"Poche differenze", tra cui la visione sulla Cisgiordania occupata, ma nel complesso Trump e Netanyahu sono allineati. Nel quinto incontro tra i due leader da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca, questa volta nel resort a Mar-a-Lago, The Donald e Bibi hanno discusso i dossier più caldi per il Medio Oriente dalla seconda fase del piano di pace per Gaza all'Iran. Hamas è stato avvisato che "se non disarmerà in breve tempo pagherà un prezzo alto". Il presidente Usa è impaziente di avviare la fase due a Gaza
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Donald Trump ha ricevuto nel suo resort di Mar-a-Lago Benyamin Netanyahu, solo 24 ore dopo il colloquio con Volodymyr Zelensky. Si è trattato del quinto incontro tra i due leader da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca. Al centro dei colloqui il futuro della Striscia di Gaza e la questione iraniana. La ricostruzione di Gaza ricomincerà "molto presto. Lui la vuole", ha detto Trump riferendosi a Netanyahu. Il presidente Usa ha inoltre dichiarato di sperare che la "fase due a Gaza possa cominciare molto presto" e "persino prima che Hamas si disarmi".
"L'incontro è stato molto produttivo", ha detto Benjamin Netanyahu dopo il colloquio. "Ci sono delle piccole differenze con Netanyahu su quello che vogliamo. Ma abbiamo concordato su quasi tutto”, ha detto Trump alla fine dell'incontro con Netanyahu a Mar-a-Lago. Per Hamas "saranno guai seri" se non "deporrà le armi" nel giro di poco tempo, ha aggiunto.
Sull’Iran, Trump ha minacciato di sferrare un altro attacco se il Paese tenterà di ricostruire il suo programma di missili balistici o riprenderà il suo programma nucleare: "Ho sentito dire che l'Iran sta cercando di riarmarsi e, se così fosse, dovremo intervenire per fermarli". Dura la replica di Teheran. “Qualsiasi aggressione incontrerà una risposta dura e immediata che supera ogni immaginazione", ha detto Ali Shamkhani, consigliere della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei.
È giallo riguardo alla possibile grazia del premier israeliano Benjamin Netanyhau. Trump, in Florida, ha detto che il presidente israeliano, Isaac Herzog, gli ha detto che la grazia "era in arrivo". Interpellato sulle dichiarazioni di Trump, l'ufficio di Herzog ha affermato che il Presidente israeliano non ha avuto alcuna conversazione con Trump da quando la richiesta di grazia è stata presentata alcune settimane fa.
Intanto, aumentano i timori che Israele possa lanciare nuove offensive contro i nemici regionali, facendo potenzialmente sprofondare ulteriormente il Medio Oriente nell'instabilità.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
- Blocco E1: cos’è l’insediamento di Israele che divide la Cisgiordania
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Mo: Netanyahu, 'a Trump il premio Israele per la pace, è prima volta a straniero'
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump riceverà il Premio Israele per la Pace, e sarà prima volta che la più alta onorificenza civile del Paese verrà assegnata a un cittadino non israeliano. "Il Presidente Trump ha infranto così tante convenzioni per sorprendere la gente, quindi abbiamo deciso di infrangere una convenzione o crearne una nuova", ha dichiarato Netanyahu durante la conferenza stampa congiunta. "Questo riflette il sentimento travolgente degli israeliani di ogni estrazione sociale, che apprezzano ciò che avete fatto per aiutare Israele e la nostra comune battaglia contro il terrorismo". Trump ha definito il premio "davvero sorprendente e molto apprezzato".
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato alla Cnn che il Ministro dell'Istruzione Yoav Kisch si è unito telefonicamente all'incontro tra Trump e Netanyahu per informare Trump dell'onorificenza, e il Presidente degli Stati Uniti ha indicato che avrebbe preso in seria considerazione la possibilità di partecipare alla cerimonia, che si tiene ogni anno in occasione del Giorno dell'Indipendenza di Israele.
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Fondi dall'Italia ad Hamas, 25 indagati: tra loro anche i familiari di Hannoun
Per gli investigatori, la moglie e i due figli del leader palestinese sapevano della reale destinazione del denaro. Il ministro Piantedosi: "Seguiti i flussi di denaro. L'operazione dimostra che l'apparato investigativo e di intelligence è solido". Scontro politico tra centrodestra e opposizioni. Così parlava uno degli indagati: "Se dovessero entrare in questo pc, ci danno sei anni"
Fondi dall'Italia ad Hamas, tra gli indagati anche la famiglia Hannoun
Vai al contenutoLa questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
Vai al contenutoTrump: 'guai seri per Hamas se non depone presto armi'
"Se non si disarmeranno come concordato, allora pagheranno caro", ha detto Trump. "Devono disarmarsi in un lasso di tempo piuttosto breve", ha aggiunto. Il presidente ha pubblicamente espresso il suo sostegno a Netanyahu, che ha adottato una linea dura nel passaggio alla fase successiva del piano di cessate il fuoco per Gaza. "Non mi preoccupa nulla di ciò che Israele sta facendo", ha detto Trump. "Mi preoccupa ciò che gli altri stanno facendo, o forse non stanno facendo. Ma non mi preoccupa. Hanno rispettato il piano", ha concluso.
Trump: Israele ha rispettato piano di pace a Gaza
Il Presidente statunitense, Donald Trump, ha lodato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dicendo che "Israele ha rispettato il piano di pace a Gaza".
