Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, Teheran: "Raid Usa vicino ospedale bambini". Nuova ondata di attacchi americani

©Ansa

Non si sblocca lo stallo su Hormuz. Nuova ondata di attacchi Usa contro l'Iran nell'area dello Stretto. Un attacco missilistico statunitense ha colpito un’area vicina a un ospedale oncologico pediatrico di Ahvaz. L’Iran ha condannato il raid, definendolo un “crimine di guerra”. Teheran intanto alza il tiro e dopo Hormuz minaccia di chiudere, con l'aiuto degli Houthi, anche lo stretto di Bab el-Mandeb, porta d'accesso al Mar Rosso, se gli Usa dovessero attaccare le infrastrutture iraniane. Media: "Nei colloqui Libano-Israele emersa proposta di monitoraggio italiano"

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Non si sblocca lo stallo su Hormuz. Nuova ondata di attacchi Usa contro l'Iran nell'area dello Stretto. Trump ha riunito i vertici della sicurezza nazionale per valutare un'escalation di attacchi contro obiettivi strategici, dai ponti alle centrali elettriche. Non escluso nemmeno un intervento di terra sull'isola di Kharg per conquistare il principale terminal petrolifero iraniano. Un attacco missilistico statunitense ha colpito un’area vicina a un ospedale oncologico pediatrico di Ahvaz. L’Iran ha condannato il raid, definendolo un “crimine di guerra”. 

Teheran intanto alza il tiro e dopo Hormuz minaccia di chiudere, con l'aiuto degli Houthi, anche lo stretto di Bab el-Mandeb, porta d'accesso al Mar Rosso e alla rotta di Suez, se gli Usa dovessero attaccare le infrastrutture iraniane. Teheran è inoltre tornata a chiedere alle monarchie del Golfo di non concedere più agli Stati Uniti l'utilizzo delle basi per attacchi in Iran. Gli Houthi yemeniti minacciano di prendere di mira le infrastrutture petrolifere dell'Arabia Saudita se il conflitto dovesse intensificarsi, pochi giorni dopo l'attacco all'aeroporto di Sana'a, capitale da loro controllata.

Durante i colloqui tra Israele e Libano, che si sono tenuti a Roma, sulle aree da cui l'Idf si ritirerà sarebbe stata proposta la presenza di truppe italiane per monitorare la smilitarizzazione della zona, liberandola da armi e terroristi di  Hezbollah. La proposta italiana per una possibile nuova missione dell’Onu in Libano prevederebbe attività di monitoraggio, osservazione e “reporting” lungo la blue line con postazioni di osservazione temporanee, oltre a limitati pattugliamenti mobili e al controllo diretto di aree, in linea con la risoluzione 1701. Attività che si svolgerebbero in sinergia con i nuovi protocolli che verranno stabiliti dalle Nazione Unite. "Ci rispettano", ha commentato all'Ansa il ministro Crosetto in merito alla "proposta italiana". 

Gli approfondimenti:

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Esercito Usa, deviate tre navi che violavano embargo

Secondo quanto riferito dal Centcom, il Comando centrale americano, dall'inizio dell'operazione di blocco marittimo nello Stretto di Hormuz le forze americane hanno deviato tre navi commerciali che avrebbero tentato di violare il blocco, ne hanno disabilitata una dopo il mancato rispetto degli ordini impartiti e hanno abbordato un'ulteriore imbarcazione per verificarne la piena conformita' alle misure in vigore. Le forze statunitensi hanno reso noto che i Marines dell'11esima Unità di Spedizione hanno effettuato un'ispezione di verifica a bordo della petroliera M/T Wen Yao nel Golfo di Oman, nell'ambito delle operazioni per far rispettare il blocco navale. Washington sostiene che lo Stretto di Hormuz e le acque circostanti "rimangono liberi e aperti", fatta eccezione per le navi che tentano di violare il blocco navale statunitense contro l'Iran. 

Stretto di Hormuz e petrolio, le soluzioni per non dipendere dall'Iran

L'ipotesi di pagare un pedaggio per passare nello Stretto, come proposto  dagli Usa, fa inorridire gli Stati del Medio Oriente. Si moltiplicano i  progetti per realizzare soluzioni alternative che aprano nuove strade  per il trasporto dei loro prodotti, affrancandosi dalla dipendenza  dall'Iran. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 14  luglio.

Stretto di Hormuz e petrolio, le soluzioni per non dipendere dall'Iran

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Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

Donald Trump ha avvertito l'Iran che gli Stati Uniti bombarderanno Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino  a Natanz, fra le montagne a 300 chilometri a sud di Teheran. "Dite agli  iraniani di prepararsi", ha messo in guardia il tycoon il 13 luglio  durante il programma radiofonico Hugh Hewitt Show, aggiungendo  che "probabilmente prenderemo di mira Pickaxe abbastanza presto". L'Iran  però non resterebbe a guardare. “Se Trump agirà in base alle sue  minacce, daremo una risposta devastante e il prezzo da  pagare saranno i soldati americani e i suoi partner regionali”, ha  affermato una fonte di alto livello della sicurezza di Teheran alla Cnn. Ma cos’è Pickaxe Mountain e perché è nel mirino di Trump?

Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

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Media iraniani: raid Usa su diversi ponti nel Sud

Teheran ha denunciato un nuovo attacco statunitense contro i ponti nel sud dell'Iran. Secondo la televisione di Stato iraniana e l'agenzia Tasnim, due ponti nella città di Bandar Khamir, nella provincia di Hormozgan, sono stati colpiti da bombardamenti americani. Tra gli obiettivi vi sarebbe il ponte sull'asse stradale di Kahurestan. Le autorità iraniane riferiscono che un  automobilista è rimasto ucciso mentre stava attraversando uno dei due ponti al momento dell'attacco.

Media, attacco missilistico Usa contro l'aeroporto di Iranshahr

Gli Stati Uniti hanno lanciato diversi attacchi contro infrastrutture centrali iraniane: l'aeroporto di Iranshahr, la torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas e un ponte nella regione di Bandar--e Khamir, in Iran. Lo riporta Al-Jazeera citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim e Fars. "Il nemico ha preso di mira una torre di telecomunicazioni su una collina nella città di Bandar Abbas, causando un'interruzione di corrente nella zona". Tasnim ha anche affermato che sette persone sono rimaste ferite in un attacco statunitense contro un'area della città nel sud dell'Iran. L'agenzia Fars riporta inoltre un presunto attacco statunitense a un ponte nella regione di Bandar-e Khamir, un collegamento vitale tra Bandar Abbas e Lar.

Cnn: solo 3 navi in transito a Hormuz nelle ultime 24 ore

Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz continua a diminuire e ha raggiunto nelle ultime 24 ore il livello più basso dall'inizio dell'escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati della piattaforma di monitoraggio marittimo MarineTraffic, citati dalla Cnn, nelle ultime 24 ore soltanto tre navi hanno attraversato il passaggio strategico. Nel dettaglio, due imbarcazioni sono entrate nel Golfo Persico - una nave cargo e una petroliera - mentre una petroliera ha lasciato il Golfo attraversando lo stretto in direzione opposta. Prima dello scoppio del conflitto transitavano quotidianamente attraverso Hormuz in media circa 110 navi. Permangono inoltre problemi legati allo spoofing del segnale Gps, una forma di interferenza elettronica che altera la posizione trasmessa dalle navi, facendole apparire in punti diversi da quelli reali. Il fenomeno, che interessa la regione da mesi, può spostare le coordinate delle imbarcazioni anche di decine di miglia nautiche, rendendo più difficile il monitoraggio del traffico nello stretto.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Israele avrebbe lavorato per anni a un progetto segreto per trasformare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel volto di un cambio di regime a Teheran. A rivelarlo sono due inchieste parallele, del New York Times e di Haaretz,  che ricostruiscono contatti riservati avviati tra il 2022 e il 2023,  incontri di alto livello in Ungheria, il ruolo diretto dell'allora capo  del Mossad David Barnea e un'operazione culminata durante la guerra  dello scorso febbraio. Il piano, osteggiato da parte dello stesso  apparato israeliano, non si è mai concretizzato. Oggi Ahmadinejad si  troverebbe agli arresti domiciliari in Iran.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

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Media Iran: sette feriti in raid Usa su Bandar Abbas

Sette persone sono rimaste ferite nei raid americani su Bandar Abbas. Lo riferiscono media iraniani. Vengono segnalati raid anche sull'aeroporto di Iranshahr nella provincia di Sistan e Baluchistan, nel sud-est dell'Iran.

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Il presidente Usa ha annunciato un piano che vede gli Stati Uniti  "custodi" dello Stretto, prelevando però il "20% del valore di ogni  carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e  la protezione". Se la tariffa entrasse in vigore, quanto porterebbe a  casa Washington? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri"  del 13 luglio.

