Il presidente Usa e il primo ministro israeliano avrebbero raggiunto un accordo per colpire l'Iran durante il loro incontro a Mar-a-Lago, in Florida. Lo scrive il quotidiano libanese 'Al-Akhbar', affiliato a Hezbollah, sostenendo che le autorità di Beirut hanno ricevuto queste informazioni da fonti internazionali. Il quotidiano precisa che l'accordo prevede un attacco contro l'Iran se non interromperà completamente il suo programma nucleare e non metterà fine al sostegno ai suoi alleati nella regione
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Il presidente americano Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbero raggiunto un accordo per colpire l'Iran durante il loro incontro a Mar-a-Lago, in Florida. Lo scrive il quotidiano libanese 'Al-Akhbar', affiliato a Hezbollah, sostenendo che le autorità di Beirut hanno ricevuto queste informazioni da fonti internazionali. Il quotidiano precisa che l'accordo tra Trump e Netanyahu prevede un attacco contro l'Iran se non interromperà completamente il suo programma nucleare e non metterà fine al sostegno ai suoi alleati nella regione. Nell'articolo si legge anche che l'Arabia Saudita starebbe cercando di mediare con Teheran per raggiungere un accordo. C'è infatti il timore, da parte di Riad, che il caos in Iran possa estendersi all'intera regione.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
- Blocco E1: cos’è l’insediamento di Israele che divide la Cisgiordania
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Iran, media: 'Netanyahu avrebbe detto a Putin di non voler attaccare'
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Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa
Il progetto dell'amministrazione americana vede una Striscia completamente rinnovata con resort di lusso sul mare, treni ad alta velocità e reti digitali ottimizzate con l'IA. Secondo il "Wall Street Journal", il piano sarebbe già stato presentato a potenziali Paesi donatori, tra cui ricchi emirati, Turchia e Egitto. Ma ci sono dubbi sulla sua fattibilità.
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Vai al contenutoSomaliland, il Paese riconosciuto da Israele: qual è il suo ruolo
Per questa regione dell’Africa orientale il riconoscimento offre l'opportunità di guadagnare visibilità internazionale e migliorare la sua posizione diplomatica. Tuttavia molti Paesi continuano ad opporsi a questa mossa e a chiedere una risoluzione pacifica che rispetti l'integrità della Somalia.
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Vai al contenutoIsraele, l'Alta Corte blocca i lavori della commissione sul 7 ottobre
"Il governo non può indagare su sé stesso", la tesi di gran parte dell'opposizione, di attivisti per i diritti civili e anche di alcuni dei familiari delle vittime.
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Vai al contenutoMedia, Israele avverte Damasco: piano dell'Iran per uccidere Ahmad Sharaa
Media israeliani riferiscono che l'Iran starebbe lavorando insieme ad altri attori ostili per assassinare il leader siriano Ahmad Sharaa, secondo avvertimenti attribuiti a fonti militari israeliane. L'allerta sarebbe stata diffusa nei giorni scorsi sullo sfondo dell'apertura di contatti tra Israele e Siria e in un contesto di crescenti tensioni regionali. Le valutazioni di sicurezza indicano che Sharaa affronterebbe minacce concrete e avrebbe rafforzato le misure di protezione personale, concentrandosi sulla stabilizzazione del nuovo assetto di potere a Damasco. Nelle ultime ore le autorità siriane hanno smentito che Sharaa sia stato coinvolto in "un incidente di sicurezza", dopo la diffusione sui social di notizie su colpi d'arma da fuoco all'interno del palazzo presidenziale di Damasco. In una nota su X, il portavoce del ministero dell'interno Nureddin al-Baba ha parlato di "informazioni totalmente infondate", negando che il presidente o altri dirigenti siano stati presi di mira. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, la sera del 30 dicembre all'interno del palazzo presidenziale si è verificata una sparatoria durata circa dodici minuti, con alcuni feriti. L'Osservatorio ha precisato che l'episodio è stato causato da una disputa interna tra persone presenti nel palazzo e non era diretto contro il presidente. Sharaa non è apparso in pubblico dal 29 dicembre, quando ha presentato le nuove banconote prive dell'effigie dell'ex presidente Bashar al-Assad.
