Ariferirlo è stata Channel 12. Le truppe israeliane hanno operato diverse ore per rinvenire i resti della salma del sergente. Il lavoro dei militari si è concentrato soprattutto in un cimitero nel nord della Striscia. Intanto, Netanyahu ha dichiarato che non permetterà la creazione di uno "Stato palestinese a Gaza, ora ci concentriamo sul completamento dei due compiti rimanenti: disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza da armi e tunnel"
in evidenza
Un funzionario statunitense afferma che Hamas è stata "molto collaborativa" negli sforzi per localizzare l'ultimo corpo di ostaggi israeliani a Gaza. Le truppe israeliane hanno operato diverse ore per rinvenire i resti della salma del sergente. Il lavoro dei militari si è concentrato soprattutto in un cimitero nel nord della Striscia, tra il quartiere Daraj Tuffah e Shujaiya.
Intanto, Benyamin Netanyahu ha dichiarato che non permetterà la creazione di uno "Stato palestinese a Gaza". "Ora ci concentriamo sul completamento dei due compiti rimanenti: disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza da armi e tunnel", ha aggiunto Netanyahu, per poi sottolineare: "Israele eserciterà il controllo della sicurezza dal (fiume) Giordano al mare, e questo vale anche per la Striscia di Gaza".
Hamas sta cercando di integrare i suoi 10.000 agenti di polizia in una nuova amministrazione palestinese per Gaza sostenuta dagli Stati Uniti. Si tratta di una richiesta che probabilmente incontrerà l'opposizione di Israele, mentre il gruppo discute se consegnare o meno le armi. Lo riferisce il Times of Israel.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
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Riad non permetterà attacchi all'Iran dal territorio saudita
Durante una chiamata, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha dichiarato al presidente iraniano Masoud Pezeshkian che la monarchia del Golfo non permetterà attacchi all'Iran dal suo territorio. Il principe Mohammed "ha ribadito durante la chiamata la posizione del regno sul rispetto della sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran e che il regno non permetterà che il suo spazio aereo o il suo territorio vengano utilizzati per azioni militari contro l'Iran", ha dichiarato il Ministero degli Esteri saudita in una nota.
Liliana Segre: 'Non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria'
Nel giorno in cui si ricordano le vittime dell'Olocausto "si può e si deve parlare di Gaza, di Iran, di Ucraina, del Venezuela, del Sudan e di tutto ciò che offende l'umanità" afferma la senatrice a vita. Ma "non si può accettare che diventi occasione di una vendetta sulle vittime di allora".
Liliana Segre: 'Non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria'
Vai al contenutoUsa chiedono all'Italia di partecipare a Forza Stabilizzazione a Gaza
Gli Usa hanno chiesto all'Italia di aderire all’ISF per Gaza come membro fondatore. Lo riferisce Bloomberg citando fonti informate. In base alla proposta l'Italia non contribuirebbe con truppe. Sarebbe invece sufficiente un impegno ad addestrare la futura forza di polizia di Gaza.
Usa chiedono all'Italia di partecipare a Forza Stabilizzazione a Gaza
Vai al contenutoBoard of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito
Sono attualmente 22 i Paesi che hanno accettato l'invito per il Consiglio coniato da Donald Trump e che hanno deciso di aderire. L'Italia, per il momento, ha congelato l'adesione per "incompatibilità costituzionale", ha detto la premier Giorgia Meloni.
Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Ecco tutti i dettagli.
Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito
Vai al contenutoBoard of Peace per Gaza, perché l’Italia non ne farà parte per ora
Alla base dalla mancata adesione, almeno per il momento, c'è l'incompatibilità con l'articolo 11 della nostra Costituzione, che permette di cedere pezzi di sovranità solo in condizioni di parità tra gli Stati. Una circostanza non prevista dal Consiglio, che accentra i poteri nelle mani del presidente Usa. Ma pesa anche la presenza di figure ingombranti come Putin e Lukashenko.