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

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Kuwait: "Droni ostili" di Teheran hanno provocato danni materiali

Ondate di droni iraniani hanno provocato danni materiali in Kuwait, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa del Paese del Golfo. Gli attacchi avrebbero preso di mira "diverse strutture vitali", mentre le operazioni di intercettazione avrebbero causato la caduta di detriti in aree residenziali, provocando danni ma senza vittime. Le autorità kuwaitiane hanno dichiarato di aver intercettato dall'alba 32 "droni ostili" entrati nello spazio aereo nazionale.

Media Iran: udite due esplosioni nella città di Bushehr

Secondo media iraniani, due esplosioni sono state udite nella città di Bushehr, nel sud dell'Iran. Il governatore della provincia di Bushehr, secondo quanto riporta Irna, ha dichiarato che "nel proseguimento dell'aggressione del nemico americano, pochi minuti fa sono state udite due esplosioni nella città di Bushehr".

L'Iran smentisce Trump: "Nessun detenuto americano rilasciato"

La magistratura iraniana ha smentito le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui un cittadino americano arrestato in Iran nel 2024 durante l'amministrazione Biden sarebbe stato liberato. Secondo quanto riferito dai media di Stato iraniani, l'autorità giudiziaria ha affermato che, dopo le necessarie verifiche, non risulta che alcun cittadino statunitense detenuto o accusato di spionaggio per conto degli Stati Uniti corrisponda alla descrizione fornita da Trump né che sia stato rilasciato o coinvolto in uno scambio di prigionieri.

Stretto di Hormuz, cosa succede a mercati ed economia con nuovo stallo

La battaglia fra Iran e Stati Uniti sull'importante  crocevia marittimo è riesplosa fra minacce e attacchi incrociati che  hanno riportato a livelli altissimi la tensione nell'intero Golfo. Una calma apparente nello Stretto e i colloqui a Muscat fra l'Iran e  l'Oman, in presenza del Qatar, avevano lasciato sperare. Poi la  situazione è di nuovo precipitata: nella notte fra sabato e domenica  Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto dopo aver lanciato un  drone contro una nave battente bandiera cipriota perché, secondo la  versione iraniana, non ha rispettato gli avvertimenti lanciati per  cambiare rotta. La risposta americana non si è fatta attendere, con diversi round di attacchi in poche ore.

Stretto di Hormuz, cosa succede a mercati ed economia con nuovo stallo

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Gli Usa ai concittadini: "Non andate in Iraq per nessun motivo"

L'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha invitato i cittadini americani presenti in Iraq a mantenere alta l'attenzione dopo l'attacco con drone avvenuto ieri a Erbil, nel Kurdistan iracheno.

La sede diplomatica ha ribadito sui canali social la raccomandazione di non recarsi in Iraq "a causa del terrorismo, dei rapimenti, dei conflitti armati, dei disordini civili e della limitata capacità del governo statunitense di fornire assistenza d'emergenza ai cittadini americani nel Paese". "Non viaggiate in Iraq per nessun motivo", si legge nell'avviso diffuso dall'ambasciata.

Teheran: "Attacchi contro basi militari Usa legittima autodifesa"

"Gli attacchi contro basi militari e infrastrutture utilizzate per l’aggressione all’Iran" rappresentano "un’azione difensiva legittima ed un esercizio del diritto all’autodifesa". Lo sostiene il ministero degli Esteri iraniano, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. "I Paesi della regione - suggerisce il regime di Teheran - non devono permettere il compimento della cospirazione americano-sionista volta a seminare ostilità tra gli Stati dell’area", sottolineando che "l’Iran non nutre alcuna animosità nei confronti dei Paesi vicini e della regione".

Papa Leone XIV: 'Tornano venti di guerra, non spengano la speranza'

Il Pontefice, all'Angelus da Castel Gandolfo, ha rimarcato l'importanza  della diplomazia e del dialogo per perseguire una pace duratura.

Papa Leone XIV: 'Tornano venti di guerra, non spengano la speranza'

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Stretto di Hormuz e petrolio, le soluzioni per non dipendere dall'Iran

L'ipotesi di pagare un pedaggio per passare nello Stretto, come proposto  dagli Usa, fa inorridire gli Stati del Medio Oriente. Si moltiplicano i  progetti per realizzare soluzioni alternative che aprano nuove strade  per il trasporto dei loro prodotti, affrancandosi dalla dipendenza  dall'Iran. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 14  luglio.

Stretto di Hormuz e petrolio, le soluzioni per non dipendere dall'Iran

Stretto di Hormuz e petrolio, le soluzioni per non dipendere dall'Iran

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Centcom: nuova ondata di raid; quinta notte consecutiva

Il Comando centrale americano delle Forze armate ha reso noto che "alle 14 della costa orientale degli Stati Uniti (le 20 in Italia), le forze armate statunitensi hanno avviato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, la quinta notte consecutiva di operazioni militari". L'obiettivo dell'offensiva è "degradare ulteriormente le capacità militari iraniane", spiega il Centcom su X. 

Usa, lanciata nuova ondata di attacchi in Iran

Gli Stati Uniti hanno lanciato alle 20 ora italiana una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. Lo afferma il Us Central Command.

Iran, Casa Bianca: "Colloqui proseguono perché sta subendo colpi devastanti"

I colloqui tra Stati Uniti e Iran proseguono nonostante i recenti  attacchi americani. Lo ha affermato la portavoce della Casa Bianca,  Karoline Leavitt, sostenendo che Teheran continua a negoziare con  Washington perché sta subendo "colpi devastanti". "L'Iran  continua a parlare con gli Stati Uniti e vuole raggiungere un accordo",  ha dichiarato Leavitt. Secondo la portavoce, i recenti raid  statunitensi sono stati condotti perché "l'Iran ha violato il memorandum  d'intesa che avevamo raggiunto", attaccando navi commerciali nello  Stretto di Hormuz. Leavitt ha infine ribadito che "il presidente è  sempre aperto alla diplomazia".

Trump e Netanyahu annegati nel 'mare della vendetta', a Teheran un nuovo murale

Un nuovo murale raffigurante il presidente degli Stati Uniti Donald  Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che annegano in  un "mare della vendetta" rosso è stato svelato a Teheran, secondo quanto  riportato dall'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle  Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Il murale nel centro della  città reca lo slogan "Affogherete nel mare della vendetta della nazione  iraniana", sia in persiano che in inglese. 

Casa Bianca: "Stretto aperto per navi non dirette in Iran"

Lo Stretto di Hormuz "e' aperto per le navi che non vanno o escono dagli aeroporti iraniani". Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Il blocco e' stato reintrodotto a causa dell'incapacita' dell'Iran di rispettare il proprio accordo con gli Stati Uniti. Piu' di 10 mila marinai, marines e avieri statunitensi, insieme a due portaerei, oltre 20 navi da guerra e decine di velivoli, stanno eseguendo la missione di blocco proprio in questo momento", ha aggiunto.

Iran, Casa Bianca: "Trump e Vance sulla stessa pagina riguardo al confitto"

Il presidente americano Donald Trump e il suo vice Jd Vance "sono  esattamente sulla stessa pagina" per quanto riguarda il conflitto con  l'Iran. Lo ha assicurato la portavoce della Casa Bianca, Karoline  Leavitt, nel corso del briefing con la stampa. "Il fatto che vediate  elementi di quel che resta del regime iraniano più disposti a fare un  accordo, con altri meno disponibili, dimostra quanto incredibilmente  efficace sia stata l'operazione Epic Fury".

Iran, media: "Israele si prepara a possibile escalation ostilità con Usa la prossima settimana"

Israele si prepara ad una possibile escalation nelle ostilità tra Stati  Uniti e Iran nella prossima settimana. Lo riporta Channel 12, citato da  Times of Israel, sottolineando che Israele crede che gli Stati Uniti  possano iniziare a colpire infrastrutture iraniane civili, in linea con  le recenti dichiarazioni di Donald Trump. Il riferimento è in  particolare all'intervista di Trump a Fox News trasmessa martedì notte  in cui il presidente ha detto che "li colpiremo in modo molto duro, e la  prossima settimana sarà molto brutto per loro perchè la prossima  settimana sarà la volta delle centrali elettriche. La settimana dopo i  ponti - ha aggiunto - abbatteremo tutti i ponti a meno che non vengono  al tavolo a negoziare".

Iran, Dubai smentisce notizie sulle esplosioni in città

L'ufficio stampa del governo di Dubai ha smentito le notizie diffuse secondo cui si sarebbero verificate esplosioni nel centro della citta'. Le autorita' dell'emirato hanno invitato i media e l'opinione pubblica a fare riferimento esclusivamente a fonti ufficiali e affidabili, verificando con attenzione le informazioni prima della loro pubblicazione o diffusione.

