Iran, Trump: "Teheran sta parlando con noi, stanno negoziando"

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IIl presidente Usa ha dichiarato che Teheran "sta negoziando, quindi vedremo cosa succede". Un boato è stato sentito anche vicino Teheran. Lo scoppio avvenuto al porto di Bandar Abbas, che ha provocato una vittima e 14 feriti, è stato invece dovuto a una fuga di gas. Capo esercito Iran: forze armate "in stato massima allerta". Una fonte ufficiale statunitense ha negato il coinvolgimento dell'esercito americano, così come Israele. Sauditi premono per un attacco dagli Usa

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Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che Teheran "sta negoziando, quindi vedremo cosa succede".

Diverse esplosioni si sono verificate in varie città dell'Iran. Lo riportano i media iraniani secondo i quali alcuni testimoni oculari hanno segnalato almeno un esplosione anche nei pressi della capitale Teheran. Lo scoppio avvenuto al porto di Bandar Abbas, che ha provocato una vittima e 14 feriti, è stato invece dovuto a una fuga di gas.

Un funzionario statunitense ha dichiarato alla Cnn che le esplosioni in Iran non sono collegate ad azioni militari statunitensi.

Alti funzionari militari statunitensi hanno informato la leadership di un alleato chiave degli Stati Uniti in Medio Oriente che il presidente Donald Trump potrebbe autorizzare un attacco statunitense contro l'Iran questo fine settimana: lo scrive il sito indipendente Drop Site News citando diverse fonti. Gli attacchi potrebbero iniziare già domenica, è stato informato l'alleato, se gli Stati Uniti decidessero di procedere. L'Iran ha messo in guardia Stati Uniti e Israele da qualsiasi attacco, affermando che le sue Forze armate sono in "massima allerta" a seguito del dispiegamento, questa settimana, di ingenti forze militari statunitensi nel Golfo.

Il regime degli Ayatollah minaccia l'Ue: anche gli eserciti europei, come i pasdaran per i 27, sono considerati terroristi, afferma il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale. 

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Premier del Qatar a Teheran: qui per "ridurre le tensioni"

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, è stato oggi in visita in Iran, dove ha avuto colloqui con l'obiettivo di "una de-escalation delle tensioni nella regione". Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Doha, secondo cui al-Thani ha parlato con il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani, al quale ha ribadito il sostegno del Qatar "per tutti gli sforzi tesi a ridurre le tensioni nella regione".

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Iran, premio Nobel Shirin Ebadi a Sky Tg24: "Spero in un referendum libero"

L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise

Iran, cosa potrebbe succedere in caso di un attacco Usa. Gli scenari

Per il momento la Casa Bianca sembra aver congelato ogni ipotesi di intervento in Iran. Ma cosa potrebbe succedere qualora la situazione cambiasse?

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Iran, il blackout di Internet è il più lungo di sempre. Come si blocca il web?

L’Iran, da settimane alle prese con una forte ondata di proteste popolari contro il regime e con la brutale repressione che ne è seguita, potrebbe rimanere senza Internet almeno fino al Capodanno iraniano, il Nowruz, che cade il 20 marzo. A dirlo è stata la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, come citata da IranWire. Il blackout del web nel Paese è ormai in vigore dallo scorso 8 gennaio: i cittadini faticano a comunicare con il resto del mondo.

Iran, blackout di Internet più lungo di sempre: come si blocca il web?

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Iran, giallo sul caso di Erfan Soltani. Israele: "Ucciso brutalmente". Ong: "È vivo"

Secondo alcune fonti, citate dall'account X del ministero degli Esteri israeliano in farsi, sarebbe stato "brutalmente ucciso mentre era in custodia della Repubblica islamica". Mentre, stando all'ong Hengaw, specializzata in difesa dei diritti umani in Iran, alla famiglia Soltani "è stata concessa una breve visita di persona oggi" e che "è attualmente vivo e in condizioni fisiche stabili".

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Pezeshkian ad Al Sisi: "Guerra non nostro interesse" (2)

Anche la presidenza egiziana ha annunciato che il Presidente Abdel Fattah al-Sisi ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Secondo la presidenza, la chiamata si è concentrata sugli sviluppi relativi al programma nucleare iraniano. Al-Sisi ha dichiarato a Pezeshkian che l'Egitto è preoccupato per le crescenti tensioni nella regione, ha sottolineato la necessità di evitare un'ulteriore escalation e ha respinto soluzioni militari. E' stato inoltre riferito che al-Sisi ha confermato gli sforzi dell'Egitto per riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati per raggiungere un accordo sulla questione nucleare. Il Presidente iraniano ha espresso gratitudine per il ruolo positivo dell'Egitto.