Board of Peace per Gaza, perché l’Italia non ne farà parte per ora
Vai al contenutoPapa: bisogna pregare tanto per pace e cercare dialogo
"Dico soltanto: bisogna pregare tanto per la pace. Noi 'piccoli' possiamo alzare la voce e cerchiamo sempre il dialogo e non la violenza per risolvere i problemi, specialmente in questa giornata ricordare la Shoah. Lottiamo contro tutte le forme di antisemitismo". Così Papa Leone XIV, uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo, parlando ai giornalisti, rispondendo a una domanda sulle manovre Usa in acque medio orientali.
Iraq, Trump: stop aiuti Usa se al-Maliki torna premier
"Ho sentito dire che il Grande Paese dell'Iraq potrebbe fare una pessima scelta rimettendo al potere Nuri al-Maliki come primo ministro. L'ultima volta che Maliki era al potere, il Paese e' sprofondato nella poverta' e nel caos totale. Non si dovrebbe permettere che cio' accada di nuovo". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "A causa delle sue folli politiche e ideologie, se eletto, gli Stati Uniti d'America non aiuteranno piu' l'Iraq e, se non saremo li' ad aiutarlo, l'Iraq avra' zero possibilita' di successo, prosperita' o liberta'. Make Irak Great Again", aggiunge.
Netanyahu incontra direttore Consiglio Pace Mladenov
Il direttore del Consiglio per la Pace voluto da Donald Trump, Nickolay Mladenov, ha incontrato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme. L'incontro segue la visita di Mladenov al Centro di Coordinamento Civile-Militare di Kiryat Gat, avvenuta questa mattina. Lo riporta il Times of Israel.
Gaza, tutti i nodi della 'fase 2' del Piano Trump
Sulla carta dovrebbe segnare un salto di qualità decisivo, ma il problema è che nasce già su delle fondamenta fragilissime, sullo sfondo di bombardamenti mai davvero interrotti. Vediamo punto per punto i fronti militari, umanitari e politici aperti.
Gaza, tutti i nodi della 'fase 2' del Piano Trump
Vai al contenutoQuali sono i doveri della potenza occupante che Israele sta ignorando
Israele ha revocato le licenze a 37 ong nei territori palestinesi occupati, ostacolando gli aiuti umanitari. Secondo Medici senza frontiere e altre organizzazioni internazionali, questo viola i doveri giuridici di una potenza occupante previsti dalla 4° Convenzione di Ginevra del 1949.
Quali sono i doveri della potenza occupante che Israele sta ignorando
Vai al contenutoNetanyahu: "Israele manterrà controllo di sicurezza dal fiume Giordano al mare"
"Israele eserciterà il controllo della sicurezza dal (fiume) Giordano al mare, e questo vale anche per la Striscia di Gaza". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Ho sentito dire che permetterò la creazione di uno Stato palestinese a Gaza, ma questo non è successo e non succederà... Credo che sappiate tutti che la persona che ha ripetutamente bloccato la creazione di uno Stato palestinese sono io", ha dichiarato.
Iran, Netanyahu: "Se ci attacca colpiremo con forza mai vista"
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito l'avvertimento lanciato la scorsa settimana contro l'Iran: se Teheran attaccasse Israele, Gerusalemme risponderebbe con una forza mai vista. "E' vero, l'asse iraniano sta cercando di riprendersi, ma non glielo permetteremo. Se l'Iran commettesse il grave errore di attaccare Israele, risponderemmo con una forza che non ha mai visto prima", ha avvertito parlando in una conferenza stampa trasmessa in tv.
Netanyahu: "Ora concentrati sul disarmo di Hamas"
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele si sta concentrando sul disarmo di Hamas e sulla smilitarizzazione di Gaza dopo il ritorno dell'ultimo ostaggio dal territorio palestinese il giorno prima. Ora ci concentriamo sul completamento dei due compiti rimanenti: disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza da armi e tunnel", ha dichiarato Netanyahu durante una conferenza stampa trasmessa in tv. Il piano di cessate il fuoco sponsorizzato dagli Stati Uniti, in vigore dal 10 ottobre, richiede il disarmo del movimento palestinese nell'ambito della seconda fase dell'accordo.