Iran, Casa Bianca: "Usa diversi da Teheran, non prendono di mira civili"

Le forze armate statunitensi "agiscono sempre in buona fede e non  prendono mai di mira civili o bambini". Lo ha affermato la portavoce  della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a una domanda  sul  bombardamento della scuola di Minab, in Iran, che secondo i media  americani e Teheran sarebbe stato causato da tragico errore  dell'esercito americano. "Questa  è l'opinione del presidente", ha dichiarato Leavitt, riferendosi alle  ripetute affermazioni di Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti non  sarebbero responsabili dell'attacco. "Allo stesso tempo, il presidente  ha detto che il Dipartimento della Guerra sta indagando sulla vicenda -  ha aggiunto - Il presidente la pensa così perché sa che i nostri  militari agiscono sempre in buona fede e non prendono mai di mira civili  o bambini, a differenza dell'altra parte del conflitto, l'Iran".

Crosetto: "Proposta Italia sul Libano? Usa e Israele ci rispettano"

"Ci rispettano". Questo il commento all'ANSA del ministro della Difesa,  Guido Crosetto, in merito alla "proposta italiana" sul futuro di una  presenza internazionale in Libano e per il mantenimento della pace,  sulla quale - secondo alcuni media - convergerebbero Usa e Israele.

Iran, Casa Bianca: "Trump non si sente responsabile per Minab"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non si sente responsabile per l'attacco alla scuola elementare di Minab, nel sud dell'Iran, dove morirono piu' di centocinquanta bambine. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, spiegando che questa e' "l'opinione del presidente". Trump, ha aggiunto, "la pensa cosi' perche' sa che il nostro esercito agisce sempre in buona fede e non prende mai di mira civili o bambini, al contrario dell'altra parte di questo conflitto, l'Iran, che e' noto da molto tempo per aver ucciso donne, bambini e persone innocenti nel proprio Paese".

Iran, Casa Bianca: "Vogliono accordo dopo devastanti perdite"

La Casa Bianca ha dichiarato che gli "iraniani stanno continuando a negoziare con gli Stati Uniti e vogliono fare un accordo perche' stanno subendo devastanti perdite ad opera delle forze armate" americane. Lo ha detto la portavoce Karoline Leavitt.

Controllo diretto aree e monitoraggio con Onu , la proposta dell'Italia sul Libano

Monitoraggio, osservazione e 'reporting' lungo la blue line con  postazioni di osservazione temporanee, limitati pattugliamenti mobili e  il controllo diretto di aree, in linea con la risoluzione 1701: attività  che si svolgerebbero in sinergia con i nuovi protocolli che verranno  stabiliti dalle Nazione Unite. È questa - a quanto si apprende - una  delle componenti operative previste dal piano proposto dall'Italia su  una possibile nuova missione Onu in Libano.

Media Libano: "Grande esplosione vicino a Zawtar al-Gharbiyah nel sud"

Le forze israeliane hanno "condotto una grande operazione con  esplosivi" vicino alla città di Zawtar al-Gharbiyah, nel Libano  meridionale. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna.

Israele, approvata controversa riforma dei media

Alla viglia dello scioglimento del Parlamento, e' stata approvata con 53 voti favorevoli e 48 contrari la controversa riforma dei media promossa dal ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi. Come riferisce Times of Israel, la legge ampliera' significativamente il controllo governativo sulle emittenti radiotelevisive e sul settore dell'informazione in Israele, riformando la regolamentazione dei media ed eliminando meccanismi di controllo e standard giornalistici minimi. Al contempo conferira' al governo maggiore influenza sugli indici di ascolto televisivi e sull'assegnazione degli spazi pubblicitari statali. "La missione che mi hai affidato, quella di approvare una riforma di destra, e' stata portata a termine", ha commentato il ministro Karhi rivolgendosi al premier Benjamin Netanyahu.

Governo Dubai: "Non vera la notizia di esplosioni nel centro"

L'Ufficio Stampa del Governo di Dubai (Gdmo) smentisce su X la notizia  di esplosioni nel centro di Dubai. Il Gdmo "esorta il pubblico e i media  a fare affidamento esclusivamente su fonti ufficiali per informazioni  accurate e ad evitare di diffondere voci o informazioni non verificate".

Il parroco di Gaza: "Domani un anno dal bombardamento sulla nostra chiesa"

Con una messa celebrata domani, 17 luglio, la parrocchia cattolica della  Sacra Famiglia di Gaza ricorderà il primo anniversario dal  bombardamento israeliano dell'anno scorso quando, come ricorda il  parroco padre Gabriel Romanelli, "una bomba" colpì la chiesa divenuta  dal 7 Ottobre anche rifugio per tanti sfollati, non solo cristiani.  Nell'attacco persero la vita il portiere della parrocchia, Saad Issa  Kostandi Salameh di 60 anni, e due donne: Foumia Issa Latif Ayyad,  un'anziana di 84 anni che si trovava in una tenda della Caritas adibita a  centro per il sostegno psicologico alla popolazione, e Najwa Abu Dawud,  deceduta ore dopo per le ferite riportate. Domenica poi si terrà una  celebrazione speciale "per le anime di coloro che che sono morti quel  triste giorno": "Preghiamo anche per i feriti, per le loro famiglie e  per il perdono e per la pace".

Israele, sondaggio: stallo tra blocchi pro e contro Netanyahu

In vista delle elezioni del 27 ottobre in Israele, un sondaggio di Zman Yisrael mostra la persistenza di una situazione di stallo tra i blocchi pro e anti-Netanyahu. Il partito Yashar di Gadi Eisenkot risulta come il piu' grande, con 23 seggi alla Knesset, seguito dal Likud del premier Benjamin Netanyahu con 21, mentre Insieme di Naftali Bennett e Yair Lapid ne ottiene 15. Yisrael Beytenu si aggiudica 10 seggi, i partiti ultraortodossi United Torah Judaism e Shas rispettivamente 8 e 9, la sinistra de I Democratici 8, l'estrema destra di Otzma Yehudit e Sionismo Religioso rispettivamente 7 e 5, i due partiti arabo-israeliani Hadash e Ta'al-Balad ne conquistano 6 insieme, mentre il partito arabo Ra'am ne ottiene 4. Il nuovo partito centrista di Yoaz Hendel e Chili Tropper non riesce a superare la soglia di sbarramento del 3,25%. Il blocco anti-Netanyahu si aggiudica 56 seggi su 120, mentre il blocco pro-Netanyahu ne ottiene 50. Restano esclusi da questo scenario i partiti arabo-israeliani (10 seggi). Nel sondaggio e' stato inoltre chiesto se la prossima Knesset dovra' abrogare le due controverse leggi promosse dagli ultraortodossi e approvate questa settimana, una che sancisce lo studio della Torah come valore fondamentale dello Stato e l'altra che blocca gli arresti dei giovani haredi renitenti alla leva. Il 61% si e' dichiarato favorevole ad abrogarle, il 23% contrario e il 16% non sa.

Media: "Esplosioni udite nel centro di Dubai"

Alcuni forti boati sono stati uditi nella zona di Business Bay, nel  centro di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Lo scrive Reuters sul suo  sito. Tasnim, l'agenzia iraniana, parla anche di esplosioni ad Abu  Dhabi.

Il prezzo del gas ancora in rialzo, chiude a 55 euro

Il prezzo del gas archivia un altra seduta in deciso rialzo con le  tensione in Medioriente sullo Stretto di Hormuz. Ad Amsterdam i  contratti Ttf salgono dell'1% a 55 euro al megawattora. 

Knesset approva controversa legge sulla riforma del mercato delle telecomunicazioni

La Knesset ha approvato in via definitiva la riforma delle  telecomunicazioni, parte del blitz legislativo della coalizione  Netanyahu prima dello scioglimento del Parlamento previsto per domani.   Il controverso provvedimento è uno dei cavalli di battaglia del  ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi e crea un unico ente  regolatore per le telecomunicazioni delle tv e radio commerciali e delle  piattaforme satellitari e digitali, sostituendo l'attuale sistema  duale. Punto chiave della riforma riguarda la facoltà del ministro di  nominare la maggioranza dei componenti del nuovo ente. La riforma è  criticata dall'opposizione e da esperti tecnici in quanto volta ad  avvantaggiare selettivamente alcuni canali vicini all'attuale coalizione  di governo, come Channel 14 e i24News, fissando una soglia di fatturato  a 600 milioni di shekel (circa 180 milioni di euro) - che questi canali  non superano - per definire i ''grandi broadcaster''. Si applica quindi  solo ai grandi canali commerciali, Channel 12 e 13, obbligandoli a  cedere gratuitamente parte dei loro contenuti alle piattaforme  distributive. I sostenitori presentano la riforma come una  liberalizzazione del mercato che rompe il monopolio dei grandi operatori  e introduce per la prima volta una regolamentazione uniforme su tutte  le piattaforme, incluse quelle digitali e i servizi di streaming  internazionali come Netflix. Per ottenere il voto dei partiti  ultraortodossi, nell'ambito di un deal tra il Likud in vista delle  elezioni, Karhi ha eliminato all'ultimo momento un beneficio diretto per  i consumatori, un'app governativa per la visione gratuita delle  trasmissioni da cellulare, a cui si opponevano i haredim per l'incentivo  alla fruizione di contenuti durante lo Shabbat.

