Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Guerra Iran, Usa: "Ecco le sanzioni, stop soldi ai Pasdaran". Teheran: "Vi batteremo"

©Ansa

Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent lancia "Operation Economic Outcast" per interrompere qualsiasi rapporto dell'Iran con il resto del mondo. "Il nostro obiettivo è tagliare ogni linfa economica che sostiene il regime", sottolinea. Cinque i settori colpiti, ha reso noto il dipartimento del Tesoro: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. La replica del presidente iraniano Ghalibaf: "Nostri partner non badano a sanzioni Usa"

in evidenza

Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent lancia "Operation Economic Outcast" per interrompere qualsiasi rapporto dell'Iran con il resto del mondo. "Il nostro obiettivo è tagliare ogni linfa economica che sostiene il regime", ha detto Bessent assicurando che "gli Usa bloccheranno ogni potenziale fonte di entrate per i Guardiani della rivoluzione". Cinque i settori colpiti, come ha reso noto il dipartimento del Tesoro Usa: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi.  

Dal segretario al Tesoro Usa anche un avvertimento a "coloro che agevolano l'Iran": "non mettete alla prova la nostra determinazione". E sulla Cina precisa: "Nessuno è al di sopra delle sanzioni secondarie americane" all'Iran. 

La replica del presidente del parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf: "Gli americani sanno che nessuno crede alle loro spacconate, gli Stati Uniti non sono in una condizione economica tale da voler restringere ulteriormente i rapporti con gli altri paesi", scrive su X. E aggiunge: "I partner commerciali dell'Iran, sia attraverso i media sia nei messaggi inviati a noi, hanno dichiarato di non tenere in nessun conto queste prese di posizione". 

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Questo liveblog finisce qui

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Iran, ministro dell'Economia: "Nuove sanzioni Usa saranno un'altra sconfitta per loro"

Le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro l'Iran si tradurranno in "un'altra sconfitta" per Washington. Ne è convinto il ministro dell'Economia iraniano Ali Madanizadeh, che alla televisione di Stato ha rivendicato l'esistenza di un "piano biennale" già pronto per fronteggiare le misure. "Gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per mettere alla prova la determinazione del popolo iraniano e dei leader del Paese, ma hanno fallito ogni volta. Sembra che vogliano subire un'altra sconfitta", ha dichiarato il ministro. Il governo, ha aggiunto, "era preparato e ha un piano biennale per gestire questa situazione".

Gaza, bambino di 4 anni ucciso in un raid israeliano. Morto 14enne in Cisgiordania

Un bambino palestinese di 4 anni è stato ucciso e altri sei sono rimasti feriti a seguito di un attacco aereo israeliano ad Al-Zawaida, nella Striscia di Gaza centrale. Il fatto è avvenuto a poche ore di distanza dalla morte di un ragazzo palestinese di 14 anni durante un altro raid militare israeliano a est di Nablus in Cisgiordania.

Gaza, bambino ucciso in raid israeliano. Morto 14enne in Cisgiordania

Gaza, bambino ucciso in raid israeliano. Morto 14enne in Cisgiordania

Vai al contenuto

Uk, Telegraph: "Hacker iraniani hanno spento centrale elettrica britannica per 4 giorni"

Per il quotidiano è la prima volta che un attacco informatico da parte di affiliati al regime di Teheran paralizza un impianto del genere. L'episodio sarebbe avvenuto contemporaneamente a una serie di attacchi alle infrastrutture idriche statunitensi il mese scorso, che hanno colpito 12 Stati e destato preoccupazione alla Casa Bianca.

Uk, Telegraph: hacker Iran hanno spento centrale elettrica britannica

Uk, Telegraph: hacker Iran hanno spento centrale elettrica britannica

Vai al contenuto

Guerra Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso una guerra economica devastante contro l'Iran per tentare di sbloccare l'attuale situazione di stallo Ma il tycoon già da tempo sta provando a piegare economicamente il Paese, con Washington che ha imposto pesanti sanzioni a Teheran colpendo membri della leadership iraniana e prendendo di mira le vendite di petrolio della Repubblica islamica con il blocco al largo dello Stretto di Hormuz. Ora, però, gli Usa puntano a intervenire anche sulle reti clandestine di commercio e sui circuiti bancari che permettono all’Iran di eludere le sanzioni e procurarsi armi e sui suoi partner commerciali. 

Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono

Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono

Vai al contenuto

Cisgiordania, Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: "Stop a insediamenti"

In una dichiarazione congiunta, i Paesi dichiarano che "la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell'ambito del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. L'insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati".

Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: 'Stop insediamenti Cisgiordania'

Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: 'Stop insediamenti Cisgiordania'

Vai al contenuto

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza

L'esercito israeliano, a due anni da quel gennaio 2024, ha chiesto di indagare sugli spari che hanno portato alla morte della famiglia della bambina di 5 anni e degli operatori della Mezzaluna Rossa intervenuti per soccorrerli. L'Idf ha fatto sapere di aver completato le indagini su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra e di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione.

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab

Vai al contenuto

Gli Usa rimuovono la Siria dalla lista degli Stati sostenitori del terrorismo

Gli Stati Uniti hanno rimosso la Siria dalla lista degli Stati sostenitori del terrorismo, revocando una designazione in vigore da decenni che aveva fortemente ostacolato gli investimenti nel Paese. Il dipartimento di Stato ha inoltre revocato la designazione del Fronte al-Nusra come organizzazione terroristica globale, mentre quello del Tesoro ha provveduto ad allentare le sanzioni. "L'iniziativa di oggi contribuirà a favorire ulteriori investimenti in Siria, promuovendo la stabilità politica ed economica", ha dichiarato in un comunicato il Segretario al Tesoro Scott Bessent.

Basi militari degli Stati Uniti in Italia e in Europa, ecco dove sono e che ruolo hanno

Il conflitto scoppiato in Medio Oriente nel febbraio 2026 - che ha coinvolto a vario titolo Paesi come Israele, il Libano, l’Iran e gli Stati Uniti - ha riacceso l’attenzione anche sulle basi militari nella disponibilità degli Stati Uniti e dislocate nel territorio europeo. In particolare il 19 agosto il Financial Times ha rivelato che Teheran avrebbe valutato la possibilità di colpire obiettivi militari Usa in Europa qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto. Ma dove si trovano queste basi e qual è la loro funzione?