Coloni attaccano villaggi vicino Hebron: roghi e feriti
Un gruppo di coloni ha fatto irruzione in tre villaggi palestinesi vicino Hebron appiccando un incendio. Come riporta Haaretz, citando attivisti palestinesi, i villaggi colpito sono Khirbet al-Fakhit, Khirbet Tibnah e Khirbet al-Halawa nelle colline meridionali di Hebron, in Cisgiordania. I coloni stanno attualmente attaccando le colline meridionali di Hebron, anche con incendi dolosi, in cui si segnalano feriti. L'attacco sembra avvenire in piu' punti contemporaneamente. Gli abitanti dei villaggi hanno denunciato che diverse persone sono rimaste ferite e hanno chiesto l'intervento di ambulanze e autopompe, che sono state poi attaccate con pietre. Secondo quanto riportato, il raid e' iniziato con un'incursione di un colono di un avamposto adiacente a Khirbet Halawa. La notte scorsa, inoltre, coloni di un avamposto vicino all'insediamento palestinese di Susiya, sulle colline meridionali di Hebron, hanno spezzato 500 ulivi di proprieta' palestinese nei pressi di una base militare della zona.
Netanyahu: "Non permetterò la creazione di uno Stato palestinese a Gaza"
Benyamin Netanyahu ha dichiarato che non permetterà la creazione di uno "Stato palestinese a Gaza". In conferenza stampa, il premier israeliano ha dichiarato di aver sempre creduto che "attraverso la combinazione di pressione militare e diplomatica avremmo potuto, e avremmo voluto, riportare a casa tutti i nostri ostaggi". Israele - ha aggiunto - si sta ora concentrando su due obiettivi: "Disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza".
Due giovani uccisi da un drone israeliano in Libano
Un cittadino egiziano, Ahmed Abdelnabi Ramadan, e uno studente libanese, Samer Hattit, entrambi di 22 anni, sono stati uccisi ieri in un attacco di un drone israeliano che ha preso di mira il loro veicolo nel Libano meridionale, secondo quanto riferito dall'Agenzia libanese Nna. "Un drone israeliano ha preso di mira il loro Suv con tre missili guidati sulla strada Doha-Kfar Roummane, provocando l'immediata combustione dell'auto", riporta l'agenzia. Le squadre di soccorso inviate sul posto hanno dovuto estrarre i corpi delle due vittime e trasferirli negli ospedali di Nabatiyeh, mentre la Protezione Civile lavorava per spegnere l'incendio nel veicolo, completamente distrutto. Contattato da Ahraminfo, il portavoce del ministero degli Esteri egiziano Tamim Khallaf ha dichiarato che le autorità erano "in contatto con l'ambasciata a Beirut per ottenere maggiori informazioni su questo incidente". Ramadan, nato e residente in Libano, lavorava con il padre egiziano nell'azienda di riparazione di elettrodomestici di famiglia. Samer Hattit, originario della regione di Nabatiyeh, lavorava con il padre in un'azienda di vendita di ricambi auto mentre proseguiva gli studi universitari e faceva volontariato presso la Croce Rossa. Il portavoce dell'esercito israeliano Avichay Adraee ha affermato sui social media di aver preso di mira due membri di Hezbollah nella regione di Nabatiyeh. "Tuttavia - sostiene la Nna -, i resoconti di testimoni oculari contraddicono questa versione dei fatti e i due giovani non avevano nessun legame con Hezbollah".