Netanyahu: nostro interesse confine pacifico con Siria
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato la volontà di avere buoni rapporti con la Siria. "E' nostro interesse avere un confine pacifico con la Siria", ha detto dopo il bilaterale con il Presidente americano Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida.
Trump: per Hamas "saranno guai seri" se non "deporrà le armi"
Per Hamas "saranno guai seri" se non "deporrà le armi" nel giro di poco tempo. Lo dice il presidente degli Usa Donald Trump, in conferenza stampa a Mar-a-Lago al termine dell'incontro con Benjamin Netanyahu.
Trump: "Israele ha rispettato il piano di pace per Gaza"
Israele "ha rispettato" il piano di pace per Gaza. Lo ha detto Donald Trump in una conferenza stampa con Benjamin Netanyahu
Trump: "Hezbollah si stanno comportando male"
"Gli Hezbollah si stanno comportando male e vedremo cosa accadra'". Lo afferma su un possibile attacco agli Hezbollah il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Trump ottimista su impiego soldati turchi a Gaza
Il Presidente statunitense, Donald Trump, si aspetta che anche la Turchia partecipi con i suoi soldati alla forza di pace a Gaza, nonostante le tensioni con Israele. "Ho una grande relazione con il presidente Erdogan, e ne parleremo. La Turchia si e' comportata alla grande", ha detto Trump rispondendo alle domande dei giornalisti a Mar-a-Lago, in Florida. Successivamente, in conferenza stampa, Trump ha aggiunto: "Conosco bene Erdogan e conosco bene Netanyahu. Non ci saranno problemi con la Turchia".
Trump insiste: "Eliminerò tutte le armi dell'Iran"
Donald Trump ha ribadito l'avvertimento all'Iran che se proverà a riarmarsi o a riprendere il programma nucleare "eliminerà" tutte le armi di Teheran. "Conosciamo i siti, ma speriano non facciano nulla", ha aggiunto il presidente americano.
Premio Israele andrà a Trump, prima volta per straniero
Netanyahu ha confermato in conferenza stampa a Mar a Lago che il premio Israele andra' a Trump. "E' la prima volta per un non israeliano". Trump ha ringraziato per il riconoscimento.
Trump: "Su Cisgiordania Netanyahu farà la cosa giusta"
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una conferenza stampa congiunta con Netanyahu, ha risposta a una domanda sulle violenze dei coloni in Cisgiordania: "Abbiamo avuto una lunga conversazione sulla Cisgiordania, non abbiamo raggiunto un accordo, ma ci arriveremo. Netanyahu fara' la cosa giusta".
Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.
Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Vai al contenutoTrump: “Ad Hamas verrà concesso poco tempo per disarmarsi”
Donald Trump ha avvertito che se Hamas "non disarma" a breve "pagherà". "Daremo un breve tempo ad Hamas per disarmare, altrimenti pagherà un prezzo", ha detto il presidente americano dopo il colloquio con Benjamin Netanyahu.
Trump: "D'accordo su quasi tutto con Netanyahu, piccole differenze"
"Ci sono delle piccole differenze con Netanyahu su quello che vogliamo, quello che vediamo. Ma abbiamo concordato su quasi tutto". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla fine dell'incontro con il pre4mier israeliano Benyamin Netanyahu a Mar-a-Lago.
Netanyahu: “Incontro molto produttivo con Trump”
"L'incontro è stato molto produttivo". Lo ha detto Benjamin Netanyahu dopo il colloquio con Donald Trump ribadendo che la partnership tra Israele e Stati Uniti è più forte che mai.

©Getty
Trump sull’incontro con Netanyahu: “Siamo arrivati a una serie di conclusioni”
Tregua Gaza, tra poco dichiarazioni di Trump e Netanyahu
Trump a famiglia di ostaggio morto: ve lo riporterò
Prima di ricevere a Mar-a-Lago, in Florida, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato i familiari di Ran Gvili, il poliziotto israeliano di 24 anni ucciso da Hamas durante l'assalto del 7 ottobre 2023, mentre stava proteggendo un kibbutz. Il suo corpo sarebbe l'unico a non essere ancora stato restituito e la sua storia ne ha fatto un simbolo nazionale. L'incontro e' durato circa dieci minuti. Talik, la madre di Ran, ha detto al Presidente che temono di passare alla seconda fase del piano per Gaza senza che il corpo del figlio venga restituito alla famiglia. Trump ha risposto: "Ve lo prometto, lo riportero' indietro". Il Presidente li ha poi invitati a restare nel suo resort per il pranzo.
Mo, Onu proroga per 6 mesi missione Undof nel Golan
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha rinnovato per sei mesi il mandato della missione dei 'caschi blu' nel Golan siriano, conosciuta come UNDOF. I quindici membri del Consiglio hanno votato per rinnovare la missione, istituita nel 1974 come una sorta di 'tappo' tra il Golan siriano occupato da Israele e il resto della Siria, ed e' stata sistematicamente rinnovata anche durante gli anni della guerra civile siriana. Secondo il sito della UNDOF, la forza e' composta da 1.224 persone, vale a dire una missione relativamente piccola all'interno delle missioni di pace che l'ONU ha dispiegato in Africa e Asia. La caduta del regime del Presidente siriano, Bashar al-Assad, nel dicembre 2024, e l'insediamento del nuovo governo siriano ha permesso a Israele di avanzare territorialmente nel Golan, occupando cosi' questa 'zona cuscinetto' controllata dall'UNDOF e anche oltre, all'interno del territorio della Siria. Il rappresentante della Repubblica araba siriana, Ibrahim Olabi, ha detto oggi al Consiglio che "Israele deve ritirarsi dal Golan occupato". "Ci sono attivita' di fortificazione nella zona di separazione", ha detto Olabi, aggiungendo che "non ci sono indicazioni che Israele intenda ritirarsi per il momento". Il rappresentante siriano ha chiesto che l'UNDOF possa muoversi "liberamente" senza scorta da parte delle forze israeliane, e che Tel Aviv "rispetti le risoluzioni del Consiglio".
Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza
Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza dal 2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure e assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto. Il timore - ha detto a Sky Tg24 Insider la presidente di Msf Italia, Monica Minardi - è che Israele voglia "usare il controllo degli aiuti come arma genocidaria".
Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza
Vai al contenutoIsraele: Trump annuncia grazia a Netanyahu, Herzog smentisce
Le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno generato un giallo riguardo alla possibile grazia del premier israeliano Benjamin Netanyhau. Rispondendo alle domande dei giornalisti, dopo aver accolto a Mar-a-Lago, in Florida, il leader israeliano, Trump ha detto che il Presidente israeliano, Isaac Herzog, gli ha detto che la grazia "era in arrivo". "E' un primo ministro in tempo di guerra - ha aggiunto - e' un eroe. Come si fa a non concedere una grazia? Ho parlato con il Presidente, mi ha detto che e' in arrivo". Interpellato sulle dichiarazioni di Trump, l'ufficio di Herzog ha affermato che il Presidente israeliano non ha avuto alcuna conversazione con Trump da quando la richiesta di grazia e' stata presentata alcune settimane fa. Netanyahu, primo premier in Israele a essere incriminato, ha respinto le accuse di corruzione, frode e abuso di ufficio. La sua richiesta di grazia, presentata il 30 novembre, sostiene che le frequenti convocazioni in tribunale ostacolano il suo lavoro al servizio del Paese. Secondo la legge israeliana, il Presidente puo' graziare un condannato, ma non e' mai successo con una persona che e' attualmente imputata in un processo. L'ufficio del Presidente Herzog ha inoltre dichiarato che "qualche settimana fa, c'e' stata una conversazione con un rappresentante di Trump che ha chiesto informazioni sulla richiesta di grazia per Netanyahu, durante la quale ha ricevuto una spiegazione sulla procedura in corso per la richiesta e che una decisione in merito sarebbe stata presa secondo le procedure, come spiegato al rappresentante di Trump".
Iran, Teheran a Trump: "Se aggressione risposta dura"
Ali Shamkhani, consigliere della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ha risposto alla dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui avrebbe sostenuto un attacco a Teheran se avesse ripreso i suoi programmi nucleari e missilistici. Shamkhani ha scritto sul suo account X: "Le capacita' missilistiche e difensive dell'Iran non possono essere sconfitte e non richiedono alcuna approvazione. Qualsiasi aggressione incontrera' una risposta dura e immediata che supera ogni immaginazione".
Premio Israele andrà a Trump, prima volta per straniero
Il Ministro dell'Istruzione israeliano, Yoav Kisch, ha informato telefonicamente il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ricevera' il Premio Israele. "Kisch gli ha annunciato che ricevera' il Premio Israele, che non e' mai stato assegnato a uno straniero, per l'aiuto dato agli ebrei in tutto il mondo. Trump lo ha ringraziato e ha detto che avrebbe preso in considerazione l'idea di venire a ritirare il premio il giorno dell'Indipendenza", e' stato riportato dai media israeliani.
Herzog: "Non ho sentito Trump dalla richiesta di grazia di Netanyahu"
"Non c'è stata alcuna conversazione tra il presidente Herzog e il presidente Trump da quando è stata presentata la richiesta di grazia" da parte del premier Benyamin Netanyahu. Lo precisa l'ufficio del presidente israeliano dopo che il tycoon ha detto a Mar-a-Lago che Herzog gli aveva recentemente comunicato che la grazia era "in arrivo". "Diverse settimane fa, si è svolto un colloquio tra Herzog e un rappresentante di Trump, che ha chiesto informazioni sulla lettera del presidente degli Stati Uniti", nella quale perorava la causa della clemenza per Netanyahu, sottolinea l'ufficio presidenziale. "Durante tale colloquio, è stata fornita una spiegazione in merito allo stadio attuale della procedura in cui si trova la richiesta e che qualsiasi decisione in merito sarà presa in conformità con le procedure stabilite. Ciò è stato comunicato al rappresentante del presidente Trump, esattamente come il presidente Herzog aveva dichiarato pubblicamente in Israele", conclude la nota.
Trump: ci deve essere al più presto disarmo Hamas. VIDEO
Trump: ci deve essere al più presto disarmo Hamas | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoTrump: presto inizierà ricostruzione Gaza. VIDEO
Trump: presto inizierà ricostruzione Gaza | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoJared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.
Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Vai al contenutoHerzog: "Pratica Netanyahu segue procedure standard"
L'ufficio del presidente israeliano Isaac Herzog ha precisato, dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla grazia per il premier Benjamin Netanyahu che sarebbe "in arrivo", che "qualsiasi decisione" in merito seguirà le "procedure standard". Lo riporta la Cnn. Il presidente Trump ha ribadito oggi il suo sostegno alla richiesta di grazia del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sostenendo che il presidente israeliano gli aveva detto che la clemenza era "in arrivo". "Come si fa a non concedere la grazia? È un primo ministro in tempo di guerra, un eroe", ha detto Trump insieme a Netanyahu a Mar-a-Lago, in Florida. "Ho parlato con il presidente Isaac Herzog. Mi ha detto che la grazia era in arrivo". L'ufficio di Herzog ha rilasciato una dichiarazione che contraddice il racconto di Trump: "Non c'è stata alcuna conversazione tra il presidente Herzog e il presidente Trump da quando è stata presentata la richiesta di grazia". Secondo l'ufficio del presidente, alcune settimane fa "Herzog ha parlato con un rappresentante di Trump, che ha chiesto informazioni sulla richiesta. Ha ricevuto una spiegazione della procedura" e gli è stato detto che 2qualsiasi decisione avrebbe seguito le procedure standard".