Dopo avvertimenti, l'Idf lancia raid sul sud e l'est del Libano
L'esercito israeliano ha lanciato attacchi nel Libano meridionale e orientale lunedì, secondo quanto riportato dai media statali libanesi, dopo aver avvertito che avrebbe colpito quelli che hanno definito obiettivi di Hezbollah e Hamas in quattro villaggi, nonostante un cessate il fuoco con Hezbollah. Lo rivelano fonti giornalistiche in loco. Un fotografo dell'Afp a Kfar Hatta, uno dei villaggi presi di mira nel Libano meridionale, ha visto decine di famiglie fuggire dal villaggio dopo il messaggio su X che intimava lo sgombero, aggiungendo che ambulanze e camion dei pompieri erano in allerta. L'df ha dichiarato in un comunicato di "aver iniziato a colpire obiettivi terroristici di Hezbollah e Hamas in Libano". L'agenzia di stampa statale libanese (Nna) ha riportato gli attacchi di Ain al-Tineh, Al-Manara e Annan. In due post separati su X, il portavoce in lingua araba dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, ha affermato che i villaggi erano Kfar Hatta e Annan nel Libano meridionale e Al-Manara e Ain al-Tineh nel Libano orientale.
Idf: agente Hamas colpito in un raid nel sud di Gaza
Un agente di Hamas che stava pianificando un "attacco imminente" contro le truppe israeliane nel sud di Gaza è stato obiettivo di un attacco dell'Idf. Secondo l'esercito israeliani, l'agente rappresentava una minaccia immediata per le truppe israeliane ed è stato colpito in un attacco mirato. L'Idf ha assicurato al Times of Israel che sono state adottate misure preventive per ridurre il rischio per i civili, tra cui l'uso di munizioni di precisione, sorveglianza aerea e ulteriori informazioni di intelligence.
Von der Leyen a Parigi domani per Ucraina, giovedì in Siria
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si rechera' domani a Parigi per la riunione dei leader della Coalizione dei volenterosi. Lo ha annunciato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa. Mercoledi' von der Leyen sara' inoltre a Cipro, per la cerimonia di avvio della presidenza dell'Ue di Nicosia, mentre da giovedi' avra' inizio un viaggio nella regione, che la portera' in Giordania, Siria e Libano.
Attivista pro-Pal, ferita da poliziotti durante un sit-in all'Aquila
Un'attivista pro Palestina ha denunciato di essere rimasta ferita sabato pomeriggio all'Aquila, in concomitanza con il passaggio della Fiamma olimpica. La donna è stata medicata in ospedale e il referto radiologico indica una frattura al polso destro, descritta come "frattura pluriframmentaria del radio distale con coinvolgimento articolare". L'episodio, secondo quanto riferito, è avvenuto durante un presidio organizzato dal collettivo locale CaseMatte. Il gruppo riferisce di aver svolto un volantinaggio e di aver esposto uno striscione con la scritta: "La guerra non è sport, fuori l'imperialismo dalle olimpiadi", collegando l'iniziativa a un appello del Comitato olimpico palestinese sull'esclusione di Israele dalle competizioni sportive internazionali. "Il presidio è stato pacifico e non è successo nulla durante il passaggio dei tedofori - ha raccontato la manifestante all'ANSA -. Siamo rimasti fermi a pochi metri da piazza Duomo e non abbiamo assolutamente interrotto il percorso della Fiamma. Subito dopo c'è stato l'intervento della polizia". Secondo la sua ricostruzione, "sono finita a terra dopo il contatto fisico con un agente e lì mi sono fatta male al polso. Gli ho gridato 'Giù le mani' e mi sono sentita rispondere: 'Giù le mani tu, che mi fai schifo'". La donna ha aggiunto che l'agente avrebbe anche tentato di strapparle dalle braccia una bandiera palestinese. La manifestante si è detta pronta a sporgere denuncia dopo aver raccolto foto e video dell'accaduto. Di qui l'appello di CaseMatte: "Abbiamo già alcune immagini - scrivono - e chiede a chi fosse presente di condividere ulteriori riprese".
