"L'Iran ha proposto agli Stati Uniti un piano ini sette punti e ha ascoltato le prospettive dell'altra parte", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Intanto Trump: "L'unico motivo per cui non ho ancora chiuso i conti con l'Iran è che voglio essere gentile. Voglio provare a salvare tutte quelle vite, se posso... Ma a un certo punto dovremo colpire duramente". Houthi: sette feriti in raid sauditi su un porto e un impianto petrolifero. Tre morti negli attacchi con droni israeliani a Gaza
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"L'Iran ha proposto agli Stati Uniti un piano ini sette punti e ha ascoltato le prospettive dell'altra parte. Sono state scambiate delle opinioni e la nostra proposta, riguardo a questo percorso diplomatico, rimane sul tavolo". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, che sottolinea: "Le nostre richieste sono state espresse chiaramente e ora la prossima mossa spetta agli Stati Uniti".
"L'unico motivo per cui non ho ancora chiuso i conti con l'Iran è che voglio essere gentile. Voglio provare a salvare tutte quelle vite, se posso... Ma a un certo punto dovremo colpire duramente", ha dichiarato Donald Trump ai sostenitori durante un comizio in Iowa, in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Il presidente Usa nel weekend ha parlato con Netanyahu in merito a una possibile nuova azione militare in Iran: il presidente israeliano avrebbe sollecitato Trump a colpire Teheran subito dopo le midterm ma il numero uno della Casa Bianca sembra aver frenato: "Teheran vuole arrivare a un accordo, vedremo di cosa si tratterà. Non abbiamo fretta".
Gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato che alcuni attacchi sauditi hanno colpito un importante porto sul Mar Rosso e un impianto petrolifero nella provincia di Hodeidah, ferendo sette persone. Almeno tre persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite negli attacchi con droni lanciati da Israele nella Striscia di Gaza centrale e meridionale. Lo riferisce al Jazeera che cita fonti ospedaliere.
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Riapertura Hormuz in due giorni a nostre condizioni
L'Iran sta valutando un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz entro due giorni, a condizione che gli Stati Uniti accettino le richieste di Teheran. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, precisando che i contatti diplomatici attraverso i mediatori sono ancora in corso. "La possibilità di attuare questo piano in due giorni e' un'ulteriore dimostrazione dell'approccio in buona fede dell'Iran", ha dichiarato Baqaei. "Abbiamo affermato che, se le richieste iraniane saranno soddisfatte, sara' possibile ripristinare la sicurezza nello Stretto di Hormuz e riprendere il processo negoziale in tempi brevi", ha aggiunto. La nuova ipotesi accelera sensibilmente i tempi rispetto alla precedente proposta iraniana, che prevedeva una settimana per la riapertura della strategica rotta marittima. Il portavoce ha sottolineato che "lo scambio di messaggi è ancora in corso" attraverso i Paesi mediatori, senza fornire ulteriori dettagli sulle condizioni poste da Teheran a Washington.
Iran: "Nostra proposta sul tavolo. La prossima mossa spetta agli Usa"
"L'Iran ha proposto agli Stati Uniti un piano ini sette punti e ha ascoltato le prospettive dell'altra parte. Sono state scambiate delle opinioni e la nostra proposta, riguardo a questo percorso diplomatico, rimane sul tavolo". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, che sottolinea: "Le nostre richieste sono state espresse chiaramente e ora la prossima mossa spetta agli Stati Uniti".
Israele, né Netanyahu né Eisenkot hanno maggioranza: gli scenari per il nuovo governo
Le elezioni per la Knesset israeliana fotografano un Paese politicamente diviso a metà: nessuna maggioranza è emersa dal voto. Il presidente Herzog sembra dovrebbe incontrare, già nei prossimi giorni, ancora prima della pubblicazione dei risultati finali e dell'inizio delle consultazioni, Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot - separatamente - per iniziare a testare la fattibilità di un governo di unità nazionale.