Estonia: "Gli Usa riprenderanno forniture di munizioni interrotte per la guerra in Iran"

Il ministro della Difesa estone, Hanno Pevkur, ha comunicato che gli  Stati Uniti riprenderanno a breve le consegne delle armi appaltate  dall'Estonia e temporaneamente sospese lo scorso maggio a causa della  guerra tra gli Usa e l'Iran. Secondo quanto annunciato da Pevkur, le  autorità statunitensi hanno annunciato il prossimo invio di munizioni  per sistemi Himars e Gmlrs. Solo la fornitura delle munizioni per i  sistemi Atacams riprenderà non appena gli sviluppi della guerra in Iran  lo renderanno possibili.

Ghalibaf: "Gli Usa cercano di colpire l'Iran e promuovere i propri interessi"

Il principale negoziatore iraniano, il presidente del Parlamento  Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che l'Iran "non ha altra scelta  che fare affidamento sulla propria forza e diventare più forte",  aggiungendo che gli Stati Uniti "cercano di colpire l'Iran e promuovere i  propri interessi ogni volta che ne hanno l'opportunità". Lo riporta  Al-Jazeera. "Questo non si limita alla guerra, ai negoziati o solo  all'attuale presidente degli Stati Uniti", ha dichiarato in un  comunicato diffuso sui social media. "La nostra visione della guerra o  dei negoziati deve basarsi sugli interessi e sulla sicurezza nazionale,  essere realistica e lungimirante; di conseguenza, non abbiamo altra  scelta che fare affidamento sulla nostra forza e diventare più forti".

Libano, Ynet: "Si valuta presenza militari italiani"

Durante i colloqui tra Israele e Libano riguardanti le aree che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) evacueranno nella parte meridionale del Paese dei cedri, e' stata proposta la presenza di truppe italiane per monitorare la smilitarizzazione della zona, liberandola da armi e terroristi di Hezbollah, secondo quanto appreso dal sito israeliano 'Ynetnews'. Inoltre, durante i colloqui in corso a Roma con la mediazione degli Stati Uniti, e' stata anche proposta la supervisione del processo da parte dell'UNIFIL, ma sia Israele sia gli Stati Uniti si sono fermamente opposti a questa proposta. Alla luce di tale opposizione, e' emersa la "proposta italiana". Fonti della sicurezza hanno precisato che "la proposta e' attualmente al vaglio delle parti".

Media: "Nei colloqui Libano-Israele emersa proposta di monitoraggio italiano"

Secondo fonti del quotidiano Yedioth Ahronot, durante i colloqui tra Israele e Libano, che si sono tenuti a Roma, sulle aree da cui l'Idf si ritirerà è stata proposta la presenza di truppe italiane per monitorare la smilitarizzazione della zona, liberandola da armi e terroristi di Hezbollah. Nel corso degli incontri è stata avanzata anche proposta di prevedere la  supervisione del meccanismo  parte dell'Uninifil, ma sia Israele che gli Stati Uniti si sono fermamente opposti. E' a questo punto che è emersa la "proposta italiana". Fonti della difesa israeliana  hanno precisato che "la proposta è attualmente al vaglio delle parti".

Media, esplosioni nel centro di Dubai

Esplosioni sono state udite nel centro di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Lo riportano i media della regione citando l'agenzia Reuters.

Iran, media: missili Usa colpiscono vicino a Bandar Abbas

Missili statunitensi hanno colpito alcune localita' vicino a Bandar Abbas. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars. Un comunicato della provincia di Hormozgan aggiunge che non si sono registrate vittime ne' danni a infrastrutture residenziali e commerciali a seguito degli attacchi americani.(

Libano, Hezbollah su sequestro armi a confine Siria-Iraq: "Tutte falsità"

Hezbollah parla di notizie "infondate" dopo che dalla Siria del  dopo-Assad hanno riferito del sequestro lungo il confine tra il Paese  arabo e l'Iraq di armi destinate al movimento sciita libanese.  Hezbollah, in un comunicato rilanciato da al-Manar (tv libanese  affiliata al gruppo), afferma che "di tanto in tanto riemergono  affermazioni sulla presenza di Hezbollah in territorio siriano" e  aggiunge che "il partito le ha sempre smentite, precisando che sono  completamente false" Ribadita,  così, la "smentita" di quelle che per Hezbollah sono "accuse  infondate". Il Partito di Dio, storicamente sostenuto da Teheran e che è  stato un alleato della Siria di Assad,  parla di "affermazioni e accuse  che non sono altro che narrazioni inventate, infondate, con l'obiettivo  di danneggiare Hezbollah", e di notizie "al servizio" degli obiettivi  di Usa e Israele "nella regione".

Media: "Chiuso il principale giacimento di gas del nord dell'Iraq"

La Dana Gas, società con sede negli Emirati Arabi Uniti e gestore del  giacimento di gas di Khor Mor, nel nord dell'Iraq, ha sospeso la  produzione dei suoi principali impianti a causa di credibili minacce  alla sicurezza e dell'escalation delle tensioni regionali, secondo  quanto dichiarato da un portavoce dell'azienda. Lo riporta Al Jazeera.  La sospensione ha ridotto la capacità di generazione di energia  elettrica nella regione del Kurdistan iracheno di 2.500 megawatt,  secondo il ministero dell'Energia. Il giacimento di Khor Mor, con le sue  ingenti riserve di gas, è il principale produttore di energia elettrica  della regione. Ieri, Erbil, capoluogo della regione, è stata bersaglio  di almeno cinque droni, tra cui l'aeroporto principale e il consolato  statunitense.

Media: "Missili statunitensi colpiscono aree vicino a Bandar Abbas"

Missili statunitensi hanno colpito aree vicino alla città portuale di  Bandar Abbas, nel sud dell'Iran. Lo riportano l'agenzia di stampa Fars  News e il sito di Iran Internazional citando il governo provinciale di  Hormozg. Le autorità hanno affermato che non sono stati segnalati feriti  né danni a infrastrutture residenziali o commerciali a seguito degli  ultimi attacchi statunitensi nella provincia.

Araghchi: "Gli Usa commettono crimini di guerra negli attacchi contro l'Iran"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato gli  Stati Uniti di aver commesso crimini di guerra, affermando che gli  attacchi a "infrastrutture vitali" e le minacce di attaccare ponti e  centrali elettriche dimostrano "l'intento criminale del potere  statunitense di commettere crimini efferati". Lo riporta Al-Jaazera. Il  ministro degli Esteri iraniano ha affermato su Telegram che gli attacchi  statunitensi sono "indubbiamente una flagrante violazione della Carta  delle Nazioni Unite e dei principi fondamentali del diritto  internazionale". Ha aggiunto che tali atti costituiscono "gravi crimini  internazionali" ai sensi dei principi fondamentali del diritto penale  internazionale, comprese le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949, e  che "tutti i governi hanno l'obbligo di perseguire e punire coloro che  commettono tali crimini".

Iran a paesi Golfo: "Smettete di concedere basi agli Usa"

Teheran e' tornata a chiedere alle monarchie del Golfo di non concedere piu' agli Stati Uniti l'utilizzo delle basi per attacchi in Iran. E' "responsabilita' di tutti i Paesi, in particolare dei vicini meridionali del Golfo Persico, impedire che gli Stati Uniti utilizzino le loro strutture e capacita' per preparare ed eseguire aggressioni contro l'Iran", si legge in una nota del ministero degli Esteri. L'Iran "ribadisce di non avere alcuna ostilita' verso nessuno dei Paesi vicini e della regione", si assicura. Ma "colpire le basi e le strutture militari utilizzate per l'aggressione contro l'Iran costituisce un diritto legale e intrinseco all'autodifesa, in conformita' al diritto internazionale e all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite", avverte Teheran.

Iran: "Usa hanno tradito diplomazia. Ne pagheranno conseguenze"

Gli Stati Uniti hanno tradito ancora una volta la diplomazia non rispettando gli impegni presi e di questo pagheranno le conseguenze. E' il nuovo monito lanciato dall'Iran, in un lungo comunicato del ministero degli Esteri riportato dai media locali. "Negli ultimi giorni il regime criminale degli Stati Uniti, insieme all'annuncio di un blocco navale contro il popolo iraniano, che costituisce un'esplicita ammissione della violazione di un'ulteriore parte degli impegni assunti dagli Stati Uniti in base all'Accordo di Islamabad, ha intensificato gli attacchi all'Iran e ha commesso numerosi crimini di guerra, prendendo di mira installazioni e strutture civili", si legge. "La ripetuta minaccia di attaccare ponti, dighe e centrali nucleari, insieme agli attacchi contro alcune infrastrutture vitali, costituisce una chiara prova dell'intento criminale dell'amministrazione statunitense", spiega l'Iran. "Il governo guerrafondaio e inadempiente degli Stati Uniti ha nuovamente tradito la diplomazia e, mancando di rispetto ancora una volta al meccanismo di mediazione, ha violato e reso inefficaci tutte le componenti dell'accordo di cessazione della guerra" del 17 giugno, sostiene la nota, e "la piena responsabilita' di tutte le conseguenze e ripercussioni della violazione degli impegni ricade sul governo statunitense". Ora Teheran "utilizzera' tutte le proprie capacita' per difendere la sovranita' nazionale e l'integrita' territoriale dell'Iran" e "non mostrera' alcuna indulgenza".

