Lo ha sottolineato il presidente americano sui social. "È stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace", ha annunciato il premier pakistano, Shehbaz Sharif. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, però il memorandum d'intesa “non sarà firmato domani e al momento non affronta la questione nucleare”. Intanto, l’Idf ha condotto raid nel sud del Libano dopo l’ordine di evacuazione per Nabatiyeh e altre 19 località
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La firma dell'accordo con l'Iran "è prevista per domani e, subito dopo, lo Stretto di Hormuz sarà APERTO A TUTTI". Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, invece, il memorandum d'intesa “non sarà firmato domani e al momento non affronta la questione nucleare”. Quanto ai tempi della firma, Baghaei ha spiegato che non è ancora stata fissata una data. "Anche se non avverrà domani, non si può escludere che accada nei prossimi giorni", ha concluso. Poco prima il premier pachistano, Shehbaz Sharif aveva annunciato su X: "Siamo più vicini a un accordo di pace che mai prima d'ora. Con la finalizzazione probabilmente attesa nelle prossime 24 ore, il Pakistan si sta preparando per la firma elettronica dell'accordo di pace immediatamente dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la prossima settimana".
Come riferito da una fonte di alto livello ad Al Arabiya, il memorandum d'intesa di Islamabad tra Usa e Iran sarà firmato a distanza e gli incontri di Ginevra sono stati rinviati a data da destinarsi (I PUNTI DELL'ACCORDO).
L'Iran intanto ha lanciato "diversi droni d'attacco nel tentativo di colpire navi commerciali in transito nello Stretto", secondo quanto ha riferito il Comando centrale militare Usa (Centcom). Le forze statunitensi "li hanno abbattuti tutti nelle ultime ore, mentre il flusso di traffico prosegue senza ostacoli" si legge in post un X. L’agenzia per le operazioni marittime britanniche (Ukmto) ha riferito che una petroliera è stata colpita da un "proiettile non identificato" nello Stretto di Hormuz, a circa nove chilometri a est della costa dell'Oman. Nelle ultime settimane l'Iran avrebbe intensificato gli sforzi per sigillare il suo deposito di uranio facendo crollare tunnel e minando gli ingressi. Raggiungere la mezza tonnellata circa di uranio altamente arricchito è ora molto più difficile anche per l'Iran, oltre che pericoloso e dispendioso. Lo scrive la Cnn che riferisce anche che gli Usa sarebbero vicini ad un'azione di terra per recuperare l'uranio, ma Trump frenerebbe.
Gli approfondimenti:
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Usa: fermate altre due navi dirette ai porti iraniani attraverso Hormuz
Le forze militari Usa hanno bloccato altre due navi dirette verso i porti iraniani attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo riporta il Comando centrale americano (Centcom) in un post su X, a segnalare che mentre i negoziati tra Washington e Teheran sembrano avviati verso una conclusione, il blocco navale americano prosegue. Secondo il Centcom, sono state finora deviate 141 navi dall'inizio delle attività basate sul blocco che impedisce alle navi di effettuare consegne presso i porti iraniani o di lasciarli. In caso di violazioni, gli Usa hanno finora sparato razzi per renderle inservibili. Nell'ultimo conteggio, sono ancora nove le navi messe fuori uso.
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Lapid: l'accordo che si delinea con l'Iran è un completo fallimento di Netanyahu
Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha affermato in un post su X che l'accordo in via di definizione con l'Iran non raggiunge alcuno degli obiettivi della guerra. "Il regime sopravvive, il programma missilistico rimane attivo e l'Iran può ricostruire ilsuo programma nucleare", ha scritto. "Questo è un fallimento totale da parte di Netanyahu, e ci trasforma in uno Stato cliente che riceve istruzioni in materia di sicurezza nazionale", ha aggiunto.
Guerra Iran, la top 20 dei rincari: gasolio da riscaldamento sul podio
Il gasolio da riscaldamento guida la classifica dei rincari registrati da febbraio, mese in cui è iniziato il conflitto in Iran. A calcolarlo è l’Unione Nazionale Consumatori che ha stilato la top 20 delle voci aumentate di più, mettendo in evidenza l’impatto dei costi energetici e dei trasporti sui bilanci delle famiglie.
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Vai al contenutoGuerra Iran, rischio shock alimentare globale: arriva ondata rincari
Lo spettro di un aumento generalizzato dei prezzi a causa della guerra in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz si fa sempre più concreto. A venire travolti da questa ondata di ricari sono fertilizzanti, mangimi, energia, trasporti e logistica, e così anche grano, latte, carne e prodotti trasformati. A rendere più complesso il quadro ci sono anche le variabili climatiche. Ecco i possibili scenari.
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Vai al contenutoIdf: rilevati lanci di missili e razzi dal Libano verso il nord di Israele
Nell'area di Metulla, una città del distretto settentrionale di Israele situata al confine con il Libano, è scattato un allarme per il lancio di missili e razzi. Un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane ha comunicato che "sono stati rilevati lanci dal Libano verso le comunità situate sulla linea del fronte". Lo scrive Ynet.
Media Iran: manifestazioni contro accordo con Usa
Secondo alcuni media iraniani, sarebbero in corso in Iran manifestazioni in cui si chiedono le dimissioni di Ghalibaf e Araghchi in segno di un rifiuto dell'accordo con gli Usa. La notizia è rilanciata anche da 'Al Arabiya'.
Attacco aereo Israele causa due morti a Gaza
Un attacco aereo israeliano ha ucciso due persone nel quartiere di al-Amal a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Diverse persone ferite, tra cui un bambino, sono state trasportate all'ospedale Nasser
Iran, quali conseguenze può avere davvero la mozione per fermare Trump
L’iter legislativo per fermare le operazioni militari statunitensi è lungo e tortuoso e terminerà probabilmente nel veto del Presidente e nella necessità, a quel punto, di trovare una maggioranza qualificata di due terzi. Molto difficile. Ma da un punto di vista interno, la risoluzione (votata anche da alcuni repubblicani) è una cartina di tornasole in vista della tornata elettorale di novembre.
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Vai al contenutoChe impatto hanno avuto nel mondo 100 giorni di guerra in Iran?
Il conflitto ha avuto ripercussioni sul Libano, sui rapporti tra Israele e Usa e, naturalmente, su Teheran. Il cui regime però, paradossalmente, appare più forte e repressivo di prima.
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Vai al contenutoL'immagine di Israele nel mondo continua a crollare
L'indagine del Pew Research Center, condotta tra febbraio e maggio 2026 in 36 Paesi, evidenzia come la percezione negativa di Israele sia ormai dominante nella maggior parte delle aree del mondo.
L'immagine di Israele nel mondo continua a crollare
Vai al contenutoMedia: "4 palestinesi feriti dal fuoco israeliano a Gaza City"
Quattro palestinesi sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco israeliani nella zona di Yarmouk, nel centro di Gaza City. Lo scrive al Jazeera, citando la Mezzaluna Rossa Palestinese.
Media: "Per Israele, accordo Iran-Usa mette in pericolo la sua sicurezza"
Alti funzionari israeliani citati da Channel 12 affermano che l'accordo tra Stati Uniti e Iran indica che Washington ha accettato le "principali condizioni" di Teheran, aggiungendo che "gli iraniani non stanno accettando questo accordo per nulla". Secondo l'emittente, rilanciata dal Times of Israel, funzionari ed esperti israeliani che lavorano da decenni sul dossier iraniano ritengono che i termini del memorandum d'intesa "mettano in pericolo gli interessi di sicurezza di Israele". Ciò che accadrà immediatamente "è l'apertura dello Stretto di Hormuz, la rinascita del regime e uno schiaffo in faccia al popolo iraniano", affermano i funzionari. L'Iran sta "pagando a credito" con questo quadro, affermano i funzionari, poiché Teheran accetta di discutere del suo programma nucleare solo dopo la fine formale della guerra e il soddisfacimento di una serie di altre condizioni, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani congelati. "Questo è lo stesso quadro dell'accordo per porre fine alla guerra a Gaza", dichiara un funzionario all'emittente televisiva. "Chiedetevi cosa è successo da allora all'impegno di disarmare Hamas? Quale sarà la leva essenziale degli americani se, dopo 60 giorni di cessate il fuoco, gli iraniani non inizieranno a compiere i passi richiesti? La credibile minaccia militare è stata praticamente annullata". "L'estrazione dell'uranio si è trasformata in diluizione dell'uranio e il sistema missilistico non fa affatto parte dell'accordo", lamentano i funzionari, sottolineando che le principali questioni che Israele sperava di affrontare durante la guerra rimangono irrisolte. "Nessuno degli obiettivi che Israele si era prefissato viene affrontato immediatamente nell'accordo. Non solo all'Iran non viene richiesto di smettere di sostenere gruppi armati, ma attraverso l'accordo si sta riavvicinando a Hezbollah", aggiungono i funzionari.
