Netanyahu sarà il primo leader straniero a incontrare Trump dopo il suo insediamento alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver condotto 3 attacchi aerei in Cisgiordania, uccidendo "numerosi terroristi". Completato sabato il quarto scambio fra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi. Aperta un'inchiesta penale nei confronti di Sara Netanyahu, per presunta interferenza nel caso di corruzione contro suo marito
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Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, è atterrato alla base aerea di Andrews nel Maryland, prima del suo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump previsto martedì. Lo scrive il Times of Israel. Il primo incontro di alto livello di Netanyahu si terrà lunedì con l'inviato speciale Usa per il Medio Oriente, Steve Witkoff.
L'Idf ha annunciato di aver condotto domenica tre attacchi aerei in Cisgiordania, uccidendo "numerosi terroristi". Colpite in particolare - riferisce l'Idf su Telegram - "tre cellule terroristiche nelle aree di Jenin e Qabatiya". In quest'ultima località sono stati uccisi "il terrorista Saleh Zakarneh e il terrorista Abed al-Hadi Kamil, di Qabatiya, precedentemente detenuti per aver pianificato attività terroristiche e rilasciati come parte dell'accordo di cessate il fuoco del novembre 2023, sono stati eliminati nell'attacco". Il ministero degli Esteri dell'Autorità palestinese ha condannato la “brutale” distruzione di edifici a Jenin da parte dell'esercito israeliano.
Intanto, la procura di Stato israeliana ha aperto un'inchiesta penale nei confronti di Sara Netanyahu, moglie del primo ministro, per presunta interferenza nel caso di corruzione contro suo marito.
Sabato l'ultimo scambio ostaggi prigionieri: Yarden Bibas e Ofer Calderon sono stati liberati per primi, poi è stata la volta di Keith Siegel. In cambio sono stati scarcerati 183 detenuti palestinesi, tra cui 72 prigionieri di sicurezza, 14 dei quali stavano scontando l'ergastolo.
Approfondimenti:
- Accordo Israele-Hamas, in migliaia festeggiano la tregua per le strade di Gaza
- Tregua a Gaza, accordo tra Israele e Hamas. Le reazioni internazionali, da Trump a Biden
- Tregua a Gaza, migliaia di sfollati verso casa. Entrano gli aiuti. LE FOTO
- Tregua Gaza, chi sono le prime 3 ragazze israeliane liberate da Hamas
- Dalla difesa alle infrastrutture, Russia e Iran sempre più vicini
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Netanyahu atterrato negli Usa, domani l'incontro con Witkoff
Le immagini diffuse dalle tv mostrano il primo ministro mentre viene accolto su un tappeto rosso dall'ambasciatore negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, dall'ambasciatore delle Nazioni Unite, Danny Danon, e dal console generale a New York, Ofir Akunis.
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La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. LE COSE DA SAPERE
Medio Oriente, idea di Trump per "ripulire" Gaza: palestinesi in Egitto e Giordania
"Stiamo parlando di un milione e mezzo di persone, e noi ripuliremo tutto", ha detto il presidente Usa ai giornalisti, definendo Gaza un "cantiere di demolizione" e affermando che la mossa potrebbe essere "temporanea o a lungo termine". IL PIANO
Netanyahu atterrato negli Usa, domani l'incontro con Witkoff
Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, è atterrato alla base aerea di Andrews nel Maryland, prima del suo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump previsto martedì. Lo scrive il Times of Israel. Il primo incontro di alto livello di Netanyahu si terrà domani con l'inviato speciale Usa per il Medio Oriente, Steve Witkoff.
Accordo Israele-Hamas, in migliaia festeggiano la tregua per le strade di Gaza. FOTO
I palestinesi hanno esultato e applaudito, mentre altri suonavano il clacson delle auto nella città meridionale di Khan Younis, quando è giunta la notizia di un accordo per il cessate il fuoco dopo 15 mesi di guerra. LE IMMAGINI
Netanyahu atterrato a Washington, martedì l'incontro con Trump
Il primo ministro Benjamin Netanyahu è atterrato a Washington, dove martedì incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Netanyahu sarà il primo leader straniero a incontrare Trump dopo il suo insediamento alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio.
