. Altri documenti interni identificano esplicitamente il codice K-10 come riferito all'Iran. Non è chiaro, sulla base di tale documentazione, se i lanciatori siano stati effettivamente consegnati. Tuttavia, un distinto piano di produzione - che elenca sei velivoli da addestramento a reazione Yak-130 destinati all'Iran nel 2023 - trova riscontro nelle consegne di tali aerei già rese note pubblicamente.
Sensi posta foto banchi vuoti maggioranza in Senato: 'Crosetto in aula, mi vergogno per loro'
"Il ministro Crosetto risponde in aula sul pacchetto di aiuti all’Ucraina. La maggioranza. Mi vergogno per loro". Lo scrive sui social il senatore del Pd Filippo Sensi postando una foto dei banchi vuoti della maggioranza in Senato.
Zelensky vede Costa: 'l'Europa deve sedere al tavolo dei negoziati'
"Un incontro proficuo con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Come sempre, stiamo collaborando strettamente con l'Unione europea su tutte le questioni importanti". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Abbiamo discusso in dettaglio del processo di integrazione europea dell'Ucraina. Stiamo lavorando per chiudere tutti i gruppi di negoziazione entro la fine di quest'anno e, l'anno prossimo, per passare alla chiusura dei capitoli negoziali e continuare ad avanzare rapidamente verso la nostra adesione. Abbiamo discusso delle nostre nuove idee che potrebbero davvero accelerare il processo. Abbiamo concordato che Antonio ne discuterà con Ursula", ha aggiunto. "Naturalmente, abbiamo anche discusso dei preparativi per l'incontro trilaterale ad Abu Dhabi e delle nostre priorità. Ho informato Antonio della conversazione di ieri con la parte americana. L'Ucraina ha sempre sostenuto che l'Europa debba essere presente al tavolo dei negoziati. Quando si tratta di garanzie di sicurezza e di ripresa economica dell'Ucraina, queste questioni non possono essere discusse senza rappresentanti europei. E Antonio sostiene la nostra posizione. Grazie per tutto il sostegno!".
Russia, petroliere ancora dirette in Usa. Ft: due cambiano rotta
L'inviato del Cremlino Kirill Dmitriev ha smentito che due delle tre petroliere cariche di carburante russo destinate al mercato americano abbiano cambiato rotta, come riferito dal Financial Times e indicato dai dati di tracciamento marittimo. "Falso. Le petroliere destinate agli Stati Uniti proseguono il loro viaggio", ha scritto su X. Secondo il quotidiano britannico, due navi hanno smesso di indicare la costa orientale americana come destinazione. La Leruo, battente bandiera della Sierra Leone e sottoposta a sanzioni britanniche, europee e canadesi, indica ora il Brasile. La Talisman, petroliera russa di vent'anni colpita da sanzioni statunitensi, britanniche ed europee, naviga invece nel Mediterraneo. La terza, Agioi Fanendes, continua a dirigersi verso gli Stati Uniti. Interpellato sulle notizie, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov non ha fornito dettagli, spiegando che si tratta di "spedizioni commerciali i cui particolari non possono essere resi pubblici". "Tutto il diesel trovera' i suoi acquirenti", ha aggiunto. I dati di MarineTraffic consultati dall'Afp nel pomeriggio collocano la Talisman al largo delle coste tunisine. Partita dal porto russo di Primorsk il 20 ottobre con circa 324 mila barili di diesel, avrebbe dovuto raggiungere gli Stati Uniti il 9 novembre, ma secondo Kpler non indica piu' alcuna destinazione finale. La Leruo, con circa 300mila barili di diesel, risulta diretta in Brasile, mentre la Agioi Fanendes e' attesa a New York il 7 novembre. Mosca aveva annunciato il 27 ottobre la partenza delle tre petroliere verso gli Stati Uniti, dopo un accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin per allentare le sanzioni contro la Russia in cambio dell'immissione di diesel russo sul mercato mondiale. L'intesa, fortemente contestata da Ucraina ed Europa, mirava a ridurre i prezzi dei carburanti per i consumatori americani prima delle elezioni di midterm del 3 novembre, concluse con una pesante sconfitta dei repubblicani.
Crosetto: 'non confondere approvazione decreto con arrivo aiuti'
'Voi confondete l'approvazione di un decreto con quando gli aiuti arrivano. Infatti, cose previste nei decreti magari due anni o tre anni fa, non sono arrivate ancora. Sono due cose per cui la gente si confonde". Lo ha precisato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando a margine del question time al Senato, del nuovo pacchetto di aiuti all'Ucraina. ''Noi -ha assicurato Crosetto- non abbiamo mai mandato una lira in nessun decreto'' e ''i materiali che vediamo nel decreto, molti di quei materiali, erano materiali che avevano necessità magari di essere ripristinati". Quindi, ''non è che il giorno dopo arrivano gli utili...''.