Fmi: "Guerra in Medio Oriente rallenta Eurolandia, +0,9% pil 2026"

La guerra in Medio Oriente ha indebolito le prospettive dell'area dell'euro: la crescita dovrebbe rallentare dall'1,4% del 2025 allo 0,9% nel 2026 e all'1,2% nel 2027. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale, prevedendo un aumento dell'inflazione al 2,9% quest'anno e al 2,3% il successivo. "I rischi sono orientati verso una crescita più debole e un'inflazione più elevata", aggiunge l'istituto di Washington, metendo in evidenza che le tensioni sul mercato energetico causate dal conflitto in Medio Oriente rappresentano la principale fonte di incertezza. La risposta dell'area euro all'attuale shock dovrebbe basarsi sugli  stabilizzatori automatici e "qualsiasi misura di sostegno discrezionale  dovrebbe essere temporanea, mirata e tale da preservare i segnali di  prezzo", afferma il Fmi mettendo ine videnza che "la necessità di piani  credibili a medio termine per salvaguardare la sostenibilità dei conti  pubblici". Sebbene Eurolandia abbia iniziato il 2026 da una" posizione  di forza", le interruzioni dell'approvvigionamento energetico legate  alla guerra in Medio Oriente hanno indebolito le prospettive, facendo  aumentare l'inflazione e frenando la crescita", osserva il Fondo  invitando a seguire "un mix di politiche prudente e contingente, che  bilanci il mantenimento della stabilità macroeconomica e la  sostenibilità fiscale nella gestione dello shock, promuovendo al  contempo riforme per rafforzare la resilienza, la produttività e la  crescita a medio termine". Per gestire le ripercussioni dello shock  della guerra "è necessaria una risposta di politica economica  attentamente calibrata, promuovendo allo stesso tempo riforme  strutturali volte a rafforzare la crescita e la resilienza a medio  termine". Secondo il Fmi, la priorità è mantenere ancorate le  aspettative di inflazione e attenuare l'impatto dello shock nei limiti  dello spazio di bilancio disponibile.

Borsa Milano: chiusura debole sotto la parità

Piazza Affari chiude debole ma rispetto alla fine della mattinata riduce il calo in contesto macroeconomico e geopolitico molto incerto a causa dell'escalation militare in Medio Oriente. Al suono della campanella, il Ftse Mib segna 52.373,96 punti (-0,07%). Sul listino, corre Fincantieri (+4,18%), seguita da Moncler (+2,68%), Generali (+2,24%) e Unicredit (+1,67%). Vendite su Stm (-4,8%) sui timori che si stia spendendo troppo per il business legato all'intelligenza artificiale, nonostante i risultati record di Tsmc, e anche su Buzzi (-2,45%) e Prysmian (-2,27%) e Saipem (-2,15%). Poste e' in ribasso del 2,03% dopo l'approvazione da parte della Consob del documento dell'Opas su Tim, che a sua volta arretra dell'1,55%. Mps cede lo 0,78%, nel giorno del Cda che fara' delle valutazioni preliminari dell'Opas di Intesa e della proposta di aggregazione di Banco Bpm.

Media Iran: "Missili Usa colpiscono aree intorno all'isola di Qeshm"

Attacchi statunitensi hanno colpito aree intorno all'isola di Qeshm, nel  sud dell'Iran. Lo riportano le agenzie iraniane. L'agenzia di stampa  Mehr ha affermato che alcune aree intorno a Qeshm "sono state colpite da  proiettili americani", mentre l'agenzia di stampa Fars ha riportato un  "attacco missilistico americano nelle vicinanze di Qeshm", citando fonti  locali.

Israele, scorta per moglie Sara finchè Benjamin Netanyahu vive

Il comitato ministeriale per gli Affari dello Shin Bet ha approvato la concessione della scorta a Sara Netanyahu finche' sara' in vita il marito Benjamin Netanyahu, indipendentemente dall'esito delle elezioni. Per quanto riguarda i figli della coppia, la sicurezza sara' garantita per cinque anni. L'iniziativa e' stata proposta dal capo dello Shin Bet, David Zini che, insieme al Mossad, ha stabilito che la famiglia Netanyahu e' esposta a un livello di minaccia permanente a causa del desiderio di vendetta dei nemici di Israele per la guerra. Secondo fonti interne riprese da Yedioth Ahronoth, la decisione al momento si applica solo a Netanyahu, mentre i casi degli altri ex primi ministri saranno esaminati separatamente in merito alle minacce ricevute.

Libano, Siria: a confine con Iraq sequestrate armi destinate a Hezbollah

Hezbollah è stato un alleato importante per la Siria di Assad. L'era  Assad è finita nel dicembre di due anni fa e da allora la 'nuova' Siria  ha annunciato in altre occasioni sequestri di armamenti destinati al  gruppo - storicamente sostenuto dall'Iran - nei pressi della frontiera  con il Libano, ma sarebbe la prima volta che tutto accade al confine con  l'Iraq. Intanto da Baghdad,  dove al potere è da poco arrivato il premier Ali al-Zaidi, hanno  annunciato l'istituzione di una commissione d'inchiesta e sottolineato  che ci sarà un "coordinamento" con la Siria sul dossier. Il  Comando congiunto delle operazioni, riferisce l'agenzia irachena Ina,  ha reso noto che "è stata istituita una commissione di alto livello" per  "indagare sui dettagli dell'operazione che ha portato a sventare il  contrabbando di armi e missili dal confine iracheno in territorio  siriano". Con Damasco, precisano dalla capitale irachena, "ci sarà un  coordinamento per accertare i dettagli relativi a questa operazione".

Iran, Teheran: "Raid Usa vicino ospedale bambini; crimine guerra"

L'Iran ha condannato l'attacco statunitense contro un'area situata nelle vicinanze di un ospedale oncologico pediatrico ad Ahvaz, nel sud-ovest del Paese, definendolo un "crimine di guerra". "Si tratta di un vile crimine di guerra contro gli esseri umani piu' innocenti: bambini che stanno combattendo coraggiosamente per la loro vita", ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. Secondo Baqaei, l'attacco ha costretto all'evacuazione d'emergenza 211 pazienti sottoposti a chemioterapia e ha provocato "gravi sofferenze e angoscia" ai bambini ricoverati. Il portavoce ha inoltre accusato di aver perso "ogni credibilita' morale" quanti, a suo dire, "predicano incessantemente i diritti umani" ma ignorano gli attacchi contro ospedali e strutture sanitarie. Secondo i media iraniani, il raid compiuto mercoledi' sera nei pressi dell'ospedale specializzato nella cura dei bambini malati di cancro non ha provocato vittime ne' danni materiali. Le accuse formulate dalle autorita' iraniane non sono state commentate, al momento, dagli Stati Uniti.

Gli Houthi minacciano attacchi contro gli impianti petroliferi sauditi

Gli Houthi yemeniti minacciano di prendere di mira le infrastrutture  petrolifere dell'Arabia Saudita se il conflitto dovesse intensificarsi,  pochi giorni dopo l'attacco all'aeroporto di Sana'a, capitale da loro  controllata. "Tutte le infrastrutture petrolifere e gli impianti vitali  sauditi saranno bersaglio dei nostri missili e droni se l'Arabia Saudita  si impegnerà in un'aggressione su vasta scala contro il nostro Paese e  procederà verso un'escalation", ha dichiarato il leader del gruppo,  Abdul Malik al-Houthi, in un discorso televisivo, minacciando anche  l'aeroporto di Riad.

Houthi: "Se Riad ci attacca colpiremo suoi siti petroliferi"

Gli Houthi sono pronti a colpire le strutture petrolifere e vitali dell'Arabia Saudita se Riad partecipera' a un'aggressione contro lo Yemen. La minaccia e' arrivata dal leader del gruppo yemenita, Abdul-Malik al-Houthi. "L'intervento militare saudita nello Yemen prosegue da anni, non ha alcuna giustificazione legale e si inserisce nel quadro dell'allineamento e della fedelta' agli Stati Uniti e a Israele", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani.