Gaza, le moschee riprese dal drone prima e dopo la guerra
Le sconvolgenti immagini della Moschea di Al-Hassan e della Grande Moschea di Gaza, a Gaza city, prima e dopo la guerra. GUARDA IL VIDEO
Medioriente, chi sono le quattro soldatesse israeliane rilasciate
Sono state rilasciate quattro soldatesse israeliane in ostaggio a Gaza. Come confermato dalle Brigate Al Qassam, l'ala armata di Hamas, il rilascio è parte dell'accordo di cessate il fuoco nell'enclave. Si tratta di Liri Albag, 19 anni, Karina Ariev, Daniella Gilboa e Naama Levy, tutte 20enni. La quinta, Agam Berger, rimasta nella Striscia di Gaza, non verrà rilasciata per il momento. Ecco chi sono le soldatesse. CHI SONO
Abu Mazen chiede riunione Onu su operazione Idf in Cisgiordania
Il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen ha chiesto una sessione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla "continua aggressione israeliana contro il popolo palestinese" nella Cisgiordania settentrionale, dove l'Idf sta conducendo una vasta operazione antiterrorismo. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Abu Mazen chiede che il Consiglio di sicurezza metta fine alla "distruzione sistemica delle infrastrutture" da parte di Israele nelle città di Jenin, Tulkarem, Tamoun e Tubas in Cisgiordania e alla "politica di uccisioni" che, secondo il presidente, Israele ha implementato durante l'operazione antiterrorismo. Wafa riferisce che Abu Mazen ha anche chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alla sua amministrazione di intervenire e costringere l'esercito israeliano a interrompere le sue operazioni in Cisgiordania.
Gaza, migliaia di palestinesi sfollati tornano nel nord della Striscia. FOTO
L'apertura del valico è stata alle 7 ora locale, quando i gazawi hanno potuto iniziare il proprio esodo solo a piedi. I veicoli si sono potuti spostare verso nord dopo un'ispezione a partire dalle 9 ora locale, le 8 in Italia. "Chi è arrivato ci dice che manca l'acqua, l'elettricità, il cibo, le medicine. Le strade non esistono più e quindi mancano i punti di riferimento", racconta un palestinese. "Il ritorno degli sfollati è una vittoria per il nostro popolo", ha affermato Hamas. LE IMMAGINI
Netanyahu da Trump martedì alle 18, poi cena
Sebbene il programma sia soggetto a modifiche, il primo ministro Benjamin Netanyahu incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump martedì sera alle 18 ora locale, scrive il Times of Israel. L'incontro includerà una cena, probabilmente alle 21. Martedì i due potrebbero anche tenere una conferenza stampa e incontrare le famiglie degli ostaggi. Domani Netanyahu incontrerà l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff. Mercoledì Netanyahu incontrerà il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e giovedì incontrerà i leader del Congresso, tra cui il leader della maggioranza del Senato e il presidente della Camera. Probabilmente rilascerà un'intervista anche a un quotidiano americano.
Tregua Israele-Hamas, chi sono gli ostaggi liberati finora
L'accordo per un cessate il fuoco sulla Striscia di Gaza è scattato il 19 gennaio. Durante la prima delle tre fasi saranno in tutto 33 le persone riconsegnate allo Stato ebraico (anche se quelle vive sono 25). In cambio vengono liberati centinaia di prigionieri palestinesi. Dalle donne portate via dai kibbutz israeliani ai partecipanti rapiti durante il festival di Nova: ecco chi sono gli ex ostaggi. CHI SONO
Tregua Israele-Hamas, chi sono gli ostaggi liberati ieri. Le loro storie
Tornano a casa dopo 484 giorni di prigionia Ofer Calderon, 54 anni, Keith Siegel, 65 anni, e Yarden Bibas, 35 anni. Restano ancora prigionieri 82 rapiti, 23 dei quali dovrebbero essere rilasciati prossimamente: dei 23, 15 sono vivi e otto deceduti. LE STORIE
Anp condanna "brutale" distruzione israeliana di edifici a Jenin
Il ministero degli Esteri dell'Autorità palestinese ha condannato la distruzione di edifici a Jenin, in Cisgiordania, da parte dell'esercito israeliano. Il ministero "condanna, nei termini più forti, i bombardamenti commessi dalle forze di occupazione israeliane... compresa la loro azione di oggi, domenica, per far saltare in aria grandi quartieri del campo di Jenin", ha affermato in una dichiarazione, descrivendola come una "scena brutale". In una nota, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver distrutto "infrastrutture terroristiche" nella zona e di aver ucciso "numerosi terroristi".