Crosetto: tredicesimo pacchetto aiuti a Copasir prossima settimana
Il tredicesimo pacchetto di aiuti all’Ucraina "sarà discusso al Copasir la prossima settimana". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto rispondendo al question time nell’Aula del Senato ad una interrogazione di Carlo Calenda (Azione).
"Per quanto riguarda il futuro - ha aggiunto - proporrò la possibilità di prolungare un meccanismo che è quello del decreto che è stato scelto non dal governo Meloni" ma "individuato, scelto e votato dal governo Draghi" e che "era stato votato da tutto l'arco costituzionale". Il Ministro ha concluso sottolineando che questa "è una logica che è la base su cui costruire la soluzione diplomatica" e "per quanto mi riguarda, il Governo manterrà la linea che ha seguito in questi quattro anni".
Crosetto: arriva decreto aiuti Kiev, linea è la stessa anche per il futuro
"Il nuovo pacchetto di aiuti a Kiev sarà discusso al Copasir la prossima settimana. Proporrò inoltre la possibilità di prolungare il meccanismo del decreto" anche per il prossimo anno, "che è stato scelto non dal governo Meloni". "C'è gente che pare esserselo dimenticato, il meccanismo è stato scelto e votato dal governo Draghi e praticamente da tutti i partiti dell'attuale minoranza e della maggioranza. Poi con i tempi si sono evolute le posizioni", ma "se era giusto allora diventa difficile spiegare perché è ingiusto adesso". "Per quanto mi riguarda il governo manterrà la linea che ha seguito in questi 4 anni". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al question time al Senato, rispondendo al senatore Carlo Calenda, il quale gli chiedeva del prossimo decreto aiuti a Kiev malgrado la dichiarata contrarietà del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
Zelensky: grati all'Ue per i nuovi fondi, saranno per i settori più critici
"Sono grato a Ursula von der Leyen, alla Commissione europea e agli Stati membri dell'Ue per l'erogazione odierna di 4,36 miliardi di euro a favore dell'Ucraina: 3,7 miliardi in assistenza macrofinanziaria e 660 milioni in sostegno alla difesa, nell'ambito del 'Ukraine Support Loan': lo afferma su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aggiungendo che "i fondi saranno destinati ad alcuni dei settori attualmente più urgenti, come il rafforzamento della resilienza energetica dell'Ucraina e l'acquisto di droni, sistemi di guerra elettronica e sistemi di difesa aerea".
Putin: necessari programmi di formazione per i militari al fronte
Vladimir Putin ha incaricato il governo di elaborare programmi di formazione specifici per quei militari impegnati nell'operazione speciale in Ucraina che attualmente sono sprovvisti di istruzione universitaria. "Ci sono molti giovani in prima linea che non hanno completato gli studi universitari. E anche per loro dobbiamo creare le condizioni necessarie affinché possano realizzare il loro potenziale nel servizio civile", ha affermato Putin, durante una riunione di governo sull'istruzione.
In Polonia sei fermati per traffico di componenti militari verso la Russia
Sei persone - cinque cittadini polacchi tra i 25 e i 52 anni e una cittadina russa di 37 anni - sono state fermate in Polonia con l'accusa di aver partecipato a un'organizzazione criminale che esportava illegalmente componenti per armamenti verso la Russia, violando il divieto di commercio di tali materiali. Lo hanno reso noto l'Agenzia per la sicurezza interna polacca (Abw) e la Procura. Quattro dei sospettati sono accusati anche di aver agito per conto dei servizi segreti russi in cambio di compensi economici. Per loro il tribunale ha disposto la custodia cautelare, mentre gli altri due sono stati sottoposti a misure cautelari non detentive. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe organizzato il trasferimento verso la Russia di ingenti quantitativi di componenti a uso militare, destinati alla produzione di munizioni e sistemi d'arma. La rete avrebbe operato tra Polonia, Lituania e Russia, utilizzando anche l'exclave russa di Kaliningrad come via di transito. Il valore dei materiali esportati supererebbe i 2 milioni di zloty (circa 450mila euro). Gli arresti sono avvenuti il 21 ottobre e il 2 novembre, nell'ambito di un'indagine che ha portato a 21 perquisizioni nelle regioni polacche della Varmia-Masuria, della Pomerania e della Grande Polonia. Il ministro polacco responsabile dei servizi di sicurezza, Tomasz Siemoniak, ha inoltre riferito che quasi 100 persone sono state formalmente indagate per spionaggio e sabotaggio nei procedimenti avviati dall'Abw dal gennaio 2024.
Lituania, no revoca sanzioni a Bielorussia se sostiene Mosca
Non c'e' motivo di revocare le sanzioni alla Bielorussia se il paese continua a sostenere la Russia e la guerra di aggressione all'Ucraina. Lo ha affermato il ministro degli Esteri della Lituania, Kestutis Budrys in un'intervista al quotidiano polacco Rzeczpospolita. La Lituania a partire da gennaio assumera' la presindenza di turno della Ue. "La Bielorussia continua a sostenere la guerra della Russia contro l'Ucraina e a condurre attacchi ibridi contro i suoi vicini. In assenza di prove di un cambiamento nel suo comportamento, non c'e' motivo per revocare le sanzioni Ue" ha detto il ministro.
