Guerra Gaza, Crosetto: "Valutare ritiro Unifil o nuova presenza dell'Onu"

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"La missione Unifil rappresenta un pilastro fondamentale per la stabilità e la sicurezza dell'intero Medio Oriente. Occorre pertanto valutare con attenzione modalità e tempi di un eventuale ritiro o, in alternativa, la possibilità di assicurare una nuova e solida presenza internazionale che ne raccolga l'eredità e ne garantisca la continuità". Così il ministro della Difesa dopo un incontro con il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le Operazioni di Pace, Lacroix

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"Cordiale e costruttivo incontro con il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le Operazioni di Pace, Lacroix. Al centro del dialogo, il ruolo essenziale delle Nazioni Unite nell'attuale scenario internazionale e la necessità di un multilateralismo rinnovato, capace di rafforzare l'efficacia delle missioni di pace e delle iniziative di stabilizzazione. La missione Unifil rappresenta un pilastro fondamentale per la stabilità e la sicurezza dell'intero Medio Oriente. Occorre valutare con attenzione modalità e tempi di un eventuale ritiro o, in alternativa, la possibilità di assicurare una nuova e solida presenza internazionale che ne raccolga l'eredità e ne garantisca la continuità". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in un post su X. Lo stesso ha affermato che "siamo disponibili a fornire carabinieri per addestrare le future forze di sicurezza palestinesi quando tutto sarà finito", ma "non lo faremo a Gaza né a Rafah" bensì "in un luogo esterno per garantire la sicurezza dei nostri carabinieri".

La Knesset - il Parlamento di Israele - ha approvato in prima lettura la proposta di legge sulla pena di morte per i terroristi che uccidono cittadini israeliani. Si tratta del primo di tre voti necessari all'approvazione definitiva della norma. "Siamo sulla buona strada per fare la storia. Lo abbiamo promesso e lo abbiamo mantenuto", ha esultato su X il ministro dell'ultradestra Itamar Ben Gvir.

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Commentatore Gb critica Israele, arrestato ed espulso

Il commentatore politico britannico, Sami Hamdi, lascera' volontariamente gli Stati Uniti dopo aver trascorso piu' di due settimane in un centro di detenzione per immigrati a causa di quelle che i suoi sostenitori definiscono critiche a Israele. L'amministrazione Trump lo ha accusato di sostenere Hamas. Hamdi, musulmano, era impegnato in un tour di conferenze negli Stati Uniti quando e' stato arrestato dall'Immigration and Customs Enforcement il 26 ottobre. Il giorno prima del suo arresto, aveva appena tenuto un discorso al gala annuale della sezione di Sacramento, California, del Council on American-Islamic Relations, o CAIR. 

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Gaza, quali Paesi potrebbero entrare nella forza multilaterale di pace

Dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, nella Striscia di Gaza cresce l’attesa per la riapertura dei valichi di frontiera e l’ingresso degli aiuti umanitari alla popolazione. Nel frattempo, il ritiro dell’Idf pone la questione della sicurezza con diversi Stati che hanno dato la disponibilità a inviare forze di peacekeeping. Di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

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Tajani: i camion italiani sono a Gaza

"I camion italiani sono a Gaza per aiutare la popolazione civile. L'Italia continuera' ad assistere in ogni modo possibile coloro che stanno ancora soffrendo". Lo scrive su 'X' il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. 

Israele, Onu: contrari a pena di morte

Le Nazioni Unite hanno ribadito la propria posizione «contraria alla pena di morte in qualsiasi Paese» e «non vogliamo che la punizione capitale venga aggiunta alle leggi dei Paesi». Lo ha detto il portavoce Farhan Haq, rispondendo alla domanda di un giornalista che chiedeva un commento sull’approvazione, in prima lettura, da parte della Knesset, il Parlamento israeliano, di una legge che prevede la pena di morte per i terroristi. Haq ha precisato che l’Onu «ovviamente non commenta le procedure legate alle leggi interne» dei Paesi. Il provvedimento presentato alla Knesset, secondo gli esperti legali, potrebbe essere usato contro i palestinesi.

Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas

Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.

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Canada: 'Demilitarizzare Gaza senza cacciare i palestinesi'

"Gaza deve essere demilitarizzata senza cacciare la popolazione". Lo ha detto la ministra degli Esteri canadese Anita Arnand parlando con i giornalisti prima dell'inizio della riunione dei ministri degli Esteri del G7 a Niagara-on-the-Lake. "Hamas non deve avere alcun ruolo nel futuro di Gaza", ha sottolineato la ministra.

Tregua Gaza, chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas. FOTO

Venti persone rapite nell’attacco del 7 ottobre 2023 sono state liberate, consegnate alla Croce Rossa e riportate in Israele. Ecco le loro storie.

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Onu: "A Gaza portato cibo ad un milione di persone"

A un mese dal cessate il fuoco a Gaza, le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie legate all'Onu hanno fornito cibo a più di un milione di persone. Lo ha annunciato l'inviato per gli affari umanitari dell'Onu, Tom Fletcher. "I centri di alimentazione sono stati riaperti - ha aggiunto - e i servizi ospedalieri stanno curando un numero maggiore di pazienti. Sono inoltre riprese le vaccinazioni fondamentali". 

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.

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Crosetto: "Valutare ritiro Unifil o nuova presenza dell'Onu"

"Cordiale e costruttivo incontro con il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le Operazioni di Pace, Lacroix. Al centro del dialogo, il ruolo essenziale delle Nazioni Unite nell'attuale scenario internazionale e la necessità di un multilateralismo rinnovato, capace di rafforzare l'efficacia delle missioni di pace e delle iniziative di stabilizzazione. La missione Unifil rappresenta un pilastro fondamentale per la stabilità e la sicurezza dell'intero Medio Oriente. Occorre pertanto valutare con attenzione modalità e tempi di un eventuale ritiro o, in alternativa, la possibilità di assicurare una nuova e solida presenza internazionale che ne raccolga l'eredità e ne garantisca la continuità". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X. 

Crosetto: "Ruolo delle Nazioni Unite serve anche a Gaza e in Ucraina"

"L'auspicabile presenza delle Nazioni Unite anche a Gaza costituirebbe una delle più importanti opportunità per promuovere pace, dialogo e sicurezza duratura nella regione. L'Italia conferma il proprio fermo sostegno all'Onu, foro privilegiato per la risoluzione pacifica delle controversie internazionali e unica vera alternativa all'instabilità e alla guerra". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X. "Il multilateralismo - prosegue- resta la chiave per un ordine internazionale più stabile, giusto e sicuro, e rende oggi ancora più evidente la necessità di un ruolo attivo delle Nazioni Unite anche nella crisi in Ucraina, dove la comunità internazionale avrebbe bisogno di un segno tangibile di unità e responsabilità condivisa. L'#Italia continuerà a garantire il proprio contributo qualificato alle missioni di pace, a beneficio della sicurezza globale e della stabilità internazionale". 

Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza

Dopo la firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile.  Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?

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Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas

Mentre regge - a fatica - il cessate il fuoco a Gaza, ci si interroga su quale possa essere il percorso della seconda fase del piano di Donald Trump verso la pace. E tra le diverse possibilità che sono state ventilate, si è parlato anche di un “modello IRA” per la fine della lotta armata di Hamas. Ma come si arrivò alla fine del conflitto in Irlanda del Nord, ed è davvero replicabile per far terminare la guerra che ha devastato la Striscia?

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Israele, il ministro Ron Dermer si dimette

Ron Dermer, stretto collaboratore del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, ha annunciato le sue dimissioni da Ministro per gli Affari Strategici. In una lettera a Netanyahu, ha spiegato: "Il giorno in cui ho prestato giuramento come Ministro, ho promesso alla mia famiglia che avrei ricoperto questo incarico solo per due anni". Ha inoltre scritto: "Questo governo sarà ricordato sia per l'attacco del 7 ottobre sia per la gestione della guerra su sette fronti durata due anni".

Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo

La possibile nuova idea americana per la Striscia di Gaza vedrebbe una divisione in due aree, una sotto il controllo di Israele e l'altra sotto Hamas. L'ipotesi è circolata dopo la visita del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in Israele. Ecco di cosa si tratta.

Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo

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Hezbollah sfida il governo libanese: "Provate a disarmarci"

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha sfidato il governo libanese a disarmare la milizia sciita e ha avvertito che il disarmo previsto dal cessate il fuoco con Israele non riguarda il dispiegamento di guerriglieri a nord del fiume Litani. Qassem ha anche avvertito che gli attacchi israeliani quasi quotidiani nel Libano meridionale "non possono continuare". "Tutto ha un limite", ha detto Qassem in un discorso televisivo in cui ha ribadito che Hezbollah non cederà le armi necessarie per l'autodifesa. 

Piano Trump in stallo, gli Usa progettano base vicino a Gaza

Il piano di pace di Donald Trump, a un mese dalla cerimonia in pompa magna di Sharm el Sheikh, appare "in stallo" e stenta a passare alla cosiddetta fase 2. Sul terreno restano da sciogliere i nodi della restituzione degli ultimi quattro corpi di ostaggi, che Hamas starebbe cercando a Gaza City con l'ausilio della Croce Rossa, e dei 150 miliziani bloccati nei tunnel di Rafah che non vogliono deporre le armi senza garanzie di un passaggio sicuro. Nonostante le pressioni Usa, e la visita a Gerusalemme del genero e inviato di Trump Jared Kushner, l'ufficio del primo ministro ha smentito di aver promesso agli Stati Uniti di lasciarli andare. Washington tuttavia va avanti e, stando a media israeliani, sta già progettando di istituire una grande base militare nel sud di Israele, in prossimità del confine con la Striscia, sottraendo sempre di più allo Stato ebraico il controllo su quei territori, dopo che il Centro di monitoraggio del cessate il fuoco di Kiryat Gat a guida Usa avrebbe già preso in mano la supervisione dell'ingresso degli aiuti a Gaza. La nuova base costerà circa 500 milioni di dollari e dovrà ospitare le migliaia di militari - si parla di 20.000 in tutto - della Forza internazionale di stabilizzazione prevista dall'accordo di pace, che però deve ancora essere definita e costituita. I Paesi musulmani che finora si sono detti disposti a inviare truppe hanno chiesto un mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu, al quale la Casa Bianca sta ancora lavorando. Altri - Italia compresa - restano in attesa di capire quali saranno obiettivi e regole di ingaggio. 

Abu Mazen esorta "tutti i paesi" a riconoscere lo Stato di Palestina

Il presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen, ha lanciato oggi un appello da Parigi a "tutti i paesi che non hanno riconosciuto lo stato di Palestina a farlo". In una conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron, dopo essere stato ricevuto all'Eliseo, Abu Mazen si è rivolto "al popolo israeliano", affermando che "il futuro è nella pace e non nella guerra". Al "popolo palestinese" ha detto che "il cammino della libertà è più vicino che in passato". 

Macron ad Abbas: "Annessione della Cisgiordania è la linea rossa, l'Ue reagirà con forza"

"I progetti di annessione, parziale o totale, della Cisgiordania da parte di Israele, anche di fatto attraverso la colonizzazione, costituiscono una linea rossa alla quale reagiremo con forza insieme ai nostri partner europei se dovessero essere attuati". Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron al termine dell’incontro all'Eliseo con il presidente palestinese Mahmoud Abbas. 

