Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunirà per discutere del piano israeliano di controllo di Gaza dopo che il gabinetto di sicurezza di Tel Aviv ha approvato la proposta del primo ministro Benyamin Netanyahu di conquistare la Gaza City. "Profondamente allarmato" il segretario generale Onu. "Non occuperemo Gaza, libereremo Gaza da Hamas", ha ribadito su X il premier israeliano. L'operazione richiederà l'evacuazione dell'area in cui attualmente vive circa un milione di abitanti della Striscia
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Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunirà sabato per discutere del piano israeliano di controllo di Gaza dopo che il gabinetto di sicurezza di Israele ha approvato la proposta del primo ministro Benyamin Netanyahu di conquistare Gaza City. Il segretario generale Onu Antonio Guterres "è profondamente allarmato" dalla decisione del governo israeliano di prendere il controllo di Gaza City, "decisione che segna una pericolosa escalation.
La nota diffusa questa mattina dall'Ufficio del premier afferma che "il gabinetto di sicurezza ha adottato a larga maggioranza i cinque principi per la fine della guerra: smantellamento dell'arsenale di Hamas, ritorno di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti; smilitarizzazione della Striscia di Gaza; controllo della sicurezza da parte di Israele sulla Striscia; istituzione di un'amministrazione civile alternativa, che non sia né Hamas né l'Autorità Palestinese".
"Non occuperemo Gaza, libereremo Gaza da Hamas", ha ribadito su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. "Gaza verrà smilitarizzata e verrà istituita un'amministrazione civile pacifica, che non sarà l'Autorità Nazionale Palestinese, né Hamas, né alcuna altra organizzazione terroristica. Ciò contribuirà a liberare i nostri ostaggi e a garantire che Gaza non rappresenti una minaccia per Israele in futuro".
Un alto funzionario israeliano ha sottolineato che "l'operazione che l'Idf preparerà riguarda solo Gaza City: l'obiettivo è evacuare tutti i residenti della città verso i campi profughi centrali e altre aree entro il 7 ottobre 2025 (data del secondo anniversario del massacro di Hamas nel sud di Israele). Verrà imposto un assedio ai terroristi rimasti nella zona e nel frattempo l'esercito manovrerà dentro la città".
"Non siamo assolutamente favorevoli all'iniziativa del governo israeliano di occupare Gaza”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
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Gaza Cola, cos'è e come è nata la bevanda venduta da Coop Alleanza 3.0
Questa bibita è il risultato di un progetto di proprietà palestinese che, grazie al ricavato delle vendite, contribuisce alla ricostruzione dell’ospedale Al-Karama nel governatorato di Gaza Nord.
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I rapporti commerciali fra Roma e Teheran potrebbero subire dei contraccolpi a causa del conflitto. In questo caso sarebbe probabilmente il nostro Paese a perderci maggiormente. Anche se non si tratta di scambi di grande entità, esportiamo più di quanto importiamo.
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Vai al contenutoAmnesty: "Oltraggiosa la decisione israeliana su Gaza City"
Amnesty International giudica "oltraggiosa" la decisione israeliana di "assumere il controllo" di Gaza City. Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, ha così commentato la decisione del gabinetto di sicurezza israeliano di approvare il piano del primo ministro Netanyahu di "assumere il controllo" di Gaza City, dove quasi un milione di palestinesi sta cercando di sopravvivere in condizioni inumane. "È profondamente oltraggioso e sconcertante che il gabinetto israeliano abbia approvato il piano per aumentare la presenza militare sul terreno nella Striscia di Gaza occupata e assumere completamente il controllo di Gaza City. Niente potrà mai giustificare le ulteriori atrocità di massa che una estesa operazione militare nella città comporterà". "Il piano, dichiaratamente approvato con la motivazione di ottenere il ritorno in libertà degli ostaggi, vede contrarie le famiglie di questi ultimi e i vertici militari israeliani. Se attuato, causerà livelli incredibili di sofferenza alle persone palestinesi della Striscia di Gaza che stanno facendo la fame nel genocidio in corso. Il piano violerà anche il diritto internazionale e aggirerà il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia, secondo la quale la continua presenza di Israele nel Territorio palestinese occupato è illegale e deve cessare". "Amnesty International - aggiunge - sollecita il gabinetto di sicurezza israeliano a sospendere e annullare immediatamente questa colossale atrocità in divenire prima che sia troppo tardi e a porre fine al genocidio. Ribadiamo il nostro appello ad Hamas e ad altri gruppi armati palestinesi a rimettere in libertà tutti gli ostaggi civili, subito e senza condizioni". Inoltre, "la comunità Internazionale, in particolare gli alleati di Israele tra cui l'Unione europea e i suoi Stati membri, non possono stare a guardare tra vuote banalità e condanne che costituirebbero un'ulteriore cortina fumogena per permettere agli orrori del genocidio israeliano di proseguire. Gli Stati devono urgentemente sospendere tutti i trasferimenti di armi, adottare sanzioni mirate e porre fine a ogni rapporto con entità israeliane che possa contribuire al genocidio contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza".
Iran-Israele, chi è più vicino a essere una potenza nucleare?
Il nuovo fronte di conflitto mediorientale si è aperto per il tentativo dello Stato ebraico di neutralizzare il potenziale nucleare iraniano. Tutta la comunità internazionale sa però che anche Israele possiede la bomba atomica, anche se non l'ha mai detto esplicitamente. Anche di questo si è parlato in una puntata di "Numeri" di Sky TG24.
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Vai al contenutoLa questione israelo palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto.
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Vai al contenutoTajani: "Contrari a occupazione di Gaza da parte di Israele"
"Non siamo assolutamente favorevoli all'iniziativa del governo israeliano di occupare Gaza. Bisogna invece giungere al cessate il fuoco e alla liberazione degli ostaggi, ma basta guerra e bombardamenti: troppe vittime civili": lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani all'ANSA a margine di un incontro sul 'Turismo delle radici' a Jenne, in provincia di Roma. Il primo settembre il ministro degli Esteri dell'Anp sarà in visita a Roma, ha ricordato Tajani, e l'Italia, col Qatar e l'Egitto è il Paese che accoglie più palestinesi. "Politicamente siamo contrari, abbiamo inviato messaggi molto chiari e così la pensano tutti i Paesi democratici", ha aggiunto Tajani. "Noi siamo favorevoli a portare più palestinesi possibili in Italia, ne arriveranno presto altri 50 grazie al lavoro del ministero degli Esteri, della Difesa e della Protezione civile. Continuiamo a spingere per un accordo tra le parti attraverso la nostra attività diplomatica. Il primo settembre verrà a Roma il ministro degli Esteri dell'Anp a dimostrazione della gratitudine del popolo palestinese verso per l'Italia che, con l'Egitto e il Qatar, è il Paese al mondo che accoglie più palestinesi. Tajani ha poi evidenziato l'aiuto prestato dall'Italia alla popolazione stremata dalla carestia. "Stiamo facendo entrare anche alimenti via terra, abbiamo acquistato altri 5 milioni di alimenti e siamo riusciti a sbloccare anche l'invio di alimenti per animali, importantissimi", anche con l'aiuto dell'Ambasciata italiana in Israele. L'Italia condivide l'idea di riunificare la Palestina "con una missione delle Nazioni Unite a guida araba, a cui siamo disposti a partecipare con le nostre forze militari", dice il ministro. "Ma prima serve il cessate il fuoco, la fine dei bombardamenti e la liberazione degli ostaggi da due anni nelle mani di Hamas nelle condizioni che abbiamo visto".
