Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Houthi: "Abbiamo colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria di Aramco"

©Ansa

Turchia e Pakistan avvieranno un "rapido dispiegamento" di truppe in Arabia Saudita nell'ambito di una nuova reciproca alleanza di difesa. Lo hanno annunciato oggi i tre Paesi, mentre l'Arabia fronteggia un'escalation di attacchi da parte degli Houthi. Le forze governative yemenite questa mattina hanno detto di aver preso il controllo di Bab el Mandeb e dell'aeroporto di Dhubab e di aver interrotto la strada tra Dhubab e Mokha. Gli Houthi però smentiscono

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Turchia e Pakistan avvieranno un "rapido dispiegamento" di truppe in Arabia Saudita nell'ambito di una nuova reciproca alleanza di difesa. Lo hanno annunciato oggi i tre Paesi, mentre l'Arabia fronteggia un'escalation di attacchi da parte degli Houthi dello Yemen. I tre Paesi hanno firmato il Mecca Joint Defence Agreement, accordo che li impegna ad aiutarsi in caso di attacchi.

Forti esplosioni sono state udite questa sera a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, Paese preso ripetutamente di mira negli ultimi tempi dagli Houthi dello Yemen. Gli Houthi hanno affermato di aver colpito lo scalo e una raffineria del colosso energetico saudita Aramco, oltre a diversi siti nel sud del Regno. 

Durante il gabinetto politico-militare israeliano di ieri sera, il capo dello Shin Bet David Zini, ha presentato ai ministri un'allerta d'intelligence specifica e preoccupante: Hamas sta intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un'operazione mirata di rapimento. Secondo le valutazioni, Hamas mira a lanciare l'operazione in prossimità delle elezioni del 27 ottobre o nell'immediato periodo successivo. Lo riferisce Channel 12.

Le forze governative yemenite hanno preso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb e dell'aeroporto di Dhubab, e hanno interrotto la strada tra Dhubab e Mokha: lo ha dichiarato un portavoce militare, mentre il governo ha lanciato un'ampia operazione contro le forze Houthi. Lo riporta Iran International. Gli Houthi, però, smentiscono.

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Houthi: abbiamo colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria di Aramco

Gli Houthi hanno affermato di aver colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria del colosso energetico saudita Aramco, oltre a diversi siti nel sud del Regno. Gli attacchi, condotti soprattutto con droni, missili balistici e da crociera, "hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Riad", ha dichiarato il portavoce militare dei ribelli yemeniti, Yahya Saree, aggiungendo che sono stati colpiti anche "la raffineria di Aramco a Rabgh" e siti militari e aeroporti nel sud del Paese. 

Rincari, dai prezzi dei carburanti a energia: impatto della guerra in Iran sugli italiani

Nel corso degli ultimi mesi, dopo l’inizio della guerra all’Iran e il dilagare del conflitto in Medioriente, gli italiani hanno dovuto fare i conti con i rincari in molti settori. Anche l’autunno non lascia ben sperare, con impatti diversi in base a vari fattori. A fare i conti ci hanno pensato Codacons, Cna e Cgia.

Da carburanti a energia, l’impatto della guerra in Iran sugli italiani

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FlyDubai, identificato il copilota presunto attentatore: è un 29enne omanita

Sarebbe Hamam al-Hammami, omanita di 29 anni, il copilota del presunto attentato terroristico sul volo Dubai-Tel Aviv FZ1073 operato da FlyDubai dello scorso 30 settembre. Secondo quanto riferito dal procuratore generale emiratino, Hamad Saif Al Shamsi, l’uomo stava pianificando un "atto terroristico" e avrebbe utilizzato l'ascia di emergenza presente nella cabina di pilotaggio per aggredire il comandante, tentando di "prendere i comandi dell'aereo". Lo scorso anno era stato rimosso dal suo precedente incarico per Oman Air, la compagnia aerea nazionale dell'Oman, per preoccupazioni relative alle sue opinioni estremiste.

FlyDubai, identificato il sospetto attentatore: è un 29enne omanita

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Rubio ha avuto un colloquio telefonico con Netanyahu

Il segretario di Stato Marco Rubio ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu mentre era in volo verso l'Europa. Lo riferisce il Dipartimento di Stato. 

Petrolio, scorte e prezzi dei carburanti: cosa sta succedendo dopo la guerra in Iran

Ieri il G7 ha varato il rilascio di 100 milioni di scorte di barili di petrolio: una decisione che avrà delle conseguenze sui prezzi di benzina e gasolio e anche sulle scorte mondiali. Di questo si è parlato a "Numeri", il programma di Sky TG24 andato in onda il 2 ottobre 2026.

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Iran, Trump: "Ritirati i bombardieri da base Raf a seguito di alcune minacce"

Donald Trump afferma che gli Usa hanno ritirato tutti i bombardieri B1 dalla base della Raf a Fairford a causa di "alcune minacce". "Ci sono state delle minacce e invece di tentare il nemico, noi cattureremo e batteremo il nemico, ma perché lasciarli lì? Allora li abbiamo spostati un po', non molto lontano", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca.

Trump: "Iran responsabile per Flydubai? Personalmente penso di sì"

"Personalmente penso di si". Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva se l'Iran fosse responsabile di quanto accaduto sul volo Flydubai. 

Volo Dubai-Tel Aviv, la rotta e le prime immagini dell'aereo. FOTO

Israele segue la pista terroristica per quanto successo su un aereo di FlyDubai diretto da Dubai a Tel Aviv: il copilota avrebbe accoltellato il pilota durante il volo. Il mezzo è atterrato a Tabuk, in Arabia Saudita. Il ministro israeliano Ben Gvir: "L'ingenua convinzione che i nostri nemici amino la vita e che dovremmo averne compassione ha ricevuto un promemoria stamattina sotto forma di un terrorista che aveva pianificato di far schiantare un aereo e uccidere i 180 israeliani a bordo".

Volo Dubai-Tel Aviv, la rotta e le immagini dell'aereo. FOTO

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Trump: "Attacchi sauditi e dello Yemen contro gli Houthi? Andrà tutto bene"

"Andrà tutto benissimo. Andrà tutto benissimo". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva degli attacchi sauditi e dello Yemen contro gli Houthi. 

Turchia e Pakistan invieranno forze militari in Arabia Saudita

La Turchia e il Pakistan, legati all'Arabia Saudita da un patto di difesa reciproca, hanno annunciato in un comunicato congiunto l'invio di forze militari nel Regno, bersaglio di attacchi regolari da parte dei combattenti Houthi dello Yemen. 

Lo Shin Bet avverte: "Hamas pronto ad attaccare a ridosso delle elezioni"

In vista delle elezioni del 27 ottobre in Israele, il livello di allarme legato alla minaccia terroristica è stato elevato in base a precise informazioni di intelligence. Domenica sera nel corso del gabinetto politico-di sicurezza il capo dello Shin Bet, David Zini, ha comunicato ai ministri un'allerta d'intelligence specifica e preoccupante. Secondo le informazioni ottenute dal servizio segreto interno, "Hamas sta intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un'operazione mirata di rapimento" a ridosso del voto o subito dopo. L'obiettivo è quello di "generare un forte impatto mediatico, perturbare l'agenda politica e di sicurezza israeliana, influenzare la situazione operativa". A cinque giorni dalla tragedia sfiorata dell'aereo FlyDubai, il copilota omanita Hammam Al-Hammami, che voleva schiantarsi su Tel Aviv, interrogato negli Emirati ha dichiarato di aver voluto agire "per vendicare Gaza, volevo morire da martire". Risuonano ora le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu che appena un giorno prima aveva affermato: "Abbiamo segnali che, in vista del voto, i nostri nemici cercheranno di attaccarci". Negli stessi giorni era emerso che l'Idf è in allerta massima a Gaza dove, secondo i servizi militari, Hamas starebbe pianificando di rapire un soldato israeliano per il terzo anniversario del 7 ottobre. Tuttavia la minaccia non arriva solo dalla Striscia, dove anche nei giorni scorsi diversi uomini armati sono stati ripresi in video mentre si muovevano da sotto e tra le macerie cercando di avvicinarsi alla Linea di Sicurezza controllata dall'Idf. 

La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo

Google ha aggiornato le foto di alcune porzioni del territorio palestinese che documentano ulteriormente il livello di distruzione portato dai bombardamenti e dall’intervento dell’esercito israeliano.

