Israele ha assicurato all'Iran di non essere interessato al momento a un'escalation e di non avere intenzione di attaccarlo. È questo il messaggio che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe inviato alla Repubblica Islamica tramite il presidente russo Vladimir Putin, riferiscono fonti diplomatiche a Kan News. Israele, secondo le fonti, è preoccupato che Teheran lanci un attacco preventivo nel timore di un'imminente aggressione di Tel Aviv, in una fase difficile con numerose proteste
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Israele ha assicurato all'Iran di non essere interessato al momento a un'escalation e di non avere intenzione di attaccarlo. E' questo il messaggio che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe inviato alla Repubblica Islamica tramite il presidente russo Vladimir Putin, riferiscono fonti diplomatiche a Kan News. Israele, secondo le fonti, è preoccupato che Teheran lanci un attacco preventivo nel timore di un'imminente aggressione di Tel Aviv, in una fase difficile con numerose proteste.
Il Consiglio di difesa iraniano avverte che la nazione potrebbe attaccare preventivamente i suoi nemici se percepisse una minaccia imminente alla sua sicurezza. In una dichiarazione citata dal Times of Israel, il consiglio, formato per guidare la strategia difensiva dopo la guerra del 2025 con Israele, avverte che "la sicurezza, l'indipendenza e l'integrita' territoriale dell'Iran rappresentano una linea rossa invalicabile e qualsiasi aggressione o continuazione di comportamento ostile sara' affrontata con una risposta proporzionata, decisa e risolutiva".
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- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
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Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa
Il progetto dell'amministrazione americana vede una Striscia completamente rinnovata con resort di lusso sul mare, treni ad alta velocità e reti digitali ottimizzate con l'IA. Secondo il "Wall Street Journal", il piano sarebbe già stato presentato a potenziali Paesi donatori, tra cui ricchi emirati, Turchia e Egitto. Ma ci sono dubbi sulla sua fattibilità.
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Vai al contenutoSomaliland, il Paese riconosciuto da Israele: qual è il suo ruolo
Per questa regione dell’Africa orientale il riconoscimento offre l'opportunità di guadagnare visibilità internazionale e migliorare la sua posizione diplomatica. Tuttavia molti Paesi continuano ad opporsi a questa mossa e a chiedere una risoluzione pacifica che rispetti l'integrità della Somalia.
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"Il governo non può indagare su sé stesso", la tesi di gran parte dell'opposizione, di attivisti per i diritti civili e anche di alcuni dei familiari delle vittime.
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Vai al contenutoStruttura comune Siria e Israele sotto la supervisione degli Stati Uniti per garantire sicurezza
Il nuovo governo siriano e Israele istituiranno una struttura comune sotto la supervisione degli Stati Uniti per condividere informazioni di intelligence e lavorare a una riduzione delle tensioni tra i due Paesi. E' quanto si legge in una nota del Dipartimento di Stato dopo l'incontro a Parigi di una delegazione siriana e israeliana. I due Paesi si sono impegnati a "mettere in atto accordi duraturi in materia di sicurezza e stabilità". "Entrambe le parti hanno deciso di istituire un meccanismo congiunto di integrazione, una cellula di comunicazione dedicata, al fine di facilitare un coordinamento immediato e continuo sulla condivisione di informazioni di intelligence, sulla de-escalation militare, sull’impegno diplomatico e sulle opportunità commerciali, sotto la supervisione degli Stati Uniti", sottolinea il Dipartimento di Stato. "Questo meccanismo servirà da piattaforma per affrontare rapidamente qualsiasi controversia e per prevenire i malintesi", aggiunge il Dipartimento di Stato Usa. Il ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Shaibani, ha partecipato all'incontro a Parigi con Israele. Questi colloqui, i primi dallo scorso settembre, puntano a raggiungere un accordo di sicurezza tra i due Paesi vicini, che restano tecnicamente in stato di guerra. Dalla caduta, un anno fa, del presidente Bachar al-Assad e dalla presa del potere da parte di una coalizione islamista in Siria, Israele ha condotto centinaia di attacchi e incursioni nel Paese.
Greta Thunberg: ''Violenze sessuali in Israele sui membri Flotilla, anche su italiano'
La denuncia dell'attivista svedese in un post su Instagram in cui si parla anche degli abusi subiti da Vincenzo Fullone, ultimo membro dell'equipaggio ad essere liberato dalle forze israeliane.
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Vai al contenutoBus investe manifestanti ultraortodossi a Gerusalemme, un morto
Un adolescente è rimasto ucciso e molti altri sono rimasti feriti dopo che un autobus ha investito a Gerusalemme alcuni manifestanti Haredi, ramo dell'ebraismo ultraortodosso. Lo riporta il Times of Israel. L'autista è stato arrestato. Secondo Channel 12, ha dichiarato alla polizia che stava cercando di allontanarsi dai manifestanti che gli bloccavano la strada.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.
