Guerra Israele Medio Oriente, Al-Jazeera: 30 morti a Nuseirat in raid su centro di Gaza

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Colpito un campo profughi. All'udienza del Pontefice presente il presidente dello Stato di Palestina Abu Mazen: "Nel ribadire la condanna ad ogni forma di terrorismo, si è sottolineata l'importanza di raggiungere la soluzione per i due Stati solo attraverso dialogo e diplomazia, assicurando che Gerusalemme, protetta da uno statuto speciale, possa essere un luogo d'incontro e amicizia tra le tre grandi religioni monoteiste". Così il comunicato della Sala stampa vaticana

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E' di almeno 30 morti, tra cui diversi minori, e 50 feriti il bilancio di un bombardamento israeliano che ha preso di mira alcune abitazioni nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo ha riferito al-Jazeera.

"Nel ribadire la condanna ad ogni forma di terrorismo, si è sottolineata l'importanza di raggiungere la soluzione per i due Stati solo attraverso il dialogo e la diplomazia, assicurando che Gerusalemme, protetta da uno statuto speciale, possa essere un luogo d'incontro e amicizia tra le tre grandi religioni monoteiste". E' quanto si legge nel comunicato della Sala stampa vaticana sull'udienza di papa Francesco alla presenza del presidente dello Stato di Palestina Mahmoud Abbas (Abu Mazen).

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha chiesto a stragrande maggioranza un cessate il fuoco immediato e incondizionato a Gaza, un appello simbolico respinto da Israele e dagli Stati Uniti. "Siamo grati per questo enorme sostegno", ha commentato l'ambasciatore palestinese Riyad Mansour. Il ministro della Difesa Israel Katz ha riferito al suo omologo statunitense, il segretario alla Difesa Lloyd Austin, che esiste la possibilità di raggiungere un accordo per la liberazione degli ostaggi tenuti prigionieri da Hamas a Gaza nel quadro della ripresa dei negoziati. 


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Iron dome, cos'è e come funziona il sistema anti missile israeliano

Si tratta di un sistema di difesa terrestre che intercetta razzi e colpi di mortaio a corto raggio. Di solito viene utilizzato dalle forze israeliane per fermare i missili lanciati dai miliziani di Hamas. Inaugurato nel 2011, è composto da diverse batterie che compongono questa "Cupola di ferro" sparse sul territorio israeliano: ciascuna è dotata di un radar che rileva i razzi in arrivo. Insieme alla Fionda di David e ad Arrow, completa la triade di difesa di Israele. L'APPROFONDIMENTO

Governo Hamas, oggi a Gaza 58 morti per attacchi Israele

La Protezione civile di Gaza ha dichiarato che almeno 25 persone sono morte questa sera in un bombardamento israeliano contro una casa "piena di sfollati" nel centro della striscia di Gaza. Il bilancio odierno dei morti sale quindi a 58.

Il portavoce della Protezione civile, Mahmoud Bassal, ha dichiarato all'AFP che il bombardamento di questa sera ha colpito una casa nel campo profughi di Nuseirat.

Hezbollah, cosa sapere sul gruppo antisionista libanese

Tra i protagonisti dell'escalation di tensione in Medio Oriente c’è anche l’organizzazione militare e politica libanese. Sostenuta ideologicamente e finanziariamente dall’Iran, controlla una larga parte del Paese, quasi “uno Stato nello Stato”, e partecipa attivamente alla vita politica. Il suo leader è stato a lungo - dal 1992 - Hassan Nasrallah, che ha guidato il gruppo fino al 28 settembre 2024, quando è stato ucciso da un attacco israeliano su Beirut. L'ANALISI


La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata

L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele ha riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. L'APPROFONDIMENTO


Israele, cosa prevede il cessate il fuoco con il Libano e quali incertezze rimangono

Da poco è entrato in vigore il cessate il fuoco in Libano, dopo due mesi di guerra tra l'esercito di Israele ed Hezbollah. L'intesa era stata annunciata poche ore prima da Benyamin Netanyahu, dopo che era stato dato il via libera alla proposta degli Stati Uniti. Ma in cosa consiste l’accordo? E quali sono le prospettive? L'ACCORDO