Protesta per Gaza alla cerimonia del Giorno della Memoria a Bologna
Tensione questa mattina in piazza Nettuno, a Bologna, dove durante la cerimonia di deposizione di corone al Sacrario dei caduti, in occasione del Giorno della Memoria, c'è stata la protesta di un gruppo di manifestanti pro Palestina, tra i quali anche rappresentanti di Anpi, di Donne in nero e diversi privati cittadini. Sventolando bandiere della Palestina, hanno chiesto al sindaco Matteo Lepore e agli altri partecipanti alla cerimonia di 'parlare del genocidio di oggi', con chiaro riferimento a Gaza. "Mai più vuol dire mai più per nessun popolo" era scritto su alcuni cartelli. Lo stesso sindaco li ha invitati a lasciare spazio alla deposizione delle corone, rispettando la commemorazione, e i manifestanti si sono spostati di qualche metro, restando però nella piazza. Poco dopo la deposizione delle corone, solo da parte del sindaco e di monsignor Stefano Ottani e senza rappresentanti della Comunità Ebraica, sono intervenute le forze dell'ordine in tenuta antisommossa che hanno allontanato gli attivisti ProPal, tra le proteste e i cori: "E' una vergogna, 50 persone con età media 60 anni, sloggiati dalla polizia, che città è diventata questa?". Non ci sono comunque stati scontri tra i manifestanti e la polizia.
Tv la dà per morta nelle proteste in Iran, israeliana smentisce via social
Una situazione "strana" e "per nulla divertente", ma che può essere anche "di insegnamento": è quella in cui si è trovata suo malgrado Noya Zion, una giovane israeliana che su Instagram ha raccontato di aver visto in tv un servizio in cui veniva data per morta nelle proteste delle ultime settimane in Iran, vedendosi naturalmente costretta a smentire tutto. Il caso è stato riportato nelle ultime ore da Haaretz e altri media internazionali. A riferire erroneamente della morte di Zion, in un servizio in cui si parlava di "quattro ebrei uccisi nelle proteste in Iran" e nel quale veniva mostrata una sua foto come se fosse quella di una delle vittime, è stata Channel 12, una delle principali tv israeliane. "Io sono a casa, okay? Tra mezz'ora devo andare a lavoro, cosa sta succedendo?", si sente dire da Zion in un video in cui lei stessa mostra la propria reazione in tempo reale alla notizia non corretta. La donna è stata poi contattata da un programma mattutino di Channel 12, a cui ha dichiarato che, sebbene inizialmente avesse reagito a quanto stava vedendo ridendoci su, dopo si è sentita "molto allarmata", anche visto che la notizia stava creando preoccupazioni all'interno della sua famiglia. Zion ha negato di aver qualcosa a che vedere con l'Iran o con le proteste nel Paese. Haaretz riferisce che Channel 12 ha diffuso una rettifica e un messaggio di scuse per il servizio erroneo in cui aveva parlato di lei.
Lula a Macron: "Board of Peace? Noi sosteniamo il rafforzamento dell'Onu"
"Ho ricevuto una telefonata dal Presidente francese Emmanuel Macron. Abbiamo parlato della proposta del Board of Peace presentata dagli Stati Uniti. A questo proposito, sosteniamo il rafforzamento delle Nazioni Unite e concordiamo sul fatto che le iniziative in materia di pace e sicurezza debbano essere in linea con i mandati del Consiglio di Sicurezza e con i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite". Lo scrive su X il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva.
Tentano presidio pro Pal violando divieto Questura, 20 identificati
Venti attivisti pro-Palestina, violando il divieto del Questore di Roma, hanno raggiunto via della Stamperia e piazza San Silvestro per manifestare davanti alla sede del Pd in largo del Nazareno. Tutti sono stati intercettati da personale delle forze dell'ordine, identificati e invitati ad allontanarsi. Dopo aver inizialmente manifestato l'intento di restare sul posto - rende noto la Questura - a fronte dell'ulteriore intimazione il gruppo si è allontanato. Saranno segnalati all'autorità giudiziaria per la violazione dell'articolo 18 del TULPS.
Hamas chiede che 10mila dei suoi siano inseriti in futura amministrazione palestinese
Hamas chiede che 10mila uomini della sua forza di sicurezza siano inseriti in una futura amministrazione palestinese per la Striscia di Gaza. Secondo quanto ha spiegato una fonte dell'organizzazione all'agenzia di stampa tedesca 'Dpa', sarebbe stato anche raggiunto un accordo con gli Stati Uniti in questo senso, a patto che tutti i candidati superino un controllo di sicurezza. La polizia di Hamas, si precisa, ha la miglior conoscenza della regione. La fonte ricorda anche quanto accaduto in Iraq, dopo lo smantellamento delle strutture militari e del partito Bath.