Ong: forze Usa intensificano la loro attività nel nord-est della Siria
Le forze della coalizione internazionale a guida Usa hanno intensificato dall'inizio del 2026 le attività militari nel nord-est della Siria controllato dall'amministrazione autonoma curdo-siriana, mentre prosegue la pressione occidentale contro lo Stato islamico. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Il quadro si inserisce dopo il raid congiunto condotto da Francia e Regno Unito contro un deposito di armi dell'Isis sulle montagne a nord di Palmira, area già colpita lo scorso dicembre da un attacco jihadista costato la vita a due militari statunitensi e a un interprete civile. Secondo l'Osservatorio, nel nord-est la coalizione e le forze curdo-siriane hanno avviato esercitazioni congiunte, operazioni di sicurezza e rafforzamenti terrestri e aerei per aumentare la prontezza operativa contro le cellule dell'Isis. Il 2 gennaio, nella base di Shaddade, a sud di Hasake, si sono svolti addestramenti sul sistema di difesa C-Ram contro razzi e minacce aeree a corto raggio. Il 5 gennaio, nella base di Qasrak, sempre nella regione di Hasake, si sono tenute manovre su larga scala con simulazioni di combattimento terrestri e aeree. Sul piano operativo, il 3 gennaio unità delle forze curdo-siriane, con il sostegno diretto della coalizione, hanno condotto un'operazione di sicurezza a Dhiban, nella regione orientale di Deir az Zor, arrestando diversi sospetti affiliati all'Isis. Il giorno successivo, un'operazione analoga a Raqqa ha portato all'arresto di quattro presunti membri di una cellula jihadista. Parallelamente, il 3 gennaio un convoglio della coalizione con circa 20 camion carichi di mezzi blindati e materiale militare è arrivato alla base di Qasrak dal confine con l'Iraq.
Media: colloqui tra siriani e israeliani con mediazione Usa a Francia
Responsabili siriani e israeliani si incontrano oggi a Parigi per rilanciare i negoziati su un nuovo accordo di sicurezza, nel tentativo di stabilizzare il confine tra i due Paesi. Lo riferisce il sito Axios, citando un funzionario israeliano e una fonte informata sul dossier. I colloqui si tengono mentre si intensificano le attività militari israeliane nel sud della Siria, in un contesto di crescente tensione e timori di un ampliamento delle operazioni sul terreno. Secondo il sito, l'iniziativa riflette la pressione esercitata dall'amministrazione del presidente Donald Trump su Israele e Siria per raggiungere un'intesa che riduca le tensioni lungo la frontiera e possa rappresentare un primo passo verso una futura normalizzazione diplomatica. La mediazione è affidata all'inviato speciale Usa per la Siria, Tom Barrack, che guiderà un nuovo ciclo di colloqui della durata di due giorni. Alla riunione partecipa il ministro degli Esteri siriano Assaad al-Shaibani, di fronte a una nuova delegazione israeliana. Si tratta del quinto round di negoziati e del primo dopo quasi due mesi di stallo, dovuto alle divergenze su dossier sensibili, in particolare il Golan, e alla recente uscita di scena del capo negoziatore israeliano Ron Dermer. L'obiettivo dichiarato è un patto di sicurezza che preveda la smilitarizzazione del sud della Siria e il ritiro israeliano dalle aree occupate dopo la dissoluzione del regime degli Assad. Axios riferisce che la ripresa dei colloqui è legata a una richiesta diretta avanzata da Trump al premier israeliano Benjamin Netanyahu durante il loro incontro di lunedì scorso a Mar-a-Lago.
