Manovra 2027, le misure allo studio del governo: dal nuovo taglio Irpef alla flat tax

Economia
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Introduzione

La definizione della Legge di Bilancio 2027 entra nella fase decisiva, ma l'assenza di margini di bilancio costringe il governo a selezionare gli interventi da finanziare. Dopo il via libera all'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per le spese legate a energia e difesa, con uno scostamento di bilancio di 28,8 miliardi di euro tra 2027 e 2028, l'esecutivo è al lavoro per individuare le priorità della prossima Manovra. Il quadro resta legato anche al confronto con Bruxelles, dal quale dipenderà la possibilità di ampliare alcune agevolazioni fiscali. 

Quello che devi sapere

I contributi alla Manovra

Per finanziare le misure della Manovra, il governo valuta la possibilità di coinvolgere banche, assicurazioni e società energetiche attraverso un accordo con le imprese. L'obiettivo indicato da Matteo Salvini è raccogliere un contributo di almeno 5 miliardi di euro, senza ricorrere a un'imposta sugli extraprofitti. Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli ha tuttavia ricordato l'intesa triennale già raggiunta per versamenti aggiuntivi pari a 10,5 miliardi. Possibile anche una richiesta al mondo dei giochi, in questo caso pari a un miliardo. Restano inoltre le richieste degli enti locali: l'Anci ha sollecitato circa un miliardo per affrontare le difficoltà dei bilanci comunali, aggravate da spese per l'assistenza scolastica agli alunni con disabilità, l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e il rafforzamento della polizia locale. La ricerca delle coperture rimane uno dei principali ostacoli alla definizione del pacchetto di interventi.

 

Per approfondire: Manovra 2027, coperture Legge di Bilancio: ipotesi contributo da banche e assicurazioni

Il taglio dell'Irpef potrebbe essere in bilico

L'estensione della riduzione dell'Irpef al ceto medio, inizialmente considerata una delle misure centrali della Manovra, potrebbe ora essere in bilico. La proposta prevede di applicare l'aliquota del 33% ai redditi fino a 60 mila euro, rispetto all'attuale soglia di 50 mila, mantenendo la tassazione agevolata già introdotta per la fascia compresa tra 28 mila e 50 mila euro. Il costo stimato si aggira intorno ai 2,7 miliardi di euro. A frenare l'intervento non sarebbe soltanto la necessità di reperire le risorse, come sottolineato già alcuni giorni fa da Il Sole 24 Ore e di recente anche dall’Ufficio parlamentare di bilancio, ma anche la valutazione della sua efficacia: le simulazioni indicano circa tre milioni di potenziali beneficiari, una platea ritenuta limitata rispetto alla possibilità di raggiungere una quota più ampia di contribuenti. 

 

Per approfondire: Manovra 2027, nodo risorse dopo il Dpfp: ecco quali sono le misure a rischio

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Il giudizio dei tributaristi

Intanto, l'Istituto nazionale tributaristi (Int) ha espresso apprezzamento per la rimodulazione dell'Irpef, l'abolizione strutturale del bollo auto per determinate categorie di veicoli e l'eventuale estensione della cedolare secca agli immobili commerciali. L'associazione ha accolto con interesse anche gli annunci relativi a giovani, famiglie e attività produttive, sottolineando tuttavia che diversi provvedimenti restano ancora da definire. I professionisti hanno inoltre richiamato l'attenzione sulle possibili modifiche al calendario delle dichiarazioni dei redditi: pur riconoscendo l'obiettivo di semplificare gli adempimenti, chiedono di tenere conto delle necessità dei contribuenti e degli studi che li assistono. Tra le proposte figura una sospensione completa degli invii da e verso l'Amministrazione finanziaria durante agosto.

Il bollo auto e la cedolare secca

Tra gli interventi fiscali che il governo potrebbe confermare figura l'abolizione strutturale del bollo auto per alcune tipologie di veicoli. La misura è stata indicata tra le possibili priorità della prossima Manovra, ma modalità applicative e beneficiari devono ancora essere chiariti. Le stime circolate in precedenza indicano un costo di circa 5 miliardi di euro nel biennio 2028-2029, mentre per il 2027 sono già state previste risorse attraverso il Pnrr. Rimane inoltre sul tavolo l'ipotesi di estendere la cedolare secca agli immobili commerciali, un intervento sostenuto anche dai tributaristi. La sua eventuale introduzione dipenderà dalle decisioni definitive dell'esecutivo e dalla disponibilità di coperture.