Egitto accoglie altri 34 feriti e 63 accompagnatori da Gaza
Dopo i 50 di ieri, tra cui 30 bambini malati di cancro, oggi sono entrati in Egitto provenendo da Gaza altri "34 feriti". A passare con loro attraverso il valico di Rafah, quello che collega direttamente la Striscia al Sinai egiziano, c'erano 63 "accompagnatori". Le cifre odierne sono state indicate in un messaggio diffuso al Cairo dall'Ufficio stampa del governo egiziano che non ha fornito ulteriori dettagli. In mattinata una fonte della Mezzaluna rossa egiziana aveva segnalato l'apertura del valico per il secondo giorno consecutivo al fine di consentire il transito dei feriti da curare in ospedali in Egitto e la mobilitazione di decine di ambulanze.
Ue: "Ruolo dell'Unrwa essenziale, condanniamo leggi israeliane"
"L'Unione europea ribadisce la sua preoccupazione per le conseguenze di vasta portata della legislazione israeliana sull'Unrwa per le sue operazioni in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e a Gaza. L'Ue condanna qualsiasi tentativo di abrogare l'accordo del 1967 tra Israele e l'Unrwa o di ostacolare in altro modo la capacità dell'Unrwa di svolgere il proprio mandato". Lo ha dichiarato l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Kaja Kallas. "L'Ue sottolinea il ruolo dell'Onu e delle sue agenzie, in particolare l'Unrwa, che fornisce un sostegno fondamentale alla popolazione civile a Gaza, in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e in tutta la regione, compresi Libano, Siria e Giordania. La fornitura di servizi essenziali ai rifugiati palestinesi è ancora più importante ora che è necessario attuare rapidamente il cessate il fuoco e l'accordo per la liberazione degli ostaggi", ha aggiunto Kallas. Al tempo stesso, ha sottolineato l'Alto Rappresentante, "l'Ue si aspetta la piena attuazione delle raccomandazioni del rapporto del Gruppo di revisione indipendente in seguito alle accuse rivolte ad alcuni membri del personale dell'Unrwa e condanna l'uso da parte di Hamas di strutture dell'Onu appartenenti all'Unrwa, come rivelato dagli ostaggi israeliani".
Dall'Egitto partiti oggi 250 camion di aiuti per Gaza
Oggi dall'Egitto c'è stata "l'entrata di 250 camion di aiuti ai valichi di Al-Awja (Nitzana) e Kerem Shalom in preparazione a un loro ingresso nella Striscia di Gaza". Tra questi (ci sono) 17 autocisterne di carburante": lo ha segnalato il Sis, l'Ufficio stampa del governo egiziano, con un messaggio diffuso nel tardo pomeriggio al Cairo.
Hezbollah: "Il 23 febbraio i funerali di Nasrallah"
I funerali di Hassan Nasrallah, l'ex leader di Hezbollah ucciso in un massiccio attacco israeliano il 27 settembre a Beirut, si terranno il 23 febbraio. Lo annuncia il capo dello stesso movimento sciita libanese filo-iraniano, Naim Qassem. "Dopo che le condizioni di sicurezza hanno impedito di tenere un funerale" durante due mesi di guerra tra il gruppo e Israele, terminata il 27 novembre, Hezbollah ha deciso di organizzare "il 23 febbraio un grande... funerale pubblico" per Nasrallah, ha detto Qassem in un discorso televisivo.
Qatar esorta Israele e Hamas ad avviare i colloqui su fase due
Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, mediatore nei colloqui tra Israele e Hamas ha invitato le parti ad avviare i negoziati per la seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza, entrato in vigore il 19 gennaio. "Sottolineiamo l'importanza dell'impegno di tutte le parti nell'attuazione di tutti i termini dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza e nell'avvio della seconda fase" dei negoziati, ha detto in una conferenza stampa a Doha con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, citato dall'agenzia Anadolu. Secondo il premier qatarino, i colloqui avrebbero dovuto cominciare domani, ma "non ci sono dettagli chiari sull'arrivo delle delegazioni e l'inizio dei negoziati". "Auspichiamo di vedere qualche movimento nei prossimi giorni", ha aggiunto. Secondo i media israeliani, il premier Benyamin Netanyahu ha deciso di rinviare il viaggio del team negoziale a Doha fino a quando non incontrerà il presidente americano Donald Trump martedì a Washington.