La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo

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Gran Bretagna, il Partito dei Verdi vota per classificare il sionismo come razzismo

Il voto ha suscitato forti critiche da parte delle organizzazioni ebraiche, del governo britannico e di Israele. Tel Aviv ha definito il testo "antisemita" e vietato l'ingresso nel Paese al leader verde Zack Polanski.

Gb, i Verdi votano per classificare il sionismo come razzismo

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Il copilota: "L'ho fatto per vendicare Gaza, volevo morire da martire"

"L'ho fatto per vendicare Gaza, volevo morire da martire", ha dichiarato agli inquirenti il pilota omanita  Hammam Al-Hammami durante l'interrogatorio negli Emirati. Lo riferisce Channel 12.  In Israele, intanto, si sta cercando di capire se il pilota abbia agito da solo o se sia stato inviato da qualcun altro. La censura militare ha autorizzato la pubblicazione, questa sera, della notizia che lo Shin Bet stesso sta partecipando alle indagini sul terrorista.

Crisi Medio Oriente: il governo yemenita riconquista Bab El-Mandeb. VIDEO

Media, Shin Bet partecipa alle indagini negli Emirati sul copilota omanita

Agenti dello Shin Bet si sono recati negli Emirati Arabi Uniti nei giorni scorsi per prendere parte alle indagini sul copilota omanita Hammam Al-Hammami, sospettato dell'aggressione e tentativo di dirottamento del volo FlyDubai. Lo riportano i media israeliani. 

Pezeshkian: "Negoziare con gli Usa non ha alcun senso"

Negoziare con gli Stati Uniti "non ha alcun senso": lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo quanto riportato dall'emittente di Stato iraniana Irib. "Finora ci hanno attaccato tre volte dopo dei colloqui; ciò dimostra che non cercano il dialogo", ha dichiarato, stando a quanto riferito dai media. "I negoziati non hanno alcun senso con un nemico che pratica quotidianamente assassinii, sanzioni e pressioni, e che non rispetta gli impegni presi". 

Yemen, forti esplosioni udite a Riad vicino aeroporto

Forti esplosioni sono state udite questa sera a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, Paese preso ripetutamente di mira negli ultimi tempi dagli Houthi dello Yemen. Lo riferiscono residenti e un giornalista dell'Afp. Un abitante ha raccontato all'agenzia che un'esplosione è stata avvertita in zone non lontane dall'aeroporto internazionale e ha fatto "tremare le finestre". 

Media,capo Shin Bet valuta ripristino detenzione amministrativa contro coloni violenti

Il capo dello Shin Bet, David Zini, ha affermato ieri durante la riunione di gabinetto di governo che sta valutando il ripristino della detenzione amministrativa contro gli estremisti israeliani responsabili della violenza contro palestinesi in Cisgiordania. Si tratta di una pratica che il ministro della Difesa Israel Katz aveva sospeso due anni fa. Lo riporta Ynet, secondo cui, durante la riunione, il premier Benyamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar hanno affermato che ''la violenza degli estremisti contro i palestinesi danneggia la reputazione internazionale di Israele'', e Zini avrebbe criticato il governo perché non vi è ''sufficiente condanna da parte della leadership'' degli atti di violenza degli israeliani in Cisgiordania. 

Guterres molto preoccupato per "forte escalation" dei combattimenti in Yemen

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e' "profondamente preoccupato" per la "forte escalation dei combattimenti" che si sono intensificati negli ultimi giorni in Yemen. Lo ha detto il suo portavoce. Guterres "condanna" inoltre "il proseguimento degli attacchi transfrontalieri degli Houthi contro l'Arabia Saudita" ed "esorta tutte le parti a dare prova della massima moderazione", ha aggiunto il portavoce nella nota, sottolineando che "tutte le parti devono adempiere pienamente ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario, compresa la protezione dei civili e delle infrastrutture civili". 

Merz su successo delle truppe yemenite: "Forse motivo di cauto ottimismo"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha reagito con cautela alle dichiarazioni delle truppe governative yemenite, secondo cui avrebbero assunto il controllo dell'area intorno allo stretto di Bab el-Mandeb. Se tali notizie fossero vere, "forse sarebbe un motivo di cauto ottimismo. Ma non è altro che questo", ha affermato il leader della Cdu durante un incontro a Berlino con il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevicius. Parlando della situazione tesa in Medio Oriente il Kanzler ha affermato che il governo tedesco sta facendo il possibile a tutti i livelli per contribuire a porre fine al conflitto e garantire rotte commerciali sicure. Merz ha fatto inoltre riferimento alla necessaria riapertura permanente dello Stretto di Hormuz. 

Trump: "Caro carburanti non da Hormuz ma da problema raffinerie"

A far salire il prezzo della benzina "non è più lo Stretto di Hormuz", ma la situazione delle raffinerie. Lo afferma il presidente americano Donald Trump su Truth, sostenendo che dallo Stretto transitano ormai "quantità record di barili quasi ogni giorno". Il problema, secondo Trump, sono le raffinerie russe "fatte saltare in aria dall'Ucraina" e quelle americane che "vengono chiuse negli Stati blu, come la California, dai democratici". Nel messaggio il presidente usa il termine denigratorio "Dumocrats" per attaccare il partito avversario.

Papa scrive a parroco Gaza: "Fino a quando, Signore?"

"Fino a quando, Signore?". È la domanda che Papa Leone XIV ha rivolto a padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza, dopo l'ennesimo attacco che ha colpito la Striscia e provocato la morte di cinque civili, tra cui due donne cristiane. 

Chiusura consolato Uk a Gerusalemme: Londra pronta a espellere diplomatici israeliani

Il mese scorso il Regno Unito ha annunciato una serie di misure contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, alle quali il ministro degli Esteri Gideon Saar ha risposto con alcune contromisure, tra cui la chiusura entro 30 giorni del consolato britannico a Gerusalemme Est. Il termine scade giovedì.

Medioriente, Londra minaccia l'espulsione di 27 diplomatici israeliani

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Egitto condanna incursioni israeliane in Siria

L'Egitto condanna "con la massima fermezza il perdurare delle violazioni israeliane della sovranità siriana, nonché la ripresa dei lavori di scavo e di costruzione militare nella regione di Quneitra", sollecitando il ritiro di Israele dal territorio. "Queste azioni - afferma una notadel ministero degli Esteri - coincidono con il proseguimento delle incursioni israeliane in altre aree della Siria meridionale, configurandosi come una palese violazione della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale della Siria, oltre che delle norme del diritto internazionale e dell'Accordo di disimpegno del 1974". "L'Egitto - conclude la nota - ribadisce il proprio categorico rifiuto di qualsiasi azione o misura israeliana volta a imporre una nuova realtà sul terreno e sottolinea la necessità di rispettare la sovranità, l'unità e l'integrità territoriale della Siria, nonché di procedere al ritiro dai territori siriani occupati". L'esercito israeliano ha ripreso i lavori di scavo e fortificazione militare nel governatorato di Quneitra, nella Siria meridionale, espandendo un progetto di sicurezza noto come linea 'Sufa 53' che prevede la costruzione di una strada militare strategica, trincee, barriere di terra, fortificazioni e posti di osservazione vicino alle alture del Golan. 

Shin Bet avverte il governo: Hamas pronto ad attacco a ridosso del voto

Durante il gabinetto politico-militare israeliano di ieri sera, il capo dello Shin Bet David Zini, ha presentato ai ministri un'allerta d'intelligence specifica e preoccupante: Hamas sta intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un'operazione mirata di rapimento. Lo riferisce Channel 12. Secondo le valutazioni, Hamas mira a lanciare l'operazione in prossimità delle elezioni del 27 ottobre o nell'immediato periodo successivo, con l'intento di generare un forte impatto mediatico, perturbare l'agenda politica israeliana e influenzare la situazione operativa. L'apparato di sicurezza si sta preparando. 

