Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: pace attraverso forza. Teheran: distruzione se colpite centrali. LIVE

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Rischio di un'ulteriore escalation della guerra, dopo l'ultimatum di Trump all'Iran: apra Hormuz o "colpiremo le centrali nucleari", minaccia il presidente Usa. "Se lo faranno, tutte le infrastrutture della regione saranno considerate obiettivi legittimi e distrutte in modo irreversibile", avverte Teheran. "Pace attraverso la forza, per usare un  eufemismo", ha scritto Trump su Truth. L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato "una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran"

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Rischio di un'ulteriore escalation della guerra, dopo l'ultimatum di Trump all'Iran: apra Hormuz o "colpiremo le centrali nucleari", minaccia il presidente Usa. "Se lo faranno, tutte le infrastrutture della regione saranno considerate obiettivi legittimi e distrutte in modo irreversibile", avverte Teheran. Trump è tornato a invocare una guerra  durissima con L'Iran. "Pace attraverso la forza, per usare un  eufemismo", ha scritto su Truth. Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia invaso e ha ribadito. Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà questa sera in vista dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran: lo riferiscono i media israeliani.

Intanto l'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato "una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran" e di aver intercettato missili lanciati dall'Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: "Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l'agenzia Mehr citando media iracheni.

Approfondimenti:

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Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion

La compagnia di bandiera israeliana el Al sta valutando su continuare a operare dall'aeroporto Ben Gurion, dopo che il ministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lo riferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra con l'Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, ha chiesto alle autorita' di aprire l'aeroporto Ramon, vicino alla citta' di Eilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

Teheran ribadisce: "Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira"

"Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di 'annientare' la rete elettrica iraniana, l'Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota", hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    "Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera... Se colpite l'elettricità, noi colpiamo l'elettricità" aggiunge il comunicato, citato dall'agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse "aperto completamente" lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

Iea: "Almeno 40 infrastrutture energetiche "gravemente o molto gravemente"

Il capo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state "gravemente o  molto gravemente" danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. "Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi", ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il "brutale bombardamento" del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge "nei termini più energici" queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L'esecutivo iberico ha inoltre condannato l'avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato "illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione". Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

Iran, Consiglio Difesa: "Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo"

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia invaso. "Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa o le isole iraniane portera' naturalmente, in conformita' con la procedura militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva", si legge el comunicato riportato dall'agenzia Tasnim. "In tal caso, l'intero Golfo Persico sara' in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz, l'intero Golfo sara' di fatto bloccato, con la responsabilita' che ricadra' sull'aggressore", si avverte. "Il fallimento di oltre 100 sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni '60 e' ancora vivo nella memoria", si ricorda nella nota.

Media Iran: "Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord"

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l'agenzia iraniana Isna secondo la quale "il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate".

Pechino: "Nuovo attacchi in Medio Oriente porterebbero a situazione incontrollabile"

La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una "situazione incontrollabile" nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di "radere al suolo" le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  "L'uso della forza porterà solo a un circolo vizioso", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. "Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l'intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile", ha affermato.

Iran, Consiglio difesa: "Si passa Hormuz solo con nostro ok"

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l'unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e' attraverso il coordinamento con l'Iran. Lo riporta l'agenzia Isna. "L'unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e' coordinarsi con l'Iran", si legge nella nota riportata dai media iraniani. "L'intera nazione iraniana, le sue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino alla morte nell'eseguire il comando della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica e comandante in capo delle Forze Armate", si assicura.

Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio

Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta il Guardian citando le immagini dell'area prese dai satelliti. Il fumo dei bombardamenti del 7 marzo su piu' strutture ha coperto la citta' con inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all'anidride solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della pelle e difficolta' respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi sintomi potrebbero essere solo l'inizio, con rischi a lungo termine di malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causa dei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente. L'ultimatum di Trump all'Iran sull'apertura dello stretto di Hormuz, e la risposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme al nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 cede l'1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l'1,99% a 21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l'1,50% a 7.550,96 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine, l'Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

Iran, media: Consiglio Difesa "se invasi mineremo il Golfo"

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia invaso. Lo riporta l'Associated Press.

Mosca: "Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr"

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, "abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr". "Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti", ha detto ai media Rudenko, citato dall'agenzia Interfax.

Premier iracheno: "Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare"

"Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l'Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori". Così in un'intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     "Tra le cause principali" dell'attacco israelo-americano "c'è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l'intera regione", osserva. Gli Stati Uniti, dice, "si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo".    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: "Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale", risponde al-Sudani.     "Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani - precisa - Dopo la fine dell'Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un'occupazione dell'Iraq". E aggiunge che "anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026".      Per quanto riguarda l'Iraq, "è cambiato - sottolinea - non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia". Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno "ad azioni belliche nel Golfo". E plaude alla politica europea: "Va privilegiata la diplomazia".