Libano: cambio al comando del Contingente italiano di Unifil
La Brigata "Sassari" ha ceduto alla Brigata "Pozzuolo del Friuli" il comando dell'operazione "Leonte" nell'ambito della missione Unifil. Lo rende noto un comunicato. La Brigata "Sassari" ha ceduto il comando dell'operazione "Leonte" alla Brigata "Pozzuolo del Friuli" nell'ambito della missione Unifil, la Forza delle Nazioni Unite schierata nel sud del Libano. Il passaggio di consegne tra il comandante della "Sassari", generale di divisione Stefano Messina, e il comandante della "Pozzuolo del Friuli", generale di brigata Nicola Mandolesi, si è svolto questa mattina presso la base "Millevoi" di Shama, durante una cerimonia presieduta dal capo missione e comandante di Unifil, il tenente generale spagnolo Aroldo La'zaro Sa'enz. Alla cerimonia, prosegue la nota, hanno partecipato anche l'ambasciatore d'Italia in Libano, Fabrizio Marcelli, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e diverse autorità civili e militari libanesi. Il generale Luciano Portolano, capo di Stato Maggiore della Difesa, dopo aver portato il saluto del ministro della Difesa Guido Crosetto, ha sottolineato che dall'inizio dell'operazione italiana "Leonte" nel 2006, circa 29.000 militari italiani hanno operato in Libano. Nel rivolgersi agli uomini e alle donne del settore Ovest di Unifil, il generale Portolano ha espresso profonda gratitudine e riconoscenza per i risultati ottenuti sul campo. La Brigata "Pozzuolo del Friuli", alla sua settima missione in Libano sotto i colori delle Nazioni Unite, ha assunto ufficialmente il comando del settore Ovest di Unifil, dove operano 3.800 caschi blu provenienti da 17 dei 48 paesi contributori alla missione. Del contingente multinazionale fanno parte 1.000 militari italiani, di cui 700 appartenenti alla Brigata "Pozzuolo del Friuli".
Re Giordania Abdullah II da Trump l'11 febbraio
Il re giordano Abdullah II sarà ricevuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca l'11 febbraio. Lo ha reso noto l'ufficio del re della Giordania in una nota, spiegando che il monarca ha ricevuto un invito da Trump la scorsa settimana. Lo riporta l'agenzia di srtampa giordana Petra. Nei giorni scorsi il presidente americano aveva annunciato un piano per trasferire 1,5 milioni di palestinesi dalla Striscia di Gaza alla Giordania e all'Egitto. Piano che sia re Abdullah II, sia il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi avevano bocciato.
Una delegazione di Hamas sarà domani a Mosca
Una delegazione di Hamas, guidata dal vice capo dell'ufficio politico dell'organizzazione Mousa Abu Marzouk, sarà a Mosca domani per colloqui al ministero degli Esteri russo. Lo riferisce l'agenzia russa Ria Novosti, citata dai media israeliani.
Raid aerei Idf su Jenin, distrutte case usate dai terroristi
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto raid aerei su Jenin, in Cisgiordania, distruggendo edifici "usati per scopi terroristici". Lo rende noto l'Idf in un comunicato congiunto con lo Shin Bet a proposito dell'operazione militare 'Muro di ferro' lanciata due settimane fa a Jenin con l'obiettivo di "sradicare il terrorismo".
Media russi, vice-capo politico di Hamas a Mosca domani
Il vice capo del braccio politico di Hamas, Mousa Abu Marzouk, sarà domani a Mosca. Lo riporta l'agenzia di stampa RIA Novosti, citando una fonte anonima. Marzouk sarà alla guida di una delegazione che avrà una serie di incontri al ministero degli Esteri russo, ha riferito una fonte della delegazione.