Basi militari Usa in Italia e in Europa, dove sono e che ruolo hanno

Basi militari Usa in Italia e in Europa, dove sono e che ruolo hanno

Vai al contenuto

Teheran minaccia i figli di Trump e Netanyahu. Video choc in tv Iran per uccidere Barron

I media statali iraniani hanno diffuso un filmato di circa tre minuti con minacce a Barron Trump, il figlio ventenne del presidente Usa: immagini della New York University e la frase "aspettaci". Secondo il New York Post circolerebbe anche una presunta taglia da 10 milioni di dollari. In serata Benjamin Netanyahu ha rivelato che l'Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli.

Iran, minaccia Barron Trump. Netanyahu: anche mio figlio a rischio

Iran, minaccia Barron Trump. Netanyahu: anche mio figlio a rischio

Vai al contenuto

Bessent: "Fuori dal sistema del dollaro chi aiuta Teheran"

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha annunciato che "chiunque" favorirà il riciclaggio di denaro iraniano verrà "escluso" dal sistema del dollaro. "Non mettete alla prova la nostra determinazione", ha ammonito nella conferenza stampa in cui ha illustrato le nuove sanzioni secondarie per colpire l'Iran.

Bessent: "Leader del mondo scelgano tra Usa e Teheran"

Il segretario del Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha lanciato un avvertimento ai partner a scegliere da che parte stare, tra Stati Uniti e Iran. "Nessuna nazione dovrebbe aspettarsi di godere dei benefici del nostro sistema mentre aiuta coloro che cercano di distruggerlo", ha detto. "E' ora che i leader mondiali facciano una scelta tra prosperità e isolamento, pace e terrore, America e Iran. La campagna che iniziamo oggi andrà avanti con forza ogni giorno che seguirà e non terminerà finché questo regime non sarà rimasto completamente solo", ha aggiunto. 

Ghalibaf: "Nostri partner non badano a sanzioni Usa"

L'Iran ha ostentato sicurezza davanti alle sanzioni secondarie decise oggi dagli Stati Uniti contro chi fa affari con gli ayatollah. "Gli americani sanno che nessuno crede alle loro spacconate, gli Stati Uniti non sono in una condizione economica tale da voler restringere ulteriormente i rapporti con gli altri paesi", ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf. "I partner commerciali dell'Iran, sia attraverso i media sia nei messaggi inviati a noi, hanno dichiarato di non tenere in nessun conto queste prese di posizione". 

Trump posta su Truth la cartina di Hormuz: "Nuovo territorio Usa"

Immediata la risposta di Teheran al post provocatorio del presidente Usa. "La sua illusione sullo Stretto di Hormuz verrà presto corretta, oppure correggeremo noi le illusioni di quest'uomo illuso", ha scritto il vice ministro degli Esteri Gharibabadi su X.

Trump posta su Truth la cartina di Hormuz: 'Nuovo territorio Usa'

Trump posta su Truth la cartina di Hormuz: 'Nuovo territorio Usa'

Vai al contenuto

Bessent: "Cina? Nessuno è al di sopra delle sanzioni secondarie all'Iran"

"Nessuno è al di sopra delle sanzioni secondarie americane" all'Iran. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent rispondendo a chi gli chiedeva delle implicazioni delle sanzioni secondarie nei confronti della Cina. "Chi facilita transazioni" con l'Iran, "sarà preso di mira", ha aggiunto. 

Bessent: "I Paesi che riciclano denaro iraniano esclusi dal sistema del dollaro"

"Metteremo fine all'accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent avvertendo "coloro che agevolano l'Iran: non mettete alla prova la nostra determinazione. Il presidente sta già contattando i leader mondiali, avanzando richieste specifiche affinché cessino le loro interazioni con l'Iran".

Sanzioni Usa in 5 settori. Bessent: "Stop fondi Pasdaran"

Gli Stati Uniti hanno annunciato le nuove sanzioni secondarie per fermare il flusso di fondi verso l'Iran. Cinque i settori colpiti, ha reso noto il dipartimento del Tesoro: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. "Stiamo lanciando un'offensiva economica contro l'Iran in tutto il mondo", ha spiegato il ministro Scott Bessent nel presentare "Operazione fuorilegge economico" durante una conferenza stampa. "Sotto Trump, stiamo ponendo fine alla minaccia iraniana", ha assicurato, "gli Usa bloccheranno ogni potenziale fonte di entrate per i Guardiani della rivoluzione". 

Bessent lancia "Operation Economic Outcast" per isolare l'Iran

Il segretario al Tesoro Scott Bessent lancia "Operation Economic Outcast" per interrompere qualsiasi rapporto dell'Iran con il resto del mondo. "Il nostro obiettivo è tagliare ogni linfa economica che sostiene il regime", ha detto. 

Trump: "Sondaggi falsi, stiamo vincendo contro tutti compreso l'Iran"

Donald Trump attacca i sondaggi che lo danno in calo di popolarità definendoli "falsi". "I democratici della sinistra radicale stanno impazzendo con i sondaggi falsi. Ne stanno diffondendo in quantità mai viste prima. Si tratta di operazioni di demoralizzazione, volte a scoraggiare i repubblicani affinché non vadano a votare", scrive il presidente americano su Truth. "Ma i sondaggi reali sono eccezionali e il morale nel nostro Paese è più alto che mai. Stiamo vincendo contro tutti, compreso l'Iran, un Paese che si trova in una spirale di collasso economico e militare", ha detto. 

Video choc su media Teheran: "Come uccidere il figlio di Trump?"

I media statali iraniani hanno diffuso un video di circa tre minuti contenente minacce contro Barron Trump, il figlio 20enne del presidente americano Donald Trump, sostenendo di "monitorarne del tutto" gli spostamenti. Nel filmato intitolato "Dove e come uccidere Barron Trump?" e tradotto da Euronews, vengono mostrate immagini della sede della New York University frequentata dal giovane e si sostiene di aver individuato alcuni suoi account online e quelli di alcuni compagni di università. "Questo è solo l'inizio. Barron Trump, aspettaci!", afferma il video nelle battute finali. Secondo Al Bawaba, il filmato è stato rilanciato dai media legati ai Guardiani della Rivoluzione iraniani. Secondo il New York Post, diverse fonti vicine al regime hanno inoltre riferito di una presunta taglia da 10 milioni di dollari sulla testa del figlio del presidente.