Idf: due agenti di Hezbollah eliminati nel sud del Libano
Le Idf hanno eliminato due agenti di Hezbollah nella zona di Jamijmeh, nel Libano meridionale. Lo ha reso noto l'esercito israeliano, precisando che i due agenti erano impegnati nella "ricostruzione delle capacità militari dell'organizzazione terroristica".
Ong: incursioni israeliane nel bacino del fiume Yarmuk in Siria
Nuove incursioni militari israeliane si sono registrate nelle ultime ore nel sud della Siria, nel quadro delle continue attività israeliane nelle regioni meridionali siriane al confine col Golan occupato e con la Giordania. E questo in assenza di prese di posizione ufficiali da parte delle nuove autorità siriane sostenute dagli Stati Uniti. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui le forze israeliane sono penetrate nella località di Maariya, nel bacino del fiume Yarmuk, nella regione di Daraa, sequestrando un gregge di circa 250 capi di bestiame appartenenti a residenti della zona. Secondo l'Osservatorio, il sequestro è avvenuto mentre il bestiame pascolava nel wadi settentrionale della località. Sempre secondo l'Osservatorio, nella tarda serata di sabato erano state udite esplosioni in diverse aree della regione di Quneitra, capoluogo della regione del Golan occupata da Israele nel 1967. Le deflagrazioni sono state attribuite al lancio di razzi illuminanti da parte delle forze israeliane nei cieli dell'area di Tell Ahmar orientale, nella campagna orientale della regione, vicino al confine amministrativo con la regione occidentale di Damasco. Il lancio dei razzi è coinciso con movimenti militari israeliani oltre la linea di disimpegno, accompagnati da uno stato di allerta nei villaggi e nelle località di confine.
Israele: i giornalisti stranieri non possono entrare a Gaza
Israele ritiene che il cessate il fuoco a Gaza non giustifichi l'ingresso dei giornalisti stranieri nel territorio, secondo un documento del governo inviato alla Corte Suprema, che si pronuncerà in merito in un secondo momento. "Nonostante il cambiamento della situazione sul campo, l'ingresso di giornalisti (sia stranieri che non stranieri) nella Striscia di Gaza senza scorta (...) non deve essere autorizzato", sostiene il procuratore, in rappresentanza del governo, nel documento inviato alla Corte.
Crolla edificio a Gaza, morti bambino di otto anni e suo padre
Un bambino di otto anni e suo padre sono morti e altre cinque persone sono rimaste ferite nel crollo di un edificio di cinque piani danneggiato nei raid israeliani contro il campo profughi di Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale. Lo ha reso noto la protezione civile di Hamas. Le vittime sono state identificate in Ibrahim al-Shana, 29 anni, e suo figlio Muhammad al-Shana, 8 anni. Uno dei feriti è in condizioni critiche, afferma l'agenzia. Secondo le Nazioni Unite oltre la metà delle strutture di Gaza sono state distrutte durante la guerra con Israele e che circa il 40 per cento delle strutture rimanenti sono gravemente o moderatamente danneggiate.
Capo magistratura Iran: "Nessuna clemenza contro i rivoltosi"
"Ascoltiamo coloro che protestano contro la situazione economica e sociale ma affronteremo con fermezza coloro che cercano di sfruttare l'attuale clima, incoraggiando rivolte e minando la sicurezza del Paese": è l'avvertimento del capo della magistratura Gholamhossein Ejei. "Non resteremo in silenzio di fronte ai sediziosi e ai rivoltosi e non ci sarà alcuna clemenza nei loro confronti", minaccia Ejei. "Ho ordinato al procuratore di Stato e ai procuratori di tutto il Paese di adottare misure severe contro i rivoltosi e coloro che forniscono loro attrezzature e strutture, in base alla legge e senza alcuna clemenza o compiacimento", ha aggiunto Ejei. "Il sistema darà la possibilità a coloro che sono stati ingannati di separare la propria linea da quella dei rivoltosi e dei sediziosi", ha detto, sottolineando: "Dato che i regimi degli Stati Uniti e dei sionisti hanno ufficialmente e apertamente sostenuto le attuali rivolte in Iran, non ci saranno più scuse per i rivoltosi di affermare di essere stati ingannati".