Perché ora l'Iran può trattare con gli Usa da una posizione di forza
L'escalation militare delle ultime ore ha rimesso in discussione ogni prospettiva di pace. Trump minaccia nuovi attacchi e parla di controllo delle infrastrutture energetiche iraniane. La Casa Bianca, però, si trova davanti a limiti politici e strategici che rendono difficile un ulteriore coinvolgimento sul terreno. Teheran, invece, sembra poter sostenere più a lungo un confronto prolungato. Una situazione che rischia di trasformare il conflitto in una guerra che può protrarsi ancora a lungo.
Perché ora l'Iran può trattare con gli Usa da una posizione di forza
Vai al contenutoCnn: scelta firma virtuale per questioni logistiche e di tempo
I piani per la firma virtuale del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti sono stati messi a punto negli ultimi giorni per consolidare rapidamente l'accordo ed evitare intoppi dell'ultimo minuto. La scelta della firma virtuale è da attribuire a questioni logistiche e di calendario. A sottolinearlo sono funzionari americani citati dalla Cnn. Sebbene il presidente Donald Trump avesse dichiarato la scorsa settimana di aspettarsi che la firma avvenisse in presenza in Europa, con il vicepresidente JD Vance in rappresentanza degli Stati Uniti, tali piani non si sono concretizzati, in parte a causa di problemi pratici: il presidente e il vicepresidente non viaggiano all'estero contemporaneamente per motivi di sicurezza e continuità, e Trump ha in programma di partire per il vertice del G7 in Francia lunedì mattina. Far arrivare Vance ad una cerimonia di firma in Europa e riportarlo indietro in tempo per la partenza di Trump sarebbe stato difficile. Di conseguenza, è stata proposta una firma elettronica per finalizzare l'accordo.
Starmer a Trump: pronti a sostenere accordo di pace
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha sottolineato "l'importanza di garantire che qualsiasi accordo porti a una pace duratura" durante una telefonata con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L'ufficio di Starmer ha dichiarato che il primo ministro ha ribadito che il Regno Unito è "pronto a sostenere l'attuazione di qualsiasi accordo di pace e a collaborare con i partner internazionali per garantirne il successo".
Netanyahu convoca Gabinetto sicurezza per domenica sera
Nel contesto dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato per domani alle 19.30 il Gabinetto politico di sicurezza.
Perché nel negoziato Usa-Iran si usano i corrieri
Le trattative per un accordo tra Washington e Teheran non passano da videochiamate, telefonate o messaggi su WhatsApp, ma da un sistema lento e a bassa tecnologia: proposte trasmesse via Pakistan e poi affidate a corrieri in carne e ossa, per non lasciare tracce digitali che potrebbero rivelare la posizione del Leader Supremo Mojtaba Khamenei. Secondo Bloomberg, ogni scambio può richiedere cinque o sei giorni.
Perché nel negoziato Usa-Iran si usano i corrieri
Vai al contenutoNetanyahu per ora non si ferma, raid nel sud del Libano
Nel Libano meridionale continuano a sfrecciare i droni e a fischiare le bombe. Segnale inequivocabile della maniera in cui il governo di Israele, mentre in parallelo si gioca una partita cruciale per il Medio Oriente lungo l'asse Washington-Teheran, intende proseguire nel gestire il fronte del conflitto dichiarato con Hezbollah, che intanto resta militarmente attivo vicino al confine nord: facendo cioè ampio ricorso all'uso della forza, in nome della necessità di "difendersi" da una "minaccia" considerata esistenziale, anche mantenendo alcune zone del Paese confinante occupate dalle proprie truppe. Una linea, quella tracciata dal premier Benjamin Netanyahu, che si traduce in continui raid e incursioni in distretti libanesi come quelli di Tiro, Nabatieh e Sidone, da cui spesso non vengono risparmiati civili, pur se gli obiettivi annunciati sono sempre militari. E che risulta pienamente operativa nonostante più volte, dall'inizio delle ostilità lo scorso 2 marzo, siano stati annunciati accordi di tregua per le aree sconvolte dalle violenze. Dove, al momento, non hanno evidentemente sortito effetti diretti neanche le prese di posizione a favore di uno stop reale dell'escalation bellica da parte di diversi attori regionali e internazionali, da papa Leone XIV all'Unione Europea, passando per diverse capitali mediorientali. Negli attacchi israeliani delle ultime 24 ore sono stati segnalati almeno 5 morti: oltre al sindaco di Al-Rayhan (Rihan, nel distretto di Jazzine), Ali Badie, si parla di una persona uccisa a Maakarah (Tiro) e di tre in località di Nabatieh. Ma le notizie di missili lanciati, ordigni sganciati, case distrutte e scorribande di droni d'assalto hanno continuato a susseguirsi sui media locali anche al di là di questi episodi, con ritmo martellante. Segnalati anche diversi feriti, tra cui un soldato libanese, preso di mira dallo stesso drone, secondo l'esercito di Beirut, per ben due volte. L'esercito israeliano ha chiarito di aver attaccato, "nell'ultima giornata", oltre 70 posizioni di Hezbollah, aggiungendo di aver "eliminato sette terroristi" appartenenti alla milizia nel giro di una settimana. Mentre il gruppo armato filo-iraniano, da parte sua, ha continuato nel frattempo a rivendicare, come in giornate precedenti, attacchi con droni lanciati miratamente contro le truppe israeliane.
Usa e Iran verso l’accordo: le mappe di tre mesi e mezzo di guerra
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un’intesa imminente per mettere fine alle ostilità. Ecco cosa è successo dal 28 febbraio ad oggi.
Usa e Iran verso l’accordo: le mappe di tre mesi e mezzo di guerra
Vai al contenutoPasdaran: "Da Trump insolita insistenza sulla firma dell'accordo domani"
Le forze armate iraniane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, hanno negato che l'Iran firmerà un accordo con gli Stati Uniti domani e hanno criticato l'"insolita insistenza" del presidente Donald Trump sulla firma dell'accordo in quella stessa giornata. Lo scrive la Cnn. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha descritto la tempistica come una "prova per il team negoziale iraniano" e ha affermato che l'annuncio di Trump arriva "nonostante i negoziatori iraniani abbiano esplicitamente dichiarato che il memorandum non è ancora stato finalizzato e che la firma di domani non avverrà sicuramente". In un post su Telegram , il gruppo ha ipotizzato che Trump intendesse programmare la firma dell'accordo in concomitanza con il suo compleanno, proprio il 14 giugno. "Alcuni osservatori ritengono che la sua insistenza possa essere motivata dal desiderio di sfruttare l'occasione in modo simbolico e trasformarla in un evento di pubblicità personale", si legge nella dichiarazione.
Starmer a Trump: "Sostegno a sforzi per porre fine al conflitto"
Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha parlato questo pomeriggio con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. A darne notizia è stato il governo di Londra. Il Primo Ministro - ha reso noto - ha espresso il proprio sostegno agli sforzi del Presidente Trump volti a porre fine al conflitto con l’Iran, accogliendo con favore i progressi compiuti e sottolineando l’importanza di garantire che qualsiasi accordo porti a una pace duratura e stabile.
Il Primo Ministro ha ribadito che il Regno Unito è pronto a sostenere l’attuazione di qualsiasi accordo di pace e a collaborare con i partner internazionali per garantirne il successo. Entrambi i leader hanno convenuto sulla necessità di ripristinare la libertà di navigazione per attenuare gli impatti economici avvertiti a livello globale. Hanno concordato di rimanere in stretto contatto e attendono di potersi confrontare in occasione del vertice del G7 della prossima settimana.

©IPA/Fotogramma
Trump: "Non vediamo l'ora di collaborare con Teheran"
"Il nostro rapporto con l'Iran è molto diverso e migliore di quello che le amministrazioni precedenti hanno avuto. A differenza dei centinaia di miliardi di dollari che Obama ha versato loro, inclusi 1,7 miliardi di dollari in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro. Al momento opportuno, quando tutto sarà tranquillo, interverremo per recuperare la polvere nucleare, sepolta in profondità sotto le imponenti montagne di granito, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti, e la disintegreremo e distruggeremo, sia in Iran sia negli Stati Uniti. Non vediamo l'ora di collaborare con l'Iran e con tutto il Medio Oriente per molti anni a venire. Speriamo che questo processo si svolga in modo rapido, semplice e senza intoppi. In caso contrario, abbiamo l'alternativa definitiva, che speriamo non venga mai più utilizzata!". Lo scrive il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su "Truth".