Khamenei, Iran non poteva combattere al posto truppe siriane

"Non è né logico né accettabile per l'opinione pubblica che un esercito iraniano vada a combattere al posto dell'esercito siriano. E' dovere dell'esercito di quel Paese combattere. Ciò che le nostre forze potevano fare e hanno fatto è stato fornire supporto consultivo". Lo afferma su X la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei. "Se l'esercito locale mostra debolezza, le forze volontarie non possono fare nulla. Sfortunatamente, questo è ciò che è successo in Siria", ha poi sottolineato l'ayatollah. "Il regime sionista (Israele) ha bombardato oltre 300 località in Siria. Inoltre, ha occupato territori siriani. Gli Stati Uniti e l'Europa che sono molto sensibili a tali questioni in altri Paesi non solo rimangono in silenzio qui, ma stanno persino aiutando", ha poi accusato il leader iraniano. 

raid israeliano che ha colpito un edificio e diverse case nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza

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Un raid israeliano ha colpito un edificio e diverse case nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza

Medio Oriente, chi sono i leader eliminati da Israele in un anno di guerra

Yahya Sinwar, capo politico di Hamas, è stato ucciso il 16 ottobre dall'Idf. Ma i leader di peso “eliminati” da Israele nell’ultimo periodo, durante la campagna militare che va avanti da oltre un anno nella Striscia di Gaza, sono diversi. Un martellamento che ha preso di mira Hamas, ma anche altri gruppi legati a Teheran, come Hezbollah in Libano o le milizie delle Guardie rivoluzionarie iraniane. LE FOTO


Al-Jazeera, 26 morti in raid Israele su centro di Gaza

E' di almeno 26 morti, tra cui diversi minori, e 50 feriti il bilancio di un bombardamento israeliano che ha preso di mira alcune abitazioni nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo ha riferito al-Jazeera.

Cos'è l'Idf, come sono organizzate e come funzionano le Forze armate israeliane

Create nel 1948, ogg contano su 170mila soldati effettivi, grazie alla coscrizione obbligatoria di tre anni per gli uomini e di due per le donne. Dispongono, inoltre, di 3.500 carri armati. L'APPROFONDIMENTO


Libano, uccisa una persona in un raid di Israele

Una persona è rimasta uccisa nel Libano meridionale a causa di un bombardamento israeliano sulla città di confine di Khiam. Lo ha annunciato il ministero della Sanità di Beirut in una nota in cui si sottolinea che "l'attacco nemico israeliano alla città di Khiam ha ucciso una persona e ne ha ferita un'altra". La notizia arriva poche ore dopo l'annuncio di Washington secondo cui Israele si era ritirato dall'area per lasciare il posto all'esercito libanese.

Attentato contro bus a Gerusalemme, morto 12enne. Diversi feriti

Secondo le prime ricostruzioni, un uomo avrebbe fatto fuoco contro l'autobus 291 partito da Beitar Illit e diretto a Gerusalemme. È in corso la caccia all'uomo che, dopo la sparatoria, è fuggito a bordo di un'auto di grossa cilindrata verso la città di Hebron. LEGGI L'ARTICOLO

Guerra in Medio Oriente, perché Netanyahu e Gallant sono stati incriminati dalla Cpi

Crimini di guerra e crimini contro l'umanità, commessi nell'ambito di "un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile di Gaza" tra l'8 ottobre 2023, il giorno successivo al sanguinoso attacco di Hamas nel sud di Israele, e fino ad "almeno" il 20 maggio 2024, giorno nel quale la Procura della Corte penale internazionale ha depositato le richieste di arresto. LEGGI QUI


Crosetto: "A giorni mi aspetto qualche notizia positiva per Gaza"

''Possiamo riacquistare condizioni di pace, di sicurezza, come abbiamo fatto adesso in Libano. L'Italia e la Meloni hanno avuto un ruolo fondamentale in quella tregua ma adesso dobbiamo difenderla e preservarla. Stiamo facendo lo stesso per Gaza, e io mi aspetto a giorni qualche notizia positiva anche per Gaza''. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo ad Atreju al Circo Massimo.

Idf, eliminato capo produzione armi di Hamas

Un attacco aereo israeliano nella Striscia di Gaza questa settimana ha eliminato un alto comandante della divisione produzione di armi di Hamas, affermano IDF e lo Shin Bet citati dal Times of Israel.Secondo l'esercito, l'attacco contro un centro di comando di Hamas incastonato nella scuola al-Hurriya a Gaza City ha causato la morte del comandante, Ammar Daloul, e di diversi altri agenti, tra cui uno che aveva partecipato all'assalto del 7 ottobre. Secondo IDF, Daloul ha ricoperto il ruolo di capo dipartimento nella divisione manifatturiera di Hamas e di comandante di compagnia nel battaglione Zeitoun del gruppo terroristico.

