Dichiarazione dei redditi 2026, Modello 730 precompilato: novità, scadenze e cosa sapere

Economia
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Introduzione

A partire dal 30 aprile, il modello 730 precompilato sarà nuovamente consultabile nell’area personale del portale dell’Agenzia delle Entrate. La vera operatività scatterà però dal 20 maggio, data dalla quale sarà possibile confermare, modificare o completare il modello e procedere quindi con l’invio. Il termine ultimo per trasmettere la dichiarazione è fissato al 30 settembre 2026. Ecco cosa sapere per orientarsi sulle regole da seguire per l’adempimento fiscale.

Quello che devi sapere

Cos’è il Modello 730/2026

I redditi conseguiti nel corso del 2025 dovranno essere dichiarati attraverso il Modello 730/2026. Questo strumento non è utile soltanto per comunicare all’erario le somme percepite, ma rappresenta anche il canale principale per recuperare le agevolazioni fiscali, come quelle legate alle spese sanitarie o agli interessi pagati sui mutui immobiliari. Previste due date chiave:

  • 30 aprile, giorno in cui il 730 precompilato viene reso accessibile online dall’Agenzia delle Entrate;
  • 30 settembre, termine ultimo per l’invio della dichiarazione, sia nella versione ordinaria sia in quella precompilata.

 

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I dati caricati in automatico

Il 730 viene predisposto sulla base delle informazioni trasmesse all’amministrazione finanziaria dai soggetti obbligati, a partire dalla Certificazione Unica, inviata entro il 16 marzo da datori di lavoro, enti pensionistici o altri sostituti d’imposta. Nel modello confluiscono poi numerose voci che possono dare accesso a detrazioni o deduzioni. Tra queste figurano le spese sanitarie comunicate al Sistema Tessera Sanitaria da farmacie, medici e strutture convenzionate, ma anche i costi sostenuti per professionisti come psicologi, fisioterapisti e logopedisti.

 

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I tre scaglioni dell'Irpef

Tra le novità più rilevanti spicca la conferma dell’Irpef articolata su tre fasce di reddito. La riforma consolida l’assetto già avviato e introduce un alleggerimento significativo per la fascia intermedia, grazie a una riduzione dell’aliquota di due punti percentuali. La struttura aggiornata è la seguente:

  • fino a 28 mila euro: aliquota al 23%;
  • da 28.001 a 50 mila euro: aliquota al 33%, in calo rispetto al precedente 35%;
  • oltre 50 mila euro: aliquota al 43%.

 

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Le detrazioni

Accanto agli effetti positivi derivanti dal nuovo schema Irpef, emerge però una stretta sulle detrazioni fiscali. Si rafforza il meccanismo di contenimento dei benefici fiscali per i redditi medio-alti. Le spese detraibili non sono più riconosciute integralmente, ma devono essere calcolate applicando un coefficiente a un importo base che si riduce con l’aumentare del reddito:

  • 14 mila euro di base per redditi tra i 75 e i 100 mila euro;
  • 8 mila euro oltre i 100 mila euro.

Restano fuori da questo meccanismo penalizzante alcune voci considerate essenziali, come le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui, che continuano a essere pienamente detraibili.

 

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I familiari a carico

La gestione dei familiari fiscalmente a carico rappresenta uno degli aspetti più delicati del Modello 730. Il quadro normativo è stato profondamente modificato dall’introduzione dell’Assegno unico, che ha ridisegnato il sistema delle agevolazioni per i figli. Un familiare può essere considerato a carico solo se il suo reddito annuo non supera determinati limiti:

  • 4 mila euro per i figli fino a 24 anni;
  • 2.840,51 euro per i figli con più di 24 anni e per gli altri familiari, come coniuge, genitori, fratelli o sorelle.

 

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Assegno unico

Dal 2022 la tradizionale detrazione per figli a carico è stata quasi completamente rimpiazzata dall’Assegno unico e universale. Le regole attuali distinguono due situazioni:

  • per i figli con meno di 21 anni non spetta più la detrazione fiscale, ma è comunque necessario indicarli nel quadro dei familiari a carico per poter detrarre le spese sostenute per loro;
  • per i figli oltre i 21 anni, le detrazioni tornano applicabili, a condizione che siano rispettati i limiti di reddito previsti.