Londra minaccia chiusura consolato a Gerusalemme

La decisione di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme e revocare le credenziali diplomatiche del suo personale dovrebbe entrare in vigore giovedì prossimo. Ynet riporta fonti a conoscenza della questione secondo cui i britannici sono rimasti sconcertati dalla decisione israeliana e sorpresi dalla sua portata. Ciò che li avrebbe irritati particolarmente è stato il breve preavviso concesso da Israele ai diplomatici britannici che lavorano nel consolato di Gerusalemme Est: 30 giorni per lasciare Israele. A titolo di confronto, la Russia aveva concesso alla Gran Bretagna quattro mesi per chiudere il consolato di San Pietroburgo, in risposta a una vicenda di spionaggio tra i due Paesi. I britannici non avevano annunciato pubblicamente quale sarebbe stata la loro risposta alle misure israeliane, perché speravano di convincere Gerusalemme a fare marcia indietro attraverso contatti riservati e negoziati dietro le quinte. Ora, tuttavia, è emerso che il Regno Unito ha già trasmesso un messaggio alle autorità israeliane attraverso l'ambasciatore Simon Walters. Tra le altre misure annunciate da Sa'ar  l'8 settembre figurano l'allontanamento dei rappresentanti britannici dall'International Gaza Support Center di Kiryat Gat, la cessazione delle attività britanniche per l'addestramento delle forze dell'Autorità Palestinese in Cisgiordania e il divieto di ingresso in Israele per 12 rappresentanti eletti e altri cittadini britannici coinvolti, secondo Israele, in attività antisemite e anti-israeliane o che negano l'esistenza stessa dello Stato di Israele. 

Polizia toglie bandiera palestinese da quartiere ultraortodosso a Gerusalemme, scontri

I media israeliani riportano di proteste scaturite nel quartiere ultraortodosso di Mea Shearim a Gerusalemme dopo che la polizia è entrata nell'area per rimuovere una bandiera palestinese appesa da un gruppo di antisionisti e segnalata da altri residenti. Alcuni residenti hanno lanciato oggetti contro i poliziotti e uno di questi ha tirato una granata stordente. Una parte degli ebrei ultraortodossi si definisce antisionista, in quanto non riconosce la statualità di Israele se non nell'ambito dei precetti religiosi. Tra questi, una minoranza si riconosce nelle rivendicazioni palestinesi. 

Media, Londra pronta a espellere 27 diplomatici israeliani

L'ambasciatore britannico Simon Walters ha trasmesso alle autorità israeliane un messaggio secondo cui, se Israele non revocherà la decisione del ministro degli Esteri Gideon Sa'ar di chiudere il Consolato britannico a Gerusalemme Est, dove operano 27 diplomatici britannici, la risposta sarà l'espulsione di 27 diplomatici israeliani dall'ambasciata di Londra. È quanto emerge da un messaggio trasmesso dal Regno Unito a esponenti israeliani, sullo sfondo del deterioramento dei rapporti tra i due Paesi. I dettagli del messaggio sono stati pubblicati da Ynet. 

Herzog: "Israele protegge l'Occidente e il mondo libero"

"Israele sta proteggendo l'Occidente e il mondo libero". Lo ha dichiarato il presidente israeliano, Isaac Herzog, in un'intervista a Fox mentre si avvicina il terzo anniversario del massacro del 7 ottobre. Herzog ha difeso le operazioni militari condotte da Israele, sostenendo che il suo Paese non abbia cercato la guerra, ma stia combattendo per autodifesa. "Vogliamo la pace. Non abbiamo cercato questa guerra. Ci è stata imposta da terroristi orribili e barbari", ha proseguito Herzog, che si è quindi detto d'accordo - definendola "corretta" - con la posizione espressa dal presidente americano, Donald Trump, sulla minaccia rappresentata da Teheran. "Stiamo affrontando un impero del male che vuole davvero radicalizzare il mondo, conquistare il mondo libero e arrivare fino all'Europa e agli Stati Uniti", ha affermato.

Gb, Downing Street: "La base di Fairford è sicura"

La base della Raf a Fairford è sicura. Lo ha assicurato Downing Street, riferisce la Bbc, dopo la decisione degli Stati Uniti di ritirare tutti i bombardieri  B-1 dalla base militare nel Gloucestershire. Un portavoce del governo britannico ha precisato di non voler commentare le "operazioni militari di Paesi stranieri", ma ha confermato la sicurezza della base, ricordando come lo stesso presidente americano, Donald Trump, abbia elogiato nei giorni scorsi "le nostre forze di polizia, di difesa e di sicurezza" per la gestione dell'emergenza. Il governo ha inoltre ribadito, citando il ministro della Difesa Wes Streeting, di disporre di "approcci collaudati" per proteggere le proprie basi nel Regno Unito e nel mondo.

Ieri il Pentagono ha confermato il ritiro dei bombardieri da Fairford ed il loro trasferimento nelle basi di origine negli Stati Uniti dopo che la base è finita al centro di un'indagine della polizia antiterrorismo. Lo scorso 27 settembre sono stati segnalati tre veicoli "sospetti" nei pressi della base. Cinque uomini sono stati inizialmente arrestati con l'accusa di reati terroristici e successivamente rilasciati su cauzione. Un sesto uomo, cittadino britannico-iraniano, è stato poi arrestato e anch'egli rilasciato su cauzione.

Al-Arabiya: "Due missili Houthi in direzione Bab el-Mandeb"

Gli Houthi dello Yemen hanno lanciato due missili in direzione di Bab el-Mandeb. Lo riferisce al-Arabiya, tv satellitare di proprietà saudita.

Houthi: "Spazio aereo saudita teatro di operazioni, non sicuro per i voli civili"

Gli Houthi dello Yemen, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, 'avvertono' le compagnie aree, affermando che lo spazio aereo saudita "non è sicuro" per i voli civili. L''avvertimento' è arrivato tramite l'agenzia Saba che ha pubblicato una dichiarazione dell'organismo Humanitarian Operations Coordination Center (Hocc, degli Houthi) secondo cui lo spazio aereo saudita "non è sicuro" e "sarà teatro di attività delle nostre forze armate".

Iran, Usa ritirano bombardieri da base Raf Fairford. VIDEO

Netanyahu: "Naza film menzognero, madre e moglie vittime cacciata in Olanda"

''In Olanda Sabine Taasa, che il 7 ottobre ha perso il marito e un figlio, è andata coraggiosamente a una proiezione del film menzognero 'Naza' e ha raccontato la verità. L'hanno cacciata, non volevano ascoltare. Sabine è un'eroina che combatte per la verità. Continueremo a combattere per la verità, la verità vincerà, Israele vincerà''. Lo ha detto Netanyahu durante la cerimonia di Stato per le vittime del 7 ottobre 2023. Sabine Taasa è intervenuta in seguito durante la cerimonia, invitando la popolazione all'unione ''di fronte al nemico esterno''. 

Yemen, gli Houthi smentiscono: "Le forze governative non sono arrivate a Bab el-Mandeb"

Gli Houthi dello Yemen, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, negano che le forze governative yemenite, appoggiate dall'Arabia Saudita, siano arrivate nel distretto di Dhubab, sulla costa occidentale del Paese arabo, nei pressi dello Stretto di Bab el-Mandeb. La smentita arriva tramite l'agenzia Saba, che cita "fonti militari" degli Houthi. Al momento non è possibile verificare in modo indipendente le notizie sul campo.

Netanyahu: "Continueremo la missione nella Striscia di Gaza"

''Continueremo la missione nella Striscia di Gaza. E' il mio impegno. Non c'è perdono per i responsabili del massacro, diamo loro la caccia, non sono degni di stare al mondo. Il terrorismo non ha confini: non risparmia Inghilterra, Francia, Olanda''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di Stato per le vittime del 7 ottobre.

Netanyahu

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Teheran è riuscita a disattivare Starlink durante le proteste antigovernative di gennaio

L'Iran è riuscito a disattivare Starlink durante le proteste antigovernative di gennaio. A sostenerlo alla tv iraniana è Mohammad Amin Aghamiri, direttore del Centro nazionale per la cybersicurezza. E' la prima volta che un funzionario iraniano parla delle presunte capacità del Paese di contrastare questa tecnologia, in un contesto in cui l'accesso a Internet è soggetto a forti restrizioni in Iran. A gennaio, durante manifestazioni senza precedenti, Teheran aveva completamente interrotto per diverse settimane l'accesso a Internet della popolazione, impedendole di condividere con il resto del mondo informazioni sul movimento di protesta e sulla repressione. Soltanto i terminali Starlink, il cui possesso è punibile con il carcere, offrivano un'alternativa, consentendo di ricevere Internet via satellite. Questo sistema aveva tuttavia mostrato alcuni limiti tecnici: secondo alcuni esperti, all'epoca l'Iran era riuscito a interferire con il suo funzionamento. Durante i disordini di gennaio, "l'Iran è riuscito per la prima volta a disattivare dei terminali Starlink", ha sottolineato alla tv Mohammad Amin Aghamiri.

