Il presidente Usa avrebbe convocato i capi di Stato e di governo chiamati a far parte del Board of Peace per Gaza a firmare lo Statuto del Comitato di Pace giovedì a Davos. Un gruppo di ministri del governo Netanyahu avrebbe deciso di non riaprire il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto. Il primo ministro israeliano ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell'Iran: se Teheran "commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l'Iran non ha ancora conosciuto"
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Il leader del Cremlino, Vladimir Putin, è stato invitato dal presidente americano Donald Trump a far parte del 'Board of Peace' per Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti. L'invito di Trump a Putin è ''in fase di valutazione'', ha aggiunto Peskov. Il presidente Usa avrebbe convocato i capi di Stato e di governo chiamati a far parte del Board of Peace per Gaza a firmare lo Statuto del Comitato di Pace giovedì a Davos. Un gruppo di ministri del governo Netanyahu avrebbe deciso di non riaprire il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto. La decisione si inserirebbe nel contesto di rifiuto da parte di Israele dell'inclusione di alti funzionari di Turchia e Qatar nel Consiglio di Pace, che supervisionerà la gestione postbellica di Gaza. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell'Iran. Intervenendo alla Knesset, il premier ha avvertito che se Teheran "commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l'Iran non ha ancora conosciuto".
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
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Trump minaccia dazi al 25% per chi compra dall’Iran. Quali sono i Paesi più a rischio?
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio
Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Vai al contenutoIran, il massacro: da Amir Ali Haydari a Rubina Aminian, le storie simbolo della protesta
Nel Paese continuano le manifestazioni e prosegue anche la repressione ordinata dal regime. Nonostante il blocco di internet, alcuni racconti hanno oltrepassato i confini e sono diventati simbolo del massacro. Si tratta, spesso, di giovani e giovanissimi. Dal 17enne Amir Ali Haydari ucciso mentre protestava coi compagni di classe, alla studentessa 23enne di design e moda Rubina Aminian: ecco alcune storie
Proteste Iran, da Amir Ali Haydari a Rubina Aminian: le storie simbolo
Vai al contenutoMo, Trump: "Board of Peace potrebbe sostituire l'Onu"
Il Board of Peace potrebbe sostituire le Nazioni Unite. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca, parlando del Consiglio per la pace per Gaza, che potrebbe prendere il posto dell'Onu, secondo il Tycoon inefficace nel porre fine alle guerre. "L'Onu non è stata di grande aiuto. Sono un grande sostenitore del potenziale dell'Onu, ma non è mai stato all'altezza del suo potenziale", ha detto Trump ai giornalisti. "L'Onu avrebbe dovuto risolvere tutte le guerre che ho risolto".
Iran, giallo sul caso di Erfan Soltani. Israele: "Ucciso brutalmente". Ong: "È vivo"
Secondo alcune fonti, citate dall'account X del ministero degli Esteri israeliano in farsi, sarebbe stato "brutalmente ucciso mentre era in custodia della Repubblica islamica". Mentre, stando all'ong Hengaw, specializzata in difesa dei diritti umani in Iran, alla famiglia Soltani "è stata concessa una breve visita di persona oggi" e che "è attualmente vivo e in condizioni fisiche stabili".
Iran, giallo sul caso Erfan Soltani. Israele: 'Ucciso'. Ong: 'È vivo'
Vai al contenutoUn funzionario di un ministero iraniano lascia: "Trump intervenga"
Prime defezioni in Iran. Un funzionario in carica del ministero degli Interni iraniano ha lasciato il suo incarico e si è unito alle proteste, esortando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a intervenire contro la Repubblica islamica. Lo ha annunciato in un messaggio audio a Iran International. Il funzionario ha detto di essersi astenuto dal lavoro dopo una chiamata del principe ereditario in esilio Reza Pahlavi. Per motivi di sicurezza, Iran International non ha rivelato la sua identità, che da parte sua ha detto di aver preso parte alle recenti manifestazioni e di aver assistito all'impiego di proiettili veri da parte della Repubblica islamica contro i manifestanti. "La gente aspetta Trump, e se non fa nulla, tra gli iraniani si diffonderà un odio diffuso nei suoi confronti", ha affermato.
Iran, il blackout di Internet in corso è il più lungo di sempre. Come si blocca il web?
L’Iran, da settimane alle prese con una forte ondata di proteste popolari contro il regime e con la brutale repressione che ne è seguita, potrebbe rimanere senza Internet almeno fino al Capodanno iraniano, il Nowruz, che cade il 20 marzo. A dirlo è stata la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, come citata da IranWire. Il blackout del web nel Paese è ormai in vigore dallo scorso 8 gennaio: i cittadini faticano a comunicare con il resto del mondo.