Netanyahu: "Hanno tentato di assassinare uno dei miei figli"

"L'Iran ha tentato di assassinare uno dei miei figli". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, intervenuto in diretta sull'emittente israeliana Channel 14. 

Ghalibaf incontra Munir: "Usa vengono meno a promesse"

"Venendo meno alle loro promesse", gli Stati Uniti hanno "impedito la stabilità nella regione e creato un ulteriore motivo di sfiducia in questo Paese". Lo dichiara il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Ghabilaf, dopo aver incontrato a Teheran il feldmaresciallo Asim Munir, comandante dell'esercito del Pakistan, che agisce da mediatore. Lo riporta l'agenzia stampa semiufficiale iraniana Tasnim, secondo cui Munir ha affermato "che continuerà a impegnarsi per ristabilire la stabilità nella regione". Secondo il resoconto, Ghabilaf avrebbe "ripercorso numerosi casi di violazione delle promesse da parte degli Usa nell'attuazione del Memorandum d'intesa di Islamabad" raggiunto lo scorso giugno. "Gli impegni delle parti nel Memorandum d'intesa sono chiari, ed è stata l'America che, venendo meno alle sue promesse, ha impedito la stabilità nella regione e ha creato un ulteriore motivo di sfiducia in questo Paese", ha detto il presidente del Parlamento iraniano, a capo della delegazione negoziale iraniana. "Stiamo perseguendo l'attuazione dei termini del Memorandum d'intesa, ed è l'America che deve rispettare gli impegni assunti in base a tale Memorandum", ha aggiunto Ghalibaf.

Fonti Usa: Trump ha parlato con Munir prima della sua missione a Teheran

Donald Trump la scorsa settimana ha parlato con Asim Munir, prima della missione che il potente capo dell'esercito del Pakistan sta compiendo a Teheran per un nuovo tentativo di mediazione. E' quanto rivelano fonti Usa informate all'Afp, senza fornire dettagli sui contenuti del colloquio telefonico che è avvenuto nonostante Trump sempre la scorsa settimana ha detto che i colloqui tra Usa e Iran sono per ora sospesi. 

Munir è partito alla volta di Teheran alla guida di una delegazione ufficiale - di cui fa parte anche il ministro dell'Interno Mohsin Naqvi - per incontrare  i vertici iraniani. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmaeil Baghaei, la visita punta a rafforzare la cooperazione tra Iran e Pakistan e a proseguire gli sforzi di Islamabad per contribuire alla pace e alla sicurezza nella regione.

Arabia Saudita, nel Mar Rosso colpita petroliera che va in fiamme

"Il responsabile della sicurezza della compagnia ha segnalato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato, provocando un incendio sul ponte principale. Tutto l'equipaggio è sano e salvo e non si segnalano impatti ambientali", ha dichiarato l'United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto).

Arabia Saudita, nel Mar Rosso colpita petroliera che va in fiamme

Arabia Saudita, nel Mar Rosso colpita petroliera che va in fiamme

Vai al contenuto

Media: Bessent lancia l'avvertimento finale ai Paesi che hanno rapporti con l'Iran

Il segretario al Tesoro Scott Bessent si appresta ad annunciare i dettagli delle sanzioni secondarie all'Iran e a lanciare "l'avvertimento finale" ai Paesi che hanno rapporti con l'Iran affinché li interrompano. Lo riporta Fx citando alcune fonti. 

Wafa, bambina uccisa a Khan Yunis da spari dell'Idf

Una bambina palestinese, Amal Nash'at Abu Khater, è deceduta poco fa a causa di gravi ferite riportate dopo essere stata colpita oggi da colpi d'arma da fuoco sparati dalle forze israeliane nel centro di Khan Yunis, al sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Fonti mediche citate da Wafa riferiscono che quattro palestinesi sono stati uccisi dal fuoco dell'Idf in varie zone della Striscia di Gaza da stamattina. L'Idf ha rivendicato oggi l'uccisione di due miliziani di Hamas a Deir el Balah, nel centro della Striscia. Rispetto agli spari che hanno colpito la bambina Amal Nash'at Abu Khater, il portavoce dell'Idf ha affermato di star controllando quanto riportato. 

Israele, manifestanti ultraortodossi bloccano un'autostrada

Decine di manifestanti ultraortodossi si sono riversati sull'autostrada 4 nei pressi della città di Bnei Berak, a est di Tel Aviv, in protesta contro l'arresto di un disertore ultraortodosso. La polizia ha bloccato il traffico. 

Pasdaran: "Hormuz sotto controllo Usa? Fantasie di Trump"

I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno negato che lo stretto di Hormuz sia sotto il controllo degli Stati Uniti, come invece affermato dal presidente americano Donald Trump. "Sono dichiarazioni infondate, irrealistiche e pura fantasia", ha assicurato il generale Hossein Mohebbi, portavoce dei Pasdaran, in un'intervista all'agenzia di stampa Fars. "Nemmeno i membri della stessa amministrazione hanno preso sul serio le parole di Trump. Queste affermazioni sono inaccettabili anche sulla scena internazionale", ha assicurato. Se lo stretto fosse davvero sotto il controllo americano, gli Stati Uniti dovrebbero dimostrare la loro presenza nella regione. Mentre non ci sono più loro navi. "Prima della guerra, nel Golfo Persico c'erano da 30 a 40 navi da guerra statunitensi, oggi neppure una", ha spiegato, "attualmente sono posizionate ad almeno circa 400 chilometri dallo Stretto di Hormuz".