Pezeshkian ad Al Sisi: "Guerra non nostro interesse"

Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha detto al suo omologo egiziano Al-Sisi che Teheran non sta cercando un conflitto con gli Stati Uniti e che qualsiasi scontro non porterebbe alcun beneficio a nessuna delle due parti. Secondo una dichiarazione della presidenza iraniana, Pezeshkian ha avuto una chiamata con il presidente Abdel Fattah al-Sisi, un alleato di Washington che è stato invitato a unirsi al 'Board of Peace' del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "La Repubblica islamica dell'Iran non ha mai cercato, e non cerca in alcun modo, la guerra ed è fermamente convinta che una guerra non sarebbe nell'interesse né dell'Iran, né degli Stati Uniti, né della regione", ha affermato.

Iran, chi sono i guardiani della Rivoluzione: il corpo d'élite degli ayatollah

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la spietata repressione delle ultime proteste.

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico

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Pezeshkian, "La guerra non è nell'interesse di Teheran né degli Usa"

Iran, alta tensione con gli Usa: le opzioni di Teheran in caso di attacco. Gli scenari

Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

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Trump: "Teheran sta negoziando vedremo cosa succede"

"Il piano è che l'Iran parli con noi, e vedremo se possiamo fare qualcosa, altrimenti vedremo cosa succede. Abbiamo una grande flotta là fuori, più grande di quella che avevamo - e che abbiamo ancora, in realtà - in Venezuela". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in un colloquio con una giornalista di Foxnews. Secondo Trump Teheran "sta negoziando, quindi vedremo cosa succede. L'ultima volta che hanno negoziato abbiamo dovuto eliminare il loro nucleare, ma non ha funzionato. Poi abbiamo optato per un'altra soluzione, e vedremo cosa succederà".

Media: "Premier del Qatar al Thani ha incontrato funzionari iraniani a Teheran"

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha visitato Teheran e incontrato funzionari iraniani. Lo scrive Ynet citando a sua volta l'emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, che ha sottolineato come i due abbiano discusso degli sviluppi nella regione. 

Trump: "L'Iran sta parlando con noi, vedremo" (2)

"Non posso dire il piano" americano per l'Iran agli alleati del Golfo: "se lo dicessi a loro sarebbe come dirlo a lei", ha detto Trump nel corso di un'intervista a Fox, sottolineando che l'Iran sta negoziando e "vedremo cosa succede".

Teheran: "Progressi nel negoziato con Usa"

Ci sono "progressi" nei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Lo dice Il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano Ali Larijani. "Contrariamente alla propaganda di guerra creata artificialmente dai media, l'attuazione di un quadro negoziale sta progredendo", ha scritto Larijani su X.

Trump: "L'Iran sta parlando con noi, vedremo"

"L'Iran sta parlando con noi e vedremo se possiamo fare qualcosa, altrimenti vedremo cosa succede". Lo ha detto Donald Trump a Fox, ribadendo che una "grande flotta" si sta dirigendo nell'area, una "più grande di quella che avevamo in Venezuela". 

Araghchi: "Pasdaran protettori pace e stabilità in Stretto di Hormuz"

I pasdaran sono sempre stati e rimangono i "protettori della pace e della stabilità nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. Nella nostra regione, sono saggiamente conosciuti come una forza formidabile che ha dato prova di sé sul campo di battaglia contro i terroristi e le forze militari invaditrici". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un post su X accompagnato da una mappa in cui vengono evidenziati i confini di Stati Uniti ed Iran. 

"La libertà di navigazione e il passaggio sicuro delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz sono di vitale importanza per l'Iran, così come lo sono per i nostri vicini. La presenza di forze esterne nella nostra regione ha sempre causato l'esatto contrario di quanto dichiarato: promuovere l'escalation invece della de-escalation", ha aggiunto il capo della diplomazia iraniana. 