Dichiarazioni, queste, che comunque sembrano contraddire quelle rilasciate la settimana scorsa dal ministero delle Telecomunicazioni. "La diffusione su larga scala di Starlink darà il colpo di grazia" al controllo del governo su Internet, aveva infatti denunciato Mohammad Hafez Hakami, viceministro delle Telecomunicazioni. "Se questa tendenza proseguirà, saremo costretti a interrompere l'elettricità durante la prossima crisi".  L'Iran blocca da tempo numerosi siti stranieri (YouTube, X, Telegram, Instagram...), ma, come ammesso dalle stesse autorità, la stragrande maggioranza degli iraniani riesce ad accedervi attraverso le Vpn. Quest'anno l'Iran ha stabilito il record mondiale per il maggior numero di giorni senza Internet, quando le autorità avevano interrotto per quasi tre mesi ogni accesso alla rete, dopo l'inizio della guerra con i bombardamenti israeliani e statunitensi alla fine di febbraio. Inoltre, numerosi siti stranieri sono inaccessibili da una connessione iraniana a causa delle sanzioni internazionali. A maggio, un funzionario del ministero delle Telecomunicazioni aveva stimato che la loro percentuale fosse pari al 30%.

Yemen, ministro Informazione: "Nuova fase, Houthi avevano trasformato Bab el-Mandeb in minaccia"

"Una nuova fase nella battaglia per il ripristino dello Stato", verso la "liberazione completa del territorio nazionale dalla presenza della milizia terroristica degli Houthi sostenuta dal regime iraniano". Scrive così in un post su X il ministro yemenita dell'Informazione, Moammar al-Eryani, dopo che le forze governative dello Yemen, sostenute dall'Arabia Saudita, hanno annunciato l'avvio di una "offensiva strategica" sulla capitale Sana'a, dal settembre 2014 in mano agli Houthi che l'Iran da anni è accusato di sostenere. L'obiettivo è "estendere l'autorità" del governo yemenita "su ogni centimetro di territorio dello Yemen". "Quanto conseguito sulla costa occidentale, Bab al-Mandeb, e sulle isole yemenite - prosegue il post - e ciò che il portavoce delle Forze Armate ha annunciato riguardo l'inizio di un'offensiva strategica verso Sana'a utilizzando capacità moderne, conferma che l'Operazione 'Alba dello Yemen', avviata dal presidente Rashad Mohammed Al-Alimi, comandante supremo delle Forze Armate, sta andando verso il raggiungimento dei suoi obiettivi nazionali di ripristino delle istituzioni dello Stato". "Il recupero di territori, isole e posizioni strategiche nello Stretto di Bab el-Mandeb - aggiunge - contribuisce direttamente a tutelare uno dei passaggi marittimi più cruciali al mondo e a garantire la sicurezza della navigazione e del commercio internazionale, dopo che gli Houthi lo hanno trasformato in uno strumento di estorsione e minacce".

La Turchia ha condannato Israele per la ripresa degli scavi vicino al Golan

La Turchia ha condannato Israele per degli scavi in corso da parte di bulldozer e mezzi militari dello Stato ebraico che, secondo l'agenzia Anadolu e media locali siriani, hanno l'obiettivo di estendere una via di fortificazione nei pressi delle alture del Golan, un'area in gran parte occupata da Israele nel sud ovest della Siria. "Condanniamo con la massima fermezza le attività di Israele volte a creare nuovi 'fatti compiuti' in Siria e a minare l'Accordo sul disimpegno del 1974, attraverso la ripresa delle operazioni lungo la cosiddetta 'linea Sufa 53', nella provincia siriana di Quneitra", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Ankara che invita "la comunità internazionale ad adottare senza indugio misure efficaci e decisive affinché Israele ponga fine alle sue politiche espansionistiche" e "si ritiri dai territori siriani occupati". Secondo quanto riportato dall'agenzia Anadolu, Israele ieri ha ripreso le operazioni, già avviate nel 2022, per estendere una linea di fortificazione - nota come Sufa 53 - nei pressi delle alture del Golan, con strade militari, postazioni e trincee. Israele sostiene che le fortificazioni sono progettate per prevenire possibili attacchi da parte di gruppi armati sostenuti dall'Iran, riporta Anadolu, sottolineando che la costruzione di Sufa 53 è proseguita dopo la caduta del governo siriano di Bashar al-Assad nel dicembre 2024 e si è intensificata, provocando problemi per le comunità agricole locali.

Comunità ebraica Genova, mercoledì preghiera in Sinagoga per vittime 7 ottobre

La Comunità ebraica genovese si riunirà mercoledì 7 ottobre alle 19 nella Sinagoga di Genova per una preghiera in memoria delle vittime del 7 ottobre 2023.   Lo rende noto all'Adnkronos la presidente della Comunità ebraica genovese, Raffaella Petraroli.  "Non sarà una manifestazione pubblica, ma un momento di preghiera aperto a chi vorrà partecipare", conclude.

Netanyahu: "Continueremo a dare caccia ai responsabili 7 ottobre"

Israele continuerà a dare la caccia a tutti i responsabili degli attacchi del 7 ottobre 2023 contro il Paese e ha come obiettivo la pace con il Libano. Lo ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu durante una cerimonia di Stato in memoria dei soldati e degli appartenenti alle forze di sicurezza caduti nei tre anni trascorsi dall'invasione di Hamas. Netanyahu, riporta il Times of Israel, ha sottolineato che Israele ha ancora delle missioni da compiere, "e intende portarle a termine". "A Gaza non ci sarà alcun dominio di Hamas", ha promesso. "Chiunque sia stato coinvolto nell'attacco contro di noi, chiunque abbia tenuto in ostaggio la nostra gente, ha i giorni contati". "Li raggiungeremo, così come abbiamo raggiunto gli altri", ha avvertito Netanyahu, aggiungendo che Israele sta regolando i conti con i terroristi di Hamas ogni giorno. In Libano, ha affermato il premier, Israele continuerà a colpire Hezbollah "e creeremo un'opportunità di pace con un Paese in cui la stragrande maggioranza della popolazione desidera la pace con noi". Netanyahu ha assicurato che Israele non permetterà all'Iran di minacciare la sua esistenza. Il regime, ha sostenuto, "è più debole che mai dalla sua fondazione". 

Ankara contro Israele: "Si espande nel Golan"

La Turchia condanna con fermezza la ripresa da parte di Israele delle attività lungo la cosiddetta "linea Sufa 53", nei pressi delle Alture del Golan occupate, nella provincia siriana di Quneitra. Secondo Ankara l'obiettivo di Tel Aviv è quello di creare nuovi avamposti e violare così lo status di quel territorio. "Condanniamo con fermezza la violanzione da parte di Israele dell'Accordo di disimpegno del 1974, attraverso la ripresa delle sue attivita' lungo la linea Sufa 53 nella provincia di Quneitra. Si tratta di chiari tentativi di avanzare in territorio siriano e violare così i patti del 1974", scrive il ministero degli Esteri turco in una nota di oggi. Il ministero ha esortato la comunità internazionale ad adottare senza ulteriori ritardi misure efficaci e decisive per porre fine alle politiche espansionistiche di Israele, che alimentano le tensioni nella regione, e per garantirne il ritiro dai territori siriani occupati e l'integrità territoriale della Siria. 

Iran, Usa ritira bombardieri da base Raf Fairford. VIDEO

Msf: "Dopo 3 anni, a Gaza Israele continua a ridurre lo spazio vitale della popolazione"

"Israele sta progressivamente soffocando Gaza e sta continuando il genocidio", avverte Medici Senza Frontiere (Msf). "Lo spazio vitale della popolazione si riduce sempre di più e la sopravvivenza delle persone è minata da continue violenze, dal blocco deliberato delle forniture, nonché dalla distruzione dell’assistenza sanitaria e delle infrastrutture essenziali", denuncia un comunicato sottolineando come "nell’ultimo anno, con la creazione della linea gialla da parte di Israele, la popolazione di Gaza sia sempre più intrappolata".  "Presentata inizialmente come una misura difensiva temporanea e come elemento chiave per il mantenimento del cosiddetto cessate il fuoco, la linea è stata progressivamente rafforzata con postazioni militari, barriere e demolizioni continue, spostandosi sempre più verso ovest e comprimendo la popolazione in un’area sempre più ridotta. Oggi le forze israeliane occupano circa il 65% della Striscia di Gaza e utilizzano la linea gialla come confine di fatto di quest’area - prosegue il comunicato - Con l’avanzare della linea gialla, è sempre più imminente la minaccia per le persone che vivono nelle vicinanze. Ad aggravare la situazione, il fatto che la linea non è delimitata in modo chiaro né costante. Chi vi si avvicina rischia di essere colpito dalle forze israeliane e i team di Msf continuano a curare persone con ferite da arma da fuoco riportate nelle aree circostanti. Inoltre, il suo avanzamento ostacola la distribuzione di beni di prima necessità: Msf ha dovuto sospendere più volte la distribuzione d'acqua a causa delle sparatorie vicino alle comunità che vivono in prossimità della linea gialla". "La linea gialla non può essere considerata semplicemente una linea su una mappa - dichiara Amande Bazerolle, responsabile della risposta d'emergenza di Msf a Gaza - È diventata uno strumento di accerchiamento e pulizia etnica che isola le comunità dalle infrastrutture, dall’assistenza sanitaria, dall’acqua e da tutto ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere".