Trump: "Domani la firma dell'accordo con l'Iran"
La firma dell'accordo con l'Iran è prevista "domani" e "subito dopo lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti". Lo ha dichiarato in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, criticando il Jcpoa, l'accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall'allora presidente Barack Obama con Teheran e che, a suo dire, spianava la strada agli ayatollah verso la bomba. "Il mio accordo con l'Iran è l'esatto opposto: un muro contro l'arma nucleare", ha affermato Trump, secondo cui gli iraniani "non vogliono più un'arma nucleare, né ne avranno una".
Sempre riferendosi al Jcpoa, il presidente ha evidenziato che "a differenza delle centinaia di miliardi di dollari che Obama ha versato loro, compresi 1,7 miliardi di dollari in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro", aggiungendo che "al momento opportuno, quando tutto sarà calmo, entreremo e recupereremo la polvere nucleare (l'uranio arricchito al 60% vicino alla soglia per uso militare, ndr) sepolta in profondità sotto le imponenti montagne di granito, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti".
Questo materiale, ha concluso Trump, sarà "diluito e distrutto, sia in Iran che negli Stati Uniti", auspicando che "questo processo si svolga in modo rapido, facile e senza intoppi. Se così non fosse, abbiamo l'alternativa definitiva, che speriamo di non dover mai più utilizzare".
Usa-Iran, cessate il fuoco e fine blocco navale: i punti dell'accordo
Dopo tre mesi di conflitto, Washington e Teheran annunciano un'intesa con firma imminente che potrebbe chiudere la guerra. Il testo, dato per "concordato" da fonti negoziali, non è però ancora stato diffuso integralmente e su alcuni nodi centrali (il nucleare in primis) emergono versioni discordanti tra le due parti. Ecco i punti dell'accordo secondo quanto trapelato finora.
Usa-Iran, cessate il fuoco e fine blocco navale: i punti dell'accordo
Vai al contenutoTajani: "Su Hormuz pronti a fare la nostra parte con una missione di pace"
"Ora stiamo lavorando per cercare di far sì che l'aumento del costo del petrolio non possa incidere ancor più su benzina e sul gasolio e ci auguriamo che si arrivi all'accordo per liberare definitivamente il passaggio a Hormuz. Noi siamo pronti a fare la nostra parte anche con la nostra Marina Militare quando ci sarà una missione internazionale dopo il cessate il fuoco e questo significa aiutare il trasporto del petrolio, quindi abbattimento dei prezzi". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al congresso regionale di Forza Italia in corso a Pescara. "Già avete visto la borsa ieri come è andata dopo l'annuncio di un possibile accordo in tempi brevi e questo vale anche per l'agricoltura perché Hormuz è fondamentale anche per il passaggio dei fertilizzanti che sono per la nostra agricoltura importanti ma ancora più importanti per l'agricoltura dei Paesi africani - ha aggiunto - e noi non possiamo permetterci che ci sia un disastro nell'agricoltura africana perché questo significa avere nuovi flussi migratori e noi vogliamo continuare a registrare i risultati che abbiamo ottenuto con un - 60% di immigrazione irregolare. Questo significa che anche da questo punto di vista stiamo mantenendo gli impegni presi con i cittadini".
Media, 5 morti negli ultimi raid israeliani in Libano
Almeno cinque persone sono rimaste uccise nei raid su località del Libano attribuiti alle forze israeliane nelle ultime ore: lo riporta Al Jazeera, citando media locali. Secondo l'agenzia libanese Nna, tra i morti ci sono, oltre al sindaco di Al-Rayhan (Rihan) Ali Badie, una persona uccisa a Maakarah, e tre rimaste vittime di attacchi nelle località di Deir al-Zahrani e Kafr Reman nel distretto di Nabatieh. Secondo un aggiornamento del Ministero della Sanità di Beirut, dallo scorso 2 marzo, inizio delle ostilità nell'attuale conflitto che coinvolge direttamente Israele ed Hezbollah, almeno 3.756 persone sono state uccise e 11.632 ferite.
Trump al G7 solleverà la questione dello sminamento dello Stretto di Hormuz
Il presidente americano Donald Trump si appresta a discutere dello sminamento dello Stretto di Hormuz al vertice del G7 della prossima settimana in Francia. Con la sua riapertura, gli Stati Uniti forniranno assistenza alle operazioni di messa in sicurezza e, in questo contesto, i Paesi del G7 "potrebbero unirsi all'iniziativa", ha riferito un alto funzionario americano in un briefing.
Teheran: "La squadra negoziale non sarà né a Ginevra né altrove nei prossimi giorni"
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha smentito la notizia, diffusa dai media arabi, relativa alla partenza di una delegazione iraniana con il ministro degli esteri Araghchi per il Pakistan prevista per domani, affermando che "il team negoziale di Teheran non ha in programma di visitare Ginevra o altre località nei prossimi giorni".
Teheran ha sepolto l'uranio arricchito: "Sarà dura estrarlo"
Quando agli iraniani è stato chiaro che al Pentagono stavano meditando seriamente di andarsi a prendere con la forza l'uranio arricchito, la contromisura è stata drastica e - quasi letteralmente - tombale. Hanno ingoiato la chiave. Hanno fatto crollare i tunnel dove il materiale nucleare era nascosto da mesi, ha rivelato stamattina la Cnn, e per di più hanno minato gli ingressi. Adesso recuperarlo sarebbe difficile persino per loro, figurarsi per un blitz di armati, di notte, col tempo contato e sotto il fuoco nemico. E ora che le trattative sono alle strette e la questione uranio è più che mai centrale, avere il prezioso materiale sotto tonnellate di terra va a tutto vantaggio del regime dei pasdaran. La conseguenza più evidente è che gli Usa, preso atto della situazione, avrebbero finito per accettare nel memorandum di intesa per il cessate il fuoco il 'compromesso all'iraniana': l'uranio non più portato via dagli americani, come volevano i falchi di Washington, ma diluito in loco sotto l'occhio vigile degli ispettori Onu. "E' la nostra posizione da sempre" ricordava ieri il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi. Adesso per rimuoverlo serviranno macchinari complessi e lunghe e delicate sessioni di sminamento. Tempo, in una parola, risorsa che in guerra può valere più dei missili. Sempre che alla fine ci si riesca, perché c'è persino chi ipotizza che gli iraniani a un certo punto potrebbero persino dichiarare - non si sa quanto credibilmente - che quell'uranio è del tutto irraggiungibile, lasciando Washington e i suoi alleati con una spada di Damocle, radioattiva, sopra la testa. La 'spada' pesa 970 libbre, circa 440 chili, e al momento sarebbe allo stato gassoso (esafloruro di uranio). Per arricchire il materiale gli scienziati della Repubblica Islamica hanno usato le potenti centrifughe degli impianti di Natanz, Fordow e Isfahan. Al momento sarebbe al 60%, ma in pochi giorni e disponendo di laboratori efficienti potrebbe arrivare al 90%, cioè la quota adatta a fabbricare ordigni.
Svizzera, media: "La prossima settimana incontro tra alti esponenti di Iran e Usa"
Un incontro diretto tra due personalità di alto livello statunitense e iraniana dovrebbe tenersi la prossima settimana in Svizzera. Lo rivela Bfmtv, secondo cui il ministro degli Esteri pakistano avrebbe in programma di recarsi prossimamente in Svizzera per preparare l'incontro.
Ghalibaf: "L'intesa con Washington possibile solo con impegni vincolanti"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sottolineato che un eventuale accordo tra Teheran e Washington deve essere accompagnato da "impegni vincolanti". Lo riferisce l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.
G7, media: "Trump avrà un summit con i leader del Medio Oriente"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrà un summit con i leader del Medio Oriente a margine del G7 in programma da lunedì a Evian. Lo ha riferito un funzionario degli Stati Uniti citato da Axios.
Iran, Al-Arabiya: "Araghchi domani atteso in Pakistan"
Una delegazione iraniana, che include il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, è attesa in Pakistan domani. Lo hanno riferito fonti arabe citate dall'emittente al-Arabiya. Secondo le fonti, la delegazione iraniana supervisionerà i colloqui tecnici relativi all'accordo con gli Stati Uniti. Secondo il governo di Islamabad, domani è prevista la firma in formato digitale dell'intesa tra Teheran e Washington.