305 parlamentari sottoscrivono una dichiarazioni contro le esecuzioni in Iran

"Noi sottoscritti esprimiamo profonda preoccupazione per la nuova ondata  di esecuzioni politiche in Iran. Nelle ultime settimane, diversi  prigionieri sono stati giustiziati per la loro appartenenza  all'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (mek) o per aver  partecipato alla sollevazione nazionale dello scorso gennaio. Il regime  ha inoltre oscurato Internet e arrestato migliaia di persone per  prevenire nuove rivolte. Il capo della magistratura ha sollecitato  l'accelerazione delle condanne a morte, confermando l'uso della pena  capitale come strumento di repressione politica. Il silenzio della  comunità internazionale è ingiustificabile. Chiediamo alle Nazioni Unite  e agli Stati membri un'azione immediata per fermare le esecuzioni e  proteggere i prigionieri politici". Questo il testo della dichiarazioni  sottoscritta da 305 deputati e senatori del Parlamento italiano - sia  della maggioranza che dell'opposizione - per chiedere lo stop delle  esecuzioni degli oppositori politici in Iran, presentata durante il  meeting 'L'Iran del futuro' in corso alla Camera. "Elogiamo la  coraggiosa lotta del popolo iraniano per la libertà e la democrazia. Le  recenti rivolte dimostrano l'aspirazione a una repubblica democratica,  respingendo sia la dittatura religiosa sia il dominio autoritario dello  Scià - prosegue la dichiarazione - . Il cambiamento deve avvenire  attraverso la volontà del popolo iraniano e della sua resistenza  organizzata. Accogliamo con favore l'iniziativa del Consiglio Nazionale  della Resistenza Iraniana (CNRI) per la formazione di un governo  provvisorio incaricato di organizzare elezioni libere entro sei mesi,  basate sul Piano in dieci punti di Maryam Rajavi, che prevede libertà  fondamentali, separazione tra religione e Stato, parità di genere,  abolizione della pena di morte, diritti delle minoranze e un Iran non  nucleare. Il piano è già sostenuto da oltre 4.000 parlamentari". "Il  Cnri - conclude il testo  - ha ribadito di non richiedere assistenza  straniera e di impegnarsi per una transizione pacifica. Sostenere il suo  programma e la leadership di Maryam Rajavi rappresenta un passo  necessario verso democrazia, stabilità e pace nella regione".

Iran, Houthi: "Usa e Israele fonte male e instabilità globale"

"Gli Stati Uniti e Israele sono la fonte del male e dell'instabilita' nel mondo". Lo ha affermato il leader degli Houthi, Abdel-Malik al-Houthi, accusando l'Arabia Saudita di collaborare con Washington, Tel Aviv e Londra per minare qualsiasi posizione unitaria della comunita' musulmana. Il capo dei ribelli yemeniti filo-iraniani ha ribadito la condanna dell'aggressione di Riad contro lo Yemen, che non ha alcuna giustificazione legale ed e' condotta nel quadro di un allineamento e di una lealta' verso Stati Uniti e Israele.

Houthi: "Arabia Saudita al servizio di Israele e Usa"

Il leader Houthi nello Yemen, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi, ha affermato che "la situazione e' aeroporti per aeroporti, porti per porti e assedio per assedio". Ha attaccato l'Arabia Saudita, definendola "al servizio del nemico israeliano e compiacente nei confronti degli americani". Ha aggiunto: "L'Arabia Saudita ha attaccato l'aeroporto di Sana'a per protestare contro la revoca dell'assedio allo Yemen ed e' irritata dalla risposta di Sana'a all'attacco, sebbene si sia trattato di una risposta modesta. La vera equazione sarebbe l'aeroporto di Sana'a per l'aeroporto di Riad".

Iran, Rampelli: "A fianco iraniani per audeterminazione e diritti"

"L'Italia sostiene la societa' civile iraniana e il regime sanzionatorio dell'Unione europea per le gravi violazioni dei diritti umani in Iran, istituito nel 2011 e ora prorogato fino al 13 aprile 2027". Lo ribadisce il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia aprendo il convegno su 'Iran del futuro' in Sala della Regina a Montecitorio. Un evento organizzato dalla deputata Naike Gruppioni (FdI) al quale hanno partecipato Maryam Rajavi, presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, Patrick Kennedy e l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, oltre i senatori di FdI Marco Scurria e Giulio Terzi di Sant'Agata. "Il pacchetto di sanzioni - ha rammentato Rampelli - conta centinaia di persone ed entita' designate, include il congelamento dei beni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e il divieto di messa a disposizione di altre risorse economiche. Si tratta di strumenti che - ha precisato - non hanno come obiettivo il popolo iraniano: l'azione sanzionatoria non deve pregiudicare l'accesso della popolazione civile a beni e servizi essenziali. La storia della relazione tra Europa, Italia e Iran e' una lunga storia di scambi culturali, scientifici, umani, che precede di gran lunga le vicende delle ultime decadi. Oggi - ha concluso l'esponente di FdI - riaffermiamo con convinzione la nostra fermezza verso chi reprime e il nostro sostegno verso chi resiste, consapevoli che progettare il futuro dell'Iran spetta agli iraniani, ma la Comunita' internazionale deve assicurarsi che quel futuro possa costruirsi in condizioni di liberta', sicurezza e legalita' internazionale."

Sondaggio, 33% degli americani approva Trump sull'economia, il 29% sull'Iran

Il tasso di gradimento di Donald Trump resta fermo al 37% fra il pessimismo degli americani sull'Iran e l'economia. Secondo un sondaggio di Washington Post-Ipsos, il 61% degli elettori non approva l'operato del presidente. La rilevazione mostra come Trump sta perdendo consensi fra i repubblicani ed è bocciato sull'Iran e l'economia. Il 33% degli americani approva la sua gestione dell'economia, e solo il 29% lo promuove nella gestione del conflitto in Iran. L'immigrazione rappresenta un punto di relativa forza con un tasso di gradimento del 40%.

"Una via democratica per il futuro dell'Iran", il confronto alla Camera

Un appuntamento per affrontare il dramma del popolo italiano e la  costruzione di una via democratica per sfuggire al terrore del regime  degli Ayatollah. La comunità iraniana si riunisce nella Sala della  Regina della Camera, ospite di un meeting organizzato dalla deputata di  Fratelli d'Italia Naike Gruppioni e ospitato dal vicepresidente della  Camera Fabio Rampelli. Ospite d'onore della giornata Maryan Rajavi,  presidente eletta del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana. Ad  aprire l'evento è stato il saluto del vicepresidente della Camera Fabio  Rampelli: "Non é la prima volta che ci incontriamo per parlare dell'Iran  e del suo Futuro, qui nel tempio della Democrazia italiana. Il  Movimento Donna vita libertà ha rappresentato il segnale visibile di una  frattura strutturale tra le nuove generazioni , con le donne in prima  fila, e un sistema istituzionale repressivo incapace di dare risposte".  Per questo, il confronto odierno per il deputato FdI è un modo di  riaffermare la " la nostra solidarietà verso chi resiste". "Ci sono  momenti in cui alle istituzioni non é chiesto solo di amministrare il  presente - prosegue Naike Gruppioni -, ma di indicare una direzione per  il futuro. Oggi è uno di quei momenti". Per la deputata: "la presenza di  Maryam Razavi rappresenta la speranza di milioni di donne e uomini che  desiderano vivere in un Paese libero e democratico.  La sua battaglia  per i valori universali dello Stato di diritto e per l'uguaglianza di  uomo e donna rappresenta una visione per il futuro che ispira quanti  credono che il cambiamento possa nascere dalla forze delle idee. "Finché  questo regime rimarrà al potere, la regione non vedrà mai pace e  tranquillità - spiega la presidente Rajavi -.È un profondo errore  credere che arriverà mai il giorno in cui questo regime abbandonerà la  sua ostilità verso la società iraniana e la comunità internazionale per  abbracciare la pace e la coesistenza". Per Rajavi, il futuro dell'Iran  deve essere "una repubblica democratica basata sulla separazione tra  religione e Stato, sull'uguaglianza di genere e sull'abolizione della  pena di morte; un Iran non nucleare, privo di armi di distruzione di  massa, fondato sulla pace, sulla coesistenza e sulla cooperazione  internazionale e regionale". "Il motto - conclude - sia della Resistenza  che del governo provvisorio è pace e libertà. In Iran, nessuno desidera  la guerra ad eccezione dei nostalgici dello Scià e dei mullah". Sul  palco sono poi intervenuti i senatori di Fratelli d'Italia Marco Scurria  e Giulio Terzi di Sant'Agata, oltre all'ex sindaco di New York Rudy  Giuliani, e l'ex membro del congresso americano Patrick Kennedy.

Netanyahu non si recherà negli Usa prossima settimana

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non si recherà negli Stati Uniti la prossima settimana. Lo ha fatto sapere il suo ufficio dopo che i media avevano riferito nei giorni scorsi di un suo possibile incontro con il presidente Usa Donald Trump lunedì prossimo.

Teheran: "Risposta decisa a qualsiasi aggressione"

L'Iran risponderà con forza a qualsiasi aggressione. A ribadirlo è stato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un'intervista all'emittente yemenita Al-Masirah. "Le Forze Armate iraniane sono pienamente preparate a tutti gli scenari possibili e lo hanno dimostrato sul campo", ha assicurato. "L'Iran non resterà a guardare con le mani legate: le Forze Armate, l'apparato

diplomatico e il popolo difenderanno con ogni mezzo la sicurezza del Paese. Qualsiasi aggressione contro la Repubblica Islamica dell'Iran riceverà una risposta decisa, diretta e senza esitazioni", ha avvertito. E per quanto riguarda il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, "la posizione di Teheran è stata chiara fin dall'inizio e l'Iran continua ad attenersi al principio di 'impegno in cambio di impegno'", ha chiarito.