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Il sostegno ai salari

Il recupero del potere d'acquisto resta uno dei capitoli su cui il governo intende intervenire. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito la volontà di proseguire con le agevolazioni fiscali sui rinnovi contrattuali, nella convinzione che gli sgravi possano accompagnare gli aumenti retributivi riconosciuti dalle imprese. La tassazione agevolata al 5% sugli incrementi contrattuali potrebbe quindi essere confermata, così come gli interventi relativi a lavoro notturno e festivo e premi di produttività. L'obiettivo è sostenere gli stipendi in una fase in cui il costo della vita continua a incidere sui bilanci familiari, favorendo una collaborazione tra datori di lavoro e istituzioni.

La flat tax

Una delle alternative al taglio dell'Irpef per il ceto medio, riporta Repubblica, è l'ampliamento del regime forfettario per le partite Iva. L'ipotesi allo studio prevederebbe di innalzare da 85mila a 100mila euro la soglia di ricavi e compensi per accedere alla flat tax, misura sostenuta soprattutto dalla Lega e guardata con interesse anche dagli altri partiti della maggioranza. Per renderla operativa, tuttavia, sarà necessario un confronto con la Commissione europea, poiché l'ampliamento comporterebbe modifiche anche alla disciplina dell'Iva e potrebbe incontrare resistenze a Bruxelles. Forza Italia intanto continua a chiedere la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi e i pensionati, ma quest'ultima proposta potrebbe essere rinviata in attesa di maggiori certezze sulle risorse.

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Dai giovani alla casa, fino a sanità ed energia

Le misure per le nuove generazioni potrebbero comprendere agevolazioni fiscali e sostegni per contrastare il calo della natalità e favorire l'autonomia economica. Tra le proposte avanzate da Forza Italia figura una no tax area per gli under 30 con redditi fino a 35mila euro. Per le famiglie e le persone in condizioni di fragilità si valuta invece un contributo destinato alle prestazioni sanitarie private non coperte dal Servizio sanitario nazionale, a partire dalle cure odontoiatriche. I potenziali beneficiari potrebbero essere anziani oltre una determinata soglia di età e nuclei con figli a carico, con modalità e limiti reddituali ancora da stabilire. Sul fronte abitativo resta l'ipotesi di una cedolare secca al 5% per gli affitti di lunga durata. Per contrastare il caro energia, infine, si discute della possibilità di utilizzare parte delle risorse dedicate al settore per aiutare famiglie e imprese, valutando anche meccanismi di contenimento delle bollette legati all'andamento dei mercati.

Le pensioni

La spesa previdenziale rappresenta un'altra voce rilevante per i conti pubblici. Con le uscite pensionistiche superiori al 15% del Pil e l'invecchiamento della popolazione, le previsioni indicano un incremento di oltre 14,7 miliardi di euro nel 2027 a legislazione vigente. Si è parlato di una possibile revisione delle rivalutazioni degli assegni più elevati, ma al momento non risultano conferme concrete. La Lega insiste invece sulla possibilità di consentire il pensionamento anticipato a 64 anni, con il ricalcolo contributivo dell'assegno, mentre Forza Italia punta ad aiutare soprattutto i pensionati con redditi più bassi. 

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La definizione della Manovra

La Manovra 2027 quindi è ancora in fase di definizione e resta condizionata dall'incertezza sulle coperture finanziarie e dall'esito delle trattative con l'Unione europea sulla spesa per l'energia. L'introduzione di possibili nuovi incentivi è subordinata alle decisioni di Bruxelles sulla flessibilità dei conti pubblici. In assenza di un'intesa europea, l'esecutivo potrebbe essere costretto a ridimensionare ulteriormente gli interventi previsti. Le incertezze sulle risorse e sui tempi rischiano così di far slittare il calendario: il via libera del Consiglio dei ministri, inizialmente atteso entro il 20 ottobre, potrebbe arrivare il 23, mentre la trasmissione del testo alle Camere potrebbe avvenire intorno al 28 ottobre.

 

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