Idf: "Raid a Gaza City contro un deposito di armi"

L'Idf ha bombardato poco fa un deposito di armi a Gaza City dopo aver diramato avvisi di evacuazione ai residenti della zona che comprendeva, secondo quanto riportato da Ynet, anche una scuola elementare dell'Unrwa e un centro di Medici Senza Frontiere. I media palestinesi riportano che l'attacco ha colpito una moschea e un impianto di desalinizzazione nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza City. Il portavoce dell'Idf riferisce che ulteriori dettagli sul raid verranno forniti in seguito. 

Pasdaran: fermo sostegno governo per resistere sanzioni

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha assicurato il suo sostegno al governo, anche in vista delle nuove sanzioni americane. "La cooperazione e la sinergia tra i Pasdaran e il governo rappresentano il segreto per superare le sanzioni e rafforzare la resilienza nazionale", si legge in una nota diffusa dalla televisione pubblica.

Trump: Iran sta completamente crollando

L'Iran e' al collasso. A sostenerlo è stato il presidente americano Donald Trump. "L'Iran sta crollando totalmente", ha scritto su Truth.

Famiglie lanciano allarme: al confine Israele-Gaza Hamas come prima del 7 ottobre

Le famiglie dell'organizzazione 'Consiglio di ottobre' hanno presentato oggi in una conferenza stampa il rapporto "Avvertimento strategico: la falla del 2026", e lanciano l'allarme citando le soldatesse osservatrici dell'Idf che segnalano la presenza di  miliziani di Hamas che operano lungo la linea di confine con Israele. Il report, pubblicato dai media israeliani, cita la testimonianza dei soldati secondo i quali l'organizzazione terroristica sta verificando sistematicamente i limiti e le modalità di risposta dell'esercito, mentre le autorizzazioni per intervenire vengono ritardate o respinte dai generali. La madre di un'osservatrice in servizio nel settore di Gaza ha affermato che Hamas verifica ripetutamente la reazione israeliana attraversando la Linea Gialla: "Solo dopo molto tempo arriva l'autorizzazione a sparare, e poi scompaiono per alcune ore o alcuni giorni e provano in un altro punto". Un'altra madre ha raccontato che sua figlia torna a casa descrivendo sia i pericoli che vede sul terreno, sia la pressione alla quale è sottoposta. Il Consiglio sostiene che ufficiali, soldati e membri dell'apparato di sicurezza temono di parlare delle lacune e dei pericoli che individuano sul terreno, per paura di conseguenze sulla propria carriera o di un prezzo politico. Sharon Eshel, madre della soldatessa osservatrice Roni Eshel, uccisa dai terroristi nella base di Nahal Oz il 7 ottobre 2023, si è rivolta direttamente ai comandanti sul terreno: "Ricevete avvertimenti dalle soldatesse osservatrici, dai soldati e dagli ufficiali sul terreno. Sono le stesse voci che avevano lanciato l'allarme prima del 7 ottobre. Non ignoratele". 

Teheran: 46 navi nella black list di chi ha violato disposizioni per Hormuz

La cosiddetta Autorità dello Stretto del Golfo Persico, istituita dall'Iran, ha inserito i nomi di 46 navi in una lista stilata per indicare le imbarcazioni che avrebbero "violato le disposizioni" di Teheran per il transito a Hormuz. Tali mercantili, ha avvertito la stessa autorità, possono essere soggette a "restrizioni nei futuri transiti, tra cui multe, fermo o confisca". Come sottolineato da Reuters online, tra le navi presenti nella black list ci sono grandi petroliere destinate al trasporto di greggio, metaniere e navi per il trasporto di prodotti petroliferi raffinati. Alcune tra le navi indicate, aggiunge la stessa agenzia, sono di proprietà di Adnoc Logistics and Shipping, società degli Emirati Arabi Uniti, e della compagnia di navigazione nazionale dell'Arabia Saudita Bahri. 

Custode Terra Santa su Taybeh: "Servono soluzioni diverse alla chiusura"

"Auspichiamo soluzioni diverse perché ci sia il rispetto dei diritti fondamentali": lo ha detto il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, a margine dei lavori del Meeting, rispondendo ai giornalisti se la soluzione presa da Israele su Taybeh, l'unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania, sia quella giusta. Il paese è stato di fatto 'chiuso' per proteggere gli abitanti dalle incursioni dei coloni. Non possono entrare gli israeliani ma neanche gli stranieri, i giornalisti e chiunque non abiti lì. "Ogni giorno ci troviamo di fronte a nuove sfide e nuove sofferenze che sono veramente molto profonde e il grido di giustizia che si sente nascere dentro è davvero molto forte, molto grande", dice il francescano. "Bisogna trovare soluzioni realistiche, concrete ed efficaci perché ci sia il rispetto dei diritti fondamentali di ogni uomo, di ogni popolo", dice ancora il francescano. "E' un momento storico teso" ma "non possiamo voltarci dall'altra parte", conclude padre Ielpo. 

Ghalibaf replica a Trump: "47 mln americani soffrono la fame, numeri non falsi come vostre parole"

"Make America Hungry Again". Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore di Teheran nei colloqui con gli Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha pubblicato su X un'immagine - il cui titolo ironizza sullo slogan trumpiano "Make America Great Again" - con alcuni dati sulla malnutrizione e l'insicurezza alimentare negli Usa, in un'apparente replica indiretta a un articolo di Newsmax rilanciato da Donald Trump su Truth Social. Nel titolo dell'articolo venivano attribuite allo stesso Ghalibaf le parole: "Abbiamo fame, non possiamo sopravvivere". Secondo i dati riportati nell'immagine pubblicata da Ghalibaf, 47 milioni di americani soffrirebbero la fame ogni giorno e un cittadino statunitense su otto avrebbe problemi di insicurezza alimentare. "Questi numeri non sono falsi come le vostre parole. Non potete nascondere le sconfitte con le falsità", si legge nel post del presidente del Parlamento iraniano. Ghalibaf aveva già attaccato Trump nelle scorse settimane sullo stesso tema, accusando Washington di descrivere l'Iran come un Paese affamato nonostante decine di milioni di americani facciano ricorso ai programmi di assistenza alimentare. 