Gli Usa annunciano esercitazioni aeree in Medio Oriente
L'aeronautica americana condurrà esercitazioni di più giorni nell'area sotto la responsabilità del Central Command, che copre anche il Medio Oriente. E' quanto si legge in una nota della US Air Forces Centrale. L'esercitazione è progettata per migliorare la capacità di dispiegamento di risorse e personale, rafforzare il partenariato regionale e preparare un'esecuzione flessibile della risposta attraverso il Centcom.
Trump, armata Usa in Medio oriente per Iran, speriamo di non usarla
Gli Stati Uniti hanno una grande armata diretta in Medio Oriente a causa dell'Iran e sperano di non doverla usare. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Wabc. "E' più potente e più grande di quella in Venezuela", ha osservato il presidente.
Israele: annullata testimonianza di domani per Netanyahu
La testimonianza prevista per domani del primo ministro Benjamin Netanyahu nel processo per corruzione e' stata annullata, ha comunicato il tribunale. Il tribunale non fornisce alcuna motivazione per l'annullamento, scrive il Times of Israel.
M.O.: esercitazione di piu' giorni Comando centrale Usa
Il Comando centrale statunitense condurra' un'esercitazione "per dimostrare la capacita' di dispiegare" la sua potenza aerea. Lo ha annunciato lo stesso Centcom in una nota. Come teatro delle manovre, il comunicato parla genericamente di "area di responsabilita' del comando centrale", vale a dire Medio Oriente e Asia. Lo stesso comando ha annunciato ieri l'arrivo nell'oceano Indiano della portaerei Lincoln, dispiegata su richiesta del presidente Donald Trump dopo l'ondata di proteste anti-regime in Iran.
Media: "Diversi arresti per le proteste tra gli ebrei in Iran"
Fonti vicine alla comunità ebraica iraniana hanno dichiarato oggi alla tv pubblica israeliana Kan che diversi ebrei sono stati arrestati con l'accusa di coinvolgimento nelle proteste. La comunità ha negato qualsiasi collegamento con le proteste, sostenendo che gli arresti sono stati fatti per errore. I leader della comunità sperano che i detenuti vengano rilasciati presto e si stanno compiendo sforzi per risolvere la questione. Negli ultimi giorni si sono diffuse voci secondo cui diversi ebrei sarebbero stati uccisi durante la repressione delle proteste. Ma le fonti interpellate da Kan News, riferiscono che non ci sono stati feriti o morti tra gli ebrei in Iran, che anzi hanno cercato di prendere le distanze dai centri delle manifestazioni e stanno cercando di dimostrare assoluta lealtà al regime.
Iran, video della Bbc mostrano la repressione: ospedali pieni di cadaveri e cecchini sui tetti
Nuovi video verificati dalla Bbc rivelano la portata della repressione in Iran, dove le proteste scoppiate a fine dicembre sono state stroncate con violenza dalle forze di sicurezza. Le immagini mostrano corpi ammassati negli ospedali, cecchini posizionati sui tetti degli edifici e telecamere di sorveglianza distrutte dai manifestanti per provare a sfuggire al controllo dello Stato.
Secondo la Human Rights Activists News Agency (Hrana), sarebbero quasi 6mila le persone uccise, di cui 5.633 manifestanti, mentre ulteriori 17mila morti segnalate sono attualmente in fase di verifica. L'associazione Iran Human Rights (Ihr), con sede in Norvegia, avverte che il bilancio potrebbe superare 25mila vittime. Le autorità iraniane, invece, sostengono che il bilancio sia stato di oltre 3.100 morti, ma la maggior parte riguarderebbe personale di sicurezza o civili colpiti dai "rivoltosi".