Esperti, hacker russi avrebbero spiato gli smartphone tramite siti civetta
Una campagna di spionaggio digitale attribuita "con un grado di certezza da moderato ad elevato" ai servizi segreti di Mosca avrebbe preso di mira gli iPhone e gli smartphone Android. A dirlo sono gli specialisti di sicurezza informatica dell'azienda Sekoia, che hanno svelato quella che sembra essere una rete di portali web manomessi o creati appositamente per ingannare gli utenti e installare programmi spia all'insaputa delle vittime. La trappola scatta nel momento in cui una persona visita uno dei siti controllati dal gruppo, noto agli analisti con la sigla Apt29. Tra le esche figura una copia fittizia del portale ufficiale dedicato al 250/o anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti e la pagina del Raffles London at The Owo, un albergo di lusso situato nel cuore di Londra a breve distanza da Downing Street, già scelto come base per soggiorni diplomatici e visite di stato, compresa quella del presidente ucraino Zelensky. Per gli esperti, l'infezione è passata anche attraverso piattaforme compromesse legate all'Ucraina, tra cui una compagnia per l'estrazione di gas. Una volta sul portale civetta, un codice invisibile presente nella pagina web legge il modello e il sistema operativo in uso, per poi recapitare pacchetti malevoli capaci di colpire senza richiedere alcuna azione o conferma da parte dell'utente. Tra questi strumenti figura anche DarkSword, commercializzato da società private di sorveglianza per sottrarre chiavi d'accesso delle reti wi-fi, dati di navigazione web e, nelle violazioni più profonde, l'intero archivio di file memorizzati sul dispositivo. Sekoia afferma che l'operazione non ha sfruttato nuove vulnerabilità ma difetti software già individuati e corretti da Apple e Google, ricordando l'importanza degli aggiornamenti come prima difesa contro le minacce informatiche.
Meloni a Costa: improcrastinabile che l'Europa parli a una voce sull'Ucraina
A sostegno della sua tesi, nella lettera a Costa, Meloni ripercorre "quanto accaduto nell'ultimo mese. A Miami un incontro 'informale' tra i Consiglieri per la sicurezza nazionale di alcuni Stati europei, Ucraina, e rappresentanti Nato e Ue è stato confermato solo successivamente, da fonti statunitensi. Poi ci siamo riuniti a Oslo. Pochi giorni dopo, a Helsinki, durante la sessione del Consiglio Nordico, il Presidente Stubb e il Primo Ministro St›re hanno sospeso i lavori per una telefonata 'a titolo nazionale' con il Presidente russo Putin. Immediatamente dopo è stata convocata per il 19 novembre, a Berlino, una riunione della Coalizione dei Volenterosi, che riunisce 37 Stati. Ma, una settimana prima, cioè il 12 novembre - a margine della riunione della Comunità Politica Europea - siamo stati convocati a una riunione del cosiddetto 'formato Berlino', che ha una composizione ancora diversa da tutte le altre che ho citato. Come se non bastasse, apprendo che in questi giorni hanno luogo riunioni di livello tecnico a Bruxelles, e che è prevista una non meglio precisata presenza europea ai colloqui previsti ad Abu Dhabi tra ucraini e russi con la mediazione americana. E, nel frattempo, ci saremo visti al Consiglio Europeo informale di Dublino". "Ho rimesso in fila gli esempi solo dell'ultimo mese perché - spiega la premier - penso che spieghino più di qualsiasi parola quanto tutto questo ci stia rendendo poco credibili nella gestione di uno dei dossier più complicati con i quali le nostre Nazioni si confrontano. E sono convinta che tutti ci rendiamo conto di come, dando l'immagine di un'Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l'interesse di chi vuole che questa guerra continui. E penso che sia inaccettabile, atteso che in gioco ci sono vite umane e il futuro della nostra sicurezza". Quindi Meloni ribadisce la richiesta di decidere "una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale in rappresentanza dell'Unione Europea, e con quale mandato. Perché procedere in ordine sparso, con iniziative che si rincorrono e si accavallano non ci aiuterà, né con i nostri partner, né con chi dobbiamo convincere a fermare un'aggressione insensata".
Erdogan chiede colloquio con Putin: 'impegno per fine guerra'
''La Turchia continuerà gli sforzi per porre fine alla guerra'' tra la Russia e l'Ucraina e intende ''tenere colloqui con il presidente russo Vladimir Putin dopo il suo incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky''. Lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan citato dall'agenzia di stampa Anadolu.
Rispondendo a una domanda dei giornalisti, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che ''al momento non ci sono contatti'' finalizzati a organizzare un colloquio telefonico tra Putin ed Erdogan, ma che ''potrebbero essere organizzati rapidamente se fosse necessario''.