Rubio: "E' ancora in vigore il nostro blocco navale"
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha esortato al rispetto del blocco marittimo imposto dal suo Paese alle navi in entrata e in uscita dai porti iraniani, mentre Washington e Teheran si avvicinano a un accordo che potrebbe essere firmato nelle prossime ore. Il massimo diplomatico statunitense ha rilasciato queste dichiarazioni durante una telefonata di ieri con il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar, lo riferisce oggi il Dipartimento di Stato in una dichiarazione. "Entrambi i funzionari hanno discusso dei recenti sviluppi nello Stretto di Hormuz. Il Segretario ha sottolineato che tutte le navi mercantili devono immediatamente conformarsi agli ordini delle forze statunitensi, che cercano di mantenere la pace e la sicurezza nello stretto", si legge nella dichiarazione. Rubio "ha sottolineato che le violazioni del blocco statunitense e il trasporto illecito di petrolio iraniano non saranno tollerati", ha aggiunto.

©Ansa
Media: "Viceministro degli esteri dell'Iran discute l'intesa con gli Usa con ambasciatori di Russia e Cina"
Secondo quanto riportato dai media locali, ripresi dalla Cnn, sabato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha incontrato a Teheran gli ambasciatori di Russia e Cina per discutere "gli ultimi sviluppi" di una proposta preliminare con gli Stati Uniti. In un incontro congiunto tra i tre, "sono stati scambiati pareri e si sono tenute discussioni sugli ultimi sviluppi relativi alla bozza di memorandum d'intesa a Islamabad", ha riferito l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Isna, citando una dichiarazione di Gharibabadi. "Il partenariato strategico tra Iran, Cina e Russia, nonché il coordinamento e la cooperazione tra i tre Paesi, proseguiranno con vigore", si legge nella dichiarazione.
Media Iran: "Khamenei ha graziato 139 condannati a morte"
Il portavoce della magistratura iraniana, Asghar Jahangir, ha reso noto che "per la prima volta, 139 persone condannate a morte" sono state "graziate" su decisione della guida suprema Mojtaba Khamenei: lo riferisce l'agenzia Mehr. Stando alla stessa fonte, gli individui a cui è rivolto il provvedimento sono privi di "querelanti privati" e precedenti per "reati contro la sicurezza". Mehr non precisa come sono state commutate le condanne a morte, limitandosi a spiegare che "l'articolo 110 della Costituzione dà al leader facoltà di graziare o ridurre le pene inflitte a condannati su richiesta del capo della magistratura".
Raid israeliani nel sud del Libano, pesanti danni a Tiro. VIDEO
Teheran: "L'accordo con gli Usa non sarà firmato nelle prossime 24 ore"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l'accordo Teheran-Washington non verrà firmato domani. Lo riportano i media statali iraniani. Baghaei ha affermato che l'Iran deve essere cauto nel commentare la data della firma a causa delle esitazioni degli Stati Uniti. Secondo l'agenzia di stampa statale Irna, che cita Baghei, l'Iran ha escluso la possibilità di firmare, nelle prossime 24 ore, un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti per porre fine in modo definitivo alla guerra in Medio Oriente. "Dobbiamo aspettare per conoscere la data esatta della firma. Non sarà domani", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, lasciando intendere che avverrà "nei prossimi giorni".
Media: "Colono spara e ferisce palestinese disabile"
Un colono israeliano ha sparato e ferito un palestinese che lo aveva minacciato con una pietra. Lo ha riferito Times of Israel citando la polizia, secondo la quale il palestinese e' arrivato in un avamposto vicino al villaggio di Douma, nella Cisgiordania settentrionale, "gia' armato di una grossa pietra e ha iniziato a comportarsi in modo aggressivo e sospetto". A quel punto, il colono si e' sentito minacciato e ha sparato, 'neutralizzando' l'uomo. L'agenzia di stampa palestinese Wafan ha riferito che il 29enne palestinese e' affetto da disabilita' mentale ed e' stato colpito all'addome e a una gamba.
Iran: Teheran: "Firma memorandum possibile nei prossimi giorni"
Il memorandum d'intesa in fase di negoziazione tra Iran e Stati Uniti, mediato dal Pakistan, non sarà firmato domani e al momento non affronta la questione nucleare. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, spiegando che l'obiettivo immediato dell'intesa è consolidare la fine del conflitto. Parlando a Hamedan, Baghaei - citato dall'agenzia di stampa Irna - ha affermato che il documento "non è un accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti", ma un'intesa che definisce i principi generali per risolvere le controversie esistenti e sancire la cessazione delle ostilità. "Considerate le esperienze precedenti, in questa fase l'attenzione è rivolta alla fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e si è deciso di non discutere la questione nucleare", ha dichiarato il portavoce, confermando che il dossier atomico sarà affrontato entro i successivi 60 giorni. Baghaei ha ricordato che il processo negoziale, avviato circa due mesi fa con la mediazione del Pakistan e proseguito dopo il cessate il fuoco del 10 aprile, ha incontrato numerose difficoltà a causa delle "posizioni contraddittorie" assunte, a suo dire, dall'amministrazione americana. Tra i temi già affrontati nei colloqui figurano la sicurezza della navigazione commerciale iraniana e le questioni legate allo Stretto di Hormuz. Quanto ai tempi della firma, Baghaei ha spiegato che non è ancora stata fissata una data. "Anche se non avverrà domani, non si può escludere che accada nei prossimi giorni", ha concluso.
Idf: "Drone ha colpito vicino alle nostre truppe in Libano, nessun ferito"
Un "drone sospetto" ha colpito un'area del sud del Libano in cui operano truppe israeliane, mentre sono suonate sirene d'allarme nella località israeliana di Margaliot, situata sul confine: lo ha riferito l'Idf, citata da Haaretz. L'esercito israeliano ha aggiunto che "non sono stati riportati feriti" in questo episodio.
Iran, Ukmto: petroliera colpita in Stretto Hormuz vicino Oman
Una petroliera e' stata colpita da un "proiettile non identificato" nello Stretto di Hormuz, a circa nove chilometri a est della costa dell'Oman. Lo ha riferito l'agenzia per le operazioni marittime britanniche (Ukmto), sottolineando che l'equipaggio e' illeso, non si sono verificati danni ambientali e la petroliera sta proseguendo verso il suo prossimo porto di scalo.
Idf: "Colpite 70 posizioni di Hezbollah ed eliminati terroristi"
Durante "l'ultima giornata", l'esercito israeliano ha "attaccato oltre 70" posizioni di Hezbollah nel sud del Libano e sono stati "eliminati i terroristi identificati nell'area" in cui operano le sue truppe. È quanto reso noto dall'Idf stessa in un messaggio diffuso su X e ripreso dal Times of Israel.
Libano, Idf: "Colpiti oltre 70 obiettivi di Hezbollah nel sud"
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver colpito oltre 70 obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore, nell'ambito delle operazioni militari contro il movimento sciita filo-iraniano. Lo ha riferito il Times of Israel, precisando che nei raid sono stati bersagliati lanciarazzi ed edifici utilizzati da Hezbollah per pianificare e condurre attacchi contro Israele. Le Idf hanno inoltre dichiarato di aver ucciso diversi membri dell'organizzazione sciita.
Iran, vice ministro Esteri discute memorandum con ambasciatori Russia e Cina
Il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha avuto uno scambio di opinioni con gli ambasciatori cinese e russo a Teheran in merito alla bozza del Memorandum di Islamabad, l'intesa tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Irna, precisando che nel corso dei colloqui sono stati discussi gli ultimi sviluppi relativi alla bozza del memorandum. "Il partenariato strategico tra Iran, Cina e Russia, nonché il coordinamento e le interazioni tra i tre Paesi, proseguiranno con forza", ha osservato l'Irna.
Drone Idf su campo profughi, un morto e due feriti a Gaza
Una persona è stata uccisa e altre due sono rimaste ferite in un attacco condotto da un drone dell'esercito israeliano nei pressi dell'ingresso del campo profughi palestinese di al Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riferiscono fonti palestinesi citate dall'agenzia Wafa. Il drone avrebbe colpito un gruppo di civili che si trovava nella zona del campo. Secondo fonti sanitarie palestinesi, dall'inizio della tregua oltre 980 palestinesi sono stati uccisi e circa 3.120 sono rimasti feriti nella Striscia.
Agenzia Gb: "Petroliera colpita da proiettile non identificato al largo dell'Oman"
Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nella prua di sinistra al largo delle coste dell'Oman: lo ha dichiarato sabato l'Agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime (Maritime Trade Operations), come riportano i media internazionali.