Iran, Idf: "Nuovo lancio missili su Israele"

Le forze armate israeliane hanno individuato un nuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l'Idf.

Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento

Oro, argento e platino restano sotto forte pressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurre l'esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in Medio Oriente. A pesare sono i timori che l'escalation della guerra con l'Iran alimenti l'inflazione globale e costringa le principali banche centrali a mantenere una linea restrittiva piu' a lungo. L'oro perde oltre il 6% e scivola verso i 4.100 dollari l'oncia, toccando i livelli piu' bassi degli ultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia' lasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio ha rafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica, spingendo i mercati a scontare una pausa piu' lunga sui tassi o persino ulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflitto con l'Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra' riaperto, mentre Teheran ha avvertito che colpira' asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In forte calo anche l'argento, che perde oltre l'8% sul mercato spot e piu' dell'11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Le vendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crolla di oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo dei metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori per energia piu' cara, inflazione piu' persistente e condizioni finanziarie piu' rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione sulle principali economie perche' sostengano la liquidita', anche attraverso vendite di oro, per assorbire l'impatto del conflitto.

Iran, Cina: "Regione rischia di andare fuori controllo"

La Cina ha avvertito del rischio che la situazione in Medio Oriente possa diventare "incontrollabile" se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump portera' avanti la sua minaccia di distruggere le centrali elettriche iraniane. "Se la guerra si diffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l'intera regione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile", ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Lin Jian.

Iran, Teheran: "Nemmeno Nato avalla bugie Israele su Diego Garcia"

Per l'Iran, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira la base anglo-americana di Diego Garcia. "Il fatto che persino il segretario generale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membri dell'Alleanza affinche' accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loro guerra illegale contro l'Iran) si rifiuti di avallare la piu' recente disinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e' ormai esausto di queste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera", ha scritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un post su X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

Mosca: "Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto del Medio Oriente"

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che 'l'intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente'. "L'Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all'autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì", ha detto Rudenko ai media, citato dall'agenzia Interfax.

Iran, media: "Sei morti in attacchi mirati a Tabriz"

Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi mirati a Tabriz, nell'est dell'Iran. Lo riferisce al Jazeer citando l'agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un parco di Rabe Rashidi.

Borsa: Tokyo, chiusura in netto calo (-3,48%)

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell'Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull'euro a 183,90.

Tricarico: "I missili iraniani hanno sorpreso tutti"

Con l'operazione iraniana contro la base di Diego Garcia "la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare 'gli addetti ai lavori', a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante". Così in un'intervista a La Stampa l'ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     "Significa - aggiunge - che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura".     A una domanda su quanto sia grande e grave l'insidia: "Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania - risponde il generale - In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso". Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: "Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l'articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell'Alleanza atlantica?" E prosegue: "Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L'incubo è un'escalation imprevista".     "Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione", osserva il generale. "La guerra oggi è in una fase di stallo - conclude - Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere".

Kepel: "Pericoli enormi, ci avviciniamo all'uso dell'atomica"

"Fare un pronostico" sulla guerra in Medio Oriente "è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all'uso dell'arma nucleare". A dirlo in un'intervista a La Stampa è l'islamologo Gilles Kepel.      "L'attacco reciproco su Natanz e su Dimona - spiega - con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov'è localizzata la bomba israeliana, apre a un'escalation imprevedibile".      Se abbiano sottovalutato l'Iran "il regime si era evidentemente preparato a questo attacco - osserva - E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l'uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici". Kepel parla anche del "sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d'infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo".       Quanto all'Iran come "minaccia concreta": "Non lo era. Di sicuro, a sentire l'antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti - È una guerra di Israele. Anche l'Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz", prosegue Kepel.      L'islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. "Filtrano poche notizie dall'Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale".     Se Trump dovesse mandare i soldati "sarebbe una catastrofe - è il monito dello studioso - l'America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d'Israele".

Iran, Lavrov: "Modi atteso in Russia quest'anno"

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell'anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ''importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera'' e, in particolare ora, ''in merito alla crisi nel  Golfo Persico'' dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

Teheran: "Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele"

Il Ministero dell'Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 "mercenari degli Stati Uniti e di Israele" sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. "Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano", aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.     Nel frattempo, altri "elementi di Iran International Tv" sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

Borsa: l'Asia cade con Tokyo e Seul, l'Europa attesa in rosso

Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all'India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L'Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait

Un caccia americano e' precipitato in Kuwait. Lo scrive l'agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l'emittente irachena Al-Ahd, citata dai media iraniani, il caccia americano e' stato colpito nei cieli sopra l'Iran ed e' poi caduto in Kuwait.

Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari

Euro debole nei primi scambi della mattinata poco sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollari (-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% in favore del biglietto verde.