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.
Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Vai al contenutoTrump all'Iran: "Se riprende il programma nucleare sferrerò un nuovo attacco"
Donald Trump ha minacciato di sferrare un altro attacco contro l'Iran se il Paese tenterà di ricostruire il suo programma di missili balistici o riprenderà il suo programma nucleare. "Ho sentito dire che l'Iran sta cercando di riarmarsi e, se così fosse, dovremo intervenire per fermarli", ha dichiarato Trump prima dell'incontro con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. "Li fermeremo. Li distruggeremo completamente". Il presidente ha aggiunto che sosterrebbe un attacco contro l'Iran "subito" se il Paese tentasse di riprendere il suo programma nucleare, consigliando invece a Teheran di cercare un "accordo" con gli Usa
Trump: "Netanyahu è un eroe di guerra, otterrà la grazia"
Benyamin Netanyahu è un "primo ministro di guerra" e "un eroe". Lo ha detto Donald Trump parlando all'arrivo del premier israeliano a Mar-a-Lago. "Credo che otterrà la grazia", ha aggiunto il presidente americano.
Herzog nega di aver parlato con Trump di grazia Netanyahu
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha smentito di aver parlato con il presidente americano Donald Trump della grazia al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riporta il sito di Haaretz. La grazia "è in arrivo", ha detto poco fa Trump a Mar-a-Lago parlando accanto a Netanyahu. Nelle scorse settimane Netanyahu ha formalmente presentato al presidente Herzog una richiesta di grazia dopo che Trump aveva precedentemente espresso il suo sostegno.
Trump: "Spero che fase due a Gaza cominci molto presto"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di sperare che la "fase due a Gaza possa cominciare molto presto" e "persino prima che Hamas si disarmi". Il riferimento - durante un beve punto stampa a Mar-a-Lago dove ha ricevuto il premier Israeliano Benjamin Netanyahu - e' al piano di riorganizzazione, messa in sicurezza e ricostruzione della Striscia.
Netanyahu ribadisce: "Non ho mai avuto un amico come Trump alla Casa Bianca"
"L'ho detto tante volte e lo ripeto: Israele non ha mai avuto un amico come Trump alla Casa Bianca". Lo ha detto Benyamin Netanyahu a Mar-a-Lago. "Noi siamo fortunati, tutto il mondo è fortunato", ha aggiunto.
Trump: "Spero che Israele vada d'accordo con la Siria"
"Spero che Israele vado d'accordo con la Siria". Lo ha detto Donald Trump a Mar-a-Lago con Benjamin Netanyahu. "Il presidente siriano è tosto ma sta facendo un grande lavoro", ha aggiunto.
Trump: "Bisogna disarmare Hamas''
''Bisogna disarmare Hamas''. Così il presidente americano Donald Trump ha risposto a una domanda sulla seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco per Gaza. ''La situazione di Gaza è molto difficile'', ma ''la ricostruzione inizierà presto'', ha aggiunto accanto al premier israeliano Benjamin Netanyahu a Mar-a-Lago.
Trump: "Faremo tutto il possibile per riavere i resti di Ran Gvili"
"Faremo tutto il possibile per riavere indietro i resti di Ran Gvili, la cui meravigliosa famiglia è qui". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a proposito dell'ultimo ostaggio israeliano ancora nelle mani di Hamas.
Trump: "La ricostruzione di Gaza cominicerà molto presto"
La ricostruzione di Gaza ricomincerà "molto presto. Lui la vuole". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riferendosi al premier israeliano Benyamin Netanyahu al suo fianco a Mar-a-Lago.
Trump: Netanyahu ''eroe di guerra al quale dovrebbe essere concessa la grazia"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è ''un ottimo premier'', un vero e proprio ''eroe di guerra'' al quale dovrebbe essere concessa ''la grazia nel suo processo penale''. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump ricevendo il premier israeliano a Mar-a-Lago e affermando che Israele "non esisterebbe" senza Netanyahu.
Iran, Trump: "Pronti a colpirlo se proverà a rimettersi in piedi"
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a colpire di nuovo l'Iran. "Sento dire che l'Iran sta cercando di rimettersi in piedi. Se lo sta facendo, dovremo abbatterli di nuovo. Li abbatteremo. Li colpiremo duramente, senza pieta', ma si spera che questo non accada", ha detto il presidente degli Stati Uniti, rispondendo alle domande dei giornalisti a Mar-a-Lago, in Florida, a fianco del premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Trump: "Con Netanyahu cinque argomenti di cui parlare, uno è Gaza"
"Con questo grande primo ministro abbiamo cinque grandi argomenti di cui parlare, uno di questi è Gaza". Lo ha detto Donald Trump ricevendo Benjamin Netanyahu a Mar-a-Lago.
Trump riceve Netanyahu in Florida: "Parleremo del disarmo di Hamas"
"Oggi parleremo del disarmo di Hamas". Lo ha detto Donald Trump ricevendo Benjamin Netanyahu a Mar-a-Lago, in Florida.