Jihad Islamica: "Accordo con Israele? C'è ottimismo"

"C'è ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo con Israele". Lo ha detto il numero due della Jihad Islamica, Muhammad al-Hindi, al sito palestinese Quds, affiliato a Hamas. Secondo al-Hindi, vice segretario generale della Jihad Islamica, rilancia il sito di notizie israeliano Ynet, "c'è una volontà da parte di americani e israeliani che rende possibile il raggiungimento di un accordo". "I negoziati hanno riguardato fin dall'inizio diverse fasi - ha aggiunto - abbiamo mostrato flessibilità e volontà di parlare dei dettagli di ognuna".

Media, Israele pronta a colpire impianti nucleari iraniani

L'aeronautica militare israeliana continua a essere pronta e preparata per eventuali attacchi contro gli impianti nucleari iraniani, in seguito all'indebolimento dei gruppi per procura di Teheran in Medio Oriente e alla caduta del regime di Assai in Siria, hanno affermato funzionari militari israeliani citati dal Times of Israel. I militari ritengono che un Iran isolato potrebbe portare avanti ulteriormente il suo programma nucleare. A causa dei drammatici cambiamenti in Medio Oriente, in particolare la caduta di Assad che ha consentito all'IAF di eliminare la maggior parte delle difese aeree siriane, l'esercito israeliano ritiene che ora ci sia l'opportunità di colpire i siti nucleari dell'Iran. 

Sullivan: "Ci aspettiamo presenza Idf a confine siriano temporanea"

Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan in conferenza stampa dopo aver incontrato Benyamin Netanyahu, ha affrontato la questione della presenza di Israele nella zona demilitarizzata lungo il confine tra Israele e Siria: "Ci aspettiamo con ogni probabilità che sarà temporanea, il primo ministro lo ha sottolineato non solo agli Stati Uniti, ma anche pubblicamente". "Li prendiamo in parola quando dicono che questa è la loro intenzione", ha detto. "Ciò che Israele sta facendo in Siria è cercare di identificare potenziali minacce, sia convenzionali che tramite armi di distruzione di massa, che potrebbero minacciare Israele e altri, e neutralizzarle. Questo fa parte del suo sforzo per proteggere il Paese nel mezzo di una situazione molto instabile", ha affermato Sullivan. 

Zuppi: "Urgente trovare vie di pace"

Il Papa "ha sempre accolto tutte quante le vittime e tutti coloro che hanno necessità di ritrovare una via di pace. E quanto prima si fa, meno si generano sofferenza e morti". Lo afferma il presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, ai microfoni di Tv2000, commentando l'udienza di stamane di Papa Francesco in Vaticano con il presidente dello Stato di Palestina Mahmoud Abbas. "Per il Medio Oriente - l'arcivescovo di Bologna - l'unica possibilità è di vivere insieme".

Gaza City, militari israeliani ordinano sgombero di alcuni quartieri

Nuovi ordini di sgombero arrivano dalle forze israeliane (Idf) per diversi quartieri di Gaza City. Il Times of Israel sottolinea come si tratti di disposizioni in risposta al lancio di razzi dall'area contro truppe israeliane dispiegate nella Striscia. "Le organizzazioni terroristiche hanno lanciato nuovamente razzi da quest'area", ha scritto su X il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, pubblicando una mappa delle zone da sgomberare con l'invito ai civili a spostarsi nei "rifugi nel centro di Gaza City".

Sullivan: "Penso che Netanyahu sia pronto ad un accordo"

"Ho avuto la sensazione che il primo ministro sia pronto a fare un accordo". Lo ha detto in conferenza stampa il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan dopo aver incontrato Benyamin Netanyahu per affrontare la questione di un'intesa con Hamas per un cessate il fuoco a Gaza con il rilascio degli ostaggi.

Sullivan: è tempo di riportare a casa tutti gli ostaggi

"Stiamo cercando di chiudere un accordo per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco. E' tempo di finire il lavoro e riportare a casa tutti gli ostaggi". Lo ha detto in conferenza stampa a Tel Aviv il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan. Aggiungendo che "le persone sembrano dimenticare il fatto che Israele non ha cercato questo conflitto. Hamas ha iniziato questa guerra". "L'equilibrio in Medio Oriente è cambiato, e non come Sinwar, Nasrallah o l'Iran avevano pianificato", ha dichiarato. "Ora Israele è più forte, l'Iran è più debole e i suoi alleati decimati", ha aggiunto.

