Bonus scuola 2026, detrazioni nel 730: ecco quali sono le spese scaricabili

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Ora che la stagione della dichiarazione dei redditi sta entrando nel vivo, i fari sono accesi sulle detrazioni che è possibile chiedere per diminuire l’ammontare delle tasse da pagare per ciascun cittadino. Tra le spese che rientrano nella categoria di quelle detraibili - e che hanno conosciuto un cambiamento in questo 2026 - ci sono quelle per l’istruzione. La Legge di Bilancio del 2025 ha infatti aumento la cifra che si può portare in detrazione: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Quello che devi sapere

Quali spese si possono detrarre

In primo luogo è necessario sottolineare quali sono le spese per l’istruzione che risultano essere detraibili. Come spiegato dal ministero dell’Istruzione e del Merito, rientrano in questa categoria:

  • le tasse di iscrizione e frequenza;
  • i contributi versati per i corsi e laboratori di lingue, teatro, musica e altre attività, purché organizzati dalle scuole frequentate;
  • il trasporto scolastico, anche se fornito da soggetti esterni alla scuola;
  • le gite scolastiche e, in genere, le attività culturali e ricreative svolte per ampliare l’offerta formativa;
  • la mensa.

 

Leggi anche: Decreto Primo maggio, dal bonus giovani alle agevolazioni per le lavoratrici: le ipotesi

Quanto vale la detrazione

È poi importante sottolineare come siano detraibili le spese per la frequenza sia di scuole materne, sia di elementari medie e superiori. Non c’è inoltre distinzione tra quelle private e quelle gestite dagli enti locali. Inoltre come detto è cambiata la cifra totale da poter detrarre: fino al 2024 era infatti fissata a un massimo di 800 euro per studente, mentre dal 2025 questa soglia è aumentata fino a quota mille euro.

pubblicità

Quali spese non sono detraibili

In ogni caso, è necessario sapere che non tutte le spese possono essere calcolate al fine di raggiungere la soglia dei mille euro: come spiegato ancora dal ministero dell’Istruzione e del Merito infatti “non sono detraibili le spese per l’acquisto dei libri di testo, di materiali di cancelleria, di zaini, astucci e cartelle”.

Cosa cambia per gli studenti con DSA

Però, spiega ancora il ministero dell’Istruzione e del Merito, “i genitori di bambini o ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), diagnosticati e certificati, possono fruire di una detrazione del 19% per l’acquisto di strumenti didattici e supporti tecnici o informatici compensativi, necessari per aiutarli nello studio e nell’apprendimento”: dunque per questo tipo di spese è possibile richiedere la detrazione IRPEF.

pubblicità

Come funziona la detrazione

Ma come funziona questo meccanismo? Il ministero specifica che “le spese di istruzione e scolastiche sono detraibili al 19% della spesa totale sostenuta nel corso dell’anno d’imposta considerato”, e come detto per quest’anno la soglia massima è di 1000 euro. Dunque, la cifra totale che si può ottenere come detrazione è pari a 190 euro. Importante sottolineare che questo calcolo è valido per ogni studente, dunque le famiglie con più di un figlio potranno detrarre le spese di ciascuno di loro.

Cosa serve per ottenere la detrazione

Resta inteso che, per poter dichiarare le spese sostenute e ottenere la detrazione, è necessario che queste siano state sostenute con metodi di pagamento tracciabili: dunque è necessario aver pagato tramite bancomat e carte oppure tramite bonifico, oltre ovviamente ad aver conservato le ricevute

pubblicità

La detrazione per le spese universitarie

Infine, è necessario tenere a mente che esiste anche una detrazione dedicata alle spese sostenute per l’istruzione universitaria. In questo caso, spiega ancora il ministero, “per le università pubbliche non è presente un limite massimo di spesa; quindi, la detrazione del 19% spetta sull’intero importo delle spese sostenute”. Esiste anche un simile meccanismo per quanto concerne le università private, ma qui il limite di spesa totale detraibile varia in base a due parametri principali: l’area disciplinare del corso e la localizzazione geografica dell’ateneo.

 

Leggi anche: Dichiarazione redditi 2026, cambiano i limiti di spesa detraibile per università private

La dichiarazione dei redditi

Intanto, come anticipato, sta prendendo il via la stagione della dichiarazione dei redditi: a partire dal 30 aprile infatti il modello 730 precompilato sarà consultabile nell’area personale del portale dell’Agenzia delle Entrate. La vera operatività scatterà però dal 15 maggio, momento in cui sarà possibile confermare, modificare o completare il modello e procedere quindi con l’invio. Il termine ultimo per trasmettere la dichiarazione è fissato al 30 settembre 2026.

 

Leggi anche: 730 precompilato 2026, da quando è disponibile e cosa cambia per spese e detrazioni

pubblicità