Meloni a Costa: non chiedo ruoli ma che l'Europa parli a una voce sull'Ucraina
"Non sto chiedendo un posto per l'Italia in questo o in quel formato. Tutt'altro: se può rendere la mia richiesta più credibile, sono pronta a dire che non chiedo questo ruolo né per me né per l'Italia". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto "sgombrare il campo da qualsiasi equivoco" nella lettera al presidente del Consiglio Ue Antonio Costa in cui chiede di discutere al prossimo Consiglio europeo informale di Dublino "una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale" sull'Ucraina "in rappresentanza dell'Unione Europea, e con quale mandato". "Metto nero su bianco queste parole, Antonio, perché voglio che rimanga agli atti che non mi presto a questa dinamica, né intendo restare a guardare mentre si consuma", rimarca la premier, e parlando dell'Italia sottolinea poi che "quando abbiamo potuto, non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo, e non lo faremo domani. Ma non siamo disposti ad accettare che si negozino, in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra Nazione sarà poi chiamata ad assumere". "Inoltre - puntualizza Meloni -, il risultato ci sta molto più a cuore del formato, e perché l'Europa possa ambire a determinarlo deve parlare con una voce sola, e autorevole".
Meloni: decidere a dicembre chi siede al tavolo negoziale sull'Ucraina per l'Ue
Giorgia Meloni esorta l'Ue a decidere "una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale" sull'Ucraina "in rappresentanza dell'Unione Europea, e con quale mandato" e in una lettera al presidente del Consiglio Ue chiede "formalmente" al presidente del Consiglio Ue Antonio Costa "che nel prossimo Consiglio Europeo informale di Dublino la questione venga discussa, affinché il Consiglio Europeo di dicembre sia in grado di formalizzare una decisione sul punto, anche dopo un raccordo con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner europei interessati". "In caso contrario - afferma la premier nella lettera -, temo che rischiamo di condannare l'Europa all'irrilevanza nel processo negoziale. Confido che metterai la questione tra le tue priorità e sai che potrai sempre contare sul mio sostegno".
Meloni a Costa: improcrastinabile che l'Europa parli a una voce sull'Ucraina
"Alla luce dei più recenti sviluppi, sono costretta a tornare su un tema che ho più volte sollevato in Consiglio Europeo. Mi riferisco alla necessità, per l'Europa, di parlare con una sola voce sulla questione ucraina. Necessità ormai improcrastinabile". Inizia così una lettera inviata dalla premier Giorgia Meloni al presidente del Consiglio Ue Antonio Costa. Secondo Meloni, il susseguirsi di interventi in vari formati e composizioni diverse sta rendendo gli europei "poco credibili nella gestione di uno dei dossier più complicati con i quali le nostre Nazioni si confrontano. E sono convinta che tutti ci rendiamo conto di come, dando l'immagine di un'Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l'interesse di chi vuole che questa guerra continui. E penso che - rimarca - sia inaccettabile, atteso che in gioco ci sono vite umane e il futuro della nostra sicurezza".
Ucraina, recuperati 42 corpi dalle macerie dopo attacco russo a Komyshuvakha
Sono stati recuperati i corpi di 42 ucraini nel villaggio di Komyshuvakha, nell'oblast di Zaporizhzhia, dopo l'attacco russo del 2 novembre che ha devastato un edificio scolastico dove stava avvenendo una distribuzione di aiuti umanitari. Lo ha riferito la Polizia Nazionale, precisando che ancora non è in possesso di un bilancio definitivo delle vittime dell'attacco al villaggio, uno dei più letali dall'inizio dell'invasione su vasta scala, quattro anni e mezzo fa. La mattina del 2 novembre, le forze russe hanno bombardato Komyshuvakha più volte con bombe aeree, colpendo inizialmente un edificio scolastico dove i residenti locali si erano radunati per ricevere aiuti umanitari. Una delle bombe era una FAB-3000 da 3 tonnellate, contenente oltre 1.000 chilogrammi di esplosivo e con un raggio d'azione fino a 250 metri. In seguito al primo attacco, le forze russe hanno sganciato altre nove bombe aeree su un rifugio dove si erano radunate delle persone, ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky. Il presidente l'ha definito un "attacco orribile", affermando che dimostra come la Russia non volesse allentare la tensione. "Le forze russe non potevano ignorare che i residenti locali rimasti a Komyshuvakha ricevevano aiuti umanitari ogni settimana", ha affermato Zelensky. Secondo il Servizio statale di emergenza ucraino, i soccorritori e gli agenti di polizia erano giunti sul posto quando è emersa la minaccia di un altro attacco russo. I soccorritori si sono messi al riparo, ma le forze russe hanno effettuato ulteriori attacchi nello stesso luogo.