Iran, blackout di Internet più lungo di sempre: come si blocca il web?
Vai al contenutoIran, cosa potrebbe succedere in caso di un attacco Usa. Gli scenari
Per il momento la Casa Bianca sembra aver congelato ogni ipotesi di intervento in Iran. Ma cosa potrebbe succedere qualora la situazione cambiasse?
Iran, cosa potrebbe succedere in caso di un attacco Usa. Gli scenari
Vai al contenutoTrump: "Ho aiutato a fermare l'evasione di terroristi europei in Siria"
"Alcuni terroristi europei erano in prigione. Ma, grazie alle collaborazione con il governo siriano e il nuovo leader della Siria, sono stati tutti catturati e riportati in carcere. Si trattava sei peggiori terroristi del mondo, tutti provenienti dalla Siria". Lo afferma Donald Trump con il New York Post spiegando a cosa si riferivano il presidente francese Emmanuel Macron e il segretario generale della Nato Mark Rutte quando, nei messaggi che il presidente ha pubblicato, lo ringraziavano per quanto fatto in Siria.
Pizzaballa: "Cessate il fuoco regge perché tutti esausti"
"Il cessate il fuoco a Gaza reggerà perché sono tutti esausti. La guerra, come l'abbiamo vista, non continuerà, anche se ci saranno qua e là, a Gaza ma anche in Israele, episodi di violenza". Così il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, parlando al Sir a margine dell'incontro, questa mattina nella Città Santa, con i vescovi dell'Holy Land Coordination, presenti in Terra Santa dal 17 gennaio (fino al 22) per l'annuale pellegrinaggio di solidarietà. "Li abbiamo visti e continueremo a vederli purtroppo, perché finché non ci sarà una visione politica stabile e chiara sarà molto difficile che la situazione che stiamo vivendo possa cambiare velocemente", ha sottolineato Pizzaballa.
Iran: "Von der Leyen, proposta ban tecnologie droni e missili"
"L'Ue ha già imposto sanzioni di vasta portata all'Iran per violazioni dei diritti umani, proliferazione nucleare e sostegno alla guerra della Russia contro l'Ucraina. Oggi proponiamo di vietare ulteriori esportazioni di tecnologie essenziali per droni e missili". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Iran, Parlamento: un attacco a Khamenei scatenerebbe jihad
Qualsiasi attacco alla Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, innescherebbe una dichiarazione di jihad, o guerra santa, secondo quanto affermato dalla Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana, come riporta l'agenzia Isna. Le tensioni tra Iran e Stati Uniti sono aumentate a seguito della dura repressione delle proteste in tutto l'Iran, che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito potrebbe portare a una risposta da parte di Washington.
Gli Emirati Arabi Uniti accettano l'invito al Board of Peace di Trump
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti ha accettato l'invito a unirsi al 'Board of Peace' del presidente statunitense Donald Trump, l'organismo incaricato di supervisionare la ricostruzione postbellica di Gaza. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri. "Lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha accettato l'invito degli Stati Uniti a unirsi al Board of Peace", ha dichiarato il ministero in una nota. Il Board era stato originariamente concepito per supervisionare la ricostruzione del territorio palestinese, ma il suo statuto non sembra limitarne il ruolo a Gaza.
Siria: ancora scontri nel nord, cosa vuole Ankara
I combattimenti sono tornati a scuotere il nord della Siria, mettendo fine al cessate il fuoco e facendo vacillare l’accordo raggiunto meno di due giorni fa tra il governo di Damasco e le milizie curde delle Fds. Una crisi che preoccupa in modo particolare la Turchia, tanto che questa mattina il ministro degli Esteri Hakan Fidan ha incontrato ad Ankara l’ambasciatore statunitense e inviato speciale della Casa Bianca per la Siria, Tom Barrack, tra i principali mediatori dell’intesa ora a rischio.
Negli ultimi mesi Ankara ha sostenuto politicamente e anche militarmente Damasco, senza però intervenire direttamente sul terreno. Allo stesso tempo ha esercitato forti pressioni sulle Fds affinché rispettassero un precedente accordo firmato il 10 marzo, che prevedeva l’integrazione delle milizie curde nelle strutture statali siriane. Il leader delle Fds, Mazloum Abdi, pur avendo sottoscritto l’intesa, ha poi rifiutato di cedere il controllo dei territori, chiedendo un modello di governo federale, ipotesi respinta con decisione dalla Turchia.