Netanyahu ai leader mondiali: "La verità è che noi vi stiamo proteggendo"

''I leader mondiali mi dicono 'vi siete risollevati dal baratro del 7 ottobre e avete colpito i fondamentalisti islamici, avete dato speranza all'umanità che si possono sconfiggere le forze oscure. Ma ci sono altri leader che ci criticano regolarmente, che ci vogliono boicottare. A loro dico: Israele sta combattendo una guerra che non potrebbe essere più necessaria o giustificata. Dovreste vergognarvi: la verità è che anche noi vi stiamo proteggendo e la verità è che la moralità dei nostri soldati non ha eguali''. Lo ha detto Netanyahu durante la cerimonia di Stato per commemorare i caduti militari del terzo anniversario degli attacchi del 7 ottobre 2023.

Crosetto: "A Riad radar e batterie antimissili per difendersi da Iran e Houthi"

"L'Italia è stata uno dei Paesi che ha risposto prima degli altri alla richiesta di aiuti dell'Arabia Saudita, quando è iniziata questa assurda guerra" in Medio Oriente: lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una video-intervista concessa da Roma al giornale emiratino 'The National', datata 2 ottobre. "Abbiamo inviato radar, abbiamo inviato batterie antimissili. Quindi abbiamo inviato assetti che potevano assistere tecnologicamente l'Arabia Saudita nella difesa dagli attacchi iraniani", ha aggiunto Crosetto, sostenendo che tali sistemi possono "assistere" Riad anche per "gli attacchi quando vengono da parte degli Houthi, come adesso". Crosetto è anche tornato sulla questione della missione europea Aspides per tutelare la libera navigazione nel Mar Rosso, viste le tensioni nello stretto di Bab-el-Mandeb, sostenendo che l'Italia "è una delle nazioni che ci ha creduto fin dall'inizio", contribuendo con delle navi "che devono anche essere delle navi moderne", con caratteristiche di tecnologia e velocità "che consentano di svolgere la propria missione". "L'abbiamo fatto con una nave, sempre presente. Siamo disposti anche a incrementare la presenza, ma quando vedremo da parte dell'Europa la stessa volontà di farlo", ha detto il ministro della Difesa.

Media Gaza: "Un uomo ucciso e altre persone ferite in un attacco con drone dell'Idf"

I media di Gaza riferiscono su X che un uomo è stato ucciso e altre persone sono rimaste ferite nell'attacco con un drone dell'Idf  a sud di Khan Younis. Secondo il media Gaza Now, l'uomo ucciso è Hisham Abu Jalala.

Netanyahu: "Il regime iraniano è destinato a sparire"

''Anche a distanza di tre anni, quando Israele è più forte che mai, rimangono impresse su di noi le ore terribili del massacro del 7 ottobre che ha rivelato al mondo la brutalità del nostro nemico. Non siamo mai stati, né mai saremo, come i nostri nemici''. Lo ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu durante la commemorazione di Stato per i caduti militari, nel terzo anniversario dall'inizio della guerra con il massacro del 7 ottobre 2023. ''Abbiamo creato zone di sicurezza su tutti i confini. Abbiamo colpito duramente il programma nucleare e balistico iraniano. Abbiamo ancora dei compiti da svolgere e intendiamo portarli a termine. Non ci sarà alcun governo di Hamas a Gaza, chiunque abbia tenuto in ostaggio i nostri cittadini ha il tempo contato. Non permetteremo al regime iraniano di continuare a rappresentare una minaccia, è più debole che mai e destinato a sparire. Al contempo, stiamo creando anche la possibilità di ampliare la cerchia della pace nell'area, e anche in questo riusciremo'', ha aggiunto Netanyahu.

Yemen, coalizione a guida saudita: "Sostegno aereo a operazione contro Houthi"

La coalizione militare a guida saudita ha annunciato il suo sostegno alla nuova offensiva lanciata contro gli Houthi dal governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale. All'alba, ha precisato la coalizione, 100 caccia hanno partecipato alle operazioni, garantiendo copertura aerea alle forze governative impegnate nelle operazioni di terra. "Cento caccia hanno partecipato questa mattina all'alba all'operazione 'Alba dello Yemen", ha confermato su X il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, riferendosi al nome dato alla nuova offensiva annunciata ieri. Al Malki ha aggiunto che la coalizione "garantirà sostegno aereo 24 ore su 24 alle forze armate yemenite sul terreno".

Iran, proteste di gennaio, giustiziati altri due manifestanti

 danna capitale di altri due manifestanti, coinvolti nelle proteste antigovernative dello scorso gennaio. Si tratta di Alireza Sepahi e Alireza Raeisi, arrestati durante la mobilitazione che lo scorso aveva visto migliaia di iraniani scendere in piazza contro il carovita. Secondo Radio Farda, i due giovani sono stati giustiziati nella prigione di Dastgerd, a Isfahan. Ad annunciare la notizia sono stati i parenti di Raeisi. I due giovani sotto i 30 anni erano stati condannati nell'ambito del cosiddetto caso di Piazza Alikhani a Isfahan. Qui, lo scorso 8 gennaio sono rimasti uccisi quattro agenti di un'unità speciale durante proteste nazionali che attraversavano il Paese da fine dicembre. I media statali hanno pubblicato video delle confessioni forzate di alcuni imputati in questo caso durante interrogatori svoltosi nel tribunale rivoluzionario di Isfahan. Le organizzazioni per i diritti umani considerano tali confessioni prive di fondamento perche' estorte. In questo caso, finora sono cinque gli imputati giustiziati mentre altri sette rischiano l'esecuzione. L'aumento dell'uso della pena di morte in Iran, soprattutto negli ultimi mesi nel contesto della guerra con gli Usa, ha suscitato preoccupazione internazionale. Gruppi per i diritti umani e governi occidentali affermano che Teheran sta usando le esecuzioni per creare paura nella societa' e prevenire ulteriori proteste. Secondo Amnesty International, l'Iran ha giustiziato almeno 2.159 persone nel 2025.

Netanyahu a cerimonia 7/10: "A Gaza nessun governo di Hamas"

Grazie al coraggio dei nostri combattenti, abbiamo ribaltato la situazione, abbiamo allontanato il pericolo immediato di distruzione dei nostri cittadini e dello Stato". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyah, parlando durante la cerimonia commemorativa nazionale sul Monte Herzl, in occasione del terzo anniversario del massacro del 7 ottobre, aggiungendo che "abbiamo dei compiti da svolgere e intendiamo portarli a termine. A Gaza non ci sarà alcun governo di Hamas, coloro che hanno tenuto in ostaggio i nostri cittadini vivranno di tempo preso in prestito".

Forze governative Yemen: "Ripreso il controllo di Bab el Mandeb"

Le forze governative yemenite hanno preso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb e dell'aeroporto di Dhubab, e hanno interrotto la strada tra Dhubab e Mokha: lo ha dichiarato un portavoce militare, mentre il governo ha lanciato un'ampia operazione contro le forze Houthi. Lo riporta Iran International. Il colonnello Majed al-Nuzaili ha dichiarato che le Brigate dei Giganti e le forze dello Scudo della Nazione hanno messo in sicurezza lo stretto.

7 ottobre, Pizzaballa: "Siamo ancora dentro quel trauma"

"Dispiace dirlo, ma mi pare che non abbiamo fatto molta strada. Non siamo ancora usciti da quel giorno in un certo senso. Entrambe le popolazioni sono dentro questo trauma profondo, irrisolto. Siamo bloccati". Lo afferma il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, in un'intervista alla Repubblica alla vigilia del terzo anniversario del 7 ottobre. A tre anni dall'attacco di Hamas e dall'inizio della guerra a Gaza, il porporato osserva che israeliani e palestinesi restano prigionieri di un trauma che non sembra ancora aver trovato una via d'uscita. Anche sul piano del rapporto reciproco, aggiunge Pizzaballa, "non vedo grandi cambiamenti": ciascuna comunità continua a guardare l'altra soprattutto come un nemico. "Non vedo emergere un pensiero che dica 'fermiamoci, dove stiamo andando, cosa sta accadendo'", sottolinea il Patriarca, definendo questa situazione "molto dura da osservare". Per evitare che il conflitto diventi una nuova normalità, secondo Pizzaballa, occorre creare le condizioni perché  il cambiamento diventi necessario e individuare "leadership capaci di aiutarci a pensare, che ci aprano gli occhi su quello che sta accadendo".