Filorussi: "5 uccisi e 13 feriti in un attacco ucraino contro un bus nel Lugansk"
Le forze armate ucraine hanno attaccato un autobus in viaggio da Petrovka a Lugansk, ha riferito il capo dell'amministrazione della regione annessa dalla Russia nel 2022, Leonid Pasechnik. "Questa mattina, dei neonazisti hanno deliberatamente attaccato un autobus in viaggio da Petrovka a Luhansk. Secondo i rapporti preliminari, cinque persone sono morte e altre tredici sono rimaste ferite nel terribile attacco", ha scritto Pasechnik sulla piattaforma Max.
Zelensky a Madrid incontra re Felipe, Sanchez, Costa e leader latinoamericani
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo l'arrivo a sorpresa ieri a Madrid, avrà oggi una serie di incontri diplomatici con le massime autorità spagnole, europee e latinoamericane, a margine del XXX vertice iberoamericano. Dopo l'incontro con Felipe VI al Palazzo della Zarzuela, Zalensky partecipa alle 15:45 a una riunione alla Galleria delle Collezioni Reali - sede del vertice - con il premier Pedro Sanchez, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, la vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, e diversi leader latinoamericani, informa la Moncloa. Il presidente ucraino ha inoltre in programma colloqui bilaterali con alcuni dei dieci capi di Stato e di governo della comunità iberoamericana presenti a Madrid e sono previsti anche contatti con il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. Alle 19:15 è in agenda un incontro bilaterale con Sanchez al Palazzo della Moncloa, per riaffermare il sostegno spagnolo a Kiev. La visita del presidente ucraino punta a rafforzare il dialogo con la regione latinoamericana dove le posizioni sull'invasione russa restano divergenti e coincide con i preparativi per un nuovo round di colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, previsto il 10 e 11 novembre ad Abu Dhabi.
Cremlino: "Nessun legame tra il cambio di rotta del diesel per gli Usa e il midterm"
La situazione relativa all'acquisto di gasolio russo da parte degli Stati Uniti, e in particolare la rotta delle petroliere che lo trasportano, non è in alcun modo collegata al processo elettorale statunitense, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando un articolo del Financial Times secondo cui due delle tre petroliere che trasportavano gasolio russo destinate ai porti statunitensi avrebbero cambiato rotta e destinazione. "Non c'è motivo di vedere alcun collegamento con le elezioni, questo è certo", ha detto Peskov, citato da Interfax. "Sapete che le spedizioni sono state effettuate. Si tratta di spedizioni commerciali, quindi naturalmente i dettagli non possono essere resi pubblici. Tutto il gasolio troverà acquirenti", ha affermato inoltre Peskov, ripreso dalle agenzie russe.
Ue: "Erogati 4,36 mld in favore di Kiev"
La Commissione europea ha erogato all'Ucraina 4,36 miliardi di euro nell'ambito del prestito di sostegno all'Ucraina. Tale pagamento comprende 3,7 miliardi di euro per la seconda tranche dell'assistenza macrofinanziaria (AMF) concordata per il 2026 e 658 milioni di euro per la componente difesa del prestito. "Mentre la Russia continua i suoi incessanti attacchi, l'Ucraina si appresta ad affrontare il suo quinto inverno di guerra. E mentre proseguono gli sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura per l'Ucraina, continua anche il sostegno incrollabile dell'Ue. Con l'erogazione odierna di 4,36 miliardi di euro, aiutiamo l'Ucraina a fornire servizi pubblici essenziali e a far fronte alle sue urgenti esigenze di difesa" lo dichiara in una nota la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Ucraina, Salvini: "Diplomazia per fermare guerra e carovita"
"In tanti mi dicono 'fai finire la guerra'. Purtroppo non dipende solo da me far finire la guerra, però la posizione della Lega, a esempio sul conflitto tra Russia e Ucraina, è chiara: serve la diplomazia e non possiamo andare avanti ancora per anni e anni con armi e miliardi, perche' altrimenti la guerra non finisce piu'". Lo ha detto Matteo Salvini incontrando gli operatori economici, anche a sostegno di Mario Colantonio, candidato del centrodestra alle elezioni suppletive per la Camera nel collegio uninominale della provincia di Chieti, in programma il 15 e 16 novembre. "In questi giorni - ha aggiunto il vicepremier e leader della Lega - ci apprestiamo ad approvare una legge di Bilancio che, tra mille difficolta' nel mondo, abbassa ulteriormente l'Irpef per i redditi fino a 55.000 euro e aiuta le Partite Iva che fatturano fino a 100.000 euro. Ricordo che sul caro carburante siamo il governo che ha investito più soldi di tutta Europa. Detto questo, spero che le elezioni americane servano a far fermare attacchi e bombardamenti, perché se finisse almeno una delle due guerre in corso, su luce, gas, bollette e carrello della spesa - rileva ancora - avremmo un'enorme boccata d'ossigeno".