Idf, uccisi due membri commando Hamas 7/10

Erano esponenti di Hamas e membri del commando responsabile della strage del 7 ottobre del 2023 i due palestinesi uccisi la notte scorsa dalle Forze di Difesa Israeliane a Gaza. Lo hanno riferito la stessa Idf in una nota. "L'Idf ha colpito due militanti dell'organizzazione terroristica Hamas che avevano preso parte all'infiltrazione nel territorio dello Stato di Israele durante il massacro del 7 ottobre", si legge in una nota. I due sono stati uccisi nell'area di Deir al-Balah, nel centro della Striscia. Una delle due vittime si chiamava Mohammed Abd al-Nasser Jabr Abu Asad ed era membro dell'unità d'elite dell'ala militare di Hamas. Secondo il comunicato dei militari, negli ultimi tempi i due esponenti di Hamas "avevano promosso piani ostili contro le forze dell'Idf e i cittadini israeliani, e tentato di ricostruire le capacità operative dell'organizzazione, in violazione sistematica dell'accordo di cessate il fuoco". 

Media, coloni estremisti danno fuoco a un impianto industriale vicino Ramallah

I media palestinesi riferiscono che coloni estremisti israeliani hanno dato fuoco a un impianto di alluminio vicino a Ramallah, in Cisgiordania, e pubblicano foto dell'incendio. L'agenzia di stampa di Ramallah, Wafa, riporta che decine di coloni hanno fatto irruzione nella fabbrica vicino al checkpoint di Ein Sinya lanciando bombe molotov e provocando un incendio che si è propagato all'area circostante e al cancello principale. 

Custode Terra Santa: "Ingiustizie e violenze continuano, anche su minoranze invisibili"

“E’ drammatico e doloroso assistere al perpetuarsi di ingiustizie e violenze. Penso anche ai villaggi o agli accampamenti delle minoranze di cui non si sa nulla”. Lo ha osservato il custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, intervenuto al Meeting di Rimini in occasione di un dibattito con padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza in video collegamento, dal tema ‘Amare la Terra Santa’.“Oltre a denunciare come continua a fare la Chiesa, sperimenti che di fronte a chi ti guarda c’è un’impotenza eppure la potenza cristiana è fondamentale”, ha aggiunto il frate custode.  “I luoghi santi - ha poi aggiunto parlando dei pellegrinaggi in Terra Santa - hanno bisogno necessario della presenza essenziale dei cristiani di tutto il mondo. Il pellegrinaggio oltre ad essere una iniezione di economia (a Betlemme il 75 per cento della popolazione viveva di turismo)  genera speranza”.

Capo di Stato maggiore Pakistan a Teheran per colloqui

Il comandante dell'esercito pakistano, Asim Munir, è arrivato a Teheran per colloqui con le autorità iraniane. Lo ha riferito l'agenzia Tasnim citando un comunicato dell'esercito pakistano. Munir è accompagnato dal ministro dell'Interno Mohsin Naqvi, per "una missione dedicata alla promozione della pace e della sicurezza regionale". L'alto ufficiale, si spiega ancora nella nota, "concentrera' i suoi colloqui sul rafforzamento delle iniziative volte a una soluzione pacifica, duratura e globale dei conflitti in Medio Oriente". 

Da Hormuz il 20% del jet fuel importato in Italia e il 60% del gasolio

L'Italia importa oltre il 50% del jet fuel (il carburante per gli aerei) necessario per soddisfare i fabbisogni nazionali. E circa il 20% di tutto quello che acquistiamo (pari al 10% della domanda interna) arriva dai Paesi interessati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. E' quanto emerge dai dati raccolti e analizzati dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. Nel 2025 il consumo nazionale di jet fuel è stato pari a 5,1 milioni di tonnellate, con un consumo mensile medio di circa 400 mila tonnellate e un andamento che dimostra una dipendenza stagionale, con un picco massimo nei mesi estivi che tocca il +26% a luglio. Anche per il gasolio, di cui però l'Italia è esportatore netto, le importazioni arrivano per una fetta consistente (circa il 60%) da Paesi interessati dalla chiusura di Hormuz. Il mercato del gasolio, tuttavia - osserva l'analisi - presenta minori criticità del jetfuel, in quanto il mercato è più liquido e si ha una maggiore diversificazione dei paesi produttori. L'Italia non importa invece benzina dai paesi interessati dalla chiusura dello stretto di Hormuz: il principale paese da cui la importiamo è la Grecia (quasi il 50% dell'import). 

Padre Romanelli: "Gaza è tritata ma i riflettori si sono spenti"

“Nella Striscia di Gaza la realtà è terribile, dai media è sparita ma la catastrofe non è sparita per niente”. Padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza, racconta la situazione in video collegamento col Meeting di Rimini. “La situazione- spiega - è drammatica, i bombardamenti non sono più a tappeto ma ci sono in centro città. Gaza è tritata. L’emergenza continua ad essere ogni giorno peggio. E gli aiuti ritardano”. Il parroco della Sacra Famiglia parla di “quotidianità strana: siamo diventati come un grande campo. La popolazione  vive in tende, spesso di tratta di pezzi di tela,  o per strada. La terra è sabbiosa e mescolata con acqua delle fogne. In molti nemmeno hanno una piccola fonte di energia e l’acqua non è potabile. In questo momento qui siamo 541 persone, 60 sono morti durante la guerra, in 23  sono morti per mancanza di cure, 14 erano anziani che avrebbero potuto vivere ancora”. Padre Gabriel Romanelli e gli altri missionari sono rimasti nonostante gli ordini di evacuazione di Israele. “Era la risposta più naturale. Non e’ una sfida politica , ci è sembrato che il pastore deve essere col suo gregge. Non potevamo abbandonare le persone e poi siamo qui per preservare la presenza eucaristica: questo è un altare di pace. Inghiottire le lacrime è ufficio di chi ama”.

Netanyahu esorta gli elettori: "Non sprecate il voto con i piccoli partiti"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato un video in cui afferma che le prossime elezioni del 27 ottobre "saranno decise da ogni singolo voto". E ha esortato gli elettori a "non sprecate il voto per i piccoli partiti che potrebbero non superare la soglia di sbarramento e portare la sinistra al potere". "Non sprecate i vostri voti. Proteggete la destra. Votate per il Likud", ha detto. 