"Operando al largo delle nostre coste, l'esercito statunitense sta ora tentando di dettare alle nostre potenti forze armate come condurre le esercitazioni nel proprio territorio. Il Centcom richiede inoltre 'professionalità' a un esercito nazionale che il governo degli Stati Uniti ha inserito nell'elenco delle 'organizzazioni terroristiche', pur riconoscendo a quella stessa 'organizzazione terroristica' il diritto di condurre esercitazioni militari! - ha osservato Araghchi - Questo è il livello di assurdità che il mondo sta affrontando e che i governi europei hanno  attivamente deciso di appoggiare".

Teheran: "Progressi in vista dei negoziati con gli Usa"

Ali Larijani, segretario del consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, ha riferito di "progressi" verso i "negoziati" con gli Stati Uniti, sebbene Washington non escluda un'azione militare contro Teheran. "Contrariamente alla propaganda di guerra creata artificialmente dai media, la creazione di un quadro negoziale sta progredendo", ha scritto in persiano su X. Ieri, Larijani ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin a Mosca. 

Larijani: "In corso lavoro per negoziati con Usa"

"Contrariamente al clamore suscitato dalla guerra mediatica costruita ad arte, è in corso la formazione di una struttura per negoziati" con gli Stati Uniti. Lo ha affermato il segretario del Supremo consiglio di sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, in un post su X. 

Pezeshkian: "Trump, Netanyahu e leader europei vogliono spezzarci"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha accusato Stati Uniti, Israele ed Europa di voler sfruttare la crisi economica del Paese per fomentare i disordini e "spezzare la nazione", dopo le proteste scoppiate in tutto l’Iran contro l’inflazione e il caro vita. Pezeshkian ha affermato in un discorso alla tv di Stato che il presidente americano Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i leader europei "provocano, creano divisioni e forniscono risorse, trascinando alcune persone innocenti dentro questo movimento". Secondo il capo dello Stato, "tutti sanno che la questione non era soltanto una protesta sociale", ma "un tentativo coordinato di seminare divisione".

Sui media le foto di Khamenei in preghiera sulla tomba di Khomeini

I media iraniani hanno pubblicato oggi le foto che mostrano l'ayatollah Khamanei in preghiera sulla tomba di Khomeini, mentre si avvicina il 47mo anniversario della rivoluzione islamica. Le immagini - che mostrano la guida spirituale iraniana in pubblico per la prima volta dopo le proteste e la sanguinosa repressione delle settimane scorse - sembrerebbero essere state diffuse per smentire quanto sostenuto dall'opposizione, secondo cui Khamenei sarebbe stato trasferito in un bunker nel timore di un attacco americano.

Cnn: "Le esplosioni in Iran non collegate a azioni militari Usa"

Un funzionario statunitense ha dichiarato alla Cnn che le esplosioni in Iran non sono collegate ad azioni militari statunitensi. Anche fonti israeliane hanno negato il coinvolgimento di Israele nei vari episodi di oggi. 

Trump condivide video presunta fuga pasdaran: "Se la stanno facendo sotto"

Il presidente americano Donald Trump ha rilanciato sul suo social Truth Social un video che mostrerebbe la fuga disordinata dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, mentre prosegue la tensione per una possibile operazione militare statunitense. "In diretta da Teheran. I pasdaran sono in panic mode, se la stanno facendo sotto", si legge nel post dell’utente "Kosher", ricondiviso da Trump, che accompagna il messaggio con un filmato non verificato in cui si vedrebbero scene di caos nella capitale iraniana, attribuite alla presunta fuga in motocicletta dei pasdaran.

Ass. Italia-Iran: "A Roma 4mila persone per la libertà, chiudere ambasciata regime" (2)

L’attivista per i diritti umani Francesca Pascale ha espresso “piena solidarietà al popolo iraniano, definendolo un esempio di autentica lotta per la libertà”. I rappresentanti dell’Associazione Italia Iran hanno inoltre ricordato le decine di migliaia di vittime del regime, dando voce al dolore delle famiglie colpite, presenti oggi in piazza.

È intervenuta anche Maria Claudia López, rappresentante della Premio Nobel venezuelana María Corina Machado, che ha sottolineato “la forte alleanza tra il popolo venezuelano e quello iraniano nella comune battaglia per la libertà, recentemente rafforzata dall’incontro negli Stati Uniti tra il Principe Reza Pahlavi e María Corina Machado”. Il direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman Alessandro Bertoldi ha inoltre ricordato che “oggi anche grazie all’Italia le Guardie della rivoluzione iraniana sono una organizzazione terroristica e che gli iraniani combattono per salvare la loro e la nostra civiltà, la loro e la nostra libertà e noi abbiamo il dovere di stare al loro fianco sempre”. 