Inchiesta penale su moglie Netanyahu per presunte interferenze nel caso di corruzione contro suo marito
Secondo Il Times of Israele, l'indagine avviata dalla procura nei confronti di Sara Netanyahu riguarda le accuse secondo cui avrebbe tentato di intimidire un testimone e di interferire nel caso di corruzione contro suo marito. In seguito alla richiesta di informazioni in merito alle accuse da parte della deputata democratica Naama Lazimi, l'ufficio del procuratore di Stato ha comunicato che il 26 dicembre è stata aperta un'indagine della polizia nei confronti di Sara Netanyahu. L'indagine è condotta dalla polizia israeliana e dal dipartimento per i reati informatici dell'ufficio del procuratore di Stato e fa seguito a un rapporto del programma "Uvda" di Channel 12 secondo cui Sara Netanyahu avrebbe ordinato ad Hanni Bleiweiss, defunta assistente del marito, di organizzare proteste e una campagna online contro Hadas Klein, testimone chiave in uno dei casi in cui il primo ministro è sotto processo. Il procuratore generale Gali Baharav-Miara e il procuratore di Stato Amit Aisman avevano annunciato il 26 dicembre di aver ordinato un'indagine per sospetto di molestie ai testimoni e ostruzione alla giustizia, a seguito della trasmissione tv di Channel 12. "Ricevere l'annuncio ufficiale dall'ufficio del Procuratore generale in merito all'apertura di un'indagine penale contro la moglie del Primo Ministro Netanyahu, Sara, è importante per il controllo parlamentare, il sistema giudiziario e lo stato di diritto", afferma Lazimi in risposta al messaggio dell'ufficio del Procuratore generale. "La moglie del primo ministro è una criminale condannata e, come abbiamo appreso dalle indagini, ha agito per danneggiare i funzionari dell'accusa e screditare un testimone: reati molto gravi per i quali deve essere assicurata alla giustizia". Nel 2019, Sara Netanyahu era stata condannata con un patteggiamento per aver utilizzato in modo improprio fondi statali per un importo pari a circa 50.000 dollari in pasti serviti mentre nella residenza del primo ministro era presente uno chef a tempo pieno.
Israele, Netanyahu verso Washington per incontrare Trump
Procura Israele apre inchiesta penale su moglie Netanyahu
La procura di Stato israeliana ha aperto un'inchiesta penale nei confronti di Sara Netanyahu, moglie del primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo riportano i media israeliani.
La notizia dell'avvio dell'inchiesta da parte della procura israeliana è rivelata in una lettera inviata alla parlamentare dell'opposizione Naama Lazimi, che aveva chiesto l'avvio di un procedimento giudiziario nei confronti della moglie del premier israeliano. L'accusa non ha specificato il tipo di procedimento nei confronti della signora Netanyahu, che attualmente si trova negli Stati Uniti. La parlamentare laburista, Naama Lazimi, accusa la moglie di Netanyahu di intralcio a testimoni nel processo per corruzione del marito, in seguito a un'inchiesta trasmessa in televisione.
Medioriente, chi sono le quattro soldatesse israeliane rilasciate
Sono state rilasciate quattro soldatesse israeliane in ostaggio a Gaza. Come confermato dalle Brigate Al Qassam, l'ala armata di Hamas, il rilascio è parte dell'accordo di cessate il fuoco nell'enclave. Si tratta di Liri Albag, 19 anni, Karina Ariev, Daniella Gilboa e Naama Levy, tutte 20enni. La quinta, Agam Berger, rimasta nella Striscia di Gaza, non verrà rilasciata per il momento. Ecco chi sono le soldatesse. CHI SONO
La Turchia pronta ad accogliere "alcuni" palestinesi liberati
La Turchia è pronta ad accogliere "alcuni" palestinesi rilasciati da Israele in base all'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ha affermato oggi a Doha il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. "Il nostro presidente ha detto che siamo pronti ad ospitare alcuni dei palestinesi liberati, con altri Paesi che sostengono l'accordo. La Turchia, insieme ad altri Paesi, farà ciò che le compete a questo proposito affinché l'accordo di "cessate il fuoco può restare in vigore", ha affermato Fidan in una conferenza stampa a Doha.