Petrolio in calo in attesa dettagli sanzioni Usa contro Iran

I prezzi del petrolio viaggiano in calo in vista del discorso previsto oggi del Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent, che dovrebbe illustrare le modalità con cui gli Stati Uniti intendono aumentare la pressione sull'Iran. Il calo dei prezzi è "forse" legato alla speranza del mercato che "le nuove sanzioni statunitensi possano contribuire a risolvere il conflitto in Medio Oriente" scatenato dall'attacco israelo-americano all'Iran quasi sei mesi fa, spiega Arne Lohmann Rasmussen, analista di Global Risk Management. Il prezzo del Brent, con consegna a ottobre, procede in calo dell'1,71% a 92,77 dollari al barile. Il suo equivalente statunitense, il Wti, con consegna nello stesso mese, scende del 2,40% a 84,97 dollari al barile. "All'alba inizia il D-Day economico: la più grande offensiva finanziaria mai mobilitata contro un avversario", ha scritto Bessent in un articolo pubblicato ieri dal Financial Times, facendo riferimento allo sbarco in Normandia del 1944. Tuttavia, "siamo scettici" sull'efficacia delle nuove sanzioni economiche contro l'Iran, ha affermato Rasmussen, che ha anche attribuito il calo dei prezzi alle "prese di profitto" da parte degli investitori dopo due settimane di rialzi. 

Gb riunisce società energia dopo "cyberattacco legato a Iran contro impianto"

Il governo britannico ha convocato i vertici delle principali società energetiche per verificare e rafforzare le loro misure di protezione, dopo che alcuni media del Regno Unito avevano riferito che hacker legati all'Iran avevano messo fuori uso per qualche giorno un piccolo impianto il mese scorso. "Non c'è stata alcuna minaccia per la rete elettrica e nessuno è rimasto senza corrente", ha dichiarato il viceministro dell'Energia Michael Shanks. E ancora: "Il generatore in questione è minuscolo, specialmente se paragonato a quella che la maggior parte di noi definirebbe una centrale elettrica". Il viceministro non ha fatto riferimenti né agli autori del cyberattacco né all'impianto preso di mira, limitandosi a dire che il governo e il settore dell'energia hanno preso sul serio l'incidente e che è intervenuto il National Cyber Security Centre per valutare le minacce e rafforzare le protezioni. Erano stati il Financial Times e il Daily Telegraph a rivelare l'episodio che, stando ai media, sarebbe stato il primo caso noto di un attacco informatico legato al regime iraniano capace di mettere fuori uso un impianto energetico britannico. Episodio che tra l'altro si inserisce nell'ambito delle tensioni internazionali per il conflitto scatenato da Usa e Israele contro Teheran.

Il capo dell'esercito pakistano Munir arriva a Teheran

Il capo dell'esercito pakistano Asim Munir è arrivato a Teheran per colloqui con esponenti delle autorità iraniane, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citata da Al Jazeera. 

Msf: violenza di coloni e Idf limita accesso assistenza sanitaria in Cisgiordania

In Cisgiordania i coloni e le forze armate israeliane stanno intensificando gli attacchi contro i palestinesi. Lo denuncia Medici Senza Frontiere (Msf) in una nota, spiegando che nonostante gli ostacoli imposti dalle autorità israeliane sono state ampliate le attività delle cliniche mobili a Hebron, dove gli attacchi ripetuti, gli sfollamenti, e le restrizioni agli spostamenti stanno avendo un profondo impatto sulla salute fisica e mentale dei palestinesi. ''I coloni mi hanno spruzzato spray al peperoncino sul volto mentre lavoravo in un uliveto che la mia famiglia coltiva da anni. Hanno fatto pascolare gli animali tra gli ulivi, danneggiando il terreno e distruggendo e spezzando gli alberi'', racconta Ismail Ibrahim, paziente proveniente da un’area nei pressi di Yatta, città del governatorato di Hebron, che afferma di essere stato attaccato 3 volte negli ultimi mesi. ''Ogni giorno la situazione peggiora. Molte persone della nostra comunità sono state aggredite. Una volta sono arrivati di notte e hanno rubato 200 pecore. Hanno tagliato il cancello del recinto. Siamo riusciti a recuperarne solo alcune'', ha aggiunto

 Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha), quest'anno almeno 77 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane e dai coloni in Cisgiordania. Questa cifra è già superiore al totale registrato nell'intero 2025. Da marzo, tra il 17% e il 38% dei consulti di salute mentale di Msf sono state legate a episodi di violenza intenzionale, rispetto a una percentuale pari o inferiore al 13% all'inizio dell'anno. Tra gennaio e luglio, le equipe di Msf hanno fornito oltre 1.930 consulti individuali per la salute mentale e condotto 436 sessioni di terapia di gruppo attraverso le attività mobili e una sala permanente per consulti. Nello stesso periodo, le equipe di Msf a Hebron hanno inoltre ricevuto quasi 170 segnalazioni relative a incidenti come demolizioni di abitazioni, ferimenti o attacchi ai sistemi idrici e igienico-sanitari. Le equipe hanno realizzato 27 interventi di risposta rapida, che includono supporto alla salute mentale o la distribuzione di beni essenziali come materassi e teloni. Oltre all'intensificarsi della violenza, anche le restrizioni alla circolazione e il collasso del sistema sanitario stanno creando ulteriori ostacoli all'accesso alle cure. La carenza di personale sanitario aggrava ulteriormente il problema: a seguito dell'offensiva a Gaza, Israele ha trattenuto miliardi di dollari di entrate fiscali destinate all'Autorità Palestinese. Questo ha avuto gravi conseguenze sul pagamento degli operatori sanitari, determinando una riduzione degli orari di lavoro del personale medico e, in alcuni casi, la chiusura completa delle cliniche.  ''La disponibilità limitata di servizi sanitari, insieme alle le carenze di personale sanitario e di farmaci sta creando ulteriori ostacoli per i pazienti. Alcuni ci raccontano di essere rimasti senza farmaci per diversi giorni'', afferma il dottor Mohammad Haroub, vice coordinatore medico di Msf a Hebron.

