L'Unione cristiano democratica del cancelliere Merz trionfa con oltre il 30% nella roccaforte socialdemocratica. L'Spd crolla al 25,9%. L'ultradestra sale al 19,6% e diventa la terza forza nella regione. Il futuro governatore Schnieder: "Siamo tornati nel Land di Kohl"
Vittoria storica della Cdu nel Land tedesco della Renania-Palatinato: dopo 35 anni di
governo socialdemocratico, l'Unione cristiano democratica del cancelliere Friedrich Merz trionfa nella regione roccaforte dell'Spd. Esulta anche l'ultradestra dell'Afd, che ha più che raddoppiato le preferenze rispetto al 2021, diventando il terzo partito.
I risultati
La Cdu ha ottenuto il 30,9%, l'Spd il 25,9%, Afd il 19,6%, i Verdi il 7,8%. "La Cdu torna in Renania-Palatinato è tornata", ha celebrato Gordon Schnieder, candidato leader del partito e futuro governatore, sottolineando, nella regione natale dell'ex cancelliere conservatore Helmut Kohl, che gli elettori "hanno scelto il cambiamento e desiderano una migliore politica scolastica, nonché una politica diversa in materia di sicurezza, sanità ed economia". Il candidato di punta dell'Spd, l'attuale primo ministro della
Renania-Palatinato Alexander Schweitzer, che guida il Land dal 2014, ha esortato gli elettori a "non nascondere la testa sotto la sabbia".
Chi è rimasto fuori dal parlamento
Per ottenere la maggioranza assoluta nel Parlamento regionale sono necessari 51 seggi. Il Partito liberale democratico (Fdpp) - che fa parte del governo tripartito con l'Spd e i Verdi dal 2016 -, la Sinistra e i Liberi elettori non sono riusciti a ottenere alcun seggio. Schnieder ha nuovamente escluso un'alleanza con l'estrema destra, il che significa che l'unica via per formare una maggioranza di governo è attraverso altri accordi.
Una prova per la Grosse Koalition
Senza trionfalismi, il successo della Cdu è stato registrato anche a Berlino, dove tuttavia questa vittoria risulta molto scomoda, diventando una vera e propria prova da superare per la già piccola Grosse Koalition. "È ovvio che ho la mia responsabilità", ha commentato infatti a caldo il vicecancelliere socialdemocratico Lars Klingbeil, che nell'esecutivo Merz ha la delega alle Finanze. Alla luce delle due sconfitte consecutive alle amministrative - oggi a Magonza e 15 giorni fa con un catastrofico 5,5% nel Land del Baden-Wuerttemberg - il ministro ha annunciato: "Adesso dobbiamo chiarire cose decisive", perché il problema non è affatto regionale. "Sono numeri che fanno male. Dobbiamo chiarire che noi non siamo il partito che mantiene lo status quo", ha aggiunto, "adesso dovremo portare avanti energicamente il processo delle riforme". Le sue dimissioni? Il partito affronterà un dibattito sul personale, ha concesso, ma fra la guerra e la stagnazione non è il momento di terremoti, ha fatto anche capire.