Indici sintetici di affidabilità fiscale, 85 Isa aggiornati dal Mef: cosa sapere

Economia
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Introduzione

Secondo quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n.88 del 16 aprile 2026) il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha approvato il decreto che ridisegna 85 indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). L’aggiornamento, relativo al periodo di imposta 2025, riguarda una platea di circa 1,8 milioni di contribuenti che potranno applicare i nuovi Isa a partire dalla prossima Dichiarazione dei redditi. Ecco le novità.

Quello che devi sapere

Cosa sono gli Isa

Previsti dal decreto numero 50 del 2017, in sostituzione degli studi di settore, gli Isa sono uno strumento che dall'anno d'imposta 2018 mira a valutare la credibilità fiscale delle imprese e dei lavoratori autonomi che operano in Italia.

 

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Gli indici aggiornati

Stando al decreto approvato dalla Commissione degli esperti che si riunita l’11 marzo scorso, l’area dei servizi ha visto l’aggiornamento più consistente con 26 indici rivisti, due in più di quelli afferenti al comparto del commercio. A seguire, ci sono gli indici relativi alle attività professionali e al settore delle manifatture, rispettivamente con 20 e 15 indici Isa aggiornati per l’anno d’imposta 2025.

 

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Cosa cambia in Dichiarazione

Per ottenere il giudizio di affidabilità fiscale e i relativi benefici economici previsti dal decreto 50/2017 (comma 11, articolo 9 bis), i contribuenti interessati dovranno utilizzare gli Isa revisionati a partire dalla prossima Dichiarazione dei redditi.

 

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Le categorie interessate

Sono coinvolte dalla modifica ministeriale, come detto, circa 1,85 milioni di contribuenti che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo in vari ambiti, dalla vendita all’ingrosso di orologi a quella al dettaglio di giornali. Nell’elenco delle attività professionali rientrano, per esempio, gli studi odontoiatrici e notarili mentre bar, ristoranti e costruzioni edili rientrano nel settori dei servizi. Sul fronte del manifatturiero, gli Isa sono aggiornati per i soggetti che operano nella fabbricazione di calzature e nella produzione di olio di oliva e semi.

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Cosa include il decreto ministeriale

Il decreto del Mef modifica l’articolo 9 bis del decreto 50 e ricalca la struttura dei provvedimenti analoghi approvati negli anni scorsi. Agli 85 Isa aggiornati sono associati altrettanti codici Ateco 2025 necessari per poterli applicare. Il provvedimento include inoltre le regole di applicazione, i criteri di definizione del punteggio e le cause di esclusione.

Cosa contengono gli Isa aggiornati

Gli indicatori rivisti possono contare sui dati dichiarati dai contribuenti appartenenti alle categorie interessate negli ultimi otto anni. I periodi d’imposta che vanno dal 2016 al 2023 coprono un arco temporale ampio che tiene conto dell’impatto del quadro economico nazionale e internazionale su interi settori.

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Integrazioni future

L’aggiornamento ordinario non basta tuttavia a tenere il passo con le misure straordinarie in cantiere che dovranno lenire, almeno in parte, gli effetti delle tensioni geopolitiche che, specie nel primo scorcio di 2026, hanno conosciuto un salto di qualità. Entro la fine di aprile è previsto un nuovo decreto di modifica degli Isa 2025 che includerà i provvedimenti contro l’aumento del prezzo dei prodotti energetici, alimentari e delle materie prime.

Isa complementari

Nel decreto Mef compaiono gli Isa che già negli anni passati potevano essere applicati ai contribuenti che svolgono più attività menzionate negli elenchi. Ne sono un esempio le mansioni riguardanti la ristorazione, i bar, la ricezione alberghiera o la gestione di stabilimenti balneari. 

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Aggiornamento territoriale

Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale contiene inoltre gli aggiornamenti territoriali che hanno l’obiettivo di modulare specifici indicatori a seconda di Comune, provincia, regione o area territoriale dove ha sede l'attività. Le variabili geografiche incidono sulla definizione di ricavi e compensi e ad essere rivisti sono i criteri riguardanti la territorialità generale, così come quella del commercio e del livello di reddito medio imponibile ai fini dell’addizionale Irpef. Ulteriori variabili territoriali tenute in considerazione sono poi le quotazioni immobiliari e il livello dei canoni di locazione degli immobili che possono differire, anche in misura rilevante, a seconda della zona. 

Casi di esclusione

Il decreto conferma tutte le cause di esclusione all’applicazione degli Isa previste negli anni precedenti. A non poterli utilizzare sono in primo luogo i contribuenti che hanno iniziato o cessato l’attività oppure operano in un periodo di non normale svolgimento. L’Isa decade nel caso di ricavi o compensi dichiarati superiori a 5.164.569 euro oppure per i contribuenti che operano in regime forfettario. Tra le cause di esclusione rientrano poi i contribuenti con due o più imprese che dichiarano ricavi da attività non prevalente superiori al 30% del totale. Vanno aggiunti infine altre categorie, come le società cooperative, i consorzi che agiscono esclusivamente a favore delle imprese socie e i soggetti che svolgono attività di impresa, arte o professione associati in un Gruppo Iva.

 

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