Israele, piano per occupazione Gaza: droni, evacuazioni e “città Stato”. Cosa sappiamo
Dopo l'approvazione, nella notte dell'8 agosto, da parte del gabinetto di sicurezza alla proposta del primo ministro israeliano di conquistare militarmente Gaza City, si aprono scenari fin qui inediti. I piani per l'occupazione da parte delle forze di difesa (Idf) sono infatti segreti e non è escluso che il dispiegamento dei mezzi militari abbia l'obiettivo di indurre Hamas a deporre le armi, liberare gli ostaggi del 7 ottobre 2023 ancora in vita e, infine, sciogliersi. Si affacciano tuttavia altre ipotesi.
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Vai al contenutoCarney: "Piano Israele sbagliato, metterà a rischio vita ostaggi"
Il piano di Israele di prendere il controllo di Gaza City è "sbagliato" e metterà a rischio la vita degli ostaggi rimasti. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa il primo ministro canadese Mark Carney.
Ministero Difesa: ultimi preparativi "Solidarity Path Operation 2", missione per Gaza
"Ultimi preparativi per l’avvio di 'Solidarity Path Operation 2', missione umanitaria della Difesa italiana a sostegno della popolazione civile nella Striscia di Gaza. Un ponte aereo tra la Giordania e Gaza per la consegna di aiuti umanitari forniti da 'Italy Mfa' e da altri donatori italiani'. Domani il primo aviolancio. L’operazione è condotta dal Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi), in coordinamento con la Royal Air Force giordana e con il contributo congiunto di Esercito Italiano e Aeronautica Militare". Così un post su 'X' del ministero della Difesa.
Abu Mazen ad Al Sisi: "Stato di Palestina pronto a gestire Gaza"
Il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha telefonato al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi sottolineando - si afferma in una nota della presidenza egiziana - "la necessità di consentire allo Stato di Palestina di assumersi pienamente le proprie responsabilità nella Striscia di Gaza e l'importanza di un cessate il fuoco immediato e permanente". Tra le altre richieste anche "il rilascio di ostaggi e prigionieri, l'ingresso di aiuti umanitari, l'assunzione della sicurezza da parte dello Stato di Palestina con il sostegno arabo e internazionale e il ritiro delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza, garantendo l'unità di legge, ordine e armi legittime sotto l'egida dello Stato palestinese". Da parte sua, il presidente al-Sisi ha ribadito la ferma posizione dell'Egitto a sostegno del popolo palestinese, sottolineando i continui e intensi sforzi dell'Egitto per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, l'invio di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza e il rilascio di ostaggi e prigionieri, sottolineando al contempo il "categorico rifiuto" dell'Egitto allo sfollamento dei palestinesi dalla loro terra.
Gaza City, Israele approva piano per prendere controllo. VIDEO
Iran, "Israele vuole compiere una pulizia etnica a Gaza"
L'Iran ha condannato il piano di Israele di prendere il controllo della città di Gaza, accusando Israele di voler "compiere una pulizia etnica" nel territorio palestinese. Il piano israeliano "è un altro chiaro segnale dell'intenzione del regime sionista di portare avanti una pulizia etnica a Gaza e di commettere un genocidio contro i palestinesi", ha affermato in una nota il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai.
Carney: "Piano Israele Gaza sbagliato, rischio vita ostaggi"
Il piano di Israele di prendere il controllo di Gaza City e' "sbagliato" e mettera' a rischio la vita degli ostaggi rimasti. Lo ha dichiarato ai giornalisti il primo ministro canadese Mark Carney.
Parigi: "Piano su Gaza peggiora situazione già catastrofica"
La Francia si è unita al coro dei Paesi che hanno condannato "con la massima fermezza" il piano di Israele di occupare Gaza City, sottolineando che rischia di portare a una "impasse assoluta". Il ministero degli Esteri francese ha ribadito "la sua ferma opposizione a qualsiasi piano di occupazione della Striscia e allo sfollamento forzato della sua popolazione". L'occupazione "totale" di Gaza "peggiorerebbe una situazione già catastrofica senza consentire il rilascio degli ostaggi di Hamas, il loro disarmo e la loro resa", ha affermato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot.
Iran: "Israele pianifica una pulizia etnica a Gaza"
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato il piano di Israele su Gaza, accusando lo Stato ebraico di volere "ripulire etnicamente" il territorio palestinese. Il piano annunciato "è un altro chiaro segno della specifica intenzione del regime sionista di ripulire etnicamente Gaza e commettere un genocidio contro i palestinesi", ha dichiarato in una nota il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei.
Gaza, aiuti umanitari dall'Italia partiti da Fiumicino
È atterrato all'aeroporto civile di Amman, in Giordania, l'aereo cargo commerciale decollato questa mattina da Fiumicino e contenente cento tonnellate di carichi di aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, che saranno ora trasportate in una vicina base militare giordana. A gestire le cento tonnellate di derrate alimentari, acquistate dal Maeci, sarà ora il ministero della Difesa, che da domani con i C130 dell'aeronautica militare italiana avvierà il primo di una serie di aviolanci per paracadutare gli aiuti sul territorio di Gaza per un'intera settimana.