Idf diffondono avviso di evacuazione in altri 4 villaggi nel Sud del Libano
Le forze israeliane hanno diffuso un avviso con cui chiedono l'evacuazione di altri quattro villaggi nel sud del Libano prima di altri raid contro postazioni di Hezbollah. "Per la vostra sicurezza dovete lasciare immediatamente le vostre case nei villaggi e nelle cittadine e spostarvi a nord del fiume Zahrani", ha dichiarato il portavoce dell'esercito Avichavy Adraee, riferisce Times of Israel. Questa mattina era stato diffuso lo stesso avviso per altre 20 località nel sud del Libano.
Al Arabiya: "Accordo sarà firmato a distanza, incontro a Ginevra rinviato"
Una fonte di alto livello ha dichiarato ad Al Arabiya che il memorandum d'intesa di Islamabad tra Usa e Iran sarà firmato a distanza e gli incontri di Ginevra sono stati rinviati a data da destinarsi. Al Arabiya aggiunge che si terranno poi degli incontri a Islamabad per discutere di questioni tecniche.
Iran, Pakistan: "Finalizzazione entro 24 ore; firma digitale"
"Siamo piu' vicini a un accordo di pace che mai prima d'ora. Con la finalizzazione probabilmente attesa nelle prossime 24 ore, il Pakistan si sta preparando per la firma elettronica dell'accordo di pace immediatamente dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la prossima settimana". Lo annuncia su X il premier pachistano, Shehbaz Sharif. "Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno costante durante i negoziati, e porgiamo il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli della regione per il loro sostegno. Siamo fiduciosi che questo storico accordo di pace costituira' una solida base per una pace duratura", aggiunge.
Iran, repubblicani sempre più preoccupati per midterm: "Trump chiuda guerra entro fine estate"
Prima hanno sperato che la guerra con l'Iran si concludesse entro le promesse quattro -sei settimane, poi hanno concesso altri 60 giorni. Ma ora molti repubblicani, in particolare quelli che a novembre dovranno affrontare difficili sfide elettorali, sono netti nel dare una nuova, non rinviabile scadenza, il Labour Day, il primo weekend lungo di settembre che negli Stati Uniti segna la fine dell'estate. E negli anni elettorali l'inizio dello sprint finale in vista delle elezioni di mid term a novembre. "Entro il primo settembre, deve essere risolto, dobbiamo da allora concentrarci sulle elezioni e dobbiamo poter dire che i prezzi stanno scendendo", spiega a Politico Dan Naylor, candidato in un distretto in bilico in Pennsylvania, affermando comunque che lui e altri colleghi di partito credono che Trump stia facendo "quello che si doveva fare" in Iran. Molto più diretto uno stratega che sta lavorando alle campagne di repubblicani in distretti in bilico in Nevada: "credo che gli elettori debbano vedere i prezzi scendere per un certo periodo prima dell'Election Day, ma se arriva il Labour Day e ancora abbiamo la benzina a 5 dollari al gallone allora abbiamo un grosso problema". Di fronte agli annunci di un possibile, imminente accordo con l'Iran, i repubblicani esprimono speranza, ma allo stesso tempo si ricorda che non è la prima volta che accordi di pace sono stati annunciati per poi vedere la continuazione del conflitto. "Sarebbe bello vedere i negoziati avanzare, gli obiettivi sono meritevoli ma ovviamente se la guerra dovesse continuare in autunno, continuerà a provocare problemi", afferma uno stratega dei repubblicani al Senato. Bisogna infine ricordare che nelle scorse settimane otto repubblicani di Camera e Senato, tra cui alcuni dei candidati considerati più vulnerabili a novembre come la senatrice Susan Collins, hanno votato con i democratici in favore di risoluzioni per limitare i poteri di guerra di Trump.
Iran, funerali Khamenei a Teheran dal 4 luglio, sarà sepolto a Mashad il 9
Si svolgeranno tra il 4 ed il 9 luglio le cerimonie di commemorazione della Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid israelo-americano lo scorso 28 febbraio a Teheran. Lo ha annunciato il Comitato per la commemorazione della sua scomparsa, precisando che le cerimonie di commiato si terranno sabato 4 e domenica 5 luglio presso la Grande Mosalla di Teheran (Mosalla Imam Khomeini). Lunedì 6 è prevista la cerimonia funebre vera e propria nella capitale iraniana, mentre martedì 7 un secondo corteo si terrà a Qom, città santa per gli sciiti. La cerimonia conclusiva è in programma giovedì 9 luglio a Mashad, la città nel nord-est del Paese che ha dato i natali a Khamenei, dove il feretro sarà accompagnato in processione fino al mausoleo dell'Imam Reza, uno dei luoghi più sacri dell'Islam sciita. Qui avverrà la sepoltura. Insieme alla Guida Suprema saranno commemorati e sepolti anche alcuni familiari morti con lui: il genero Misbah al-Huda Bagheri Kani, la figlia Bushra Hosseini Khamenei, Zahra Haddad Adel e Zahra Mohammadi Golpayegani. Nella nota Khamenei viene ricordato come "la guida sapiente della Rivoluzione islamica" e "un simbolo del fronte della verità e della resistenza". Le autorità hanno invitato il popolo iraniano, i musulmani e i sostenitori della Repubblica islamica a partecipare in massa alle cerimonie che accompagneranno l'ultimo saluto alla Guida scomparsa.
Iran: i funerali di Khamenei si terranno il 9 luglio
Il defunto leader supremo iraniano Ali Khamenei, ucciso in un raid di Usa e Israele il 28 febbraio, sara' sepolto il 9 luglio. Lo annuncia la televisione di Stato.
Iran, Ghalibaf: "Saldi fino all'ultimo respiro per vittoria"
"Seguendo l'esempio dei martiri eroici e innocenti della guerra dei 12 giorni, resteremo saldi fino all'ultimo respiro per l'onore, l'orgoglio e la vittoria finale del nostro amato Iran". Lo afferma su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in occasione della prima ricorrenza della guerra dei dodici giorni. "E' passato un anno dall'inizio della prima ondata di attacchi criminali del regime israeliano e degli Stati Uniti contro la nostra patria eterna, l'Iran. Hanno ucciso bambini innocenti e non si sono astenuti da alcun crimine o atto di crudelta'", afferma ancora il capo negoziatore.
Iran, Emirati smentiscono sblocco fondi congelati per Teheran
Gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito "categoricamente" la notizia che avrebbero accettato di sbloccare miliardi di dollari destinati all'Iran, nell'ambito delle trattative tra Teheran e Washington. In una nota diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale Wam, il ministero degli Esteri di Abu Dhabi ha definito "inesatte" e "basate su fatti o informazioni inattendibili" le precedenti ricostruzioni, sottolineando che "nessun fondo iraniano congelato è stato sbloccato, trasferito o movimentato attraverso gli Emirati Arabi Uniti". Il ministero ha inoltre esortato i media internazionali a basarsi solamente su "fonti ufficiali, evitando di diffondere o pubblicare informazioni non documentate o affermazioni prive di fondamento".
Iran: un anno fa lo scoppio della guerra dei 12 giorni con Israele
Un anno fa, il 13 giugno 2025, Israele lanciava l'operazione 'Rising Lion' (Leone Nascente), scatenando una guerra di 12 giorni con l'Iran destinato a svonvolgere i delicati equilibri del Medio Oriente. L'offensiva israeliana, preludio di una guerra ben più lunga ripresa otto mesi dopo, colpì il cuore del programma nucleare e delle capacità missilistiche della Repubblica islamica, in quello che fu il più significativo attacco mai condotto dalle forze di Tel Aviv contro il territorio iraniano. Secondo Israele, l'operazione era finalizzata a fermare i presunti progressi di Teheran nello sviluppo di un'arma nucleare. I raid provocarono la morte di alcuni esponenti militari e scientifici iraniani e colpirono infrastrutture strategiche legate al programma atomico. Gli Stati Uniti non parteciparono all'attacco iniziale, ma entrarono nel conflitto nella seconda settimana, quando il presidente Donald Trump ordinò l'operazione 'Midnight Hammer' (Martello di Mezzanotte). Il 22 giugno pesanti raid Usa presero di mira l'impianto di arricchimento dell'uranio di Fordo, l'impianto nucleare di Natanz e il centro di tecnologia nucleare di Isfahan. La mediazione del Qatar portò infine al cessate il fuoco tra Israele e Iran, entrato in vigore il 24 giugno 2025.
Al-Jazeera: "Esercito libanese si ritira da città nel distretto di Nabatieh"
Una fonte della sicurezza libanese riferisce ad Al Jazeera che l'esercito libanese ha evacuato la sua posizione nella città di Kfartebnit nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale.