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Vai al contenutoJared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.
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Vai al contenutoIsraele conferma colloqui su sicurezza con Siria sostenuti Usa
Israele ha confermato di aver tenuto a Parigi colloqui sulla sicurezza con la Siria, sostenuti dagli Usa, volti a promuovere la stabilita' regionale e la cooperazione economica. "Il dialogo si e' svolto nell'ambito della visione del presidente Trump per promuovere la pace in Medio Oriente, durante la quale Israele ha sottolineato l'importanza di garantire la sicurezza dei suoi cittadini e prevenire le minacce lungo i suoi confini", ha dichiarato l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una nota. "Israele ha ribadito il suo impegno a promuovere la stabilita' e la sicurezza regionale e la necessita' di promuovere la cooperazione economica a beneficio di entrambi i Paesi".
Iran: potremmo attuare un attacco preventivo su nostri nemici
Il Consiglio di difesa iraniano avverte che la nazione potrebbe attaccare preventivamente i suoi nemici se percepisse una minaccia imminente alla sua sicurezza. In una dichiarazione citata dal Times of Israel, il consiglio, formato per guidare la strategia difensiva dopo la guerra del 2025 con Israele, avverte che "la sicurezza, l'indipendenza e l'integrita' territoriale dell'Iran rappresentano una linea rossa invalicabile e qualsiasi aggressione o continuazione di comportamento ostile sara' affrontata con una risposta proporzionata, decisa e risolutiva". Aggiunge: "I nemici di lunga data di questa terra... stanno perseguendo un approccio mirato ripetendo e intensificando un linguaggio minaccioso e dichiarazioni interventiste in chiaro conflitto con i principi accettati del diritto internazionale, che mira a smembrare il nostro amato Iran e a danneggiare l'identita' del Paese". Teheran "non si considera limitata a reagire a posteriori e considera i segnali oggettivi di minaccia come parte dell'equazione della sicurezza".
Incontro a Parigi tra Siria e delegazione israeliana sotto mediazione Usa
Incontro a Parigi oggi tra il ministro degli Esteri siriano e una delegazione israeliana, sotto mediazione statunitense. Secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche il ministro per l’Europa e gli Affari Esteri francese Jean-Noel Barrot ha avuto un colloquio con il suo omologo siriano, Asaad al-Shaibani, e incontrerà il rappresentante americano, l’ambasciatore Tom Barrack. Si tratta del terzo incontro di questo tipo a Parigi tra i due paesi. La Francia ha facilitato lo svolgimento di queste riunioni tra Israele e la Siria. Questi sforzi, spiegano fonti diplomatiche, rientrano nell'ambito del sostegno della Francia agli sforzi statunitensi volti a promuovere il dialogo tra Damasco e Tel Aviv e l’instaurazione di relazioni di buon vicinato tra i due paesi, elemento essenziale per la stabilità regionale.
Mezzaluna Rossa, '5 studenti feriti dopo spari Idf in Cisgiordania'
La Mezzaluna Rossa palestinese ha dichiarato che l'esercito israeliano ha ferito cinque studenti, sparandogli contro, nel campus dell'Università di Birzeit, vicino a Ramallah, nella Cisgiordania occupata, senza apparente motivo. Contattate dall'Afp, le forze armate israeliane (Idf) hanno riferito di star "esaminando la questione". Stando a diversi testimoni, le cui testimonianze sono state confermate dal rettore dell'università Talal Shahwan, dei veicoli militari sono entrati nel campus in tarda mattinata: video pubblicati sui social media hanno mostrato l'intervento, mentre i giornalisti dell'Afp hanno visto diversi veicoli militari lasciare il campus, scortati da soldati israeliani a piedi.
Il dipartimento delle comunicazioni dell'università ha riferito all'Afp che gli studenti avevano lanciato pietre contro l'esercito, aggiungendo che tutti i feriti sono studenti. La Mezzaluna Rossa ha precisato che in totale sono state ferite 11 persone, di cui cinque da proiettili veri, quattro per inalazione di gas e due a seguito di cadute. Un giornalista dell'Afp ha visto le ambulanze portare via diverse persone. "Sfortunatamente, l'università è stata un bersaglio ricorrente, ma questa volta la brutalità ha superato ogni limite", ha dichiarato Shahwan nel corso di una conferenza stampa. In precedenza, l'esercito israeliano era entrato nel campus diverse volte, e nel settembre del 2024 ha confiscato beni appartenenti al consiglio studentesco, secondo quanto riferito dall'ateneo.