Cremlino: "Telefonata Putin Erdogan? Al momento non ci sono piani in tal senso"
Al momento non ci sono piani specifici per una conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e l'omologo turco Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, commentando le informazioni dell'agenzia turca Anadolu, sull'intenzione del capo di Stato turco di discutere con il Cremlino del conflitto in Ucraina. "No, non ci sono ancora piani specifici per tali contatti. Ma se necessario, potrebbero essere organizzati abbastanza rapidamente", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, citato da Tass. Il 31 ottobre, Erdogan ha incontrato e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con il quale ha discusso anche di sicurezza della navigazione nel Mar Nero.
Cremlino, Lantratova e Dmitriev rappresenteranno Mosca all'incontro con Melania Trump
La Commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, e Kirill Dmitriev, , rappresentante della presidenza per la cooperazione economica e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti rappresenteranno la Russia all'incontro con la first lady statunitense Melania Trump, previsto oggi alla Casa Bianca. Lo ha dichiarato, Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo. "Sì, la parte russa sarà effettivamente rappresentata da Lantratova e Dmitriev", ha affermato Peskov, citato da Interfax.
Ucraina, Pozzolo (FnV): "Altre armi a Kiev? Stangata per italiani"
Il gas aumenta del 9,1%, le famiglie italiane pagano il conto e il Governo non prevede aiuti straordinari per il caro gas. Eppure, per alleviare questa situazione, basterebbe tornare ad acquistare gas russo, come abbiamo fatto per decenni e come continuano a fare, direttamente o indirettamente, diverse nazioni occidentali, per avere accesso a forniture più convenienti ed evitare rincari insostenibili. Perché continuare ad anteporre gli interessi politici di Zelensky a quelli delle famiglie italiane? Mentre si sente discutere di un nuovo pacchetto di armi per Kiev, gli italiani continuano a pagare il prezzo di queste scelte direttamente in bolletta. Per Zelensky i soldi si trovano sempre, per gli italiani no. Sembra di essere in un film". Lo dichiara il deputato di Futuro Nazionale Emanuele Pozzolo, componente della commissione Affari Esteri della Camera.
Ucraina, Parolin: "Pagina dolorosissima, speriamo di chiuderla"
Cambierà la diplomazia della pace dopo le elezioni in Usa? “Difficile prevedere chissà quali cambiamenti. Speriamo che questi cambiamenti possano portare a chiudere la pagina dolorosissima dell’Ucraina e di tutti gli altri conflitti “. Lo ha auspicato il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, ai margini di un evento dedicato alla Cina.
Erdogan: "Al lavoro per la pace tra Mosca e Kiev, voglio parlare con Putin"
"Come Turchia, stiamo facendo - e continueremo a fare - tutto ciò che è in nostro potere per spianare la strada verso la pace. Dopo il colloquio avuto con il signor (Volodymyr) Zelenskyy, intendiamo ora affrontare la questione con la parte russa, avviando colloqui con il signor (Vladimir) Putin". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, come riferisce Anadolu, mentre la scorsa settimana il leader turco aveva avuto un incontro a Istanbul con l'omologo ucraino Zelensky.
Governatore: "Massiccio attacco ucraino su Ryazan, incendi in impianti industriali"
Secondo il canale Telegram indipendente Astra, uno degli incendi si sarebbe verificato presso la raffineria di petrolio di Ryazan, di proprietà di Rosneft, che produce, tra le altre cose, gasolio e cherosene per aviazione. La raffineria di Ryazan era già stata attaccata il 15 ottobre, quando un attacco di droni aveva provocato un incendio e bloccato l'unità principale di raffinazione primaria.
Zelensky: "spero che l'esito delle midterm significhi più aiuti a Kiev"
Il presidente Volodymyr Zelensky, in un'intervista alla tv tedesca Zdf, ha espresso la speranza che l'esito delle midterm Usa con la vittoria dei dem contribuisca ad aumentare gli aiuti americani all'Ucraina e ad accrescere la pressione su Vladimir Putin affinché ponga fine alla guerra. "Abbiamo un sostegno bipartisan, - afferma - sono grato anche ai repubblicani, ma i democratici sono molto chiari sul loro sostegno all'Ucraina e sulla fornitura di assistenza. Si parla di ristabilire i legami tra Usa e l'Europa, che si sono un po' indeboliti negli ultimi anni. Senza questi legami, è molto difficile affrontare Putin".
In 24 ore 5 morti e 13 feriti per attacchi ucraini su Belgorod
Le forze armate ucraine hanno attaccato la regione di Belgorod più di 150 volte nelle ultime 24 ore, uccidendo cinque civili, tra cui un bambino, e ferendone altri tredici. Lo ha riferito il governatore, Aleksandr Shuvayev. "Purtroppo, cinque civili, tra cui un bambino, sono stati uccisi negli attacchi delle forze armate ucraine nei distretti di Krasnoyarsk e Rakityansky", ha scritto Shuvayev sulla piattaforma Max. "Tredici persone sono rimaste ferite nei distretti di Borisov, Valuysky, Graivoronsky, Rakityansky e Shebekino. Cinque di loro sono ricoverate in ospedale", ha aggiunto il governatore.