Macron ha inoltre denunciato "la violenza dei coloni e l’accelerazione dei progetti di colonizzazione, che hanno raggiunto nuovi record e minacciano la stabilità della Cisgiordania, costituendo una violazione del diritto internazionale". Il capo dell’Eliseo ha ribadito che la Francia sostiene una soluzione fondata sul diritto internazionale e sul principio dei due Stati.

Usa - Israele, accordo per l'esilio di combattenti di Hamas

Israele e Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo di compromesso per consentire l'esilio dei 100-200 combattenti di Hamas ancora nascosti nei tunnel di Rafah, sul lato israeliano della cosiddetta "Linea Gialla". Lo riferisce Ynet, citando un membro del gabinetto di sicurezza israeliano, secondo cui l'intesa sarebbe stata definita tra il premier Benjamin Netanyahu e Jared Kushner, consigliere e genero del presidente statunitense Donald Trump. Il piano, tuttavia, resta bloccato perché nessun Paese ha finora accettato di accogliere i miliziani. L’Ufficio del premier israeliano non ha rilasciato commenti. Per settimane, Netanyahu aveva ribadito che non avrebbe concesso un passaggio sicuro ai membri di Hamas ancora nascosti nei tunnel al confine con Gaza.

Macron e Abu Mazen annunciano comitato per la Costituzione della Palestina

I Presidenti di Francia e Anp, Emmanuel Macron e Mahmoud Abbas (Abu Mazen) hanno annunciato stasera all'Eliseo "un comitato congiunto" per redigere la Costituzione dello Stato di Palestina. 

Macron: "Ancora 100 milioni dalla Francia per aiuti a Gaza"

Emmanuel Macron ha annunciato oggi che la Francia "contribuirà ancora una volta con 100 milioni di euro" nel 2025 al sostegno in favore di Gaza. Parlando in una conferenza stampa congiunta con Abu Mazen, dopo aver ricevuto il presidente dell'Autorità palestinese all'Eliseo, Macron ha detto che "a Gaza, la priorità va all'emergenza umanitaria": "A tale proposito - ha continuato - la Francia contribuirà ancora una volta con 100 milioni di euro alla risposta umanitaria per il 2025". "Consegne di merci umanitarie d'emergenza saranno effettuate, si tratterà di diverse centinaia di tonnellate di complementi alimentari e di medicine, oltre ad attrezzature mediche", ha precisato Macron. 

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Attacco coloni mascherati in Cisgiordania, feriti 4 palestinesi

Decine di coloni mascherati hanno attaccato una zona industriale di Beit Lid, vicino a Tulkarem, in Cisgiordania, dando fuoco a mezzi agricoli e campi e ferendo quattro palestinesi. Lo riportano l'agenzia di stampa palestinese Wafa e l'esercitano israeliano. L'Idf ha riferito di essere intervenuto in seguito in un'area di Baron, dove gli assalitori si erano rifugiati, e di essere stato attaccato a sua volta, riportando danni a un veicolo militare. L'esercito e la polizia hanno poi arrestato diversi civili israeliani. 

Macron annuncia un 'comitato congiunto consolidamento Palestina'

Emmanuel Macron ha annunciato la creazione di "un comitato congiunto per il consolidamento dello Stato di Palestina", oggi all'Eliseo al termine di un incontro con il presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen. Aprendo la conferenza stampa congiunta, Macron ha spiegato che il "comitato sarà incaricato di lavorare su tutti gli aspetti" compresi quelli "costituzionali e organizzativi". 

Abu Mazen promette a Francia estradizione Hicham Harb

Il Presidente dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha promesso una rapida estradizione di un palestinese, Hicham Harb, arrestato a settembre in Cisgiordania e sospettato di aver supervisionato il commando responsabile dell’attentato antisemita di rue des Rosiers, che nel 1982 provocò sei morti a Parigi. "Le procedure legali relative all'estradizione sono giunte alla loro fase finale. Rimangono solo alcuni dettagli tecnici, che sono presi in carico dalle autorità competenti dei due Paesi", ha dichiarato il leader palestinese in un’intervista al Figaro, pubblicata poche ore prima del suo incontro con il Presidente Emmanuel Macron a Parigi. Abbas ha ribadito che l'Autorità palestinese è disposta a "estradare la persona ricercata, poiché il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Francia ha creato un quadro adeguato per questa richiesta francese".