La missione italiana, verso Gaza cento tonnellate di cibo
Decine di tonnellate di cibo da Roma a Gaza in ventiquattro ore. L'Italia percorre il binario della terza via degli aiuti umanitari, quelli che arriveranno dal cielo, paracadutati dai C130 dell'aeronautica militare italiana. Cento tonnellate di derrate alimentari hanno raggiunto gli hangar della base aerea giordana King Abdullah II, arrivati da Fiumicino ad Amman, pronti a decollare nelle prossime ore per sorvolare la Striscia, che in questi giorni è diventata il crocevia della solidarietà aerea di Giordania, Emirati Arabi, Francia e altri paesi. Ora tocca ai militari dell'Esercito e dell'Aeronautica italiana - una cinquantina quelli impiegati per tutta l'operazione - entrare nel vivo della missione Solidarity Path Operation 2, lanciando i contenitori agganciati ai paracadute che atterreranno sulle 'safe zone', aree specifiche indicate dalle autorità giordane. E così sarà per un'intera settimana. Ma non è finita qui. Le riflessioni in queste ore vanno anche alla gestione della situazione nel dopoguerra a Gaza, che sembra ancora troppo lontano. Il premier israeliano Nethanyahu ha annunciato un fase di transizione affidata a Paesi arabi, ma non si può escludere che un ruolo concreto possa essere svolto anche da altri paesi tra cui l'Italia. La proposta di un cospicuo contingente di carabinieri, tra le macerie del territorio, per tenere uniti gli equilibri di pace o quantomeno di una tregua, è ancora sul tavolo. A proporre già quasi un anno fa di affidare il delicato compito agli uomini dell'Arma erano stati gli Stati Uniti, attraverso il segretario di Stato Antony Blinken, protagonisti diplomatici nel conflitto e che da tempo cercano mediatori sul campo. Ma per ora, con l'imminente occupazione di Gaza, sono possibili solo le operazioni a distanza per la popolazione. Dopo la distribuzione di beni di prima necessità da parte della contestatissima israelo-americana Gaza Humanitarian Foundation, e i corridoi umanitari dell'Onu e altre organizzazioni (sotto il controllo da Israele), ora si prova a far arrivare gli aiuti anche dal cielo, a distanza di oltre trent'anni dalla guerra del Golfo: un tentativo che fa seguito alle stragi quotidiane di palestinesi morti nelle calca o sotto i proiettili dell'Idf di fronte ai camion che distribuivano cibo, presi d'assalto dai disperati. a distanza di oltre trent'anni dalla Guerra del Golfo. Le cento tonnellate di cibo per i palestinesi non sono l'unica iniziativa (in questo caso in collaborazione con il Maeci) della Difesa italiana a sostegno della popolazione civile di Gaza. I militari sono stati già impegnati con la nave ospedale 'Vulcano' della Marina a prestare cure mediche a diversi feriti della Striscia, con i voli speciali per trasportare in Italia bambini gravemente malati o feriti, insieme ai loro familiari, e con i propri elicotteri per la distribuzione diretta di medicinali nelle aree più colpite e difficili da raggiungere via terra. Ora si spera che una volta nella Striscia i carichi possano completare il loro percorso, considerando che secondo i dati dell'Onu, negli ultimi due mesi e mezzo sono state scaricate circa 40mila tonnellate di aiuti umanitari, ma solo 4.100 sono arrivate a destinazione.
Ambasciatore Usa in Israele attacca premier GB Starmer
L'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha lanciato un duro attacco al premier britannico Keir Starmer, dopo la richiesta di Londra di fermare l'escalation a Gaza. "Quindi - ha scritto sul social X - Israele dovrebbe arrendersi ad Hamas e nutrirli, anche se gli ostaggi israeliani vengono lasciati morire di fame? Il Regno Unito si e' forse arreso ai nazisti e ha lanciato loro del cibo?". "Hai mai sentito parlare di Dresda, primo ministro Starmer? - ha aggiunto - Non era cibo quello che avete lanciato. Se tu fossi stato primo ministro allora, oggi il Regno Unito parlerebbe tedesco". In un altro post, Huckabee ha poi chiesto quanto cibo avesse mandato il Regno Unito a Gaza. "Il primo ministro israeliano - ha continuato - ha gia' inviato due milioni di tonnellate, e niente di tutto cio' arriva agli ostaggi". "Forse - ha concluso l'ambasciatore - il primo ministro britannico dovrebbe farsi da parte e seguire la Lega Araba, che ha detto che Hamas dovrebbe disarmarsi e rilasciare tutti gli ostaggi immediatamente".
Guterres: decisione Israele su Gaza "pericolosa escalation"
Il segretario generale Onu Antonio Guterres "è profondamente allarmato" dalla decisione del governo israeliano di prendere il controllo di Gaza City, "decisione che segna una pericolosa escalation e rischia di aggravare le già catastrofiche conseguenze per milioni di palestinesi, mettendo ulteriormente a repentaglio altre vite, comprese quelle degli ostaggi". Lo afferma il portavoce in una nota. Guterres ribadisce il suo "urgente appello per un cessate il fuoco permanente, un accesso umanitario senza ostacoli e il rilascio degli ostaggi, esortando con forza Israele a rispettare i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale".
Libano, un morto per un raid di Israele nel sud del Paese
Il ministero della Salute libanese ha reso noto che un uomo è rimasto ucciso a seguito di un attacco israeliano nel sud del Paese, nonostante il cessate il fuoco raggiunto a novembre. Israele, da parte sua, ha riferito che la persona uccisa era un agente dell'intelligence di Hezbollah. La vittima si chiamava Mohammad Shahadeh e gestiva un sito web di notizie locali. I suoi colleghi si sono rivolti ai social media per porgere le loro condoglianze alla sua famiglia. L'agenzia di stampa nazionale ufficiale del Libano ha precisato che la sua auto è stata colpita sulla strada principale Sidone-Tiro, lungo la costa mediterranea nel sud del Paese. Ieri sette persone sono state uccise in diversi attacchi israeliani nella valle orientale della Bekaa. Due delle vittime erano membri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), un gruppo militante di sinistra.
Netanyahu a Merz: "Deluso da stop tedesco alle forniture di armi"
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu nel corso di una telefonata con il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha espresso la sua delusione per la decisione di Berlino di sospendere le esportazioni di armi verso Israele. Netanyahu ha detto a Merz che l'obiettivo di Israele non è quello di conquistare Gaza, ma di liberarla da Hamas e di consentire l'insediamento di un governo pacifico. Lo ha dichiarato l'ufficio del primo ministro su X.
Francia e Gb, subito riunione Consiglio Sicurezza Onu su Gaza
Regno Unito, Francia, Danimarca, Grecia e Slovenia hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu sul piano di occupazione di Gaza deciso da Israele. L'Algeria ha sostenuto la richiesta. Lo riportano fonti diplomatiche dell'Onu.