Il messaggio emerso dalla manifestazione è chiaro: “il popolo iraniano non ha paura, chiede libertà e democrazia e guarda con speranza a una prossima liberazione, mentre in Iran continuano le azioni di protesta contro il regime e iniziano le prime esplosioni, avvisaglie di un possibile attacco interno e straniero contro i presidi degli ayatollah. Il principe Reza Pahlavi é pronto a guidare la transizione democratica” ha concluso Mariofilippo Brambilla di Carpiano, Presidente Associazione Italia Iran.

Ass. Italia-Iran: "A Roma 4mila persone per la libertà, chiudere ambasciata regime"

Oggi a Roma si è svolta una grande manifestazione per la libertà e la democrazia in Iran, organizzata dall’Associazione Italia Iran, dall’Istituto Milton Friedman e da numerose associazioni della diaspora iraniana in Italia. Il corteo, partito dal Circo Massimo e conclusosi a Piramide, ha visto la partecipazione di oltre 4.000 persone. In piazza erano presenti le bandiere dei popoli che lottano contro regimi oppressivi e minacce terroristiche: dalla bandiera imperiale iraniana a quelle dello Stato di Israele, degli Stati Uniti e del Venezuela. Numerosi gli slogan scanditi dai manifestanti, tra cui “Javid Shah”, con cui il popolo iraniano, in patria e all’estero, chiede il ritorno del Principe Reza Pahlavi per guidare il Paese verso un futuro di libertà e democrazia. Lo si legge in una nota dell'Associazione Italia-Iran. 

Forte e unanime anche la richiesta rivolta alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la chiusura dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, quale atto politico chiaro di condanna di un regime responsabile di decine di migliaia di morti e di continue violazioni dei diritti umani. Una sorella ha testimoniato commossa le torture e poi la brutale uccisione del fratello. Tra gli interventi, Souad Sbai, responsabile immigrazione della Lega, ha ricordato come “una mobilitazione di tale portata non si vedeva da anni, mentre prosegue il silenzio di una parte della sinistra che, pur proclamandosi difensore dei diritti delle donne, oggi non era presente in piazza”. La manifestazione si è svolta in modo pacifico e determinato, con l’obiettivo di ribadire che l’Italia deve schierarsi senza ambiguità al fianco del popolo persiano e contro il regime di Khamenei, anche attraverso la chiusura della rappresentanza diplomatica iraniana. 

Iran, alta tensione con gli Usa: le opzioni di Teheran in caso di attacco. Gli scenari

Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

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Vigili del fuoco iraniani: "Esplosione a Bandar Abbas per una fuga di gas"

Il capo dei vigili del fuoco della città iraniana di Bandar Abbas ha dichiarato che "la causa principale dell'esplosione" avvenuta oggi "è stata una fuga di gas". Lo riporta l'agenzia iraniana Isna. "Le indagini iniziali mostrano che la causa principale dell'esplosione è stata una fuga di gas e sono in corso ulteriori indagini per determinare i dettagli esatti dell'incidente", ha dichiarato Mohammad Amin Liaqat. "Fortunatamente, tutti i feriti nell'incidente sono stati evacuati dall'edificio e le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza sono state eseguite nel più breve tempo possibile". 

Houthi ribadiscono la solidarietà all'Iran di fronte alle minacce Usa

Il movimento politico-militare sciita Ansar Allah (Houthi), che governa lo Yemen settentrionale, si schiera con l'Iran di fronte alle minacce statunitensi e deciderà come rispondere a un possibile attacco americano dopo aver valutato la situazione. Lo ha dichiarato a Ria Novosti Khuzam al-Assad, membro del politburo di Ansar Allah. "Lo Yemen respinge categoricamente qualsiasi aggressione americana contro la Repubblica Islamica dell'Iran e ribadisce la sua piena solidarietà. Riteniamo gli Stati Uniti pienamente responsabili di qualsiasi escalation e delle sue conseguenze, mentre le opzioni di risposta sono una questione sovrana che deve essere decisa dalla leadership in base alla propria valutazione della situazione", ha affermato. 