Idf, 'ucciso un terrorista nel sud di Gaza, era una minaccia'

L'esercito israeliano ha annunciato di aver "eliminato un terrorista" che "attraversava la Linea Gialla e si avvicinava alle truppe nel sud della Striscia di Gaza, rappresentando una minaccia imminente per loro". Ieri l'Idf aveva annunciato, con la stessa dinamica, l'uccisione di altri "due terroristi".

Ambasciata Israele a Parigi critica incontro Macron-Abu Mazen

L'ambasciata di Israele in Francia ha criticato duramente oggi l'incontro fra il presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen, ed Emmanuel Macron, che lo riceve all'Eliseo. Per la rappresentanza diplomatica di Tel Aviv, la visita del presidente palestinese a Parigi è "una manipolazione dell'opinione pubblica francese" ed "emarginerà" la Francia "nella ricerca di soluzioni per il futuro del Medio Oriente". "Invece di adottare misure concrete per instaurare la fiducia fra i dirigenti israeliani e francesi dopo il riconoscimento incondizionato e unilaterale di uno stato palestinese - dichiara l'ambasciata in un comunicato - la Francia rafforza il suo sostegno ad Abu Mazen, emarginandosi così nella ricerca di soluzioni per il futuro del Medio Oriente". 

M.O.: da Ankara pronti 2 mila militari per missione Gaza

Il governo turco sta lavorando a una missione militare che interverrà a Gaza e opererà all’interno di un contingente internazionale per il mantenimento della pace nella Striscia. A rivelarlo è Middle East Eye, secondo cui gli Stati Uniti stanno conducendo una mediazione con Israele per consentire a un battaglione di circa duemila militari turchi di operare a Gaza insieme a soldati di altri Paesi, con l’obiettivo di stabilizzare l’area e garantire il disarmo di Hamas.

Le fonti citate parlano di un contingente composto da mille militari dell’esercito, accompagnati da unità del genio, artificieri, esperti di logistica e, probabilmente, elementi della marina, che agiranno all’interno di un coordinamento internazionale.

Abu Mazen in Francia: "Hamas non avrà ruolo a Gaza"

"Hamas non avrà alcun ruolo nella governance di Gaza". Lo dice il presidente dell'ANP, Mahmoud Abbas intervistato da Le Figaro in occasione della sua visita in Francia. Abu Mazen vedrà il presidente francese Emmanuel Macron per discutere della "piena attuazione" dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza, ha dichiarato l'Eliseo. I due leader "discuteranno i prossimi passi del piano di pace, in particolare nei settori della sicurezza, della governance e della ricostruzione", ha affermato la presidenza francese. L'incontro segue la decisione di Macron, presa a settembre, di riconoscere uno Stato palestinese in occasione di un vertice delle Nazioni Unite, una mossa che l'Autorita' Nazionale Palestinese ha definito "storica e coraggiosa". Durante i colloqui con Abbas, Macron dovrebbe discutere della necessità di mantenere l'accesso agli aiuti umanitari per Gaza e di affrontare i cambiamenti all'interno dell'Autorità Nazionale Palestinese. Riformare l'organo di governo è essenziale per uno "Stato palestinese democratico e sovrano, che viva in pace e sicurezza al fianco di Israele", ha affermato l'Eliseo. 