Le immagini citate dalla Bbc risalgono all'8 e 9 gennaio, le notti considerate finora le più letali per i manifestanti, in seguito a un appello di Reza Pahlavi, figlio esiliato dell'ultimo Shah, a una protesta nazionale. Nei video verificati dalla Bbc e da Bbc Persian si vedono almeno 31 corpi all'interno dell'obitorio dell'ospedale Tehranpars e sette sacchi per cadaveri all'esterno dell'ingresso. In un altro filmato, centinaia di persone protestano lungo un'autostrada a ovest di Teheran, mentre si sentono colpi di arma da fuoco e urla di disperazione.
Zingaretti: "Il board di Gaza è un progetto macabro che lucra sui disastri"
"Il Board of peace non c'entra niente con la pace. È un macabro progetto che lucra sul disastro umano per fare affari". Lo dice Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo in un'intervista a Fanpage.it "La Costituzione italiana impedisce questo per fortuna, perché afferma un concetto semplice: si può stare dentro organismi internazionali a pari dignità con gli altro Stati. Questa è la forza degli italiani, grazie alla Costituzione nata dalla Resistenza, dalla Liberazione e dalla lotta antifascista. Il Board of peace per Gaza è il luogo dove ci può portare la destra italiana ed internazionale, un luogo nel quale non si conta nulla e si obbedisce. Meno male che c'è la Costituzione, anche per questo bisogna difenderla", conclude
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
Vai al contenutoSegre: "Non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria"
"Si può e si deve parlare di Gaza nel giorno della memoria: si può parlare si Iran, Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa la umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria". Lo ha detto la senatrice Liliana Segre durante la cerimonia per il Giorno della Memoria. "Non può succedere" ha aggiunto "che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora".
Media: "Hamas vuole 10.000 suoi uomini nella nuova polizia"
Hamas sta cercando di integrare i suoi 10.000 agenti di polizia in una nuova amministrazione palestinese per Gaza sostenuta dagli Stati Uniti; una richiesta che probabilmente incontrerà l'opposizione di Israele, mentre il gruppo discute se consegnare o meno le armi; lo riferisce il Times of Israel. Hamas mantiene il controllo di poco meno della metà di Gaza in seguito all'accordo di cessate il fuoco di ottobre, mediato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Idf: "E' stato un soldato a fermare i carabinieri in zona militare"
E' stato un soldato dell'esercito israeliano e non un colono a fermare i carabinieri domenica scorsa in Cisgiordania, in una zona militare chiusa nell'a cosiddetta area C (sotto il controllo israeliano). Lo ha dichiarato l'Idf alla Rai di Gerusalemme. "All'inizio di questa settimana (domenica), un soldato ha individuato un veicolo diretto alla comunità di Sde Ephraim lungo un percorso chiuso al traffico civile in conformità con la valutazione della situazione operativa e designato come zona militare chiusa", ha spiegato l'esercito.
Ong: "Confermata la morte di oltre 6mila nelle proteste in Iran"
L'agenzia degli attivisti iraniani per i diritti umani Hrana ha confermato la morte di 6.126 persone durante le proteste esplose il 28 dicembre per la crisi economica in circa 200 città in 31 province dell'Iran. Secondo il rapporto pubblicato dalla Ong, con sede negli Stati Uniti, 5.777 delle vittime erano manifestanti, 86 erano minori di 18 anni, 214 appartenevano alle forze affiliate al governo e altri 49 erano civili che non avevano preso parte alle dimostrazioni. Hrana spiega che sta continuando a verificare la segnalazione di altri 17.091 casi di morte, mentre nei giorni scorsi due alti funzionari del ministero della Salute iraniano hanno dichiarato al Time che durante le proteste antigovernative in soli due giorni sarebbero state uccise fino a 30.000 persone. Mentre resta complicato avere dati certi rispetto alle vittime delle proteste anche a causa di un blackout quasi totale di internet in corso da più di 18 giorni, secondo i dati della Repubblica islamica, sono invece 3.117 le persone che hanno perso la vita durante le proteste, tra cui 2.427 civili e membri delle forze della sicurezza e 690 "terroristi", termine che Teheran utilizza per indicare i manifestanti che hanno preso parte ad azioni violente. Il numero totale delle persone arrestate durante le proteste ha raggiunto quota 41.880, i feriti gravi sono 11.009 mentre sono stati segnalati 245 casi di confessioni forzate trasmesse in diretta, si legge nel rapporto di Hrana.