Media: "A causare lo scoppio al porto di Bandar Abbas è stata una fuga di gas"

Media: "Fitta coltre di fumo da un campo vicino a Teheran"

Una fitta coltre di fumo è stata vista sopra la città di Parand, nella provincia di Teheran, dopo che due esplosioni in diverse località del Paese - ufficialmente attribuite a fughe di gas - hanno ucciso almeno cinque persone. Secondo testimoni oculari citati dai diversi media iraniani, la foschia persiste da circa due ore. I funzionari citati dalle testate locali hanno negato qualsiasi incidente di sicurezza nella zona e hanno attribuito il fumo a un incendio nella vicina macchia.

L'Egitto chiede 'massima moderazione' a Gaza in vista della riapertura di Rafah

L'Egitto ha esortato tutte le parti a esercitare la "massima moderazione" in vista della riapertura del valico di Rafah e ha condannato "con la massima fermezza" gli ultimi attacchi israeliani a Gaza. Il Cairo "invita tutte le parti ad assumersi pienamente le proprie responsabilità in questa delicata fase" e a "evitare qualsiasi azione che possa compromettere il processo in corso", ha affermato il ministero degli Esteri in una nota. Israele dovrebbe riaprire parzialmente il valico di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, domani. 

Hamas: "32 le vittime dei raid israeliani a Gaza"

L'agenzia di protezione civile di Hamas aggiorna il bilancio delle vittime dell'ondata di attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, portandole da 28 a 32. Secondo le IDF i raid hanno preso di mira i comandanti di Hamas e della Jihad islamica palestinese e siti di armi in risposta alla violazione del cessate il fuoco a Rafah, dove ieri otto uomini armati sono usciti da un tunnel. Il bilancio aggiornato arriva dopo che i primi soccorritori hanno terminato il recupero dei corpi dal sito della stazione di polizia di Hamas nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza City, colpito da Israele questa mattina, ha affermato l'agenzia di protezione civile. 

Media: "Espellere ambasciatori europei dopo bando Pasdaran"

La decisione dell'Ue di inserire i Padaran nella lista dei terroristi continua a far infuriare l'ala più estremista dell'establishment iraniano. Il quotidiano Kayhan, diretto da un rappresentante della Guida Suprema Ali Khamenei, ha chiesto l'espulsione degli ambasciatori dell'Unione europea dall'Iran in risposta alla decisione dell'Ue di designare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (anche noto come Pasdaran) come organizzazione terroristica. Il giornale ha scritto che un simile passo porterebbe all'interruzione delle relazioni diplomatiche con l'Europa e ha descritto la decisione dell'Ue come "ostile e illegale". 

Media: "Pronte a Teheran 5.000 tombe per soldati americani"

Il cimitero Behesht Zahra di Teheran ha preparato un sito con una capacità di 5.000 tombe per la sepoltura temporanea di potenziali vittime militari statunitensi in caso di guerra. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr che cita l'ufficio relazioni pubbliche dell'organizzazione Behesht Zahra. Si tratta di "una mossa senza precedenti", che rientra nei "preparativi preventivi legati all'avventurismo americano nella regione", scrive Mehr. Non sono state diffuse immagini del presunto sito di sepoltura né ulteriori dettagli.

Iran, alta tensione con gli Usa: le opzioni di Teheran in caso di attacco. Gli scenari

Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

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Media: almeno un'esplosione vicino Teheran

Testimoni oculari hanno segnalato almeno un'esplosione nei pressi della capitale iraniana Teheran. Lo riporta la Dpa.

Teheran: esercitazioni militari con Russia e Cina nelle prossime settimane

L'Iran terrà tra poche settimane un'esercitazione navale congiunta con le forze navali di Cina e Russia nella regione settentrionale dell'Oceano Indiano, ottava edizione dell'esercitazione congiunta 'Cintura di Sicurezza Marittima'. Lo scrive Tasnim, dopo che il canale Al-Mayadeen ha detto che Russia e Cina avevano annullato la partecipazione all'esercitazione. La serie di esercitazioni 'Cintura di Sicurezza Marittima' è iniziata nel 2019 su iniziativa della Marina iraniana. Nel frattempo, ha riportato Press Tv, le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato che le loro forze navali faranno esercitazioni a fuoco vivo nello Stretto di Hormuz il 1 e il 2 febbraio.

Idf: attacco aereo contro un agente di Hezbollah in Libano

L'Idf ha comunicato di aver effettuato un attacco aereo contro un agente di Hezbollah nella città di Markaba, nel Libano meridionale. Lo si legge sul canale Telegram dell'esercito israeliano che, al momento, non ha fornito ulteriori dettagli. 