7 ottobre, Pizzaballa: "A Gaza situazione umanitaria peggiore"

"Dal punto di vista della guerra va un po' meglio: non è finita ma non siamo nella guerra a tappeto come prima. Dal punto di vista della vita ordinaria e della situazione umanitaria forse anche è peggio di prima". Così il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, descrive la situazione a Gaza a tre anni dal 7 ottobre. "Tutte le domande che durante la guerra a tappeto non potevi porti, adesso vengono fuori", spiega il porporato, sottolineando che "la ricostruzione non è cominciata, le condizioni di vita non sono migliorate, anzi per certi aspetti sono anche peggiorate". Pizzaballa richiama inoltre l'arrivo dell'inverno e le condizioni delle persone costrette a vivere nelle tende: "Le piogge per tutti quelli che vivono nelle tende saranno un problema enorme". In questo quadro, il Patriarcato latino ha voluto dare un segnale concreto di speranza con la riapertura della scuola della parrocchia di Gaza. "Riaprire era un segno importante da dare. Il segno che nonostante tutte le difficoltà, noi vogliamo ricominciare: non molliamo", racconta il cardinale. "C'è stata molta gioia quel giorno, tutti piangevano".

Herzog: "Lutto per uomini, donne, bambini, neonati, anziani, caduti il 7 ottobre"

Il presidente di Israele Isaac Herzog e il premier Benjamin Netanyahu sono sul Monte Herzl a Gerusalemme in occasione della cerimonia di Stato in memoria dei caduti in guerra. "L'ammainabandiera esprime il lutto nazionale condiviso dello Stato di Israele e dei suoi cittadini, ed è dedicato alla memoria delle donne e degli uomini, dei bambini, dei neonati, degli anziani, dei civili e dei soldati che sono stati uccisi e sono caduti nell'attentato terroristico del 7 ottobre 2023 e nella guerra 'Spade di ferro'. Oltre al loro ricordo, questa giornata è dedicata anche a rendere omaggio a tutti coloro che sono stati feriti nel corpo e nell'anima e che portano ancora oggi le ferite del 7 ottobre e della guerra", ha detto Herzog.

7 ottobre, Pizzaballa: "In Cisgiordania si decide dove andiamo"

"La West Bank è il luogo dove in questo momento si decide dove stiamo andando". È l'allarme lanciato dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, nell'intervista alla Repubblica alla vigilia del terzo anniversario del 7 ottobre. Parlando della situazione dell'unico villaggio cristiano rimasto in Cisgiordania, Taibeh, Pizzaballa ribadisce che la comunità cristiana non intende abbandonare il territorio. "Come comunità siamo qui e dobbiamo fare di tutto per costruire la nostra vita qui. Per difenderla e costruirla in tutti i suoi aspetti, anche di vita ordinaria. Non si vive da soli e si deve poter vivere con gli altri", afferma. Il Patriarca sottolinea anche il valore della solidarieta' internazionale ricevuta in questi anni, in particolare per Gaza. "Questo dimostra che attorno a ciò che è accaduto qui il 7 ottobre prima, la guerra a Gaza poi c'è stato un risveglio di coscienze. Credo sia un segnale importante", osserva. Un risveglio che, secondo Pizzaballa, non sempre ha trovato una risposta adeguata a livello istituzionale: "Diciamo che a livello istituzionale c'è stata molta più timidezza".

7 ottobre, padre Faltas: "Fermare la tragedia, non buttare via altre vite"

"La tragedia deve essere fermata per non buttare via altre vite e ridare un senso profondo ad ogni vita. Fermiamo questi tre anni dolorosi, senza dimenticare il dolore, ricordando di rispettare sempre la vita e la pace, l'amore per la verità e per la giustizia". Lo afferma padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole di Terra Santa, alla vigilia dell'anniversario del 7 ottobre. Riprendendo le parole del Papa, espresse all'Angelus e anche in un messaggio privato al parroco di Gaza, il francescano sottolinea: "Il Santo Padre ha sempre parole di vicinanza paterna alla sofferenza di Gaza, anche ieri ha pregato perché i popoli siano liberati dal flagello della guerra, in particolare per la Terra Santa e per le vittime innocenti della violenza. Quando Papa Leone XIV chiede una pace disarmata e disarmante chiede soprattutto di disarmare le mani, il cuore, la mente perché il male della violenza si abbatte sugli indifesi. Leone XIV esprime la sua sofferenza per la morte di due donne della comunità cristiana di Gaza e conforta padre Gabriel - aggiunge riferendosi al messaggio inviato dal Pontefice a Romanelli, il parroco della Sacra Famiglia -, pastore buono, sostegno forte, punto di riferimento non solo per i cristiani ma per tutti gli abitanti di Gaza". Padre Ibrahim conclude: "Il Signore é vicino sempre alle cadute di una umanità disorientata dal male, questo terzo anniversario sia il ricordo di un dramma ma segni nella memoria una tragedia che deve essere fermata".

Idf: "Ucciso terrorista Hamas che partecipò al 7 ottobre"

Un terrorista di Hamas che ha partecipato all'offensiva del 7 ottobre è stato ucciso in un attacco israeliano durante il fine settimana, lo hanno reso noto le IDF e lo Shin Bet. L'attacco di venerdì a Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, ha ucciso Ibrahim Mustafa Suleiman Abu Awaimer, identificato dalle IDF come comandante di plotone della Forza Nukhba, l'unita' d'e'lite di Hamas che ha invaso Israele il 7 ottobre 2023. Le IDF affermano che recentemente Abu Awaimer era coinvolto nell'avanzare di attacchi contro truppe e civili israeliani, nonche' nel ripristinare le capacita' di Hamas, "in sistematica violazione del cessate il fuoco", aggiungendo che è stato ucciso per "eliminare la minaccia che rappresentava".

Media: "Coloni estremisti hanno incendiato auto nella zona di Ramallah"

I media palestinesi riferiscono sui social che ieri sera alcuni coloni estremisti hanno incendiato delle automobili tra i villaggi di Silwad e Ein Yabrud, nella zona di Ramallah. L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che, in un diverso incidente,  coloni israeliani hanno attaccato dei raccoglitori di olive nella zona di Bab al-Jami', a nord-ovest di Nablus.

Media: "Spari contro veicolo privato dell'autista dell'ufficio di Netanyahu"

Un veicolo di proprietà di un autista dell'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato colpito da spari  mentre alla guida si trovava il figlio del titolare. Lo riferisce Channel 12 specificando che l'auto non fa parte (attualmente) del corteo del premier. La polizia ha arrestato nove persone, l'ipotesi investigativa si concentra sul tentativo di omicidio del figlio dell'autista. L'uomo in passato ha anche testimoniato nel processo a Netanyahu in qualità di autista del corteo del primo ministro.

Media: "Forze governative yemenite attaccano gli Houthi vicino a Bab el Mandeb"

Le forze governative yemenite hanno attaccato le posizioni degli Houthi nel distretto di Dhubab, che domina lo strategico stretto di Bab el-Mandeb: lo scrive Reuters sul sito. Ieri il governo riconosciuto a livello internazionale ha lanciato un'offensiva per riconquistare il territorio controllato dagli Houthi. Le Brigate dei Giganti, movimento filogovernativo, affermano che i loro primi contingenti sono giunti nella zona di Bab el-Mandeb.