Netanyahu partito per gli Usa: "Con Trump avrò storico confronto"
"Mi sto recando a Washington per un incontro molto importante con il Presidente Trump. Il fatto che questo sarà il suo primo incontro con un leader straniero dopo il suo insediamento ha un grande significato per lo Stato di Israele": lo ha detto ai giornalisti il premier israeliano Benyamin Netanyahu al momento di salire sull'aereo diretto negli Stati Uniti, parlando di "storico incontro" nel quale si parlerà del futuro del Medio Oriente, che la recente guerra ha reso "irriconoscibile". "L'incontro - sono le parole del premier citate dal Jerusalem Post prima di salire sul Wing of Zion - riflette innanzitutto la forza dell'alleanza tra Israele e Stati Uniti. In secondo luogo, evidenzia la profondità del nostro legame, un legame che ha già prodotto grandi risultati per Israele e la regione", come gli Accordi di Abramo fra lo Stato ebraico e alcuni dei Paesi-chiave mediorientali. "Credo - ha aggiunto Bibi - che nei nostri incontri discuteremo anche delle questioni critiche che abbiamo di fronte: la sconfitta di Hamas, il ritorno di tutti i nostri ostaggi e il confronto con l'asse iraniano in tutte le sue forme, un asse che minaccia non solo la sicurezza di Israele, ma anche il Medio Oriente e il mondo intero." A Washington Netanyahu ha annunciato di avere in programma incontri anche, fra gli altri, con il segretario di Stato, Mark Rubio, con quello alla Difesa, Pete Hegseth, e con il Consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Waltz, oltre che con vari membri del Congresso.
Israele, Netanyahu verso Washington per incontrare Trump. VIDEO
Tregua Israele-Hamas, chi sono gli ultimi ostaggi liberati. Le loro storie
Tornano a casa dopo 484 giorni di prigionia Ofer Calderon, 54 anni, Keith Siegel, 65 anni, e Yarden Bibas, 35 anni. Restano ancora prigionieri 82 rapiti, 23 dei quali dovrebbero essere rilasciati prossimamente: dei 23, 15 sono vivi e otto deceduti. LE STORIE
Ong palestinese: "Segni di tortura sui detenuti rilasciati"
"Decine di palestinesi rilasciati dalle prigioni israeliane mostrano segni di tortura e malnutrizione", affermato la Ong Palestinian Prisoner's Society in seguito allo scambio di ieri in base agli accordi di cessate il fuoco a Gaza che ha visto la liberazione di 183 detenuti palestinesi dalle carceri israeliane. Lo riporta Al Jazeera. Secondo la Ong palestinese, i detenuti "sono usciti indossando tute grigie macchiate e mostrando segni di anni di detenzione. Molti di loro sembravano malfermi mentre percorrevano la breve camminata dall'autobus all'ospedale europeo di Khan Younis. Ogni volta che i prigionieri vengono rilasciati, troviamo sui loro corpi segni di tortura, malnutrizione e percosse, in alcuni casi anche fratture alle costole", maltrattamenti che, secondo la Ong, si sarebbero intensificati dopo il 7 ottobre. La Prisoner's Society ha anche criticato quelle che ha definito "le minacce rivolte perfino alle famiglie che festeggiavano l'arrivo dei parenti scarcerati".
Gaza, carabinieri italiani in missione al valico di Rafah. VIDEO
Smotrich al premier: "Stringiamo la presa su Giudea e Samaria"
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha sollecitato ancora una volta Benjamin Netanyahu a "rafforzare la presa e la sovranita'" di Israele sulla Cisgiordania. In un video diffuso mentre il primo ministro israeliano e' in viaggio verso Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump - di cui riferisce il Times of Israel - Smotrich ha assicurato che tutto il popolo sostiene il suo leader in questa delicata missione. "La posta in gioco è alta: la vittoria completa a Gaza, la distruzione di Hamas e la restituzione di tutti gli ostaggi, il rafforzamento della sicurezza a tutti i confini", ha spiegato. E poi ha citato il pericolo numero uno: "La testa della piovra, il regime iraniano e la minaccia nucleare. Questo pericolo deve essere eliminato". Ora "dobbiamo rafforzare la nostra presa e la nostra sovranità su Giudea e Samaria", ha proseguito usando il nome biblico della Cisgiordania. Da una posizione di forza, Israele "sta facendo la pace, stringendo alleanze e rafforzando la sua posizione", ha assicurato Smotrich, "signor Primo Ministro, l'intero popolo di Israele è al suo fianco. Migliaia di anni, molte generazioni, centinaia di guerrieri che hanno dato la loro vita per la vittoria in questa guerra, le famiglie in lutto e migliaia di soldati feriti dell'Idf - tutti si aspettano che lei rappresenti fedelmente la nostra posizione".