©Getty
Netanyahu verso Mar-a-Lago per incontrare Trump
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha lasciato il suo hotel a West Palm Beach, in Florida, per dirigersi al resort Mar-a-Lago dove incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la sesta volta quest'anno. Lo riporta il Times of Israel. Al centro dei colloqui è previsto ci sia il futuro della Striscia di Gaza e la questione iraniana.
Ala militare di Hamas, 'non rinunceremo alle armi'
Il portavoce dell'ala militare di Hamas, in vista dell'incontro Trump-Netanyahu incentrato in particolare sul futuro di Gaza, ha ribadito che il gruppo islamista "non rinuncerà" alle armi. "Il nostro popolo si sta difendendo e non rinuncerà alle armi finché l'occupazione continuerà, non si arrenderà, anche se dovrà combattere a mani nude", ha dichiarato Abu Obeida, il nuovo portavoce delle Brigate Ezzedine al-Qassam, in un video sul suo canale Telegram.
Netanyahu vede Hegseth in Florida prima dell'incontro con Trump
Il premier israeliano BenYamin Netanyahu ha incontrato il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth in Florida prima del colloquio con Donald Trump. Lo ha riferito alla Cnn l'ufficio del primo ministro israeliano. Poco fa Netanyahu ha avuto un colloquio con il segretario di Stato Marco Rubio.
Netanyahu vede Rubio: "Ottimo incontro"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, a Mar-a-Lago, in Florida, alcune ore prima del faccia a faccia con il presidente Donald Trump, previsto alle 13 ora locale (le 19 in Italia). "E' stato un ottimo incontro", ha commentato su X il leader israeliano, postando due foto mentre parla e stringe la mano al capo della diplomazia americana.
Netanyahu incontra Rubio in Florida
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu sta incontrando in Florida il segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo riferisce l'ufficio del primo ministro. Più tardi Netanyahu sarà ricevuto dal presidente Donald Trump nella sua residenza di Mar-a-Lago.
Hamas conferma la morte del suo portavoce in un raid a Gaza ad agosto
L'ala militare di Hamas, le Brigate Ezzedin al Qassam, ha confermato la morte a Gaza del suo portavoce Abu Obeida che Israele aveva annunciato ad agosto. In una dichiarazione video postata su Telegram, le Brigate al Qassam esprimono il loro rispetto per il "grande comandante martire Abu Obeida". Israele aveva annunciato di averlo ucciso in un raid il 30 agosto a Gaza, ma Hamas non lo aveva ancora confermato.
Questore, 'fondi Hamas? A Milano nessun particolare segno radicalizzazione'
"Non stiamo registrando situazioni particolarmente significative di radicalizzazione, anche se il monitoraggio è continuo". E' quanto ha risposto il questore di Milano Bruno Megale a una domanda sull'inchiesta genovese che ha portato a nove arresti di presunti finanziatori di Hamas con due associazioni perquisite anche a Milano. Senza entrare nel dettaglio dell'inchiesta visto che non è stata un'attività del suo ufficio, nel corso del bilancio di fine anno in prefettura Megale ha spiegato che "c'è una forte attenzione a Milano dove esiste una comunità musulmana particolarmente consistente, composta da 200mila persone. Ci sono 56 luoghi di culto, ma esiste anche una certa cooperazione con la maggior parte di queste realtà e con i responsabili, in particolare con la realtà musulmana sunnita, ma anche con la componente musulmana sciita e nei luoghi di culto che sono oggetti di controlli continui. Non abbiamo segnali di particolare radicalizzazione anche perché questa avviene maggiormente su internet". "Come ha detto il prefetto si continua a mantenere massima l'attenzione", ha concluso Megale.
Israele: Qatargate, per Smotrich Netanyahu incauto ma non sapeva
In difesa del premier israeliano Benjamin Netanyahu, sotto pressione per le nuove rivelazioni di Edi Feldstein sullo scandalo Qatargate, è intervenuto il ministro delle Finanze e leader di
estrema destra Bezalel Smotrich. "Il premier Benjamin Netanyahu farebbe bene a controllare meglio chi entra nel suo ufficio. Ma credo che non lo sapesse: Feldstein mente imperterrito", ha affermato il leader di Sionismo Religioso, sostenendo di non aver "visto secondi fini nel primo ministroin due anni di guerra". Tuttavia, la settimana scorsa lo stesso Smotrich aveva esortato a indagare i presunti legami tra i due collaboratori di Netanyahu e il Qatar, definendo il caso "una follia assoluta". "Anche se Netanyahu non lo sapeva, sarebbe un problema", aveva commentato, dicendosi scioccato dallo scambio di messaggi tra i collaboratori di Netanyahu, Eli
Feldstein, Israel Einhorn e Yonatan Urich sotto indagine con l'accusa di aver preso soldi dal Qatar per promuovere una copertura mediatica a favore di Doha mentre lavoravano nell'ufficio del primo ministro. "Se ci sono persone corrotte all'interno dell'ufficio del primo ministro che hanno lavorato per il Qatar nel mezzo di una guerra, dovrebbero essere messe alla gogna e lasciate dietro le sbarre per molti anni: è orribile", aveva affermato giovedì scorso il ministro delle Finanze.
Hamas conferma morte portavoce, ucciso ad agosto da Idf
Le brigate Eddezin al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno ufficialmente confermato la morte del loro portavoce, Abu Obeida, ucciso ad agosto dalle forze armate israeliane.
