Jobs Act, 80 euro, referendum: parabola del governo Renzi. FOTOSTORIA

L'esecutivo guidato dall'ex sindaco di Firenze è in carica da oltre mille giorni, diventando così il quarto più lungo della storia repubblicana. LA GALLERY

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    Dal febbraio del 2014 fino al 4 dicembre 2016, da "Enrico stai sereno", fino alla vittoria del No al referendum, la parabola del governo Renzi è durata oltre 1000 giorni diventando, dopo i due esecutivi Berlusconi e quello di Craxi, il quarto governo più longevo della storia repubblicana -
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    E' il 22 febbraio quando avviene il passaggio di consegne tra Enrico Letta e Matteo Renzi. Pochi giorni prima la direzione del Pd, guidato dall'ex sindaco di Firenze, aveva approvato una richiesta di passo indietro nei confronti di Letta, che rassegna le dimissioni. Il 24 e il 25 febbraio Renzi ottiene la fiducia al Senato e alla Camera - Il passaggio di consegne
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    Renzi si insedia al governo annunciando l'intenzione di presentare una riforma al mese. Tra le prime cose che il neo premier presenta, a marzo del 2014, c'è proprio quella riforma costituzionale che due anni dopo segnerà la fine del suo governo. All'epoca la riforma però gode ancora dell'appoggio di Forza Italia, dopo il cosidetto Patto del Nazareno tra Berlusconi e il segretario del Pd - Renzi presenta la riforma costituzionale
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    Sempre a marzo del 2014 Renzi si fa conoscere presso le cancellerie europee. Con Angela Merkel il rapporto sarà segnato da momenti di vicinanza alternati a frizioni - Il primo incontro con Merkel
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    Ad aprile del 2014 arriva una delle misure più note, e dibattute, del governo Renzi: gli "80 euro" per i redditi più bassi - Referendum, vince il No
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    Ma i primi mesi del nuovo governo sembrano convincere gli elettori. E il 25 maggio,alle elezioni europee, il Pd ottiene il 40% dei voti - Referendum, vince il No
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    A fine agosto 2014 Renzi incassa un'altra vittoria politica a livello europeo: il ministro degli Esteri del suo governo Federica Mogherini diventa Alto rappresentante per gli Affari Esteri dell'Unione Europea - Referendum, vince il No
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    Il 3 dicembre del 2014 viene approvata un'altra delle leggi simbolo del governo Renzi: il Jobs Act. L'approvazione del testo, fortemente criticato dai sindacati, è accompagnato da scontri e proteste per le strade di Roma - Referendum, vince il No
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    A gennaio del 2015 Giorgio Napolitano si dimette. Al suo posto viene eletto Sergio Mattarella. La scelta di Mattarella segna però la fine del cosiddetto Patto del Nazareno, l'accordo tra Renzi e Berlusconi sulle riforme - Referendum, vince il No
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    A marzo del 2015 si dimette il ministro dei Trasporti Lupi, in seguito al coinvolgimenti di alcuni dirigenti del suo ministero nello scandalo Grandi Opere. Il suo posto verrà preso da Graziano Delrio. Non è l'unico ministro che lascia il governo per questioni giudiziarie: ad aprile del 2016 lascerà il ministro per lo sviluppo economico Federica Guidi, in seguito alle indagini sul suo compagno Referendum, vince il No
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    A maggio del 2015 Renzi inaugura l'Expo di Milano, un'opera da lui fortemente sostenuta Referendum, vince il No
  • Il 4 maggio l'Italicum, la nuova legge elettorale che vale solo per la Camera dei deputati, diventa legge - Referendum, vince il No
  • Tra gli ultimi provvedimenti che hanno segnato l'esecutivo di Matteo Renzi l'approvazione a maggio del 2016 delle Unioni Civili -
  • Dopo il lungo iter previsto dalla legge la riforma costituzionale portata avanti dal ministro delle riforme Maria Elena Boschi viene approvata definitivamente il 12 aprile del 2016. Perché entri in vigore però deve ottenere anche l'approvazione di un referendum popolare - Referendum, vince il No
  • Il 4 dicembre il referendum popolare boccia la riforma dello stato con il 59% dei voti Referendum, vince il No