Media: l'Iran ha chiesto agli Houthi di prepararsi a chiudere il Mar Rosso

L'Iran ha chiesto gli Houthi yemeniti di tenersi pronti a bloccare la rotta petrolifera del Mar Rosso qualora gli Stati Uniti attaccassero le infrastrutture energetiche iraniane. Lo scrive Reuters sul suo sito citando tre fonti. L'idea è stata discussa all'interno della leadership della Repubblica Islamica e il messaggio è stato trasmesso agli Houthi, hanno detto due fonti iraniane di alto livello e una fonte regionale che però non hanno chiarito se la richiesta sia avvenuta dopo la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane martedì.

Iran: "nuova aggressione", contraerea Kuwait in azione

La contraerea del Kuwait e' impegnata a respingere un nuovo bombardamento di droni. Lo hanno riferito le forze armate in una nota su X. "Le difese aree kuwaitiane stanno affrontando attacchi di droni ostili, in seguito dell'aggressione iraniana criminale", si legge.

Libano, media: raid Idf e colpi di artiglieria nel sud

Le truppe proseguono con raid aerei e colpi di artiglieria nel sud del Libano: secondo quanto riferito da L'Orient le Jour, un attacco aereo ha preso di mira il villaggio di Nabatiyeh el Fawka, nella provincia di Nabatiyeh. Esplosioni sono state registrate anche nei villaggi di Kfar Tebnit e Tallouseh, mentre colpi di artiglieria sono stati diretti contro il villaggio di Rashaf, nel distretto di Bint Jbei, e a Bani Haiyyan, nel distretto di Marjeyoun.

Media, almeno 5 palestinesi uccisi in raid Idf a Gaza

Almeno cinque palestinesi sono stati uccisi da raid israeliani nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche palestinesi riprese dal Times of Israel, secondo le quali due persone sono morte vicino al quartiere di Tuffah, nel nord dell'enclave, mentre una terza persona e' stata uccisa da un bombardamento nel sobborgo di Zeitoun, nella parte orientale di Gaza City. Un altro raid aereo contro un campo profughi nella parte occidentale di Gaza City ha ucciso una persona e ne ha ferite diverse altre, mentre un attacco a un veicolo a Khan Younis, nel sud, ha causato un'altra vittima, sempre secondo i medici. Testimoni oculari hanno anche riferito di un raid aereo che ha colpito un edificio residenziale a Deir al-Balah, nella Gaza centrale.

Borse europee: procedono in calo a metà seduta

Le Borse europee procedono in calo a metà seduta in un contesto di incertezza e preoccupazione per l'escalation delle ostilità in Medio Oriente. Parigi cede lo 0,80%, Francoforte arretra dello 0,76% e Londra perde lo 0,34%. Madrid segna una flessione dello 0,56% e Milano segna un -0,55%. 

Iraq: petroliera colpita da drone a Bassora, stop export greggio

Una petroliera è stata attaccata da un drone nel porto di Bassora. Lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim. Dopo il raid, secondo la fonte le esportazioni di greggio sono state temporaneamente sospese. 

Teheran, 'evacuato ospedale con 211 bimbi in chemioterapia, è un crimine di guerra'

"L'ospedale Shahid Baqaei, un centro di cura oncologica pediatrica ad Ahvaz, è stato nella notte dopo un attacco statunitense a una struttura vicina. Questo barbaro attacco, che ricorda le atrocità commesse da Israele contro le strutture sanitarie, ha causato gravi sofferenze e angoscia ai bambini ricoverati e ha costretto all'evacuazione d'emergenza di 211 pazienti sottoposti a chemioterapia". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.  "Si tratta di un vile crimine di guerra contro gli esseri umani più innocenti: bambini che lottano coraggiosamente per la propria vita. Coloro che predicano incessantemente i diritti umani, ma che deliberatamente chiudono un occhio sugli attacchi contro ospedali e centri sanitari, hanno perso ogni credibilità morale".

Iran, '35 morti e oltre 300 feriti negli attacchi Usa degli ultimi giorni'

Oltre 300 persone sono rimaste ferite e 35 sono morte negli attacchi statunitensi contro l'Iran degli ultimi giorni. Lo ha dichiarato il ministero della Salute iraniano secondo quanto riportato dalla Cnn. Tra le vittime ci sono due donne e un adolescente, secondo quanto affermato dal portavoce del ministero Hossein Kermanpour. 

Idf, 'colpiti nella notte 4 depositi di armi di Hamas nella Striscia di Gaza'

"Nella notte l'Idf ha colpito nella Striscia di Gaza centrale e smantellato quattro depositi di armi appartenenti all'organizzazione terroristica Hamas. I depositi contenevano fucili Kalashnikov, lanciarazzi Rpg, granate, ordigni esplosivi e altro equipaggiamento militare". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota. 

Iran: Teheran, 'Usa rispetti memorandum, è l'unico modo per riaprire Hormuz'

L'unico modo per riaprire lo Stretto di Hormuz è che gli Stati Uniti rispettino il memorandum d'intesa in 14 punti firmato dalle due parti a giugno e che vengano attuate le "normative iraniane" relative al traffico navale nello stretto. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano, il generale di brigata Mohammad Akraminia, aggiungendo che, se il presidente statunitense Donald Trump mettesse in atto la sua minaccia di attaccare le infrastrutture iraniane, le forze armate iraniane colpirebbero "tutte le infrastrutture rimanenti" nella regione, e la risposta sarebbe più severa, di portata più ampia e più distruttiva rispetto agli attacchi precedenti. 

Siria: sequestrate in Iraq armi destinate a Hezbollah

La Siria ha annunciato di aver sventato un tentativo di contrabbandare armi, inclusi missili, destinate al gruppo filo-iraniano Hezbollah in Libano attraverso il confine con l'Iraq. "Unita' specializzate hanno sventato un tentativo di introdurre un carico di armi e missili sofisticati attraverso il confine siro-iracheno", ha dichiarato una fonte del ministero dell'Interno all'agenzia di stampa ufficiale SANA. "Le indagini preliminari hanno stabilito che il carico era destinato a transitare attraverso la Siria per conto della milizia terroristica Hezbollah". Il governo siriano e' ostile a Hezbollah, alleato dell'ex presidente Bashar al-Assad.Assad ha ripetutamente annunciato il sequestro di armi destinate al movimento filo-iraniano vicino al confine libanese, ma questa e' la prima volta che menziona il confine con l'Iraq. Questo annuncio giunge mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta esercitando pressioni sulla Siria affinché intervenga in Libano contro Hezbollah.

Israele, Netanyahu non andrà negli Usa la prossima settimana

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu non si recherà negli Stati Uniti la prossima settimana, poiché i funerali per il senatore Lindsey Graham sono stati rinviati alla fine del mese. Lo ha annunciato l'ufficio del Primo Ministro.

Bahrein, intercettati e distrutti attacchi aerei iraniani

Il Bahrein ha accusato l'Iran di aver proseguito "il suo approccio ostile sistematico" con attacchi contro obiettivi civili nel regno, affermando che le proprie difese aeree hanno intercettato e distrutto "un certo numero di attacchi aerei iraniani" nella giornata di oggi. In una nota pubblicata sui social, il Comando generale della Forza di difesa del Bahrein ha reso noto che i sistemi di difesa aerea, grazie a un "elevato livello di prontezza operativa", hanno neutralizzato le incursioni, aggiungendo che tutte le unità delle forze armate restano al massimo livello di allerta per garantire la protezione del Paese. Il Comando ha infine sostenuto che l'impiego di missili e droni contro civili e proprietà private costituisce "una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario".

Ministro esteri Libano, non ci sarà alcun ritorno a una doppia autorità

Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi ha affermato che la piena estensione dell'autorità delle Forze armate libanesi su tutto il territorio nazionale resta "inscindibile" dal completo ritiro di Israele dai territori libanesi che Beirut considera ancora occupati. Lo ha scritto lo stesso Raggi in un messaggio pubblicato su X. "Non c'è Stato che possa completare la costruzione delle proprie istituzioni e della propria sovranità finché una parte del suo territorio resta occupata", ha affermato il ministro, sostenendo che l'occupazione "indebolisce le istituzioni dello Stato, alimenta le tensioni, ritarda il ritorno alla stabilità politica e di sicurezza e impedisce allo Stato di esercitare pienamente la propria autorità sul territorio". Nel post, Raggi ha inoltre ribadito che il Libano "ha fatto la sua scelta" e che "non ci sarà alcun ritorno a una doppia autorità", affermando che "non c'è più spazio per armi al di fuori dell'autorità dello Stato né per decisioni prese al di fuori delle sue istituzioni costituzionali". Il capo della diplomazia di Beirut ha definito la decisione di porre fine alla presenza militare di Hezbollah una "decisione sovrana libanese", precisando che non è stata presa in risposta a pressioni esterne o a negoziati diplomatici, ma rappresenta "l'espressione di una volontà puramente nazionale". Secondo Raggi, le decisioni su guerra, pace e politica estera sono ormai prerogativa esclusiva dello Stato libanese.