Idf: inflitti gravi danni alle armi più strategiche siriane

L'Idf ha annunciato che "negli ultimi giorni, centinaia di jet e aerei dell'aviazione israeliana hanno inflitto gravi danni alle armi più strategiche della Siria: gli attacchi hanno danneggiato gravemente i sistemi di difesa aerea, distruggendo oltre il 90% dei missili strategici terra-aria identificati". "La rete di difesa aerea siriana è tra le più forti del Medio Oriente - ha detto l'esercito israeliano - ora ne resta poco e non è considerato una minaccia seria per l'Iaf, che può operare liberamente nei cieli del Paese".

Netanyahu: Gerusalemme capitale indivisa di Israele

"Gerusalemme  sarà sempre la capitale indivisa di Israele". Lo ha detto il premier  israeliano Benjamin Netanyahu intervenendo alla cerimonia di  inaugurazione della nuova ambasciata del Paraguay. "Questo è un fatto, e  lo avete riconosciuto. Grazie per aver aperto l'ambasciata qui", ha  detto Netanyahu al presidente del Paraguay Santiago Pena.

Netanyahu: 'Gerusalemme la nostra capitale da 3mila anni'

"La storia di Israele, rappresentata qui oggi dall'ambasciata del Paraguay, dice che abbiamo la nostra capitale eterna da 3.000 anni e non è mai stata la capitale di nessun altro. Questo è un risarcimento di un torto storico, ed è straordinario". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu all'inaugurazione dell'ambasciata del Paraguay a Gerusalemme. "La storia di Israele è una lezione di speranza per tutte le nazioni, poiché il popolo ebraico è riuscito a sopravvivere, ricostruire la propria vita e diventare una potenza prospera e innovativa. Questo significa che c'è speranza per tutte le nazioni del mondo. Gerusalemme sarà sempre la capitale indivisa di Israele. Questo non cambierà mai, è un fatto", ha aggiunto. "Il governo del Paraguay ha preso una decisione molto coraggiosa, ambiziosa, di aprire l'ambasciata del Paraguay a Gerusalemme. A nome di tutto il popolo del Paraguay, siamo stati con voi, siamo con voi ora, e rimarremo con i cittadini di Israele per sempre", ha dichiarato dal canto suo il presidente del Paraguay Santiago Peña.

Onu: 'A Gaza un sacco di farina costa 280 dollari'

I bambini e le donne che scavano tra i mucchi di spazzatura alla ricerca degli avanzi di cibo, esposti al grave rischio di malattie e alla minaccia di ordigni inesplosi, sono la fotografia della devastazione di Gaza. E' quanto riferisce l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) che rileva come, in particolare, gli aiuti vitali alle aree assediate del governatorato di Gaza nord sono stati in gran parte bloccati negli ultimi due mesi. La situazione umanitaria rimane, dunque, disastrosa nell'enclave palestinese settentrionale, dove i residenti non ricevono alcun aiuto da più di 66 giorni. i prezzi dei pochi prodotti alimentari di base ancora disponibili sono diventati esorbitanti. Il prezzo di un sacco di farina da 25 chili è salito all'equivalente di almeno 280 dollari. Solo quattro delle 19 panetterie sostenute dalle Nazioni Unite sono attualmente operative nella Striscia di Gaza, tutte a Gaza City. Il Programma alimentare mondiale (Wfp) riferisce che i mercati sono vuoti, non arriva quasi nessun alimento e il peggioramento delle condizioni meteorologiche sta costringendo le persone a "una lotta quotidiana per la sopravvivenza". E la consegna degli aiuti è diventata difficile anche al centro e al sud di Gaza a causa dei continui saccheggi e attacchi ai convogli umanitari. Di fronte a questa situazione, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari sollecita l'immediato ingresso di nuove forniture alimentari in tutta l'enclave palestinese.