Per i figli tra 21 e 30 anni, la detrazione non è un importo fisso: il valore teorico di 950 euro si riduce progressivamente con l’aumentare del reddito del genitore, secondo una formula che tiene conto del reddito complessivo fino a 95 mila euro.

 

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Spese recuperabili al 19% anche senza detrazione per i figli

Anche in assenza della detrazione per figli sotto i 21 anni, il contribuente può comunque portare in detrazione il 19% delle spese sostenute nel 2025 per alcune voci specifiche fino a un massimale di spesa di 210 euro. Tra queste rientrano:

  • i costi per l’istruzione, dall’asilo nido all’università;
  • le attività sportive praticate da ragazzi tra i 5 e i 18 anni;
  • le spese mediche e farmaceutiche;
  • gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico.

 

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La novità sui documenti sanitari

Tra i cambiamenti più rilevanti di quest’anno uno riguarda chi si affida a un Caf per la presentazione del 730. Per le spese mediche, infatti, non sarà più necessario portare sempre con sé scontrini, ricevute e fatture ai fini dei controlli, almeno nei casi in cui i dati risultino già registrati. Sarà infatti sufficiente stampare direttamente dal portale del Sistema Tessera Sanitaria il riepilogo delle spese presenti e allegare una dichiarazione che ne confermi la corrispondenza. Una semplificazione che punta a ridurre la burocrazia e ad alleggerire gli adempimenti documentali.

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In caso di separazione o mantenimento con assegni

Anche per il coniuge non legalmente separato e per gli altri familiari conviventi (o mantenuti tramite assegni non stabiliti da un giudice) sono previste detrazioni d’imposta. Tuttavia, questi benefici diminuiscono gradualmente all’aumentare del reddito del contribuente, fino a scomparire del tutto oltre la soglia degli 80 mila euro.

730 anche senza sostituto

Il modello 730 può essere utilizzato anche da chi, nel 2026, non ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che possa effettuare i conguagli fiscali. La possibilità riguarda, tra gli altri, anche disoccupati, colf, badanti e baby-sitter. In questi casi bisogna compilare l’apposita sezione indicando la lettera “A” nella casella dedicata al “730 senza sostituto”. Se dal modello risulta un credito, il rimborso viene accreditato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente indicato dal contribuente, generalmente entro dicembre 2026. Qualora dalla dichiarazione dovesse risultare un importo da versare, il pagamento dovrà essere effettuato entro il 30 giugno, utilizzando il modello F24 predisposto automaticamente dal sistema. Si tratta quindi di una modalità che consente di gestire il 730 anche in assenza di un sostituto d’imposta, senza perdere il diritto a rimborsi o la possibilità di regolarizzare quanto dovuto.

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Correzioni per gli anni passati

L’area dedicata alla precompilata non serve soltanto per la dichiarazione di quest’anno. Attraverso la stessa piattaforma è infatti possibile recuperare e, se necessario, rettificare anche le dichiarazioni relative agli anni dal 2020 al 2024, purché fossero state trasmesse direttamente online. In questi casi il sistema genera un modello Redditi integrativo già popolato con i dati storici della dichiarazione originaria. Il vantaggio è evidente: non bisogna ricominciare da capo, ma soltanto intervenire sulle voci da modificare.

 

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Possibile annullare il 730 già inviato

Chi trasmette la dichiarazione e si accorge successivamente di aver commesso un errore può ancora rimediare. Entro il 20 giugno 2026, termine che potrebbe slittare al 22 giugno poiché la data cade di sabato, sarà infatti possibile annullare il 730 già inviato e ripresentarlo da zero. L’operazione può essere effettuata una sola volta e consente di correggere gratuitamente eventuali dimenticanze evitando procedure più complesse.

 

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Dichiarazioni precompilate in aumento

Stando a dati recenti, negli ultimi due anni i contribuenti che hanno fatto ricorso al “fai da te” sulle Dichiarazioni dei redditi, sia 730 sia Persone fisiche, è salito da 4,8 a 5,7 milioni. Nonostante resti prevalente l’acceso a servizi Caf o professionisti abilitati, l’incremento delle trasmissioni in autonomia è spinto anche dalla modalità semplificata di compilazione. Nelle Dichiarazioni 2025, il 58% ha utilizzato questa procedura, sette punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.

 

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