Media: droni di Kiev attaccano una delle più grandi raffineria di petrolio russe'
La raffineria di petrolio russa di Ryazan sarebbe stata bersaglio di un attacco con droni nella notte. Video che circolano sui social media sembrano mostrare esplosioni e un vasto incendio nei pressi dell'impianto. Il canale Telegram Exilenova+ ha riferito che dei droni avevano raggiunto l'area industriale della raffineria, uno dei più grandi impianti di lavorazione del petrolio in Russia. Filmati diffusi online mostrerebbero le difese aeree russe in funzione, seguite da una potente esplosione e da un bagliore intenso che illumina il cielo notturno. Altri video sembrano mostrare fiamme e un denso fumo che si alzano dalla zona. Il governatore dell'oblast di Ryazan, Pavel Malkov, ha confermato che la regione è stata colpita da un massiccio attacco di droni durante la notte, segnalando incendi in impianti industriali della città. "Sono scoppiati incendi in alcuni impianti industriali a Ryazan", ha dichiarato Malkov, aggiungendo che i detriti dei droni caduti hanno causato danni in tutta la regione. Le linee elettriche sono state danneggiate, lasciando alcune zone di Ryazan senza corrente. Le finestre della scuola n. 58 sono andate in frantumi, costringendo le autorità a sospendere le lezioni per la giornata.
Governatore: "Massiccio attacco ucraino su Ryazan, incendi in impianti industriali"
La scorsa notte, la regione russa di Ryazan è stata colpita da un massiccio attacco di droni, circa 200, che ha causato incendi in alcuni impianti industriali e interruzioni delle forniture elettrica cittadina. Lo ha reso noto il governatore regionale, Pavel Malkov. "La caduta di detriti dei droni ha provocato danni. Sono scoppiati incendi in impianti industriali a Ryazan e sono state danneggiate le linee elettriche", ha dichiarato Malkov in un post su Telegram. In seguito il governatore ha riferito che la fornitura di elettricità era stata ripristinata.
Putin invita orfani di guerra per un te' al Cremlino
Vladimir Putin offre il te' agli orfani di guerra. Il presidente russo ha invitato al Cremlino i figli "degli eroi dell'operazione militare speciale", dopo aver parlato con loro sulla Piazza Rossa. In occasione della Giornata dell'unita' nazionale, Putin ha partecipato a diversi eventi ufficiali, tra cui la cerimonia di deposizione di una corona di fiori al monumento a Kuzma Minin e Dmitrij Pozarskij (i due eroi nazionali russi che organizzarono e guidarono la Seconda Milizia Popolare per liberare Mosca dagli invasori polacchi nel 1612) sulla Piazza Rossa. Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti di confessioni religiose e membri di organizzazioni non governative e giovanili. Il presidente russo, ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, "ha invitato a prendere un te' al Cremlino i figli di coloro che, nel corso dell'operazione militare speciale, sono morti eroicamente nell'adempimento del proprio dovere". All'incontro ha partecipato anche Anna Civileva, viceministro della Difesa e presidente della Fondazione "Difensori della Patria".
Droni russi feriscono 4 persone a Kiev e Dnipropetrovsk
Attacchi di droni russi sulle regioni di Dnipropetrovsk e Kiev hanno ferito almeno quattro persone e provocato incendi in infrastrutture critiche e logistiche. Secondo l'amministrazione militare regionale, le forze russe hanno preso colpito le città di Dnipro e Samar nell'oblast' di Dnipropetrovsk, ferendo tre persone. A Dnipro, gli attacchi hanno incendiato il tetto di un'abitazione e diversi garage. Incendi sono divampati anche in infrastrutture critiche e i servizi di emergenza sono intervenuti sui luoghi colpiti. L'aeronautica militare ucraina ha lanciato avvertimenti per tutta la notte riguardo ai droni russi diretti verso Dnipro e la regione circostante. Nell'oblast di Kiev, un attacco russo ha colpito quello che sembra essere un magazzino di materiali edili nel distretto di Bucha, provocando un incendio, come riportato dal Kyiv Independent. Il Servizio statale di emergenza ucraino ha confermato intorno alle 7 del mattino, ora locale, che l'incendio aveva riguardato infrastrutture logistiche. I vigili del fuoco della città di Bucha e di altri distretti sono stati dispiegati per spegnere le fiamme. Secondo le prime informazioni, un uomo è rimasto ferito nell'attacco nella regione di Kiev.
Mosca: colpito mercantile con equipaggiamento militare a Odessa
Truppe russe hanno colpito durante la notte una nave mercantile che trasportava equipaggiamento militare. Lo rende noto il Ministero della Difesa russo, precisando in un comunicato che il natante "è stato speronato nel Mar Nero, a 52 km a sud-ovest di Odessa".