Media Iran, false notizie che esplosione ha ucciso un comandante dei pasdaran

L'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim ha affermato che le notizie sui social media secondo cui un comandante della marina della Guardia Rivoluzionaria, il generale Tangsiri, sarebbe stato preso di mira nell'esplosione sono "completamente false". 

Media Iran, esplosione in edificio porto nel Golfo, causa sconosciuta

I media di stato iraniani riferiscono di un' esplosione in un edificio di un porto del Golfo. La causa è ancora sconosciuta.

L'esplosione si è verificata in un edificio nella città iraniana di Bandar Abbas, sulla costa del Golfo. La televisione di Stato ha riferito che l'esplosione ha avuto luogo in un palazzo di otto piani, "distruggendo due piani, diversi veicoli e negozi" nella zona di Moallem Boulevard nella città. Le squadre di soccorso e i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto per fornire assistenza. 

Idf: "Attacchi in risposta della violazione della tregua di Hamas"

L'esercito israeliano ha attaccato quattro membri di Hamas e della Jihad Islamica a Gaza in risposta alla violazione del cessate il fuoco, quando otto militanti sono usciti da un tunnel sotterraneo nella parte orientale di Rafah. Lo ha dichiarato l'Idf su Telegram. Nella dichiarazione si legge che l'esercito ha preso di mira anche un deposito di armi di Hamas, un sito di produzione di armi e due siti di lancio nella Striscia di Gaza centrale. 

Capo esercito Iran: forze armate "in stato massima allerta"

L'Iran ha messo in guardia Stati Uniti e Israele da qualsiasi attacco, affermando che le sue Forze armate sono in "massima allerta" a seguito del dispiegamento, questa settimana, di ingenti forze militari statunitensi nel Golfo. Dopo l'ondata di proteste brutalmente represse dal regime iraniano all'inizio di gennaio, Donald Trump ha ripetutamente minacciato di attaccare la Repubblica islamica. Ora il presidente degli Stati Uniti sta facendo pressione su Teheran affinché accetti un accordo sul nucleare e ieri ha dichiarato di volerne raggiungere uno, senza specificare una tempistica. "Se il nemico commette un errore, metterà senza dubbio a repentaglio la propria sicurezza, quella della regione e quella del regime sionista", ha avvertito il capo dell'esercito iraniano Amir Hatami, aggiungendo che le Forze armate sono "in stato di massima allerta". "La conoscenza e la tecnologia nucleare della Repubblica islamica dell'Iran non possono essere eliminate, nemmeno se scienziati e figli della nazione venissero martirizzati", ha aggiunto, riferendosi ai bombardamenti che hanno preso di mira siti nucleari e scienziati iraniani durante la guerra di 12 giorni lanciata da Israele a giugno. 

Media: "Possibile attacco Usa all'Iran già domenica"

Alti funzionari militari statunitensi hanno informato la leadership di un alleato chiave degli Stati Uniti in Medio Oriente che il presidente Donald Trump potrebbe autorizzare un attacco statunitense contro l'Iran questo fine settimana: lo scrive il sito indipendente Drop Site News citando diverse fonti. Gli attacchi potrebbero iniziare già domenica, è stato informato l'alleato, se gli Stati Uniti decidessero di procedere. "Non si tratta di armi nucleari o del programma missilistico. Si tratta di un cambio di regime", ha affermato un ex alto funzionario dell'intelligence statunitense che presta consulenza ai governi arabi ed è un consigliere informale dell'amministrazione Trump per la politica mediorientale. La fonte ha dichiarato a Drop Site che gli Usa prevedono attacchi che prendano di mira siti nucleari, balistici e altri siti militari intorno all'Iran, ma mirano anche a decapitare il governo iraniano, e in particolare la leadership e le capacità del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc). 

Media: sale a 28 bilancio dei morti a Gaza in raid israeliani

Almeno 28 palestinesi sarebbero rimasti uccisi in raid aerei condotti da Israele a partire dalla notte scorsa, secondo quanto riferiscono media palestinesi ripresi da Times of Israel. Tra gli ultimi attacchi, uno contro una sede della polizia di Hamas in un quartiere di Gaza City, in cui sono rimaste uccise 13 persone, tra i quali almeno sette membri delle forze di sicurezza interna di Hamas, secondo quanto riferiscono le agenzie palestinesi Sanad e Safa. 

