Il presidente Usa avrebbe convocato i capi di Stato e di governo chiamati a far parte del Board of Peace per Gaza a firmare lo Statuto del Comitato di Pace giovedì a Davos. Un gruppo di ministri del governo Netanyahu avrebbe deciso di non riaprire il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto. Il primo ministro israeliano ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell'Iran: se Teheran "commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l'Iran non ha ancora conosciuto"
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Il leader del Cremlino, Vladimir Putin, è stato invitato dal presidente americano Donald Trump a far parte del 'Board of Peace' per Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti. L'invito di Trump a Putin è ''in fase di valutazione'', ha aggiunto Peskov. Il presidente Usa avrebbe convocato i capi di Stato e di governo chiamati a far parte del Board of Peace per Gaza a firmare lo Statuto del Comitato di Pace giovedì a Davos. Un gruppo di ministri del governo Netanyahu avrebbe deciso di non riaprire il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto. La decisione si inserirebbe nel contesto di rifiuto da parte di Israele dell'inclusione di alti funzionari di Turchia e Qatar nel Consiglio di Pace, che supervisionerà la gestione postbellica di Gaza. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell'Iran. Intervenendo alla Knesset, il premier ha avvertito che se Teheran "commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l'Iran non ha ancora conosciuto".
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
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Siria, Turchia: "Non tollereremo provocazioni da curdi"
La Turchia ha avvertito che non tollererà alcuna "provocazione" in merito agli eventi in Siria. Lo ha dichiarato il ministro degli Interni di Ankara Ali Yerlikaya dopo che la comunità curda ha fatto appello a protestare contro un'offensiva governativa contro i combattenti curdi. Il Pkk ha affermato l'intenzione di "non abbandonare mai" i curdi della Siria di fronte all'offensiva dell'esercito siriano. Lo ha dichiarato all'agenzia di stampa Anf, vicina al Pkk, Murat Karayilan, un alto funzionario dell'organizzazione.
Israele abbatte e confisca sito Unrwa a Gerusalemme
L'Autorita' territoriale e la polizia israeliana hanno completato questa mattina l'occupazione e l'evacuazione del complesso dell'Unrwa nel quartiere Maalot Dafna di Gerusalemme. Lo riferisce la stampa israeliana. Si tratta della prima esecuzione della decisione di chiudere tutte le attivita' dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ratificata dal parlamento israeliano. Il sito, nel cuore della capitale, e' stato per anni la sede centrale dell'Urwa, le cui attivita' sono state messe al bando da Israele. Le immagini che circolando in rete mostrano le tensostrutture bianche dell'Urnwa abbattute da un bulldozer. Il terreno e' stato confiscato ed e' tornato sotto il controllo dello Stato israeliano. E' prevista l'evacuazione anche di un altro complesso dell'agenzia Onu a Kafr Aqab.
Pahlavi: "Khamenei ha mani sporche sangue. Sua fine vicina"
Il principe Reza Pahlavi e' tornato ad attaccare il regime degli ayatollah e a incalzare gli iraniani a non smettere con la loro battaglia per rovesciarlo. "Questo il mio messaggio ad Ali' Khamenei, il leader del regime iraniano occupante: sei un criminale anti-iraniano. Non hai onore ne' umanita'. Le tue mani sono sporche del sangue di decine di migliaia di iraniani, il sangue dei bambini, dei giovani degli innocenti", ha detto in un video pubblicato sui suoi canali social. "Tu, il tuo regime e tutti i tuoi mercenari risponderete di ogni goccia di sangue versata, senza eccezioni. Non perdoniamo. Non dimentichiamo. Non ci tiriamo indietro", ha proseguito evocando una Norimberga per l'Iran: "Non c'e' via di fuga. Non avrai nessun posto dove nasconderti".
Trump su rifiuto Board Gaza: "Nessuno vuole Macron"
Il presidente Donald Trump ha respinto la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di non aderire al "Consiglio della Pace" per la ricostruzione di Gaza, affermando che "nessuno lo vuole". "Beh, nessuno lo vuole perchè lascerà l'incarico molto presto, quindi, sapete, va bene cosi'", ha detto Trump ai giornalisti, prima di partire per Davos. "Applicherò una tariffa del 200% sui suoi vini e champagne, e lui si unirà. Ma non è obbligato a farlo", ha avvertito il presidente Usa.
