Alle 9, da Strasburgo, la presidente della Commissione europea illustra il cronoprogramma del nuovo anno. Attenzione puntata soprattutto sugli sforzi per trovare una ricetta europea sull'Intelligenza Artificiale
È il giorno del discorso sullo stato dell'Unione, della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. L’appuntamento è per le 9, da Strasburgo. E si sa già che il fulcro del messaggio sarà sugli sforzi per trovare una ricetta europea sull'Intelligenza Artificiale, che non si pieghi agli allarmismi ma che cerchi di sgombrare il campo dai rischi connessi al suo utilizzo. La presidente della Commissione, come ogni anno, illustrerà poi il suo cronoprogramma. E farà il punto sui traguardi raggiunti dalla Commissione alla soglia del midterm, ponendo anche l'accento sui temi che, da qui ai prossimi mesi, Bruxelles ritiene prioritari.
L’Ue e la sfida dell’Intelligenza Artificiale
Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale, va ricordato che l’AI Act europeo è il primo regolamento completo al mondo sul tema. È entrato in vigore l’1 agosto del 2024, ma per la sua applicazione è stato deciso di seguire il principio dell'estrema gradualità. E il rischio è che ora risulti già vecchio. Il dibattito sui pericoli dell’IA che si è creato in questi giorni ha reso ancor più delicato il punto. Intanto giovedì, come riportato dal sito Politico.eu, a Bruxelles si terrà una riunione tecnica di funzionari inviati dai 27 Paesi membri proprio per un aggiornamento sulla messa a punto delle regole globali sull'IA.
Gli altri temi del discorso di Ursula von der Leyen
Oltra al tema dell'IA, il discorso programmatico di von der Leyen si svilupperà, secondo quanto trapelato, in più capitoli: competitività, diversificazione energetica, stretta ai social per i minori, rapporti con la Cina, difesa comune, sostegno all'Ucraina e crisi climatica. Come sempre, in platea, ci saranno degli ospiti esterni all'Eurocamera. Tra loro, anche il premier canadese Mark Carney, che poi parlerà alla Plenaria nella giornata di giovedì 17 settembre. Sullo sfondo, quel 2027 in cui andranno al voto, tra gli altri, Italia, Spagna, Polonia, e Francia.