In precedenza era stata data la notizie della morte di sette persone, tutti membri di una stessa famiglia di sfollati rifigiata in una tenda nel sud di Gaza. Oltre persone sono rimaste uccise in un attacco compiuto nelle vicinanze di una scuola dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, Urnwa, a Naser, un quartiere di Gaza City. E altre cinque persone, tra le quali due bambini, sono rimaste uccise in un altro attacco nella città. 

Per il momento non sono ancora arrivati commenti da parte di Israele su queste operazioni che arrivano mentre è in vigore, dallo scorso 10 ottobre, il cessate il fuoco. 

Media iraniani: "Espellere diplomatici Ue dopo atto ostile a Pasdaran"

Il quotidiano Kayhan, diretto dal rappresentante della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ha chiesto l'espulsione degli ambasciatori dell'Unione Europea dall'Iran in risposta alla decisione dell'Ue di designare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica. Lo riporta Iran International. Il giornale ha scritto che un simile passo equivarrebbe a interrompere le relazioni diplomatiche con l'Europa e ha descritto la decisione dell'Ue come "ostile e illegale". 

Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

Il Guardian ha ricostruito le prese di posizione del presidente americano sull’Iran nel solo ultimo mese, che sono passate da un’escalation all’altra senza una traiettoria riconoscibile. E allora resta da chiedersi quale sia il vero bersaglio della pressione americana. Forse l'Europa? Le spiegazioni possibili sono almeno tre. L'APPROFONDIMENTO SU SKY TG24 INSIDER

Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

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Sono 19 i palestinesi uccisi negli attacchi israeliani a Gaza

Salgono ad almeno 19 le vittime degli attacchi  aerei israeliani nella Striscia di Gaza da ieri sera. Un drone dell'esercito israeliano sul quartiere di Sheikh Radwan, a nord di Gaza, ha ucciso almeno sette persone e ferite alcune decine. Lo riportano media israeliani e palestinesi. Si aggiungono ai dodici morti in attacchi diversi su Gaza City e Khan Younis. 

Teheran: "Forze armate in stato di massima allerta"

"L'Iran è in piena prontezza difensiva e militare e monitora attentamente i movimenti del nemico nella regione". Lo ha detto il comandante dell'esercito iranino Amir Hatami, citato dall'Irna, sottolineando: "Siamo in massima allerta e abbiamo la mano sul grilletto, e se il nemico (gli Stati Uniti) commette un errore, metterà in pericolo la propria sicurezza e quella della regione e del regime sionista, poiché qualsiasi aggressione incontrerà una dura risposta e gravi danni da parte dell'Iran".

Teheran: "Mai cercato armi nucleari, pronti ad accordo equo"

"Ho ribadito che l'Iran non ha mai cercato di dotarsi di armi nucleari ed è pronto ad abbracciare un accordo nucleare giusto ed equo che soddisfi i legittimi interessi del nostro popolo; questo include la garanzia di 'Nessuna Arma Nucleare' e la revoca delle sanzioni". Lo scrive su X il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, dopo aver incontrato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. "Insieme ad altri vicini fratelli, la Turchia ha offerto i suoi buoni uffici per perseguire la pace e la stabilità nella regione. La Repubblica Islamica dell'Iran è grata per tali sforzi e li accoglie con favore", ha aggiunto. "L'Iran è sempre pronto a collaborare con gli Stati della regione per proteggere la pace e la stabilità nella nostra regione e proteggerla da aggressioni illegali". Nel tentativo di scongiurare l'escalation con gli Usa Araghchi è volato a Istanbul dopo che la Turchia di Recep Tayyip Erdogan si è offerta di mediare "per ridurre le tensioni", fino a proporre un incontro trilaterale "al massimo livello".

Araghchi: "Pronti ad accordo nucleare ma che sia equo"

L'Iran è disponibile a un accordo sul suo programma nucleare, ma patto che sia equo e che contempli anche la revoca delle sanzioni., A ribadirlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, in un post pubblicato su X dopo il suo incontro ad Ankara con il presidente turco Recep Tayyp Erdogan e il ministro degli Esteri Hakan Fidan. "Nelle nostre conversazioni, ho ribadito che l'Iran non ha mai cercato di dotarsi di armi nucleari ed è pronto ad abbracciare un accordo nucleare giusto ed equo che soddisfi i legittimi interessi del nostro popolo; ciò include la garanzia di 'nessuna arma nucleare' e la revoca delle sanzioni", ha spiegato. 