Iran, Ong: "Uccisi almeno 27 manifestanti, tra cui 5 minori"
Le forze di sicurezza iraniane hanno ucciso almeno 27 manifestanti, tra cui cinque minori, nel corso di una stretta sulle dimostrazioni iniziate a fine dicembre, stando a quanto dichiarato da Iran Human Rights, organizzazione non governativa con sede in Norvegia. "Almeno 27 manifestanti sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco o altre forme di violenza messe in atto dalle forze di sicurezza in otto province. È stato accertato che cinque degli uccisi erano bambini", ha affermato l'ong al decimo giorno di proteste, aggiungendo che oltre mille persone sono state arrestate.
Somalia: visita Saar in Somaliland "illegale e non autorizzata"
Un'incursione "illegale" e "non autorizzata": e' con queste parole che la Somalia ha reagito alla notizia della visita lampo in Somaliland del ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri somalo ha affermato di "riservarsi il diritto di adottare tutte le misure diplomatiche e legali appropriate per salvaguardare la propria sovranita', unita' nazionale e integrita' territoriale". Il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha gia' definito la decisione israeliana di riconoscere il Somalilando come Stato una "minaccia" alla stabilita' nel gia' instabile Corno d'Africa. In un'intervista ad Al Jazeera, ha affermato che il Somaliland ha accettato tre condizioni da Israele: il reinsediamento dei palestinesi, l'istituzione di una base militare nel Golfo di Aden e l'adesione agli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti con Israele. Il ministero degli Esteri del Somaliland ha negato le prime due condizioni. Il Somaliland ha sperimentato una maggiore stabilita' rispetto al resto della Somalia, colpita dall'insurrezione. Fu brevemente uno stato riconosciuto nel giugno del 1960, quando ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna, ma pochi giorni dopo si uni' volontariamente alla Somalia amministrata dall'Italia. I leader del Somaliland affermano che l'unione non fu mai formalmente ratificata e divenne nulla quando lo stato somalo crollo' di fatto nel 1991. Una riunione straordinaria del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana tenutasi martedi' ha condannato "con la massima fermezza" il riconoscimento da parte di Israele e ne ha chiesto la "revoca immediata". A seguito del riconoscimento da parte di Israele, il gruppo militante islamista Al-Shabaab, che combatte il governo somalo da circa due decenni, ha dichiarato che avrebbe combattuto qualsiasi tentativo di Israele di utilizzare il Somaliland come base. Gli analisti affermano che l'accordo con il Somaliland potrebbe fornire a Israele un migliore accesso al Mar Rosso, consentendogli di colpire i ribelli Houthi in Yemen. La posizione del Somaliland lungo una delle rotte marittime piu' trafficate al mondo lo ha reso un partner chiave per i paesi stranieri. Il riconoscimento di Israele e' stato sostenuto dagli Stati Uniti, ma criticato da Egitto, Turchia, dal Consiglio di Cooperazione del Golfo, composto da sei nazioni, e dall'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, con sede in Arabia Saudita. L'Unione Europea ha insistito sul rispetto della sovranita' della Somalia.
Amnesty: "L'attacco all'ospedale in Iran viola il diritto internazionale"
Amnesty International ha condannato l'irruzione delle forze di sicurezza iraniane all'ospedale di Ilam dichiarando che "l'attacco a un ospedale dove i manifestanti feriti cercavano cure mediche o riparo costituisce una violazione del diritto internazionale". "Questa azione dimostra fino a che punto le autorità della Repubblica islamica sono disposte ad arrivare per reprimere le proteste e mettere a tacere le voci del dissenso", aggiunge Amnesty.