Netanyahu: "Non occuperemo Gaza la libereremo da Hamas"
"Non occuperemo Gaza, libereremo Gaza da Hamas", scrive su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. "Gaza verrà smilitarizzata e verrà istituita un'amministrazione civile pacifica, che non sarà l'Autorità Nazionale Palestinese, né Hamas, né alcuna altra organizzazione terroristica. Ciò contribuirà a liberare i nostri ostaggi e a garantire che Gaza non rappresenti una minaccia per Israele in futuro".
Katz: "Minacce sanzioni non indeboliscono la nostra determinazione"
"Paesi che condannano e minacciano sanzioni non indeboliranno la nostra determinazione. Sono finiti i giorni in cui gli ebrei non si difendevano". Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, commentando le reazioni alle decisioni prese dal gabinetto di sicurezza di Tel Aviv sull'espansione delle operazioni militari nella Striscia di Gaza. "Hamas rappresenta una minaccia per la sicurezza di Israele. La decisione del gabinetto di ieri di proseguire con potenti operazioni a Gaza invia un messaggio chiaro. Israele è determinato a raggiungere gli obiettivi della guerra: sconfitta totale di Hamas, creazione delle condizioni per il ritorno di tutti gli ostaggi e garanzie di sicurezza per le comunità israeliane" che vivono intorno Gaza, ha spiegato Katz.
Idf, oggi lanciati da aerei aiuti per 72 tonnellate
Secondo l'IDF, aerei provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, dalla Giordania, dalla Germania, dal Belgio, dalla Francia e, per la prima volta, dai Paesi Bassi hanno lanciato oggi 72 pallet di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza scrive il Times of Israel. Ogni pallet contiene circa una tonnellata di cibo. Secondo l'esercito, dal 26 luglio, oltre 1.000 pacchi di aiuti umanitari sono stati paracadutati nella Striscia di Gaza da dieci paesi, tra cui Israele. I pacchi paracadutati dall'IDF sono stati forniti da gruppi umanitari internazionali.
Zamir: "Idf porterà a termine il piano del governo su Gaza"
Dopo che ieri sera il gabinetto di sicurezza israeliano ha ordinato alle IDF di conquistare Gaza City, il capo di stato maggiore, tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che l'esercito porterà a termine il piano "nel miglior modo possibile", lo riferisce il Times of Israel. "Continueremo a guidare la nostra azione partendo dalla responsabilità nazionale riposta nelle IDF e nei suoi comandanti. Siamo responsabili della prontezza dell'esercito, della sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini, del ritorno degli ostaggi e della sconfitta di Hamas, e così faremo", ha dichiarato Zamir ai comandanti di divisione e ai generali di grado più alto durante una valutazione tenutasi oggi dalle IDF.
Amb. Palestina a Onu: "Fermare folle piano di Israele a Gaza"
"Ho visto il presidente del Consiglio di Sicurezza sull'annuncio della massiccia operazione militare israeliana a Gaza. Questa escalation va in totale contraddizione con la volontà della comunità internazionale, della legge internazionale, e anche contro la volontà della maggioranza degli israeliani". Lo ha detto l'ambasciatore palestinese all'Onu, Ryad Mansour. "E' dovere della comunità internazionale agire. Quando è troppo è troppo, non serve più genocidio, più uccisioni, quello che serve è porre fine alla macchina della guerra e la pace", ha aggiunto: "Il nostro obiettivo è fermare Israele dal portare avanti questo piano folle".
Idf, uccisi diversi terroristi che parteciparono a 7 ottobre
Le Idf e lo Shin Bet hanno ucciso diversi uomini di Hamas e della Jihad islamica palestinese. Lo ha reso noto l'esercito israeliano, precisando che si tratta di terroristi che agirono a Beit Hanoun, a Gaza, e in Israele il 7 ottobre. Uno degli uomini uccisi è Marad Nasser Musa Abu Jrad, comandante della Brigata Beit Hanoun della Jihad islamica palestinese.
L'esercito ha inoltre eliminato il terrorista Mahmoud Shouki Tayim Dardasawi. Era comandante dell'unità anticarro della Brigata di Gaza City per la Jihad islamica palestinese.
Vance: "Usa e Gb possono avere disaccordi su Gaza"
Stati Uniti e Gran Bretagna "possono avere dei disaccordi" su come gestire la crisi umanitaria a Gaza. Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance durante l'incontro col ministro degli Esteri britannico David Lammy nella sua residenza di campagna, Chevening House, nel Kent. Vance ha sottolineato che proprio le divergenze sono al centro dei colloqui di oggi. Mentre Lammy ha ribadito le forti preoccupazioni di Londra sul piano di controllo militare della Striscia intrapreso da Israele, che già il premier Keir Starmer aveva definito come "sbagliato".
Costa: "Israele si ravveda, conseguenze su legami con Ue"
Il piano di occupare Gaza "deve avere conseguenze sulle relazioni Ue-Israele". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, esortando "vivamente" il governo di Benyamin Netanyahu "a riconsiderare la sua decisione". "Un'operazione del genere - insieme alla continua espansione illegale degli insediamenti in Cisgiordania, alla massiccia distruzione di Gaza, al blocco degli aiuti umanitari e alla diffusione della carestia - non solo viola l'accordo con l'Ue annunciato dall'alto Rappresentante il 19 luglio, ma mina anche i principi fondamentali del diritto internazionale e i valori universali", aggiunge.
Hamas, occupazione Gaza non sarà un picnic
L'occupazioni di Gaza "non sarà un picnic": è il monito di Hamas, rilanciato da al Jazeera. Il gruppo si dice "pronto a un accordo" per il rilascio degli ostaggi e di aver comunicato la propria disponibilità ai mediatori egiziani e qatarioti. "Siamo pronti a una intesa per il rilascio degli ostaggi, in cambio della fine della guerra e del ritiro delle forze di occupazione", recita un comunicato: "L'occupazione di Gaza è un'avventura che costerà caro e non sarà un picnic, non ci saranno rese".
Vance a Lammy: "Gli Usa non riconosceranno la Palestina"
Sul riconoscimento della Palestina "il Regno Unito prenderà la sua decisione". Lo ha detto il vice presidente americano Jd Vance nel suo incontro con il ministro degli Esteri britannico David Lammy nella sua residenza di campagna, Chevening House, nel Kent. "Gli Stati Uniti non hanno intenzione di riconoscere uno Stato palestinese. Non so neanche cosa significherebbe riconoscere uno Stato palestinese, data la mancanza di un governo funzionante", ha aggiunto.