CentCom: "L'Iran prende di mira i civili per disperazione"

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l'Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione "per disperazione", a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un'intervista a Iran International, il media d'opposizione basato a Londra.    "Stanno agendo in preda alla disperazione... Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte", ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che "all'inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta". L'amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell'Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell'86%.

Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

Prezzo dell'oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari

Il prezzo dell'oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l'oncia con una riduzione del 10,6%.

Amb. Ordine di Malta: "In Libano oltre un milione di sfollati"

In Libano si contano "oltre un milione di sfollati". Lo ha affermato l'ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell'Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell'antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all'assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro "noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire".

Iran, Emirati contro Lega Araba e Oci: "Dove siete nel bisogno?"

Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e' stato Anwar Gargash, potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. "Noi, negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la Lega Araba e l'Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?", ha scritto su X. "In questa assenza e impotenza, non sara' lecito parlare in seguito del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner per tutti nei periodi di prosperita'... quindi, dove siete oggi, in tempi di difficolta'?", ha aggiunto.

Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell'1,35%.

Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri asset piu' rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scosso dall'escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per un allargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. In questo quadro la criptovaluta piu' famosa ha comunque tenuto meglio dell'oro nell'ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero' negativo il bilancio da inizio anno: mentre l'oro si muove intorno alla parita', il Bitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallo ha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio e di un piu' ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, ha beneficiato di sviluppi normativi piu' favorevoli negli Stati Uniti e del ritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massimi record di ottobre.

Media: "Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania"

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l'impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira' questa sera in vista dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48 ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera' le reti energetiche iraniane.

Libano, Hezbollah: "Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni"

Hezbollah ha minacciato di colpire duramente Israele in particolare con droni. "Abbiamo delle sorprese in serbo, specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per una lunga guerra contro gli occupanti sionisti", ha dichiarato Wafiq Safa, membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana. "Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione di vietare le attivita' militari di Hezbollah e non importa come lo faremo", ha aggiunto.

Iran: "Un morto in un attacco a una stazione radiofonica"

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell'Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. "Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall'esercito terroristico sionista-americano", ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell'Iran. "In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un'altra persona è rimasta ferita".

Trump: pace attraverso la forza. Per usare eufemismo

Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L'Iran. "Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo", ha scritto su Truth.

Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane

L'oro e' sceso sotto i 4.300 dollari l'oncia, estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l'aggravarsi del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull'inflazione e aumenta la pressione sulle principali economie affinche' sostengano la liquidita', anche attraverso vendite di oro, per compensare l'impatto della guerra. Il conflitto con l'Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra' riaperto, mentre Teheran ha avvertito che colpira' asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha perso oltre il 10%, penalizzato dall'impennata del petrolio, che ha rafforzato i timori di un'inflazione piu' persistente e spinto i mercati a scontare una pausa piu' lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte delle principali banche centrali.

Iran, Idf: "Intercettati missili lanciati dall'Iran"

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall'Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  "Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele", ha  scritto l'esercito israeliano su Telegram. "I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia", hanno aggiunto.

Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6%

Le Borse asiatiche aprono la settimana in forte calo, appesantite dai timori di un'ulteriore escalation della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli asset piu' rischiosi e' stato l'ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump a Teheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiori figurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all'India tra i Paesi asiatici piu' esposti a possibili interruzioni delle forniture energetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, che alimenta i timori di un'inflazione piu' persistente e di banche centrali costrette a mantenere una linea piu' restrittiva. A Tokyo, l'indice Nikkei cede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando la flessione piu' pesante dell'area. Sul listino sudcoreano pesa anche la prospettiva di una Bank of Korea piu' aggressiva nei prossimi mesi, dopo la nomina dell'economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della banca centrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni da falco, mettendo in guardia contro l'eccesso di credito e i rischi inflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione: a Hong Kong, l'Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici di Shanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

Iran, esercito: "Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti"

Il presidente Donald Trump pensava che la guerra all'Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e' Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. "I malvagi politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente", ha detto. "Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete dall'informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro stesso popolo in America, che non vi permettera' di mandare i propri figli a morire", ha proseguito. "Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente d'America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran", ha insistito, "avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti forze armate dell'Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete iniziato l'aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto immaginare una sconfitta cosi' totale".

Iran, Pasdaran: "Se rete energetica attaccata risponderemo"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi impianti energetici. "Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'", si legge in una nota riportata dall'agenzia Isna.

Ft: "Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio"

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un'eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    "La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan", ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che "questo indebolisce la deterrenza".    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, "alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio". Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

Israele: intercettati missili lanciati dall'Iran

L'esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall'Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele "hanno rilevato missili lanciati dall'Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia", ha scritto l'esercito su Telegram.

Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati "gravemente danneggiati" nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia. 

Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime

L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato "una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran". Secondo quanto dichiarato dall'Idf, gli attacchi sono diretti contro "infrastrutture legate al regime terroristico iraniano".

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