Fondi ad Hamas, Sindaca Salis: "Mai andata a comizi di Hannoun, pronte querele"
Avevo scelto il silenzio sulle indagini che hanno portato all'arresto di Mohammad Hannoun, con l'accusa di finanziamento ad Hamas, perché le inchieste non si commentano e si lascia lavorare la magistratura senza strumentalizzazioni politiche. Ma in queste ore sta circolando un racconto falso, costruito con fotomontaggi e insinuazioni, che ha superato la soglia della tollerabilità. Non sono mai andata in piazza con altri sindaci ad ascoltare Hannoun il 17 settembre. In quella giornata abbiamo partecipato per pochi minuti a una delle tante iniziative di Music for Peace, senza alcun contatto con Hannoun, né allora né in altre occasioni. Se lui ha parlato, lo ha fatto dopo che io e gli altri sindaci avevamo già lasciato la piazza. Querelerò chi diffonde notizie inventante e chiedo agli altri sindaci di seguirmi". Così in una nota la sindaca di Genova Silvia Salis. "Secondo la destra - scrive Salis - non avrei dovuto partecipare a manifestazioni di solidarietà a un popolo massacrato perché c'era anche lui, all'epoca sconosciuto ai più e per di più libero cittadino. Che cosa dovremmo dire, allora, di chi siede nelle aule istituzionali accanto a colleghi indagati anche per corruzione o che ha fatto parte di giunte sciolte anche a seguito di indagini della magistratura? Noi non siamo così. Se le accuse verranno confermate, sarà un danno enorme: per la popolazione palestinese; per chi, pensando di aiutare persone che morivano e soffrivano sotto le bombe, è stato ingannato a beneficio dei terroristi; per associazioni come Music for Peace, che non hanno nulla a che vedere con l'inchiesta e stanno facendo un lavoro straordinario di aiuto umanitario, con tonnellate di materiali che sono ancora bloccati in Giordania, in attesa di arrivare a destinazione". "Non prenderò mai alcuna distanza - conclude Salis - da uno straordinario movimento di solidarietà per la popolazione palestinese nato a Genova e del quale sono profondamente orgogliosa".
Netanyahu in Florida ha incontrato i genitori dell'ultimo ostaggio Gvili
Subito dopo l'atterraggio ieri negli Stati Uniti, in vista dell'incontro di oggi con Donald Trump, Benyamin Netanyahu e sua moglie Sara hanno incontrato in Florida Tali e Itzik Gvili, i genitori dell'ultimo ostaggio ancora a Gaza, il sergente maggiore Ran Gvili. La madre aveva viaggiato nel volo del premier. Lo rende noto l'ufficio del primo ministro. "Durante l'emozionante incontro, la moglie del primo ministro ha offerto il suo sostegno ai genitori di Ran e Netanyahu ha dichiarato che si sta facendo tutto il possibile per dare al loro eroico figlio una sepoltura ebraica", aggiunge la nota.
Liberman, 'no a ricostruzione Gaza finché non verrà restituito l'ultimo corpo'
Il presidente di Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ha dichiarato che Israele non può permettere la ricostruzione e la riabilitazione della Striscia di Gaza finché non verrà restituito il corpo dell'ultimo ostaggio, Ran Gvili. Rivolgendosi ai giornalisti prima dell'incontro settimanale della del suo partito alla Knesset, Liberman ha aggiunto che non si potrà permettere che l'enclave costiera venga ricostruita finché Hamas non si disarmerà e Israele non garantirà che la Turchia non avrà alcun ruolo nella Striscia di Gaza del dopoguerra.
"La leva più potente che Israele ha contro Hamas è la ricostruzione della Striscia di Gaza", afferma Liberman, sostenendo che se Israele non raggiunge tutti e tre questi obiettivi, si tratterà di "una resa vergognosa" che condanna Israele a "un altro 7 ottobre".
Ben Gvir, 'residenti Kiryat Shmona avranno diritto a licenze private per armi'
Gli abitanti di Kiryat Shmona potranno ottenere licenze private per armi da fuoco. Lo ha annunciato il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, durante una riunione speciale del suo partito di estrema destra Otzma Yehudit nella città settentrionale. "Oggi sono venuto con una notizia molto importante per la città: la trasformeremo in una città interamente idonea alle armi da fuoco", ha annunciato Ben Gvir. "Dopo il lavoro del personale del ministero, abbiamo deciso di designare tutta Kiryat Shmona, esclusa la zona industriale, come area in cui è consentito il porto d'armi. Questo permetterà a chi rimane qui di difendersi, ovviamente con un'ampia presenza di polizia", ha detto Ben Gvir al sindaco Avichai Stern.
Le richieste di porto d'armi sono aumentate vertiginosamente in seguito al massiccio attacco di Hamas nel sud di Israele del 7 ottobre 2023. In seguito al massacro, il Ministero della Sicurezza Nazionale ha inoltre concesso l'autorizzazione temporanea ai membri dello staff personale di Ben Gvir, ai dipendenti della Knesset e ad altri per approvare le domande di porto d'armi. Diversi di loro sono stati successivamente indagati dalla polizia per il sospetto che il Ministero abbia rilasciato in modo inappropriato i permessi.
L'ala militare di Hamas annuncia un discorso alle ore 15
Le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, l'ala militare di Hamas, hanno annunciato un discorso alle ore 16 israeliane, le 15 italiane. Lo riportano i media ebraici, sottolineando che non è stata fornita alcuna indicazione sull'argomento del discorso. L'annuncio giunge mentre Israele attende che il gruppo terroristico restituisca il corpo dell'ultimo ostaggio, il sergente maggiore Ran Gvili, e in vista dell'incontro tra il premier Benyamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Florida, previsto per oggi, che si concentrerà sulla prossima fase del piano Usa per porre fine alla guerra di Gaza.