Save the Children: "Necessaria la apertura immediata di Rafah e di tutti i valichi di frontiera"
L’annunciata riapertura del valico di Rafah dopo quasi due anni riaccende la speranza a Gaza. Lo dichiara Save the Children. Dopo quasi due anni dalla chiusura del valico di Rafah, avvenuta nel maggio 2024, la popolazione di Gaza attende con ansia notizie sulla sua riapertura in seguito al ritrovamento dell'ultimo ostaggio rimasto, si legge in un comunicato dell'organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Il valico è diventato il fulcro di una rinnovata speranza per le famiglie che attendono la possibilità di evacuazioni mediche, opportunità di istruzione per gli studenti, ricongiungimento familiare, invio di aiuti urgenti.
"Tutti gli occhi sono ora puntati sul confine di Rafah, poiché da esso dipende il futuro di centinaia e migliaia di bambini. Da quando il valico è stato chiuso, quasi due anni fa, le persone attendono un'apertura bilaterale e incondizionata - dichiara Shurouq, responsabile media di Gaza per Save the Children - Migliaia di persone a Gaza aspettano di poter evacuare per ricevere cure mediche vitali, studenti di poter usufruire delle loro borse di studio all'estero dopo anni di interruzione dell'istruzione a causa della distruzione delle aule e della perdita di opportunità di apprendimento, famiglie attendono con ansia i ricongiungimenti, alcune sono pronte a tornare dai propri cari nella Striscia".

©Ansa
Media: "In Siria le forze di Sharaa verso i pozzi di petrolio nel nord-est"
Le forze siriane agli ordini del leader Ahmad Sharaa tentano di forzare le linee di difesa curdo-siriane e di raggiungere i pozzi di petrolio nell'area di Rmeilan, al confine con Iraq e Turchia. Lo riferiscono media locali e fonti sul terreno mentre nelle ultime ore si sono registrati scontri a sud-est di Qamishli, roccaforte politica e amministrativa di quel che rimane della zona semi-autonoma curdo-siriana.
Iran, dall'Iraq Kataib Hezbollah pronto ad una "guerra totale" al fianco di Teheran
"Guerra totale" in caso di attacco all'Iran. La minaccia è arrivata da Kataib Hezbollah, gruppo paramilitare iracheno che - ha riferito la tv satellitare al-Jazeera - ha così promesso sostegno a Teheran qualora necessario. Abu Hussein al‑Hamidawi, numero uno del gruppo, ha chiesto ai suoi di essere pronti.
"Ai nemici diciamo che una guerra contro la Repubblica (islamica) non sarà una passeggiata al parco - ha affermato al‑Hamidawi nelle dichiarazioni rilanciate dalla tv satellitare - Non resterà nulla di voi nella nostra regione".
Nyt: Trump ha ricevuto report secondo cui l'Iran non è mai stato così debole
L'Iran è al suo massimo livello di debolezza dalla rivoluzione del 1979 che portò alla caduta dello scià. Lo riferiscono al New York Times fonti ben informate secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto numerosi rapporti dei servizi segreti statunitensi che indicano un indebolimento della posizione del governo iraniano. Secondo i report, le proteste scoppiate alla fine dello scorso anno hanno scosso alcuni elementi del governo iraniano, soprattutto perché hanno raggiunto aree del Paese che i funzionari ritenevano fossero roccaforti di sostegno all'Ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema dell'Iran. Sebbene le proteste si siano placate, il governo rimane in una posizione difficile. I rapporti dell'intelligence hanno ripetutamente sottolineato che, oltre alle proteste, l'economia iraniana è debole.