Emirati: "Falso che sbloccheremo miliardi di fondi iraniani"
Gli Emirati Arabi Uniti hanno categoricamente smentito le notizie diffuse dai media internazionali riguardanti il trasferimento di fondi all'Iran, comprese le accuse relative a 3 miliardi di dollari. Lo scrivono i media emiratini. Il Ministero degli Affari Esteri ha affermato che le notizie riguardanti lo sblocco di fondi iraniani congelati erano false e infondate. Ieri il sito di Reuters aveva scritto che gli Emirati Arabi Uniti aveva accettato di sbloccare miliardi di dollari per l'Iran.
Quotidiani Iran divisi, "tregua solo provvisoria", "no, negoziati servono"
Il quotidiano iraniano 'Khorasan', considerato più vicino ai pasdaran, ha affermato che un possibile accordo tra Teheran e Washington non farebbe altro che ritardare quello che ha definito lo scontro finale tra Iran e Stati Uniti, anziché risolvere il conflitto di fondo. Un altro quotidiano del Paese invece, il conservatore 'Javan', ha criticato i falchi che rifiutano qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti, affermando che i colloqui possono essere parte dello stesso confronto, anziché una ritirata da esso. Entrambe le notizie sono riportate da Iran International. In un commento, il 'Khorasan' scrive che qualsiasi accordo in questa fase dovrebbe essere considerato un'intesa per porre fine alla guerra in corso, non una soluzione alle controversie principali tra Teheran e Washington. "Le questioni tra Iran e America, e soprattutto tra Iran e Israele, hanno raggiunto il livello di una battaglia esistenziale che, in pratica, si concluderà solo con la vittoria decisiva di una delle due parti", ha scritto Khorasan. Secondo la testata la funzione principale di un accordo non sarebbe il riconoscimento del controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz, il rilascio dei beni iraniani bloccati o qualsiasi altro reale vantaggio previsto dal testo, bensì "il rinvio della battaglia finale" e il dare a entrambe le parti il tempo di ricostruirsi. Al contrario, il 'Javan', considerato un giornale conservatore, ha affermato che alcuni critici "non accettano alcuna discussione o negoziazione" e non riescono a comprendere che la diplomazia può funzionare come la guerra o come sua continuazione. 'Javan' ha affermato che molti critici dei colloqui non possiedono conoscenze militari e paragonano erroneamente il conflitto attuale alla guerra Iran-Iraq del 1980-88, che, come ha sottolineato, non si concluse senza negoziati. Trump e gli Stati Uniti rimangono ostili, ma "negoziare non significa scendere a compromessi, perdere garanzie o essere ingannati da una parte prepotente e che viola i giuramenti", ha scritto Javan, aggiungendo che i governi possono combattere e negoziare allo stesso tempo. Il quotidiano ha affermato che gli iraniani dovrebbero avere fiducia nella leadership e nei negoziatori descrivendo la negoziazione come un modo per gestire il nemico.
Iran, capo magistratura: "Non ci fidiamo per nulla degli Usa"
"Non ci fidiamo per nulla degli americani". Lo ha affermato il capo della magistratura iraniana, Gholam-Hossein Mohseni-Eje'i, in un intervento in occasione dell'anniversario della guerra dei dodici giorni.
Iran: Pichetto: "Prezzi aerei? Non credo che se domani firma pace si abbassino"
Sui prezzi degli aerei così alti "non penso che sia l'influenza del cherosene, perché se domani firmano" l'accordo a Ginevra, "non credo che si abbassino i prezzi degli aerei". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a Manduria alla Summer Edition di Forum in Masseria, organizzato da Bruno Vespa e Comin & Partners.
Media Libano: "Sindaco di Rihan ucciso nei raid aerei dell'Idf"
Il sindaco di Al-Rayhan (Rihan) Ali Badie, è stato ucciso durante il raid aereo dell'Idf nel sud del Libano. Lo rende noto l'agenzia libanese Nna.
Pichetto: "Su accise attendiamo incontro a Ginevra su possibili firme per Hormuz"
"Rispetto alle accise forse la prima valutazione che dobbiamo fare è seguire se davvero a Ginevra firmano qualcosa rispetto allo stretto di Hormuz ed al Golfo Persico". Lo ha detto a Manduria il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine del suo intervento al Forum in Masseria. "Tutto questo ha delle conseguenze che - ha aggiunto - potrebbero permetterci, speriamo, di superare la discussione". Su possibili tagli alle accise selettive il ministro ha riferito che "siamo un Paese che ha un'orografia molto particolare, dove il trasporto su gomma ha un peso notevole sia nel fornire le materia prime e poi nei prodotti finiti".
Wafa: "Drone su campo profughi Gaza, un palestinese ucciso e 2 feriti"
Un palestinese è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti quando un drone militare israeliano ha colpito un gruppo di civili vicino all'ingresso del campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa.
Wafa: "Idf ha sparato contro un palestinese disabile"
Secondo l'agenzia palestinese Wafa, un palestinese disabile è stato ferito da colpi d'arma da fuoco sparati dalle forze israeliane all'ingresso della città di Duma, a sud di Nablus. Fonti della Mezzaluna Rossa Palestinese hanno riferito che i loro soccorritori hanno trovato un uomo di 29 anni, disabile, colpito da proiettili veri all'addome e a una gamba, vicino all'ingresso della città. È stato poi trasportato in ospedale per ricevere cure mediche.
Iran, Tajani: "Io ottimista ma aspettiamo la firma definitiva"
"Io voglio essere ottimista. Mi pare che i segnali che stanno arrivando siano tutti segnali positivi. Pero' aspettiamo la firma definitiva. Questo significherebbe favorire la nostra economia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Congresso regionale di Forza Italia a Cagliari. Il capo della Farnesina ha osservato la Borsa "ha reagito positivamente di fronte ai primi segnali di una concreta possibilita' di arrivare a un cessate il fuoco". "E' una tregua che potrebbe portare alla libera circolazione a Hormuz e per noi e' fondamentale - ha detto - per evitare un'impennata del costo del petrolio e, soprattutto, della benzina, e quindi, di tutti i carburanti. E' anche preoccupante, perche' deve essere rimessa in circolazione tutta la produzione di fertilizzanti, che sono fondamentali per la nostra agricoltura, ma anche per l'agricoltura di molti paesi africani, anche al fine di scongiurare nuovi flussi migratori".
Cnn: "Usa vicini ad azione di terra per recuperare uranio, stop di Trump"
Il generale di più alto grado degli Stati Uniti ha effettuato una visita segreta e rapida al quartier generale del Comando Centrale in Florida alla fine del mese scorso per essere informato di persona sui piani dell'esercito americano di inviare truppe di terra in Iran per impossessarsi con la forza dell'uranio altamente arricchito, secondo quanto riferito alla CNN da due fonti a conoscenza della questione. Secondo le fonti, i briefing erano così urgenti e delicati che il generale Dan Caine è dovuto correre da Bruxelles, dove si trovava per un incontro Nato, a Tampa il 19 maggio. La natura di alto livello e l'urgenza dei briefing sottolineano quanto l'amministrazione fosse vicina a dare il via libera all'operazione di terra ad alto rischio, hanno aggiunto le fonti. Secondo una delle fonti, Caine ha poi informato il presidente Donald Trump sulle opzioni per una simile operazione. Ma Trump ha fatto una pausa dopo essere stato avvertito che ciò avrebbe probabilmente provocato una dura rappresaglia iraniana, prolungando la guerra e gettando l'economia globale in un ulteriore caos, hanno detto le fonti. Trump ha anche espresso preoccupazione per il potenziale numero significativo di vittime statunitensi. Le discussioni sull'invio di truppe di terra in Iran, avvenute proprio il mese scorso, dimostrano quanto gli Stati Uniti siano andati vicini a una massiccia escalation del conflitto. Secondo quanto riferito alla Cnn da tre persone a conoscenza dei fatti, Teheran starebbe anche pianificando un'"opzione nucleare" di natura economica nel caso in cui i negoziati con gli Stati Uniti fallissero e la guerra riprendesse: convincere gli Houthi a chiudere lo stretto di Bab el-Mandab. Qualora venisse lanciata un'operazione di terra per recuperare l'uranio, il rischio di danni economici derivanti dalla chiusura dello stretto di Bab al-Mandab potrebbe essere catastrofico per l'economia mondiale. Secondo le fonti, gli iraniani si sono astenuti finora dal coinvolgere gli Houthi in tale azione solo perché sanno che potrebbe far deragliare i colloqui di pace in corso. Ma resta una carta che l'Iran potrebbe giocare se la trattativa fallisse e gli Stati Uniti riprendessero le operazioni di combattimento su vasta scala, un'ipotesi che Trump ha sempre evitato.