Hamas, neonato morto per freddo a Gaza, è il terzo
Un neonato di due mesi, Arkan Firas Musleh, è morto a Gaza City a causa del freddo causato dalle incessanti piogge sulla Striscia. Lo ha riferito il ministero della Salute nell'enclave, gestito da Hamas, precisando che il bebé è deceduto nell'ospedale da campo di Saraya. Sono tre i neonati morti per ipotermia dall'inizio della stagione delle piogge, due settimane fa. Da sabato scorso, Gaza è colpita da intense piogge accompagnate da forti raffiche di vento, che hanno causato danni e allagato una parte significativa delle
tende che riparano centinaia di migliaia di sfollati, dopo due anni di guerra. Dall'inizio del cessate il fuoco, il 10 ottobre, 414 palestinesi sono stati uccisi e 1.145 feriti dal fuoco israeliano.
Fondi dall'Italia ad Hamas, 25 indagati: tra loro anche i familiari di Hannoun
Per gli investigatori, la moglie e i due figli del leader palestinese sapevano della reale destinazione del denaro. Il ministro Piantedosi: "Seguiti i flussi di denaro. L'operazione dimostra che l'apparato investigativo e di intelligence è solido". Scontro politico tra centrodestra e opposizioni. Così parlava uno degli indagati: "Se dovessero entrare in questo pc, ci danno sei anni"
Fondi dall'Italia ad Hamas, tra gli indagati anche la famiglia Hannoun
Vai al contenutoFondi ad Hamas, domattina l'interrogatorio di garanzia per Hannoun
E' stato fissato per domani mattina alle 9 l'interrogatorio di garanzia di Mohammad Hannoun, il presidente dell'Associazione dei Palestinesi in Italia arrestato nell'ambito dell'operazione 'Domino' perché sospettato di essere a capo di un'organizzazione per il finanziamento di Hamas. Intanto oggi è prevista la visita in carcere degli avvocati Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo che assieme all'avv. Rossi difendono Hannoun, accusato di finanziare Hamas.
Corte israeliana sospende la decisione del governo di chiudere la radio militare
La Corte Suprema israeliana ha emesso un'ordinanza provvisoria che sospende la decisione del governo di chiudere Galei Tsahal, la radio militare israeliana con decenni di storia e largamente ascoltata. In una sentenza emessa ieri sera, il presidente della Corte Suprema Isaac Amit ha affermato che la sospensione è dovuta in parte al fatto che il governo "non ha fornito un chiaro impegno a non adottare misure irreversibili prima che la corte raggiunga una decisione definitiva". Ha aggiunto che la procuratrice generale Gali Baharav-Miara ha sostenuto la sospensione. La scorsa settimana il governo ha approvato la chiusura di Galei Tsahal, prevista entro il 1 marzo 2026. Fondata nel 1950, la radio è ampiamente nota per i suoi programmi di informazione di punta ed è da tempo seguita da corrispondenti nazionali ed esteri. Il primo ministro Benyamin Netanyahu aveva esortato i ministri a sostenere la chiusura, affermando che nel corso degli anni erano state avanzate ripetute proposte per rimuovere l'emittente dall'esercito, abolirla o privatizzarla. Ma Baharav-Miara, che è anche consulente legale del governo e sta affrontando una procedura di licenziamento avviata dal premier, ha avvertito che la chiusura dell'emittente solleva "preoccupazioni circa una possibile interferenza politica nell'emittenza pubblica". Ha aggiunto che "pone interrogativi riguardo a una violazione della libertà di espressione e di stampa". Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato la scorsa settimana che Galei Tsahal trasmette "contenuti politici e divisivi" che non sono in linea con i valori militari.
Wafa: "Cerca di andare al lavoro ma cade dal Muro, muore palestinese"
Un lavoratore palestinese di 58 anni è morto dopo essere caduto dal muro di segregazione israeliano nella città di al-Ram, a nord di Gerusalemme. E' quanto scrive l'agenzia palestinese Wafa. Fonti familiari hanno riferito che la vittima, Jihad Omar Hassan Qazmar, del villaggio di Izbat Salman a sud di Qalqilya, è rimasta ferita mentre cercava di raggiungere il suo posto di lavoro all'interno del territorio del 1948. È stato trasferito in ospedale durante la notte, dove è poi deceduto a causa delle ferite riportate. Le autorità israeliane stanno ancora trattenendo il suo corpo, secondo la famiglia. Secondo l'Unione Generale dei Lavoratori Palestinesi, oltre 500 mila lavoratori palestinesi hanno perso le loro fonti di reddito dall'ottobre 2023. I tassi di disoccupazione hanno superato il 50% in Cisgiordania e hanno raggiunto circa il 44% nelle aree assediate, in particolare quelle più colpite dai posti di blocco militari e dalle zone chiuse. Il sindacato ha inoltre riferito che 44 lavoratori sono stati uccisi e centinaia sono rimasti feriti dopo essere stati presi di mira dalle forze israeliane nei loro luoghi di lavoro, mentre si recavano al lavoro o vicino al muro. Oltre 34 mila lavoratori sono stati arrestati negli ultimi 26 mesi.