Domani al via i colloqui per la seconda fase della tregua a Gaza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu inizierà domani, lunedì 3 febbraio, a Washington, i colloqui sulla seconda fase del cessate il fuoco di Gaza: lo fa sapere il suo ufficio all'indomani del quarto scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi previsto dagli accordi per il cessate il fuoco. Il premier israeliano incontrerà domani il presidente Donald Trump, primo leader straniero ad essere ricevuto dopo il giuramento del neopresidente. Netanyahu ha parlato ieri con l'inviato del presidente degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e ha concordato che i negoziati "inizieranno quando si incontreranno a Washington". Non è stata fissata una data per i colloqui formali che coinvolgono mediatori e delegazioni di Hamas e Israele, con la prima fase di 42 giorni che dovrebbe concludersi il mese prossimo. L'ufficio di Netanyahu ha detto che Witkoff parlerà con Qatar ed Egitto, mediatori chiave, prima di discutere con il premier israeliano "i passi per far avanzare i negoziati, comprese le date per la partenza delle delegazioni per i colloqui". Si prevede che la seconda fase riguarderà il rilascio dei prigionieri rimanenti e includerà discussioni su una prospettiva di pace permanente, a cui però diversi membri del governo di Netanyahu si oppongono.
Iran, presentato nuovo missile balistico con 1.700 km di gittata
Nell'ennesimo sfoggio di potenza militare, l'Iran ha presentato oggi un nuovo missile balistico con una gittata dichiarata di 1.700 chilometri, durante una cerimonia a Teheran con il presidente Massoud Pezeshkian. E' stata la televisione di Stato a mostrare le immagini del missile Etemad ('Fiducia' in persiano) alla Giornata nazionale dell'aerospazio. "Lo sviluppo delle capacità di difesa e delle tecnologie spaziali mira a garantire che nessun Paese osi attaccare il territorio iraniano", ha dichiarato Pezeshkian. Dal ritorno del presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca, il 20 gennaio, l'Iran ha moltiplicato le dimostrazioni di forza, con esercitazioni militari su larga scala e la presentazione di nuove attrezzature e basi militari sotterranee ritenute inespugnabili. Solo ieri, era stato pubblicizzato nuovo un missile da crociera chiamato Ghadr-380, con una gittata dichiarata di 1.000 chilometri e capacita' anti-jamming. Il missile balistico Etemad è lungo 16 metri e ha un diametro di 1,25 metri, ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. Per la prima volta, sono state mostrate anche le immagini della nuova generazione del sistema di difesa aerea Bavar 373, dotato di un radar di rilevamento indipendente; il suo predecessore faceva invece affidamento su radar centrale per intercettare e distruggere i bersagli.
Siria, al Jolani in Arabia per prima visita all'estero
Al Jolani ha scelto l'Arabia Saudita per la sua prima visita all'estero da quando è stato nominato presidente ad interim della Siria. Lo ha reso noto la presidenza siriana che ha pubblicato una foto del presidente Ahmed al Sharaa e del ministro degli Esteri a bordo di quello che sembra essere un aereo privato con la didascalia: "Il presidente al Sharaa e Assaad al-Chaibani sono in viaggio verso l'Arabia Saudita".
Raid di Israele nella notte sulla Cisgiordania: "Almeno 5 morti"
Le Idf hanno condotto nella notte sulla Cisgiordania tre raid, a poche ore di distanza l'uno dall'altro, che hanno preso di mira presunti "terroristi palestinesi". Lo riferiscono i media israeliani, precisando che un raid a Qabatiya ha bersagliato una cellula che era in procinto di eseguire un attacco. Nel raid, secondo le Idf, sono stati uccisi i sospetti "terroristi" Salah Zakarneh e Abd al-Hadi Kamil. Quest'ultimo era stato scarcerato nell'ambito dell'accordo sugli ostaggi dello scorso novembre. Il ministero della Sanità dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha confermato la notizia della morte di due persone a Qabatiya, aggiungendo che altre tre persone sono state uccise in due raid su Jenin. Tra loro un ragazzo di 16 anni, Ahmad al-Sadi.