Abu Mazen

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Unicef: "Israele blocca le siringhe per vaccinare i bimbi a Gaza"

L'Unicef accusa Israele di bloccare l'ingresso a Gaza di 1,6 milione di siringhe necessarie per vaccinare i bambini e frigoriferi a energia solare per conservare le fiale di vaccino. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel, nel giorno in cui il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (Unicef) ha dato il via a una campagna di vaccinazione di massa dei bambini nell'enclave palestinese. Il negato accesso riguarda altri beni essenziali, tra cui i biberon per consumare il latte in polvere, impedendo alle agenzie umanitarie di raggiungere le persone bisognose nel territorio devastato dalla guerra. Le siringhe sono in attesa di sdoganamento da agosto, ha affermato l'Unicef. "Sia le siringhe che i frigoriferi sono considerati a duplice uso da Israele e stiamo riscontrando grandi difficoltà nel farli passare attraverso autorizzazioni e ispezioni, eppure sono urgenti", ha dichiarato il portavoce del fondo Onu, Ricardo Pires. "A duplice uso" si riferisce a beni che Israele ritiene possano avere possibili applicazioni sia militari che civili. Il Coordinatore delle Attività Governative nei Territori (Cogat), l'unità del ministero della Difesa israeliano incaricata di supervisionare la politica civile in Cisgiordania e di facilitare il coordinamento logistico degli aiuti tra Israele e la Striscia di Gaza, non ha risposto alla richiesta di commento da parte dei media. In precedenza ha dichiarato di non limitare l'ingresso di cibo, acqua, forniture mediche e beni di prima necessità. Ha anche accusato Hamas di aver rubato forniture umanitarie: accuse negate dal gruppo terroristico palestinese. 

Dalla Knesset primo sì a legge che autorizza il governo a chiudere media stranieri

Nella stessa sessione in cui è arrivato il primo sì alla controversa legge per introdurre la pena di morte per terroristi, la Knesset ha anche dato una prima approvazione ad un'altra controversa misura tesa a dare al governo israeliano il potere di chiudere in modo permanente media stranieri senza un mandato dei giudici. Con 50 voti favorevoli e 41 contrari, è arrivato il primo sì alla proposta di legge di rendere permanente la misura provvisoria detta "legge al Jazeera", che ha permesso nel maggio del 2024 di interrompere le trasmissioni della sede in Cisgiordania dell'emittente del Qatar, accusata di fornire una copertura della guerra a Gaza pro Hamas e anti Israele.  

Secondo la legge in vigore, la sospensione potrà rimanere in vigore solo fino alla fine della situazione speciale interna o la conclusione delle operazioni di guerra dell'Idf. Ed un'estensione deve essere sancita da un giudice. La proposta di legge del deputato del Likud, Ariel Kallner, prevede d poter chiudere media stranieri in maniera permanente, senza che vi sia un'emergenza o una guerra e senza chiedere l'autorizzazione ai giudici.

Una posizione che espone la legge al rischio di incostituzionalità, ha affermato la consigliera legale della commissione di Sicurezza Nazionale al momento della discussione del testo la scorsa estate, dando quindi parere contrario alla sua approvazione. Ora il testo, condannato da Reporter senza frontiere come un tentativo del governo di Netanyahu di "silenziare le voci critiche alla coalizione di estrema destra al potere e dall'Associazione per i diritti civili in Israele come una violazione del diritto di espressione e di stampa, torna alla commissione per completare l'iter legislativo che prevede altre due votazioni. 

Delegazione israeliana arrivata al Cairo per colloqui su Gaza

Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata al Cairo da Tel Aviv per monitorare i recenti sviluppi a Gaza. Lo fanno sapere fonti aeroportuali. La delegazione è arrivata al Cairo questa mattina a bordo di un aereo privato dall'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per una breve visita in Egitto. Alti funzionari coinvolti nella mediazione a Gaza - riferiscono fonti informate all'aeroporto del Cairo - hanno accolto la delegazione israeliana di cui facevano parte quattro leader del team negoziale. Sono stati scortati, in un convoglio sicuro e sotto stretta sorveglianza, fino alla sede dell'incontro. Si prevede che i colloqui si concentreranno sui recenti sviluppi nella Striscia di Gaza in vista della prossima fase di attuazione del piano del presidente degli Stati Uniti Trump per Gaza e sulla fornitura di aiuti umanitari e soccorsi alla popolazione della Striscia di Gaza. 