Iran: lacrimogeni su manifestanti nell'ospedale Sina a Teheran
Dura repressione delle forze di sicurezza iraniane che hanno sparato gas lacrimogeni all'interno dell'ospedale Sina, nella zona di Hasanabad a Teheran. A denunciarlo sono alcuni media locali, tra cui Iran International, attivisti e osservatori stranieri, che sui social postano video della repressione in atto durante questa nuova giornata di protesta contro la dura situazione economica della popolazione. Secondo queste fonti concordanti, questi gas lacrimogeni sono stati lanciati mentre alcuni manifestanti feriti venivano ricoverati per cure nel Sina Hospital, dove la tensione e' molto alta. Questo episodio di violenza sui manifestanti, per lo piu' negozianti di Teheran, si verifica dopo un attacco simile delle forze di sicurezza della Repubblica Islamica all'ospedale Imam Khomeini a Ilam che ha suscitato una reazione diffusa. Le massime autorita' iraniane, tra cui il presidente Masoud Pezeskhian, hanno annunciato l'apertura di una indagine per accertare il presunto abuso. Amnesty International ha definito tale attacco una "violazione del diritto internazionale" e su X ha scritto che "i manifestanti feriti erano presenti in ospedale per ricevere cure mediche o cercare rifugio" durante le proteste a Malekshahi. Secondo il Kurdistan Human Rights Network, le "forze delle Guardie Rivoluzionarie" hanno sparato contro un gruppo di manifestanti nella citta' di Malekshahi che stavano "attraversando una strada dove si trovavano gli uffici del governatore e le forze Basij", uccidendo "fino a 11 persone". I feriti sono stati trasferiti all'ospedale locale di Malekshahi e in altri ospedali della provincia centrale. Amnesty International ha affermato oggi che, in base alle informazioni raccolte, "gli agenti hanno usato fucili da caccia e gas lacrimogeni all'interno dell'ospedale, hanno rotto le porte di vetro per entrare e hanno picchiato le persone all'interno, incluso il personale medico".
Il figlio dell'ultimo scià: "L'Iran è pronto alla democrazia"
Per il figlio dell'ultimo scia' di Persia, l'Iran e' pronto per una transizione democratica. In un'opinione pubblicata sulla pagina degli editoriali del Washington Post, Reza Pahlavi scrive che "il regime iraniano e' fratturato, l'opposizione e' coordinata e il momento si sta rapidamente avvicinando". Il primogenito dello scia' Mohammad Reza Pahlavi afferma che "la liberazione dell'Iran significhera' ben di piu' di un ritorno alla dignita' per gli iraniani: portera' infatti dividendi di pace globali di proporzioni quasi inimmaginabili". In questo contesto, Pahlavi ringrazia Donald Trump per il sostegno "chiaro e deciso" al popolo iraniano. "Il suo messaggio - che gli Stati Uniti stanno dalla parte di chi chiede libertà, e non di un regime che esporta terrorismo e instabilità - ha trovato una profonda risonanza all'interno dell'Iran", scrive il figlio dell'ultimo scia': "Per i manifestanti che rischiano il carcere, la tortura o la morte, sapere di non essere soli fa la differenza. Per il regime, è un promemoria che l'intimidazione non garantisce più la sopravvivenza. Lo abbiamo visto chiaramente in Venezuela". Pahlavi è una delle figure più note dell'opposizione iraniana in esilio. Nato a Teheran nel 1960, dopo la Rivoluzione islamica del 1979 ha vissuto in esilio negli Usa.
Israele: "Riconoscere il Somaliland è una scelta morale"
Il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele è una scelta "morale" che corrisponde alla "realtà", ha spiegato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar durante una visita alla 'Repubblica' autoproclamata, che la Somalia considera parte del suo territorio. "A differenza della 'Palestina', il Somaliland non è uno Stato virtuale. È uno Stato funzionante. Il Somaliland è un Paese pienamente operativo, fondato sui principi del diritto internazionale. Il Somaliland è - ed è stata - una democrazia stabile per quasi 35 anni. È filo-occidentale e amico di Israele", ha affermato Saar. "Riconoscere la Repubblica del Somaliland come Stato indipendente e sovrano è la cosa moralmente giusta da fare, ed è ciò che abbiamo fatto", ha proseguito in un discorso inviato all'AFP. "Riconosciamo la semplice verità e la realtà esistente", ha aggiunto il ministro israeliano.
Somalia: "La visita di Israele in Somaliland è un'incursione non autorizzata"
La Somalia condanna la visita odierna del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar in Somaliland, definendola una "incursione non autorizzata", a meno di due settimane dal riconoscimento ufficiale da parte di Israele della regione separatista, che ha un 'governo' indipendente da 34 anni. Lo scrive il Times of Israel. "La Somalia condanna con la massima fermezza l'incursione non autorizzata del ministro degli Esteri israeliano ad Hargheisa", ha affermato il ministero degli Esteri somalo in una nota, aggiungendo che una visita del genere senza "l'esplicito consenso e autorizzazione del governo federale della Somalia è illegale, nulla e priva di valore".
Media: Israele e Siria concordano a Parigi di accelerare i negoziati
Si è concluso a Parigi il quinto round dei colloqui tra Israele e Siria, mediati dagli Stati Uniti, per un accordo di sicurezza tra i due Paesi. Secondo un alto funzionario israeliano citato da Channel 12, Israele e Siria hanno concordato di "accelerare il ritmo dei negoziati, incontrarsi più frequentemente e adottare misure volte a rafforzare la fiducia tra i due Paesi". "Entrambi i Paesi hanno espresso il desiderio di raggiungere un accordo sulla sicurezza, in linea con la visione del Presidente Trump per il Medio Oriente", ha affermato il funzionario. Ai colloqui hanno partecipato gli inviati di Trump, Tom Barrack, Steve Witkoff e Jared Kushner.