Media: "Almeno 21 palestinesi uccisi oggi a Gaza"
Sono almeno 21 i palestinesi uccisi oggi negli attacchi israeliani a Gaza: lo riporta Al Jazeera citando fonti ospedaliere nella Striscia.
Disapprovazione internazionale su piano di Israele a Gaza
Dalla Germania, uno dei piu' fedeli alleati di Israele, che ha annunciato la sospensione delle esportazioni di armi che potrebbero essere utilizzate dal Paese nella Striscia di Gaza, alla Cina, che ha denunciato "azioni pericolose", il piano israeliano per il controllo di Gaza City ha suscitato una diffusa disapprovazione internazionale. Ecco le prime reazioni internazionali a questo piano, presentato dal primo ministro Benjamin Netanyahu e approvato nella notte tra giovedi' e venerdi' dal gabinetto di sicurezza israeliano. Hamas ha parlato di un "nuovo crimine di guerra che l'esercito di occupazione desidera commettere contro la citta' e i suoi quasi un milione di abitanti". "Questa avventura criminale sara' costosa e non sara' un viaggio facile" per i soldati israeliani, ha avvertito. Onu: Il piano del governo israeliano "deve essere immediatamente fermato", ha dichiarato l'Alto Commissario per i Diritti Umani Volker Turk, perche' "contraddice la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia secondo cui Israele deve porre fine alla sua occupazione il prima possibile, il raggiungimento della soluzione concordata dei due Stati e il diritto palestinese all'autodeterminazione". GERMANIA: Berlino ha avviato un importante cambiamento nel suo approccio nei confronti di Israele decidendo di sospendere le esportazioni di armi che il Paese potrebbe utilizzare nella Striscia di Gaza.Sta diventando "sempre piu' difficile capire" come questo piano consentirebbe alle autorita' israeliane di raggiungere i loro obiettivi nel territorio palestinese, ha affermato il Cancelliere tedesco Friedrich Merz annunciando la decisione di Berlino. UNIONE EUROPEA: "Il governo israeliano deve revocare la sua decisione di estendere l'operazione militare a Gaza", ha risposto la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. "E' necessario un cessate il fuoco immediato", ha aggiunto.
Magi: "Meloni non si giri dall'altra parte, riconosca Palestina"
"La decisione di Netanyahu di occupare Gaza e' inqualificabile e isola Israele come mai prima nella sua storia recente. Tutto il mondo sta condannando duramente questa scelta. L'Italia non puo' restare in silenzio. Si unisca alla comunita' internazionale per fermare questo piano folle". Lo afferma il segretario di Piu' Europa, Riccardo Magi. "Meloni si faccia promotrice in sede europea delle iniziative contenute nella lettera degli ex ambasciatori, interrompendo ogni rapporto e cooperazione nel settore militare e della difesa con Israele, proponendo sanzioni individuali per i ministri israeliani, sospendendo l'Accordo di associazione tra Israele e l'Unione Europea e, soprattutto - sottolinea Magi - riconoscendo con urgenza lo Stato di Palestina. Netanyahu va isolato, l'occupazione di Gaza va fermata, la popolazione di Gaza va sfamata, gli aiuti umanitari vanno fatti passare. Da madre, da cristiana, da italiana, Meloni non puo' piu' girarsi dall'altra parte".
Meloni a un proPal: "Genocidio a Gaza? Ci lavoro ogni giorno"
"Io lavoro ogni giorno sul genocidio palestinese". E' la risposta che la premier Giorgia Meloni dà - in un breve e concitato scambio di battute - a un ragazzo attivista proPal (autore del video poi diffuso in rete) che la sollecitava a una risposta "come madre" al genocidio in Palestina. Il tutto è avvenuto mercoledì scorso al termine del concerto delle K-pop Blackpink dove la premier aveva portato la figlia Ginevra. "Noi siamo la nazione al mondo che ha liberato più bambini", ha aggiunto aggiungendo: "Se fosse preparato lo saprebbe, perché la pace non si fa così". E alle ultime accuse riguardanti l'invio delle armi a Israele, la premier ha replicato: "Ma quali armi, studi".
Ue: von der Leyen esorta Israele a "tornare indietro" su piano per Gaza
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha esortato Israele a "tornare indietro" sul proprio piano per Gaza. "Il governo israeliano deve tornare sulla decisione di prolungare l’operazione militare a Gaza", ha dichiarato la leader dell’esecutivo europeo su X. "È necessario un cessate il fuoco immediato", ha aggiunto, chiedendo che l’aiuto umanitario possa accedere "immediatamente e senza ostacoli a Gaza". La Commissione europea aveva già indicato alla fine di giugno di ritenere che Israele stesse violando un articolo dell’accordo di associazione che lo lega all’Ue in materia di rispetto dei diritti umani, a causa della disastrosa situazione umanitaria nella Striscia. Come risposta, l’esecutivo Ue aveva proposto di sospendere alcuni finanziamenti europei destinati alle start-up israeliane. Questa proposta è attualmente all’esame degli Stati membri, che non l’hanno ancora approvata. I paesi membri dell'Unione hanno posizioni contrastanti sull’atteggiamento da tenere nei confronti di Israele fin dall’inizio della guerra a Gaza contro Hamas. Diversi Stati membri, tra cui la Germania, hanno a lungo insistito sul diritto di Israele a difendersi nel rispetto del diritto internazionale, mentre altri, come la Spagna, denunciano un “genocidio” nei confronti dei palestinesi di Gaza. Oggi tuttavia Berlino ha compiuto una svolta significativa, annunciando la sospensione delle esportazioni di armi che Israele potrebbe utilizzare nella Striscia. Il Belgio, da parte sua, ha annunciato la convocazione dell’ambasciatrice israeliana dopo l’annuncio del piano israeliano per Gaza. Anche all’interno della stessa Commissione europea iniziano a manifestarsi crepe. In un’intervista rilasciata a Politico questa settimana, la vicepresidente Teresa Ribera ha affermato che la situazione a Gaza "assomiglia molto" a un "genocidio".
Idf: "Obiettivo a Gaza è liberare gli ostaggi e collasso di Hamas"
Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, il generale Eyal Zamir, ha tenuto questa mattina una valutazione con gli alti ufficiali del comando meridionale, dopo la decisione del gabinetto di sicurezza di ieri sera di conquistare Gaza City. Lo riferisce il Times of Israel citando una nota Idf. Gli ufficiali hanno discusso "dell'attuale situazione dei combattimenti" e Zamir ha detto che verrà approfondita la pianificazione delle prossime operazioni "con l'obiettivo di creare le condizioni per il ritorno degli ostaggi e il crollo del regime di Hamas".