Pakistan, 'continuiamo a esortare Usa-Iran a riprendere i colloqui'

"Mentre l'attuazione del memorandum d'intesa sta incontrando delle difficoltà, il Pakistan continuerà a incoraggiare tutte le parti a porre fine alle violenze e a riprendere i colloqui a livello tecnico in conformità con il memorandum": lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri pachistano riferendosi al conflitto tra Stati Uniti e Iran, stando a un video pubblicato sull'account X del dicastero. "Poiché le ostilità continuano da una settimana - afferma il portavoce - il Pakistan ribadisce il suo appello a tutte le parti affinché esercitino la massima moderazione e si astengano da qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare questa instabilità".

Pasdaran: 'nuovo devastante attacco contro base aerea in Bahrein'

Le Guardie Rivoluzionarie hanno riferito di aver lanciato un nuovo "attacco devastante" contro la base aerea di Sheikh Isa, in Bahrein, e di aver "distrutto completamente i radar di ricognizione e controllo aereo", nonché "la stazione di rifornimento di carburante dei caccia nemici dell'aggressore". In precedenza, l'esercito iraniano aveva dichiarato di aver lanciato attacchi con droni contro la base, prendendo di mira sistemi di comunicazione e radar, inclusi i radar Super Hawk e le installazioni Patriot utilizzate dalle forze statunitensi. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche afferma che gli attacchi sono stati una risposta ai raid statunitensi che hanno costretto all'evacuazione dell'ospedale pediatrico oncologico di Ahvaz e di un impianto di produzione idrica per i pellegrini di Karbala nella zona di confine della provincia di Ilam.

Teheran, pronti a colpire infrastrutture Paesi Golfo

Teheran ha minacciato di prendere di mira le infrastrutture dei Paesi del Golfo se gli Stati Uniti dovessero attaccare quelle iraniane. Il portavoce del quartier generale militare iraniano ha affermato che se gli Stati Uniti dovessero dare seguito alle minacce di colpire ponti e centrali elettriche in Iran, "tutte le infrastrutture della regione" saranno "distrutte sotto il maglio d'acciaio" delle forze armate iraniane. 

Iran: Teheran, 'colpiremo infrastrutture regione se Trump darà seguito a minacce'

L'Iran "colpirà tutte le infrastrutture della regione" se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "darà seguito alle sue minacce di attaccare le infrastrutture iraniane". Lo ha dichiarato un portavoce del comando militare congiunto di Teheran, aggiungendo che l'Iran non permetterà agli Stati Uniti di interferire nello Stretto di Hormuz e definendo il passaggio una "linea rossa".

Idf, eliminato a Gaza un comandante dei cecchini di Hamas

L'Idf rende noto di aver eliminato in un attacco nel centro di Gaza Omar Ahmed Abu Qasem, un comandante dei cecchini di Hamas che aveva preso parte ad attacchi terroristici contro le truppe dell'Idf. "Nel corso della guerra, Abu Qasem ha partecipato all'esecuzione di attacchi terroristici contro le truppe nella Striscia di Gaza", scrive in una nota l'esercito israeliano.

Katz sente Hegseth: "cooperazione Usa-Israele va avanti"

Il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha parlato dello stato del confronto tra Usa Iran con il suo omologo americano, il segretario alla Guerra Pete Hegseth. L'ufficio di Katz ha reso noto che Hegseth ha aggiornato il Ministro della Difesa "sulle attivita' militari americane in Iran e i due hanno concordato di proseguire la cooperazione tra i due Paesi di fronte a qualsiasi possibile sviluppo". Katz ha inoltre informato Hegseth sulle attività di Israele in Siria, Gaza e Libano. "Non abbiamo mai chiesto agli Stati Uniti di agire per nostro conto lungo i nostri confini. Ci impegniamo a difendere i cittadini di Israele da ogni minaccia, ed è ciò che intendiamo fare", ha dichiarato Katz. 

Media iraniani, attacchi Usa nella provincia di Hamadan, nessuna vittima

Le forze statunitensi hanno attaccato nella notte la provincia occidentale iraniana di Hamadan. Lo riferisce Al Jazeera citando l'emittente di Stato iraniana Irib, secondo cui un "attacco nemico" ha colpito diversi siti nel distretto di Kabudarahang. In base a quanto riferito da un alto funzionario locale, i raid non hanno causato vittime. In precedenza i media iraniani avevano inoltre segnalato attacchi contro la città settentrionale di Semnan e l'attivazione delle difese aeree nell'area di Teheran.

Teheran, colpito sistema Patriot in Bahrein e Kuwait

Teheran rivendica di aver colpito batterie Patriot in Kuwait e in Bahrein. Secondo quanto riportato da Press TV, "I droni Arash hanno colpito radar americani, batterie di difesa aerea Patriot e depositi di carburante presso la base aerea di Ali al-Salem in Kuwait" e, in un'altra ondata di attacchi, droni iraniani i sistemi di comunicazione e di difesa aerea Patriot nella base aerea di Sheikh Isa, in Bahrein.

Iran:, Wsj: 'Trump valuta espansione operazioni militari'  

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando la possibilità di ampliare le operazioni militari statunitensi in Iran, a seguito di briefing con i suoi più stretti collaboratori, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da funzionari statunitensi .

Secondo il quotidiano americano, le opzioni di Trump includono l'intensificazione degli attacchi aerei contro i siti energetici, l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg e in altri territori vicino allo Stretto di Hormuz, e il bombardamento di un complesso di tunnel a Pickaxe Mountain, che gli Stati Uniti definiscono un sito fortificato che potrebbe essere utilizzato per attività nucleari segrete.

Media, 'traffico a Hormuz praticamente scomparso'

Il traffico nello Stretto di Hormuz si è ridotto drasticamente. Lo scrive Lloyd's List, pubblicazione specializzata nell'analisi e nel monitoraggio dell'industria del trasporto marittimo, secondo cui "il traffico marittimo non iraniano è praticamente scomparso" nello Stretto di Hormuz a seguito della ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riportato, i proprietari delle navi che tentano ancora di attraversare la via navigabile contesa hanno fatto ricorso alla navigazione "al buio", ovvero senza transponder che comunichino la loro posizione. Lloyd's List ha inoltre riferito che il rinnovato blocco statunitense sui porti iraniani sta "intensificando i piani, sostenuti dagli Stati Uniti, per rilanciare l'oleodotto Iraq-Siria Kirkuk-Baniyas".

Teheran, 'attaccate basi Usa in Kuwair e Bahrain'

L'esercito iraniano ha dichiarato di aver effettuato attacchi con droni contro basi e installazioni statunitensi in Kuwait e Bahrain, secondo quanto riportato dalla televisione di stato, in seguito agli attacchi statunitensi contro la Repubblica islamica. L'esercito iraniano ha affermato di aver preso di mira "sistemi radar, un sistema di difesa aerea Patriot e depositi di carburante presso la base aerea di Ali Al Salem" in Kuwait e installazioni militari statunitensi presso la base aerea di Sheikh Isa in Bahrain, secondo quanto riportato dall'agenzia Irib.

Trump: 'l'Iran ha rilasciato un'americana detenuta dal 2024'

"L'Iran ha permesso a una cittadina americana, detenuta ingiustamente nel dicembre 2024 sotto la 'presidenza' di Sleepy Joe Biden, di lasciare il Paese". Lo annuncia Donald Trump su Truth. "Ora si trova al sicuro fuori dall'Iran e in buone condizioni. Gli Stati Uniti  apprezzano questo gesto di buona volontà da parte dell'Iran", ha aggiunto il presidente. 

Esercito Giordania, 'intercettati otto missili iraniani'

L'esercito giordano ha annunciato di aver intercettato otto missili iraniani diretti verso il proprio territorio, che non hanno causato né vittime né danni. Poco prima le forze armate iraniane avevano dichiarato di aver preso di mira alcune installazioni militari statunitensi in Giordania, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi in Iran. 

Iran, 'attaccato installazioni militari statunitensi in Giordania'

L'esercito iraniano ha annunciato di aver attaccato alcune installazioni militari statunitensi in Giordania utilizzando dei droni. E' quanto riporta la televisione di Stato iraniana, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi in Iran. Le forze armate iraniane hanno colpito un radar e sistemi di comunicazione e impianti di stoccaggio di carburante dell'esercito americano presso la base aerea di Al-Azraq in Giordania, utilizzando droni d'attacco".

Esercito Usa, 'colpito centri di comando iraniani'

"Le forze statunitensi hanno colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare i marittimi innocenti che prestano servizio a bordo di navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz". Lo scrive su X il Comando centrale delle forze armate statunitensi, aggiungendo di aver utilizzato munizioni di precisione per colpire obiettivi in diverse località, tra cui Bandar Abbas. Gli attacchi si sono conclusi alle 21 (ora degli Stati Uniti).

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