Trump conferma invito Putin al Board of Peace Gaza
Il presidente Usa Donald Trump ha confermato la dichiarazione del Cremlino secondo cui avrebbe invitato il presidente russo Vladimir Putin a diventare membro del "Consiglio di Pace" che supervisionerà e gestirà la ricostruzione di Gaza. Trump lo ha dichiarato ai giornalisti mentre saliva a bordo dell'Air Force One diretto al Forum economico mondiale di Davos.
Media, "Trump invita i leader a firmare la Carta del Board for Peace a Davos"
Il presidente Usa Donald Trump avrebbe convocato i capi di Stato e di governo chiamati a far parte del Board of Peace per Gaza a firmare lo Statuto del Comitato di Pace giovedì a Davos. Lo scrive su X il giornalista di Axios, Barak Ravid, mostrando una foto dell'invito ai leader alla cerimonia che costituirebbe la prima convocazione del Consiglio per la pace presieduto dallo stesso Trump. La data indicata per la cerimonia è giovedì 22 gennaio alle 10.30 a Davos, "a margine del Forum economico mondiale", senza indicare una sede specifica.
Israele contro Board Gaza, valico Rafah rimarrà chiuso
Un gruppo di ministri del governo Netanyahu avrebbe deciso di non riaprire il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto. Lo riferisce il sito di notizie Ynet, rilanciato da diversi media israeliani. La decisione, varata domenica ma non ancora resa nota pubblicamente, si inserisce nel contesto di rifiuto da parte di Israele dell'inclusione di alti funzionari di Turchia e Qatar nel Consiglio di Pace, che supervisionerà la gestione postbellica di Gaza. Israele ha sostenuto, inoltre, che non dovrebbe riaprire Rafah in entrambe le direzioni prima che Hamas accetti di disarmare e restituisca il corpo dell'ultimo ostaggio israeliano, Ran Gvili. Mantenere chiuso il valico di Rafah significa infine contrastare le pressioni degli Stati Uniti e non rispettare uno dei punti del piano del presidente Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza che prevedeva invece la sua riapertura.
Iran, Erdogan: "Auspico fine violenze attraverso dialogo e diplomazia"
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha definito i disordini delle scorse settimane in Iran una "nuova prova" per Teheran, esortando le autorità ad evitare qualsiasi "trappola" e avvertendo che la Turchia "si opporrà a qualsiasi iniziativa" capace di precipitare la regione nel caos. "Stiamo monitorando attentamente tutti gli scenari che si sta cercando di imporre attraverso le proteste di piazza", ha affermato Erdogan in un discorso televisivo dopo la riunione del consiglio dei ministri. "Ci auguriamo che, grazie a un approccio politico equilibrato, basato sul dialogo e sulla diplomazia, i nostri fratelli iraniani riescano a superare questa fase difficile e piena di insidie", ha spiegato.
Iran, sospesa pubblicazione giornale riformista per articoli su disordini
E' stata sospesa in Iran la pubblicazione del giornale riformista Ham-Mihan, edito a Teheran, per due articoli critici sulla gestione dei disordini da parte delle autorità. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, citando un provvedimento dell'Autorità per la regolamentazione della stampa della Repubblica islamica.
Uno degli articoli in questione era un editoriale del direttore del giornale intitolato 'Da dicembre 1978 a gennaio 2026' e l'altro un articolo intitolato 'La storia degli ospedali da Ilam a Sina' della giornalista Elaheh Mohammadi, che denunciava la violenza della repressione contro i manifestanti. Mohammadi e la collega Niloofar Hamedi avevano portato alla luce il caso di Mahsa Amini ed erano entrambe state graziate lo scorso febbraio dalla Guida Suprema, Ali Khamenei.
Iran, Netanyahu: "Se ci attaccano agiremo con una forza che non hanno ancora visto"
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell'Iran. Intervenendo oggi alla Knesset, il premier ha avvertito che se Teheran "commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l'Iran non ha ancora conosciuto". "Stiamo seguendo gli eventi in Iran con grande attenzione", ha aggiunto. "Siamo tutti profondamente colpiti dall'eroica lotta dei cittadini iraniani per la libertà, la prosperità e la giustizia", ha continuato parlando di una brutalità nel reprimere le proteste che "ha rivelato l'essenza di questo regime crudele". "Nessuno può prevedere cosa accadrà in Iran, ma qualunque cosa accada, l'Iran non tornerà a essere quello di prima", ha affermato.