Trump: "Netanyahu sa che voglio che finiscano"

Netanyahu  "Sa che voglio che finiscano", ha detto Donald Trump nell'intervista a  Time che lo ha nominato "persona dell'anno 2024". Nelle telefonate  durante la campagna, Trump ha detto al primo ministro  israeliano Benjamin Netanyahu di porre fine alla guerra a Gaza entro il  suo insediamento, una tempistica che ora sembra altamente improbabile. In Israele e negli Stati Uniti, molti sospettano che Netanyahu stia  prolungando i combattimenti per impedire elezioni anticipate che  potrebbero portare alla sua cacciata. Quando gli viene chiesto se si  fida di Netanyahu che sta per iniziare un secondo mandato, Trump ci  mette un secondo prima di rispondere: "Non mi fido di nessuno".

Domani delegazione parlamentari-Ong a Cpi

"Domani, 13  dicembre, una delegazione composta da parlamentari dell'intergruppo per  la Pace tra la Palestina e Israele, europarlamentari italiani e  rappresentanti di AOI, ARCI e AssopacePalestina si recherà a L'Aja per  una serie di incontri con i vertici della Corte Penale Internazionale,  che poche settimane fa ha emesso i mandati di arresto per il Primo  Ministro israeliano Netanyahu, l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant, e  il leader di Hamas, Mohammed Deif, la cui morte è incerta, tutti  accusati di aver commesso crimini di guerra e contro l'umanità a Gaza.  La delegazione sarà composta dai parlamentari: Stefania Ascari (M5S),  Carmela Auriemma (M5S), Ouidad Bakkali (PD), Valentina Barzotti (M5S),  Laura Boldrini (PD), Angelo Bonelli (AVS), Dario Carotenuto (M5S), Sara  Ferrari (PD), Nicola Fratoianni (AVS), Valentina Ghio (PD), Arnaldo  Lomuti (M5S), Andrea Orlando (PD), Andrea Quartini (M5S), Rachele Scarpa  (PD), Arturo Scotto (PD), dagli europarlamentari Brando Benifei (PD),  Danilo Della Valle (M5S), Gaetano Pedullà (M5S), Sandro Ruotolo (PD),  Cecilia Strada (PD) e dai rappresentanti delle ONG italiane AOI  (Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e  solidarietà internazionale), ACS, Educaid NGO, ARCI, Un ponte per,  AssopacePalestina. Tra gli altri, la delegazione incontrerà il giudice  Rosario Salvatore Aitala, Primo Vicepresidente della Corte penale  internazionale e l'avvocato Andrew Cayley, Capo del team investigativo  per la Palestina". Lo affermano i componenti della delegazione,  coordinata dalla deputata del M5s Stefania Ascari. 
"L'obiettivo – proseguono – è quello di confrontarsi con i giudici per  comprendere quali siano gli ostacoli, le difficoltà e le pressioni che  la Corte Penale Internazionale sta affrontando nell'esercizio della sua  missione di tutela della giustizia internazionale. Inoltre, riteniamo  doveroso che dall'Italia, Paese in cui fu firmato lo Statuto di Roma,  arrivi un segnale di convinto sostegno alla Corte, soprattutto in questo  momento in cui gli attacchi e i tentativi di delegittimarla ne mettono a  serio rischio l'operato", concludono.

500mila a Meloni: "A Gaza deve cessare il fuoco"

Mezzo milione di firme da parte di altrettanti italiani alla presidente  del Consiglio Giorgia Meloni per sollecitare il governo ad adoperarsi  con insistenza e con efficacia per un immediato cessate il fuoco a Gaza.  A promuovere la petizione #StopCrimesInPalestine sono state diverse  organizzazioni umanitarie: Oxfam Italia, Emergency, Medici senza  frontiere. Oggi c'è stata la conferenza stampa alla Camera tenuta da  Massimo Amato, storico ed economista e che ha lanciato per primo la  raccolta firme, quindi Pasquale de Sena, docente di  Diritto internazionale all'università di Palermo, Paolo Pezzati,  portavoce di Oxfam Italia per le crisi umanitarie, Rossella Miccio,  presidente di Emergency, e Monica Minardi, presidente di Medici senza  frontiere (Msf), con interventi delle parlamentari Sara Ferrari, che ha  coordinato i lavori nella saletta stampa di Montecitorio, e Laura  Boldrini, componente della commissione Esteri della Camera e che ha  preannunciato la partenza oggi pomeriggio di una delegazione dell'Intergruppo parlamentare della Camera e di europarlamentari per  L'Aja, dove domani incontreranno i vertici del Tribunale  penale internazionale.