Lascia portavoce in lingua araba delle Idf Adraee dopo 20 anni

Il tenente colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane (Idf), ha lasciato il suo incarico dopo 20 anni. Lo ha annunciato il generale Effie Defrin, portavoce delle Idf, spiegando che Adraee verrà sostituito nei prossimi mesi da un altro militare. Tra i volti di Israele più noti nel mondo arabo, ha rilasciato centinaia di interviste a emittenti come Al Jazeera e Al Arabiya. Gestisce inoltre gli account del portavoce dell'Idf in arabo su Facebook, X, Instagram, Telegram e TikTok.

Crosetto: "Addestreremo agenti palestinesi ma non a Gaza"

"C'è un limite che non dobbiamo superare ed è la sicirrezza dei nostri carabinieri. Siamo disponibili a fornire carabinieri per addestrare le future forze di sicurezza palestinesi quando tutto sarà finito. Non lo faremo a Gaza né a Rafah ma in un luogo esterno per garantire la sicurezza dei nostri carabinieri". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto durante la presentazione del nuovo calendario dei Carabinieri a Roma.

Hamas: "Legge su pena di morte è criminale e razzista"

Hamas ritiene l'approvazione in prima lettura da parte della Knesset, il parlamento israeliano, della legge per la pena di morte per i terroristi "un'estensione dell'approccio razzista e criminale del governo sionista e un tentativo di legittimare l'uccisione di massa organizzata dei palestinesi". Lo afferma la fazione islamica in una dichiarazione ripresa dalla tv qatarina al Araby. Il movimento invita la comunità internazionale, le Nazioni Unite e le organizzazioni per i diritti umani a "condannare questa pericolosa legislazione, imporre sanzioni deterrenti all'entità sionista canaglia e a fare pressione affinché la ritiri".

Houthi annunciano stop agli attacchi contro Israele e Mar Rosso

Il movimento Houthi dello Yemen ha comunicato in una lettera indirizzata a Hamas di aver interrotto le proprie operazioni contro Israele e contro le imbarcazioni nel Mar Rosso, in seguito alla tregua nella Striscia di Gaza. Lo riporta l'Ap sul proprio sito. Nel messaggio inviato alle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, gli Houthi scrivono di seguire "da vicino gli sviluppi" e avvertono che, se "il nemico rinnoverà la sua aggressione contro Gaza", riprenderanno le azioni militari "in profondità all'interno dell'entità sionista" e reintrodurranno il divieto di navigazione israeliana nel Mar Rosso e nel Mare Arabico.

Primo sì della Knesset alla pena di morte per i terroristi

La Knesset - il Parlamento di Israele - ha approvato in prima lettura la proposta di legge sulla pena di morte per i terroristi che uccidono cittadini israeliani. Si tratta del primo di tre voti necessari all'approvazione definitiva della norma. "Siamo sulla buona strada per fare la storia. Lo abbiamo promesso e lo abbiamo mantenuto", ha esultato su X il ministro dell'ultradestra Itamar Ben Gvir. 

Onu: a Gaza al via vaccinazione per 44 mila bambini

Le agenzie dell'Onu hanno avviato la campagna di recupero per la vaccinazione di routine, la nutrizione e il monitoraggio della crescita. Lo ha annunciato il portavoce, Farhan Haq, nel corso dell'incontro con i media al Palazzo di Vetro. L'Unicef, l'Agenzia per i rifugiati palestinesi e l'Organizzazione mondiale della sanità, ha detto Haq, stanno portando avanti la "campagna insieme ai partner, in collaborazione con il ministero della Salute". La campagna si concentra sui bambini che avevano saltato le precedenti vaccinazioni e punta a raggiungere complessivamente 44 mila minori. 

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