Israele, né Netanyahu né Eisenkot hanno maggioranza: gli scenari
Vai al contenutoHouthi, sette feriti in raid sauditi su un porto e un impianto petrolifero
Sette persone sono rimaste ferite negli attacchi sauditi contro un porto sul Mar Rosso e un impianto petrolifero nella provincia di Hodeida. Lo affermano gli Houthi yemeniti sostenuti dall'Iran, scrive al Jazeera. Gli attacchi della coalizione saudita contro il porto di Ras Issa hanno ferito quattro civili, mentre altri tre sono rimasti feriti in un attacco a un impianto petrolifero nel distretto di Bajil, ha dichiarato su X il portavoce del ministero della Sanità degli Houthi, Anees Alasbahi. "Questi ripetuti attacchi contro impianti petroliferi e porti vitali costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e si aggiungono alla serie di crimini di guerra in Yemen che prendono di mira i civili e le infrastrutture critiche", ha affermato.
Media, tre morti negli attacchi con droni israeliani a Gaza
Almeno tre persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite negli attacchi con droni lanciati da Israele nella Striscia di Gaza centrale e meridionale. Lo riferisce al Jazeera che cita fonti ospedaliere.
Yemen, Houthi: "Sette feriti in attacchi Arabia Saudita"
Gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato che alcuni attacchi sauditi hanno colpito un importante porto sul Mar Rosso e un impianto petrolifero nella provincia di Hodeidah, ferendo sette persone. Il gruppo, sostenuto dall'Iran, è in conflitto con una coalizione a guida saudita che appoggia il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, nel contesto di una guerra civile riesplosa in uno dei paesi più poveri del mondo. Secondo quanto riferito da Anees Alasbahi, portavoce del ministero della Salute degli Houthi, in un post su X, i raid della coalizione a guida saudita contro il porto di Ras Issa hanno causato il ferimento di quattro civili, mentre altre tre persone sono rimaste ferite in un attacco a un impianto petrolifero nel distretto di Bajil. "Questi ripetuti attacchi contro impianti petroliferi e porti vitali costituiscono una palese violazione del diritto internazionale umanitario e si aggiungono alla serie di crimini di guerra commessi in Yemen, che prendono di mira civili e infrastrutture critiche", ha affermato. In precedenza, l'emittente televisiva Houthi Al-Masirah aveva riferito che l'Arabia Saudita aveva colpito un molo e una nave commerciale nel porto di Ras Issa. I media legati agli Houthi hanno inoltre segnalato attacchi avvenuti domenica contro la facoltà di medicina dell'Università di Hodeidah, nella stessa provincia; due residenti hanno riferito all'Afp di aver udito un'esplosione nella zona. La coalizione a guida saudita ha dichiarato di aver condotto "un'operazione di precisione per neutralizzare risorse vitali" utilizzate dagli Houthi.
Iran, Trump: "Aumento prezzi benzina piccolo prezzo per sicurezza"
Il presidente Donald Trump ha sottolineato, rivolgendosi a una folla di sostenitori durante un comizio in Iowa, che l'aumento dei prezzi della benzina rappresenta "un piccolo prezzo da pagare" per la sicurezza nazionale, nel contesto del conflitto in corso che coinvolge l'Iran. "È un prezzo davvero esiguo da pagare per la sicurezza di questo Paese e del mondo intero", ha detto oggi Trump nel corso di un comizio a Dubuque. "La situazione si risolverà molto presto, vedrete. Comunque, i prezzi sono in netto calo; stanno scendendo. Ma, per quanto riguarda i prezzi, li ho ereditati così", ha aggiunto.
Trump: finora gentile ma a un certo punto colpire duramente
"L'unico motivo per cui non ho ancora chiuso i conti con l'Iran è che voglio essere gentile. Voglio provare a salvare tutte quelle vite, se posso... Ma a un certo punto dovremo colpire duramente", ha dichiarato il presidente ottantenne ai sostenitori durante un comizio in Iowa, in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.