Il Belgio convoca l'ambasciatore israeliano su Gaza
Il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot, ha convocato l'ambasciatrice israeliana in Belgio, Idit Rosenzweig-Abu, in risposta all'annuncio del governo israeliano di voler occupare Gaza. In una dichiarazione rilasciata all'agenzia di stampa Belga, Prévot ha espresso la "totale disapprovazione" del Belgio per i piani d'occupazione e la prosecuzione "della politica di colonizzazione nei territori palestinesi". "L'obiettivo ora è sostenere con determinazione un cambio di rotta rispetto a queste intenzioni", ha sottolineato.
Von der Leyen: "Israele riconsideri i suoi piani su Gaza"
"La decisione del governo israeliano di estendere ulteriormente la sua operazione militare a Gaza deve essere riconsiderata. Allo stesso tempo, è necessario che tutti gli ostaggi, detenuti in condizioni disumane, vengano rilasciati. Inoltre, gli aiuti umanitari devono poter accedere immediatamente e senza ostacoli a Gaza per fornire ciò che è urgentemente necessario sul campo. È necessario un cessate il fuoco immediato". Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
Idf, smantellati siti di lancio a Gaza per razzi verso Israele
L'Esercito israeliano (Idf) ha smantellato ieri siti di lancio a Gaza utilizzati per sparare razzi verso Israele, rende noto l'Idf su Telegram. "Sulla base delle informazioni fornite dall'Idf e dall'Isa (lo Shin Bet, ndr), le truppe dell'Idf continuano le operazioni contro le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza", si legge in un comunicato. "Ieri, un razzo è stato lanciato verso Nir Am dalla Striscia di Gaza settentrionale ed è stato intercettato dall'Iaf (l'Aeronautica militare, ndr) e le truppe dell'Idf hanno colpito e smantellato il lanciatore armato responsabile del razzo lanciato verso Nir Am". Inoltre, prosegue la nota, "nella zona di Khan Yunis, le truppe dell'Idf continuano le operazioni: hanno smantellato un sito infrastrutturale sotterraneo ed eliminato una cellula terroristica che rappresentava una minaccia e hanno smantellato un sito infrastrutturale terroristico utilizzato come deposito di armi e luogo di ritrovo per i terroristi di Hamas". Nel nord di Gaza, "le truppe dell'Idf stanno operando per individuare e smantellare siti infrastrutturali in superficie e nel sottosuolo sopra e hanno colpito ieri strutture che rappresentavano una minaccia per le truppe nelle zone di Shuja'iyya e Zeitoun". Nel sud di Gaza, "le truppe dell'Idf continuano a operare e hanno smantellato ieri diversi siti infrastrutturali terroristici e individuato diversi pozzi di tunnel".
Israele: "Nessun giornalista a Gaza finché c'è la guerra"
Israele non consentirà l'accesso dei media internazionali alla Striscia di Gaza fino a quando le ostilità "non diminuiranno". L'ha detto la rappresentante permanente aggiunta di Israele presso le organizzazioni internazionali a Roma, ambasciatrice Orli Gil. La diplomatica ha risposto così a chi, durante un incontro con la stampa all'ambasciata israeliana, le ha fatto notare come solo la presenza della stampa internazionale permetterebbe di diminuire i rischi di "fake news messe in scena da Hamas" che Gil aveva appena denunciato. "È una zona di guerra. Abbiamo visto in passato che quando i reporter vengono feriti gioca sempre a sfavore di Israele. Ora non possiamo permettere a dei civili di entrare in zona di guerra", ha concluso.
Israele: "Gli ostaggi non hanno più molto tempo"
"Sono più ottimista sulla distribuzione degli aiuti alla popolazione palestinese, non altrettanto per quanto ci vorrà per il rilascio degli ostaggi". L'ha detto Orli Gil, rappresentante permanente aggiunto d'Israele presso le organizzazioni internazionali a Roma, in un incontro con la stampa nella sede dell'ambasciata israeliana nella capitale. "E come vedete, non sembra che non abbiano molto tempo - ha aggiunto mentre venivano mostrati i terribili video diffusi da Hamas - sembrano degli scheletri". Alle domande sull'espansione delle operazioni militari a Gaza decisa ieri sera dal governo israeliano, Gil ha risposto di non avere dettagli a riguardo. "E' chiaro che la miglior cosa per gli ostaggi è tornare a casa - ha aggiunto -. Il fatto che Israele mandi i suoi inviati ovunque per dei negoziati dimostra quanto siamo determinati a farli tornare a casa. Non sono totalmente certa che questa operazione non aggiungerà dei rischi, ma si tratta di una questione umanitaria" ha concluso.
Israele: Onu faccia pressione per la liberazione degli ostaggi
Israele sollecita l'Onu affinché faccia pressione su "Hamas ed i palestinesi" per la liberazione degli ostaggi, o almeno affinché sia garantito l'accesso a loro da parte della Croce Rossa e sia consentito il libero flusso degli aiuti senza che il gruppo filo-iraniano li saccheggi. Le due richieste sono arrivate da Orli Gil, rappresentante permanente aggiunto d'Israele presso le organizzazioni internazionali a Roma, in un incontro con i media nell'ambasciata israeliana nella capitale. Nell'incontro la diplomatica ha anche bacchettato la Croce Rossa. Quello degli ostaggi in mano ad Hamas, ha detto, è uno "dei pochi casi" in cui la Croce Rossa non ha avuto accesso gli ostaggi. "La Croce Rossa non ha chiesto di vederli. Forse perchè sono ebrei? - ha detto -. Non hanno chiesto l'accesso alle loro persone né il rispetto dei loro diritti. Si sono solo offerti di dare un 'passaggio' dal punto di rilascio ad Israele" ha aggiunto. Nel suo dialogo coi cronisti Gil ha parlato di 'doppio standard' usato nei confronti di Israele dalle istituzioni internazionali.
Abu Mazen: "Occupazione di Gaza castatrofe senza precedenti"
La decisione del governo Netanyahu sull''occupazione della Striscia di Gaza rappresenta "un crimine a pieno titolo in violazione del diritto internazionale" che "causerà una catastrofe umanitaria senza precedenti". Lo afferma l'ufficio del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen (Mahmud Abbas), accusando Israele di proseguire in una politica di "genocidio, e carestia". Abu Mazen ribadisce poi "il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese" in uno Stato "con Gerusalemme est capitale". E sollecita Donald Trump, a fermare il piano di Netanyahu e a spingere per una soluzione di "pace permanente".