In Cisgiordania raid Idf universita' Bir Zeit, 11 feriti
Almeno 11 persone sono rimaste ferite e alcuni giornalisti sono stati arrestati durante un'operazione militare israeliana all'Universita' di Bir Zeit, nell'area di Ramallah, in Cisgiordania. Lo ha riferito la Mezzaluna Rossa Palestinese in un comunicato. Il motivo dell'intervento militare e' sconosciuto. Finora l'esercito israeliano ha soltanto dichiarato che "stava indagando sulla questione". Secondo testimoni locali e fonti concordanti, dei veicoli militari israeliani sono entrati nel campus nella tarda mattinata. L'accaduto e' stato poi confermato da Talal Shahwan, rettore dell'universita' situata vicino a Ramallah, sede dell'Autorita' Nazionale Palestinese (Anp). I video che circolano sui social media mostrano l'operazione che si e' svolta, in particolare mentre diversi veicoli militari lasciare il campus, scortati da soldati israeliani a piedi. Tutti i feriti sono studenti, ha dichiarato il dipartimento di comunicazione dell'universita', aggiungendo che alcuni studenti avevano lanciato pietre contro l'esercito. Un docente universitario ha detto anche lui all'emittente qatariota "Al-Arabi" che i feriti sono studenti. Il numero totale dei feriti e' di undici, inclusi "cinque feriti da proiettili veri, quattro feriti per inalazione di gas e due feriti per cadute", ha precisato la Mezzaluna Rossa. "Purtroppo, prendere di mira l'universita' e' un evento ricorrente, ma questa volta ha superato ogni limite con la sua brutalita'", ha dichiarato il rettore dell'universita' in una conferenza stampa. "Questo fa parte di una serie di azioni volte a tenere la gente all'oscuro", ha aggiunto. L'esercito israeliano e' gia' entrato nel campus di questa universita', considerata dai palestinesi una delle migliori nei Territori, in diverse occasioni. Nel settembre 2024, ad esempio, l'esercito israeliano ha confiscato proprieta' appartenenti al consiglio studentesco, secondo l'universita'. Dall'inizio della guerra a Gaza, innescata dal mortale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 sul suolo israeliano, la violenza e' esplosa in Cisgiordania. Secondo un conteggio dell'Afp basato sui dati dell'Autorita' Nazionale Palestinese, oltre mille palestinesi, tra civili e combattenti, sono stati uccisi da soldati o coloni israeliani; e 44 israeliani, tra soldati e civili, sono stati uccisi nel territorio durante questo periodo.
Idf: "Attaccati terroristi di Hezbollah nel sud del Libano"
L'esercito israeliano ha fatto sapere di aver compiuto un attacco, "in risposta alle continue violazioni degli accordi di cessate il fuoco da parte di Hezbollah", nella zona di Kherbet Selem, nel Libano meridionale.
Custode Terra Santa: “Le tenebre non hanno l’ultima parola"
“Le tenebre non hanno l’ultima parola". Lo ha sottolineato il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, nella messa celebrata a Betlemme in occasione dell’Epifania. "Celebrare l’Epifania qui, a Betlemme, - ha detto Ielpo - significa lasciarsi raggiungere dal cuore stesso del mistero che oggi la Chiesa contempla: la manifestazione di Cristo come luce per tutti i popoli. Le letture di questa solennità presentano due temi opposti che si intrecciano continuamente: la luce e le tenebre, l’accoglienza e il rifiuto, la gioia e la paura. È il grande dramma della storia umana, che passa anche oggi davanti ai nostri occhi".
Kallas e Suica: "Israele consenta a ong di operare a Gaza"
"Chiediamo a Israele di consentire alle organizzazioni non governative internazionali di operare e fornire aiuti salvavita ai civili bisognosi in Palestina", senza cui l'aiuto umanitario "non può essere fornito nella misura necessaria per prevenire ulteriori perdite di vite umane a Gaza". Lo scrivono in una dichiarazione congiunta l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, e la commissaria Ue al Mediterraneo Dubravka Suica, in merito alla nuova legge israeliana che dall'entrata in vigore all'inizio dell'anno impedisce a decine di ong di operare nel territorio palestinese. "La situazione umanitaria a Gaza continua a peggiorare. Con l'arrivo dell'inverno, i palestinesi sono esposti a forti piogge e al calo delle temperature, senza rifugi sicuri. I bambini rimangono fuori dalle scuole. Le strutture mediche funzionano a malapena, con personale e attrezzature minimi", scrivono le due funzionarie europee. Al fine di fornire aiuti "in modo rapido, sicuro e su vasta scala, le ong internazionali devono poter operare in modo sostenuto e prevedibile", proseguono, sottolineando che senza di esse l'assistenza salvavita "non può raggiungere le persone bisognose" e che la fornitura di aiuti umanitari e la prestazione di servizi per i civili "dipendono dall'accesso". Secondo il diritto internazionale umanitario, "tutte le parti in un conflitto devono consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli di soccorsi umanitari basati sui principi", concludono.