Per Ankara la priorità resta impedire la nascita di uno Stato curdo nel nord della Siria guidato dalle Fds, considerate vicine al Pkk, organizzazione con cui la Turchia è in conflitto armato dal 1984 e con cui è in corso un fragile processo
Fonti, 'partecipazione al Board of Peace tra i temi del vertice Ue'
Come rispondere a Donald Trump in seguito agli inviti a partecipare al 'Board of Peace' sarà tra i temi discussi al Consiglio Europeo straordinario di giovedì. Lo fanno sapere all'ANSA fonti europee. L'invito all'Unione Europea - a quanto si apprende - è stato effettuato alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.
Ben Gvir esulta per abbattimento sito Unrwa
Il ministro israeliano per la Sicurezza, Itamar Ben Gvir, ha esultato per l'abbattimento della sede dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unrwa) a Gerusalemme Est. " Un giorno storico, una festa, un giorno molto importante per il governo di Gerusalemme", ha dichiarato in un video postato su X. "Per anni questi sostenitori del terrorismo sono stati qui e oggi vengono cacciati via", ha aggiunto, "questo e' cio' che accade a chiunque appoggi il terrorismo".
Siria: curdi Fds, respinti due attacchi a Kobane
Le milizie curde Fds hanno reso noto di aver respinto due attacchi sferrati dai militari siriani nei pressi della citta' di Kobane, centro a maggioranza curda che si trova nel nord est della Siria. In base all'intesa siglata meno di 48 ore fa dal governo siriano ed Fds, la citta' sarebbe dovuta passare sotto il governo di Damasco, pur continuando a essere amministrata da organi eletti tra la popolazione e da forze di sicurezza locali. Accordo che ora rischia seriamente di saltare. Fds fa sapere che "un gran numero di veicoli militari siriani sono stati distrutti per respingere gli attacchi". La citta' era divenuta un simbolo della resistenza curda all'Isis nel 2014, quando gli uomini del califfato furono cacciati dai curdi sostenuti dagli americani.
Lavrov: "Ricevuto da Usa bozza statuto Board of Peace"
La Russia ha ricevuto dagli Stati Uniti ''una bozza dello statuto'' del 'Board of Peace' per la Striscia di Gaza e ''proposte specifiche''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov dopo che ieri il portavoce del Cremlino Sergei Peskov aveva riferito che il presidente russo Vladimir Putin era stato invitato da Donald Trump a far parte del 'Board'. La Russia esaminerà attentamente la proposta americana e poi prenderà una decisione una decisione in merito, ha detto il viceministro degli Esteri Sergei Vershinin citato dalla Tass. Lavrov ha sottolineato che resta cruciale il riconoscimento dello Stato palestinese per risolvere la situazione nella regione.
Iran, Netblocks: blackout Internet dura da oltre 280 ore
Il blackout di Internet imposto dalle autoritè iraniane "dura ormai da oltre 280 ore". Lo ha riferito Netblocks, l'organizzazione indipendente di monitoraggio di Internet. "La nazione di oltre 90 milioni di persone rimane isolata per un altro giorno, lasciando amici e parenti impossibilitati a contattare i propri cari", scrive Netblocks su X. "Nel frattempo, il traffico su alcune piattaforme indica una strategia emergente di whitelisting", prosegue l'organizzazione riferendosi alla pratica usata anche in Russia di creare liste selettive di siti web, app e servizi considerati sicuri o "approvati" e quindi accessibili, continuando a bloccare Internet su larga scala.
Unwra: "Attacco senza precedenti da Israele"
L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha denunciato un "attacco senza precedenti" dopo la demolizione, da parte di Israele, di edifici del suo quartier generale a Gerusalemme Est. "Si tratta di un attacco senza precedenti, che costituisce una grave violazione del diritto internazionale e dei privilegi e immunità delle Nazioni Unite" ha dichiarato all’Afp Roland Frierich, direttore dell’Unrwa in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Sulla stessa linea il portavoce dell’agenzia, Jonathan Fowler, secondo cui "come tutti gli Stati membri dell’Onu, Israele è tenuto a proteggere e rispettare l’inviolabilità dei locali delle Nazioni Unite". L’Unrwa ha ribadito che le strutture colpite rientrano nelle sedi ufficiali dell’organizzazione e ha chiesto il rispetto delle garanzie previste dal diritto internazionale.
Israele inizia demolizione sede Unrwa a Gerusalemme est
Le ruspe israeliane hanno iniziato i lavori di demolizione della sede dell'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistere i rifugiati palestinesi, a Gerusalemme est. Lo riporta l'Afp. "Il complesso non gode di alcuna immunità e il suo sequestro da parte delle autorità israeliane è stato effettuato in conformità con il diritto israeliano e internazionale", ha dichiarato il ministero degli Esteri israeliano. Un funzionario dell'Unrwa ha invece denunciato "una grave violazione del diritto internazionale, nonché dei privilegi e delle immunità delle Nazioni Unite".