Hamas: "Espandere aggressione significa sacrificare ostaggi"
L'uso da parte di Israele del termine "controllo" invece di "occupazione" è un tentativo di "eludere la propria responsabilità legale per le conseguenze del suo brutale crimine contro i civili", afferma Hamas, secondo cui il governo israeliano non si cura del destino degli ostaggi: "Si rendono conto che espandere l'aggressione significa sacrificarli". Il gruppo filo-iraniano, riporta Al Jazeera, ha definito la decisione di Israele di assumere il controllo di Gaza City un "crimine di guerra", sottolineando che il piano di Netanyahu spiega l'improvviso ritiro di Israele dall'ultimo round di negoziati
Merz: "Sospese le forniture di armi a Israele"
"Il governo tedesco non autorizzerà alcuna esportazione di attrezzature militari che potrebbero essere utilizzate nella Striscia di Gaza fino a nuovo avviso", è quanto dichiara il cancellire federale tedesco Friedrich Merz.
In Giordania 100 tonnellate aiuti dall'Italia per Gaza
È atterrato all'aeroporto civile di Amman, in Giordania, l'aereo cargo commerciale decollato questa mattina da Fiumicino e contenente cento tonnellate di carichi di aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, che saranno ora trasportate in una vicina base militare giordana. A gestire le cento tonnellate di derrate alimentari, acquistate dal Maeci, sarà ora il ministero della Difesa, che da domani con i C130 dell'aeronautica militare italiana avvierà il primo di una serie di aviolanci per paracadutare gli aiuti sul territorio di Gaza per un'intera settimana.
Israele prepara invasione a Gaza, le reazioni contro la decisione di Netanyahu
Israele approva piano occupazione Striscia entro 7 ottobre
Cina: "Seriamente preoccupati per piano Israele su Gaza"
La Cina si è detta oggi "seriamente preoccupata" per il piano israeliano di prendere il controllo militare di Gaza City, esortando Israele a "cessare immediatamente le sue azioni pericolose". "Gaza appartiene al popolo palestinese ed è parte integrante del territorio palestinese", ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri cinese in una risposta scritta all'agenzia di stampa Afp.
Onu: "Israele fermi immediatamente il suo piano su Gaza£
L'Onu esige che Israele "fermi immediatamente" il proprio piano di controllo militare sulla Striscia di Gaza. Lo riferisce un comunicato.
Media: Trump contro Netanyahu, urla su fame a Gaza
Una telefonata culminata con le urla. Sarebbe andato così, secondo Nbc News, un recente colloquio telefonico tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, finito con le grida di quest'ultimo sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Stando alle notizie sarebbe accaduto tutto il 28 luglio quando Netanyahu e Trump avrebbero avuto una conversazione privata dai toni accesi nel mezzo dei timori della Casa Bianca sul lavoro del Gaza Humanitarian Fund. L'emittente cita un funzionario americano, due ex ufficiali Usa e un funzionario occidentale. Tutto dopo che Netanyahu il giorno prima aveva detto che "non c'è fame a Gaza", scatenando la replica di Trump. Così, secondo le fonti americane di Nbc News, il premier israeliano avrebbe chiesto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti, che ci sarebbe stato qualche ora dopo. E in quella telefonata Netanyahu avrebbe parlato a Trump di propaganda di Hamas, finendo - è la ricostruzione - per essere interrotto dal tycoon che avrebbe iniziato a gridare sottolineando come suoi collaboratori gli avessero mostrato prove dei bambini che soffrono la fame, che muoiono di fame. E' stata, secondo uno degli ex funzionari Usa citati dall'emittente, "una conversazione diretta, per lo più a senso unico, sullo stato degli aiuti umanitari", in cui Trump "ha parlato per la maggior parte del tempo". Poi c'è stata la missione dell'inviato Steve Witkoff in Medio Oriente.
Starmer: "Piano su Gaza sbagliato, Israele lo riconsideri"
Il premier britannico Keir Starmer ha affermato che Israele dovrebbe riconsiderare il suo piano, "sbagliato", di prendere il controllo di Gaza City.
Smotrich: "Stiamo cancellando lo Stato palestinese"
Il ministro delle Finanze israeliano, l'ultraortodosso Bezalel Smotrich, ha affermato, in un'intervista al bollettino religioso Ofek, che il governo di Tel Aviv sta "cancellando lo Stato palestinese".
Capo Pni: decisione su Gaza è dichiarazione di crimine di guerra
Il segretario generale del Partito Palestinian National Initiative (Pni), Mustafa Barghouti, ha affermato che la decisione di Israele di espandere le operazioni militari a Gaza è una "dichiarazione di un crimine di guerra", riporta la Cnn. Secondo il politico palestinese di lunga data, questa mossa dimostra che le "vere intenzioni" del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del suo governo sono "la pulizia etnica di tutto il popolo palestinese nella Striscia di Gaza". "Netanyahu ha dimostrato di non avere alcun interesse per i prigionieri israeliani, di non aver mai voluto raggiungere un accordo di cessate il fuoco e di utilizzare la distruzione di Hamas come copertura per il suo intento di compiere una pulizia etnica di tutto il popolo palestinese a Gaza", ha affermato Barghouti in una dichiarazione. La decisione del Gabinetto di sicurezza "è una dichiarazione di crimini di guerra di sterminio, genocidio e pulizia etnica": Netanyahu "non avrebbe osato commettere tutti questi crimini senza il sostegno dell'amministrazione americana", ha aggiunto.
Lapid: 'Piano Gaza? Un disastro, esattamente quello che voleva Hamas'
Un "disastro". Il leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, commenta così su X il via libera del gabinetto di sicurezza israeliano, annunciato dall'ufficio del premier Benjamin Netanyahu, al piano "per sconfiggere Hamas". Per Lapid si tratta di un "disastro che porterà a molti altri disastri".
"In totale contrasto con l'opinione dei vertici militari e della sicurezza, senza considerare il logoramento e la fatica delle forze combattenti, Ben-Gvir e Smotrich hanno trascinato Netanyahu verso una mossa che porterà alla morte degli ostaggi, all'uccisione di molti soldati, costerà decine di miliardi e porterà a un collasso diplomatico - scrive Lapid nel post - Questo è esattamente quello che voleva Hamas, che Israele resti intrappolato sul campo senza uno scopo, in un'occupazione inutile che nessuno capisce dove porterà".