Netanyahu parte per gli Usa: "Con Trump possiamo ridisegnare la regione"
"Le decisioni che abbiamo preso durante la guerra hanno già cambiato il volto del Medio Oriente. Le nostre decisioni e il coraggio dei nostri soldati hanno ridisegnato la mappa. Ma credo che lavorando a stretto contatto con il presidente Trump, possiamo ridisegnarla ancora di più e in meglio". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, prima di salire sull'aereo di Stato 'Ala di Sion' che lo porterà a Washington. Netanyahu sarà il primo leader straniero ad essere ricevuto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo il suo ritorno alla Casa Bianca.
"Affronteranno questioni importanti e critiche che riguardano Israele e la regione: la vittoria su Hamas, il rilascio di tutti i nostri ostaggi e come affrontare l'asse terroristico iraniano in tutte le sue componenti, un asse che minaccia la pace di Israele, del Medio Oriente e del mondo intero", ha affermato Netanyahu, citato dai media dello Stato ebraico.
Parlando in inglese, Netanyahu ha sottolineando che il fatto di essere il primo leader straniero a incontrare Trump alla Casa Bianca è "una testimonianza della forza dell'alleanza israelo-americana. È anche una testimonianza della forza della nostra amicizia personale".

©Ansa
Idf, attacchi in Cisgiordania: "Uccisi numerosi terroristi"
L'Idf ha annunciato di aver condotto nelle ultime ore tre attacchi aerei in Cisgiordania, uccidendo "numerosi terroristi". Colpite in particolare - riferisce l'Idf su Telegram - "tre cellule terroristiche nelle aree di Jenin e Qabatiya". In quest'ultima località sono stati uccisi "il terrorista Saleh Zakarneh e il terrorista Abed al-Hadi Kamil, di Qabatiya, precedentemente detenuti per aver pianificato attività terroristiche e rilasciati come parte dell'accordo di cessate il fuoco del novembre 2023, sono stati eliminati nell'attacco". A Jenin, un aereo Iaf "ha colpito due cellule terroristiche armate nel giro di poche ore". In una nota congiunta di Isf e Isa si precisa che gli attacchi "sono stati condotti come parte dell'operazione antiterrorismo nella Samaria settentrionale", utilizzando un aereo dell'aeronautica militare israeliana. Secondo il rapporto, "a Qabatiya, un aereo Iaf, con la direzione dell'Isa (i servizi di sicurezza, ndr), ha colpito ed eliminato una cellula terroristica mentre si dirigeva verso un imminente attacco terroristico. Dopo l'attacco, sono state identificate esplosioni secondarie dovute agli esplosivi che si trovavano all'interno del veicolo", in cui presumibilmente si trovavano Zakarneh e Kamil. "Le forze di sicurezza - conclude la nota -continuano a operare nella Samaria settentrionale".
Medioriente, rilasciati ostaggi Bibas, Calderon e Siegel. VIDEO
Netanyahu incontra Donald Trump
Netanyahu sarà nelle prossime ore negli Usa e sarà ricevuto da Trump, che ieri ha bombardato l'Isis in Somalia. Il premier israeliano ha nominato intanto Zamir nuovo capo delle Idf. Liberati da Hamas altri 3 ostaggi, a fronte di 183 prigionieri palestinesi da parte dello Stato ebraico
Idf, raid aerei sulla Cisgiordania contro cellule del terrore
L'aviazione israeliana ha compiuto nella notte almeno tre raid aerei nelle aree di Jenin e Kabatiya,in Cisgiordania. Ne hanno dato notizia l'esercito (Idf) e lo Shin Bet, in una nota riportata dal Jerusalem Post. Obbiettivo degli attacchi, si spiega, alcune cellule terroristiche, compreso un gruppo che a Kabatiya sarebbe stato sul punto di compiere un attentato. Dopo l'attacco, sono state osservate esplosioni secondarie, che, secondo l'Idf, indicano la presenza di esplosivi nel veicolo. Nel raid sono rimasti uccisi due uomini: Salah Zakarneh e Abd al-Hadi Kamil. Ex detenuto, condannato per aver pianificato attentati, Kamil era stato liberato nell'ambito dell'accordo sullo scambio con gli ostaggi israeliani.
La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. LE COSE DA SAPERE