Primarie Pd, chi sono i tre candidati alla segreteria

Andrea Orlando, Matteo Renzi e Michele Emiliano si contendono la poltrona di segretario del Partito democratico nella consultazione che si tiene domenica 30 aprile. Ecco che cosa hanno detto nel Confronto di SkyTG24: tutti i video.
  • Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Sono loro i tre candidati alle primarie per eleggere il nuovo segretario del Partito democratico che si tengono il 30 aprile. Mercoledì 26 alle 21.15 parteciperanno al confronto in diretta su Sky TG24 - Confronto Primarie Pd: tutti i video di Emiliano, Orlando e Renzi
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    Il primo candidato alle primarie Pd è Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio e dimissionario segretario del partito, poltrona che vuole riconquistare il 30 aprile. Nei voti dei circoli ha ottenuto percentuali vicine al 70%, che lo indicano come principale favorito - Pd, voto mozioni: Renzi circa al 68%, Emiliano ancora in corsa
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    Nato a Firenze del 1975, ha cominciato a fare politica sin dal liceo. Renzi è stato presidente della Provincia dal 2004 al 2009 e sindaco della sua città dal 2009 al 2014. Nel 2010 ha lanciato l’idea della “rottamazione” della vecchia classe politica organizzando un’assemblea di grande impatto alla Stazione Leopolda, che ripeterà ogni anno - Renzi: "Nessun alibi, primarie Pd il 30 aprile"
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    Nel 2012 si è candidato per le primarie Pd, perdendo al ballottaggio con Pier Luigi Bersani. L’anno seguente ha vinto le elezioni per l’elezione del segretario di partito. In seguito alle dimissioni rassegnate da Enrico Letta, nel febbraio 2014 è diventato presidente del Consiglio a 39 anni, diventando il più giovane premier della storia repubblicana italiana - Il passaggio di consegne tra Letta e Renzi
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    Durante il suo governo ha avviato un serie di riforme costituzionali per superare il bicameralismo, cambiare la legge elettorale, modificare il sistema scolastico, la giustizia civile e penale, il mercato del lavoro - Jobs Act, 80 euro, referendum: parabola del governo Renzi. FOTOSTORIA
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    Renzi ha spinto per un referendum che facesse esprimere gli italiani sulla riforma costituzionale. La sconfitta alle urne del 4 dicembre ha costretto il premier a dimettersi dal suo incarico. Ha annunciato che non avrebbe lasciato la politica in caso di risultato negativo - Renzi su Facebook: dimissioni vere, ma non lascio la politica
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    A febbraio Renzi si è dimesso anche da segretario del Partito Democratico, una scelta obbligata per poter indire nuove primarie alle quali si è ricandidato. La sfida è con Andrea Orlando e Michele Emiliano - Assemblea Pd, Renzi: “Non si blocca partito su diktat della minoranza”
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    Il secondo candidato è Andrea Orlando, attuale ministro della Giustizia nel governo Gentiloni. Ha annunciato la sua candidatura alla segreteria Pd il 23 febbraio dichiarando di averlo fatto “per responsabilità”. Nel voto nei circoli ha raccolto tra il 25 e il 28% delle preferenze - Pd, voto mozioni: Renzi circa al 68%, Emiliano ancora in corsa
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    Orlando è nato a La Spezia nel 1969. Entra in politica giovanissimo: a 20 anni è stato eletto nel consiglio comunale della sua città con il Pci - Orlando: "Renzi energia fondamentale per il Pd, ora serve svolta"
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    Ha aderito al Pd dalla sua nascita entrando a far parte della segreteria nazionale del Pd e diventando uno degli esponenti di spicco della corrente dei “giovani turchi” - Pd, voto mozioni: Renzi circa al 68%, Emiliano ancora in corsa
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    Nel 2006 è stato eletto alla Camera, venendo riconfermato nel 2008 e nel 2013. Il 28 aprile 2013 è stato nominato ministro dell’ambiente nel governo Letta - Pd, Orlando si candida a segretario "per responsabilità"
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    Il 21 febbraio 2014 è stato indicato come ministro della Giustizia nel governo Renzi, succeduto a quello Letta. Ha affrontato l’emergenza del sovraffollamento delle carceri italiane dopo la sentenza Cedu. Tra le leggi approvate quelle sugli ecoreati, sulle unioni civili e contro il caporalato - Pd, Orlando si candida a segretario "per responsabilità"
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    Dopo la sconfitta del Si al referendum di dicembre e la conseguente caduta del governo Renzi, Orlando è stato confermato come ministro della Giustizia anche nell’esecutivo Gentiloni. A febbraio ha annunciato la sfida all’ex premier per la corsa alla segreteria del partito - Pd, Orlando si candida a segretario "per responsabilità"
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    Il terzo candidato è Michele Emiliano, 57 anni: due volte sindaco di Bari e attuale presidente della Regione Puglia dal 2015, ha deciso di rimanere nel Pd per provare a vincere e riunificare il partito. Il Partito democratico, ha detto, rimane “casa mia, casa nostra” - Chi è Michele Emiliano, il magistrato che sfida Renzi
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    Nato e cresciuto a Bari, Emiliano è laureato in giurisprudenza ed è diventato magistrato a 26 anni. Si è trasferito ad Agrigento dove ha lavorato per la Procura di Falcone e Livatino. Nella sua carriera da magistrato si è occupato spesso di lotta alla mafia: prima a Brindisi, poi a Bari come sostituto procuratore della Dda - Direzione Pd, Emiliano: mi candido alla segreteria, questa è casa mia
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    Nel 2003 ha scelto di candidarsi come sindaco di Bari con la coalizione di centrosinistra. L’anno seguente ha vinto le elezioni. Nel 2007 è entrato nel Pd e due anni dopo ha ottenuto un secondo mandato come primo cittadino della sua città. Nel maggio 2015 è stato eletto presidente della Regione Puglia, ruolo che ricopre ancora oggi. Emiliano ha tre figli ed è sposato dal 1988 - Chi è Michele Emiliano, il magistrato che sfida Renzi
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    Durante la campagna referendaria dello scorso dicembre Emiliano si è schierato per il No, entrando in conflitto con l’allora premier Renzi. E nel precedente referendum sulle trivellazioni aveva definito “illegale” l’invito all’astensione fatto dall’ex primo ministro - Chi è Michele Emiliano, il magistrato che sfida Renzi
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    A febbraio Emiliano ha ufficializzato la propria candidatura alla segreteria del partito. Alla fine della prima fase delle primarie del partito, riservate ai circoli, è risultato il candidato meno votato, con una percentuale di consenso che si aggira tra il 6 e l’8% - Emiliano si rompe il tendine d’Achille ballando con un gruppo folk
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    A inizio aprile, durante il tour per le primarie, Emiliano si è rotto il tendine d’Achille mentre ballava con un gruppo folk in Calabria. È stato operato e dimesso dopo alcuni giorni. Durante il ricovero ha continuato a lavorare dall’ospedale e postare messaggi sui suoi profili social - Michele Emiliano è stato dimesso dall’ospedale: “Ora al lavoro”