Pkk giura di non abbandonare i curdi della Siria
Il gruppo di guerriglia del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha giurato di "non abbandonare mai" i curdi di Siria di fronte all'offensiva dell'esercito siriano, ha dichiarato all'agenzia di stampa pro-Pkk Anf un alto funzionario dell'organizzazione, Murat Karayilan. "Sappiate che non vi abbandoneremo mai. Qualunque sia il costo, non vi lasceremo mai soli. In questo processo, noi, l'intero popolo curdo e il movimento, faremo tutto il necessario", ha detto, rivolgendosi ai curdi siriani. "Questi attacchi contro il Rojava Kurdistan (nel nord-est della Siria) non prendono di mira solo questa regione, ma l'intera regione del Kurdistan", ha affermato, denunciando "un tentativo di indebolire il processo avviato dal leader Apo nel Kurdistan settentrionale", riferendosi al processo di pace avviato da Ankara con lo storico leader del Pkk, Abdullah Ocalan, noto ai suoi sostenitori come "Apo" (zio). Ocalan è detenuto al largo di Istanbul dal 1999. Stretto alleato della nuova leadership siriana che ha rovesciato Bashar al-Assad nel dicembre 2024, il governo turco è impegnato da oltre un anno in un tentativo di raggiungere un accordo negoziato con i combattenti del Pkk. Il funzionario curdo, Murat Karayilan, accusa le autorità di Damasco, in Turchia, e lo Stato Islamico (Isis) di sostenere l'offensiva siriana "nel quadro di un accordo internazionale".
Siria, Turchia: "Non tollereremo provocazioni da curdi"
La Turchia ha avvertito che non tollererà alcuna "provocazione" in merito agli eventi in Siria. Lo ha dichiarato il ministro degli Interni di Ankara Ali Yerlikaya dopo che la comunità curda ha fatto appello a protestare contro un'offensiva governativa contro i combattenti curdi. Il Pkk ha affermato l'intenzione di "non abbandonare mai" i curdi della Siria di fronte all'offensiva dell'esercito siriano. Lo ha dichiarato all'agenzia di stampa Anf, vicina al Pkk, Murat Karayilan, un alto funzionario dell'organizzazione.
Israele abbatte e confisca sito Unrwa a Gerusalemme
L'Autorita' territoriale e la polizia israeliana hanno completato questa mattina l'occupazione e l'evacuazione del complesso dell'Unrwa nel quartiere Maalot Dafna di Gerusalemme. Lo riferisce la stampa israeliana. Si tratta della prima esecuzione della decisione di chiudere tutte le attivita' dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ratificata dal parlamento israeliano. Il sito, nel cuore della capitale, e' stato per anni la sede centrale dell'Urwa, le cui attivita' sono state messe al bando da Israele. Le immagini che circolando in rete mostrano le tensostrutture bianche dell'Urnwa abbattute da un bulldozer. Il terreno e' stato confiscato ed e' tornato sotto il controllo dello Stato israeliano. E' prevista l'evacuazione anche di un altro complesso dell'agenzia Onu a Kafr Aqab.
Pahlavi: "Khamenei ha mani sporche sangue. Sua fine vicina"
Il principe Reza Pahlavi e' tornato ad attaccare il regime degli ayatollah e a incalzare gli iraniani a non smettere con la loro battaglia per rovesciarlo. "Questo il mio messaggio ad Ali' Khamenei, il leader del regime iraniano occupante: sei un criminale anti-iraniano. Non hai onore ne' umanita'. Le tue mani sono sporche del sangue di decine di migliaia di iraniani, il sangue dei bambini, dei giovani degli innocenti", ha detto in un video pubblicato sui suoi canali social. "Tu, il tuo regime e tutti i tuoi mercenari risponderete di ogni goccia di sangue versata, senza eccezioni. Non perdoniamo. Non dimentichiamo. Non ci tiriamo indietro", ha proseguito evocando una Norimberga per l'Iran: "Non c'e' via di fuga. Non avrai nessun posto dove nasconderti".
Trump su rifiuto Board Gaza: "Nessuno vuole Macron"
Il presidente Donald Trump ha respinto la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di non aderire al "Consiglio della Pace" per la ricostruzione di Gaza, affermando che "nessuno lo vuole". "Beh, nessuno lo vuole perchè lascerà l'incarico molto presto, quindi, sapete, va bene cosi'", ha detto Trump ai giornalisti, prima di partire per Davos. "Applicherò una tariffa del 200% sui suoi vini e champagne, e lui si unirà. Ma non è obbligato a farlo", ha avvertito il presidente Usa.