7 ottobre, in Israele bandiere a mezz'asta alla Knesset

Le bandiere di Israele sono state abbassate a mezz'asta alla Knesset e alla residenza del Presidente, in concomitanza con l'inizio delle commemorazioni per il terzo anniversario della tragedia del 7 ottobre. Lo riporta Times of Israel. Oggi ricorre la giornata nazionale di commemorazione dell'evento, fissata a due giorni dopo la festività di Simchat Torah, ricorrenza durante la quale avvenne l'attacco nel 2023

Media iraniani: "Due agenti di polizia uccisi da terroristi"

Due agenti di polizia sono rimasti uccisi dopo un attacco subito quelli che i media iraniani hanno definito "terroristi armati". Secondo quanto riferisce Isna, "due terroristi armati hanno attaccato una pattuglia della polizia proveniente dalla stazione di Nokju (Comando di polizia della contea di Bampur) lungo la tratta Bampur-Iranshahr, aprendo il fuoco contro gli agenti mentre questi ultimi erano impegnati in attività di pattugliamento e di tutela della sicurezza pubblica". A causa dell'attacco, avvenuto nella provincia del Sistan-Baluchistan che confina con il Pakistan, oltre ai due morti anche un altro agente di polizia è rimasto ferito. "Gli autori dell'attacco sono attualmente inseguiti dalle forze dell'ordine ed è in corso un'operazione nell'area per identificarli e arrestarli", riferisce Isna. La provincia del Sistan-Baluchistan è spesso teatro di attacchi contro le forze dell'ordine da parte di gruppi armati e durante il mese di settembre il ministero dell'Intelligence di Teheran aveva dichiarato che "tre terroristi" erano stati uccisi "prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terrorismo" e altri nove erano stati arrestati, in due diverse operazioni.

Yemen, esercito attacca postazioni Houthi a Bab el-Mandeb

Le forze governative yemenite stanno attaccando le postazioni Houthi nel distretto di Dhubab, che si affaccia sullo strategico stretto di Bab el-Mandeb; lo riferiscono due fonti militari a Times of Israel, un giorno dopo che il governo riconosciuto a livello internazionale ha lanciato un'offensiva per riconquistare i territori in mano agli Houthi. Le "Brigate dei Giganti", schierate a sostegno del governo, fanno sapere che i loro primi contingenti sono giunti nell'area di Bab el-Mandeb.

Pizzaballa: 'Tutti ancora sono fermi al 7 ottobre, è necessario cambiare'

"Dispiace dirlo, ma mi pare che non abbiamo fatto molta strada. Non siamo ancora usciti da quel giorno in un certo senso. Entrambe le popolazioni sono dentro questo trauma profondo, irrisolto. Siamo bloccati". Lo afferma, in un'intervista a la Repubblica, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini di Gerusalemme, parlando del prossimo anniversario del 7 ottobre. "Non vedo emergere un pensiero che dica 'fermiamoci, dove stiamo andando, cosa sta accadendo'. E questa è una cosa molto dura da osservare" aggiunge. "Noi - prosegue Pizzaballa - non vogliamo che questa sia la nuova normalità. Ma per impedirlo abbiamo bisogno che accada qualcosa che renda conveniente o necessario cambiare. E di leadership capaci di aiutarci a pensare, che ci aprano gli occhi su quello che sta accadendo. Dal punto di vista della guerra va un po' meglio: non è finita ma non siamo la guerra a tappeto come prima. Dal punto di vista della vita ordinaria e della situazione umanitaria forse anche è peggio di prima: tutte le domande che durante la guerra a tappeto non potevi porti, adesso vengono fuori. La ricostruzione non è cominciata, le condizioni di vita non sono migliorate, anzi per certi aspetti sono anche peggiorate: siamo alla vigilia dell'inverno e le piogge per tutti quelli che vivono nelle tende saranno un problema enorme". "Noi - afferma ancora il Patriarca dei Latini di Gerusalemme - non vogliamo entrare in questioni politiche, ma come comunità siamo qui e dobbiamo fare di tutto per costruire la nostra vita qui. Per difenderla e costruirla in tutti i suoi aspetti, anche di vita ordinaria. Non si vive da soli e si deve poter vivere con gli altri. Ci sono state anche le donazioni che sono arrivate da tutto il mondo, in particolare per Gaza. Questo dimostra che attorno a ciò che è accaduto qui — il 7 ottobre prima, la guerra a Gaza poi — c'è stato un risveglio di coscienze. Credo sia un segnale importante" conclude il cardinale Pizzaballa. 

Gli Usa ritirano i bombardieri B-1 dalla base aerea britannica di Fairford

Il 27 settembre, la polizia è stata chiamata alla base nel sud-ovest dell'Inghilterra dopo che un agricoltore locale aveva segnalato un gruppo di uomini con diversi furgoni impegnati in attività "sospette".  L'allarme ha costretto all'evacuazione di 85 abitazioni situate vicino alla base aerea, utilizzata dagli Stati Uniti per lanciare attacchi contro l'Iran

Gli Usa ritirano i bombardieri B-1 dalla base aerea Uk di Fairford

Gli Usa ritirano i bombardieri B-1 dalla base aerea Uk di Fairford

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Libano, premier: "Dopo l'Unifil, avremo ancora bisogno di una forza internazionale"

"La guerra non è stata qualcosa che abbiamo voluto o scelto, è stata una guerra imposta: il nostro obiettivo è il ritiro completo di Israele dal territorio libanese". Lo ha detto il primo ministro libanese Nawaf Salam, parlando con i media della situazione della sicurezza nel Paese, riferendosi alla presenza delle Forze di Difesa Israeliane sul territorio libanese. "Voglio rafforzare le capacità militari dell'esercito libanese - ha aggiunto - Ciò che mi preoccupa è il vuoto che si creerà nel sud dopo la fine della missione Unifil. Avremo ancora bisogno di una forza internazionale nel sud". Riguardo alle relazioni con l'Iran, ha affermato: "Vogliamo aprire un nuovo capitolo con loro".

Iran: "Al momento non ci sono navi Usa a Hormuz e nei Golfi, sono fuggite"

Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha affermato che, per la prima volta, in questo momento non c'è nessuna nave statunitense nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman e neppure nella parte settentrionale dell'Oceano Indiano. "Le forze statunitensi sono fuggite e si sono posizionate a più di 1.000 chilometri dal territorio iraniano", ha sottolineato parlando alla tv di Stato. "Lo spostamento delle forze — ha proseguito Fadavi — non è stata una scelta degli americani, ma è avvenuto in considerazione dell'autorità dell'Iran. Le navi da guerra americane sono vulnerabili al 100% rispetto agli attacchi dei Guardiani della Rivoluzione".

Iran: "Navi che a Hormuz passano per la rotta Usa possono essere colpite"

Hormuz "resta sotto il controllo dell'Iran" e "qualsiasi nave che transiti attraverso la rotta meridionale dello stretto, supervisionata dagli Stati Uniti, può essere colpita in qualsiasi momento": è quanto dichiarato alla tv di Stato iraniana da Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione. Attualmente, ha aggiunto Fadavi, attraverso questa rotta transitano appena 3-4 milioni di barili di petrolio al giorno, una quantità "trascurabile" rispetto ai livelli precedenti alla guerra. Respingendo le minacce statunitensi di tornare ad attaccare l'Iran, il consigliere del capo dei Pasdaran ha sottolineato che gli Usa "hanno fallito in Afghanistan e in Iraq e falliranno nuovamente".

Teheran convoca l'ambasciatore norvegese: "Oslo ignora obblighi per l'uso di Starlink"

Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato a colloquio l'ambasciatore norvegese a Teheran, Paal Bjornestad, che è stato ricevuto dal direttore generale del Dipartimento per la pace e la sicurezza internazionale, Mohammad Hassannejad Pirkouhi. L'Iran accusa infatti Oslo di non aver rispettato obblighi internazionali relativi all'uso del sistema satellitari Starlink. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna. "Gli Stati Uniti e Israele abusano sistematicamente della rete satellitare Starlink per portare avanti programmi interventisti nei confronti dell'Iran", ha dichiarato Hassannejad Pirkouhi durante l'incontro, sottolineando che "la Norvegia non ha adempiuto ai propri obblighi giuridici in quanto Stato di registrazione dei servizi Starlink presso l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (Uit) delle Nazioni Unite" e che "dovrebbe adottare le misure necessarie per impedire trasmissioni con Starlink non autorizzate sul territorio iraniano". "Oslo ha ignorato i ripetuti appelli dell'Iran affinché cessino le attività che compromettono la sicurezza nazionale e la sovranità territoriale dell'Iran", ha aggiunto Pirkouhi.