Yemen: leader separatista a Riad per colloqui de-escalation
Il leader dei separatisti yemeniti e' atteso in serata in Arabia Saudita per un incontro nel segno della de-escalation dopo i recenti scontri con le forze governative sostenute a Riad. Una delegazione guidata dal presidente del Consiglio di Transizione Meridionale (STC), Aidarous al-Zoubaidi - appoggiato dagli Emirati Arabi Uniti - raggiungera' Riad "dopo aver ricevuto un invito dal ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman", ha dichiarato un funzionario separatista a condizione di anonimato. L'Stc mira a ristabilire uno Stato nello Yemen meridionale, dove una repubblica democratica e popolare e' stata indipendente tra il 1967 e il 1990. All'inizio di dicembre, le sue forze hanno conquistato vaste aree di territorio nelle province di Hadramawt e Mahra. Ma le fazioni vicine a Riad, sostenute dai raid aerei sauditi, hanno reagito, riconquistando il territorio perduto dai separatisti all'inizio di gennaio. L'Arabia Saudita ha successivamente invitato entrambe le parti a un "dialogo" nella capitale saudita per porre fine ai combattimenti. Questa conferenza, organizzata su richiesta del governo yemenita, mira a trovare "soluzioni giuste che soddisfino le legittime aspirazioni del popolo del Sud", aveva spiegato il ministero degli Esteri saudita. Questo conflitto ha acuito le tensioni tra Abu Dhabi e Riad, potenze del Golfo tradizionalmente alleate. I due paesi hanno unito le forze all'inizio della guerra civile yemenita contro i ribelli Houthi, che hanno preso il controllo della capitale Sana'a nel 2014 e del nord del Paese. L'alleanza si era gia' fratturata nel 2019, con Riad e Abu Dhabi che sostenevano fazioni rivali all'interno della coalizione di governo anti-Houthi, che include l'Stc. Tuttavia questa e' la prima volta che i disaccordi emergono apertamente: la scorsa settimana l'Arabia Saudita ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di azioni "estremamente pericolose" sostenendo i separatisti.
Iran, la polizia usa lacrimogeni contro manifestanti e negozianti
La polizia iraniana ha sparato gas lacrimogeni contro manifestanti e negozianti che protestavano e scioperavano per il decimo giorno consecutivo, in particolare al Gran Bazar e ai grandi mercati di diverse aree di Teheran, e ha condotto diversi arresti. Gli scioperi continuano anche in altre città, come Shahr-e Kord, Shiraz, Kovar, Yazdanshahr e Isfahan. I negozianti e la gente gridavano slogan come "Abbasso il dittatore", "Questa è l'ultima battaglia, Pahlavi tornerà" (in riferimento a Reza, figlio del deposto Shah Mohammad Reza Pahlavi) e "Non Gaza, non Libano, io muoio per l'Iran". I video pubblicati da Iran International mostrano che la polizia ha sparato gas lacrimogeni anche all'interno della stazione della metropolitana di Khordad-15, vicino al Gran Bazar, e nelle cabine della metropolitana, dove si trovavano anche dei bambini.
Opera Romana Pellegrinaggi in Terra Santa da domani
Tornano i pellegrini in Terra Santa. Con la ripresa dell’operatività di Ita Airways sulla rotta Roma-Tel Aviv, l’Opera Romana Pellegrinaggi – Ufficio per la Pastorale del Pellegrinaggio del Vicariato di Roma riprende i pellegrinaggi in Terra Santa. Da domani al 10 gennaio una delegazione si recherà a Gerusalemme “per rendere evidente che riprendere i pellegrinaggi è possibile, così come auspicato dal patriarca di Gerusalemme cardinale Pierbattista Pizzaballa”.