Trump conferma invito Putin al Board of Peace Gaza
Il presidente Usa Donald Trump ha confermato la dichiarazione del Cremlino secondo cui avrebbe invitato il presidente russo Vladimir Putin a diventare membro del "Consiglio di Pace" che supervisionerà e gestirà la ricostruzione di Gaza. Trump lo ha dichiarato ai giornalisti mentre saliva a bordo dell'Air Force One diretto al Forum economico mondiale di Davos.
Media, "Trump invita i leader a firmare la Carta del Board for Peace a Davos"
Il presidente Usa Donald Trump avrebbe convocato i capi di Stato e di governo chiamati a far parte del Board of Peace per Gaza a firmare lo Statuto del Comitato di Pace giovedì a Davos. Lo scrive su X il giornalista di Axios, Barak Ravid, mostrando una foto dell'invito ai leader alla cerimonia che costituirebbe la prima convocazione del Consiglio per la pace presieduto dallo stesso Trump. La data indicata per la cerimonia è giovedì 22 gennaio alle 10.30 a Davos, "a margine del Forum economico mondiale", senza indicare una sede specifica.
Israele contro Board Gaza, valico Rafah rimarrà chiuso
Un gruppo di ministri del governo Netanyahu avrebbe deciso di non riaprire il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto. Lo riferisce il sito di notizie Ynet, rilanciato da diversi media israeliani. La decisione, varata domenica ma non ancora resa nota pubblicamente, si inserisce nel contesto di rifiuto da parte di Israele dell'inclusione di alti funzionari di Turchia e Qatar nel Consiglio di Pace, che supervisionerà la gestione postbellica di Gaza. Israele ha sostenuto, inoltre, che non dovrebbe riaprire Rafah in entrambe le direzioni prima che Hamas accetti di disarmare e restituisca il corpo dell'ultimo ostaggio israeliano, Ran Gvili. Mantenere chiuso il valico di Rafah significa infine contrastare le pressioni degli Stati Uniti e non rispettare uno dei punti del piano del presidente Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza che prevedeva invece la sua riapertura.
Iran, Erdogan: "Auspico fine violenze attraverso dialogo e diplomazia"
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha definito i disordini delle scorse settimane in Iran una "nuova prova" per Teheran, esortando le autorità ad evitare qualsiasi "trappola" e avvertendo che la Turchia "si opporrà a qualsiasi iniziativa" capace di precipitare la regione nel caos. "Stiamo monitorando attentamente tutti gli scenari che si sta cercando di imporre attraverso le proteste di piazza", ha affermato Erdogan in un discorso televisivo dopo la riunione del consiglio dei ministri. "Ci auguriamo che, grazie a un approccio politico equilibrato, basato sul dialogo e sulla diplomazia, i nostri fratelli iraniani riescano a superare questa fase difficile e piena di insidie", ha spiegato.
Iran, sospesa pubblicazione giornale riformista per articoli su disordini
E' stata sospesa in Iran la pubblicazione del giornale riformista Ham-Mihan, edito a Teheran, per due articoli critici sulla gestione dei disordini da parte delle autorità. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, citando un provvedimento dell'Autorità per la regolamentazione della stampa della Repubblica islamica.
Uno degli articoli in questione era un editoriale del direttore del giornale intitolato 'Da dicembre 1978 a gennaio 2026' e l'altro un articolo intitolato 'La storia degli ospedali da Ilam a Sina' della giornalista Elaheh Mohammadi, che denunciava la violenza della repressione contro i manifestanti. Mohammadi e la collega Niloofar Hamedi avevano portato alla luce il caso di Mahsa Amini ed erano entrambe state graziate lo scorso febbraio dalla Guida Suprema, Ali Khamenei.
Iran, Netanyahu: "Se ci attaccano agiremo con una forza che non hanno ancora visto"
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell'Iran. Intervenendo oggi alla Knesset, il premier ha avvertito che se Teheran "commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l'Iran non ha ancora conosciuto". "Stiamo seguendo gli eventi in Iran con grande attenzione", ha aggiunto. "Siamo tutti profondamente colpiti dall'eroica lotta dei cittadini iraniani per la libertà, la prosperità e la giustizia", ha continuato parlando di una brutalità nel reprimere le proteste che "ha rivelato l'essenza di questo regime crudele". "Nessuno può prevedere cosa accadrà in Iran, ma qualunque cosa accada, l'Iran non tornerà a essere quello di prima", ha affermato.