Iran: "Non permetteremo a Usa di dettare condizioni fine guerra"

L'Iran non permetterà agli Stati Uniti di dettare le condizioni per porre fine alla guerra e considera un atto di aggressione il blocco navale imposto da Washington. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. "L'Iran non permetterà mai che la fine della guerra sia determinata sulla base delle condizioni dell'aggressore", ha affermato il portavoce in conferenza stampa. "L'Iran non ha iniziato alcuna guerra e ha solo difeso la propria sovranità e integrità territoriale; pertanto l'aggressore deve rispondere delle sue azioni".

Teheran: 'Conseguenze per Paesi che sosterranno guerra economica Usa'

Ci saranno "conseguenze" per i Paesi che dovessero sostenere la campagna di pressione economica degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in vista dell'annuncio atteso da Washington sulle nuove misure per isolare ulteriormente l'economia iraniana. "Sono stati certamente trasmessi gli avvertimenti necessari", ha affermato Baghaei durante la consueta conferenza stampa settimanale, sottolineando che "qualsiasi complicità con l'America" nell'attuazione delle sue azioni "aggressive" contro l'Iran avrà "inevitabilmente conseguenze".

Iran: 'Illegale la decisione di Parigi di espellere due diplomatici iraniani'

Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che la decisione della Francia di espellere due diplomatici iraniani, in risposta al divieto imposto da Teheran a due diplomatici francesi, è "illegale". "L'iniziativa della Francia è un atto illegale in risposta a un'azione legittima dell'Iran e non giova in alcun modo alle relazioni bilaterali", ha affermato il portavoce del ministero, Esmaeil Baghaei, durante la conferenza stampa settimanale. Il 18 agosto Parigi aveva annunciato l'espulsione di due diplomatici iraniani di stanza in Francia in risposta alla decisione dell'Iran di dichiarare due diplomatici dell'ambasciata francese a Teheran persona non grata. "Due diplomatici iraniani in Francia saranno espulsi nei prossimi giorni", aveva  affermato il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot su X, aggiungendo che la decisione è una conseguenza del trattamento "intollerabile" riservato ai diplomatici francesi, arrestati brevemente il mese scorso in Iran con l'accusa di "interferenze".

Teheran: 'Nostro diritto colpire basi di chi sostiene l'aggressione'

L'Iran ha rivendiato il "diritto" di colpire le basi e le infrastrutture messe a disposizione di chi conduce azioni militari contro la Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, rispondendo a una domanda sulle possibili basi statunitensi in Europa che potrebbero essere prese di mira in caso di una ripresa del conflitto e sulla partenza dalla Bulgaria di alcuni aerei cisterna americani KC-135. "È diritto dell'Iran colpire l'origine e la fonte di qualsiasi atto di aggressione contro la Repubblica islamica dell'Iran", ha affermato Baghaei, citato dall'agenzia Irna. Il portavoce ha quindi richiamato la posizione già espressa da Teheran sulla Bulgaria, sostenendo che la messa a disposizione di basi e infrastrutture agli Stati Uniti e a Israele per operazioni contro l'Iran costituisce, secondo il diritto internazionale, "un atto di aggressione". Baghaei ha quindi esortato i Paesi che hanno fornito aiuto logistico agli Stati Uniti e a Israele ad adottare le misure necessarie. "Nessun Paese ha motivo di preoccuparsi per noi, a meno che non abbia fornito basi, strutture e attrezzature agli aggressori", ha aggiunto, assicurando che l'Iran non mostrerà "alcuna clemenza" nella difesa del Paese.

Teheran: 'Nessun invito ufficiale per aderire a Accordo Mecca'

L'Iran non ha ricevuto alcun invito ufficiale ad aderire al patto di difesa trilaterale tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchia, noto come Accordo della Mecca. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, rispondendo alle domande sull'ipotesi di un'offerta a Teheran. "Non abbiamo ricevuto alcun invito ufficiale in merito", ha precisato Baghaei, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. Il portavoce ha aggiunto che le proposte avanzate dai Paesi della regione erano finalizzate esclusivamente al "dialogo e alla consultazione" con l'Iran sulle questioni relative alla sicurezza collettiva.

Petroliera in fiamme nel Mar Rosso, al largo Arabia Saudita, colpita da 'proiettile non identificato'**

Una petroliera ha preso fuoco dopo essere stata colpita da un "proiettile non identificato" al largo della costa saudita del Mar Rosso, ha riferito un'agenzia marittima britannica. "Il responsabile della sicurezza della compagnia ha segnalato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato, provocando un incendio sul ponte principale. Tutto l'equipaggio è sano e salvo e non si segnalano impatti ambientali", ha dichiarato l'United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto). L'incidente è avvenuto a 63 miglia nautiche a ovest della città saudita di Yanbu, ha precisato l'agenzia.

Teheran: offensiva finanziaria Usa è ammissione della sconfitta

Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, in un messaggio su X, ha reagito alle dichiarazioni del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, secondo cui gli Stati Uniti stanno conducendo contro l'Iran "la più grande offensiva finanziaria mai lanciata". "Signor Basnet! La sua narrazione non torna: dice che la potenza militare dell'Iran è stata 'smantellata', che il 100% dei suoi siti militari è stato 'distrutto' e che il suo programma nucleare è stato 'sepolto'. Ma per questo l'Iran ha bisogno della 'più grande offensiva finanziaria della storia' e della mobilitazione di 'tutte le istituzioni e le potenze' degli Stati Uniti! È una vittoria o un'ammissione della sconfitta degli Usa?".

Attacchi Idf a Gaza, almeno due morti

Almeno due uomini palestinesi sono morti oggi in attacchi dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche locali. Un uomo, identificato come Muhamad Naser Abu Asad, è morto e un altro è rimasto gravemente ferito in un attacco con droni contro una tenda che ospitava sfollati nel centro della Striscia, secondo l'ospedale dei Martiri di Al Aqsa. Un secondo uomo, Hazem Basem Muhamad Musa, è morto in mattinata per le ferite riportate in un attacco israeliano avvenuto domenica nella zona di Khan Younis, nel sud dell'enclave. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito ieri a Khan Younis un comandante dell'ala militare di Hamas che avrebbe partecipato agli attacchi del 7 ottobre 2023, senza precisarne l'identità.