Iran, Confartigianato: con crisi Italia ha perso 1,6 mld di export (-33%) in Mo
Complessivamente, nel periodo tra marzo e aprile, l’Italia ha perso 1,6 miliardi di euro di export nell’area del Medio Oriente, pari a una riduzione del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, a marzo, le nostre esportazioni verso il Medio Oriente hanno visto un calo del 52,5% rispetto a marzo del 2025, la flessione più pesante tra le principali economie dell’Unione europea. E' quanto stima Confartigianato, in un bilancio degli effetti di questi mesi di crisi sulle imprese italiane, in attesa della firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran. Il dato nazionale è nettamente peggiore rispetto alla diminuzione media del 30% delle esportazioni in Medio Oriente registrata nei Paesi dell’Ue. Il calo del nostro export supera ampiamente le contrazioni della Germania (-23,2%) e della Francia (-14%). A pesare è soprattutto il crollo delle vendite made in Italy verso i Paesi del Golfo dove a marzo l’export italiano è crollato del 63% rispetto a marzo 2026. Le battute d’arresto più significative riguardano il Kuwait (-89,6%), il Qatar (-66,1%), gli Emirati Arabi Uniti (-65,9%), e l’Arabia Saudita (- 35,5%). Ma, secondo Confartigianato, l’impatto delle tensioni in Medio Oriente non si esaurisce a marzo. Ad aprile infatti le esportazioni italiane verso il Medio Oriente sono diminuite di un ulteriore 6,9% su base annua. La frenata delle vendite all’estero si accompagna a un’altra criticità per il nostro sistema produttivo: l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime. Il prezzo medio del gas nei tre mesi di crisi è stato superiore del 38,3% rispetto a febbraio, mentre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità è più alto dell’11,6% rispetto alla fase precedente alla crisi. E a inizio giugno il costo industriale del gasolio risultava ancora del 49,8% superiore alla media di febbraio. Le imprese italiane, fa rilevare Confartigianato, hanno subito anche l’impennata dei prezzi di metalli e minerali, fondamentali per numerose filiere manifatturiere, che a maggio risultano mediamente superiori del 39,3% rispetto a un anno fa. I maggiori rincari riguardano lo stagno (+67,5%), l’alluminio (+49,7%), il rame (+42,1%), lo zinco (+31,7%) e il nichel (+22,5%), mentre aumenti più contenuti si registrano per il minerale di ferro (+12%) e il piombo (+1,7%). "Il quadro che emerge dalle nostre rilevazioni – sottolinea il Presidente Granelli - è quello di una doppia forte pressione sulle imprese italiane: da un lato la perdita di sbocchi commerciali in un’area strategica per il Made in Italy, dall’altro l’aumento dei costi di produzione legato ai rincari dell’energia e delle materie prime. Un mix che rischia di rallentare la crescita e comprimere la competitività delle filiere manifatturiere nei prossimi mesi", conclude.
Tajani: "Pace in Iran? Voglio essere ottimista, però aspettiamo firma definitiva"
"Io voglio essere ottimista. Mi pare che i segnali che stanno arrivando sulla pace sono tutti segnali positivi però aspettiamo la firma definitiva. Questo significherà favorire la nostra economia". Lo ha detto il segretario nazionale di Forza Italia, vice presidente del Consiglio e ministro agli Affari Esteri Antonio Tajani a margine del primo congresso regionale di Forza Italia in Sardegna. "Avete già visto come ha reagito positivamente la borsa di fronte ai primi segnali di una concreta possibilità di arrivare a un cessate il fuoco, a una tregua che deve portare alla libera circolazione ad Hormuz - ha aggiunto - Per noi è fondamentale per evitare un'impennata del costo del petrolio e quindi della benzina e di tutti i carburanti. Ed è anche preoccupante che debba essere rimessa in circolazione tutta la produzione di fertilizzanti che sono fondamentali per la nostra agricoltura ma anche per l'agricoltura di molti Paesi africani anche al fine di scongiurare nuovi flussi migratori che l'Italia è riuscita a ridurre di oltre il 60%, quindi l'immigrazione irregolare si sta fermando". "Le nuove norme europee hanno dato ragione alla nostra posizione - ha concluso - quindi anche da questo punto di vista noi ci auguriamo che al di là dei confini nazionali arrivino risposte per la pace. Stiamo lavorando anche concretamente. Speriamo bene".
Cnn: "Iran ha sepolto l'uranio, difficile raggiungerlo anche per loro"
Nelle ultime settimane, l'Iran ha intensificato drasticamente gli sforzi per sigillare il suo deposito di uranio quasi a livello di produzione bellica, facendo crollare deliberatamente tunnel e minando gli ingressi con mine esplosive, secondo cinque fonti a conoscenza dell'intelligence statunitense. Lo scrive la Cnn. Raggiungere la mezza tonnellata circa di uranio altamente arricchito è ora molto più difficile, pericoloso e dispendioso in termini di tempo rispetto a solo un mese fa, quando il presidente Donald Trump aveva pubblicamente lasciato intendere che avrebbe potuto ordinare all'esercito statunitense di sequestrarlo, hanno affermato le fonti. Le nuove fortificazioni iraniane aggiungono un ulteriore livello di complessità all'accordo proposto dall'amministrazione Trump con Teheran per la rimozione e la distruzione dell'uranio, e sollevano interrogativi su chi si assumerà il pericoloso compito di estrarlo. Secondo un alto funzionario dell'amministrazione che ha informato i giornalisti ieri, le due parti si stanno avvicinando a un accordo che richiederebbe all'Iran di consegnare il suo uranio arricchito agli Stati Uniti. L'uranio verrebbe distrutto in loco e poi portato fuori dal paese, ha affermato il funzionario. Tuttavia, funzionari statunitensi e iraniani hanno fornito versioni contrastanti sull'accordo preliminare, e i suoi termini precisi rimangono poco chiari. Il presunto testo di una bozza di accordo è trapelato venerdì a un'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale, scatenando una reazione furiosa da parte di Trump sui social media. Secondo diverse fonti, persino per gli stessi iraniani la rimozione del materiale arricchito sarebbe ora difficile e pericolosa. Richiederebbe l'impiego di macchinari pesanti per lo scavo e operazioni di sminamento, attività complesse e rischiose. Potrebbe inoltre offrire all'Iran l'opportunità di occultare i propri sforzi per conformarsi alle normative. La comunità internazionale ritiene che la maggior parte delle scorte si trovi nei tunnel crollati del complesso nucleare di Isfahan, nell'Iran centrale, con una parte aggiuntiva di materiale stoccata in altri siti.
Israele lancia attacchi aerei contro il sud del Libano
Attacchi aerei israeliani hanno preso di mira il Libano meridionale, poco dopo che l'esercito israeliano aveva emesso un ordine di evacuazione per 20 località della regione, tra cui la città di Nabatieh, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale libanese Ani. I bombardamenti hanno colpito diverse aree specificate nell'ordine di evacuazione israeliano, tra cui i villaggi di Rihan e Sujud, situati vicino a Nabatieh, ha affermato Ani.
Iran, Pichetto: "Accise? Speriamo in firma a Ginevra, conseguenze su Hormuz"
"Rispetto alla accise valutiamo, adesso andiamo al 3 luglio. Forse la prima valutazione che dobbiamo fare è seguire se davvero domani o dopodomani a Ginevra firmano qualcosa rispetto allo Stretto di Hormuz e al Golfo Persico, perché certamente tutto questo ha delle conseguenze". Lo ha detto a margine del Forum in Masseria a Manduria il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Wall Street: ieri positiva (S&P +0,5%), SpaceX +19% al debutto
Ieri, seduta in rialzo a Wall Street, con gli investitori che hanno reagito positivamente all'Ipo di SpaceX, in attesa di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, "mai così vicino", secondo il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif. La società di Elon Musk, nel frattempo diventato la prima persona al mondo con un patrimonio di oltre 1.000 miliardi di dollari, ha debuttato sul Nasdaq a 150 dollari per azione, dopo i 135 dollari dell'Ipo. Il titolo è balzato di oltre il 20% poco dopo l'apertura e, in chiusura, ha registrato un rialzo del 19%. Il Dow Jones ha guadagnato 353,54 punti (+0,70%), lo S&P 500 è salito di 37,14 punti (+0,50%), il Nasdaq ha chiuso in rialzo di 79,18 punti (+0,31%). I tre indici hanno registrato una settimana positiva. Il petrolio Wti al Nymex ha perso 2,83 dollari, il 3,23%, a 84,88 dollari al barile. Oro in rialzo di 124,70 dollari, il 3,05%, a 4.215 dollari all'oncia, ma in settimana ha perso il 2,82%. Euro in calo dello 0,05% a 1,1575 dollari. Bitcoin in rialzo dello 0,36% a 63.783 dollari.
