Pd, voto mozioni: Renzi circa al 68%, Emiliano ancora in corsa

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I dati non definitivi incoronano l’ex premier. Il ministro della Giustizia al 25% mentre il governatore pugliese raggiungerebbe la soglia minima per partecipare alle primarie. Nuova contestazione dalla Procura generale della Cassazione per l'ex sindaco di Bari che, candidandosi alla segreteria del Pd, avrebbe di nuovo violato il divieto per i magistrati di iscriversi ai partiti politici

Il primo passo nella corsa alla segreteria del Pd è stato fatto ma all’interno del partito è scontro aperto sulle cifre. I circoli dem hanno votato le mozioni dei tre candidati ma le percentuali cambiano a secondo della fonte di riferimento, quindi non sono ufficiali e definitivi. 

 

Renzi in testa - Il dato certo è che Matteo Renzi tiene il comando nello scontro a tre. L’ex premier, stando alla sua mozione, è al 68%, staccando nettamente Andrea Orlando (che avrebbe il 25% circa) e Michele Emiliano, al quale viene attribuito un risultato di poco superiore al 5%, in grado di farlo restare dunque in gara per le primarie.  Un risultato che fa gioire l'ex premier, anche sui social.

 

 

Orlando polemico - Ma non c’è accordo fra le mozioni sull'affluenza. Secondo il dipartimento Organizzazione del Pd "in base ai dati raccolti dai coordinamenti regionali" i votanti ai congressi dei circoli del Pd sono stati 266.726, pari al 59,29% dei 449.852 iscritti. Tuttavia, la mozione del Guardasigilli Orlando giudica ‘'non convincenti'' le proiezioni Pd quotando l'affluenza ai congressi intorno ai 200mila votanti.

 

Orlando ha poi recapitato un messaggio preciso a tutto il Pd in vista delle primarie aperte del 30 aprile: ''Mi auguro che quel giorno votino oltre 2 milioni di persone, perché sotto questa soglia sarebbe un colpo per tutto il partito’'.

 

Procedimento a carico di Emiliano - Dalla Procura generale della Cassazione intanto è arrivata una nuova contestazione a Michele Emiliano nell'ambito del procedimento disciplinare a suo carico davanti al Csm. L'iniziativa si riferisce al fatto che, candidandosi alla segreteria del Pd, il governatore avrebbe di nuovo violato il divieto per i magistrati di iscriversi ai partiti politici, la stessa accusa di cui deve già rispondere per essere stato segretario e presidente del Pd della Puglia. Il difensore di Emiliano, Armando Spataro, ha chiesto il rinvio al termine previsto dalla legge che dovrebbe essere l'8 maggio, ovvero dopo le primarie: "Sono le regole del processo", ha detto il governatore.

 

I successi locali - I tre candidati hanno brindato ai risultati locali: nonostante la vittoria di Renzi a Roma, Orlando dichiara tutta la propria soddisfazione per aver registrato proprio nella capitale il suo miglior risultato con il 36%; così come rivendica il primo posto a La Spezia, sua città natale. 

 

L'ex premier invece guarda soprattutto al primo posto incassato a Bologna ma anche a Bari, la città di Emiliano, e in generale la buona riuscita in Liguria. Spicca poi il risultato di Firenze dove l'ex sindaco della città ha messo a segno l'82% dei consensi.

 

Successo per Renzi anche in Veneto, dove si attesta al primo posto con il 61,8% e prende la percentuale più alta di preferenze nella provincia di Verona (72,2%), e in Lombardia (69,39%): A Milano e provincia l'ex premier conquista il 67,67% delle preferenze.

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