Gaza: "44.835 palestinesi uccisi e 106.356 feriti da inizio guerra"

Dall'inizio della guerra a Gaza sono stati uccisi più di 44.835 palestinesi e 106.356 sono rimasti feriti. Lo ha reso noto il ministero della Salute della Striscia gestito da Hamas.

Hamas: "Bene la risoluzione Onu sul cessate il fuoco a Gaza"

Hamas ha detto di ''accogliere con favore la risoluzione che è stata adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite'' con la quale si chiede un ''cessate il fuoco nella Striscia di Gaza'' immediato, incondizionato e permanente. Questa risoluzione, scrive Hamas in una nota, ''consente ai civili nella Striscia di Gaza di avere accesso immediato ai servizi essenziali e agli aiuti umanitari''. La risoluzione è stata votata a larga maggioranza, con 158 voti a favore. 

Il Papa e Abu Mazen: "Raggiungere soluzione a due Stati"

"Nel ribadire la condanna ad ogni forma di terrorismo, si è sottolineata l'importanza di raggiungere la soluzione per i due Stati solo attraverso il dialogo e la diplomazia, assicurando che Gerusalemme, protetta da uno statuto speciale, possa essere un luogo d'incontro e amicizia tra le tre grandi religioni monoteiste". E' quanto si legge nel comunicato della Sala stampa vaticana sull'udienza di stamane di papa Francesco al presidente dello Stato di Palestina Mahmoud Abbas (Abu Mazen), che poi in Segreteria di Stato si è incontrato con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. "Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato - spiega ancora la nota della Sala stampa vaticana -, si è fatto riferimento alle buone relazioni bilaterali, sottolineando l'importante contribuito della Chiesa cattolica nella società palestinese, anche nel soccorrere la gravissima situazione umanitaria a Gaza, dove ci si auspica che quanto prima vi sia il cessate il fuoco e la liberazione di tutti gli ostaggi". Infine, "si è espresso l'auspicio che il Giubileo del 2025 possa portare il ritorno dei pellegrini in Terra Santa, tanto desiderosa di pace". 

Abu Mazen dal Papa: "Fermare l'aggressione israeliana a Gaza"

Nel corso dell'udienza di stamane in Vaticano, il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha ringraziato papa Francesco "per le sue posizioni a sostegno del raggiungimento di una pace giusta in Palestina sulla base della soluzione dei due Stati, del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, dell'ingresso di aiuti nella Striscia e della fornitura di ospedali, scuole e luoghi di culto possano godere di tutta la protezione necessaria", riferisce l'agenzia ufficiale palestinese Wafa. Il presidente si è congratulato con papa Francesco "per l'avvicinarsi del Natale e del Capodanno, sottolineando l'importanza per tutte le Chiese del mondo durante il Natale di prestare attenzione alla sofferenza del popolo palestinese che anela alla pace, alla giustizia e alla liberazione dall'occupazione, e di esercitare la propria diritto all'autodeterminazione e alla realizzazione di uno Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale". Abu Mazen ha sottolineato "l'importanza dell'impegno a preservare lo status storico e giuridico dei luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme, la necessità di garantire la libertà di culto e la libertà di accesso ai luoghi santi e di preservare la Città Santa di fronte alle politiche unilaterali che incidono sull'identità e sul carattere culturale della città. Inoltre, ha sottolineato "la profondità delle relazioni storiche tra lo Stato di Palestina e la Santa Sede e il costante impegno per rafforzarle nel quadro del memorandum d'intesa firmato tra le due parti nel 2017". Sempre la Wafa riferisce che Mahmoud Abbas ha informato papa Francesco "sugli ultimi sviluppi in Palestina, alla luce del proseguimento della guerra genocida portata avanti da Israele, potenza occupante della Striscia di Gaza, che ha provocato finora decine di migliaia di vittime, feriti e dispersi, oltre alla distruzione massiccia e senza precedenti delle infrastrutture e delle case dei cittadini, delle loro proprietà e delle capacità del nostro popolo". Ha parlato "dell'escalation israeliana in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, dei continui crimini dei coloni terroristi contro il nostro popolo indifeso, delle uccisioni e delle incursioni nelle città, nei villaggi, nei paesi e nei campi palestinesi, della creazione di colonie e dell'espansione coloniale, e la violazione della sacralità dei luoghi santi, soprattutto nella capitale occupata". Ancora Abu Mazen ha evidenziato "la necessità di fermare immediatamente l'aggressione israeliana contro il nostro popolo, ritirando le forze di occupazione dall'intera Striscia di Gaza e accelerando l'ingresso degli aiuti umanitari per evitare il rischio di un grave disastro umanitario nella Striscia". Il presidente ha posto quindi l'accento sull'importanza "di mobilitare gli sforzi per sostenere il tentativo dello Stato di Palestina di ottenere la piena adesione alle Nazioni Unite, nonché di ottenere un maggiore riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina".