Carburanti, Mimit: prezzo medio self benzina a 1,893 euro/l, gasolio a 2 euro/l
In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna, sabato 13 giugno 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,893 euro/l per la benzina e 2,000 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,986 euro/l per la benzina e 2,080 euro/l per il gasolio. Lo rende noto il ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Libano, Israele annuncia raid nel sud: "Hezbollah ha violato cessate fuoco"
Le forze israeliane hanno diffuso un avviso di evacuazione oggi per diverse comunità nel sud del Libano, citando, in un messaggio in arabo, "le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, e affermando la volontà di "agire contro questo". Il portavoce delle Idf ha quindi chiesto agli abitanti di una ventina di comunità di "spostarsi immediatamente nelle aree a nord del fiume Zharani". Secondo quanto riporta Haaretz, l'avviso è arrivato dopo che il canale libanese Al Mayadeen ha riportato che le forze israeliane hanno bombardato aree del sud del Libano. In precedenza le Idf hanno affermato di aver intercettato un "oggetto aereo sospetto" entrato dallo Libano nello spazio aereo di Israele, facendo suonare le sirene di allarme a Metula e Misgav Am, nel nord del Paese.
Libano: Idf conduce una serie di raid sul Sud del Paese
L'esercito israeliano ha condotto una serie di raid nel Libano meridionale dopo aver emesso un ordine urgente di evacuazione per la citta' di Nabatiyeh e altre 19 localita' nei distretti di Nabatiyeh e Jezzine. Secondo quanto riferito da Al Jazeera, l'aviazione israeliana ha colpito la localita' di Sajd, nel distretto di Jezzine, e ha effettuato almeno due raid contro il villaggio di Mahmoudiyah, sempre nella stessa area del Libano meridionale.
Iran, Cnn: "Erano pronti piani Usa blitz terra per prendere uranio, lo stop di Trump"
Il Pentagono aveva pronti piani operativi per inviare forze di terra in Iran per prendere l'uranio arricchito,ma una volta presentati a Donald Trump il presidente li ha fermati. E' quanto scrive oggi la Cnn che rivela che il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Caine, lo scorso 19 maggio ha lasciato in fretta Bruxelles, dove si era recato per un incontro Nato, per una visita, rimasta riservata, al quartier generale dell'Us Central Command di Tampa dove gli sono stati illustrati i piani sviluppati per l'invio di truppe americani in Iran. Il coinvolgimento diretto di Caine e i tempi serrati del briefing indicano quanto l'amministrazione Trump sia stata vicina a dare l'ok all'operazione di terra ad alto rischio. Così alto che il presidente Trump, dopo che Caine gli ha illustrato i piani, ha messo in pausa l'operazione, di fronte al rischio di una durissima rappresegalia iraniana, di un allargamento il conflitto e un ulteriore inasprimento delle conseguenze negative per l'economia mondiale. Trump, aggiungono le fonti della Cnn, avrebbe anche espresso preoccupazione per il potenziale alto numero di caduti americani nell'operazione. "Troppi rischi", sintetizza una delle fonti. L'emittente americana rivela ancora, citando cinque fonti vicine all'intelligence Usa, che nelle ultime settimane l'Iran avrebbe drasticamente aumentato gli sforzi per nascondere e sigillare le sue scorte di uranio arricchito, facendo crollare tunnel dei depositi sotterranei e minando gli ingressi. Ora raggiungere la mezza tonnelata di uranio arricchito appare essere molto più difficile, pericoloso e destinato a richiedere molto più tempo di quando un mese fa Trump affermava pubblicamente di poter ordinare alle truppe americane di entrare in Iran per prenderlo, senza però, stando a quanto rivelato dalla Cnn, dare l'ordine finale di fronte ai piani operativi.
Idf ordina l'evacuazione di 20 villaggi nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha diramato un ordine di evacuazione immediata in 20 villaggi nel sud del Libano. Lo riferisce al Jazeera.
Libano, esercito Israele annuncia raid imminenti sul Sud
L'Esercito israeliano annuncia raid imminenti sul Sud del Libano.
Leon Panetta: "Se Teheran controllerà lo Stretto, avranno vinto loro"
"Penso che se l'Iran controlla lo Stretto è una perdita per gli Stati Uniti". Lo sostiene Leon Panetta, l'ex direttore della Cia ed ex segretario della Difesa di Barack Obama, in un'intervista al Corriere della sera, sottolineando che così "l'Iran avrà il vantaggio, perché l'abilità di controllare lo Stretto di Hormuz dà loro un enorme potere negoziale in Medio Oriente, che aumenterà la loro influenza". "Penso - ha aggiunto spiegando il suo punto di vista - che entrambi i lati cercano di presentarsi come vincitori. E la realtà è che in vista di un accordo finale c'è ancora molto da risolvere". Il punto, per Panetta, è che "non sembra siano arrivati ad un vero accordo ma che siano giunti perlomeno ad un memorandum-quadro che imposta le cose su cui devono negoziare. E quindi molto viene lasciato ai futuri negoziati, il che significa che non abbiamo davvero un accordo a questo punto, ma una dichiarazione di intenzioni delle due parti e che siamo lontani dal sapere che aspetto avrà un accordo finale". Sul fronte del nucleare, per Panetta, "l'unica cosa che considererei una vittoria per gli Stati Uniti è prendere il controllo di tutto il combustibile arricchito" specialmente "se l'Iran accetta un sistema di ispezioni che assicuri che non arricchiscano in futuro".
Trump: "Gli alleati non hanno aiutato, potranno farlo in futuro"
Il G7 "può essere molto d'aiuto in futuro". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una breve intervista con il Corriere della Sera. Il quotidiano ha chiesto ieri mattina al presidente americano se gli alleati possono essere d'aiuto dopo la firma del memorandum d'intesa con l'Iran. "Possono essere d'aiuto dopo", ha replicato Trump. "Possono essere molto d'aiuto in futuro. Ma non sono stati d'aiuto adesso" ha spiegato. Alla domanda se si aspetti degli sviluppi positivi nella collaborazione con gli alleati, il presidente ha poi replicato in conclusione: "Non ne ho idea, dipende da loro".
Bessent: "Prezzi dell'energia alleggeriti se finisce la guerra contro l'Iran"
Gli americani potrebbero presto beneficiare di un alleggerimento dei prezzi dell'energia, attualmente elevati, nel caso in cui il conflitto contro l'Irandovesse risolversi. Intervenendo su Fox News, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha ipotizzato che una soluzione potrebbe arrivare già nel fine settimana o all'inizio della prossima settimana. "Vedremo: forse già questo fine settimana o lunedì ci lasceremo tutto questo alle spalle. I prezzi dell'energia torneranno a scendere", ha detto Bessent, per il quale le forniture energetiche globali rimangono solide nonostante le recenti interruzioni legate al blocco dello Stretto di Hormuz, osservando che i prezzi del petrolio e della benzina sono già arretrati rispetto ai massimi raggiunti di recente. Bessent si è detto inoltre fiducioso sull'andamento generale dell'economia Usa, citando la crescita dell'occupazione nel settore privato e l'allentamento delle pressioni inflazionistiche man mano che i costi dell'energia si stabilizzano.
Araghchi: una volta finalizzata la bozza sarà firmata da remoto
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato oggi che, una volta finalizzata, la bozza di accordo con gli Stati Uniti sarà firmata "a distanza", il che potrebbe accadere "nei prossimi giorni". "Non appena saranno completate le fasi finali dei nostri negoziati, questo accordo sarà firmato e annunciato. La firma avverrà inizialmente in modalità digitale. Ciascuna parte firmerà a distanza. Dopodiché, verrà annunciato che questo memorandum d'intesa è stato firmato da entrambe le parti", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "Questo potrebbe accadere nei prossimi giorni. Sono molto fiducioso."
Usa, 'abbattuti diversi droni iraniani contro navi commerciali ad Hormuz'
L'Iran ha lanciato "diversi droni d'attacco unidirezionali nel tentativo di colpire navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz", secondo quanto ha riferito il Comando centrale militare Usa (Centcom). Le forze statunitensi "li hanno abbattuti tutti nelle ultime ore, mentre il flusso di traffico attraverso lo Stretto prosegue senza ostacoli. Il corridoio commerciale internazionale rimane aperto al transito", si legge in post un X.