Riprendono i pellegrinaggi in Terra Santa di Orp
Con la ripresa dell'operatività di Ita Airways sulla rotta Roma-Tel Aviv, l'Opera Romana Pellegrinaggi - Ufficio per la Pastorale del Pellegrinaggio del Vicariato di Roma riprende i pellegrinaggi in Terra Santa. Dal 7 al 10 gennaio una delegazione composta da responsabili di Orp, giornalisti e sacerdoti si recherà a Gerusalemme per rendere evidente che riprendere i pellegrinaggi è possibile, così come auspicato dal patriarca di Gerusalemme cardinale Pierbattista Pizzaballa. Intanto, in questi giorni, fino al 31 dicembre il cardinale vicario Baldo Reina è a Gerusalemme, presso la Casa gestita da don Filippo Morlacchi, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma. "La Terra Santa è il pellegrinaggio per eccellenza - afferma suor Rebecca Nazzaro, direttrice di Opera Romana Pellegrinaggi -; sostando al Santo Sepolcro sperimentiamo la vittoria della vita sulla morte e celebriamo il Signore della Vita. Quei luoghi, che hanno visto Dio assumere la nostra stessa natura umana, ci spingono a cercare il senso vero e profondo della nostra esistenza. Inoltre, andare è incontrarsi con la locale comunità cristiana che tiene accesa la lampada della Fede in Israele e Palestina. I cristiani di Terra Santa, vivono soprattutto dell'accoglienza dei pellegrini e noi non possiamo non tener conto di questo aspetto fondamentale. Andare non fa solo bene alla nostra vita di fede, ma è anche un forte e concreto gesto di carità". Sui canali di comunicazione di Orp è già presente tutta la programmazione dei pellegrinaggi per il 2026 e molte parrocchie e realtà ecclesiali si stanno organizzando per partire. Numerosi anche i singoli fedeli che chiedono di poter aderire ai prossimi pellegrinaggi. Un gruppo è a Gerusalemme e si prepara a vivere lì il Capodanno e celebrare in quei luoghi segnati dalla violenza della guerra, la Giornata Mondiale della Pace, per la quale Papa Leone XIV ha scelto un titolo assolutamente attuale: "La pace sia con tutti voi: verso una pace 'disarmata e disarmante'".
Operativo in Israele primo sistema antimissile al laser (2)
La consegna segna una pietra miliare in un progetto che dura da oltre un decennio. "Israele è il primo Paese al mondo a schierare un sistema laser operativo per l'intercettazione di minacce aeree, inclusi razzi e missili", ha dichiarato Yuval Steinitz, presidente di Rafael. Il sistema laser mira a migliorare e ridurre i costi dell'intercettazione dei proiettili da parte di Israele e integrerà altre capacità di difesa aerea come il più noto Iron Dome che offre protezione a corto raggio contro missili e razzi. Il sistema David's Sling e le successive generazioni di missili Arrow sono tecnologia israelo-americana progettata per abbattere i missili balistici. Durante la guerra tra Israele e Iran nel giugno scorso, il sistema di difesa non è riuscito a intercettare tutti i proiettili lanciati da Teheran e Israele è stato colpito da oltre 50 missili che hanno causato 28 vittime.
Operativo in Israele primo sistema antimissile al laser
Israele ha dispiegato un nuovo sistema laser "Iron Beam" per intercettare le minacce aeree. Messo a punto dal dipartimento di ricerca e sviluppo del ministero della Difesa e l'appaltatore della difesa Rafael, è stato consegnato all'aeronautica militare durante una cerimonia nel nord di Israele. "Per la prima volta al mondo, un sistema di intercettazione laser ad alta potenza ha raggiunto la piena maturità operativa, eseguendo con successo molteplici intercettazioni", ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz durante la cerimonia, secondo una dichiarazione "Questo risultato monumentale trasmette un messaggio chiave ai nostri nemici, vicini e lontani: non sfidateci, o subirete gravi conseguenze".
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.
Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Vai al contenutoMinacce houthi a Israele per il riconoscimento del Somaliland
Il leader dei ribelli sciiti Houthi dello Yemen, Abdelmalek al-Houthi, ha minacciato di attaccare il Somaliland in risposta a "qualsiasi presenza israeliana" dopo che Israele ha riconosciuto la regione separatista somala come Stato indipendente. Al-Houthi ha descritto la mossa israeliana come un'"aggressione contro la Somalia e lo Yemen" e una minaccia alla sicurezza nella regione del Mar Rosso, affermando al contempo che il suo gruppo non accetterà che "alcuna parte della Somalia diventi una roccaforte del nemico israeliano". "Consideriamo qualsiasi presenza israeliana nella regione del Somaliland un obiettivo militare per le nostre forze armate", ha dichiarato al-Houthi in un discorso pronunciato ieri sera aggiungendo che l'iniziativa richiede "misure ferme".
Trump riceverà Netanyahu alle 19 italiane
Donald Trump riceverà il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, alle 19 ora italiana nella sua residenza di Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, dove sta trascorrendo le vacanze e dove domenica ha gia' incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo rende noto la Casa bianca. Si discuterà in primis del futuro della tregua a Gaza, in un momento in cui il passaggio alla seconda fase sembra essere giunto a un punto morto. Sul tavolo i dossier relativi al nucleare iraniano, la situazione in Siria, il disarmo di Hezbollah in Libano. Si tratta del quinto incontro tra i due dal ritorno di Trump alla Casa Bianca quasi un anno fa.
Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza
Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza dal 2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure e assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto. Il timore - ha detto a Sky Tg24 Insider la presidente di Msf Italia, Monica Minardi - è che Israele voglia "usare il controllo degli aiuti come arma genocidaria".
Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza
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