“La Terra Santa è il pellegrinaggio per eccellenza – ha detto suor Rebecca Nazzaro, direttrice di Opera Romana Pellegrinaggi –; sostando al Santo Sepolcro sperimentiamo la vittoria della vita sulla morte e celebriamo il Signore della Vita. Quei luoghi, che hanno visto Dio assumere la nostra stessa natura umana, ci spingono a cercare il senso vero e profondo della nostra esistenza. Inoltre, andare è incontrarsi con la locale comunità cristiana che tiene accesa la lampada della Fede in Israele e Palestina. I cristiani di Terra Santa, vivono soprattutto dell’accoglienza dei pellegrini e noi non possiamo non tener conto di questo aspetto fondamentale. Andare non fa solo bene alla nostra vita di fede, ma è anche un forte e concreto gesto di carità”.
Video con spari sui manifestanti in ospedale in Iran, governo apre indagine
Numerosi video in rete mostrano che le forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell'ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, aprendo il fuoco e uccidendo manifestanti feriti. Un episodio che, riporta Ap, ha provocato la reazione del dipartimento di Stato americano e ha spinto ieri sera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a incaricare il ministero degli Interni a formare una squadra speciale per un'indagine approfondita su quanto accaduto. La presidenza iraniana ha riconosciuto un "incidente in un ospedale nella città di Ilam".
Consiglio Difesa dell'Iran: "Risposta ferma a ostilità contro di noi"
"Il perdurare di comportamenti ostili e di una retorica minacciosa contro l'Iran incontrerebbe una risposta proporzionata, ferma e decisa". Lo ha affermato il Consiglio Supremo di Difesa in una dichiarazione, citata dall'Irna, sottolineando che "la sicurezza, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Iran sono linee rosse inviolabili". "I nemici di lunga data dell'Iran stanno perseguendo una linea deliberata, reiterando e intensificando minacce e commenti interventisti in chiara violazione del diritto internazionale", ha aggiunto, riferendosi alle minacce statunitensi contro le attività nucleari e missilistiche dell'Iran, nonché alla dura repressione delle proteste in corso da parte del Paese.
Il ministro degli Esteri israeliano Sa'ar in Somaliland
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar è arrivato in Somaliland per la prima visita di alto profilo di un funzionario israeliano da quando il Paese ha riconosciuto la regione separatista del Corno d'Africa. Lo ha fatto sapere la presidenza del Somaliland. "Una delegazione guidata dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar è atterrata nella città di Hargeisa, dove è stato ricevuto all'aeroporto da alti funzionari governativi. Ha incontrato i massimi funzionari del Somaliland", ha dichiarato la presidenza in una nota.
Appello dell'Ue: "Israele consenta le operazioni delle Ong in Palestina"
L'Unione europea invita Israele a fare marcia indietro e a consentire le operazioni in territorio palestinese alle Ong internazionali. "Invitiamo Israele a consentire alle Ong internazionali di operare e di fornire aiuti salvavita ai civili bisognosi in Palestina. Senza queste Ong internazionali, gli aiuti umanitari non possono essere forniti nella misura necessaria a prevenire ulteriori perdite di vite umane a Gaza", si legge in una dichiarazione congiunta dell'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, e dei commissari al Mediterraneo, Dubravka Suica, e alla Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. "Per fornire aiuti in modo rapido, sicuro e nella scala richiesta, le Ong internazionali devono poter operare in modo continuativo e prevedibile. Senza di esse, l'assistenza salvavita non può raggiungere le persone in difficoltà", si legge nella dichiarazione, in cui si aggiunge che "la consegna degli aiuti umanitari e la fornitura di servizi ai civili dipendono dall'accesso". "In base al diritto internazionale umanitario, tutte le parti di un conflitto devono consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli dei soccorsi umanitari basati su principi umanitari", si conclude.
Somaliland, il Paese riconosciuto da Israele: qual è il suo ruolo
Per questa regione dell’Africa orientale il riconoscimento offre l'opportunità di guadagnare visibilità internazionale e migliorare la sua posizione diplomatica. Tuttavia molti Paesi continuano ad opporsi a questa mossa e a chiedere una risoluzione pacifica che rispetti l'integrità della Somalia.
Somaliland, il Paese riconosciuto da Israele: qual è il suo ruolo
Vai al contenutoJared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.
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Vai al contenutoGaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa
Il progetto dell'amministrazione americana vede una Striscia completamente rinnovata con resort di lusso sul mare, treni ad alta velocità e reti digitali ottimizzate con l'IA. Secondo il "Wall Street Journal", il piano sarebbe già stato presentato a potenziali Paesi donatori, tra cui ricchi emirati, Turchia e Egitto. Ma ci sono dubbi sulla sua fattibilità.
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Vai al contenutoGreta Thunberg: ''Violenze sessuali in Israele sui membri Flotilla, anche su italiano"
La denuncia dell'attivista svedese in un post su Instagram in cui si parla anche degli abusi subiti da Vincenzo Fullone, ultimo membro dell'equipaggio ad essere liberato dalle forze israeliane.
