Bonus mobili nel 730, niente sconto per chi ha sostituito la caldaia nel 2025: ecco perché

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Come spiega l’Agenzia delle Entrate nella nuova guida dedicata agli arredi, dal 1° gennaio dello scorso anno l'installazione degli impianti di riscaldamento a gas non rientra come requisito per richiedere il bonus mobili. Ecco perché e cosa succede ora

Quello che devi sapere

In cosa consiste il bonus mobili

Attivo dal 2013 e modificato più volte nel corso degli anni, l'incentivo sui mobili consente uno sconto Irpef del 50% per l'acquisto di arredi su un immobile dove sono eseguiti lavori di recupero del patrimonio edilizio. La Legge di bilancio 2026 ha confermato l'agevolazione anche per quest'anno senza prevedere, come in altri casi, uno sconto al 36% per le unità diverse dall'abitazione principale.

 

Per approfondire: Bonus mobili 2026, sconto del 50% anche per le seconde case: le novità e cosa sapere

Cosa rientra nell’incentivo

Sotto l'"ombrello" dello sconto fiscale rientrano diverse tipologie di acquisti, dai mobili ai grandi elettrodomestici a patto che soddisfino i requisiti relativi all'efficienza energetica. Per i forni, ad esempio, l'etichetta minima ammessa è la classe A mentre per quanto riguarda lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie il riferimento è la classe E. Per frigoriferi e congelatori infine è necessaria una classe minima F.

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Come dimostrare l'avvio dei lavoro

L'erogazione del bonus mobili dipende dalla data di inizio dei lavori mentre la spesa sostenuta per la riqualificazione può avvenire anche successivamente all'acquisto dell'arredo. Per dimostrare la corretta tempistica dell'intervento è necessario documentare le abilitazioni amministrative oppure le comunicazioni preventive all'Asl. In assenza di tali documenti, resta valida una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Cosa prevede il decreto 63/2013

Stando al comma 1 del decreto 63/2013, i contribuenti che fruiscono di una detrazione legata al bonus ristrutturazioni hanno diritto ad una ulteriore riduzione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. In passato, la sostituzione di una caldaia rientrava nell’elenco dei lavori di manutenzione straordinaria ammessi e dunque in grado di attivare l’incentivo sugli arredi. Dal 2025, invece, il cambio pur figurando come intervento straordinario non è più agevolabile. 

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La direttiva Case Green

A partire dallo scorso anno infatti la situazione è mutata come conseguenza diretta della Energy performance of buildings directive (Epbd), la direttiva europea recepita dall'Italia meglio conosciuta come “Case green”. Il nuovo articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) esclude infatti dagli incentivi fiscali le spese per gli interventi di installazione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

L’allineamento delle Entrate

In sostanza, l’installazione delle caldaie non figurando più nell’elenco dei lavori ammessi da ecobonus e bonus ristrutturazione non può essere considerata ai fini dell'incentivo mobili. L’Agenzia delle Entrate ha seguito tale interpretazione e modificato sul sito le Faq che in passato autorizzavano la procedura. 

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Cosa succede per le caldaie acquistate nel 2025

Stando alla nuova guida pubblicata dall’ente di riscossione, i nuovi impianti di riscaldamento installati a partire dal 1° gennaio 2025 osservano un costo pieno e non potranno essere detratti in Dichiarazione dei Redditi. Come conseguenza diretta, i contribuenti che hanno svolto questi interventi e acquistato mobili e grandi elettrodomestici con la prospettiva di uno sconto del 50% non potranno sgravare la spesa nel 730.

Le caldaie acquistate nel 2024

Diversa è la situazione per gli impianti installati nel 2024 che in quanto agevolati consentono uno sconto sull’acquisto degli apparecchi di casa fino al 50%. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), nell’ultimo anno prima dell’entrata in vigore della stretta, ammontano a circa 210mila le sostituzioni di caldaie scontate con il bonus ristrutturazione.

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A quanto ammonta la perdita

Di conseguenza, nel 2024 erano circa 200mila gli interventi potenzialmente associabili al bonus arredi. Dallo scorso anno, il pagamento per mobili ed elettrodomestici comprati in parallelo all’installazione del nuovo impianto di riscaldamento rimane a prezzo pieno. Per chi aveva messo in conto una spesa massima di 5mila euro sperando di recuperare la metà, la perdita si attesta sui 2.500 euro. Venuti meno i requisiti fissati dalla legge, l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare verifiche sui 730 futuri controllando eventuali dichiarazioni non veritiere.

Quali caldaie sono ad oggi detraibili

La fine degli incentivi sulle caldaie a gas non pregiudica del tutto la possibilità di spuntare sconti fiscali su altri tipi di impianti. Tramite ecobonus e bonus ristrutturazioni, nel 2026 è ancora possibile acquistare a prezzo ridotto sistemi ibridi, come la pompa di calore e una caldaia a condensazione. Nell’elenco rientrano inoltre le pompe di calore e solare termico e le caldaie a biomassa.

 

Per approfondire: Bonus, tutti gli incentivi per il 2026: dagli aiuti per le bollette a quelli per la casa

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