Iran: intelligence Usa, regime al punto più debole dal 1979
Secondo il New York Times, il presidente Donald Trump ha ricevuto numerosi briefing dell'intelligence statunitense che segnalano un indebolimento della presa del regime nella Repubblica Islamica, che sarebbe al punto più 'basso' dal 1979. Secondo le varie fonti dell'intelligence Usa, "la presa del governo iraniano sul potere è al suo punto piu' debole da quando lo Scià fu rovesciato durante la rivoluzione del 1979".
Bbc: video verificati mostrano corpi ammassati in un ospedale iraniano'
Video verificati provenienti dall'Iran mostrano corpi ammassati in un ospedale, cecchini appostati sugli edifici e telecamere a circuito chiuso distrutte, a seguito della repressione delle proteste all'inizio di questo mese. Lo afferma Bbc verify che ha esaminato le immaginati provenienti dal Paese. L'emittente britannica riferisce inoltre che l'agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana) afferma di aver confermato l'uccisione di quasi 6.000 persone, tra cui 5.633 manifestanti, dall'inizio dei disordini alla fine di dicembre. Attualmente sta indagando su altre 17mila morti segnalate nonostante il blocco di Internet dopo quasi tre settimane. Un altro gruppo, l'Iran Human Rights (Ihr) con sede in Norvegia, ha avvertito che il bilancio finale potrebbe superare le 25.000 vittime. Le autorità iraniane hanno dichiarato la scorsa settimana che sono state uccise più di 3.100 persone, ma che la maggior parte erano membri delle forze di sicurezza o passanti aggrediti dai "rivoltosi".
Iran, media: Trump non ha ancora deciso. Usa aperti ad affari
Sull'Iran, il presidente Donald Trump non ha ancora deciso e gli Usa sono aperti a prendere contatti e fare affari. Lo ha dichiarato un funzionario americano non meglio identificato in un briefing con i giornalisti, poi rilanciato dal quotidiano Times of Israel. "Per quanto riguarda l'Iran, siamo aperti agli affari. Se vogliono contattarci e conoscono i termini, allora ne parleremo", ha detto il funzionario Usa. Citando fonti informate, 'Axios' ha affermato che il presidente Donald Trump non ha ancora deciso se colpire o meno l'Iran, dopo essersi impegnato a farlo se il regime avesse ucciso manifestanti, cosa che è accaduta a migliaia di civili scesi in piazza.
Funzionario Usa: eventuale disarmo di Hamas prevede una sorta di amnistia
Un funzionario statunitense, durante una conferenza stampa con giornalisti, ha ribadito la posizione dell'amministrazione di Donald Trump secondo cui a coloro che a Gaza accetteranno di consegnare le armi sarà concessa l'amnistia. Lo riportano diversi media tra cui Times of Israel e Al Jazeera. "Riteniamo che il disarmo debba essere accompagnato da una sorta di amnistia e, francamente, pensiamo di avere un ottimo programma per il disarmo. Siamo in contatto, o meglio, i nostri rappresentanti sono in contatto con Hamas e ci aspettiamo che ciò avvenga", ha dichiarato il funzionario statunitense aggiungendo che "se non si disarmano allora hanno violato l'accordo". L'offerta di amnistia in cambio della consegna delle armi ai combattenti di Hamas è stata definita in un piano in 20 punti per porre fine alla guerra di Gaza, presentato dall'amministrazione Trump a settembre. Il piano è stato accolto con favore dal primo ministro Benyamin Netanyahu, scrive il Times of Israel, mentre i suoi alleati di coalizione hanno criticato alcuni elementi della proposta che prevedevano la creazione di un percorso verso la costituzione di uno Stato palestinese. Da parte loro, i funzionari di Hamas hanno respinto le parti del piano che richiedevano il disarmo.
Iran, Trump: "Vuole un accordo, situazione in evoluzione"
L'Iran vuole "un accordo. Ne sono certo. Hanno chiamato in molte occasioni. Vogliono parlare". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Axios, sottolineando che la situazione con Teheran è in continua evoluzione perché gli Stati Uniti hanno inviato una "grande flotta. Più grande di quella del Venezuela". Il riferimento è alla portaerei Uss Abraham Lincoln.