Capo Stato maggiore Israele: "Un 'dovere' indagare 7 ottobre"

Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, ha dichiarato che è "dovere" di Israele indagare a fondo sul massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023, al fine di garantire che ne vengano tratti i dovuti insegnamenti. "Un'intera nazione china il capo in segno di lutto. Ricordiamo i civili uccisi nelle loro case, i giovani usciti a ballare che non hanno più fatto ritorno, coloro che sono stati rapiti e uccisi durante la prigionia, i combattenti e le combattenti e tutti i soldati caduti, gli appartenenti alle forze di sicurezza e le squadre di soccorso ed emergenza che si sono lanciate nell'inferno e sono cadute in battaglia", ha dichiarato Zamir, nel ricordare il terzo anniversario del sanguinoso attacco di Hamas. "Porteremo con noi le loro storie e formeremo le future generazioni di comandanti e soldati ispirandoci al loro esempio. È nostro dovere indagare e garantire che gli insegnamenti appresi vengano messi in pratica, affinché possiamo dimostrarci sempre più degni della fiducia che il popolo ha riposto in noi", ha aggiunto il capo di Stato maggiore secondo quanto riporta il Times of Israel.

Raid israeliano a Birzeit, demolito memoriale universitario

Secondo alcune testimonianze le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campus dell'Università di Birzeit, nella città di Ramallah, e hanno demolito un monumento dedicato a 40 studenti ed ex studenti uccisi dall'esercito israeliano negli ultimi decenni. L'incursione, avvenuta nelle prime ore del mattino, è l'ultima di una serie di attacchi israeliani contro la prestigiosa università.

L’Australia avvia un’indagine sui legami del copilota Flydubai

Le autorità australiane hanno avviato un’indagine sui presunti legami con l’Australia del copilota di Flydubai accusato di aver aggredito il comandante durante un volo diretto in Israele, in un caso che è oggetto di accertamenti anche negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. La Polizia federale australiana (AFP) ha confermato che il Joint Counter Terrorism Team dello Stato di Victoria, composto da AFP, polizia locale e servizio di intelligence interna Asio, sta verificando i collegamenti dell’uomo con il Paese dopo che i media hanno rivelato un suo precedente soggiorno in Australia. Secondo la stampa australiana, il copilota, identificato come l’omanita Hamam al Hammami, aveva ottenuto un visto studentesco nel 2014 e aveva studiato in Australia tra il 2015 e il 2017. Gli investigatori stanno valutando se possa essersi radicalizzato durante quel periodo. Il suo visto sarebbe stato revocato nel 2019 dopo l’interruzione del percorso di studi.

L’incidente è avvenuto a bordo di un volo Flydubai diretto a Tel Aviv con 174 persone a bordo. Secondo la Procura generale degli Emirati Arabi Uniti, il copilota avrebbe attaccato il comandante con un’ascia d’emergenza nel tentativo di assumere il controllo dell’aereo, che avrebbe perso circa 4.300 metri di quota in meno di 30 secondi. Passeggeri e membri dell’equipaggio sono riusciti a bloccare l’aggressore, mentre il comandante, ferito, è riuscito ad accedere alla cabina di pilotaggio e a riprendere il controllo del velivolo, poi dirottato verso Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, dove ha effettuato un atterraggio d’emergenza.

Il caso ha sollevato interrogativi sui controlli di sicurezza e sulle procedure di selezione del personale delle compagnie aeree.

Yemen, Houthi: 106 attacchi da forze saudite nelle ultime 24 ore

Yahya Saree, portavoce degli Houthi yemeniti, ha dichiarato che il gruppo ha respinto due F-15 sauditi nello spazio aereo di Taiz utilizzando missili terra-aria. In un messaggio su Telegram, Saree ha anche affermato che l’Arabia Saudita ha lanciato un totale di 106 raid aerei sullo Yemen domenica, utilizzando sia aerei che missili terra-aria, prendendo di mira la capitale Sana’a e i governatorati di Al-Jawf, Taiz, Amran, Hajjah e Sa’dah.

Siria, Idf uccide un sospetto per tentata irruzione in una base militare

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso a colpi d’arma da fuoco un sospetto che aveva tentato di fare irruzione in una postazione dell’esercito israeliano nel sud della Siria poco fa, secondo quanto riferito dall’esercito. L’IDF afferma che le truppe hanno identificato il sospetto che stava cercando di entrare nella postazione e, pochi istanti dopo, i soldati hanno aperto il fuoco, uccidendolo. L’esercito non specifica se il sospetto fosse armato. Nessun soldato dell’IDF è rimasto ferito nell’incidente.

Smotrich: "Al via i lavori alle Piscine di Erode nei territori occupati"

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, esponente dell’estrema destra, ha annunciato l’inizio dei lavori per la realizzazione di un parco intorno a una piscina situata su un terreno privato palestinese nella Cisgiordania occupata. Il sito nella Valle del Giordano appartiene all’agricoltore palestinese Saad Nemer. A giugno, tuttavia, i coloni israeliani hanno sequestrato la sua condotta di irrigazione e deviato l’acqua per riempire l’antica piscina, interrompendo l’approvvigionamento idrico per i suoi raccolti. Smotrich ha quindi promesso 3 milioni di shekel (1 milione di dollari) per lo sviluppo delle "Piscine di Erode".

In un post su X, il ministro ha affermato che i lavori, iniziati domenica, sono "finalizzati alla conservazione e all’accessibilità al pubblico". "La rivoluzione degli insediamenti continua!", ha aggiunto.

Medio Oriente, studio Kpler: esportazioni di petrolio a livelli pre-bellici

Le esportazioni di petrolio greggio dai paesi mediorientali, escluso l’Iran, hanno superato la scorsa settimana i livelli prebellici nella regione, nonostante gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz, secondo i dati della società di monitoraggio marittimo Kpler. Per la prima volta dall’inizio dell’offensiva israelo-americana contro la Repubblica islamica alla fine di febbraio, la media settimanale delle spedizioni di petrolio greggio ha superato la media prebellica (18 milioni di barili al giorno) per diversi giorni consecutivi la scorsa settimana.

Iran, convocato l’ambasciatore della Norvegia per le operazioni di Starlink

L’Iran ha convocato l’ambasciatore norvegese a Teheran per protestare contro quella che ha definito la "continua inerzia" di Oslo in merito alle operazioni "non autorizzate" di Starlink, il servizio internet satellitare, all’interno del territorio iraniano, secondo quanto riportato dalla televisione di stato Press TV.

Mohammad Hassannejad Pirkoohi, direttore generale del ministero degli Esteri iraniano, ha convocato domenica l’ambasciatore Paal Bjørnestad per consegnargli una nota ufficiale di protesta. Durante l’incontro, Pirkoohi ha accusato gli Stati Uniti e Israele di "abusare" sistematicamente di Starlink, di proprietà della SpaceX del miliardario americano Elon Musk, "per promuovere agende interventiste" contro l’Iran. Secondo le autorità iraniane, la Norvegia non ha rispettato i suoi obblighi legali in qualità di Stato registrante per i servizi Starlink presso l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) delle Nazioni Unite. "In base alle decisioni prese negli ultimi anni dal Comitato per la regolamentazione delle radiocomunicazioni (RRB) dell’ITU, il governo norvegese ha l’obbligo di adottare le misure necessarie per impedire trasmissioni Starlink non autorizzate all’interno del territorio iraniano", ha affermato. Ha aggiunto che la Norvegia ha ignorato le ripetute richieste iraniane "di interrompere le attività che compromettono la sicurezza nazionale e la sovranità territoriale dell’Iran".

Yemen, avviate operazioni per la riconquista delle zone controllate dagli Houthi

Il capo dell’organo di governo dello Yemen, Rashad al-Alimi, ha annunciato l’avvio di operazioni militari per riconquistare il territorio ancora controllato dagli Houthi nel Paese. Il principale negoziatore iraniano afferma che "l’era dello spreco di tempo e delle richieste impositive è finita" e che gli Stati Uniti devono soddisfare le sette condizioni concordate nell’accordo di Islamabad di giugno.

Pentagono, ritirati tutti i bombardieri dalla base aerea britannica

Il Pentagono ha confermato le notizie secondo cui gli Stati Uniti hanno ritirato tutti i bombardieri B-1 dalla Royal Air Force Fairford, la base aerea britannica dove un incidente sospetto aveva provocato l'evacuazione delle zone vicine.  Una dichiarazione di un funzionario del Pentagono ha riferito: "Possiamo confermare ora che tutti i bombardieri statunitensi che erano stati dispiegati presso la Raf Fairford sono stati ridislocati nelle loro basi di provenienza negli Stati Uniti".  La polizia era stata chiamata alla base, nel sud-ovest dell'Inghilterra, domenica scorsa, dopo che un agricoltore della zona aveva segnalato un gruppo di uomini impegnati in attività sospette. Gli investigatori, tuttavia, non hanno trovato esplosivi e i cinque cittadini britannici residenti a Londra arrestati nell'ambito dell'episodio sono stati rilasciati su cauzione.

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