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Vai al contenutoLibano, Israele attacca presunte strutture di Hezbollah e Hamas
L'esercito israeliano ha annunciato di aver attaccato presunti depositi di armi ed edifici militari appartenenti alla milizia sciita Hezbollah e al gruppo islamista palestinese Hamas in "varie aree del Libano". "Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito diversi depositi di armi ed edifici militari, sia in superficie che sotterranei, utilizzati da Hezbollah per promuovere complotti terroristici contro l'Idf e lo Stato di Israele, nonchè per il riarmo", si legge in una dichiarazione dell'esercito. L'Idf ha aggiunto di aver colpito anche presunte strutture di produzione di armi di Hamas nel Libano meridionale, che, a suo dire, si trovavano in aree civili, "il che costituisce l'ennesimo esempio del cinico uso di civili libanesi come scudi umani da parte di organizzazioni terroristiche". Il portavoce dell'esercito israeliano in lingua araba, Avichai Adraee, ha emesso ieri un avviso di evacuazione per i villaggi di Kafr Hatta e Ain Al Tineh, nel Libano meridionale, in vista di un imminente attacco a presunte infrastrutture militari appartenenti alla milizia sciita Hezbollah nella zona. Nella sua dichiarazione, corredata di due mappe contrassegnate in rosso che indicano i luoghi dell'attacco pianificato, ha esortato "i residenti degli edifici designati" a evacuare "immediatamente" a una distanza di almeno 300 metri. Domenica, due persone sono state uccise in un altro raid israeliano a un veicolo nel Libano meridionale, che l'esercito dello Stato ebraico ha affermato essere stato condotto contro "due terroristi" di Hezbollah che stavano tentando di ricostruire le infrastrutture dell'organizzazione.
Ministro degli Esteri dell'Iran sente i colleghi di Cuba e Brasile sul Venezuela
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo cubano Bruno Rodríguez nella tarda serata di ieri, ha sottolineato la responsabilità di tutti i governi e delle Nazioni Unite di assumere una posizione ferma ed esplicita contro la "pericolosa illegalità" degli Stati Uniti dopo l'attacco al Venezuela e l'arresto del suo presidente Nicolas Maduro. Secondo l'Irna, da parte sua, Rodríguez ha condannato le azioni degli Stati Uniti nei Caraibi e in America Latina e ha ribadito la determinazione di Cuba a resistere fermamente a qualsiasi minaccia esterna. Ha sottolineato la necessità di cooperazione e coordinamento tra i paesi amici per contrastare l'unilateralismo aggressivo. In un'altra conversazione telefonica con il suo omologo brasiliano Mauro Vieira, Araghchi ha messo in guardia dalle "pericolose conseguenze della prepotenza degli Stati Uniti sullo stato di diritto nelle relazioni internazionali".
Media: "Attacchi Idf a Gaza, uccisi bimba di 5 anni e suo zio"
Israele ha lanciato intensi attacchi di artiglieria ed elicotteri nel sud di Gaza nonostante il cessate il fuoco bombardando una tenda che ospitava palestinesi sfollati e uccidendo una bambina di cinque anni e suo zio, secondo quanto riportato da Al-Jazeera, che cita "fonti ufficiali". Il complesso medico Nasser nel sud di Khan Younis ha dichiarato che l'attacco israeliano ha colpito una tenda nella zona costiera di al-Mawasi e che altre quattro persone, tra cui bambini, sono rimaste ferite. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito un combattente di Hamas che stava pianificando di attaccare le forze israeliane "nell'immediato". Tuttavia, l'esercito non ha fornito prove a sostegno di tale affermazione e non è chiaro se la sua dichiarazione si riferisse all'attacco alla tenda. La Protezione Civile Palestinese ha dichiarato ieri che un'altra casa palestinese danneggiata in precedenti attacchi israeliani è crollata nel campo centrale di Maghazi, uccidendo un padre di 29 anni e suo figlio di otto anni.
Iran, media: "Netanyahu tramite Putin: non vogliamo attaccarvi"
Israele ha assicurato all'Iran di non essere interessato al momento a un'escalation e di non avere intenzione di attaccarlo. E' questo il messaggio che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe inviato alla Repubblica Islamica tramite il presidente russo Vladimir Putin, riferiscono fonti diplomatiche a Kan News. Israele, secondo le fonti, e' preoccupato che Teheran lanci un attacco preventivo nel timore di un'imminente aggressione di Tel Aviv, in una fase caotica segnata dalle proteste contro il carovita in tutto l'Iran.
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