Idf: uccisi a Gaza terroristi di Hamas che rubavano aiuti

L'Idf ha confermato di aver attaccato "in modo mirato" terroristi armati di Hamas che tentavano di rubare aiuti umanitari in due punti di concentrazione nel sud della Striscia di Gaza: "Gli uomini uccisi erano terroristi di Hamas che pianificavano di impossessarsi dei camion degli aiuti umanitari. L'attacco è stato effettuato in seguito a informazioni di intelligence", ha dichiarato l'esercito in riferimento alle notizie di fonte palestinese secondo cui 12 guardie sono state uccise dalle truppe a Gaza. "I terroristi hanno operato sull'asse utilizzato per il trasferimento degli aiuti umanitari", ha aggiunto l'Idf.

Blinken arrivato in Giordania

Il segretario di Stato americano Antony Blinken è arrivato in Giordania. Blinken andrà poi in Turchia nel tentativo far progredire gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e un accordo sugli ostaggi, e garantire una transizione fluida in Siria dopo la cacciata di Bashar al-Assad.

Katz sente Austin, possibile nuovo accordo su ostaggi

Un nuovo accordo su Gaza che consentirebbe il ritorno di tutti gli ostaggi, compresi i cittadini statunitensi, starebbe prendendo forma. Lo dice l'ufficio del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo un colloquio dello steso Katz con il segretario alla Difesa Usa avvenuto nella serata di ieri. 

Idf, intercettato vicino Eilat un drone lanciato dallo Yemen

Le Forze di difesa israeliane riferiscono che un drone lanciato dallo Yemen è stato intercettato sopra il Mar Rosso, nei pressi di Eilat, la città più a sud di Israele. Il drone non è entrato nello spazio aereo israeliano, aggiunge l'Idf. 

Wsj, sì di Hamas per prima volta Idf a Gaza durante tregua

Hamas ha comunicato per la prima volta ai mediatori che accetterà di consentire alle forze israeliane di rimanere temporaneamente a Gaza dopo l'entrata in vigore di un accordo di cessate il fuoco. Lo riferisce il Wall Street Journal. Secondo il report, l'organizzazione jihadista ha inoltre fornito ai mediatori un elenco degli ostaggi, tra cui cittadini statunitensi, che rilascerebbe: fino a 30 prigionieri durante un periodo di cessate il fuoco di 60 giorni, in cambio della liberazione da parte di Israele di detenuti palestinesi e dell'ingresso di maggiori aiuti umanitari a Gaza, hanno riferito i mediatori.

Si è consegnato palestinese che ha ucciso bambino a Gerusalemme

Si è consegnato il palestinese che ieri sera ha sparato contro un bus a Gerusalemme uccidendo un bambino israeliano di 12 anni, Yehoshua Aharon Tuvia Simha, e ferendo altri. Lo hanno reso noto le Idf, lo Shin Bet e la polizia israeliana spiegando che l'uomo si è consegnato alle autorità dopo un inseguimento e ''la pressione dell'esercito'' nei suoi confronti.

Il palestinese aveva aperto il fuoco contro un autobus in viaggio dall'insediamento di Beitar Ilit a Gerusalemme, mentre passava un incrocio vicino alla città di al-Khader in Cisgiordania.

Verso accordo su ostaggi, capo Mossad a colloquio da premier Qatar

Il capo del Mossad David Barnea ha incontrato ieri a Doha il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, per discutere dell'accordo sugli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza e dei negoziati per il cessate il fuoco. Lo riferiscono oggi due fonti ben informate citate dal Jerusalem Post ricordano che i due si erano già incontrati il mese scorso.

La visita di Barnea in Qatar rientra negli sforzi per arrivare a una svolta nei negoziati per un accordo e a colloqui diretti tra Israele e Hamas. L'obiettivo è quello di finalizzare un accordo prima dell'insediamento del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il 20 gennaio del prossimo anno.