Erdogan: "Turchia prenderà parte a missione Gaza"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha rivendicato il ruolo della Turchia nella trattativa di Sharm el Sheikh sfociata nell'intesa per il cessate il fuoco a Gaza e ribadito la ferma volonta' di Ankara di partecipare alla missione di stabilizzazione della Striscia. "Siamo un Paese chiave, sia per i rapporti con la parte palestinese sia per i rapporti intrattenuti in passato con Israele. Abbiamo avuto un ruolo centrale nella trattativa e abbiamo il diritto di partecipare alla missione sul campo a Gaza. La nostra posizione e' chiara, faremo di tutto per una pace duratura", ha detto Erdogan.
Unrwa: "12 mila bambini in sfollamento forzato in Cisgiordania"
L'Agenzia delle Nazioni Unite Unrwa ha dichiarato che oltre 12.000 bambini palestinesi vivono in uno stato di "sfollamento forzato" in Cisgiordania a causa dell'operazione militare israeliana in corso nei governatorati settentrionali. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa. L'agenzia delle Nazioni Unite ha dichiarato tramite X che "oltre 12.000 bambini rimangono sfollati forzatamente in Cisgiordania". Ha aggiunto che nel febbraio 2025 ha avviato un programma educativo di emergenza per i bambini sfollati nella Cisgiordania settentrionale per garantire la continuità del loro percorso scolastico attraverso spazi di apprendimento temporanei, apprendimento a distanza e la fornitura di supporto psicosociale. L'agenzia delle Nazioni Unite ha osservato che circa 48 mila bambini palestinesi sono iscritti nelle scuole in Cisgiordania.
Idf conferma uccisione due agenti Hezbollah nel sud
Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato di aver ucciso in un attacco con drone due esponenti di Hezbollah nel sud del Libano. Secondo l'esercito, i due agenti sono stati presi di mira mentre guidavano nei pressi della città di Jmaijmeh. Vengono accusati di essere coinvolti nella "ricostruzione delle capacità militari e delle infrastrutture dell'organizzazione terroristica" nella zona, in violazione del cessate il fuoco tra Israele e Libano. L'Idf ha anche diffuso un filmato dell'attacco. Ieri in serata, il ministero della Salute libanese aveva riferito di due morti in un attacco israeliano nella regione meridionale.
