Introduzione
Dal 30 aprile sarà possibile visualizzare il modello 730 con la dichiarazione dei redditi precompilata dall’Agenzia delle Entrate, con al suo interno già inseriti i dati che sono in possesso del Fisco. Tra questi ci sono ad esempio le spese sanitarie, quelle universitarie e quelle funebri, i premi assicurativi, i contributi previdenziali e i bonifici versati per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica. Ogni contribuente ha la possibilità di modificare le voci che trova precompilate, oppure può semplicemente accettare quanto trova scritto nel proprio 730. Chi lo fa non dovrà esibire le ricevute che attestano oneri detraibili e deducibili comunicati dai soggetti terzi e non sarà sottoposto a controlli documentali. Le stesse regole valgono per il modello Redditi.
Quello che devi sapere
730 precompilato, i dati che non verranno più controllati
Fermo restando che il Fisco può sempre controllare se una detrazione spettava oppure no, come specifica la stessa Agenzia delle Entrate, se si accetta il modello precompilato, le voci che non verranno sottoposte a controlli più approfonditi sono quelle comunicate da soggetti terzi, che per la loro natura si reputa siano complete e affidabili. Sono quindi i dati che provengono dagli istituti bancari e assicurativi, dall’Inps o dalle altre casse previdenziali e dalle farmacie e dalle strutture sanitarie, così come raccolti dal Sistema Sanitario Nazionale attraverso la propria tessera sanitaria.
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Cosa succede con la modifica di una voce precompilata
Chi invece procede a modificare i dati degli oneri e spese forniti dai soggetti terzi, dovrà essere pronto a eventuali futuri controlli. L’Agenzia delle Entrate spiega però che dovrà “esibire i soli documenti che hanno determinato la modifica”. E quindi, se si sceglie di modificare le spese sanitarie, si potrebbe dover presentare tutti i documenti che le giustifichino.
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Il visto di conformità
Per essere sicuri di non accettare informazioni inesatte e di aver fatto tutto correttamente è sempre possibile rivolgersi a professionisti abilitati come i CAF o i commercialisti e procedere con un visto di conformità, cioè un controllo formale che di fatto sposta, almeno parzialmente, la responsabilità di eventuali mancanze sugli stessi professionisti a cui ci si è rivolti.
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Le novità della precompilata 2026
Da tenere a mente che quest’anno le voci precompilate sono più ricche del passato e comprendono anche le spese legate alle attività sportive per i figli a carico minorenni e quelle relative alle prestazioni di logopedisti, psicologi e fisioterapisti.
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Cosa bisogna sempre compilare
Anche nel caso in cui si decida di procedere senza alcuna modifica alla precompilata, resta sempre necessario compilare la sezione dedicata alla destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef. Questo passaggio deve essere completato da ogni contribuente prima della trasmissione finale della dichiarazione.
In caso di dubbio
In caso di dubbio, per semplificare le operazioni a carico del contribuente (o del professionista a cui ci si affida), è sempre la stessa Agenzia a suggerire i passaggi da fare per rendere “più completa e corretta” la dichiarazione. Tra questi, si citano:
- verificare i dati relativi a terreni e fabbricati;
- comunicare al datore di lavoro i dati del coniuge e dei familiari a carico;
- comunicare l’opposizione se non si vuole rendere disponibili i dati sulle spese sanitarie, su quelle universitarie, su quelle per la retta degli asili nido, sulle erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore, sulle erogazioni liberali per gli istituti scolastici e su quelle per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
Il calendario della dichiarazione dei redditi
Dal prossimo 15 maggio sarà possibile modificare o inviare direttamente il modello 730 precompilato, con scadenza ultima fissata al 30 settembre.
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