Wsj, sì di Hamas a richieste chiave Israele per accordo

Hamas avrebbe detto sì ad alcune richieste chiave di Israele per un accordo di cessate il fuoco e per la liberazione degli ostaggi e sarebbe pronta a consentire alle truppe israeliane di rimanere a Gaza durante la tregua su base temporanea. Lo hanno detto mediatori arabi al Wall Street.Secondo il Wall Street Journal, le due parti stanno valutando un cessate il fuoco di 60 giorni in cui verrebbero rilasciati fino a 30 ostaggi, tra cui cittadini statunitensi. In cambio, Israele rilascerebbe i prigionieri palestinesi e consentirebbe l'ingresso di maggiori quantita' di aiuti umanitari a Gaza. I mediatori hanno riferito che domenica Hamas ha presentato una lista di ostaggi, tra cui cittadini statunitensi, donne, anziani e persone con problemi di salute. Nella lista figuravano anche i nomi di cinque ostaggi morti. Secondo il WSJ e' la prima volta che viene consegnata la lista degli ostaggi dopo il cessate il fuoco temporaneo del novembre scorso. Gli ostaggi verrebbero liberati subito dopo l'entrata in vigore dell'accordo e Hamas inizierebbe quindi a stabilire dove si trovino gli ostaggi rimasti e le loro condizioni.

Gaza, 'raid Idf uccidono 12 guardie a protezione aiuti umanitari'

Dodici guardie palestinesi che mettevano in sicurezza i camion degli aiuti umanitari sono rimasti uccisi dai raid israeliani nel sud di Gaza. Lo dice la Protezione civile di Gaza.  L'agenzia di difesa civile di Gaza ha affermato che sette guardie sono state uccise in un attacco a Rafah, mentre altre cinque guardie sono morte a Khan Yunis, ha detto all'AFP il portavoce dell'agenzia Mahmud Basal.

Protezione Civile, almeno 21 morti in raid Israele su Gaza

Almeno 21 persone, tra cui diversi bambini, sono rimaste uccise negli attacchi israeliani di oggi su Gaza. Lo riferisce la Protezione Civile. Il portavoce, Mahmud Basal, ha detto che i raid israeliani hanno preso di mira due case vicino al campo profughi di Nuseirat e a Gaza City. "Quindici morti, tra cui almeno 6 bambini, e più di 17 feriti sono stati recuperati a seguito del bombardamento israeliano" di un edificio che ospitava sfollati vicino a Nuseirat, ha detto. I corpi di altre 6 persone uccise in un bombardamento su un appartamento a Gaza City sono stati trasferiti in ospedale, insieme a diversi feriti, ha aggiunto.

Medio Oriente, chi sono i leader eliminati da Israele in un anno di guerra

Yahya Sinwar, capo politico di Hamas, è stato ucciso il 16 ottobre dall'Idf. Ma i leader di peso “eliminati” da Israele nell’ultimo periodo, durante la campagna militare che va avanti da oltre un anno nella Striscia di Gaza, sono diversi. Un martellamento che ha preso di mira Hamas, ma anche altri gruppi legati a Teheran, come Hezbollah in Libano o le milizie delle Guardie rivoluzionarie iraniane. LE FOTO

Hezbollah, cosa sapere sul gruppo antisionista libanese

Tra i protagonisti dell'escalation di tensione in Medio Oriente c’è anche l’organizzazione militare e politica libanese. Sostenuta ideologicamente e finanziariamente dall’Iran, controlla una larga parte del Paese, quasi “uno Stato nello Stato”, e partecipa attivamente alla vita politica. Il suo leader è stato a lungo - dal 1992 - Hassan Nasrallah, che ha guidato il gruppo fino al 28 settembre 2024, quando è stato ucciso da un attacco israeliano su Beirut. L'ANALISI

La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata

L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele ha riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. L'APPROFONDIMENTO

Israele, cosa prevede il cessate il fuoco con il Libano e quali incertezze rimangono

Da poco è entrato in vigore il cessate il fuoco in Libano, dopo due mesi di guerra tra l'esercito di Israele ed Hezbollah. L'intesa era stata annunciata poche ore prima da Benyamin Netanyahu, dopo che era stato dato il via libera alla proposta degli Stati Uniti. Ma in cosa consiste l’accordo? E quali sono le prospettive? L'ACCORDO

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