Fonte egiziana: "Valico Rafah riaprirà nella prossima settimana"
Il valico di Rafah riaprirà in entrambe le direzioni all'inizio della prossima settimana, secondo quanto riferito da una fonte di sicurezza egiziana. L'informatore, che ha chiesto l'anonimato, ha assicurato che il valico "riaprirà presto in entrambe le direzioni, all'inizio della prossima settimana", dopo che le autorità israeliane hanno deciso "di consentire il ritorno di coloro che hanno lasciato la Striscia". La stessa fonte ha anche indicato che le forze europee - appartenenti alla missione civile dell'Unione Europea al valico - "svolgeranno un ruolo centrale al valico di Rafah e sono già arrivate in Israele, pronte per il dispiegamento". Per giunta, "le ispezioni israeliane dei palestinesi che lasciano Gaza attraverso il valico di Rafah saranno condotte a distanza tramite un sistema informatico", ha precisato la stessa fonte, secondo cui coloro che entrano nella Striscia di Gaza "saranno soggetti a perquisizioni fisiche da parte di Israele". Tuttavia, ha osservato che "la data di apertura definitiva e l'ambito operativo del valico dipendono dalla decisione israeliana", accelerata dalle "pressioni statunitensi per la riapertura di Rafah" degli ultimi giorni. La riapertura del valica di Rafah rientra nell'accordo di pace siglato tra Israele e il movimento islamista Hamas. La decisione sulla sua prossima riapertura fa seguito all'incontro della scorsa settimana tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump. Il valico di Rafah, il principale punto di ingresso e uscita tra Gaza e il mondo esterno e l'unico non controllato da Israele, è rimasto praticamente chiuso da maggio 2024, dopo che l'esercito israeliano ha occupato il lato palestinese del valico. Finora, solo i valichi di Zikim, Kerem Shalom e Kissufim sono stati aperti, operando esclusivamente per l'ingresso di aiuti umanitari nell'enclave palestinese, dove le autorità israeliane ispezionano i camion prima di autorizzarne l'ingresso. Le violenze e il blocco dei valichi sono continuati fino al 10 ottobre, quando è entrato in vigore il cessate il fuoco e alcuni valichi di frontiera sono stati riaperti per l'ingresso di aiuti umanitari e merci. La riapertura di Rafah fa parte della seconda fase del piano di pace di Trump per la Striscia di Gaza, che prevede il perdurare della tregua, insieme al ritiro completo delle truppe israeliane, al disarmo delle milizie palestinesi, alla ricostruzione della enclave palestinese devastata e alla creazione di un governo di transizione.
Quali sono i doveri della potenza occupante che Israele sta ignorando
Israele ha revocato le licenze a 37 ong nei territori palestinesi occupati, ostacolando gli aiuti umanitari. Secondo Medici senza frontiere e altre organizzazioni internazionali, questo viola i doveri giuridici di una potenza occupante previsti dalla 4° Convenzione di Ginevra del 1949
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Vai al contenutoIdf: "Evacuato insediamento ebraico a sud di Betlemme"
Un insediamento di coloni ebrei, nei pressi del villaggio di Al-Minyya, a sud di Betlemme, nell'Area B della Cisgiordania, sarà evacuato oggi. Lo hanno reso noto le Idf, spiegando che la decisione di sgomberare Kana Avraham è stata presa in seguito ad "atti criminali e gravi episodi di violenza commessi nella zona, che hanno compromesso la sicurezza dell'area". L'insediamento è già stato evacuato diverse volte, l'ultima circa due settimane fa.
Teheran: "Israele vuole minare l'unità nazionale dell'Iran"
"Il regime sionista sta sfruttando le attuali proteste in Iran per seminare discordia tra gli iraniani e minare l'unità nazionale". Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, durante la sua conferenza stampa settimanale di lunedì, aggiungendo: "Dobbiamo essere vigili". L'osservazione di Baghaei è arrivata dopo che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso solidarietà al popolo iraniano nelle sue continue proteste antigovernative.
Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo
La possibile nuova idea americana per la Striscia di Gaza vedrebbe una divisione in due aree, una sotto il controllo di Israele e l'altra sotto Hamas. L'ipotesi è circolata dopo la visita del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in Israele. Ecco di cosa si tratta.
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Vai al contenutoIran, media: Trump e Netanyahu hanno raggiunto accordo per colpire
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Funzionari siriani e israeliani si incontreranno oggi a Parigi per riprendere i negoziati su un nuovo accordo di sicurezza. Lo riporta Axios citando alcune fonti secondo le quali il nuovo round di trattative sarà mediato dall'inviato speciale americano Tom Barrack. Gli Stati Uniti stanno facendo pressione sui due paesi affinché raggiungano un'intesa per stabilizzare la sicurezza al confine e che potrebbe rappresentare una futura normalizzazione delle relazioni diplomatiche fra i due paesi.