Ministro Esteri Oman a Teheran per colloqui su Hormuz

Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, sarà domani a Teheran per proseguire i colloqui sulla gestione dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Albusaidi incontrerà il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi. La visita rientra nel quadro del rafforzamento della cooperazione bilaterale e delle consultazioni politiche tra Iran e Oman, entrambi Paesi rivieraschi dello Stretto, "con l'obiettivo di contribuire alla pace e alla stabilità nella regione", ha precisato Baghaei, citato dall'agenzia Irna. Teheran e Muscat discutono la creazione di un corridoio sicuro per il transito attraverso Hormuz sotto la loro gestione, un'ipotesi alla quale gli Stati Uniti si oppongono. L'Iran ha chiuso il passaggio a metà luglio dopo nuovi bombardamenti statunitensi nel sud del Paese; Washington ha risposto reimponendo un blocco su navi e porti iraniani. Lo stretto tra Iran e Oman, snodo cruciale per il trasporto globale di petrolio e gas, è divenuto uno dei principali punti di tensione nel conflitto tra Stati Uniti e Repubblica islamica, ormai vicino ai sei mesi. Oggi è atteso inoltre a Teheran il capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, per proseguire gli sforzi di Islamabad a favore della pace.

Ministro degli Esteri dell'Oman atteso domani a Teheran per colloqui su Hormuz

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, arriverà domani a Teheran per discutere questioni regionali, in particolare gli attuali colloqui tra Teheran e Mascate sulla gestione congiunta del traffico nello Stretto di Hormuz. Il ministro omanita incontrerà il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha aggiunto Baghaei, citato dall'agenzia Irna. La visita, ha precisato, rientra nel quadro del rafforzamento della cooperazione reciproca e della prosecuzione delle consultazioni politiche tra i due Paesi per favorire la pace e la stabilità nella regione. 

Wang: la Cina sostiene la Giordania nella difesa di sovranità e integrità territoriale

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha espresso l'apprezzamento di Pechino per "l'impegno fermo della Giordania a favore di una politica amichevole nei confronti della Cina" e per l'adesione di Amman al principio di una sola Cina, assicurando che la Cina "continuerà a sostenere la Giordania nella salvaguardia della sua indipendenza, sovranità e integrità territoriale". Lo riferisce Xinhua, citando il colloquio avuto ieri a Pechino con il vicepremier e ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi. Safadi accompagna il re Abdullah II, in visita in Cina. Wang ha affermato che la Cina continuerà inoltre a sostenere la Giordania nel suo ruolo positivo sulla questione palestinese e sulle altre questioni regionali. Safadi ha espresso gratitudine alla Cina per l'accoglienza riservata al sovrano, sottolineando che la Giordania attribuisce grande importanza alle relazioni con Pechino ed è disposta ad approfondire la cooperazione nei diversi settori. Il ministro giordano ha inoltre detto che Amman apprezza il "ruolo positivo e responsabile" svolto dalla Cina sulle questioni mediorientali, in particolare il suo fermo sostegno alla soluzione dei due Stati per la questione palestinese. 

Iran, mentre cresce attesa per d-day economico, petrolio cala

I prezzi del petrolio sono diminuiti e le azioni asiatiche sono rimaste stabili mentre gli investitori attendevano i dettagli delle nuove sanzioni statunitensi contro l'Iran, con il Segretario al Tesoro Scott Bessent che dovrebbe presentare le misure nel corso della giornata. Il Brent è sceso dell'1% a 93,43 dollari al barile prima dell'annuncio, dopo un aumento del 6,6% la scorsa settimana. Il greggio statunitense è sceso dell'1,1% a 86,14 dollari. Bessent terrà una conferenza per illustrare le sanzioni, poiché Teheran non mostra segni di rinuncia al controllo dello Stretto di Hormuz.

Iran, meno di 20 navi hanno transitato Hormuz nel weekend

Meno di 20 navi merci hanno transitato lo Stretto di Hormuz nel fine settimana. Lo riferiscono i dati di navigazione di Shiptracker Kpler. Quattro navi hanno attraversato lo stretto ieri, mentre 13 sabato. I numeri potrebbero, tuttavia, essere maggiori poiché alcune navi spengono i transponder durante il loro passaggio. 

Bessent, 'arriva il D-day economico per l'Iran, chi sta con Teheran è paria'

"Siamo ormai giunti alla fase decisiva. Siamo al D-Day economico, la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario", l'Iran. Lo afferma il segretario al Tesoro americano Scott Bessent al Finacial Times. "I paesi che ritengono la politica di pacificazione nei confronti del regime una scelta più sicura dovrebbero riconsiderare la propria posizione", dice Bessent precisando che "per chi sceglie di legare il proprio destino a quello di Teheran, l'alternativa è la preclusione di tutte le vie verso una prosperità duratura. Diventare un rifugio per il terrorismo significa trasformarsi in un paria a livello globale".

Autorità iraniana per Hormuz, 'navi che violano i protocolli subiranno restrizioni'

Le navi "che violano i protocolli iraniani" riguardanti lo Stretto di Hormuz "saranno soggette a restrizioni nei futuri transiti, tra cui multe, fermo o confisca": è l'avvertimento lanciato su X dalla cosiddetta Autorità dello Stretto del Golfo Persico, istituita dall'Iran, secondo cui alcune navi in transito avrebbero "violato le disposizioni iraniane" vigenti.    La stessa autorità iraniana afferma che, "prima di procedere al noleggio delle imbarcazioni", i proprietari delle merci che effettuano trasporti da o verso il Golfo Persico "devono consultare l'elenco delle navi non conformi" sul sito dell'autorità, "al fine di evitare possibili problemi".    "Con effetto immediato, qualsiasi nave che collabori con le imbarcazioni presenti nell'elenco — attraverso operazioni STS (ship-to-ship), trasbordo o altre modalità — sarà inserita a sua volta nell'elenco", aggiunge l'autorità istituita da Teheran. "Per richiedere la rimozione dall'elenco, le navi interessate dovranno presentare una richiesta formale corredata dalle relative motivazioni all'indirizzo indicato dall'autorità", indica inoltre.

Mondo: I più letti