Zelensky: "Colloquio di un'ora e mezza con Witkoff e Kushner, prepariamo trilaterale"
"Abbiamo appena avuto una conversazione molto dettagliata, durata un'ora e mezza, con Steve Witkoff e Jared Kushner. Ci stiamo preparando per un formato trilaterale a livello di team tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, che si terrà tra meno di una settimana". Lo riferisce su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Oggi si è svolto a Bruxelles anche un incontro sostanziale che ha coinvolto il nostro team, insieme a delegazioni di Stati Uniti, Unione Europea, Francia, Regno Unito, Germania, Nato, Banca Mondiale e rappresentanti della comunità imprenditoriale globale. L'incontro si è concentrato sulla ricostruzione postbellica. Domani, sempre a Bruxelles, si terrà un ulteriore confronto sulle garanzie di sicurezza per l'Ucraina. I negoziati devono procedere a pieno ritmo per porre fine a questa guerra il più rapidamente possibile. L'Ucraina è pronta a compiere i passi necessari; le nostre proposte sono chiare e le abbiamo già presentate alla parte americana", ha poi spiegato il leader di Kiev. "La difesa aerea rappresenta una priorità fondamentale, di cui abbiamo discusso ampiamente. Abbiamo bisogno di intercettori per i sistemi Patriot, essenziali per proteggere vite umane dagli attacchi russi. Dobbiamo inoltre proseguire il lavoro su tutti i fronti bilaterali con gli Stati Uniti, in particolare nell'ambito dell'accordo sui droni. L'Ucraina è grata agli Stati Uniti per il sostegno concesso alla nostra indipendenza, al nostro popolo e ai nostri sforzi diplomatici. Non esiste alternativa alla pace e le garanzie di sicurezza per il periodo postbellico dovranno essere assolutamente solide e inviolabili. Stiamo lavorando affinché ciò diventi realtà", ha concluso.
Kiev: sostegno Usa resti bipartisan, aumentare pressione su Mosca'
"Le elezioni possono aver cambiato gli equilibri politici, ma non hanno cambiato le nostre priorità". Lo ha dichiarato a Ukrinform l'incaricato d'affari ucraino negli Stati Uniti, Denys Sienik, auspicando che Kiev mantenga un forte sostegno bipartisan in entrambi i rami del Congresso dopo le midterm. Il diplomatico ha esortato repubblicani e democratici a rafforzare gli aiuti e ad "aumentare la pressione sulla Russia affinché Mosca compia passi concreti invece di continuare a uccidere ucraini innocenti e minare l'unità dei nostri partner". "Continueremo a lavorare a stretto contatto con l'amministrazione del presidente Donald Trump, convinti che gli Stati Uniti abbiano la leadership globale e l'influenza necessarie per garantire una pace giusta e duratura", ha aggiunto. Sienik ha citato il recente attacco russo contro una scuola nella regione di Zaporizhzhia, che secondo quanto riferito ha ucciso 40 civili, e i raid sulle infrastrutture elettriche come dimostrazione che Mosca non intende porre fine al conflitto: "La guerra della Russia contro l’Ucraina è tutt’altro che finita e deve essere fermata".
Kushner: "Apprezziamo impegno costruttivo Zelensky"
"Sotto la direzione del presidente, stiamo lavorando intensamente con tutte le parti per trovare una strada verso una pace duratura". Lo ha scritto su X Jared Kushner dopo il colloquio con Volodymyr Zelensky e Steve Witkoff, riferito dal presidente ucraino in vista di un incontro trilaterale tra Kiev, Washington e Mosca entro meno di una settimana. "Il nostro obiettivo non è soltanto porre fine a questa terribile guerra, ma anche la più ampia architettura di sicurezza necessaria per garantire che, quando i combattimenti cesseranno, non ricomincino mai più - ha aggiunto - Apprezziamo l'impegno costruttivo del presidente Zelensky e della sua squadra e la loro determinazione a trovare una via per andare avanti".
Melania Trump parla oggi alla Casa Bianca del cessate il fuoco a Oleshky in Ucraina
La first lady americana Melania Trump ha in programma oggi un evento alla Casa Bianca in cui commenterà i suoi sforzi per garantire un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. la first lady "ha avviato in modo indipendente l'impegno" per garantire "un cessate il fuoco a Oleshky e nella circostante regione di Kherson", ha riferito il suo ufficio in una nota, a poche ore dall'appuntamento in programma alle 11 locali (17 in Italia). Il mese scorso Melania Trump ha annunciato una tregua localizzata tra le forze ucraine e russe per consentire ai residenti di Oleshky, sul fronte meridionale, di poter evacuare, dopo aver sofferto per settimane di carenza di cibo e medicine. L'inedita tregua, rispettata da entrambe le parti, ha consentito lo sminamento delle strade e la partenza dei residenti verso l'Ucraina o la Russia. "Questo risultato segna un'iniziativa diplomatica senza precedenti da parte di una first lady americana", ha ribadito il suo ufficio nella nota. La first lady è stata anche impegnata negli sforzi per restituire i bambini ucraini portati in Russia.