Sette morti nella notte in attacchi israeliani a Gaza
Sette persone sono rimaste uccise nella notte in attacchi israeliani contro diverse aree di Città di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo la quale sei membri della stessa famiglia sono morti in un bombardamento che ha colpito la loro tenda a nord-ovest di Città di Gaza, mentre una donna è deceduta in una casa distrutta nei pressi di piazza Al-Shawa.
Piazza Grande a Locarno manifesta contro la violenza a Gaza
Decine e decine di foglietti, tutti con una macchia rossa coperta da un pezzo di garza, a simboleggiare il sangue dei morti in Palestina, e un messaggio: "Stop al genocidio". Piazza Grande, cuore di Locarno e del suo Film Festival in corso in questi giorni, manifesta così contro la violenza a Gaza. A mobilitare gli spettatori, che hanno alzato i biglietti ieri sera prima della proiezione di 'The Birthday Party' di Miguel Ángel Jiménez (alla presenza di regista, Willem Dafoe ed Emma Suarez), è stato un gruppo locale di attivisti, che ha consegnato loro i piccoli cartelli prima dell'evento. La protesta si è svolta in silenzio per circa un minuto e ha visto la partecipazione di buona parte del pubblico presente. Il direttore artistico del Locarno Film Festival, Giona A. Nazzaro, al termine della manifestazione ha dichiarato dal palco: "Siamo con voi, grazie". Dalla piazza si è dunque levato un applauso.
Fonti del Cairo: con l’occupazione di Gaza, gli ostaggi saranno uccisi
L’occupazione della Striscia di Gaza annunciata dal governo israeliano spingerà Hamas a uccidere gli ostaggi superstiti. È l’avvertimento che un diplomatico egiziano avrebbe fatto pervenire alle controparti statunitensi, secondo quanto riferisce Al-Akhbar, testata libanese affiliata a Hezbollah. Il diplomatico avrebbe sottolineato che il piano di Tel Aviv “porterà necessariamente alla morte degli ostaggi israeliani perché i loro carcerieri sono stati istruiti a ‘neutralizzarli’ in caso di assedio”. Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, avrebbe chiesto un colloquio diretto con l’omologo statunitense, Donald Trump, aggiunge la fonte.
Australia: l’occupazione di Gaza peggiorerà la situazione
L’occupazione della Striscia di Gaza decisa dal governo israeliano “non farà che peggiorare la catastrofe umanitaria” in corso nel territorio palestinese. Lo ha dichiarato in una nota, riportata dalla stampa australiana, il ministro degli Esteri di Canberra, Penny Wong, che ha invitato Tel Aviv a “non imboccare questa strada”.
NBC: Trump urla contro Netanyahu che prova a smentire la carestia a Gaza
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha alzato la voce contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante una recente telefonata, in risposta ai tentativi di quest’ultimo di negare la carestia in corso a Gaza, dove un numero crescente di persone sta morendo di fame. Lo riferiscono alla NBC fonti ben informate.La conversazione, secondo l’emittente statunitense, è avvenuta il 28 luglio, dopo che Netanyahu aveva dichiarato che non esiste un’emergenza alimentare nel territorio palestinese. Il giorno successivo, Trump aveva pubblicamente contraddetto il premier israeliano, affermando che a Gaza c’è una “vera inedia” che “non si può inscenare”. Secondo NBC, Trump avrebbe poi telefonato a Netanyahu, il quale ha ribadito la sua posizione, sostenendo che le immagini di bambini palestinesi scheletrici diffuse dai media sarebbero propaganda di Hamas. A quel punto, Trump avrebbe interrotto Netanyahu e iniziato a urlare, dichiarando che il suo staff gli aveva confermato numerosi decessi per fame nella Striscia, in particolare tra i più piccoli. Le fonti hanno descritto la conversazione, incentrata sullo stato degli aiuti umanitari, come “diretta e per lo più a senso unico”, ossia dominata da Trump.
I residenti di Gaza City evacuati entro il 7 ottobre
Dopo la decisione del gabinetto di sicurezza, un alto funzionario israeliano ha sottolineato che "l'operazione che l'Idf preparerà riguarda solo Gaza City: l'obiettivo è evacuare tutti i residenti della città verso i campi profughi centrali e altre aree entro il 7 ottobre 2025 (data del secondo anniversario del massacro di Hamas nel sud di Israele). Verrà imposto un assedio ai terroristi rimasti nella zona e nel frattempo l'esercito manovrerà dentro la città". Lo riferisce Channel 12, aggiungendo che il premier e il ministro della Difesa Israel Katz sono stati autorizzati ad approvare il piano operativo definitivo dell'Idf.
Idf: 'Non c'è risposta umanitaria per 1 milione di sfollati'
"Non esiste una risposta umanitaria per il milione di persone che sposteremo a Gaza. Sarà tutto estremamente complesso. Propongo di rimuovere l'obiettivo del ritorno degli ostaggi tra gli obiettivi della guerra", ha detto il capo di stato maggiore Eyal Zamir durante la riunione di gabinetto esprimendo contrarietà per il piano presentato dal primo ministro. Lo riferisce Channel 12.
Ufficio Netanyahu, adottati 5 principi per fine guerra
La nota diffusa questa mattina dall'Ufficio del premier Benyamin Netanyahu a conclusione della riunione afferma che "il gabinetto di sicurezza ha adottato a larga maggioranza i cinque principi per la fine della guerra: smantellamento dell'arsenale di Hamas, ritorno di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti; smilitarizzazione della Striscia di Gaza; controllo della sicurezza da parte di Israele sulla Striscia; istituzione di un'amministrazione civile alternativa, che non sia né Hamas né l'Autorità Palestinese.
Netanyahu: Idf si prepara a prendere controllo di Gaza City
"Il gabinetto politico e di sicurezza ha approvato la proposta del primo ministro per la sconfitta di Hamas. L'Idf si preparerà a prendere il controllo della città di Gaza, garantendo assistenza umanitaria alla popolazione civile al di fuori delle zone di combattimento. La maggioranza assoluta dei ministri del gabinetto ha ritenuto che il piano alternativo presentato non avrebbe portato né alla sconfitta di Hamas, né al ritorno degli ostaggi". Lo rende noto l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Approvata proposta Netanyahu di conquistare Gaza City
Il gabinetto di sicurezza ha approvato dopo dieci ore di discussione la proposta del primo ministro Benyamin Netanyahu di conquistare Gaza city. Lo riferisce un alto funzionario a Channel 12. Dall'inizio della guerra, l'Idf ha evitato di entrare in buona parte dell'area della città. L'operazione richiederà l'evacuazione dell'area in cui attualmente vive circa un milione di abitanti della Striscia.