Usa, "non tollereremo nessuna azione non sicura nello Stretto di Hormuz"

Gli Stati Uniti hanno avvisato l'Iran che "non tollereremo azioni non sicure" nello Stretto di Hormuz, dopo che Tehran ha annunciato due giorni di esercitazioni militari in questa zona. "Qualsiasi comportamento non sicuro e non professionale nelle vicinanze di forze Usa, dei partner regionali o imbarcazioni commerciali, aumenta il rischio di collisioni, escalation e destabilizzazione", recita una dichiarazione del Comando Centrale Usa, il Centcom, responsabile delle forze in Medio Oriente, riferendosi a manovre come sorvoli sulle navi da guerra americane o anche approcci con i motoscafi veloci delle forze iraniane. "Le forze Usa hanno le forze meglio addestrate e più letali del mondo e continueranno ad operare al massimo livello di professionalità e rispettare le norme internazionale. I Guardiani della Rivoluzione iraniani devono fare la stessa cosa", conclude la dichiarazione. E' previsto per domani l'inizio dell'esercitazione delle forze iraniane nello Stretto di Hormuz. 

Ministro Difesa saudita: "Se Trump non attacca l'Iran rafforza il regime"

Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha dichiarato ieri in un briefing privato a Washington che se il presidente Trump non darà seguito alle sue minacce contro l'Iran, il regime finirà per rafforzarsi. Lo hanno riferito ad Axios quattro fonti presenti nella stanza. Si tratta di un'inversione di rotta rispetto ai discorsi pubblici sauditi che mettevano in guardia contro un'escalation e alla profonda preoccupazione espressa dal principe ereditario Mohammed bin Salman a Trump tre settimane fa. 

"Fermare il massacro ora", oggi a Palermo manifestazione solidarietà

Oggi pomeriggio, alle ore 16, davanti al Teatro Massimo di Palermo, si terrà una manifestazione pubblica di solidarietà con il popolo iraniano, "vittima di una repressione sistematica e di una violenza diffusa da parte della Repubblica Islamica dell’Iran". L’iniziativa è promossa da una delegazione di studenti iraniani e cittadini iraniani residenti a Palermo, insieme a sostenitori dei diritti umani, "per rompere il silenzio internazionale su quanto sta accadendo nel Paese". "Secondo numerosi rapporti di organizzazioni internazionali indipendenti – tra cui Amnesty International, Human Rights Activists e Nazioni Unite – negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane decine di migliaia di persone sono state uccise, ferite o arrestate durante le proteste popolari. Le violazioni documentate includono l’uso sistematico della violenza contro i civili, torture, esecuzioni, repressione negli ospedali, arresti arbitrari e gravi crimini contro l’integrità fisica delle vittime", si legge in una nota. "Nel gennaio 2026 il regime iraniano ha inoltre imposto un blackout digitale per oscurare la repressione in atto e impedire la diffusione di informazioni, nel tentativo di isolare il popolo iraniano dal resto del mondo". "La manifestazione di Palermo nasce dall’urgenza di dare voce a chi non può più parlare, di chiedere la fine immediata delle violenze e di sollecitare l’Italia e l’Unione Europea ad assumere una posizione chiara e responsabile, attraverso azioni concrete: la sospensione delle esecuzioni dei prigionieri politici, l’applicazione effettiva delle sanzioni contro le strutture di potere del regime, il sostegno al diritto del popolo iraniano a decidere liberamente il proprio futuro".

Cremlino: "Putin ha ricevuto Larijani"

Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto al Cremlino il segretario del Supremo consiglio di sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dalla Tass, senza fornire ulteriori dettagli. 

Usa ai Pasdaran: "Esercitazioni navali siano professionali, non tollereremo azioni non sicure"

Gli Stati Uniti chiedono al corpo delle guardie della rivoluzione islamica che ha annunciato l'intenzione di avviare da domenica un’esercitazione navale di due giorni nello Stretto di Hormuz "di svolgere l’esercitazione navale annunciata in modo sicuro e professionale, evitando rischi inutili per la libertà di navigazione del traffico marittimo internazionale". E' quanto si legge in una nota diffusa dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Il Commando Usa ricorda  che lo Stretto di Hormuz "è una via marittima internazionale e un corridoio commerciale essenziale che sostiene la prosperità economica regionale. In un giorno qualsiasi, circa 100 navi mercantili mondiali transitano attraverso questo stretto passaggio". 

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